Centri estetici: la bellezza fa boom

16/07/2004


         
         
         
         
        ItaliaOggi Economia e Impresa
        Numero 169, pag. 12 del 16/7/2004
        Autore: di Sabina Monaci
         
        La bellezza fa boom
         
        Nel 2001 secondo l’Istat attivi oltre 16 mila centri estetici.
        n 10 anni crescita record del settore
         
        Gli italiani dedicano sempre più tempo e risorse alla cura di sé. E investono in benessere nei centri estetici e di bellezza.
        A rilevare la tendenza positiva del comparto delle imprese legate all’estetica sono i dati definitivi del censimento Istat 2001, elaborati dall’ufficio statistico della Cna per Federestetica.
        Il settore, secondo questi numeri, è cresciuto nel decennio che va dal 1991 al 2001 sia in imprese sia in addetti. E non conosce nemmeno flessioni significative nell’ultimo periodo di crisi economica, di solito molto incisiva per gli operatori di bellezza.

        Secondo il censimento a crescere in modo omogeneo sono appunto imprese e addetti. In termini nazionali le imprese passano da 11.127 del 1991 (di cui 8.632 artigiane) a 16.557 nel 2001 (di cui 13.750 artigiane).

        Gli addetti, compresi i dipendenti, passano da 18 mila del 1991 a oltre 30 mila nel 2001. A livello regionale il trend di crescita si presenta costante, solo il Molise subisce una contrazione, passando dalle 131 imprese del 1991 alle 58 del 2001. Per il resto, sempre nell’arco temporale 1991-2001 i dati vedono aumenti significativi in un gran numero di regioni. Il Lazio passa da 724 a 1.433 imprese. In Piemonte le attività crescono di 524 imprese. In Lombardia l’aumento supera le 1.500 attività, 640 in più nel Veneto, 400 in Emilia Romagna, 270 in Toscana, 80 in Umbria. Anche il Sud vede il segno positivo, 120 imprese in più in Sicilia, 300 in Calabria, 150 in Puglia, oltre 200 in Campania. A questo incremento delle imprese che operano nel settore della bellezza fa riscontro un analogo aumento degli occupati. Dato particolarmente significativo se si considera che questo è uno dei pochi settori che assicura occupazione al femminile sia indipendente che dipendente.

        I maggiori exploit occupazionali vengono dalla Lombardia, con più 3 mila addetti, seguono l’Emilia, con più 2.200, il Veneto, 1.500, il Lazio, 1.400, il Piemonte, 1.200. Positivi anche i risultati delle altre regioni, che, a parte il Molise, presentano tutti saldi occupazionali attivi. Oltre 300 in Trentino, 500 in Liguria, 900 in Toscana, 200 in Umbria, 200 in Abruzzo, 500 in Campania, 300 in Puglia, 50 in Calabria, 200 in Sicilia.
        ´Questo incremento, che di fatto procede seppur con ritmi diversi da oltre un decennio’, spiega Italia Ficini, presidente nazionale di Federestetica Cna, ´è sintomo del gradimento del consumatore italiano, non solo al femminile, per le attività legate al benessere. È anche evidente che parte delle risorse familiari siano oggi dedicate in modo costante alla cura del sé, ed è il segnale che il nostro paese si è adeguato a standard europei’. Secondo Federestetica Cna l’alimentazione dietetica, lo sport non agonistico, i trattamenti offerti nei centri estetici e nei fitness, il consumo di prodotti cosmetici sono tutti elementi che oggi vedono anche il consumatore uomo interessato e disposto a spendere. ´Questi fattori hanno reso l’insieme dei settori riconducibili alla cura del sé una delle prime industrie italiane per fatturato’, insiste la Ficini. Da sottolineare che la forma giuridica di impresa artigiana è ancora la più utilizzata per chi svolge attività di estetica, anche se con lo sviluppo integrato delle diverse attività dedicate allo star bene stanno sempre più prendendo piede delle strutture più complesse e articolate in grado di offrire contemporaneamente una pluralità di servizi come le beauty farm e le terme trasformati da luoghi di cura a centri benessere in cui poter trascorrere anche brevi vacanze. (riproduzione riservata)