C’è l’intesa per il settore pulizie

20/12/2007
    giovedì 20 dicembre 2007

    Pagina 24 – Economia e imprese

    Aumento a regime di 115 euro per 500mila lavoratori

      C’è l’intesa per il settore pulizie

        ROMA
        Per trenta mesi hanno aspettato, accontentandosi per forza dei pochi euro previsti dall’indennità di vacanza contrattuale. Poi ieri è arrivata la firma del contratto per i 500mila lavoratori del settore delle pulizie: 115 euro di aumento a regime per il 2008-2009, parametrati al secondo livello, distribuiti su tre tranche. Di questa cifra, 20 euro sono a titolo di Edr, elemento distinto della retribuzione, finalizzato a compensare il lungo periodo di vacanza contrattuale. Gli aumenti scatteranno al primo gennaio del prossimo anno: si comincia con 45 euro; altri 35 saranno in busta paga al primo gennaio 2009 e il resto da giugno 2009. Il contratto avrà validità quadriennale. Quello precedente, come spiega Ubaldo Conti, sindacalista della Uil di categoria che ha seguito tutta la trattativa, era scaduto a maggio del 2005. L’intesa è stata possibile grazie all’intervento del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che ha garantito le parti su una modifica della legge 223 del 1991 relativa al meccanismo di cambio di appalto.

        Secondo la legge, i lavoratori sarebbero finiti in mobilità. Una situazione che vede il sindacato da tempo contrario. Il ministro si è impegnato a integrare i decreti attuativi della legge 123 del 2007, il cosidetto milleproroghe, con una norma che garantisce il rispetto del costo del lavoro da parte dei committenti, assicurando, aggiunge Conti, la parità di condizioni con il contratto prececedente. Altro impegno del Governo, un tavolo istituzionale contro il lavoro nero e l’illegalità nel settore. Non solo: Damiano ha promesso che sensibilizzerà i committenti pubblici per aggiornare i prezzi a seconda delle variazioni delle tabelle ministeriali ed entro il 31 gennaio 2008 emanerà una circolare.

        Le posizioni di partenza dei datori di lavoro prevedevano il non pagamento dei primi tre giorni di malattia e l’eliminazione della maggiorazione del 25% per il sesto giorno consecutivo di lavoro. Richieste che sono state accantonate. Invece il sindacato ha convenuto sull’abbassamento da 11 ad 8 per le ore di riposo consecutive che spettano al lavoratore.

        «Con la firma e con gli impegni del ministro Damiano ci auguriamo che si possa garantire agli operatori una concorrenza leale sul mercato», ha detto il presidente della Fise Anip, Claudia Giuliani.

        Anche Massimo Stronati, pesidente Federlavoro e Servizi Confcooperative ha giudicato il contratto «il giusto equilibrio tra le parti, una premessa per normalizzare il mercato».

        N.P.