CCNL per i dipendenti temporanei dalle imprese di fornitura di lavoro temporaneo 1.06.1998 – 31.12.1999

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO
per i dipendenti temporanei dalle imprese di fornitura di lavoro temporaneo

    28 MAGGIO 1998
    (Decorrenza: 1° giugno 1998 – Scadenza: 31 dicembre 1999)
    Parti stipulanti
    Associazione italiana imprese lavoro temporaneo – ASSOINTERIM
    e
    CGIL CISL CGIL-NIDIL ALAI-CISL CPO-UIL


    Testo del c.c.n.l.
    Premessa generale

    1. Il contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori temporanei trova la sua definizione a partire dal Protocollo 23 luglio 1993 e dalla legge n. 196 del 24 giugno 1997 all’art. 11 ed è finalizzato a relazioni sindacali partecipative e ad una regolazione dell’assetto della contrattazione collettiva, tale da consentire ai lavoratori e alle imprese di utilizzare una situazione normativa che tenga conto delle specificità del comparto delle imprese di fornitura di lavoro temporaneo.
    2. Le Parti nell’ambito della reciproca autonomia e della titolarità dei soggetti rappresentati, hanno individuato e regolamentato nel presente contratto nazionale anche gli istituti che la stessa legge demanda alla contrattazione collettiva delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo.
    3. Le Parti, sottolineano la peculiarità del lavoro temporaneo rispetto ad altre tipologie di rapporto, nello spirito e con le finalità di cui agli artt. da 1 a 11 della legge 24 giugno 1997, n. 196.
    4. L’Associazione italiana imprese lavoro temporaneo – ASSOINTERIM e CGIL-CISL-UIL si impegnano reciprocamente, a nome proprio e dei relativi aderenti, al rispetto del sistema di regole sottoscritto dalla Parti stesse per lo svolgimento ed il mantenimento di un più avanzato sistema di relazioni sindacali attuato anche attraverso la raccolta e lo studio di dati ed azioni utili per lo sviluppo del settore.
    5. Le Parti convengono di elaborare interventi anche congiunti nei confronti degli Organi governativi interessati, al fine di realizzare un quadro di riferimento economico ed istituzionale funzionale allo sviluppo del lavoro temporaneo e porre in essere normative coerenti con quanto sopra esposto.
    6. A tal fine l’Associazione italiana imprese lavoro temporaneo – ASSOINTERIM e CGIL-CISL-UIL si impegnano ad intervenire per la completa osservanza da parte dei propri associati, e a non promuovere azioni intese a modificare quanto forma oggetto del presente c.c.n.l., nei termini e nelle modalità previste dal Protocollo del luglio 1993; Protocollo a cui ASSOINTERIM dichiara di aderire.
    7. Al fine di risolvere eventuali controversie interpretative ed applicative del presente c.c.n.l. e nelle more dell’attivazione della Commissione paritetica nazionale di cui agli artt. 2-5, su richiesta anche di una delle Parti e nel rispetto delle procedure, si ricorrerà ad un confronto tra le Organizzazioni firmatarie del presente contratto, a livello nazionale, da esaurirsi entro 15 giorni dalla data di richiesta.

    Sfera di applicazione del contratto

    Il presente contratto collettivo nazionale di lavoro disciplina in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale, i rapporti di lavoro intercorrenti tra tutte le Imprese di fornitura di lavoro temporaneo ed il relativo personale temporaneo assunto sia a tempo indeterminato che a tempo determinato ai sensi della legge n. 196/1997.
    Quanto discende dall’art. 7 del presente contratto è riferito anche ai dipendenti diretti delle strutture delle imprese di fornitura secondo quanto previsto dallo specifico accordo.
    Le disposizioni del presente contratto sono correlate ed inscindibili fra loro e non ne è ammessa la parziale applicazione.

    Sistemi di relazioni sindacali

    Art. 1
    Diritti di informazione
    Di norma, o comunque su richiesta di una delle parti stipulanti, entro il primo quadrimestre di ogni anno, le Parti effettueranno un esame congiunto del quadro economico e normativo del settore, delle sue dinamiche strutturali e delle prospettive di sviluppo.
    Nel corso dell’incontro saranno oggetto di informazioni e di esame congiunto:
    a) lo stato e la dinamica qualitativa e quantitativa dell’occupazione sull’intero settore, disaggregato per età, genere, area geografica, settori di utilizzo, dimensione aziendale, area professionale, durata media della missione e relative casistiche, tipologie di rapporto (ad es. part-time).
    Le modalità, gli ulteriori dati e disaggregazioni, saranno definiti dall’Osservatorio dei cui agli artt. 2-3;
    b) la formazione e riqualificazione professionale;
    c) le necessità dei comparti e settori nonchè le prevedibili evoluzioni degli stessi e i modelli organizzativi idonei alla impresa di fornitura.

    Art. 2
    Ambito nazionale
    Le Parti, per la realizzazione degli obiettivi previsti nella Premessa, concordano sull’opportunità di istituire:
    1) l’Osservatorio nazionale;
    2) la Commissione paritetica nazionale.
    L’Osservatorio nazionale, la Commissione paritetica nazionale sono composti ciascuno da sei membri, dei quali tre designati dall’Associazione italiana per il lavoro temporaneo – ASSOINTERIM e tre designati da CGIL-CISL-UIL. Per ogni membro effettivo può essere nominato un supplente.
    Gli organismi previsti ai successivi articoli 3 e 5, hanno sede presso l’Ente bilaterale, di cui all’art. 7, che ne curerà la segreteria tecnica.

    Art. 3
    Osservatorio nazionale
    L’Osservatorio nazionale costituisce lo strumento per lo studio delle iniziative adottate dalle Parti in materia di occupazione, mercato del lavoro, formazione e qualificazione professionale.
    A tal fine l’Osservatorio attua ogni utile iniziativa, e in particolare:
    a) programma ed organizza relazioni sul quadro economico e produttivo del comparto e le relative prospettive di sviluppo, sullo stato e sulle previsioni occupazionali, anche coordinando indagini e rilevazioni, elaborando stime e proiezioni anche al fine di fornire alle Parti il supporto tecnico necessario alla realizzazione degli incontri di cui all’art. 1;
    b) elabora analisi ed individua esigenze, anche provenienti da sedi territoriali e aziendali di cui al successivo articolo 4), in materia di formazione e qualificazione professionale, anche in relazione a disposizioni legislative nazionali e comunitarie e in collaborazione con le regioni e gli altri enti competenti, finalizzate anche a creare le condizioni più opportune per una loro pratica realizzazione.

    Art. 4
    Ambito territoriale e/o aziendale
    Le Parti convengono sull’utilità di prevedere un contenuto informativo analogo a quello previsto in ambito nazionale per le informazioni territoriali e/o aziendali.
    Nel caso di richieste di informazioni aziendali, le Imprese potranno demandare all’Associazione imprenditoriale le attività di cui al presente articolo.

    Art. 5
    Commissione paritetica nazionale
    Le Parti concordano di costituire entro tre mesi dalla stipula dell’ente c.c.n.l., la Commissione paritetica nazionale, che avrà la funzione di:
    - organo preposto a garantire il rispetto delle intese intercorse;
    - istruire ed eventualmente proporre alle Organizzazioni stipulanti, l’aggiornamento del contratto;
    - esaminare, con le modalità e le procedure previste in sede di costituzione – ad esclusione della mera applicazione delle sanzioni disciplinari – tutte le controversie di interpretazione e di applicazione di interi istituti o di singole clausole contrattuali, ivi comprese quelle relative al rispetto delle modalità, delle procedure e dei temi previsti dal contratto.

