CdS tipo B: I contenuti dell’accordo sindacale

Il CdS deve essere stipulato con le Rappresentanze sindacali dei lavoratori nell’ambito della procedura di licenziamento collettivo ( all’art. 24 della L. n. 223/1991), ad eccezione delle ipotesi in cui la procedura non si applica, perché riguarda aziende con meno di sedici dipendenti. In questi casi è sufficiente la dichiarazione al fine di evitare licenziamenti plurimi individuali
Il contratto di solidarietà deve indicare (ML circ. n. 20/2004):
- la data della stipula del contratto, che deve essere precedente alla data di inizio del regime di solidarietà;
- la data dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo;
- l’esatta individuazione delle parti stipulanti, riportando, accanto alla firma, nome, cognome e cariche dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali competenti alla stipula e dei rappresentanti dell’impresa;
- il contratto collettivo di lavoro applicato in azienda;
- l’orario di lavoro ordinario applicato e la sua articolazione;
- la quantificazione dell’esubero di personale all’atto della stipula del contratto e ritiro dei licenziamenti nelle aziende con più di 15 dipendenti. Per quelle con meno di 15 è sufficiente la dichiarazione che si evitano licenziamenti plurimi individuali;
- i motivi che hanno determinato l’esubero;

- il numero dei lavoratori interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro;
- la data di decorrenza dell’applicazione del regime di solidarietà e la relativa durata;
- la percentuale complessiva e l’articolazione della riduzione dell’orario di lavoro che può essere attuata sia orizzontalmente che verticalmente;
- le eventuali deroghe all’orario concordato
- le modalità attraverso le quali l’impresa può, qualora sia necessario soddisfare” temporanee esigenze di maggior lavoro” (prevedere modalità volte ad evitare possibili disparità di trattamento tra i lavoratori interessati al trattamento integrativo salariale), modificare in aumento, l’orario ridotto, nei limiti del normale orario contrattuale, (art. 5, comma 10, D.L n. 148/1993).
E’ bene che gli accordi prevedano che anche la quota del 25% che l’INPS corrisponde alle imprese, sia invece corrisposta al lavoratore
Poiché l’integrazione non incide sugli istituti differiti (tredicesima, ferie, ecc.) è bene che gli accordi, ove possibile, prevedano la maturazione degli stessi.

Vai alla guida sui Contratti di Solidarieta’ tipo B