C’è una questione salariale, Confindustria lo riconosca

16/05/2005
    domenica 15 maggio 2005

      imprese & lavoratori

        C’è una questione salariale
        Confindustria lo riconosca

          Luca Cordero di Montezemolo accusa il governo di aver messo da parte l’industria in cambio della «mancia sull’Irpef». E non solo: il leader degli industriali entra a gamba tesa nel dibattito sul negoziato dei pubblici dipendenti, invoca moderazione salariale e intona l’inno dell’impegno comune di fronte alla recessione. Forse in Viale dell’Astronomia, ai cui vertici oggi siedono ancora due dei «vecchi» scelti da Antonio D’Amato (Gianmarco Moratti e Marco Tronchetti Provera) dovrebbero ricordarsi bene le tappe fondamentali del governo di centro-destra. Ad iniziare da quella Parma in cui gli industriali giurarono fedeltà a Berlusconi. Seguì l’epoca del collateralismo. Altro che «il governo non ci ha ascoltato». Per la verità ha ascoltato anche troppo. Così, avanti tutta a infierire sui diritti e sul lavoro, con le stanze del ministero del Welfare che sembravano quelle di Viale dell’Astronomia e viceversa (due nomi per tutti: Maurizio Sacconi e Stefano Parisi). Il messaggio era sempre lo stesso: meno tasse, meno vincoli. Nel frattempo i lavoratori stringevano la cinghia, cercando di arrivare a fine mese. Gli industriali nonon pensavano neanche lontanamente ad innovare, ad ingrandirsi (anzi, continuavano a ripetere che i piccoli andavano protetti) a costruire una vera strategia anti-cinese. Volevano soltanto pagare poco e sfruttare molto. E non solo: con i crac Cirio, Parmalat e Giacomelli vanno in fumo i risparmi di migliaia di cittadini. Da Confindustria neanche un mea culpa: tutta responsabilità delle banche? Un percorso miope, che ha spinto gli imprenditori a cambiare «cavallo», scegliendo Montezemolo. All’inizio la svolta sembrava innescata: l’impresa italiana ha riscoperto la parola innovazione. Ma bastano pochi mesi, e qualche strattone di troppo del governo, per tornare sul solito ritornello: meno tasse per le imprese, sacrifici dei lavoratori. Ne hanno fatti anche troppi di sacrifici. Con i dati sui consumi e sulla nuove povertà, è tempo di riconoscere l’esistenza di una questione salariale in Italia. Ed è anche ora che chi ha sbagliato, paghi.

            b. di g.