    Composizione delle controversie

    Art. 6
    Procedure
    Per tutte le controversie individuali, singole o plurime, relative all’applicazione del presente contratto, di altri contratti e accordi comunque riguardanti rapporti di lavoro con imprese fornitrici di lavoro temporaneo, è prescritto il tentativo obbligatorio di conciliazione in sede sindacale, a prescindere dal requisito numerico, secondo le norme e le modalità di cui al presente articolo, da esperirsi presso l’Associazione italiana imprese di lavoro temporaneo – ASSOINTERIM, con l’assistenza:
    a) per i datori di lavoro, della stessa Associazione;
    b) per i prestatori d’opera, dell’Organizzazione sindacale della CGIL, CISL, UIL.
    La Parte interessata alla definizione della controversia è tenuta a richiedere il tentativo di conciliazione tramite l’Organizzazione sindacale alla quale sia iscritta e/o abbia conferito mandato.
    L’Organizzazione sindacale che rappresenta la Parte interessata deve a sua volta denunciare la controversia all’Organizzazione contrapposta per mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
    Nel caso in cui il tentativo di conciliazione sia promosso da un datore di lavoro, l’Associazione imprenditoriale ne darà comunicazione per lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, al lavoratore, invitandolo a designare entro otto giorni l’Organizzazione sindacale dei lavoratori che dovrà assisterlo.
    Ricevuta la segnalazione, l’Associazione imprenditoriale provvede, entro 10 giorni, alla convocazione delle Parti e delle Organizzazioni sindacali, fissando il giorno e l’ora in cui sarà esperito il tentativo di conciliazione, che dovrà esaurirsi entro 90 giorni.
    I verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in sei copie, dovranno essere sottoscritti dalle parti interessate e dai rappresentanti delle rispettive Organizzazioni.
    Due copie del verbale saranno inviate dalla Associazione imprenditoriale alla Direzione provinciale del lavoro competente per territorio, per gli effetti dell’art. 411, 3° comma, e art. 412 cod. proc. pen. e art. 2113 cod. civ. come modificati dalla legge 11 agosto 1973, n. 533, e di ogni altra norma relativa alla conciliazione delle vertenze di lavoro.

    Art. 7
    Ente bilaterale
    Si ricorda di costituire un Ente nazionale bilaterale paritetico, che operi nel comparto delle imprese di fornitura, relativamente ai propri dipendenti diretti e temporanei, in un quadro di relazioni sindacali coerenti con gli obiettivi di sviluppo e di qualificazione produttiva ed occupazionale del settore.
    In merito le Parti concordano che:
    - la formula societaria debba essere definita prima dell’atto costitutivo;
    - il livello costitutivo, trascorsa la fase sperimentale della legge, potrà interessare anche il livello regionale – sentite le Parti nazionali firmatarie del presente contratto – non appena realizzatesi le condizioni strutturali necessarie;
    - le prestazioni generali riguarderanno:
    a) la formazione come prevista dalla legge n. 196/1997 e D.Lgs. n. 626/1994;
    b) la gestione della mutualizzazione dei permessi dei delegati e dei dirigenti sindacali dei lavoratori temporanei;
    c) la funzione di service degli istituti paritetici (osservatorio, comitati e commissioni);
    d) interventi di sostegno al reddito;
    e) eventuali altre prestazioni definite dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro del settore;
    - Ogni prestazione sarà gestita da uno specifico fondo o conto con apposita contribuzione.
    - L’Ente bilaterale sarà gestito da un Consiglio, composto da 6 membri in rappresentanza paritetica delle parti firmatarie;
    Il finanziamento dell’Ente bilaterale avverrà:
    - attraverso una quota a carico delle Imprese di fornitura di lavoro temporaneo, con le finalità, le modalità e l’ammontare evidenziati nell’allegato Protocollo n. 2;
    - mediante una quota a carico del lavoratore da destinare agli interventi di sostegno al reddito, con le finalità, le modalità e l’ammontare evidenziati nell’allegato Protocollo n. 2;
    - attraverso il finanziamento pubblico per i progetti riferiti all’utilizzo dei fondi comunitari, nazionali e regionali previsti dalle leggi.
    Le Parti si impegnano a costituire detto organismo entro 4 mesi dalla firma dell’accordo; nel frattempo un gruppo di lavoro, espressione delle Parti stesse,
    predisporrà:
    - l’Atto costitutivo, lo Statuto ed il Regolamento dell’ente;
    - l’analisi dei fabbisogni di professionalità e competenze per il nuovo settore;
    - ipotesi di interventi relativi alle prestazioni economico-assistenziali;
    - forme di sostegno al reddito;
    - la ripartizione del finanziamento al fondo in base ai singoli capitoli di spesa.
    Le proposte del gruppo di lavoro saranno sottoposte, entro tre mesi, alla valutazione delle Parti stipulanti per le conseguenti decisioni.
    Per quanto riguarda le finalità relative ai lavoratori diretti, derivanti dal protocollo siglato in data 5 dicembre 1997 con FILCAMS-FISASCAT-UILTUCS, saranno predisposti nell’Ente bilaterale specifici fondi o conti, i cui intestatari sono i firmatari del suddetto protocollo.

    Nota a verbale
    Le Parti dichiarano che l’ampiezza degli interventi dell’Ente bilaterale in merito al sostegno al reddito sarà legata alla inapplicabilità delle normative relative agli istituti della Cassa integrazione e mobilità.

    Dichiarazione sulla previdenza integrativa
    Le Parti nell’esprimere la propria valutazione positiva circa la diffusione di forme di previdenza integrativa, si danno reciprocamente atto della disponibilità a definire, una soluzione della materia per il settore, trascorsa la fase sperimentale, tramite un’apposita commissione che verrà costituita.

    Diritti sindacali

    Art. 8
    Delegato sindacale
    1. Al fine di promuovere le azioni di tutela e sviluppo del lavoro temporaneo, viene istituito un sistema di rappresentanza unitaria specifico per i lavoratori temporanei delle Imprese di fornitura, in coerenza con gli obiettivi contenuti nella premessa del presente c.c.n.l.
    2. Il Delegato sindacale viene nominato dalle OO.SS. stipulanti, su indicazione dei lavoratori con compiti di intervento nei confronti delle Imprese di fornitura per l’applicazione dei contratti e delle norme in materia di lavoro.
    3. Qualora il delegato dovesse svolgere il proprio mandato sindacale durante la missione, dovrà informare preventivamente l’impresa fornitrice allo scopo di permettere le sostituzioni al fine di non pregiudicare il contratto di fornitura. Salvo casi di urgenza, l’informazione all’Impresa fornitrice deve avvenire tre giorni prima della data di inizio della fruizione dei permessi.
    4. Al fine della fruizione dei permessi sindacali da parte del delegato, di cui al precedente punto 2, viene messo a disposizione un monte ore annuo pari a un’ora di permesso per ogni 1700 ore lavorate dai dipendenti temporanei, arrotondando all’unità superiore le frazioni pari o superiori al 50%.
    Il monte ore, così determinato, assorbe integralmente quanto discende dalle norme di legge.
    5. Il Delegato sindacale di cui al punto 2 beneficerà di un monte ore risultante dall’applicazione del criterio esposto al punto precedente relativamente ai dipendenti temporanei dalle imprese di fornitura.
    Le rilevazioni avranno cadenza semestrale e precisamente entro gennaio e luglio di ogni anno e riguarderanno rispettivamente i semestri che terminano il 31 dicembre dell’anno precedente ed il 30 giugno dell’anno in corso.
    6. Il costo relativo all’ora di permesso di cui al punto 4, al fine della semplificazione contabile viene definito convenzionalmente in lire 15.000.
    7. Con le cadenze di cui al 2° periodo del punto 5, le Imprese di fornitura comunicheranno il numero totale delle ore lavorate ed il corrispondente importo, anche a livello di ogni singolo ufficio, e provvederanno inoltre – anche per il tramite di ASSOINTERIM – al versamento di tale importo in apposito conto corrente bancario del fondo intestato ad ASSOINTERIM e controllato dalle OO.SS. stipulanti il presente c.c.n.l.
    8. L’ente registrerà la provenienza delle risorse ed erogherà entro il mese successivo alla data di ricevimento, i contributi ai soggetti di cui al punto 2, secondo modalità indicate dalle OO.SS. stipulanti il presente c.c.n.l.
    9. La rappresentanza di cui al punto 1 sarà titolare dei diritti e delle prerogative previste dalla legge e dal presente contratto.
    10. Eventuali controversie che dovessero sorgere circa le condizioni di lavoro presso l’impresa utilizzatrice saranno affrontate dalla rappresentanza di cui al punto 1 nelle sedi bilaterali di conciliazione di cui all’art. 6 del presente c.c.n.l.
    11. Eventuali controversie che dovessero sorgere in merito all’applicazione della presente normativa saranno sottoposte alla Commissione paritetica di cui all’art. 5.
    12. Le Parti convengono sull’opportunità di verificare, in apposito incontro da effettuarsi entro il 31 dicembre 1998, le problematiche conseguenti alla prima applicazione del presente articolo, con particolare riguardo alle ricadute sulla distribuzione territoriale ed aziendale, dei delegati sindacali nominati ed agli aspetti organizzativi connessi con l’agibilità.

