Comunicati Stampa

Non c’è turismo senza lavoro, non c’è turismo senza tutele

07/06/2018
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L’estate è vicina e il web comincia ad affollarsi di spot promozionali istituzionali e pubblicità progresso che promuovono il territorio italiano e le sue località turistiche. Da oggi scende in campo anche la Filcams CGIL con una campagna di comunicazione rivolta ai lavoratori stagionali del settore e alla tutela dei loro diritti.

Non c’è turismo senza la tutela del patrimonio artistico e culturale, non c’è turismo senza la tutela dell’ambiente e del paesaggio, non c’è turismo senza la tutela dei lavoratori.

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La stagione turistica 2017 è stata la migliore degli ultimi anni. I dati invernali e dei ponti primaverili del 2018 sono altrettanto positivi, così come le previsioni per la stagione estiva.

Solo a Pasqua gli italiani in viaggio sono stati il 2,4% in più rispetto al 2017, ed il giro d’affari è cresciuto più che proporzionalmente (7,2%); e si prevede un incremento del 10% di vacanze estive rispetto al 2017 (Cemu – Centro Studi Filcams in collaborazione con SL&A Turismo e Territorio).

Anche i dati legati all’occupazione appaiono in crescita: i lavoratori dipendenti nel settore, registrati dall’Istat, sono “almeno” un milione e 71 mila nel quarto trimestre 2017, con un incremento rispetto all’anno prima del 9,4%.  Sono dati positivi che però nascondono tante ombre: diminuiscono, infatti, i contratti a tempo indeterminato (-1%) mentre aumentano quelli a tempo determinato (+4,4%).

La Filcams come ogni anno promuove una campagna informativa e social Non c’è turismo senza tutele per sensibilizzare i lavoratori stagionali a conoscere i loro diritti:

“Chi lavora durante la stagione estiva turistica entra purtroppo nell’ordine di idee di dover accettare il far west senza alzare la testa” afferma Cristian Sesena segretario nazionale Filcams Cgil. “Le imprese mancano di una vera e propria consapevolezza delle potenzialità del settore, e tendono pertanto ad orientarsi al guadagno immediato senza programmare l’offerta; a questo si aggiunge la mai risolta questione del dimezzando dell’ex indennità di disoccupazione (NASPI), voluto dal Governo Renzi”

Nonostante il buon andamento, il lavoro nel turismo non è un lavoro di qualità: “bisogna richiamare le imprese ad un senso di responsabilità sociale che dimostrano ancora di non possedere. È necessario potenziare le ispezioni e gli interventi da parte degli organismi preposti per evitare le irregolarità e la diffusione dell’illegalità. I lavoratori del turismo sono la prima interfaccia con cui i turisti si rapportano. Possono concorrere con un servizio di qualità a migliorare l’esperienza della vacanza dei viaggiatori/fruitori. Per fare ciò debbono essere formati, valorizzati correttamente inquadrati e adeguatamente retribuiti.” Anche per questo la campagna assume i toni e lo stile della “pubblicità progresso”, perché il miglioramento delle condizioni di chi lavora è un elemento irrinunciabile per un paese che vuole puntare davvero su turismo e cultura.

Non c’è turismo senza tutele

La campagna sarà accompagnata dal lancio di 4 video spot rivolti alle differenti tipologie di lavoratori del settore, dalla guida turistica al bagnino, dall’addetto della ristorazione all’operatore del settore alberghiero, utilizzerà tutti i canali social e sarà presentata durante iniziative promosse nelle località di vacanza.