Cesena. Dal negozietto all’iper c’è aria di sciopero

01/07/2004

Corriere Romagna


giovedì 1 luglio 2004
Edizione di: CESENA
Dal negozietto all’iper c’è aria di sciopero


CESENA – Continuamente sotto la tagliola della nuova legge n. 30, che introduce la piena liberalizzazione nei contratti di lavoro del settore commercio, la cosiddetta ‘triplice sindacale’ ha finalmente rotto gli indugi, proclamando le prime 8 delle 24 ore di sciopero programmate per una categoria che è stata definita come di frontiera, nel senso che va dai negozietti con una sola commessa agli ipermercati con circa 500 dipendenti. Il fatto è che il responsabile della Filcams-Cgil, Romano Fattini, che parlava anche a nome di Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, unitamente a Paolo Montalti del sindacato Cgil di base del commercio che stanno assistendo ad un fiaccante tira e molla. Basti dire che stamane ha ricevuto nuovo Sms che annuncia che il segretario nazionale della Confcommercio Billè ha invitato i tre Sindacati nazionali ad un tavolo chiarificatore. “Noi a livello locale non ci crediamo più perché 15 giorni fa eravamo giunti sul punto di firmare addirittura l’accordo sul nuovo contratto, quando all’improvviso la controparte, costituita dalla grande distribuzione, ha rigettato il documento di accordo”. Fattini spiega anche che ha la sensazione di un gioco delle parti, con il rischio di un pesante passo indietro rispetto al precedente contratto del ’93, a causa proprio della nuova legge 30, che attua letteralmente una deregulation del settore tanto per quanto riguarda il part-time, che ormai è la regola per i datori di lavoro, quanto per i rapporti a termine, ma quanto ancora sul riconoscimento del ruolo stesso del Sindacato. Ad una domanda dei giornalisti sulla fotografia del settore del commercio, il responsabile Cgil Fattini ha risposto con alcuni numeri: “Ormai il settore per del commercio gareggia quasi alla pari con quello metalmeccanico, tant’è che a livello nazionale contiamo 1.600.000 iscritti, mentre a livello comprensoriale la Cgil ne conta 2.500. E’ facile immaginare che soprattutto nei grandi gruppi commerciali fioccheranno le adesioni come dimostrano i tre pullman prenotati per una manifestazione nazionale a Roma. E’ ovvio che nelle piccole aziende, dove il titolare è a stretto contatto con la commessa e dove il Sindacato non riesce ad averla vinta sull’intimidazione strisciante sulla lavoratrice, è difficile per i lavoratori aderire”. E perciò che intanto i lavoratori del comparto aderenti a Cgil, Cisl e Uil sciopereranno tanto venerdì prossimo per chi lavora sui cinque giorni di apertura dell’esercizio dove presta la propria opera, e sabato prossimo per chi è tenuto a prestare la propria opera sui sei giorni lavorativi. Ma se anche il nuovo tavolo di confronto non dovesse sortire gli effetti sperati, nel senso che il mandato ricevuto da Billè da parte della grande distribuzione lo convincesse a dover rassegnare il mandato, i tre Sindacati annunciano già la seconda giornata di sciopero che sarà corredata da manifestazione territoriale dinanzi alla Confcommercio di Cesena.

Antonio Giunta