Ccnl studi, stop dai dottori

06/06/2006
    marted� 6 giugno 2006-06-06

    Pagina 36 – Professioni

      Pagina a cura di
      Ignazio Marino

        Ccnl studi, stop dai dottori

          I sindacati dei commercialisti, Adc e Ungdc, sul contratto collettivo nazionale. Ai dipendenti, per�, saranno applicati gli aumenti

            I sindacati dei dottori commercialisti dicono no al Testo unico contrattuale per i dipendenti degli studi. Un dissenso che, assicurano Adc e Ungdc, non pregiudicher� migliori condizioni per i dipendenti dei professionisti. Soprattutto economiche. Dato che il testo firmato il maggio scorso dai sindacati dei professionisti (Consilp-Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa) con quelli dei lavoratori dipendenti (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) prevede aumenti medi in busta del 5%. L’Adc – Associazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – Sindacato nazionale unitario e l’Ungdc -Unione nazionale giovani dottori commercialisti sono dell’avviso �che la decisione della Confprofessioni di sottoscrivere direttamente tale ipotesi di accordo sia stata assunta in contrasto con le procedure previste dallo Statuto’.

            Al contempo, i presidenti dell’Adc e dell’Ungdc, Vilma Iaria e Michele Testa, rilevano, sul piano del merito, �che molte delle soluzioni previste da tale testo negoziale non appaiono rispondenti alle caratteristiche di una categoria, quale quella degli studi professionali, che presenta una variet� ed una differenziazione di situazioni, di esigenze e di interessi che non trovano riscontro in alcun altro settore della contrattazione collettiva’. In particolare, si legge su una nota stampa di ieri, �non sono condivisibili, allo stato, le scelte adottate in merito alla previsione di un secondo livello di contrattazione regionale che, sotto molti profili, rischia di assumere una valenza sovrastrutturale rispetto ai reali assetti di interesse riscontrabili nel settore’. E ancora: non si condivide �la cassa di assistenza complementare Cadiprof a carico del datore di lavoro con un contributo di € 13 mensili, sulle cui modalit� di funzionamento e di gestione appaiono necessari alcuni approfonditi chiarimenti, gi� sollecitati da tempo’. La durata contrattuale (dal 1� gennaio 2006 al 30 settembre 2007), infine, � considerata �incomprensibilmente breve’.

            Per questi motivi, l’Adc e l’Ungdc �si dissociano dall’operato della Confprofessioni e si riservano di valutare a breve nelle sedi adeguate l’opportunit� di riappropriarsi del proprio ruolo e delle proprie competenze, nel rispetto dei principi di autonomia e indipendenza’. Soprattutto dalla Iaria arriva l’assicurazione che �ferme restando le proprie ragioni di dissenso, l’Adc e l’Ungdc non intendono penalizzare in alcun modo le legittime aspettative dei dipendenti degli studi, con i quali esiste da sempre un proficuo clima di collaborazione’.

            Per questo motivo invitano i propri associati e tutti i dottori commercialisti ad applicare, �in via provvisoria ed esclusiva’, le sole clausole dell’ipotesi di accordo relative alla parte retributiva e ad astenersi, invece, dal dare seguito ad ogni previsione concernente la conclusione di ulteriori accordi integrativi o comunque ricollegabili alla predetta ipotesi di accordo, la partecipazione agli organismi da essa previsti o l’assunzione di obblighi nei confronti di soggetti terzi richiamati al suo interno. (riproduzione riservata)