    Art. 9
    Dirigenti sindacali
    1. I componenti dei Consigli o Comitati direttivi nazionali, regionali o territoriali delle OO.SS. stipulanti, hanno diritto a permessi o congedi retribuiti per partecipare alle riunioni.
    2. Per tali dirigenti, scelti all’interno dei lavoratori temporanei che abbiano un periodo di anzianità nel settore di almeno 6 mesi, ciascuna impresa di fornitura di lavoro temporaneo garantirà un monte complessivo di 48 ore di permessi su base annua.
    3. Per i dirigenti di cui al punto 2 valgono le condizioni operative previste al punto 3 del precedente art. 8.
    4. Il corrispettivo economico dei permessi, dello stesso ammontare di cui all’art. 8, comma 6, è versato dalle imprese interessate all’ente di cui all’art. 7 su apposito conto dirigenti sindacali previsto nel fondo al precedente punto 7 dell’art. 8.
    5. L’ente erogherà i contributi ai soggetti interessati secondo modalità definite dalle OO.SS. stipulanti il presente c.c.n.l

    Art. 10
    Assemblea
    1. I lavoratori temporanei hanno diritto a riunirsi, durante l’orario di lavoro, per la trattazione di problemi di ordine sindacale dentro le sedi delle Imprese fornitrici o presso locali messi a loro disposizione a tale scopo.
    2. Dette riunioni saranno convocate dalle OO.SS. stipulanti il presente c.c.n.l.
    3. Le riunioni presso le imprese fornitrici saranno comunicate, per iscritto, alla direzione aziendale con un preavviso di 5 giorni lavorativi, indicando l’ordine del giorno ed i nominativi dei dirigenti sindacali partecipanti.
    4. In attuazione di quanto disposto dall’art. 7, comma 3, della legge n. 196/1997, i lavoratori hanno diritto di partecipare alle assemblee del personale delle imprese utilizzatrici.
    5. Per la partecipazione alle assemblee sindacali retribuite indicate ai precedenti punti 1) e 4), i lavoratori temporanei hanno diritto, annualmente, ad appositi permessi retribuiti in misura proporzionale alle ore di missione cumulativamente prestate nel periodo, presso la stessa Impresa fornitrice.
    6. Le ore di permesso retribuito per partecipare alle assemblee saranno determinate, per ogni lavoratore, mensilmente – cumulandole nell’anno solare – secondo la seguente formula con arrotondamento all’unità superiore:

    ore lavorate/1700 * 10

    ferma restando una spettanza minima di 2 ore/anno indipendentemente dal numero di ore lavorate.
    7. I lavoratori temporanei hanno inoltre diritto di indire riunioni, per il tramite della rappresentanza di cui all’art. 8-punto 1 o delle OO.SS. firmatarie del presente contratto, fuori dell’orario di lavoro, in locali messi a disposizione dall’Impresa fornitrice, per la discussione di argomenti di interesse sindacale e del lavoro, con la partecipazione di Dirigenti sindacali esterni.

    Art. 11
    Bacheche
    Le imprese fornitrici metteranno a disposizione delle rappresentanze di cui al punto 1 e delle OO.SS. firmatarie, bacheche per l’informazione di tipo sindacale, in ogni sede e filiale, in luogo facilmente accessibile.

    Art. 12
    Contributi sindacali
    1. L’impresa provvederà alla trattenuta del contributo associativo sindacale ai dipendenti che ne facciano richiesta mediante una lettera di delega sottoscritta, indicante l’Organizzazione sindacale beneficiaria e l’ammontare del contributo pari all’ammontare dell’1% sulla retribuzione netta comunque percepita.
    2. Le Imprese fornitrici si impegnano ad inserire il modello di delega sindacale nella prima busta paga del lavoratore temporaneo.
    3. Il modello di delega standard predisposto a cura delle OO.SS. stipulanti il presente c.c.n.l. sarà allegato al contratto stesso.
    4. In caso di procedibilità di altri sistemi di riscossioni le Parti si incontreranno per definire i termini attuativi.

    Art. 13
    Costo contrattuale
    Al fine di concorrere alle spese della stesura e divulgazione dei risultati del presente contratto, è previsto per lavoratori temporanei il pagamento di un importo una tantum, da riscuotersi da parte delle imprese fornitrici e da versare in un conto specifico all’ente di cui all’art. 7, secondo le modalità previste nell’allegato Protocollo n. 1.

    Art. 14
    Igiene e sicurezza del lavoro
    Si intendono a tale titolo integralmente richiamate le disposizioni del D.Lgs. n. 626 del 19 settembre 1994 e successive modificazioni.
    Restano ferme le disposizioni previste all’art. 3, comma 5, della legge n. 196/1997 circa gli obblighi di informazione generale nonchè di formazione ed addestramento all’uso delle attrezzature.
    In conformità a quanto previsto dall’art. 21 del D.Lgs. n. 626/1994 i lavoratori di lavoro temporaneo saranno informati, mediante il contratto di prestazioni circa il referente della impresa utilizzatrice, incaricato di fornire loro le informazioni sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività, alla mansione e ai luoghi di lavoro, nonchè sulla formazione e sull’addestramento all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività.
    Nel caso in cui i lavoratori vengano adibiti a mansioni che richiedano una sorveglianza medica speciale o comportino rischi specifici, l’impresa utilizzatrice ne darà informazione ai lavoratori stessi ai fini dell’applicazione degli artt. 16 e 17 del D.Lgs. n. 626.
    Quanto sopra in applicazione dell’art. 6, comma 1, della legge n. 196/1997.
    La sorveglianza sanitaria obbligatoria, ove richiesta, resta a carico dell’impresa utilizzatrice.
    Ai fini dell’applicazione di quanto previsto dagli artt. 18 e 19 del D.Lgs. n. 626/1994 il prestatore di lavoro temporaneo viene computato nell’organico dell’impresa utilizzatrice come previsto dall’art. 6 – comma 5, della legge n. 196/1997.
    Viene costituita una Commissione paritetica nazionale per l’igiene e sicurezza del lavoro composta da sei membri.
    Ai lavori della Commissione possono essere associati esperti in relazione agli argomenti da esaminare.
    I compiti della Commissione sono:
    - individuare gli ambiti per la costituzione di eventuali Commissioni paritetiche territoriali, ai sensi del D.Lgs. n. 626, e coordinarne le attività;
    - formulare proposte di modelli di formazione alla sicurezza per i lavoratori temporanei, sia di base, sia generali, da effettuare da parte delle imprese fornitrici, sia specifici da realizzare, qualora se ne riscontrassero le condizioni, anche presso le imprese utilizzatrici. Tali progetti potranno essere sottoposti dall’Ente bilaterale alle Istituzioni pubbliche competenti, in modo particolare al Fondo ministeriale di cui all’art. 5, comma 2, legge n. 196/1997 al fine di richiesta di finanziamento;
    - proporre modelli e progetti di formazione per i rappresentanti alla sicurezza dei lavoratori temporanei;
    - elaborare materiali informativi e formativi adatti per il lavoro temporaneo;
    - valutare, nella fase di sperimentazione, le modalità di attribuzione e di espletamento dei compiti che la legge attribuisce alla rappresentanza alla sicurezza, al delegato di cui all’art. 8, punto 3 del presente c.c.n.l., fermo restando quanto previsto in materia di rappresentanza alla sicurezza dal D.Lgs. n. 626;
    - l’elaborazione di una proposta da formulare agli enti istituzionali avente per oggetto l’adeguamento delle procedure e degli adempimenti connessi al D.Lgs. n. 626 alle specificità del settore.
    Le Parti si incontreranno, entro tre mesi, per valutare le proposte dalla Commissione nazionale e comunque per definire un’applicazione della normativa coerente con il lavoro temporaneo.

