C’è l’accordo sul maxicondono fiscale

13/12/2002





13 dicembre 2002

FINANZIARIA / Il ministero dell’Economia frena le richieste. Dubbi sull’andamento dell’autotassazione di novembre

C’è l’accordo sul maxicondono fiscale

Dalla tassa sul fumo 400 milioni per la ricerca. Maroni: il riassetto delle pensioni entro il 2003

      ROMA – Arrivano il supercondono, la sanatoria per i pensionati che lavorano in nero e la tassa sulle sigarette che servirà per finanziare i 400 milioni di euro per la ricerca e l’Università. Ci sarà probabilmente anche l’estensione alle imprese dello scudo fiscale mentre per le Fondazioni e la liberalizzazione dei servizi pubblici le novità slitteranno a gennaio. Niente da fare, invece, per il condono edilizio che resta al palo. Dal confronto tra governo e maggioranza (che continuerà anche oggi) prende forma il maxi-emendamento insieme alla protesta dei governatori delle Regioni che, per nulla soddisfatti del vertice avuto con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, hanno minacciato di scatenare una guerra istituzionale. Tutto questo mentre il ministro del Welfare Roberto Maroni sostiene che «la riforma» della previdenza sarà varata entro il 2003. Si vedrà lunedì quando il maxi-emendamento, che tra l’altro non sarà più maxi – come ha spiegato il presidente dei senatori forzisti Renato Schifani – ma «pluri» nel senso che domani saranno presentati più emendamenti in parte dal governo e in parte dal relatore Lamberto Grillotti, prenderà un assetto definitivo. Infatti da domani a lunedì ci sarà spazio per i sub-emendamenti.
      CONDONO – «Sarà forte». Così lo ha definito Schifani. In nessuno modo il governo vuol usare la parola «tombale» per non incappare nelle ire della Lega. Certo sarà molto esteso con un ventaglio di regolarizzazioni dalle scritture contabili all’Invim, dall’imposta di successione fino alla chiusura di tutte le pendenze dal 1997 al 2001.
      AUTOTASSAZIONE – Il ministero dell’Economia sta ancora lavorando alle cifre dell’autotassazione di fine novembre ma le prime indiscrezioni sembrano delineare un quadro non proprio esaltante. Sarebbe questo il motivo del fermo «niet» che Tremonti ha opposto alle richieste miliardarie dei «governatori». Si parla, anche se le cifre non sono definitive, di una flessione del 4% per le entrate da Irpef per gli autonomi e di una del 7% per l’Irpeg. Migliora invece del 4% l’Irpef per i dipendenti e pensionati così come è positivo (»3,5%) il trend per l’Inps e l’Iva.
      IL CASO LSU – Nella nuova formulazione del «pluriemendamento» da parte del governo sarebbero stati dimezzati i fondi (in tutto 700 milioni di euro) previsti dal Patto per l’Italia per aumentare l’indennità di disoccupazione da sei mesi a un anno. Lo sostiene Beniamino Lapadula, responsabile economico della Cgil, precisando che «oltre 300 milioni di euro andranno a finanziare gli Lsu (lavoratori socialmente utili) della scuola». Un cambiamento di posta finanziaria che non convince la Cisl preoccupata di veder depotenziato il Patto.
      I RECUPERI – Tra gli emendamenti che potrebbero riapparire nel cammino della Finanziaria nell’aula del Senato c’è l’estensione degli sgravi del 36% per le ristrutturazioni edilizie a tutto il 2003 e l’innalzamento dell’età pensionabile per i magistrati a 75 anni. Per gli sgravi ieri il sottosegretario al Tesoro Giuseppe Vegas non ha dato molte speranze (fermi al settembre dell’anno prossimo) ma non è escluso che all’ultimo momento vengano trovate le risorse. Per il caso dei magistrati, bocciato l’emendamento dei 75 anni da uno schieramento trasversale Udc-Lega, dovrebbe riapparire in zona cesarini. Un recupero sembra scontato anche per l’esclusività dei medici pur senza la tassa da 5 mila euro bocciata alla Camera.
      SCUDO FISCALE - Il governo, sul delicato tema di estendere alle imprese lo scudo fiscale, sembra non sia intenzionato ad assumersene la responsabilità. Si ricorrerà probabilmente a un emendamento della maggioranza nelle ultime ore utili per la discussione della manovra 2003. Oltre all’esigenza di fare cassa, per il governo questo provvedimento avrebbe un’importanza strategica perché contribuisce all’emersione del lavoro nero (conti all’estero delle aziende, ndr).
      CONFITARMA - Tra le molte proteste anche quella degli armatori (riuniti in Confitarma) che minacciano di iscrivere le loro navi nei registri europei se in Finanziaria non verranno inseriti gli sgravi per i dipendenti.
Roberto Bagnoli