CCNL Turismo Confcommercio – esito incontro 26/03/2013

Roma, 27 marzo 2013

Oggetto: CCNL turismo Confcommercio – esito incontro nazionale 26 marzo

il 26 marzo 2013 è ripartito il confronto, in sede plenaria, per il rinnovo del CCNL Turismo Confcommercio.
Come purtroppo si temeva, stante i rumors delle ultime ore, Fipe ha prima chiesto una sospensiva della trattativa dichiarando di aver ricevuto contestazioni formali, da parte di alcune delle proprie maggiori associate, rispetto a quanto fino ad ora condiviso in termini di conduzione del negoziato; poi, non avendolo ottenuto, ha abbandonato il tavolo che è proseguito con le altre Controparti .
Fipe si è riservata un passaggio al proprio interno per verificare se sussistano le condizioni di una sua permanenza nel solco negoziale condiviso fino ad oggi: scenario questo assai improbabile, perché la Federazione dei Pubblici Esercizi ha candidamente evidenziato come quanto fino ad oggi definito ( sempre in sua presenza e apparentemente con il suo assenso), non corrisponda più alle esigenze di un settore profondamente in crisi e dilaniato da continue divisioni (si pensi allo “strappo” di Angem…).
La frattura interna alla Controparte è apparsa evidente, a tal punto che la richiesta di rinvio del confronto non è stata assolutamente appoggiata dalle altre componenti della delegazione trattante di parte datoriale (Federalberghi in testa), che hanno ribadito anzi la loro volontà di continuare a lavorare per rinnovare il contratto entro il 30 di aprile 2013.
Unitariamente si è quindi deciso di proseguire il confronto di merito, anche per dare un segnale politico di forte contrarietà ad un’ Associazione Datoriale che fin dall’inizio del negoziato ha assunto atteggiamenti scorretti (mancata erogazione dell’elemento di garanzia) che sono culminati nell’odierna, stigmatizzabile, presa di posizione.
Si è pertanto discusso e approfondito i temi del mercato del lavoro, della governance, della flessibilità, dei fondi di solidarietà, della contrattazione di secondo livello, della bilateralità.
Rispetto a quanto si era affrontato in ristretta sono emerse poche differenze di contenuto, se non la parziale rimodulazione della richiesta di utilizzo degli scatti di anzianità per finanziare la previdenza integrativa che potrebbe, secondo la controparte, riguardare solo i nuovi assunti ed avvenire su base volontaria.
Sugli altri temi più controversi, le parti hanno mantenuto le proprie posizioni e operato i loro distinguo di merito, in un clima comunque favorevole al dialogo aperto.
Riguardo al salario si è ribadita la disponibilità a ragionare di uno slittamento della tranche di aprile (20 euro) purché in presenza di un accordo complessivo e soddisfacente.
E’ evidente che il quadro generale si è ulteriormente complicato e che il rischio reale sia il tramonto della possibilità di rinnovare il contratto nazionale non solo entro la sua scadenza naturale, ma anche nelle modalità e nei contenuti che parevano fino ad oggi condivisi e sposati da tutti gli attori negoziali.
Se infatti Fipe deciderà di rientrare a pieno titolo nella trattativa , di certo lo farà avanzando ulteriori richieste di restituzione che rischieranno di vanificare di fatto, il lavoro fino ad oggi prodotto, e potranno aprire imprevedibili e negativi scenari anche nell’ambito dei rapporti con Fisascat e Uiltucs.
Come Filcams abbiamo il dovere di rimanere al tavolo anche in presenza di sostanziali mutamenti del contesto; abbiamo però ritenuto utile chiarire la nostra ferma indisponibilità a subire strumentalizzazioni e ad accettare un azzeramento di quanto fino ad oggi dal tavolo prodotto.
I prossimi appuntamenti, non ultima la convocazione urgente di una segreteria unitaria alla presenza dei Segretari Nazionali, aiuteranno a comprendere meglio le reali sorti di questa delicatissima vertenza.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
Cristian Sesena