CCNL Industria Turistica – documento sulla “Governance di Settore”

PREMESSA

Il turismo è un settore dell’economia italiana che contribuisce in forma diretta al PIL per il 9%, con un impegno occupazionale del 10%. Nonostante il turismo sia un settore articolato e con numerosi sotto-settori, la politica in Italia, a differenza dei paesi concorrenti, non ha mai preso in considerazione il vero ruolo del comparto e non ha mai sviluppato una vera politica per la crescita della competitività e dell’attrattività dell’Italia e delle sue Regioni come destinazioni turistiche.

L’Italia ha bisogno di migliorare la sua competitività e attrattività riorganizzandosi e strutturandosi per adeguarsi al modello turistico motivazionale e di prodotti – destinazione.

Il turismo non deve essere più considerato un’attività commerciale ma un settore strategico per l’economia italiana strettamente collegato e interdipendente con altri settori economici come per esempio i trasporti o la costruzione.

Pertanto è fondamentale che il turismo sia finalmente riconosciuto come una vera e propria filiera industriale. Questo implica da parte della politica un’attenzione concreta al settore che si impegni a dedicare ad esso le migliori risorse umane, le più preparate e capaci.

È urgente il bisogno di sviluppare “politiche trasversali” fra tutti i ministeri per la promozione dell’intero settore e la necessità di un vero coordinamento tra livello territoriale e centrale per il miglior uso delle risorse disponibili.

Pertanto chiediamo interventi immediati che permettano alle nostre aziende di tornare a produrre e cogliere quelle opportunità determinate dalle dinamiche dei mercati internazionali. Questo anche, nella certezza che il settore posso portare un importante contributo al rilancio dell’economia del nostro paese e, sul fronte sociale, al mantenimento e al recupero degli equilibri occupazionali.

Tra i punti che le imprese individuano come fondamentali troviamo :

    üil turismo necessita di politiche industriali e non solo promozionali, per garantire la sua competitività; occorre portare avanti la proposta di Riforma del titolo V nell’ottica di trasferire la materia del turismo dalla competenza esclusiva delle Regioni alla competenza concorrente dello Stato il quale potrà così svolgere l’indispensabile e, ormai indifferibile, ruolo di soggetto guida delle politiche nazionali in materia;
    üRiconoscere la necessità di un coordinamento delle politiche turistiche tra regioni e governo centrale, mettendo fine ad iniziative improvvisate e semplificando la governance territoriale del turismo, con l’abolizione e l’accorpamento di centri decisionali superflui, perché tutti gli investitori, anche quelli stranieri, abbiano pochi interlocutori certi e affidabili;

      üElaborare piani di programmazione a medio/lungo termine per il turismo, con il coinvolgimento delle rappresentanze delle imprese;

        üRidurre la spesa pubblica improduttiva e riconsiderare radicalmente le imposizioni che gravano sulle imprese (ad esempio.. IMU, IRES, TARES) e sul mondo del lavoro.

          üIl settore è condizionato da una pesante burocrazia e da alcune specifiche complessità che è necessario superare attraverso politiche di semplificazione.

