Cdc si lancia sui megastore

14/09/2005
    mercoledì 14 settembre 2005

      FINANZA E MERCATI – pagina 36

        La società vara un piano di investimenti di 60 milioni in 5 anni

          Cdc si lancia sui megastore

            CESARE PERUZZI

              DAL NOSTRO INVIATO PONTEDERA • È un progetto ambizioso, al quale Giuseppe Diomelli ha lavorato negli ultimi anni con l’obiettivo di far crescere la " sua" Cdc, l’azienda di Pontedera quotata in Piazza Affari, ai vertici del mercato italiano nella realizzazione e distribuzione di prodotti informatici, 600 dipendenti e 557 milioni di ricavi consolidati nel 2004, agganciandola all’evoluzione del mondo del consumo.

              L’imprenditore toscano, partito negli anni ‘ 70 del secolo scorso da un negozio di ottica e fotografia in provincia di Pisa, oggi maggior azionista e presidente di Cdc, si prepara ad annunciare l’ingresso in grande stile nel campo dei superstore, centri commerciali da 2.000 2.500 metri quadrati dedicati a tutti i beni di consumo durevoli legati all’elettronica: non solo dunque computer, ma anche televisori, video, audio, Dvd, MP3 e relativi accessori.

              La nuova catena, a marchio Compy, avrà una trentina di strutture dislocate su tutta la penisola. L’investimento previsto sarà di oltre 60 milioni e, secondo le stime del business plan, contribuirà a far lievitare il fatturato di Cdc di almeno 250 milioni nel giro dei prossimi 5 7 anni. Il primo superstore sarà inaugurato in ottobre a Savignano di Rimini, nel parco commerciale Romagna center.

              «Sono convinto che il progetto andrà a regime in tempi più rapidi, diciamo nel giro dei prossimi 4 5 anni — commenta Diomelli — e ci consentirà di stare al passo con le richieste di un pubblico sempre più esigente, che tende a migrare dai punti vendita specialistici a quelli consumer » .

              Il presidente di Cdc è convinto che questa sia la nuova frontiera del settore dell’elettronica: «La domanda di beni di consumo durevoli collegati all’elettronica — spiega — nell’ultimo anno in Italia è cresciuta dell’ 11,2% toccando i 17,6 miliardi di euro, e nell’ambito della distribuzione il balzo più rilevante l’hanno fatto proprio i technical superstores con oltre il 17% d’incremento».

              Il gruppo di Pontedera ha archiviato un secondo trimestre di quest’anno con 119,7 milioni di fatturato (119,3 nel 2004), dopo che i primi tre mesi si erano chiusi con un calo delle vendite del 2% a quota 268,2 milioni. L’utile prima delle tasse al 30 giugno scorso era pari a 3 milioni contro i 7 di un anno prima. Alla luce di questi risultati, l’azienda giudica difficile da centrare l’obiettivo comunicato al mercato di un utile netto consolidato per l’intero esercizio compreso tra i 10 e i 12 milioni.
              «Abbiamo una struttura solida e stiamo lavorando bene— conclude Diomelli — con l’ingresso nei superstore recupereremo rapidamente anche un trend di crescita e una redditività in linea con le attese».
              La parola passa ai consumatori.