CCNL Lavoro Domestico – nota esplicativa ipotesi di accordo 24/01/2007

Roma, 25 gennaio 2007

nella serata di ieri è stata siglata l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale di lavoro domestico che vi inviamo in allegato. Nei prossimi giorni procederemo quindi alla stesura definitiva del nuovo testo contrattuale.
Filcams Fisascat ed Uiltucs – unitamente a Federcolf che con noi firma il contratto nazionale ed ha svolto la trattativa – esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto che può dare un contributo importante per migliorare la situazione del lavoro delle numerose lavoratrici che svolgono la loro attività nelle famiglie.
Come vi avevamo preannunciato il nuovo contratto stabilisce una nuova classificazione che meglio risponde ai mutamenti professionali del settore e che meglio delinea le mansioni ed i compiti affidati alle assistenti familiari.
La nuova classificazione si suddivide su 8 livelli e prevede un aumento retributivo medio mensile per le lavoratrici conviventi di circa 170 euro suddiviso in due tranches (1.1. 2007 e 1.1.2008). Anche per quanto riguarda la retribuzione oraria per i non conviventi i nuovi importi colgono l’obiettivo fissato in piattaforma e avvicinano la nuova retribuzione a quelle di mercato.
Per quanto riguarda l’orario di lavoro due sono le importanti novità introdotte:

      diminuisce a 40 ore settimanali l’orario di lavoro per i non conviventi;
      è introdotto un orario ridotto fino a 30 ore settimanali per i conviventi inquadrati al livello C, B, e BS (cioè ex 2^ categoria non addetti all’assistenza di persone non autosufficienti) nonché i lavoratori studenti fino a 40 anni di età.

Tentando di sopperire ad una insufficiente tutela delle lavoratrici in maternità di questo settore, è stata, poi, introdotta la norma dell’inefficacia delle dimissioni della lavoratrice in tale condizione, se non comunicate in forma scritta. Ciò non toglie che il nostro impegno dovrà rivolgersi anche nei confronti delle istituzioni ed enti competenti in materia proprio perché la via contrattuale difficilmente può superare i limiti legislativi e la norma convenuta, positiva, costituisce solo un piccolo avanzamento.
Infine, sono stati definiti gli importi – a carico del datore di lavoro e dei lavoratori per attivare gli strumenti della bilateralità e poter, finalmente, rendere operativa la cassa malattia ed il fondo previdenziale complementare nei prossimi mesi.

Nei prossimi giorni vi invieremo ulteriori note esplicative per consentirvi di informare nel miglior modo possibile le lavoratrici.

                          p/la FILCAMS Nazionale
                          Ramona Campari