        GOVERNANCE DEL SETTORE

        Le Parti confermano la volontà già espressa nel rinnovo del CCNL del 3 febbraio 2008 di attuare una prassi di iniziative congiunte nei confronti delle istituzioni pubbliche fondate sulla ricerca di impegni indirizzati a riaffermare le politiche settoriali e di sistema e a consolidare il ruolo del turismo quale risorsa primaria del sistema produttivo nazionale, al quale destinare, in una visione globale di strategia economica e programmatoria, mezzi e risorse congrui rispetto all’incidenza del turismo nella formazione della ricchezza e dell’occupazione del Paese nonché nella tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e naturale.
        Mai come in questo fase il presente e il futuro delle imprese e dei lavoratori sono stati tanto condizionati dal contesto macroeconomico che li circonda. Le forti difficoltà che vive il nostro Paese ed in particolare il turismo – da sempre cardine e traino del sistema produttivo ed economico nazionale.- e la possibilità di improvvisi e radicali cambiamenti del contesto esterno richiedono coesione e massima tempestività di reazione.
        Tutti devono fare la loro parte, le imprese e i lavoratori del settore hanno così inteso di fare la propria, dimostrando che la gravità della situazione economica comporta coraggio ma anche urgenza nelle azioni.
        Le parti sociali hanno condiviso la necessità di dare risposte urgenti alle imprese ed ai loro lavoratori, sottoposti in questo momento a forte incertezza, significative flessioni produttive, pericolosa compressione dei margini e anche pericolosi risultati negativi.
        La sottoscrizione del presente CCNL rappresenta, quindi, sia un segnale importante nei confronti delle imprese e del lavoratori sia un segnale politico di forte responsabilità che le parti sociali intendono offrire per la ricerca di soluzioni orientate al miglioramento della gestione e dell’occupazione aziendale.
        Per tali motivi le Parti chiedono di promuovere la costituzione di tavoli di concertazione ai vari livelli per il confronto, anche preventivo, delle iniziative istituzionali, anche legislative e regolamentari, concernenti le materie che attengono ai rapporti tra le imprese e i loro dipendenti, nonché le materie suscettibili di condizionare lo sviluppo del settore.
        In particolare, le Parti richiedono al Governo e alle altre istituzioni pubbliche competenti di dedicare prioritaria attenzione ai temi di seguito evidenziati.

        Integrale applicazione della contrattazione

        Le Parti stipulanti il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ritengono che l’accesso dei datori di lavoro ai benefici normativi e contributivi previsti dalle normative di diverso livello (regionali, nazionali, comunitarie) nonché l’accesso alla formazione continua erogata dai fondi interprofessionali debbano essere subordinati alla integrale applicazione degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli di secondo livello stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative e al rispetto della normativa prevista dalla legge n. 296 del 2006 in materia di trasparenza delle imprese.
        Per tal via, le Parti ritengono di affidare al CCNL di settore una funzione cogente non solo di regolazione dei rapporti di lavoro e di riferimento per tutte le imprese che operano nel settore evitando, per questa via, fenomeni di dumping, ma anche una unicità di riferimento per i lavoratori che operano nelle attività del settore e che dal contratto traggono diritti, strumenti di emancipazione e crescita professionale.

        Mercato del Lavoro

        Le Parti concordano nell’individuare nelle persone impiegate nel settore un elemento strategico per garantire la qualità del servizio e rispondere alle sfide che il nostro Paese dovrà affrontare nella competizione Internazionale
        L’incremento della capacità competitiva del sistema dovrà avere nel miglioramento della professionalità degli addetti un punto cardine. Tale obiettivo dovrà essere sorretto attraverso adeguate politiche volte a superare le limitazioni strutturali che accentuano la stagionalità dell’attività turistica, anche al fine di determinare un consolidamento del dato occupazionale.
        A tal fine, le Parti stipulanti il CCNL Industria Turistica, considerate le caratteristiche strutturali del mercato turistico, connotato da consistenti oscillazioni della domanda frequentemente prive dei caratteri della programmabilità e della prevedibilità, al fine di tutelare i livelli di reddito dei lavoratori e di salvaguardarne l’occupabilità e incentivarne la permanenza nel settore, hanno sviluppato un insieme combinato di politiche attive che contemplano interventi sul versante della formazione continua, del sostegno al reddito, dell’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.

        Le parti ritengono necessario modernizzare il mercato del lavoro, riequilibrando il rapporto tra regolamentazione per legge e contrattazione, riconoscendo alle parti sociali maggiore autonomia nel definire gli aspetti applicativi delle norme generali.

        Ritengono altresì indispensabile modificare la riforma Fornero per semplificare, razionalizzare e rendere più efficaci le norme sulla flessibilità nel mercato del lavoro, potenziare le politiche attive per il lavoro, anche attraverso una formazione più tarata sulle esigenze del sistema produttivo.

