CdS tipo A: Incidenza del CdS su istituti contrattuali

Criterio generale: è opportuno che il CdS preveda, (se vi sono le condizioni), la maturazione piena degli istituti contrattuali poiché, come si vedrà di seguito i vari elementi retributivi (ivi compresi quelli afferenti agli istituti legali e contrattuali indiretti e differiti) vengono riproporzionati nella maggior parte dei casi.

Ferie/permessi individuali: le ferie e i permessi si maturano per intero. E’ la loro retribuzione che viene integrata al 60% (per l’anno 2014 al 70%) per la quota parte relativa alla riduzione di orario.
le ferie maturate durante la solidarietà devono però essere usufruite nel corso di validità del CDS (circ. Inps 9/1986), se godute successivamente al cds restano a totale carico del datore di lavoro, sono ugualmente a totale carico datore le ferie maturate in periodi anteriori al cds

Non sono integrabili l’indennità sostitutiva delle ferie, il trattamento per le festività soppresse, l’indennità di mancato preavviso


Festività: è ammessa l’integrazione salariale per la quota di retribuzione persa relativa alle festività che cadono durante il periodo di vigenza del CdS. Un esame specifico richiede, secondo l’INPS il trattamento per le giornate festive infrasettimanali qualora sia stata concordata una riduzione d’orario di tipo verticale (con alternanza di periodi di sospensione e periodi ad orario pieno). Difatti, qualora la riduzione d’orario sia di tipo orizzontale, il trattamento di integrazione salariale può erogarsi a complemento del minor salario corrisposto dal datore di lavoro per le festività. Qualora invece, la riduzione sia di tipo verticale, (alternanza tra periodi di sospensione totale dal lavoro e periodi di lavoro pieno) occorre distinguere: se la festività cade durante un periodo lavorato e retribuito ad orario normale, NON sussistono i presupposti per l’intervento di integrazione salariale. Negli altri casi, la festività cadente in periodo di sospensione totale dal lavoro è pienamente integrabile (INPS circ. n. 212/1994)


Mensilità aggiuntive (13°, 14°): nei periodi di orario ridotto maturano due quote di mensilità aggiuntive: la prima corrisponde alle ore effettivamente prestate e a quelle per assenza tutelata (malattia, infortunio, maternità, ecc.); la seconda, riferita alle ore non lavorate per effetto della riduzione d’orario, beneficia della parziale integrazione salariale a carico dell’INPS. Per quanto riguarda le modalità di corresponsione dell’integrazione relativa alle ore di riduzione dell’orario di lavoro, è facoltà del datore di lavoro accantonare la parte di integrazione salariale riferita alle mensilità aggiuntive per corrisponderla al lavoratore in un’unica soluzione, oppure pagare mensilmente la suddetta parte in aggiunta all’integrazione dell’INPS.

T.F.R.: le quote di T.F.R. si maturano per intero L 863/84. Art. 1, c. 5 prevede che:

ai fini della determinazione delle quote di accantonamento relative al trattamento di fine rapporto, deve essere computato l’equivalente della retribuzione alla quale il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di svolgimento dell’attività di lavoro;
le quote di TFR relative alla retribuzione persa dai lavoratori a seguito della riduzione dell’orario di lavoro sono a carico della Cassa integrazione guadagni.

Con i messaggi nn. 9468 del 28/04/2009 e 18092 dell’8/11/2013 l’INPS precisa che il recupero delle quote di tfr maturate a carico della cassa devono essere effettuate entro l’anno solare di conclusione del contratto di solidarietà

Diversamente da quanto stabilito per la Cigs (art. 2, c. 2, Legge n. 464/1972,) la normativa in materia di CDS pone in ogni caso a carico della cassa integrazione le quote di TFR connesse alla retribuzione persa dai lavoratori a seguito della riduzione dell’orario di lavoro.

Durante i periodi di CDS, il datore di lavoro è sempre tenuto al versamento delle quote di TFR al fondo Tesoreria, oppure ai fondi di previdenza complementare.

Congedo di maternità e congedo parentale:
Alle lavoratrici spettano le prestazioni economiche di maternità a carico dell’INPS, e l’integrazione a carico dell’azienda se previsto dal CCNL, secondo le modalità in vigore, (il CDS è irrilevante rispetto alla maternità).
A riguardo è stato precisato che, nei casi in cui la riduzione dell’orario di lavoro sia attuata con alternanza tra periodi di sospensione totale dal lavoro e periodi di lavoro pieno, l’indennità per astensione facoltativa spetta solo per i periodi di prevista attività, mentre, per i rimanenti periodi, è corrisposto il trattamento di integrazione salariale (INPS circ. n. 212/1994).
Alla fine del periodo di astensione obbligatoria la lavoratrice percepirà il trattamento economico previsto dal CdS per tutti i lavoratori interessati.

