«C’è un infantilismo politico nella Fiom»

23/06/2010

Il segretario campano della Cgil ci dice subito di essere un po’ «incasinato». Al suo ultimo mandato, che scade nel 2011, di crisi industriali ne ha viste tante, ma oggi forse il sindacato si gioca qualcosa in più. PerMicheleGravano le cose non stanno esattamente così: «Si tratta di un accordo specifico per Pomigliano e scritto in base alla storia di questa fabbrica». Un «unicum», dunque, come l’aveva definito lunedì anche il vicesegretario del Pd Enrico Letta, ed è proprio su questo assunto che la Cgil ha spinto in questi giorni affinché la Fiom modificasse le sue posizioni, garantendo gli investimenti e invitando i lavoratori a votare per il sì. Dura la reazione degli iscritti e dei dirigenti dei metalmeccanici che hanno più volte contestato, duramente e anche in pubblico, gli esponenti della Cgil.
La Fiom ha anche definito una pugnalata alle spalle la vostra posizione…
Si tratta di infantilismo politico, e non credo si possa parlare di tradimento, come pure qualcuno ha fatto. Abbiamo invece provato a evitare l’isolamento politico e sindacale della Fiom, perché ci troviamo in un momento delicato non solo per i rapporti con l’azienda, ma anche nei confronti di un governo nazionale e locale di centrodestra.
La Fiat ha usato i vostri comunicati contro la Fiom, addirittura stampandoli d’intesa con Fim, Uilm e Fismic.
Nella battaglia politica e sindacale ognuno usa i propri argomenti. Ricordo però che un accordo separato è sempre una ferita e quando la Cisl ci ha chiesto di partecipare al comitato per promuovere le ragioni del referendum abbiamo rifiutato. Abbiamo una posizione che è solo nostra.
Ce la può rispiegare?
Ci siamo battuti e ci battiamo affinché la Fiat faccia gli investimenti, è un’occasione che la Campania non può perdere. Le condizioni di lavoro si possono sempre contrattare, in caso di chiusura della fabbrica ci sono ricadute industriali, a livello nazionale e locale, che non siamo in grado di prevedere.
Però ci sono punti dell’accordo che sono anticostituzionali. È vero o no?
I nostri giuristi stanno lavorando per capire se nell’accordo ci siano punti che violano la Carta. In questo caso mi sembra evidente che un patto tra privati non può essere in contrasto con la Costituzione e quindi verrà considerato nullo. La Fiat avrebbe potuto evitare certe forzature, ma la Fiom accentua i toni anche per una questione di identità. Restiamo convinti che una volta garantiti gli investimenti ci possiamo battere insieme per eliminare quegli aspetti che consideriamo non positivi.
La Fiom ha già fatto sapere che anche in caso di esito positivo non firmerà l’accordo…
Aspettiamo di vedere i risultati. Ci troviamo di fronte a un atto di democrazia, il referendum, e l’esito richiederà in ogni caso un’attenta valutazione. Il segretario generale della Fiom Maurizio Landini ha affrontato la situazione con coraggio, introducendo elementi di novità. Ora però c’è bisogno di discutere insieme e a tutti i livelli su come affrontare questa fase delicata.
Mi pare che si stiano usando gli stessi argomenti e le stesse modalità per l’accordo di Melfi del 1993. Qui siamo in presenza di un’intesa specifica per Pomigliano e che non può ripetersi in nessun altro stabilimento.