Cgil alle imprese: sì al confronto

09/09/2004


            giovedì 9 settembre 2004

            sezione: ITALIA-LAVORO – pag: 19
            CONCERTAZIONE • Da Epifani segnali distensivi ma restano i nodi con Cisl e Uil su riforma dei contratti e meccanici
            Cgil alle imprese: sì al confronto
            Pininfarina: «C’è un problema strutturale di perdita della competitività, è prematuro dare giudizi sulla legge Biagi»

            LINA PALMERINI

            ROMA • Luglio è alle spalle. Non per tutti ma per Guglielmo Epifani — che ieri si è augurato una ripresa del confronto con Confindustria dopo lo strappo del 14 luglio sulla riforma contrattuale — sì. «Noi siamo pronti», ha detto il leader Cgil. Un’apertura che rischiara il clima con gli industriali anche in vista del contratto dei meccanici di cui sia ieri che oggi si discute al Comitato centrale della Fiom. Un segnale distensivo da parte del leader Cgil che arriva proprio nel giorno in cui l’Ires-Cgil presenta i dati sulla perdita del potere d’acquisto dei lavoratori. «È necessario — è stato l’appello di Epifani agli industriali — confrontarsi su temi alti, strategici per il Paese, dal fisco all’innovazione, per non scaricare tutto il conflitto distributivo tra impresa e lavoro. Proprio ora, poi, che ci sono scadenze contrattuali importanti». La prima è, appunto, quella dei meccanici.
            Dalle parole di Epifani, dunque, non si scorgono spinte salariali tout court ma piuttosto un mix di «buona politica dei redditi» con rinnovi contrattuali che non si discostino dall’inflazione tendenziale.
            Ma se per Epifani a luglio c’è stato il «passo falso» di Confindustria e quel 14 luglio è ormai alle spalle, per Savino Pezzotta il quadro è un po’ diverso. La Cisl continua a volere un confronto sulla riforma della contrattazione nonostante la freddezza delle imprese. Di questo si parlerà lunedì prossimo quando i tre leader di Cgil, Cisl e Uil si incontreranno per un chiarimento politico che deciderà il clima dei rapporti tra le confederazioni. Intanto, già oggi sia Epifani che Pezzotta interverranno rispettivamente alla riunione dei vertici Fiom e Fim in cui si discute di contratto e di possibilità di costruire una piattaforma unitaria dopo gli ultimi contratti separati.
            Sui metalmeccanici lo sforzo di mediazione è su due punti: primo, il calcolo della richiesta salariale (se terrà conto o no del contratto separato firmato solo da Fim e Uilm); secondo, le regole sulla democrazia sindacale incluso il referendum. In realtà, se sui meccanici Epifani si sta spendendo per affrontare la vertenza unitariamente, le difficioltà nasceranno lunedì, se Pezzotta continuerà a chiedere una data per chiudere la riforma della contrattazione.
            Un passaggio su cui la Cgil è divisa — in segreteria alcuni sono favorevoli ma altri si oppongono perchè non vogliono accordi con il Governo — e dunque Epifani non vuole esporsi. Almeno, non prima del direttivo della fine del mese. Se non si riuscirà a trovare una mediazione sui modelli contrattuali del ’93 e sulle sue scadenze, si potrebbe complicare anche la vicenda dei meccanici. Soprattutto nel passaggio sul referendum che non è tra i più semplici per la Cisl: oggi si aspetta di ascoltare Pezzotta ad Amelia alla riunione Fim.
            Intanto anche le imprese chiedono un confronto alto nel Paese «visto che il quadro non è roseo». Ne ha parlato ieri il vicepresidente di Confindustria, Andrea Pininfarina: «C’è un problema strutturale di perdita di competitività, noi come imprese ci assumiamo le nostre responsabilità ma ci sono anche oggettive difficoltà a livello di sistema che non aiutano la ripresa».
            Dunque, non c’è spazio per una riduzione delle tasse «perché l’Italia ha un debito pregresso molto alto» ma anche perchè sarebbe più importante «rilanciare la competitività industriale attraverso la riduzione della fiscalità per le imprese e non per le persone fisiche», ha detto Pininfarina che ha anche insistito sulla scommessa-Sud, attraverso defiscalizzazioni e contratti d’area.
            Infine, sulla riforma del mercato del lavoro, il vicepresidente di Confindustria prende le distanze dal giudizio negativo arrivato dai Giovani Imprenditori: ««La legge Biagi è operativa da poco meno di un anno e il giudizio storico non può essere ancora tratto: invito i Giovani alla prudenza».