C’è l’accordo con Bossi per la sanatoria delle colf

12/12/2001

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Martedì 11 Dicembre 2001


IMMIGRATI, DIETRO LE QUINTE DELLO SCONTRO
C’è l’accordo con Bossi per la sanatoria delle colf

EMANUELE IMPERIALI
Carlo Giovanardi, esponente di punta di quel ”partito cattolico” che milita nella Casa delle Libertà e, quel che più conta, ministro dei rapporti col Parlamento, rivela a ”Il Mattino” che è stato raggiunto con Umberto Bossi un accordo positivo sulla regolamentazione delle colf. L’esponente governativo non va oltre, ma si intuisce chiaramente che la minisanatoria per le collaboratrici domestiche che attualmente lavorano in nero in quanto sprovviste del permesso di soggiorno sarà inserita come emendamento nella nuova legge sull’immigrazione in discussione nelle aule parlamentari. Ha vinto, quindi, il fronte interno al centro destra guidato dai cattolici del Polo e da quei settori di Forza Italia e anche di Alleanza Nazionale disponibili a sanare la posizioni di quanti sono in Italia da tempo, hanno un alloggio, un reddito da lavoro e non hanno precedenti penali. Continuare a tenere queste persone in una condizione di clandestinità tollerata ma non ammessa comporta anche un danno per le casse dello Stato, in quanto, sanando queste posizioni, si consentirà all’Inps di cominciare a intascare i contributi previdenziali. I più contrari verso questa concessione sono i leghisti, che anche due giorni hanno ribadito la loro posizione, cacciare via tutti i clandestini dal nostro paese, e la maggior parte degli esponenti di Alleanza Nazionale, a cominciare dal vicepremier Gianfranco Fini. Proprio questa spaccatura verticale interna alla maggioranza di governo ha spinto i partiti del centro destra a porre anche il tema caldo dell’immigrazione tra quelli da discutere al vertice convocato da Silvio Berlusconi. «Non si arriverà a spaccature in sede di voto, tutto sarà discusso e compensato prima di andare in aula», taglia corto il sottosegretario all’Interno Antonio D’Alì, annunciando la disponibilità del governo a modificare la legge attualmente all’esame della commissione Affari Costituzionali del Senato. «Il governo – precisa il sottosegretario – non avanza proposte di modifica ma è pronto a prendere atto di correzioni a patto però che la maggioranza sia compatta nel deciderlo». In quel caso, fa capire il vice di Scajola, si potrebbero aprire ”finestre” per sanare particolari situazioni lavorative, come le colf e quanti svolgono attività di assistenza domiciliare agli anziani.