    Classificazione del personale
    Premessa
    La classificazione unica del personale temporaneo per poter essere armonizzata a quella prevista dai vari c.c.n.l. adottati dalle Imprese utilizzatrici, di cui alla legge n. 196/1997, è stata raggruppata in 3 grandi aree di aggregazione in relazione ai diversi contenuti professionali posseduti e tenuto conto di quanto previsto dalla stessa legge in materia di lavoratori ad esiguo contenuto professionale.
    Anche in relazione a quanto stabilito dalla legge n. 190/1985, la distinzione tra quadri, personale con mansioni impiegatizie e personale con mansioni non impiegatizie, viene mantenuta agli effetti di tutte le norme (legislative, regolamentari, contrattuali, sindacali, ecc.) che prevedono un trattamento differenziato o che comunque fanno riferimento a tali qualifiche.
    La classificazione non modifica le sfere di applicazione di leggi, regolamenti e norme amministrative che comportano differenziazioni tra mansioni impiegatizie e non previste dai c.c.n.l. delle Imprese utilizzatrici quali ad esempio il trattamento per richiamo alle armi, l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro ed ogni altra normativa in vigore ed emananda.
    Quanto sopra, rappresenta il comune presupposto valido per la stipulazione delle norme di classificazione unica.

    Art. 15
    Inquadramenti
    Considerata la specificità delle professionalità da utilizzare nella fornitura di lavoro temporaneo, si conviene di raggruppare i lavoratori in tre grandi gruppi omogenei come di seguito descritti:
    Gruppo A: comprende i lavoratori di elevato contenuto professionale quali: dirigenti, quadri ed impiegati direttivi.
    Gruppo B: comprende i lavoratori di concetto, operai specializzati e/o corrispondenti alle cosiddette categorie intermedie con contenuti professionali caratterizzati da autonomia operativa, ma non decisionale e da un elevato di conoscenze teorico/pratiche.
    Gruppo C: comprende i lavoratori qualificati e d’ordine, che eseguono il lavoro sotto la guida ed il controllo di altri, fermo restando il limite di legge per le "qualifiche di esiguo contenuto professionale".
    Ai fini della attribuzione del livello di inquadramento contrattuale, per ogni singolo rapporto di lavoro si dovrà fare riferimento, in coerenza con la suesposta classificazione in gruppi, ai diversi livelli/categorie di inquadramento previste per le specifiche mansioni di cui al c.c.n.l. delle Imprese utilizzatrici.

    Art. 16
    Evoluzione della classificazione
    Le Parti convengono di istituire una Commissione nazionale delle qualifiche per una gestione più flessibile e dinamica della classificazione del personale, al fine di identificare ed eventualmente definire, nell’ambito della classificazione nazionale, quelle peculiarità nuove ed emergenti che assumono significato e valenza generale in relazione ai processi di trasformazione, di innovazione tecnologica, organizzativa e alla dinamica professionale, nelle aree e nei comparti che fanno riferimento al sistema di inquadramento del presente c.c.n.l.
    La Commissione ha altresì il compito di sviluppare l’esame della classificazione, anche al fine di ricercare coerenza tra le declaratorie e le relative esemplificazioni contenute nei c.c.n.l. delle Imprese utilizzatrici, formulando alle Organizzazioni stipulanti eventuali proposte di aggiornamento.

    Art. 17
    Assunzione
    L’assunzione del personale sarà effettuata secondo le norme di legge in vigore sulla disciplina della domanda e dell’offerta di lavoro.
    L’assunzione dovrà risultare da atto scritto, essere formalizzata nel contratto di prestazione di lavoro temporaneo e dovrà contenere:

    A) Per i lavoratori a tempo determinato
    1) I motivi del ricorso alla fornitura di prestazione di lavoro temporaneo;
    2) l’indicazione dell’Impresa fornitrice e della sua iscrizione all’albo;
    3) l’indicazione di aver adempiuto agli obblighi previsti dall’art. 2, comma 2, lettera e) della legge n. 196/1997, specificando gli estremi del versamento e della banca presso la quale è stato effettuato il deposito e dove, successivamente, sarà accesa la fidejussione;
    4) l’indicazione dell’Impresa utilizzatrice ed il referente in azienda;
    5) l’indicazione della classificazione delle Imprese fornitrici;
    6) l’indicazione della mansione che espleterà presso l’utilizzatore ed il relativo inquadramento;
    7) l’eventuale indicazione del periodo di prova e la durata dello stesso;
    8) il luogo dove dovrà svolgersi la prestazione;
    9) l’orario di lavoro;
    10) l’indicazione del trattamento economico collettivo spettante e, in dettaglio, le singole voci che lo compongono;
    11) il riferimento al c.c.n.l. applicato e al contratto integrativo di secondo livello, ove esistente;
    12) l’indicazione del trattamento normativo spettante con riferimento alla contrattazione collettiva dell’Impresa utilizzatrice nonchè dell’Impresa fornitrice per gli aspetti specifici del lavoro temporaneo;
    13) la data di inizio ed il termine dello svolgimento dell’attività lavorativa presso l’Impresa utilizzatrice;
    14) le misure di sicurezza necessarie in relazione al tipo di attività con l’indicazione del soggetto erogatore dell’informazione e dell’attività formativa;
    15) l’autorizzazione da parte del lavoratore temporaneo all’Impresa fornitrice ad utilizzare i propri dati personali ai fini dell’adempimento degli obblighi contabili, retributivi, previdenziali, assistenziali e fiscali inerenti la costituzione, lo svolgimento e l’estinzione del proprio rapporto di lavoro.

    B) Per i lavoratori a tempo indeterminato
    1) Per i lavoratori a tempo indeterminato sono previste sia il contratto di prestazioni quadro che la lettera di assegnazione ad ogni singola missione;
    2) il contratto di prestazioni quadro dovrà contenere quanto espresso ai punti 2; 3; 5; 7; 15 del par. A).
    Inoltre:
    - l’indicazione della misura della indennità di disponibilità;
    - il rinvio al c.c.n.l. dei temporanei e per i periodi effettuati in missione, il rinvio a quello degli utilizzatori;
    - la lettera di assegnazione, per ogni singola missione, dovrà contenere quanto previsto nel par. A), ai punti: 1 – 4 – 6 – 8 – 9 – 10 – 11 – 12 – 13 – 14.

    C) Documentazione
    Per l’assunzione sono richiesti i seguenti documenti:
    a) libretto di lavoro e/o tesserino di disoccupazione;
    b) codice fiscale;
    c) certificato di residenza o la relativa autocertificazione;
    d) il datore di lavoro ha facoltà di richiedere eventuali altri documenti e certificati di idoneità se necessari.

    D) La Commissione di cui all’art. 5 potrà formulare ulteriori specificazioni in merito alle tematiche di cui al presente articolo.

    Art. 18
    Periodo di prova
    1. Lavoratori a tempo determinato:
    E’ consentito apporre un periodo di prova per ogni singola missione; nel caso di successive prestazioni presso la stessa Impresa utilizzatrice e con le medesime mansioni, il periodo di prova è ridotto del 50%.
    La previsione del periodo di prova deve risultare per iscritto nel contratto di prestazioni di lavoro temporaneo.
    Tenuto conto della fase sperimentale dell’attività di fornitura di lavoro temporaneo, le Parti si danno reciprocamente atto della necessità di distinguere due momenti temporali per l’individuazione dei periodi di prova più confacenti alle peculiarità del settore.
    Pertanto i periodi di prova, in prima applicazione e fino a tutto il 31 dicembre 1999, sono determinati in 1 giorno di effettiva prestazione per ogni 7 giorni di calendario ed, a partire dal 1° gennaio 2000, in 1 giorno di effettiva prestazione per ogni 10 giorni di calendario.
    In ogni caso il periodo di prova non potrà essere inferiore a 2 giorni e superiore a 10.
    Fino al 31 dicembre 1999, le frazioni di settimana, superiori a 3 giorni, si arrotondano per eccesso alla frazione superiore;
    - a partire dal 1° gennaio 2000 si arrotondano alla frazione superiore quelle superiori a 5 giorni.
    Le Parti, per il prossimo rinnovo, si impegnano comunque ad analizzare l’intera problematica con l’intento di armonizzare la normativa con le esperienze acquisite.
    Durante il periodo di prova ciascuna delle Parti può recedere dal contratto in qualsiasi momento, senza preavviso nè relativa indennità sostitutiva. In caso di dimissioni o licenziamento durante il periodo di prova, ovvero alla fine del periodo stesso, al lavoratore spetta la retribuzione per le ore lavorate.
    Decorso il periodo di prova senza che nessuna delle Parti abbia dato regolare disdetta, il lavoratore ha diritto di prestare l’attività lavorativa per l’intero periodo di assegnazione, salvo sopravvenga una giusta causa di recesso.

