Centri commerciali: Gruppi stranieri all’attacco

27/03/2001

Il Sole 24 ORE.com Pagina 13


    L’anglo-olandese Schroder tratta un’acquisizione
    Prime Retail (Usa) sbarca in Piemonte

    Gruppi stranieri di nuovo all’attacco
    MILANO. I grandi gruppi stranieri tornano a guardare con interesse all’Italia e alle opportunità di investimento nel settore distributivo, sia che si tratti di colossi finanziari sia che a promuovere gli interventi siano gruppi che poi intervengono direttamente nella gestione.
    Il colossonfinanziario anglo-olamdese Schroder european property ha i riflettori puntati sull’Italia. «Un mercato molto interessante e promettente – sottolinea l’amministratore delegato Jeremy Lewis – nel quale contiano di investire ancora». E Schroder peraltro ha iniziato a ridurre l’impegno in altri Paesi, come nel caso del Belgio.
    «Intendiamo concentrarci sulla Francia, sull’Italia e sulla Scandinavia – aggiunge Lewis – che oggi offrono rendimenti interessanti e sicure prospettive di crescita del business per gli investitori istituzionali nel settore immobiliare». La Schroder ha acquistato in questi anni sei centri commerciali italiani ed ora si prepara a concludere una nuova operazione nel nostro Paese. Si tratta di un investimento nell’ordine dei cento miliardi all’incirca per una struttura distributiva di medio livello situata nel Nord Italia.
    «Il mercato italiano – sottolinea Lewis – ora può crescere, dal punto di vista delle società finanziarie che investono nell’immobiliare, con un occhio di riguardo per il comparto commeciale. Dopo essere stata per anni ai margini delle grandi operazioni, l’Italia adesso è a pieno titolo tra i Paesi che generano le migliori aspettative».
    Dagli Stati Uniti intanto si prepara a sbarcare in Europa, partendo proprio dall’Italia, uno dei colossi della grande distribuzione a stelle e strisce, il gruppo Prime retail. La Prime negli Stati Uniti è leader nella realizzazione e gestione di grandi centri commerciali che utilizzano il sistema denominato factory outlet. Si tratta di realizzazioni con un elevato standard urbanistico, di grandi dimensioni, e che ospitano in genere diverse centinaia di negozi gestiti da grandi marche di abbigliamento o articoli per la persona che vendono rimanenze di campionario a prezzi superscontati.
    La Prime retail, quotata a Wall Strett, gestisce 46 centri in 25 Stati Usa e Porto Rico, e conta circa 123milioni di visitatori l’anno. Il gruppo Usa ha dunque scelto l’Italia per sbarcare sul mercato europeo. È prevedibile che nel nostro paese vengano realizzati dai tre ai quattro centri di grosse dimensioni, probabilmente almeno una decina in diversi Paesi d’Europa.
    Per realizzare i progetti la società americana, che ha il quartier generale a Baltimora (Maryland) ha siglato, sotto la guida David Phillips, una intesa con la immobiliare italiana Svim di Torino per realizzare un factory outlet a Santhià, non lontano da Torino e in un’area a forte vocazione tessile. Il progetto prevede un centro da 14mila metri quadrati da realizzare in più fasi. Colloqui sarebbero stati avviati per mettere in cantiere altre realizzazioni nel nostro Paese, sulla base delle possibilità esistenti di realizzare dei centri commerciali con la formula del factory outlet.
    V.Ch.
    Chierchia a pag.13

    Martedì 27 Marzo 2001

 
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