C’è la crisi? Andiamo al cinema

25/06/2010

Ballare sotto le stelle, o al chiuso, davanti a un piano bar, ascoltare le note e lasciarsi andare. Oppure entrare in un cinema, sedersi al buio, farsi raccontare una storia, ridere, piangere, emozionarsi, arrabbiarsi.
La crisi si combatte così. Lo dicono i dati Siae diffusi ieri e pubblicati sull’Annuario 2009, al termine dell’indagine a tappeto (i valori non si riferiscono a un campione, ma sono la sintesi delle informazioni raccolte sul territorio dai 650 uffici della Società Italiana Autori Editori) svolta tra gennaio 2009 e febbraio 2010. La spesa destinata dagli italiani allo spettacolo è aumentata nel 2009 del 6,8% rispetto al 2008 e l’investimento più importante (un miliardo e 123 milioni di euro) riguarda il settore «ballo e concertini», ovvero «trattenimenti danzanti nei locali da ballo con musica dal vivo o musica registrata più esecuzioni musicali» in luoghi dove la musica non è il principale motivo di richiamo per la clientela. Subito dopo viene il cinema (per cui sono stati spesi 743 milioni di euro, incremento del 6,4%), settore che registra il maggior numero di biglietti venduti nonostante l’aumento del costo medio d’ingresso dovuto all’esplosione del fenomeno 3D. I tre film che hanno richiamato più spettatori sono L’era glaciale -L’alba dei dinosauri, Harry Potter e il principe mezzosangue, Angeli e demoni. Al quarto posto il primo titolo italiano, Natale a Beverly Hills, seguito da New Moon, 2012, Italians, Up. Chiudono la classifica il debutto di Checco Zalone Cado dalle nubi e Baarìa del premio Oscar Giuseppe Tornatore. Le previsioni per il 2010, anticipate dal nuovo presidente dell’Agis, Paolo Protti, descrivono un felice primo semestre, segnato da un 20% di presenze in più nelle sale.
Gli italiani hanno imparato ad amare la commedia musicale, in crescita tra le attività teatrali. Corrado Guzzanti, con le sue mille voci-trasformazioni-imitazioni, guida la top ten degli ingressi, seguito a ruota dal fenomeno Mamma mia!, dall’Amleto con Alessandro Preziosi, dallo show di Fiorello, da Filumena Marturano messo in scena da Luca De Filippo e da Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante. Ultima, ma significativa posizione per Paolo Poli, interprete raffinato dei Sillabari di Goffredo Parise.
Gli U2, con le due date del 7 e dell’8 luglio 2009 allo Stadio Meazza di Milano, sono il gruppo che ha mobilitato più appassionati, subito dopo vengono i Depeche Mode, le Amiche per l’Abruzzo e Madonna. L’Arena di Verona, stando ai dati Siae, è il luogo deputato della lirica. I dieci spettacoli che hanno registrato il più alto numero di entrate si sono svolti tutti, invariabilmente, lì, dall’Aida, al primo posto con 14.258 ingressi, alla Carmen, decimo posto, con 10.624. Lo sport è in testa per il volume d’affari che cresce complessivamente in tutti i settori (più 1,7%). La medaglia d’oro, tra i libri più stampati, va a Io sono Dio di Giorgio Faletti, seguono Il gioco della verità di Sveva Casati Modignani, La tomba di Alessandro di Valerio Massimo Manfredi, Scusa ma ti voglio sposare di Federico Moccia e Un sabato con gli amici di Andrea Camilleri.
Nell’anno nero dei tagli al Fus, i dati Siae accendono i riflettori su un mondo dello spettacolo amato e seguito. Forse andare al cinema o a ballare è l’ultimo lusso possibile nell’Italia piegata dalla crisi: «Potremmo definirci moderatamente soddisfatti – osserva Protti – se non avessimo ben presenti l’insufficienza del Fus e gli ulteriori tagli annunciati per il 2011». I dati, commenta il presidente della Siae, Giorgio Assumma, «mi fanno essere ottimista soprattutto per l’immediato futuro». Sempre che si riesca a trovare un modo «per regolamentare le nuove tecnologie come Internet al fine di fermare un fenomeno molto preoccupante come l’accesso illegale al materiale protetto da diritto d’autore».