Cgil, al direttivo bilanci e regole. Si riparte dai nuovi contratti

11/05/2011

L’attesa è per le conclusioni di Susanna Camusso al direttivo Cgil: la segretaria di Corso Italia chiuderà oggi la due giorni di assise del sindacato licenziando il documento sulla riforma del modello contrattuale. La proposta chiuderà un percorso cominciato quando ancora a guidare il primo sindacato era Guglielmo Epifani, che a settembre del 2010 insieme ai quadri della sua organizzazione riuniti a Todi indicò due obiettivi: rilanciare la contrattazione e ripensarne le forme e gli ambiti (anche al secondo livello), in mododa includere le fasce del mondo del lavoro ancora escluse. LA BOZZA La premessa da cui parte la Cgil, unica organizzazione a non aver firmato il rinnovo del sistema contrattuale del 2009, è che il modello attuale non funziona: crescita, produttività e retribuzioni non sono cresciute, nonostante le tante deroghe possibili; la contrattazione di secondo livello non si è diffusa come si sperava; il sistema di rappresentanza e le relazioni sindacali ne sono usciti indeboliti. Sono queste le principali pecche del modello sottoscritto da governo Cisl, Uil e Confindustria, ormai due anni fa.Oalmeno sono alcune delle pecche contenute in bozza denominata dalla Cgil «Per un nuovo modello contrattuale», resa pubblica qualche settimana fa e fortemente criticata da Giorgio Cremaschi, esponente della Fiom e leader della componente sindacale «28 aprile». Il sindacalista ha bocciato il documento provvisorio definendolo una «svolta negativa sul piano della politica contrattuale e delle scelte di fondo della confederazione». Secondo l’ipotesi di riforma, la struttura del nuovo modello tra le altre cose «prevederà una riduzione del numero dei contratti nazionali e una revisione del loro ruolo verso formedi tutela più generale e meno prescrittiva delle condizioni di lavoro per favorire la contrattazione di secondo livello»; «estenderà la contrattazione di secondo livello a tutti i settori »; «scongiurerà la pratica degli accordi separati attraverso la certificazione del grado di rappresentatività delle organizzazioni sindacali» e aumenterà «l’adattabilità delle norme contrattuali alle singole realtà settoriali e di lavoro». Oggi si capirà se rispetto a questa ipotesi, criticata da un esponente del sindacato e apprezzata da Confindustria, ci saranno delle novità. Il documento verrà presentato al direttivo dal segretario confederale Fabrizio Solari e le conclusioni spetteranno, appunto, a Susanna Camusso. La leader del sindacato di Corso Italia già ieri ha chiuso la prima giornata di lavori con una breve relazione sul bilancio e sui dati relativi al tesseramento del 2010. Il consuntivo 2010 si è chiuso in rosso per un milione di euro: a pesare, spiega l’organizzazione, è la spesa per le iniziative politiche (comprese le manifestazioni e i convegni) in aumento di circa 700.000 euro rispetto a quanto preventivato. Crescono leggermente anche gli iscritti, rispetto ai 5,7 milioni di tesserati del 2009 (5.748.269, più 2.104 unità, lo 0,04%). Tra questi, uno su quattro ha meno di 35 anni. Tra le categorie, la Fiom (362.667 iscritti) torna ad essere la terza organizzazione superando gli edili e restando alle spalle di Funzione pubblica (409.389) e al commercio (379.786). Impennata di tessere per il Nidil, il sindacato degli atipici, cresciuto del 28,05%. In crescita anche le iscrizioni alla Cgil dei lavoratori immigrati (482.530).