Riposi giornalieri (ore di allattamento): alla lavoratrice o al lavoratore compete:

      Il trattamento di integrazione salariale, con riferimento alla retribuzione relativa alle ore perse a seguito del CdS;
      L’indennità a carico dell’INPS, pari all’intero ammontare della retribuzione relativa alle stesse ore di riposo.

Occorre tenere presente che: i riposi debbono essere collocati nell’ambito dell’orario di lavoro ridotto. Se il CdS prevede un orario giornaliero inferiore alle 6 ore, le ore di riposo si riducono ad una.

Malattia: ai lavoratori in CdS competono i seguenti trattamenti in caso di malattia:

      - Per la quota di trattamento retributivo riferito alle ore lavorate viene erogata l’indennità di malattia a carico dell’INPS e il trattamento integrativo dell’azienda;
      - Per la quota di retribuzione persa a seguito della riduzione d’orario, viene corrisposto il trattamento di integrazione salariale a carico dell’INPS.
      Come precisato dall’INPS con circolare n. 212/1994, in caso di riduzione dell’orario di lavoro di tipo verticale (alternanza tra periodi di sospensione totale dal lavoro e periodi di lavoro pieno), spetta la sola indennità di malattia, se gli eventi di malattia, o parte di essi, si verificano nel corso di un periodo di piena occupazione; qualora invece gli eventi medesimi cadono in un periodo di sospensione totale dal lavoro, spetta soltanto il trattamento di integrazione salariale.


Infortunio sul lavoro: se l’infortunio si è verificato prima dell’inizio del CdS il lavoratore ha diritto all’indennità relativa prevista dalla legge e dal contratto nazionale di riferimento, anche se si protrae nel periodo di adozione del CdS.
Se l’infortunio avviene nel corso del CdS, il calcolo del trattamento d’infortunio (indennità corrisposta dal’INAIL e relativa integrazione azienda ove i CCNL o accordi aziendali lo prevedano) verrà effettuata rispetto alle ore effettivamente lavorate. Per le ore perse per effetto della riduzione d’orario, il lavoratore avrà diritto all’integrazione salariale.

Permessi per portatori di handicap: ai lavoratori che beneficiano dei permessi giornalieri (due ore in alternativa al prolungamento del congedo parentale) e mensili (tre giorni di permesso), compete l’indennità a carico dell’INPS, corrispondente alla retribuzione delle ore lavorabili e non prestate a suddetto titolo e il trattamento di integrazione per le ore perse.

Congedo straordinario
Analogamente a quanto previsto in caso di CIG per i periodi in cui la sospensione è a zero ore (adozione part-time verticale caratterizzato da periodi di prestazione a tempo pieno, e periodi a zero ore) non è possibile avanzare la richiesta di congedo straordinario in quanto la sospensione stessa consente già di adempiere alle funzioni di cura e assistenza del disabile.
La richiesta di congedo è, invece, ammissibile nell’ipotesi in cui la relativa domanda sia stata presentata prima del CDS che abbia disposto la riduzione di orario , con conseguente erogazione dell’indennità prevista dall’art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151/2001. Il lavoratore, non sarà interessato dalla sospensione o dalla riduzione dell’attività lavorativa e non percepirà il contributo integrativo previsto per la C.i.g.
Nel caso di presentazione della domanda durante la sospensione parziale dell’attività lavorativa con intervento delle integrazioni salariali, il lavoratore continua a percepire il trattamento di integrazione salariale per le ore perse per effetto del CDS., unitamente all’indennità per il congedo straordinario ex art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151/2001.

Indennità di mancato preavviso: Il mancato preavviso non è integrabile poiché non costituisce un corrispettivo diretto ed immediato della prestazione lavorativa.

CdS e copertura previdenziale: il periodo nel quale viene corrisposto il trattamento d’integrazione salariale per il CdS è riconosciuto utile ai fini dell’acquisizione del diritto, della determinazione della misura della pensione (art. 1 comma 4 legge n. 863/84). Il contributo figurativo è commisurato al trattamento retributivo perso a seguito della riduzione d’orario. Il lavoratore non deve effettuare nessuna domanda, poiché l’accredito è effettuato d’ufficio dall’INPS sulla base dei dati fornito dalle aziende.
Si precisa che, ai fini del diritto e della misura della pensione di anzianità, per i lavoratori che non hanno periodi di contribuzione antecedenti al 31 dicembre 1992, l’accredito contributivo figurativo, operato a qualsiasi titolo e quindi anche per i periodi per i quali viene corrisposto il trattamento di integrazione salariale per i CdS, viene riconosciuto nel limite di 5 anni complessivi (art. 15 comma 1 D.lgs. n. 502/92).

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