CdS tipo A: Integrazione salariale

Ai lavoratori coinvolti nel CdS spetta un trattamento di integrazione salariale pari al 60% (lordo) (art. 6, D.L. n. 510/1996). della retribuzione persa a seguito della riduzione d’orario. Per gli anni dal 2009 al 2013 (decreto interministeriale n. 48295/2009) e’ stata prevista una integrazione pari all’80% della retribuzione persa. Per l’anno 2014, l’ammontare del trattamento di integrazione salariale è stabilito complessivamente nella misura del 70% della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario (art. 1, comma 186, legge n. 147/2013; INPS circ. n. 15/2014; mess. n. 3234/2014). La base di calcolo sulla quale applicare la suddetta percentuale è costituita dalla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito per le ore non lavorate secondo quanto previsto dal CdS. La suddetta percentuale non è soggetta al massimale previsto per la cassa integrazione straordinaria.

Il trattamento retributivo va determinato inizialmente senza tenere conto degli aumenti retributivi previsti dai contratti collettivi aziendali stipulati nei sei mesi precedenti.

La retribuzione deve essere calcolata mese per mese, tenendo conto delle variazioni derivanti da istituti contrattuali (es. scatti di anzianità) e da eventuali successivi aumenti stabiliti dalla contrattazione collettiva aziendale.

L’integrazione salariale va ridotta in misura pari all’aliquota contributiva prevista per gli apprendisti che attualmente corrisponde al 5,84%.

L’integrazione salariale è anticipata dal datore di lavoro che la pone a conguaglio con le somme dovute all’INPS da quando viene emanato il decreto di concessione. Poiché tra la data di stipula dell’accordo e l’approvazione della domanda possono passare alcuni mesi, è bene che negli accordi sindacali venga previsto l’anticipo dell’integrazione salariale dall’inizio del CdS.

L’integrazione e’ corrisposta direttamente dall’Inps con le stesse modalità previste dalla legge n. 223/91 così come integrata dalla legge n. 33/09 e dall’ultimo decreto (Legge n. 223/91: Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale può disporre il pagamento diretto ai lavoratori, da parte dell’Inps, del trattamento straordinario di integrazione salariale, con il connesso assegno per il nucleo familiare, ove spettante, quando per l’impresa ricorrano comprovate difficoltà di ordine finanziario accertate dall’Ispettorato provinciale del lavoro territorialmente competente.

In tale ipotesi, l’ìstanza è contemporaneamente presentata, oltre che al competente ufficio del lavoro, anche al Servizio Ispezione del Lavoro delle Direzioni territoriali del lavoro competenti in base alla ubicazione delle unità aziendali interessate dall’intervento stesso (art. 5 decreto n. 46448/09).

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