Centro sinistra diviso sulla mossa delle coop

19/07/2005
    martedì 19 luglio 2005

    IN PRIMO PIANO – pagina 2

      FINANZA ROSSA

      Centro sinistra diviso sulla mossa delle coop

        ROMA • Tutti zitti. Nel giorno che ha visto il grande passo di Giovanni Consorte, con il lancio dell’opa di Unipol su Bnl, sulle agenzie di stampa non sono comparsi commenti di esponenti del centro sinistra. Ad eccezione della battuta di Giuliano Amato sull’Italia, ormai diventata un «grande casinò per il gioco di chi specula sugli investimenti immobiliari».

        E delle «personali congratulazioni» a Consorte di Pierluigi Fabrizi, presidente del Monte dei Paschi di Siena, che non aveva fatto mistero, alle prime mosse del risiko bancario, di avere una linea diversa rispetto al disimpegno in Bnl deciso dalla Fondazione.

        Del resto non bisognava arrivare alla data fatidica di ieri per avere la misura di come il centrosinistra sia spaccato sulla partita bancaria, sul ruolo della finanza rossa, sul giudizio nei confronti dei nuovi protagonisti, Ricucci e gli altri immobiliaristi, che si sono affacciati sulla scena del capitalismo italiano. Proprio i compagni di viaggio nella battaglia Bnl sono stati per Consorte un motivo di critica dentro il suo stesso partito. Ma le novità di ieri dell’acquisto di tutte le azioni del contropatto e il lancio dell’Opa hanno dato nuovi confini all’operazione. E chi la contesta, tra i Ds e nella Margherita, ora si sofferma sui costi e sul ruolo delle cooperative.

        Sul campo si fronteggiano diversi schieramenti: da una parte quello che fa capo a Fassino e a D’Alema, che sin dalle prima battute del risiko bancario hanno sostenuto una " finanza rossa" in prima linea e avrebbero voluto vedere anche Mps a fianco della compagnia di Consorte nella conquista di Bnl, convinti che la sinistra debba giocare in prima persona la partita del rinnovamento del capitalismo italiano.

        Dall’altra Franco Bassanini, senatore eletto a Siena, e gli altri esponenti locali del partito, favorevoli invece al divorzio tra Mps e Bnl: questione di costi eccessivi, ma anche dei compagni di viaggio scelti da Consorte, nel giudizio di Bassanini raider che speculano, senza creare ricchezze. Ora che l’Opa è lanciata, Bassanini non è tornato sui suoi passi: è d’accordo con Fassino che la banca senese debba trovare alleanze e crescere, ma resta convinto che abbia fatto bene a tenersi fuori da Bnl. Quanto ai raider, nessuno sdoganamento: anzi, dovrebbe essere compito della politica fissare regole che favoriscano la produzione e scoraggino la rendita. E proprio ieri Nerio Nesi, Sdi, ha presentato un’interrogazione parlamentare per sapere come saranno tassati i quasi 1.148 milioni di euro incassati dagli immobiliaristi del contropatto. Ma le divisioni vanno oltre i Ds: se Fassino ha sdoganato gli immobiliaristi, sostenendo che «non c’è un’attività imprenditoriale pregiudizialmente migliore o peggiore dell’altra» , Francesco Rutelli, ha denunciato lo «squilibrio tra raider e assetti industriali» , preoccupato per la presenza di «speculatori che passano da un tavolo all’altro senza progetti industriali» . La politica non deve scendere in campo e sostenere cordate, ma fissare le regole. Quanto a Unipol, per Rutelli si muove fuori dai propri compiti istituzionali.

        Una posizione che, nel mondo delle cooperativo, è condivisa da Luigi Marino, presidente della Confcooperative ( le coop bianche). Questione di bandiera, ma qualche perplessità attraversa anche le coop rosse se Turiddo Campaini, numero uno della Unicoop Firenze, ha deciso che non parteciperà all’aumento di capitale per sostenere l’acquisto di Bnl, sancendo che la Lega delle cooperative non è più il gigante monolitico di una volta. Dal dibattito non è rimasta fuori la Cgil: su Unipol, Guglielmo Epifani non si è pronunciato. L’ha fatto però Nicoletta Rocchi, ex numero uno dei bancari e oggi segretario confederale: se per fare certe operazioni ci si indebita fino al collo, a pagare il conto saranno i lavoratori. Consorte ha il sostegno dei leader ds Perplessità della Cgil e di alcune coop