Centri commerciali all’ingrosso, ripartono gli investimenti

01/04/2004



sezione: ECONOMIA ITALIANA
data: 2004-04-01 – pag: 20
autore: VINCENZO CHIERCHIA

Centri commerciali all’ingrosso, ripartono gli investimenti
    MILANO • In cantiere ci sono una quindicina di progetti di investimento per nuovi centri distributivi all’ingrosso, concentrati per lo più sulla fascia adriatica e nel Mezzogiorno, e da realizzare entro metà 2005. Il giro d’affari dei grandi centri distributivi all’ingrosso (denominati cash&carry) ha raggiunto quota 8 miliardi di euro, di cui 4,6 miliardi sono realizzati con i prodotti alimentari, secondo il rapporto realizzato da Information resources per le associazioni Faid (grande distribuzione) e Adis (cash&carry). Il settore, dopo anni di stagnazione, sta ritrovando slancio, la crescita nell’ultimo biennio è stata del 5 per cento. Come rileva Riccardo Francioni, presidente Adis, i cash&carry godono di una buona dose di flessibilità e se ne aprono attualmente più di una decina l’anno in media, trainati dalle buone performance dei consumi alimentari fuori casa delle famiglie. L’indagine ha censito 338 strutture in attività, con una superficie totale di 1,4 milioni circa di metri quadrati; la media è di poco superiore ai 4mila metri per struttura distributiva. Tra i gruppi distributivi la leadership — calcolata in base al numero delle strutture — spetta a Selex (66 punti vendita), seguono Interdis (51) e la filiale italiana del colosso tedesco Metro (41), che però vanta il primato per la superficie complessiva utilizzata (circa 339mila metri quadrati), seguita da Selex (183mila) e Interdis (170mila circa). Le rilevazioni sulle quote delle centrali acquisti (sempre basate sul numero di punti vendita gestiti) concedono la leadership di mercato a Mecades (Metro più Interdis, Sisa e Crai) con 116 grandi magazzini cash&carry che sviluppano in totale una superficie commerciale pari a 583mila metri quadrati circa. Al secondo posto Esd (che raggruppa Selex, Esselunga e Agorà) con 73 strutture di vendita. Come sottolinea la rilevazione Information resources il gruppo Metro nel complesso risulta in posizione di leadership globale con una quota di mercato del 34,6% a fronte del 12% di Selex, del 7,5% di Interdis e del 4,2% di Carrefour. I clienti principali dei cash&carry sono i titolari di partita Iva e, in particolare, dettaglianti e operatori della ristorazione (bar, ristoranti e comunità) o della rete ricettiva (alberghi). In genere un punto vendita ha circa 27mila clienti. «Il settore dei pubblici esercizi sta assumendo un ruolo via via più rilevante — ha sottolineato Francioni — visto che l’evoluzione in atto nella struttura dei consumi delle famiglie vede un progressivo spostamento del peso verso i consumi, soprattutto alimentari, fuori casa. Pertanto la rinnovata dinamica dei centri distributivi all’ingrosso segue l’incremento dei consumi». «Un po’ tutte le catene distributive hanno in cantiere piani di espansione — ha aggiunto il presidente Adis —. L’industria dei beni di largo consumo sta investendo massicciamente. Presidiare questo canale, che vale ormai l’11% del fatturato di tutto il largo consumo confezionato, significa per l’industria non solo assicurarsi un considerevole sbocco commerciale, ma anche avere a disposizione la vetrina ideale per il lancio di prodotti ad alto contenuto di innovazione e di servizio».