Centri estetici, sì ai controlli

03/12/2002

ItaliaOggi (Economia e Impresa)
Numero
286, pag. 12 del 3/12/2002
Agnese Tommasi



Allarme di Federestetica dopo la morte di una donna soggetta a ozonoterapia.

Centri estetici, sì ai controlli

Per evitare l’abusivismo e le tragedie annunciate

L’incidente avvenuto in un centro estetico di Secondigliano (Napoli) che ha provocato la morte di una donna di 36 anni sottoposta a ozonoterapia porta nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica l’attività svolta nell’ambito del settore estetico.

Negli anni scorsi, a seguito di interventi chirurgici non eseguiti correttamente o in strutture non idonee, diverse donne hanno perso la vita. Ma sull’ultimo caso per ora non c’è niente di certo. ´In attesa che vengano fornite indicazioni precise sulla causa del decesso’, ha spiegato Danilo Garone, segretario di Federestetica Cna, ´l’associazione, non può che constatare come, da una parte, i mezzi di informazione abbiano dato ampio risalto all’accaduto e come, dall’altra, le autorità preposte abbiano promesso iniziative atte a stroncare fenomeni dell’abusivismo, mentre nessuno ha spiegato perché fino a ora i controlli, le ispezioni, l’attività di contrasto nei confronti delle attività illegali non siano state svolte’.

Federestetica Cna, che rappresenta le imprese che operano nel settore estetico, ha già denunciato da tempo la precisa volontà politica, da parte di chi ne ha facoltà, di non approvare il decreto interministeriale inerente le caratteristiche tecniche delle apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico. Decreto, sostiene l’associazione, che doveva essere emanato nel maggio del 1990 e di cui si sono perse le tracce. ´Perché non si vuole arrivare a una regolamentazione sull’uso di tali apparecchiature? A chi fa gioco questa situazione?’, ha insistito Garone, ´sono queste le domande che politici e amministratori si dovrebbero porre invece di promettere controlli e ispezioni che non avvengono mai’. La metà delle regioni italiane a distanza di oltre 12 anni dalla approvazione della legge nazionale 1/90 non ha ancora approvato le norme regionali di programmazione del settore e non ha dettato ai comuni le disposizione per l’adozione dei regolamenti comunali. ´Come mai?’, ha incalzato Garone, ´e perché restano inascoltati gli appelli per contrastare il fenomeno dell’abusivismo che pone problemi di sicurezza per gli utenti e di fisiologica concorrenza nel comparto?’.

Le 13 mila imprese di estetica operanti correttamente in Italia, sostiene Federestetica, non possono essere criminalizzate a seguito di comportamenti scorretti attribuibili a singole situazioni facilmente debellabili se i controlli fossero seri, rigorosi e costanti. ´Occorre’, ha concluso il segretario dell’associazione artigiana, ´prendere coscienza di questi interrogativi, a partire da chi ha responsabilità di controllo sulle attività di estetica. Se si rispettassero le leggi, tragedie simili sarebbero evitate’.