    2. Lavoratori a tempo indeterminato
    Ai lavoratori temporanei a tempo indeterminato si applicano nello specifico i seguenti periodi di prova:
    Gruppo A: 6 mesi di calendario;
    Gruppo B: 50 gg. di servizio effettivo;
    Gruppo C: 30 gg. di servizio effettivo.

    I giorni trascorsi in disponibilità non si computano come giorni lavorativi.


    Art. 19
    Trattamento retributivo
    1. Al prestatore di lavoro temporaneo è corrisposto un trattamento non inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti dell’Impresa utilizzatrice inquadrati al corrispondente livello, secondo la contrattazione collettiva applicata alla stessa.
    2. La retribuzione dei lavoratori viene liquidata con periodicità mensile, sulla base delle ore lavorate e di quelle contrattualmente dovute nel corso di ciascun mese dell’anno, assumendo come coefficiente divisore orario quello di ogni contratto collettivo applicato dalle imprese utilizzatrici.
    3. All’atto del pagamento della retribuzione viene consegnata al lavoratore una busta o prospetto equivalente, recante l’indicazione analitica dei seguenti dati:
    - ragione sociale e numero di iscrizione all’albo dell’Impresa fornitrice;
    - nome, cognome e codice fiscale del lavoratore;
    - mese cui la retribuzione si riferisce;
    - singole voci ed importi costituenti la retribuzione stessa (paga base, indennità di contingenza, ecc.), nonchè l’elencazione delle trattenute.
    La Commissione nazionale delle qualifiche, di cui all’art. 16, ha anche il compito di definire le ulteriori specificazioni delle voci che compongono la retribuzione.
    4. In caso di contestazione su uno o più elementi della retribuzione, sia in pendenza di rapporto di lavoro, sia dopo l’estinzione dello stesso, dovrà essere corrisposta al lavoratore la parte di retribuzione non contestata.
    5. Vista la obiettiva difficoltà a reperire i dati relativi alle presenze ed alle assenze dei lavoratori temporanei, la retribuzione, relativa alle missioni terminate nel mese ed a quelle in corso al termine dello stesso, sarà corrisposta ai lavoratori temporanei entro il giorno quindici del mese successivo.
    6. Le Parti convengono che, come condizione globalmente più favorevole, ad eccezione del trattamento di fine rapporto di lavoro, la maturazione dei ratei, qualsiasi sia la durata della missione, avverrà in proporzione alle ore ordinarie lavorate, ed a quelle non prestate ma contrattualmente dovute, con le seguenti modalità:
    a) Ratei di tredicesima e di eventuali altre mensilità aggiuntive.
    Per ognuna delle ore retribuite verrà corrisposto un importo per ratei di tredicesima pari all’8.33% della retribuzione oraria ordinaria spettante, così come determinata al precedente punto 2 e computata come segue:

    Il suddetto importo sarà ugualmente dovuto ma riproporzionato in caso di mensilità ulteriori e di diverso ammontare.
    b) La maturazione di ferie, permessi retribuiti e riduzioni orario di lavoro, nella misura prevista dai singoli c.c.n.l. applicati dalla azienda utilizzatrice, avverrà applicando per ciascuno dei tre istituti la seguente formula:
    ore annue spettanti
    ———————————————– x (ore lavorate + ore contrattualmente dovute)
    divisore orario previsto dal CCNL x 12
    La liquidazione dei ratei, relativa all’intera missione, avverrà alle normali scadenze previste presso le aziende utilizzatrici, o alla cessazione del rapporto di lavoro se antecedente alle scadenze citate.

    Art. 20
    Normativa
    Salvo il caso di giustificato e comprovato impedimento, il lavoratore ha l’obbligo di dare notizia della propria assenza al datore di lavoro nella giornata in cui si verifica l’evento ed in caso di mancata comunicazione, trascorse 24 ore dall’inizio dell’assenza, l’assenza stessa sarà considerata ingiustificata.
    Nell’ipotesi di continuazione della malattia il lavoratore ha l’obbligo di darne immediata comunicazione all’Impresa da cui dipende.
    Ai sensi dell’art. 5 della legge 20 maggio 1970, n. 300, il datore di lavoro o chi ne fa le veci ha diritto di far effettuare il controllo delle assenze per infermità di malattia attraverso i servizi ispettivi degli istituti competenti, nonchè dai medici dei Servizi sanitari indicati dalla regione.

    Art. 21
    Obblighi del lavoratore
    Il lavoratore, non oltre il terzo giorno di calendario, deve consegnare o far pervenire all’Impresa fornitrice il certificato medico attestante l’effettivo stato d’infermità comportante l’incapacità lavorativa.
    In caso di prolungamento del periodo di malattia il lavoratore ha l’obbligo di far pervenire, entro 24 ore, la successiva certificazione medica.
    Il lavoratore assente per malattia è tenuto a rispettare scrupolosamente le prescrizioni mediche inerenti alla permanenza presso il proprio domicilio.
    Il lavoratore è altresì tenuto a trovarsi nel proprio domicilio dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle 19.00, al fine di consentire l’effettuazione delle visite di controllo, richieste dal datore di lavoro.
    Ogni mutamento d’indirizzo di reperibilità durante il periodo di malattia o infortunio non sul lavoro, deve essere tempestivamente comunicato all’azienda fornitrice.

    Art. 22
    Periodo di comporto
    Durante la malattia il lavoratore, non in prova, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 180 giorni in un anno solare, trascorso il quale, perdurando la malattia, il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento.
    La conservazione del posto è prolungata, a richiesta scritta del lavoratore, per un ulteriore periodo non superiore a 120 giorni alle seguenti condizioni:
    a) che siano esibiti dal lavoratore i regolari certificati medici;
    b) che il periodo eccedente i 180 giorni sia considerato di "aspettativa senza retribuzione".
    Il periodo di malattia è considerato utile ai fini del computo delle indennità di preavviso di licenziamento.
    Nei confronti dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato le norme relative alla conservazione del posto ed al trattamento retributivo di cui al successivo articolo sono applicabili nei limiti di scadenza del contratto di prestazioni stesso.

    Art. 23
    Trattamento economico di malattia
    Durante il periodo di malattia, previsto dall’articolo precedente, il lavoratore, non in prova, avrà diritto, alle normali scadenze dei periodi di paga, ad una integrazione dell’indennità a carico dell’INPS da corrispondersi dal datore di lavoro, a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente le seguenti misure:

    a) Lavoratori temporanei con contratto a tempo determinato
    Per i periodi di malattia e nei limiti di scadenza del contratto sarà liquidato un trattamento economico così determinato:
    - 100% della normale retribuzione giornaliera netta per i primi tre giorni di malattia;
    - 75% della normale retribuzione giornaliera netta dal 4° al 20° giorno;
    - 100% dal 21° giorno in poi della retribuzione giornaliera netta cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto.

    b) Lavoratori temporanei con contratto a tempo indeterminato
    Sono previsti gli stessi trattamenti economici stabiliti al precedente punto a) per i periodi di malattia intervenuta nel corso della missione.
    Decorsi i limiti di scadenza previsti per la missione e perdurando la malattia, il lavoratore temporaneo avrà diritto, nei limiti della conservazione del posto, all’indennità di disponibilità contrattualmente prevista.

    Art. 24
    Perdita del trattamento economico di malattia
    Il ritardato invio del certificato medico e/o l’impossibilità di effettuare tempestivamente la visita medica di controllo, per cause addebitabili al lavoratore, comporteranno, salvo comprovati casi di impedimento da parte del lavoratore ad attenersi ai termini previsti, la riduzione del trattamento economico di malattia secondo le modalità previste dall’INPS.

    Art. 25
    Infortunio
    Le aziende fornitrici sono tenute ad assicurare presso l’INAIL, contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il personale dipendente soggetto all’obbligo assicurativo secondo le vigenti norme legislative e regolamentari.
    Il lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità al proprio datore di lavoro; quando il lavoratore abbia trascurato di ottemperare all’obbligo predetto ed il datore di lavoro, non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell’infortunio, non abbia potuto inoltrare la prescritta denuncia all’INAIL, il datore di lavoro resta esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.
    Per la conservazione del posto e per la risoluzione del rapporto di lavoro valgono le stesse norme di cui all’art. 22.


