Cdl, nuova lite sulla previdenza

31/10/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
258, pag. 5 del 31/10/2003

Cdl, nuova lite sulla previdenza

Nuova lite nella Cdl sulle pensioni. Il viceministro dell’economia, Mario Baldassarri (An), ha proposto ´quota 97′, un mix di requisito anagrafico e contributivo per poter andare in pensione. Una proposta che tenta di superare il cosiddetto scalone, cioè il brusco innalzamento dal 1° gennaio 2008 del requisito di pensionamento, da 35 a 40 anni di contributi (e da 57 a 65 anni di età). Ma è subito muro contro muro con il ministro del welfare, Roberto Maroni (Lega), che ha appena presentato al senato la riforma approvata dal consiglio dei ministri. E che definisce le proposte di Baldassarri ´divagazioni’. A stretto giro arriva anche il no dei sindacati, che chiedono agli esponenti del governo di mettersi d’accordo, e se davvero vogliono il confronto, ´di ripartire da zero’.

La quota 97. Baldassarri non lo ha mai nascosto: lo ´scalone’ del 2008 non gli piace. E per evitarlo, secondo l’economista, occorre far partire la riforma già dal 2005 e stabilire un requisito di pensionamento che non punti solo sull’età o sui contributi ma su tutti e due insieme. ´Si potrebbe fissare a quota 97 la somma della propria età e dei contributi versati’, ha spiegato il numero due di via XX Settembre, ´in questo modo un lavoratore che non ha raggiunto i 40 anni di contributi né i 65 di età, ma per esempio ne ha soltanto 37, con 60 anni di età, potrà andare in pensione. Con 38 anni di contributi ne bastano 59 di età, e così via’.

Le reazioni. Il ministro del welfare, però, non ha gradito. E ha mandato a dire al collega dell’economia che ´sono ricevibili solo proposte alternative avanzate dalle parti sociali’. Scettici anche i sindacati. Secondo Savino Pezzotta, leader della Cisl, ´non si accettano proposte a mezzo stampa’. E poi ´non cambia nulla perché non vengono prese in considerazione le proposte del sindacato’, ha aggiunto il segretario confederale di via Po, Pierpaolo Baretta. Mentre per Adriano Musi, numero due della Uil, ´sono le solite esercitazioni inutili’. Lapidario Beniamino Lapadula (Cgil), secondo il quale ´il sindacato non accetterà nessun taglio alle pensioni fino al 2005, anno in cui dovrebbe esserci la verifica prevista dalla legge Dini’.

Legge Biagi alla prova dei fatti. Entrare nel merito di alcune questioni, come la poca distinzione nella legge tra contratto collettivo nazionale, territoriale, aziendale e individuale. E chiarire tutti gli aspetti più problematici, a partire dalle caratteristiche del lavoro a progetto che dovrebbe sostituire le co.co.co.

Sono le richieste avanzate da Cgil, Cisl e Uil, che ieri al tavolo interconfederale del ministero del welfare per l’attuazione della legge Biagi hanno sottoposto ´un’ipotesi unitaria di metodo e di merito’ alle associazioni datoriali. La proposta, che nei prossimi giorni sarà definita e inviata alle controparti, chiede un confronto sulla gestione della fase transitoria (passaggio dai cfl ai contratti di inserimento, urgente perché i cfl scadono questo mese). Ma chiede anche di non fermarsi a questo. E di discutere anche gli effetti dell’esternalizzazione del lavoro sulla contrattazione collettiva e i diritti connessi ai nuovi tipi di impiego.