CEDI PUGLIA: SITUAZIONE DRAMMATICA: PRESIDI AI NEGOZI, «E LE BANCHE CHE ASPETTANO?»

13/11/2002

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

13 novembre 2002

CEDI PUGLIA: SITUAZIONE DRAMMATICA: PRESIDI AI NEGOZI, «E LE BANCHE CHE ASPETTANO?»

Situazione drammatica per i 1300 lavoratori dei negozi Gum, Tarantini ed ex Standa Commerciale di Puglia, Calabria, Sicilia, controllati da Cedi-Puglia, la società che tre anni orsono ha rilevato da Conad la rete ex Standa Commerciale nelle tre regioni meridionali.

Le aziende di Cedi-Puglia hanno chiesto l’apertura della lista di mobilità per tutto il personale e deciso, unilateralmente, la chiusura dei negozi da lunedì 18 novembre.

Alle lotte già intraprese dalle strutture sindacali territoriali, si somma la decisione delle federazioni nazionali Filcams Fisascat Uiltucs di presidiare con assemblee permanenti tutti i punti vendita a partire da venerdì 15 novembre.

Intanto il tribunale fallimentare, dopo due rinvii, ha convocato l’azienda per il 7 dicembre.

I lavoratori, esasperati, ieri hanno occupato la superstrada per Brindisi, e oggi hanno bloccato la stazione di Lecce.

«La prevedibilissima parabola di Cedi-Puglia – dice Luigi Coppini, responsabile Filcams del settore – è giunta all’impatto finale. Come sempre, sono i lavoratori che rischiano di restare schiacciati. Bisogna dire in modo chiaro che Conad porta una grande responsabilità in tutta questa vicenda, perché è Conad che, sebbene messa in guardia, ha ceduto i negozi a persone inaffidabili. Ora Conad, forse il maggiore creditore, deve farsene carico, e comunque, visto che Conad e Carrefour, ma pare anche Sma-Rinascente, sono interessate a rilevare l’ attività, le banche creditrici, presso le quali sono depositate le offerte dei compratori, devono sbrigarsi a dar corso alla trattativa. Ad ogni buon conto, poiché la chiusura è unilaterale, i lavoratori maturano la loro retribuzione normalmente, pronti ad attivarci per tutte le vertenze necessarie».

La storia Cedi inizia con la cessione da parte dell’allora Standa Commerciale della rete di vendita in Puglia, Calabria, Sicilia. Rete acquisita da Conad e subito ceduta a un imprenditore pugliese, già affiliato a Conad con una sua piccolissima impresa commerciale. L’inconsistenza della società approntata per l’occasione, la Cedi-Puglia appunto, era stata subito palesata dalla transazione avvenuta con Conad. Prezzo da pagare: 180 mld. Pagamenti: 5 mld liquidi, 85 mld da crediti bancari (in assenza di garanzie, dicono i sindacati), 90 mld da magazzino (vale a dire, dai fornitori).

Allo stato attuale l’esposizione è superiore a 180 mln di euro, e i lavoratori hanno tre mesi di arretrato da percepire (dovrebbero ricevere il 15 novembre un acconto di 830 euro, questo il poco trovato nell’ultima riunione al ministero).