        Le parti condividono inoltre la necessità di ulteriori interventi governativi al fine di collegare più efficacemente le politiche passive di sostegno al reddito e le politiche attive del lavoro; valorizzando le sinergie tra servizi pubblici e privati e potenziando il sistema di placement per facilitare e garantire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

        Ammortizzatori Sociali

        Al fine di integrare tutti gli aspetti relativi all’impiego nel settore con un adeguato sistema di protezione sociale, le Parti richiedono che la riforma degli ammortizzatori sociali rivolga attenta considerazione alle caratteristiche ed alle esigenze del settore turismo, riconoscendo pari dignità ed adeguata tutela alle esigenze proprie delle diverse forme di impiego previste dalla contrattazione e dalla legislazione vigente.
        In particolare, le Parti richiedono che la riforma degli ammortizzatori sociali realizzi una copertura effettiva del rischio di disoccupazione relativa a tutte le forme di impiego e a tutti i casi di disoccupazione non derivante da dimissioni, collegando le forme di integrazione del reddito a politiche attive del lavoro e alla partecipazione a percorsi formativi.
        In tale ambito, le Parti richiedono che la sussistenza dello stato di disoccupazione non derivante da dimissioni sia riconosciuta ai fini del riconoscimento della indennità di disoccupazione anche nei casi in cui –in costanza di rapporto di lavoro – la prestazione lavorativa si svolga solo in alcuni periodi.

        Alla luce delle recenti novità in materia di ammortizzatori sociali e di fondi bilaterali, chiediamo al governo la creazione di un sistema strutturale che metta a disposizione delle risorse economiche ,anche integrato con la bilateralità, che permetta alle aziende ed ai lavoratori di superare periodi di crisi.

        Stagionalità

        Le Parti, muovendo dal dato della stagionalità strutturale del settore, hanno inteso affrontare tale problematica sviluppando le seguenti azioni:

        -previsione di un diritto di precedenza nella riassunzione;
        -affidamento al sistema degli Enti bilaterali del compito di implementare l’offerta formativa destinata ai lavoratori interessati al fenomeno della stagionalità;
        -istituzione di una speciale commissione paritetica per lo studio dei problemi connessi alla stagionalità dell’attività turistica e l’individuazione di soluzioni specifiche da proporre alle Parti stipulanti;
        -individuazione di adeguate soluzioni in materia di lavoro a tempo parziale, anche con riferimento alla normativa previdenziale e di sostegno al reddito;
        -individuazione di adeguate soluzioni ai problemi fiscali dei lavoratori stagionali e del sistema delle detrazioni.

        Le parti ritengono opportuno che si debba pervenire ad una destagionalizzazione che si realizzi soprattutto attraverso una modifica del calendario scolastico, analogamente a quanto già da tempo in atto negli altri paesi europei. Ciò costituirebbe indubbiamente un riequilibrio dei periodi stagionali durante tutto l’arco dell’anno, favorendo l’utilizzo delle strutture turistiche per periodi più ampi e, soprattutto preventivamente programmabili.

        Aspetti fiscali e contributivi.

        Le parti si impegnano a promuovere tutte le iniziative possibili, nell’ambito delle proprie competenze, al fine di ridurre con urgenza il cuneo fiscale e contributivo che grava sulle imprese e sul salario dei lavoratori.

        Le parti congiuntamente chiedono al governo una serie di interventi tesi a ridurre il cuneo fiscale e contributivo, ad esempio nei seguenti casi:

        -incentivi all’ assunzione di lavoratori ai quali la contrattazione e la legge attribuiscono il diritto di precedenza nella riassunzione;
        -trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, con applicazione del beneficio sin dalla data di prima assunzione;
        -rendere stabili e certe le misure di defiscalizzazione e decontribuzione dei premi di risultato derivanti dalla contrattazione di secondo livello.
        - eliminare le quote di contribuzione aggiuntiva previste dalla riforma Fornero su alcune tipologie contrattuali.
        - rendere strutturali i benefici fiscali e contributivi sui lavoratori a tempo indeterminato.
        - eliminare progressivamente il costo del lavoro dalla base imponibile IRAP.

