Cgil: 700mila nuovi iscritti Più «attivi» nonostante la crisi

01/03/2012

Nel corso di un 2011 eccezionalmente duro per il mondo del lavoro, la Cgil conta 700mila nuove tessere ed arriva così a sfiorare i sei milioni d`iscritti. Gli italiani con in tasca l`adesione al sindacato di Corso Italia nel 2010 erano 5 milioni e 658mila, di cui 2 milioni e 618mila tra i lavoratori attivi. Oggi, invece, sono 5 milioni e 686mila, di cui 2 milioni e 651mila tra meccanici, tessili, chimici, addetti dei servizi e del pubblico impiego in attività.
UN SUCCESSO DEL SINDACATO Numeri che, sommati al fisiologico turn-over dell`organizzazione – in particolare generato dalle persone che negli ultimi mesi hanno perso il posto di lavoro e, di conseguenza, la tessera sindacale – il saldo attivo arriva ben oltre 650mila ingressi alla confederazione, pari alla popolazione di un`intera provincia italiana di media grandezza. La confederazione di Corso Italia, comprensibilmente, festeggia i dati sulle adesioni come un grande successo per l`organizzazione. Perché guadagnato nonostante gli effetti devastanti della recessione, che ha determinato milioni di ore di cassa integrazione e il licenziamento di moltissimi dipendenti che erano stati posti nelle liste di mobilità. E perché ottenuto a dispetto della persistente strategia di isolamento e demonizzazione messa in atto dal vecchio governo Berlusconi e da una parte della classe imprenditoriale, a cominciare dalla Fiat. «Certo, quello del tesseramento 2011 è un risultato molto bello per il sindacato, tanto più considerando gli attacchi politici pesantissimi a cui è stata sottoposta la Cgil, i contratti separati nei settori del commercio e dell`ortofrutta, i due scioperi generali e le tante iniziative di mobilitazione» commenta Enrico Panini, segretario confederale responsabile dell`organizzazione. «L`aumento dell`1,24% degli iscritti tra gli attivi, in particolare, ci dice del lavoro minuto svolto fabbrica per fabbrica da oltre 100mila delegate e delegati, nostro vero punto di forza. La confederazione si è dimostrata punto di riferimento costante per la difesa dei diritti, ha saputo dire dei no, ma ha anche presentato proposte concrete stando nel merito dei problemi». Non a caso, le categorie ad aver registrato i maggiori incrementi sono state quelle più esposte al «taglieggiamento» datoriale: i lavoratori della conoscenza della Flc sono cresciuti dell`8,3%, quelli del commercio e dei servizi della Filcams del 5,3% e, su tutti, i precari del Nidil del 14,5%. UNA DIMOSTRAZIONE DI DEMOCRAZIA Eppure, prima ancora che del sindacato, questi numeri sono «un successo del Paese, un segnale importante per la salute e la maturità della sua democrazia in questo Paese» spiega ancora Panini, poichè «la crisi tende ad individualizzare, ad isolare le persone nei propri problemi. Invece tra i lavoratori italiani resiste l`idea di collettività nell`affrontarli».
E per la Cgil sono già chiare le prossime sfide: rendere operativo entro il 2012 il meccanismo di certificazione degli iscritti concordato con Cisl e Uil, e raggiungere i 6 milioni di tesserati entro il 2013.