Cedi, il giorno del giudizio

24/01/2003

BARI

 
 
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I dipendenti intanto presidiano l´ingresso del Tribunale di Bari in attesa del verdetto sul concordato preventivo
Cedi, il giorno del giudizio

Oggi a Roma la decisione sulla cassa integrazione
          ANTONIO MASSARI

          Per i dipendenti della Ce.di Puglia questa mattina potrebbero spalancarsi le porte della cassa integrazione. L´incontro previsto oggi a Roma tra il sottosegretario al ministero del Lavoro, Maurizio Sacconi, e la delegazione composta da dipendenti e sindacalisti, potrebbe risultare decisivo. Non è escluso, peraltro, che all´incontro partecipi personalmente il ministro del Lavoro Roberto Maroni. Insomma, le aspettative per l´appuntamento previsto alle 10,30 nella sede del ministero, sono davvero elevate. Va detto, però, che l´avvio della procedura riguarderebbe soltanto le filiali con più di 50 dipendenti e quindi non risolverebbe integralmente il problema. Per i nuclei vendita con un numero inferiore di lavoratori, infatti, resta in piedi l´ipotesi della mobilità. Un´ipotesi che solo il Tribunale fallimentare, con l´accoglimento del concordato preventivo, potrebbe ulteriormente rimandare. E proprio dinanzi alla sede del tribunale di Bari, ieri mattina, una cinquantina di dipendenti del gruppo Tarantini hanno inscenato l´ennesima protesta.
          «Continuiamo a manifestare pacificamente – ha spiegato Sebastiano Marzulli – ma non sappiamo sino a quando potremo mantenere la calma. La nostra situazione sta precipitando, non riceviamo lo stipendio dal mese di ottobre, alcuni di noi hanno ricevuto l´intimazione di sfratto e altri, quando ci riescono, s´indebitano con le banche: se continua così, potremmo trasformarci tutti in cani sciolti. L´esasperazione potrebbe far degenerare la protesta in atti molto più duri, se non addirittura violenti». Il presidio del Palazzo di giustizia è iniziato intorno alle 8 del mattino. Bersaglio della manifestazione, che si protrarrà oggi e domani, i giudici della sezione fallimentare che hanno chiesto ulteriore tempo prima di pronunciarsi sull´adozione del concordato. "Ai tre giudici dell´Ave Maria: dove sono stati sepolti i progetti di rilancio Carrefour e Conad? E´ arrivato il momento che vi comportiate correttamente", recitava lo striscione steso sulla cancellata del Tribunale. Ma le proteste contro i magistrati non riguardano solo la decisione sul concordato.
          «I giudici potrebbero ordinare ai liquidatori di darci almeno uno stipendio, i soldi ci sono – spiega una delle manifestanti – abbiamo diritto almeno alla tredicesima o agli assegni familiari. D´altronde, anche se gli scaffali dei nostri supermercati sono semivuoti, quel po´ di merce che abbiamo riusciamo a venderla. Ogni giorno realizziamo degli incassi: potrebbero pagarci con quel po´ che riusciamo a guadagnare». Insomma, nell´attesa che il tribunale fallimentare conceda il concordato e allontani definitivamente l´ipotesi del fallimento, l´esasperazione continua a salire. Per presidiare costantemente il Palazzo di giustizia i dipendenti dei supermercati Tarantini hanno deciso di presentarsi a turni, durante i tre giorni di protesta: «Ogni giorno almeno tre punti vendita resteranno chiusi – hanno spiegato i lavoratori – in questo modo potremo essere presenti e tenere viva l´attenzione sul nostro problema».