    Art. 26
    Trattamento economico di infortunio
    Ai sensi dell’art. 73, D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 il datore di lavoro è tenuto a corrispondere l’intera quota giornaliera della retribuzione per la giornata in cui avviene l’infortunio.
    A decorrere dal primo giorno successivo a quello dell’infortunio, verrà corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore, assente per inabilità temporanea assoluta, derivante da infortunio sul lavoro, una integrazione della indennità corrisposta dall’INAIL fino a raggiungere complessivamente la misura del 100% della retribuzione netta cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento dell’attività lavorativa.
    L’integrazione a carico del datore di lavoro non dovuta se l’INAIL non corrisponde, per qualsiasi motivo, l’indennità prevista dalla legge.
    Sino al 30 giugno 1999, le imprese fornitrici si impegnano ad integrare l’indennità corrisposta dall’INAIL anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro, anche per il tramite di polizza assicurativa. Tale integrazione non riveste carattere retributivo.
    Dopo tale data le parti concorderanno le modalità per perseguire il medesimo scopo.


    Art. 27
    Affiancamento in caso di sostituzioni di lavoratori assenti
    Al fine di consentire il trasferimento di informazioni utili a permettere un corretto e proficuo avvicendamento tra il lavoratore, sostituito ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera c) della L. n. 196/1997 nonchè dai c.c.n.l. delle imprese utilizzatrici, ed il lavoratore temporaneo, fermo restando quanto previsto dai contratti collettivi delle imprese utilizzatrici e con esclusione delle sostituzioni per ferie, si concorda quanto segue:
    a) è possibile anticipare l’assunzione del sostituto per un periodo fino:
    - ad un massimo di 20 giorni lavorativiGruppo A
    - ad un massimo di 10 giorni lavorativiGruppo B
    - ad un massimo di 5 giorni lavorativi Gruppo C
    In ogni caso l’anticipazione della sostituzione non può superare il 50% del periodo massimo previsto per la missione;
    b) è possibile posticipare la cessazione del rapporto del sostituto rispetto alla data prevista fino ad una settimana.
    L’anticipo ed il posticipo devono essere indicati sia nel contratto di fornitura che in quello di prestazione. In caso di posticipo, l’eventuale superamento del termine apposto, rientra nella fattispecie prevista dal comma 3 dell’art. 10 della legge n. 196/1997

    Art. 28
    Proroghe
    Con riferimento al dettato previsto all’art. 3, comma 4, della legge n. 196/1997, il periodo di assegnazione iniziale può essere prorogato per un massimo di quattro volte e per una durata complessiva delle proroghe non superiore a 24 mesi, fermo restando che – agli effetti retributivi – il periodo si configura come un’unica missione.
    Resta inteso che in tutti i casi di fornitura di cui alle lettere b) e c) del comma 2 dell’art. 1 della legge n. 196/1997, il periodo iniziale della missione potrà essere prorogato fino alla permanenza delle causali che l’hanno posto in essere.
    L’informazione al lavoratore della durata temporale della proroga va fornita, salvo motivi d’urgenza, con un anticipo di 5 giorni, rispetto alla scadenza inizialmente prevista o successivamente prorogata, e comunque mai inferiore a 2 giorni.
    Le proroghe devono essere formalizzate con atto scritto e con il consenso del lavoratore e sono da intendersi continuative, senza alcuna soluzione di continuità del rapporto di lavoro.

    Art. 29
    Interruzione della missione
    Nel caso in cui la missione si interrompa prima della scadenza prefissata per cause diverse da quelle previste al secondo periodo del comma 4 dell’art. 3 della legge n. 196/1997, fermo restando quanto previsto dal sopracitato comma in merito alla corresponsione integrale del trattamento economico originariamente previsto, l’Impresa fornitrice potrà sottoporre al lavoratore le seguenti ipotesi:
    1) essere impiegato in un’altra missione, fermo restando l’utilizzo nell’ambito dell’area professionale di cui alla classificazione del personale del presente contratto, nella quale è stato originariamente inquadrato;
    2) partecipare ad interventi formativi nell’ambito di progetti aziendali o programmati dall’Ente bilaterale nella zona di residenza;
    3) essere utilizzato per prestazioni lavorative presso l’Impresa fornitrice in mansioni compatibili per attività e professionalità con quelle del lavoratore e secondo condizioni e modalità che saranno definite dalla Commissione di cui all’articolo 5 del presente c.c.n.l.

    Art. 30
    Lavoratori in disponibilità
    Il lavoratore, per i periodi in cui non presta attività presso aziende utilizzatrici, rimane a disposizione dell’Impresa fornitrice e ha diritto a percepire, a titolo di indennità mensile di disponibilità, la somma di lire settecentomila al lordo delle ritenute di legge, fermo restando quanto previsto al comma 3, art. 4 della L. n. 196/1997, comprensiva di t.f.r., da specificare nella lettera di assunzione; tale somma è frazionabile in quote orarie che si ottengono dividendo l’importo mensile per il divisore 173.
    Qualora il lavoratore a seguito dell’attività prestata nel mese percepisca una retribuzione lorda inferiore all’importo mensile lordo stabilito a titolo di indennità di disponibilità quest’ultima sarà corrisposta fino a concorrenza della stessa.
    Durante il periodo di disponibilità non può prestare alcuna attività per altre Imprese di fornitura di lavoro temporaneo ed è inoltre tenuto al rispetto degli obblighi di fedeltà e di non concorrenza di cui agli artt. 2105 e 2106 cod. civ.
    Nei periodi di "disponibilità" il lavoratore deve essere reperibile durante il normale orario di lavoro dei lavoratori diretti dell’unità locale da cui dipende, in quanto deve poter iniziare il lavoro dopo le 12 ore successive alla chiamata. Inoltre durante tali periodi il lavoratore dovrà garantire la propria disponibilità per eventuali interventi formativi.
    Nella eventualità di mancato completamento della missione il lavoratore tornerà nella condizione di "disponibilità" fino ad un nuovo successivo incarico, senza l’impegno dell’Impresa fornitrice ad un ulteriore eventuale immediato utilizzo.
    I periodi trascorsi in disponibilità non sono utili ai fini della maturazione dei seguenti istituti: ferie, riposi, riduzioni di orario, tredicesima mensilità, quattordicesima mensilità.

    Art. 31
    Norme disciplinari
    Il lavoratore temporaneo è tenuto a rispettare le disposizioni previste dai contratti collettivi e dai regolamenti delle Imprese utilizzatrici, a norma dell’art. 7 della legge n. 300 del 20 maggio 1970 e dal comma 1 dell’art. 4 della legge n. 196/1997.
    L’Impresa fornitrice provvederà inoltre ad affiggere nei locali della sede e degli uffici periferici copia del presente c.c.n.l., in modo da consentire ai lavoratori temporanei di prendere conoscenza delle norme disciplinari specifiche delle aziende fornitrici.
    In relazione alla particolare natura dell’attività, il datore di lavoro avrà cura di mettere i lavoratori in condizione di evitare ogni possibile equivoco circa le persone alle quali ciascun lavoratore è tenuto a rivolgersi in casi di necessità o dalle quali ricevere le disposizioni.
    Il lavoratore dovrà svolgere con assiduità e diligenza i compiti assegnati, dovrà osservare scrupolosamente l’orario di lavoro, nonchè conservare la più assoluta riservatezza sui dati e sui fatti di cui viene a conoscenza.
    L’inosservanza da parte del personale comporta i seguenti provvedimenti, che saranno presi dal datore di lavoro in relazione all’entità delle mancanze:
    a) ammonizione verbale;
    b) ammonizione scritta;
    c) multa non superiore all’importo di 4 ore di lavoro;
    d) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore a 5 giorni.
    La contestazione dovrà essere effettuata tempestivamente, non appena il datore di lavoro abbia ricevuto dall’Impresa utilizzatrice gli elementi necessari per la formalizzazione dell’addebito.
    L’eventuale adozione del provvedimento disciplinare dovrà essere comunicata al lavoratore e, in copia, all’Impresa utilizzatrice, in forma scritta entro 5 giorni dalla scadenza del termine assegnato al lavoratore per presentare le sue giustificazioni.
    Qualora nel corso della procedura sopra descritta, il rapporto di lavoro venga a cessare per scadenza del termine, i provvedimenti di ammonizione e di multa potranno comunque essere adottati dal datore di lavoro, fatte salve le possibilità di ricorso del lavoratore.

