«Certi hotel una vergogna per tutti»

26/07/2010

«Questi hotel sono una vergogna, non ci rappresentano e no n rappresentano l’accoglienza riminese» . Lo dice forte e chiaro Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione albergatori di Rimini . Nel mirino ci sono tutte quelle strutture che – secondo l’allarme lanciato dalla Cgil – pagano poco e male il personale . Anzi in alcuni casi non
lo pagano affatto . Malgrado 13 ore di lavoro filato. La protesta sollevata dal sindacato, però, spiega la Rinaldis non è cosa nuova : «Concordo in pieno con questa analisi, ma la Cgil scopre l’acqua calda. Sono anni ch e sollecitiamo il potenziamento dei controlli, specie sulle strutture in affitto. Come Aia abbiamo anche presentato, sia a livello nazionale che regionale (adesso all’assessore al turismo Melucci), delle proposte che vanno in questa direzione ».
Il rischio, più che concreto – secondo Patrizia Rinaldis – è che si faccia di tutta l’erba un fascio : «Su 1 .150 hotel a Rimin i (2.500 in provincia) che 5 o 6 strutture non trattino con i guanti i propr i dipendenti è più che possibile, ma si tratta di una percentuale infinitesimale . Alberghi che non sono rappresentati – vi delle nostre aziende , che però ci ridicolizzano agli occhi di tutta Italia». Altro aspetto decisamente molto grave è lo sciopero dei dipendenti messo in atto all’hotel
Maracaibo di Rivazzurra: «Una cosa mai accaduta nella storia degli hotel riminesi – sottolinea preoccupata la presidente Aia – . Lo ribadisco, strutture che non rappresentano il nostro turismo, e che danneggiano la nostra identità . Ci sono molte persone che vengono qui, vedendo l’hotel come un investimento, ma che non sono del mestiere e finiscono per mettere in cattiva luce tutti gli altri» . Del resto campanelli d’allarme precisi erano già suonati in passato , in più di una occasione . E se la Cgil chiama in causa l’Aia chiedendo «se sanno chi sta arrivando in Riviera», la Rinaldis ribatte che «lo Sportello unico è preposto a questa attività» . Ma rimarca «non è così semplice capire davvero chi stia dietro a certi affari. Di sicuro abbiamo bisogno di approfondire i controlli, studiando verifiche sempre più precise».
E’ anche per debellare questo fenomeno che la numero uno degli albergatori rilancia l’idea di «trovare incentivi per il turismo, affinché venga considerato alla stregua di un’industria» . Perché «se rende di più cedere un hotel in affitto piuttosto che gestirlo in prima persona, certi rischi sono sempre alla porta».