Cgil a congresso: due tesi per gestire la svolta politica

04/07/2001

Il Sole 24 ORE.com


    Cgil a congresso: due tesi per gestire la svolta politica
    ROMA – Ieri il direttivo della Cgil ha "varato"mi due documenti che andranno al prossimo congresso, previsto pr la prima settimana di febbraio a Rimini. Uno elaborato dalla maggioranza, che sintetizza la linea del segretario generale Sergio Cofferati, l’altro presentato dall’area di sinistra della confederazione, riunita sotto la sigla di "Lavoro, Società: Cambiare rotta".
    Ora ci sono 15 giorni nel corso dei quali ogni federazione e ogni iscritto alla Cgil potrà presentare delle osservazioni e dei contributi, che eventualmente verranno trasformati in emendamenti. Sarà una nuova riunione del direttivo a metà luglio a ratificare definitivamente i due documenti. A metà settembre, dunque, partiranno i congressi di base.
    Nel documento della maggioramza si fa un’attenta analisi delle ultime elezioni politiche individuando proprio nella mancata centralità del tema lavoro una delle cause della sconfitta della sinistra «sia di quella riformista che antagonista».
    In particolare, al buon risultato della Margherita, dalle urne è uscito un «responso impietoso nei confronti della sinistra e a perdere è la sinistra tutta». Le ragioni di questa sconfitta sono nella «crisi profonda d’identità e di programmi, allo scarso radicamento sociale» alla debolezza della cultura politica.
    In questo quadro la Cgil «confermaq la sua storica autonomia e la sua competenza a una più alta responsabilità sociale di rappresentanza del lavoro e dei lavoratori.Diventa, quindi, qualitativamente più impegnativo il confronto e l’intervento rispetto al quadro politico e al Governo». Il passaggio centrale è però nei rapporti con la sinistra su cui il sindacato di Cofferati si posizionerà con il suo «progetto, anche in maniera alternativa rispetto ai partiti anche se in questo quadro, è comunque interessata a un rafforzamento e ricomposizione delle forze di sinistra in grado di assumere il lavoro come aspetto centrale nella sua azione riformista».
    Una strategia in contrasto con il concetto di modernizzazione teorizzato da Confindustria e sposato dal Centro-destra che vede l’impresa al centro dei programmi di cambiamento del Paese.
    «La nostra azione è di impedire che si saldi il blocco sociale tra poteri finanziari e industriali e Governo» su quest’idea della centralità dell’impresa rispetto al lavoro.
    Mercoledí 4 Luglio 2001
 
|

 
Copyright © 2000 24 ORE.com. Tutti i diritti riservati
   

…………………………………..

…………………………………..