“Cgil” A Bertinotti piace «di governo»

02/03/2006
    gioved� 2 marzo 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

    A Bertinotti piace la Cgil �di governo�
    Il gelo di Cremaschi: cosa diventeremo?

      dal nostro inviato
      Maria Teresa Meli

        RIMINI – �Ho fatto un discorso misurato�, nel bar del Grand Hotel di Rimini Guglielmo Epifani mostra il volto moderato del sindacato che verr�. Ossia della Cgil che si prepara all’arrivo di un governo amico. Persino l’assenza di Francesco Rutelli, che non si � fatto vedere al congresso, non lo spinge alla polemica. �Mi ha cercato ieri sera. Con la Margherita non ci sono frizioni. E comunque c’era Tiziano Treu, con cui abbiamo lavorato insieme…�.

        Sembra un paradosso, questo di Epifani che, come sottolinea lui stesso, rid� �autonomia alla Cgil rispetto al partito� (leggasi i Ds che, non a caso, in quest’ultimo periodo sembrano flirtare pi� con la Uil, candidando Giorgio Benvenuto e Pietro Larizza), ma, nel contempo, sembra affidarsi a Romano Prodi e puntare tutte le sue carte sull’Unione. Al punto che, per smussare ogni futuribile angolo, ha polemizzato con l’agguerrita Fiom: �L’ho fatto con affetto – dice ora – ma alla volte la Fiom ha un troppo alto senso di s� e della propria identit�.

        Anche sulla guerra all’Iraq, pur chiedendo ovviamente il ritiro delle nostre truppe, Epifani non ha calcato la mano pi� di tanto: �Andatevi a vedere che cosa ho detto�, spiega lui confermando questa impressione. Sar� perch� l’Iraq ora rischia di diventare una gatta da pelare per il governo dell’Unione? E che dire del patto di legislatura che il leader della Cgil propone all’esecutivo Prodi? La proposta lascia perplesso il suo predecessore, il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, il quale teme che il sindacato si trasformi in un’istituzione. E non convince il leader di Rifondazione comunista Fausto Bertinotti, che osserva: �In questo modo c’� il rischio che il sindacato si leghi le mani, rinunciando alla propria autonomia�.

        Dunque sar� davvero cos�: una Cgil con le mani legate? Uno degli esponenti della minoranza, Giorgio Cremaschi, � preoccupato: �Vorrei parlare – dice – proprio di questo: che cosa diventer� il sindacato? Qui ho sentito un programma di governo�. Ma Epifani esclude questa deriva. �La Cgil – afferma – continuer� ad avere un ruolo centrale. E comunque in linea di principio, anche con il governo di centrosinistra io non rinuncio all’arma dello sciopero generale�. Ma anche lui sa che se il sindacato prendesse davvero un’iniziativa del genere l’esecutivo dell’Unione andrebbe a gambe all’aria. E quindi quella dello sciopero generale appare un’ipotesi di scuola.

        Piuttosto, la verit� sta in un passaggio della relazione del leader sindacale, dove dice che la Cgil ha trovato nel programma dell’Unione una �risposta positiva� alle sue preoccupazioni. Parlare di nuovo collateralismo sarebbe sbagliato, ma ha ragione Piero Fassino quando dice che �la linea della Cgil � in piena sintonia con il programma dell’Unione�. Del resto, anche Massimo D’Alema, che da presidente del Consiglio fu tutt’altro che tenero con quel sindacato (e che venne contraccambiato con pari durezza) ora dice: �Ci sono molte convergenze�.

        Quel che pi� stupisce, per�, � l’atteggiamento di Fausto Bertinotti. Per la prima volta il leader di Rifondazione non polemizza con la Cgil, anzi. �Quello di Epifani – dice il segretario del Prc – � un discorso che segna una differenza rispetto al passato, un discorso da prima dell’involuzione della Cgil. Ormai questo sindacato ha una soggettivit� politica compiuta e, in parallelo con l’Unione, ha intrapreso un percorso programmatico il cui sbocco � in sintonia con quello del centrosinistra. Per dirla con una battuta, la relazione di Epifani potrebbe essere un’ottima base programmatica per un presidente del Consiglio�. Insomma l’Epifani �misurato� piace al nuovo Bertinotti �misurato�.

        Ma l’idillio tra centrosinistra e Cgil preoccupa alcuni settori del sindacato, come la Fiom, e, soprattutto, pone un problema di ruolo a questa organizzazione. Non c’� il rischio che una Cgil appiattita sul governo esaurisca la sua funzione? E’ vero che Fassino promette un nuovo corso, rispetto a quello berlusconiano, e dice: �Governeremo cercando un’intesa con il sindacato�. Ma il prossimo esecutivo sar� chiamato a scelte di politica economica difficili. I leader del centrosinistra non se lo nascondono. Eppure, seduto al bar del Grand Hotel di Rimini, Epifani sembra convinto che cos� non sar�. Che quel patto di legislatura da lui proposto non gli legher� le mani, ma condizioner� il governo, e lo costringer� a raffrontarsi con la Cgil e ad accettarne alcune richieste. �Quale � stato il commento di Fassino?�, chiede il leader sindacale. Ottimo e abbondante, naturalmente. Il �misurato� Epifani sorride e assicura: �Vedrete che tanto dovranno passare sempre da noi�.