Cgil: alle tesi di Epifani oltre l’84% dei consensi

09/01/2006
    venerdì 6 gennaio 2006

    Pagina 15 Economia & Lavoro

    Cgil, alle tesi di Epifani
    oltre l’84% dei consensi

      Si sono già svolte 54mila assemblee di base in preparazione del congresso nazionale

        di Bruno Ugolini / Roma

          PROLOGO – Lo si può chiamare il prologo del 15° congresso nazionale della Cgil che si svolgerà a Rimini dall’1 al 4 marzo. Parliamo di ben 54. 817 assemblee di base svoltesi in tutt’Italia. E nelle prossime settimane si terranno i congressi delle categorie, delle Camere del lavoro, delle strutture regionali. L’immagine che ne scaturisce è quella di un soggetto sociale compatto, malgrado le intemperie politico-sociali. Hanno aderito al dibattito congressuale, fra lavoratori e pensionati, un milione e 605.701 (in rappresentanza di 5.587.204 iscritti) mentre i votanti sono stati 1 milione e 433.624. I voti al documento unitario, primo firmatario Guglielmo Epifani, sono risultati un milione e 425.112. Un risultato che non lascia adito a dubbi e che registra anche un altro elemento importante. L’intero gruppo dirigente della Confederazione aveva approvato l’intero impianto delle tesi, la lunga premessa generale. La stessa approvazione unanime era stata data ad otto delle dieci tesi: Sfida del lavoro e globalizzazione, Sindacato europeo e mondiale, La Costituzione, L’Italia e la sua crisi, Un’occupazione solida e stabile, I diritti dei migranti, Uno stato sociale inclusivo, Una Cgil democratica e rappresentativa. Erano invece presentate tesi alternative sulla tesi Otto (politiche contrattuali) da Gianni Rinaldini, Giorgio Cremaschi, Ferruccio Danini ed altri. Mentre sulla tesi Nove (dedicata ai temi della democrazia) accanto all’alternativa proposta dal segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini c’era anche una tesi proposta da Gianpaolo Patta. Quest’ultimo è il leader dell’area detta "Lavoro e società" (facente parte però della maggioranza attorno ad Epifani) dalla quale si erano distaccati nel recente passato Cremaschi, Danini e altri. Sono, se così possiamo dire, gli eredi di quei dirigenti che un tempo si raggruppavano, nel sindacato, attorno a Fausto Bertinotti e alla corrente detta "Essere sindacato". Il dibattito congressuale ha visto assegnare alla tesi Otto (primo firmatario Guglielmo Epifani), 1.179.896 voti, pari all’84,64%; alla tesi Otto alternativa (primo firmatario Gianni Rinaldini) 214.176 voti, pari al 15,36%. E per la tesi 9 (primo firmatario Guglielmo Epifani), i voti sono stati 1.053.487 pari al 75,43%, mentre per la tesi alternativa 9A (primo firmatario Gian Paolo Patta) i voti sono stati 140.453, pari al 10,06% e per la tesi alternativa 9B (primo firmatario Gianni Rinaldini) i voti sono stati 202.670 voti, pari al 14,51%. I commenti a tali risultati hanno voluto esaltare, innanzitutto, la prova massiccia di unità. Un’espressione di fiducia più che mai necessaria oggi, di fronte ad uno scontro politico sociale di proporzioni inedite. Certo, c’è stato anche, nell’esame del primo resoconto congressuale, qualche accenno critico. Come quello di Gian Paolo Patta che ha dichiarato, di non riconoscersi nelle percentuali dei voti riportati sulla tesi numero Nove, auspicando una verifica più scrupolosa. Sullo stesso tema è intervenuto Gianni Rinaldini chiedendo, però, di avere a disposizione tutti i dati (non solo quelli relativi alla tesi Nove) disaggregati per categoria e territorio onde permettere una valutazione più complessiva. Non solo quelli, dunque, sulla tesi Nove. Il tutto "per valutare lo stato di salute e di partecipazione alla vita democratica" della Cgil. E’ da notare che il segretario della Fiom, nella sua dichiarazione, evidenziando l’approvazione quasi unanime del documento congressuale unitario sottolinea l’espressione di un pluralismo diverso dal passato. Come a dire che un conto è il ruolo espresso da Patta con "Lavoro e società", un conto è il ruolo che intendono assumere Rinaldini e gli altri. Che non vogliono però creare una nuova aggregazione correntizia. Bisogna aggiungere, per capire meglio, che nell’avvio congressuale confederale, era stata decisa una stabilizzazione degli assetti dei gruppi dirigenti, col 20% (ottenuto al Congresso del 2001) riservato solo a "Lavoro e società". Ora però ci sarebbe un "nuovo pluralismo". E Giorgio Cremaschi esalta, a questo proposito, il successo politico degli emendamenti, superiore alle previsioni e pone interrogativi sul fatto che nel Mezzogiorno ci sarebbe stata più partecipazione che nel Nord. Un altro dirigente, Fausto Durante (espressione, in questo caso della "minoranza" Fiom) gli risponde sostenendo che un simile discorso, allora, avrebbe dovuto valere, in altre occasioni, per la stessa Fiom. Durante, sottolinea, comunque, una crescita, in questa occasione, dei cosiddetti "riformisti" metalmeccanici pari al 4-5%, rispetto al congresso di un anno fa.