        Enti Bilaterali

        In considerazione della importanza che gli enti bilaterali rivestono per la strategia di creazione e di consolidamento dell’occupazione nel settore, le Parti congiuntamente richiedono l’adozione di una norma di interpretazione autentica al fine di chiarire che ai versamenti effettuati dalle aziende e dai lavoratori in favore di tali organismi, quando costituiti tra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative nella categoria, si applica un regime tributario agevolato che tenga conto della finalità sociale di tali versamenti.
        Per le stesse considerazioni sopra esposte, le Parti congiuntamente richiedono la modifica della vigente normativa nel senso di escludere dalla retribuzione imponibile ai fini fiscali e contributivi la contribuzione versata agli enti bilaterali dai lavoratori e dai datori di lavoro.
        Le Parti, inoltre, ai sensi del comma 28 dell’articolo 1 della legge 247/2007, che attua il Protocollo 23 luglio 2007 e prevede la riforma degli ammortizzatori sociali, ritengono di fondamentale importanza la valorizzazione del ruolo dell’Ente Bilaterale dell’Industria Turistica, anche al fine dell’individuazione di eventuali prestazioni aggiuntive rispetto a quelle assicurate dal sistema generale, così come specificatamente indicato alla lettera f) del comma 29 dell’articolo 1 della suddetta legge 247/2007.

        Aziende ricettive – alloggio

        Al fine di sanare un contrasto interpretativo generato dalle disposizioni che regolano la determinazione della retribuzione imponibile a fini fiscali e contributivi, le Parti congiuntamente richiedono che il servizio di alloggio fornito dalle aziende ricettive al relativo personale dipendente sia determinato in via convenzionale con appositi decreti del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, sentite le organizzazioni sindacali nazionali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative nella categoria.

        Qualità del servizio

        Premesso che il 6 dicembre 2004 EBIT ha sottoscritto il Manifesto di Agrigento: “PRINCIPI PER LA REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA TURISTICO PER TUTTI”, le Parti ritengono sia di vitale importanza sviluppare la qualità del servizio.
        In questa direzione, è determinante il fattore culturale quindi gestionale e organizzativo ancora prima che strutturale, cioè il modo di porsi:

        -la professionalità nel servizio, per soddisfare le esigenze di tutti;
        -l’ attenzione e comprensione dei bisogni speciali, per offrire una gamma di soluzioni diverse;
        -l’efficienza e la correttezza delle informazioni, per una completa trasparenza funzionale alla eventuale rispondenza delle strutture e dei servizi ai vari bisogni speciali;
        -il coinvolgimento di tutto il sistema turistico (trasporti, alberghi, ristoranti, siti archeologici, musei, monumenti storici ed artistici, parchi naturali e a tema, spiagge, etc.);
        -nonché al recepimento della normativa europea in materia di marchi dell’ospitalità nella normativa nazionale.

        Accoglienza delle persone con bisogni speciali

        In merito all’accoglienza delle persone con bisogni speciali, le Parti concordano che, oltre a rendere meglio accessibile tutto il sistema turistico (trasporti, alberghi, ristoranti, siti archeologici, musei, monumenti storici ed artistici, parchi naturali, spiagge, etc.); è indispensabile che la capacità di accogliere clienti con bisogni speciali faccia parte del patrimonio professionale di tutti gli addetti dell’Industria turistica; in questo quadro le Parti si impegnano affinché, a partire dalla formazione continua, e dall’attività della bilateralità vengano predisposte specifiche attività, anche formative e progetti mirati.

        Attività in concessione

        Le Parti condividono che il sistema delle concessioni debba trovare nelle normative precisi riferimenti che vincolino le procedure di assegnazione delle concessioni a norme ben precise, soprattutto laddove il concedente ha natura pubblica.
        In tali norme vanno introdotte le clausole sociali utili a garantire i livelli occupazionali e le condizioni contrattuali dei lavoratori già operanti nella concessione.