Centri commerciali: I big stranieri all’attacco

21/11/2000

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Martedì 21 Novembre 2000
italia – economia
In campo mille miliardi per una decina di progetti di centri commerciali in Italia.

I big stranieri all’attacco.
La rassegna Mapic di Cannes conferma le crescenti attenzioni dei gruppi esteri

(DAL NOSTRO INVIATO)

CANNES Riprendono a marciare, anche se lentamente, gli investimenti nel settore commerciale, come rivelano i progetti presentati in questi giorni a Cannes durante il Salone internazionale Mapic, principale manifestazione internazionale sul settore in Europa. Sono in fase di decollo almeno una decina di nuovi progetti di investimento in Italia, nel settore dei centri commerciali, per un valore stimabile in oltre mille miliardi nell’arco di un paio d’anni. Secondo l’opinione diffusa degli operatori internazionali, impegnati nell’immobiliare commerciale, la fase di blocco degli investimenti in grandi strutture seguita alla introduzione della riforma Bersani dovrebbe iniziare ad allentarsi, almeno in alcune realtà ritenute strategiche (Centro-Nord Italia in particolare). In particolare si stanno rafforzando le sinergie tra promotori degli investimenti immobiliari, società distributive e gruppi specializzati nelle attività legate alla comunicazione e al tempo libero.

Nello stesso tempo alcune imprese italiane accelerano sulla promozione di investimenti di dimensioni rilevanti nel settore dei centri commerciali, come nel caso della Policentro che sta sviluppando a Fiume (Rijeka), in Croazia, il World trade center; in evidenza anche lo sviluppo di reti di vendita dirette come nel caso di Sisim, partner di numerosi gruppi distributivi italiani che marciano sull’estero.

Nel Nord Italia sono in cantiere diversi investimenti con targa anglo-americana nel settore dei factory outlet (megacentri dove viene venduto abbigliamento di alta qualità a prezzi superscontati), dopo il successo del centro di Serravalle (Alessandria) realizzato dalla Baa-McArthurGlen (Bmg) in partnership con il gruppo fiorentino Fratini. Bmg si prepara allo sbarco a Roma e a Firenze, mentre un occhio di riguardo è puntato sull’area di Venezia. Il gruppo Morrison, dopo l’avvio dell’operazione Lebole (Marzotto) ad Arezzo, si prepara ad accelerare sull’Emilia-Romagna e sulla Lombardia.

La statunitense Prime retail sta guardando con grande interesse gli sviluppi nel Nord Italia. La Regione Piemonte di recente ha accelerato l’iter di un importante progetto per un centro commerciale nell’area tra Ivrea e Torino. Un’altro grande gruppo Usa, la Value si prepara a puntare sull’Emilia-Romagna. Così come la britannica Oci sta dialogando con un pool di imprese (Europ invest, Castenuovese e Biesse-Esseci) per un factory outlet in Valdichiana. Interessata all’Italia anche la catena tedesca Cinemaxx specializzata in multisale (30 impianti e circa 300 miliardi di fatturato) che sta guardando con grande interesse ai nuovi centri commerciali italiani.

Ma anche le imprese italiane si stanno mobilitando. Nell’area di Gioia Tauro (Reggio Calabria) la Devin, insieme con Alban Cooper, Prassicoop e Archistudio sta promuovendo un centro commerciale con un investimento di un’ottantina di miliardi. Alle falde dell’Etna la Alis prepara un investimento di oltre 200 miliardi per un megacentro da 110mila metri quadrati con un ipermercato e multisala cinematografica. La Alifin prepara una grande struttura commerciale/intrattenimento alle porte di Napoli; altri due ipermercati si annunciano nell’area di Milano.

Vincenzo Chierchia