Cessione di Giacomelli, Leonardo ferma tutto

25/10/2004

              sabato 23 ottobre 2004

              FINANZA INTERNAZIONALE pag: 34

              Cessione di Giacomelli, Leonardo ferma tutto

                MILANO • Doveva essere perfezionata ieri. Ma un "terremoto" improvviso ha bloccato la cessione di Giacomelli alla cordata Tuscan: il fondo Leonardo Provate Equity Fund Ltd — socio della cordata — ha infatti annunciato in una nota di «non avere assunto direttamente alcuna obbligazione nei confronti della procedura» e di «avere dato mandato ai propri legali di agire a tutela dei propri interessi e della propria immagine in merito a una manovra dai contorni poco chiari».

                Facciamo un passo indietro. La cordata Tuscan — composta dal finanziere americano Todd Robert Berman, dal fondo Leonardo e da tre manager di Giacomelli — si è aggiudicata in asta il marchio e i contratti d’affitto di 59 negozi Giacomelli. Per partecipare all’asta, il fondo Leonardo — assistito dallo studio legale Gianni, Origoni, Grippo & Partners — pare abbia portato ai commissari di Giacomelli una fidejussione bancaria per 2,5 milioni di euro. A quanto pare, però, il fondo si era impegnato per l’intera somma della ricapitalizzazione di Giacomelli: 15 milioni. Non solo: pare che ai commissari di Giacomelli fossero arrivate da alcune banche le garanzie di affidabilità di Leonardo. L’accordo sembrava dunque concluso: anche il ministero delle Attività Produttive aveva dato l’Ok. Ma ieri è arrivata la sorpresa: Leonardo ha annunciato di ritenere che «ne sia stata spesa falsamente la rappresentanza».

                «Nell’ambito della propria attività — ha infatti comunicato — il Fondo ha deciso di partecipare con un investimento limitato e sul presupposto indefettibile della partecipazione di altri investitori, all’acquisto delle società del gruppo Giacomelli. Si è successivamente appreso che nell’offerta è stato fatto riferimento ad un impegno di Leonardo ad accollarsi interamente l’onere della ricapitalizzazione della Giacomelli. Tale impegno però è di fatto giuridicamente inesistente poiché è stato assunto contrattualmente da un soggetto che non disponeva in alcun modo dei poteri per vincolare Leonardo Private Equity Fund».

                I commissari — che avevano già portato a termine le cessioni di Longoni e X-Sport — hanno ieri richiesto al ministero di convocare al più presto le parti in causa per fare chiarezza sull’"incidente". Il tentativo è di trovare un accordo, altrimenti la vicenda potrebbe sfociare in una battaglia legale. In ballo ci sono 623 posti di lavoro.

                MY.L.