    Art. 32
    Risoluzione del rapporto

    Recesso lavoratori a tempo indeterminato
    a) Recesso ex art. 2118
    Ai sensi dell’art. 2118 qualora si verifichino le condizioni per la risoluzione del rapporto per giustificato motivo oggettivo (raggiungimento dell’età pensionabile, superamento del periodo di comporto, ecc.) ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato dando preavviso scritto a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, nei termini del preavviso di cui all’art. 33 del presente c.c.n.l.

    b) Recesso ex art. 2119 cod. civ.
    Ai sensi dell’art. 2119 cod. civ. ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro, prima della scadenza del termine se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto (giusta causa).
    La comunicazione deve essere effettuata per iscritto, a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, contenente l’indicazione dei motivi.
    A titolo esemplificativo ma non esaustivo, rientrano fra le cause di cui al 1° comma del presente articolo:
    - la recidiva nella non osservanza dell’obbligo di cui al quarto capoverso dell’art. 31;
    - il diverbio litigioso seguito da vie di fatto in servizio anche fra i dipendenti, che comporti nocumento o turbativa al normale esercizio dell’attività aziendale;
    - l’insubordinazione verso i superiori, o verso il personale dell’Impresa utilizzatrice incaricata del coordinamento, accompagnata da comportamento oltraggioso;
    - l’irregolare dolosa scritturazione o timbratura di schede di controllo delle presenze al lavoro;
    - l’appropriazione nel luogo di lavoro di beni aziendali o di terzi;
    - il danneggiamento volontario di beni dell’Impresa fornitrice/utilizzatrice o di terzi;
    - l’esecuzione di lavoro nell’impresa per conto proprio o di terzi senza il permesso del soggetto referente dell’Impresa utilizzatrice.
    Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore che recede per giusta causa compete l’indennità di cui al successivo art. 33.

    c) Normativa
    Nelle Imprese comprese nelle sfere di applicazione della legge 15 luglio 1996, n. 604, dall’art. 35 della legge 20 maggio 1970, n. 300, e della legge 11 maggio 1990, n. 108, nei confronti del personale cui si applica il presente contratto, il licenziamento può essere intimato per giusta causa (art. 2129 cod. civ. e lettera b) del presente contratto) o per "giustificato motivo con preavviso", intendendosi per tale il licenziamento determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro, ovvero da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.
    Il datore di lavoro deve comunicare il licenziamento per iscritto, a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento.
    In caso di licenziamento per "giustificato motivo con preavviso" il lavoratore può chiedere entro 15 giorni dalla comunicazione del licenziamento i motivi che lo hanno determinato; in tal caso il datore di lavoro è tenuto ad indicarli per iscritto entro 7 giorni dalla richiesta.
    Il licenziamento intimato senza l’osservanza delle norme di cui sopra è inefficace.
    Sono esclusi dalla sfera di applicazione del presente articolo i lavoratori in periodo di prova e quelli che siano in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia.

    d) Codice disciplinare
    Ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 della legge 20 maggio 1970, n. 300, le disposizioni contenute nell’art. 31 del presente c.c.n.l., nonchè quelle contenute nei regolamenti o accordi aziendali delle imprese fornitrici in materia di sanzioni disciplinari, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione nelle bacheche esposte in luogo facilmente accessibile.

    e) Nullità del licenziamento
    Ai sensi delle leggi vigenti il licenziamento determinato da ragioni di sesso, credo politico o fede religiosa, dall’appartenenza a un sindacato e dalla partecipazione attiva ad attività sindacali è nullo, indipendentemente dalla motivazione adottata.

    f) Nullità del licenziamento per matrimonio
    Ai sensi dell’art. 1 della legge 9 gennaio 1963, n. 7, è nullo il licenziamento della lavoratrice attuato a causa del matrimonio; a tali effetti si presume disposto per causa di matrimonio, il licenziamento intimato alla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, in quanto segua la celebrazione, e la scadenza di un anno dalla celebrazione stessa.
    Il datore di lavoro ha facoltà di provare che il licenziamento della lavoratrice nel periodo indicato nel comma precedente non è dovuto a causa di matrimonio, ma per una delle ipotesi previste dalle lettere a), b) e c) del 3° comma dell’art. 2 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, e cioè: licenziamento per giusta causa, cessazione dell’attività dell’azienda, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta o cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine per il quale è stato stipulato.
    Per quanto attiene alla disciplina delle dimissioni rassegnate dalla lavoratrice nel periodo specificato nel 1° comma del presente articolo, si rinvia alle norme di legge.

    Art. 33
    Preavviso lavoratori a tempo indeterminato
    I termini di preavviso, a decorrere dal primo o dal sedicesimo giorno di ciascun mese, sono i seguenti:

    I) Fino a cinque anni di servizio compiuto:
    Gruppo A 60 giorni di calendario
    Gruppo B 30 giorni di calendario
    Gruppo C 20 giorni di calendario
    II) Oltre cinque anni e fino a dieci anni di servizio:
    Gruppo A 90 giorni di calendario
    Gruppo B 45 giorni di calendario
    Gruppo C 30 giorni di calendario
    III) Oltre i dieci anni di servizio compiuti:
    Gruppo A 120 giorni di calendario
    Gruppo B 60 giorni di calendario
    Gruppo C 45 giorni di calendario

    Art. 34
    Indennità sostitutiva del preavviso lavoratori a tempo indeterminato
    Ai sensi del 2° comma dell’art. 2118 cod. civ. in caso di mancato preavviso al lavoratore sarà corrisposta una indennità equivalente ad un importo giornaliero, ottenuto dividendo la somma delle retribuzioni e dell’indennità di disponibilità degli ultimi 12 mesi per 365 giorni, e moltiplicando il risultato per i giorni di preavviso spettanti (vedi art. precedente).

    Art. 35
    (Decorrenza e durata)
    Le Parti si danno reciprocamente atto che in materia di contrattazione collettiva nazionale di categoria, si farà riferimento al Protocollo del 23 luglio 1993.
    Il presente contratto entra in vigore il 1° giugno 1998.
    Considerato inoltre che la legge n. 196/1997 prevede che, trascorsi due anni dall’entrata in vigore della stessa, si procederà ad una verifica, le Parti, in deroga a quanto previsto dal citato Protocollo, convengono che il presente contratto avrà validità fino a tutto il 31 dicembre 1999 al fine di consentire nel successivo rinnovo il recepimento di eventuali modifiche legislative.
    Ferma resta la piena validità del presente contratto fino al successivo rinnovo.

    Allegato 1

    Ente bilaterale: Attività formative
    L’Ente bilaterale ha come compiti principali:
    - la progettazione di standard formativi e modelli formativi tipo per il loro temporaneo o comunque dipendente dalle agenzie da sperimentare sul territorio nazionale;
    - la promozione della partecipazione alla formazione professionale permanente per coloro che intendano perfezionare la propria formazione o acquisire nuove professionalità, progettando moduli e tipologie dei corsi relativi;
    - la progettazione di modelli formativi dei corsi di formazione per le cosiddette fasce deboli del mercato del lavoro che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso al lavoro (immigrati, tossicodipendenti, disoccupati di lunga durata, ecc.), per le persone in cerca di prima occupazione, per i lavoratori in riconversione e lavoratori in mobilità;
    - il favorire le pari opportunità progettando moduli formativi che valorizzino il lavoro femminile e diffondano la realizzazione di azioni positive;
    - la promozione dell’orientamento attraverso: la progettazione di iniziative pilota; la promozione e la diffusione di esperienze di orientamento, di stage, visite guidate, alternanza scuola lavoro in collaborazione con le imprese, gli istituti secondari e le università;
    - la sperimentazione di tecnologie didattiche multimediali che consentano percorsi formativi flessibili in funzione della personalizzazione dell’apprendimento e del contenimento dei costi;
    - l’analisi, sperimentazione e diffusione di modelli formativi adatti alla particolarità del lavoro temporaneo;
    - la formazione in tema di prevenzione, igiene e sicurezza del lavoro, ai sensi del D.Lgs. n. 626 e successive modifiche secondo quanto previsto dal presente contratto.
    L’attività formativa sarà realizzata attraverso il ricorso a soggetti competenti accreditati e riconosciuti quali, enti professionali, centri aziendali con i quali l’Ente bilaterale stipula apposite convenzioni.
    L’Ente bilaterale propone alle parti firmatarie gli obiettivi formativi prioritari da sottoporre al Ministero al fine della determinazione dell’applicazione dei criteri e delle modalità di utilizzo dei finanziamenti.
    L’Ente bilaterale, altresì, sottopone alla Commissione tripartitica costituita ai sensi del comma 3, art. 5, legge n. 196/1997 i progetti ritenuti prioritari dalle parti firmatarie nel campo formativo.

