Centomila imprese in più nel 2002

06/02/2003

1-Centomila imprese in più nel 2002
2-NUOVI NEGOZI A QUOTA DIECIMILA

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
031, pag. 5 del 6/2/2003
Gaetano Pedullà


Dati Unioncamere sulle rilevazioni effettuate da Movimprese. Crescita marcata nel Mezzogiorno.

Centomila imprese in più nel 2002

Saldo positivo del 2,1% sulle cessazioni in un anno difficile

Quasi 100 mila imprese in più nel 2002. E la crescita sembra avviata a continuare anche quest’anno, soprattutto al Sud.

Nonostante il rallentamento dell’economia, le camere di commercio italiane hanno registrato l’anno scorso 378.851 iscrizioni di nuove attività e 281.292 cessazioni, con un saldo positivo quindi di 97.559 unità (+2,1%). A trainare la crescita è stato ancora una volta il Mezzogiorno, che ha registrato un saldo fra nascite e cessazioni di 43.526 unità, il 44,6% delle 97.559 totali, contro il 23,2% del Centro, il 17,9% del Nordovest e il 14,3% del Nordest.

I dati, elaborati da Unioncamere su rilevazione di Movimprese, confermano per il sesto anno consecutivo l’espandersi di un tessuto di artigianato e piccole imprese. Tanto che, tra la fine del 2002 e i primi dieci mesi del 2003, gli esperti del sistema camerale prevedono una crescita occupazionale di circa 230 mila unità.

´Malgrado il 2002 sia stato un anno difficile’, ha detto il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli, ´il sistema imprenditoriale italiano ha mostrato una forte vitalità, segno che il paese non si è seduto’.

La nascita di nuove imprese (il terzo miglior risultato degli ultimi dieci anni) è stata più significativa nei settori delle costruzioni e dei servizi alle imprese. In aumento, inoltre, sia le ditte individuali che le società di capitali.

´Il Mezzogiorno’, ha detto Sangalli, ´si sta dimostrando capace di scommettere su se stesso, con una crescita marcata soprattutto nel settore dell’agroalimentare, ma anche dei servizi all’impresa, l’informatica e il turismo’. In termini di crescita relativa, ha sottolineato il vicesegretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi, i valori più alti sono prevalentemente al Sud, dove si registrano quasi dappertutto tassi superiori al 3%, con picchi del 3,8% in Calabria e Sicilia, mentre il resto del paese è in fase di consolidamento. In frenata appaiono invece Liguria, Friuli, Emilia Romagna e Piemonte.

L’indagine mette in risalto per la prima volta le nuove imprese con titolare extracomunitario, che nel 2002 hanno presentato un saldo positivo di 20 mila unità circa, con Marocco, Cina e Albania ai primi posti nella classifica dei paesi di provenienza degli imprenditori.

- I commenti

Il viceministro per le attività produttive, Adolfo Urso, ha attribuito il merito di questi dati alla politica, soprattutto per il Mezzogiorno, attuata dal governo. E in questo senso ha ricordato la riduzione della pressione fiscale e l’aumento delle pensioni minime. Ma per il responsabile economico della Cna, Sergio Silvestrini, i dati confermano ´un trend positivo, nonostante l’assenza di una politica e di un progetto mirato alle pmi. Ed è significativo’, ha aggiunto Silvestrini, ´che nonostante tutto le piccole imprese riescano ugualmente a trovare nuovi segmenti di mercato. Ma per spingere di più sull’acceleratore occorrerebbe un grande piano finalizzato a valorizzare queste aziende, in linea, d’altronde, con quanto previsto nel Patto per l’Italia’.

Anche per il presidente di Casartigiani, Giacomo Basso, ´la cultura imprenditoriale è un obiettivo raggiunto, finalmente, anche nel Mezzogiorno. Ma ora è necessario sostenere di più l’impresa e l’artigianato, che è la parte più diffusa’. Basso ha fatto notare che se il saldo tra nuove e vecchie imprese è positivo, il dato sulle cessazioni, oltre 281 mila, ´è il terzo peggior risultato del decennio’.

Un aspetto raccolto pure dal presidente di Confartigianato, Luciano Petracchi, secondo cui ´le cifre sulle cessazioni indicano che fare impresa si trasforma ancora troppo spesso in una corsa a ostacoli, che fa morire circa il 50% delle aziende entro i primi tre anni di vita. Per questo’, ha concluso Petracchi, ´il governo deve accelerare le riforme in materia di fisco, burocrazia, mercato del lavoro, a ridurre gli oneri impropri a carico delle aziende, come per esempio l’elevato costo dell’energia e i gap delle reti infrastrutturali’.

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
031, pag. 5 del 6/2/2003

NUOVI NEGOZI A QUOTA DIECIMILA

Si rafforza la crescita dei nuovi negozi nel 2002: il saldo attivo fra aperture e chiusure è infatti pari a 9.754 unità. Il saldo attivo è generato da 62.305 nuove aperture e 52.551 cancellazioni. Risultano attivi anche i saldi parziali, rispettivamente per 4.143 e 6.611 unità. A livello di area si registrano saldi negativi in tre regioni del Nord: Lombardia, Friuli -Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Positivi i saldi di tutte le altre regioni, con valori particolarmente elevati al Sud, dove tre regioni, Campania, Puglia e Sicilia, detengono oltre il 60% del saldo complessivo. ´La difficoltà territoriale’, spiega il ministero, ´è rilevabile dal diverso andamento delle due componenti del saldo: a fronte di un Nord che vede crescere le unità locali, il Meridione presenta un aumento di sedi più che doppio rispetto alle unità locali’.