C’è Fondoprofessioni

01/07/2005
    venerdì 1 luglio 2005

    pagina 41

    Arrivano nuove possibilità per i dipendenti degli studi

      C’è Fondoprofessioni

      Disponibili 3,5 mln per la formazione

      Anna Linda Giglio

        Un capitale di 3,5 milioni di euro da destinare alla formazione dei dipendenti degli studi professionali. Questa la dotazione finanziaria di Fondoprofessioni, il Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua che debutta oggi a Roma con la presentazione del primo bando. A un anno di distanza dall’avvio della fase di start up (che si concluderà nel luglio 2007), il fondo nato nel dicembre del 2003 dall’accordo tra consilp-confprofessioni, Confedertecnica, Cipa e Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat, Uil-Uiltcs, muove quindi i primi passi presentando le regole per la presentazione delle domande e i criteri di valutazione dei progetti.

        A finanziare il fondo sarà il contributo dello 0,30% del monte salario che i datori di lavoro attualmente versano all’Inps e che potranno invece destinare, entro il prossimo mese di ottobre, a Fondoprofessioni. Per l’adesione è sufficiente segnalare la scelta del Fondo sul modello DM10, indicando la sigla del Fondo ´Fpro’ e il numero dei dipendenti occupati.

        ´L’obiettivo è di raggiungere 500 mila adesioni’, spiega Ezio Maria Reggiani, presidente del fondo, attraverso ´interventi formativi di qualità. Siamo infatti convinti, ´aggiunge Reggiani, ´che una professione eccellente passi anche attraverso la qualità dei propri dipendenti’. Come dimostrano, secondo il presidente, anche le regole fissate per la presentazione dei progetti di formazione. Ogni singolo piano di formazione, infatti, potrà essere destinato a un massimo di 18 partecipanti (con un minimo di otto). ´Un limite’, sottolinea Reggiani, ´che nel mondo della formazione è riconosciuto come scelta di qualità’.

          Potranno chiedere i finanziamenti di Fondoprofessioni (50 mila euro a progetto, con un limite di 250 mila euro per ente formatore) le associazioni di categoria aderenti alle confederazioni socie del Fondo, le Ati (Associazioni temporanee di impresa) e i singoli studi o aziende ai quali si applichi il contratto collettivo degli studi professionali.

            Il progetto formativo dovrà essere presentato entro il 30 settembre 2005 corredato dalla domanda di finanziamento e dalla documentazione richiesta dal bando. A valutare i piani saranno cinque comitati d’area (amministrativo, giuridico, sanitario, tecnico e servizi vari) secondo una griglia che terrà conto, tra l’altro, dei contenuti sociali del progetto e della presenza femminile nelle attività formative.

              Come detto, le risorse a disposizione ammontano a 3,5 milioni di euro la cui erogazione sarà articolata in due fasi. La prima prevede l’assegnazione di 2 milioni di euro, ripartiti tra azioni settoriali, territoriali e aziendali. Le graduatorie saranno formate entro il 15 novembre. Se dovessero risultare ammessi dei progetti non finanziati per esaurimento dei fondi, questi saranno erogati nell’ambito della seconda fase, entro il 15 dicembre, per il restante 1,5 milioni di euro.

                ´Per il comparto delle professioni’, conclude Reggiani, ´è un’occasione da non lasciarsi sfuggire, perché anche l’adesione al Fondo il mondo delle professioni può diventare sistema’. (riproduzione riservata)