    Dichiarazione congiunta

    Le Parti concordano che tutte le risorse del Fondo, previste dall’art. 5, comma 1, della legge n. 196/1997, dovranno essere destinate all’attività formativa dei lavoratori temporanei.

    Dichiarazione congiunta

    Le Parti ritengono di particolare interesse quanto previsto all’art. 8, L. n. 196/1997 (Prestazioni di lavoro temporaneo e lavoratori in mobilità).
    Si impegnano pertanto ad approfondire entro i prossimi sei mesi la normativa in oggetto per valutarne le condizioni per una piena e coerente attuazione.

    Dichiarazione congiunta

    Le Parti si danno atto che le seguenti materie sono regolate:
    - per i lavoratori in missione dai c.c.n.l. delle imprese utilizzatrici;
    - per i lavoratori in disponibilità dal c.c.n.l. dei lavoratori diretti
    1) tutela lavoratrici e pari opportunità,
    2) lavoratori inabili,
    3) congedi ed aspettative per matrimonio, servizio civile e militare, assistenza ai portatori di handicap.

    Protocollo 1

    Protocollo sulle modalità di effettuazione della ritenuta delle quote
    di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale

    In relazione all’entrata in vigore del contratto collettivo nazionale di lavoro del 28 maggio 1998 per la categoria delle Imprese fornitrici e per i lavoratori temporanei, ed alla disposizione contrattuale prevista all’art. 13 del presente c.c.n.l., le medesime effettueranno una ritenuta di lire 15.000 ad ogni dipendente cui verrà consegnato per la prima volta il testo stesso.
    Per i lavoratori iscritti alle Organizzazioni sindacali, CGIL, CISL e UIL, la quota di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale sarà di lire 8.000; la normale quota associativa mensile continuerà ad essere trattenuta separatamente secondo le misure in atto.
    In relazione a quanto qui disposto, le aziende allegheranno al cedolino paga del mese di giugno 1998 o successivamente per i nuovi assunti, il seguente avviso:
    "La informiamo che, in occasione della sottoscrizione del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, è stato concordato che verrà effettuata ai lavoratori una trattenuta di lire 8.000 se aderente alle Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, o di lire 15.000 se non aderente, sulle competenze a saldo relative al mese di giugno 1998, o successivamente per i nuovi assunti, a titolo di quota di partecipazione delle spese per il rinnovo del contratto nazionale; la ritenuta verrà versata sul conto corrente bancario n. ……….
    Qualora lei non sia d’accordo dovrà darne comunicazione scritta alla Direzione aziendale entro il termine perentorio di cinque giorni dalla data di ritiro della presente busta paga/lettera di assunzione.
    Gli importi delle quote trattenute ai lavoratori saranno versati, a cura dell’azienda, sul conto corrente bancario n. ………., entro 15 giorni dalla loro trattenuta, specificando nel bonifico bancario la denominazione della azienda versante e il luogo in cui essa svolge la sua attività.
    La materia in oggetto è di competenza esclusiva delle Organizzazioni sindacali nazionali e dei singoli lavoratori. Essa non comporta iniziative per le aziende, che si limiteranno pertanto all’applicazione della procedura di trattenuta e versamento, salvo diversa manifestazione di volontà da parte dei singoli lavoratori.
    Le aziende sono tenute al vincolo della riservatezza, verso chiunque, circa i nominativi dei lavoratori che non abbiano aderito alla ritenuta. L’azienda comunicherà alle Organizzazioni sindacali territoriali esclusivamente l’ammontare complessivo trattenuto, il numero complessivo dei dipendenti in forza, il numero complessivo dei non aderenti alla sottoscrizione; l’azienda curerà inoltre l’invio di copia fotostatica della ricevuta di versamento delle quote alle Organizzazioni sindacali nazionali.
    Le Organizzazioni sindacali, qualora ne ravvisino l’opportunità, potranno richiedere, a loro spese, la certificazione notarile del numero complessivo dei non aderenti alla sottoscrizione.
    D’altra parte le Organizzazioni sindacali faranno affiggere, entro e non oltre il …….., il seguente comunicato ai lavoratori:

    Comunicato ai lavoratori

    In relazione a quanto disposto da apposito accordo intervenuto a livello nazionale congiuntamente al rinnovo del c.c.n.l., le aziende effettueranno ad ogni dipendente in forza una ritenuta di lire 15.000 sul saldo della retribuzione del mese di giugno 1998 o sulla prima retribuzione per i nuovi assunti.
    Per i lavoratori iscritti alle Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, la quota di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale sarà di lire 8.000, la normale quota associativa mensile continuerà ad essere trattenuta secondo le misure in atto.
    In relazione a quanto qui sopra disposto, le aziende nell’effettuare le ritenute, allegheranno al cedolino paga del mese di giugno 1998 od alla lettera di assunzione per i nuovi assunti, il seguente avviso:
    "La informiamo che, in occasione della sottoscrizione del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, è stato concordato che verrà effettuata ai lavoratori una trattenuta di lire …….. se aderente alle Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, o di lire 3.000 se non aderente, sulle competenze a saldo relative al mese di giugno 1998, o sulla prima retribuzione per i nuovi assunti, a titolo di quota di partecipazione delle spese per il rinnovo del contratto nazionale; la ritenuta verrà versata sul conto corrente bancario n. ……………………
    Qualora lei non sia d’accordo dovrà darne comunicazione scritta alla Direzione aziendale entro il termine perentorio di cinque giorni dalla data di ritiro della presente busta paga/lettera di assunzione.
    Solo i lavoratori che non decidessero di sottoscrivere la quota di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale, dovranno darne comunicazione scritta all’azienda, secondo il seguente schema:

    Il sottoscritto ……………………….. non intende che gli sia operata la trattenuta a favore delle Organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL.

    firma del lavoratore ……………………………..

    Gli importi delle quote trattenute ai lavoratori saranno versati a cura dell’azienda sul conto corrente bancario n. …………………….
    Si ricorda che, entro …………. mesi dalla firma del testo del nuovo c.c.n.l., le aziende provvederanno a distribuire a tutti i lavoratori copia del testo a stampa del c.c.n.l. ai lavoratori in forza, successivamente il testo stesso sarà consegnato all’atto dell’assunzione al personale che non lo avesse già ricevuto in occasione di precedenti missioni.

    protocollo N 2

    MODALITA’ DI ATTIVAZIONE E FINANZIAMENTO
    DELL’ENTE BILATERALE PARITETICO

    Contribuzione

    Il finanziamento dell’Ente Bilaterale Paritetico, che verrà costituito ai sensi di quanto previsto
    dall’art,. 7 del CCNL 18/5/98, avverrà come segue:

    Tutte le spese relative alla costituzione, al funzionamento, alla gestione amministrativa ed istituzionale dell’ente, saranno finanziate con un contributo complessivo a carico delle imprese fornitrici pari allo 0,5% delle retribuzioni lorde imponibili ai fini contributivi.
    Tale contributo è da intendersi al lordo degli oneri di legge a carico delle imprese fornitrici di lavoro temporaneo, e verrà versato all’ente stesso con cadenza trimestrale.

    La quota a carico del dipendente, da destinare interamente agli interventi di sostegno al reddito, è pari ad un quinto della quota a carico delle aziende fornitrici, per il medesimo scopo.

    TEMPI DI ATTIVAZIONE

    1. Le parti si impegnano affinchè l’Ente Bilaterale Paritetico sia costituito e possa essere operativo dall’1/10/98;
    i relativi contributi sono dovuti a partire dall’1/6/98, con la previsione di un versamento da parte di imprese
    di……..- sotto forma di acconto- per costituire il volano finanziario necessario per l’avvio dall’attività dell’Ente.

    2. Entro il 1.1.1999 si darà corso all’attivazione del fondo relativo al sostegno del reddito e conseguentemente
    del versamento della quota a carico del lavoratore nella misura su definita .

    I contributi a carico delle Imprese fornitrici, nonchè gli eventuali contributi a carico dei lavoratori, saranno versati

all’Ente Bilaterale secondo le modalità ed i termini che saranno stabiliti da un apposito regolamento.