CCNL Distribuzione Cooperativa, esito incontro 19/04/2016

Roma, 21 aprile 2016

Testo Unitario

Il giorno 19 aprile 2016 si è riaperto il confronto per il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti della Distribuzione Cooperativa.

Le imprese cooperative, nonostante l’importante adesione allo sciopero del 7 novembre e del 19 dicembre 2015, hanno presentato al tavolo la stessa lista di richieste volte ad annullare le migliori condizioni previste dal Contratto della cooperazione. La completa sordità alle istanze delle lavoratrici e dei lavoratori rappresenta già un punto critico per riavviare la trattativa in modo costruttivo.

Nel merito le cooperative hanno maggiormente dettagliato le loro richieste:

gli stessi inquadramenti e parametri di Confcommercio, introducendo il settimo livello e superando l’applicazione del terzo e quarto super il cui differenziale dovrebbe trasformarsi, per chi ha già acquisito il livello, in un ad personam;

le 40 ore per i neoassunti dovrebbero diventare strutturali;

le maggiorazioni straordinarie, domenicali e notturne dovrebbe essere ridotte parificandole a quelle di Confcommercio;

alle cooperative minori dovrebbe essere confermata la minor maturazione annua dei permessi retribuiti con riserva di avanzare ulteriori richieste di risparmio sul costo del lavoro, inoltre dovrebbe essere superato il limite di 300 dipendenti riconducendo l’identificazione di cooperativa minore alla sola caratteristica di imprese con rete vendita costituita da supermercati di prossimità (superette);

a tutto il personale dovrebbe essere applicato il divisore orario 168;

dovrebbe essere introdotta una procedura derogatoria del contratto nazionale da cui sarebbero esclusi solo i minimi tabellari, esigibile in caso di crisi;

il pagamento del periodo di carenza della malattia dovrebbe essere parificato a quello di Confcommercio (i primi tre giorni al 100% per i primi due eventi di assenza per malattia, al 66% il terzo evento, al 50% il quarto evento e nulla più dal quinto evento) a cui aggiungere ulteriori previsioni di welfare.

Inoltre le imprese cooperative hanno dichiarato che il contratto dovrà prevedere lo stesso arco di vigenza e gli stessi aumenti salariali del contratto di Federdistribuzione. Questa dichiarazione fatta pochi giorni dopo la rottura del tavolo di trattativa con le imprese della GDO, su cui sono già state proclamate 16 ore di sciopero, rappresenta una contraddizione rispetto alle dichiarazioni fatte in premessa al tavolo di voler procedere con il rinnovo del contratto nazionale.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito la netta contrarietà ad equiparare il contratto della cooperazione a quello di Confcommercio generando di fatto una perdita netta di diritti e salario per le lavoratrici ed i lavoratori del settore.

Le organizzazioni sindacali hanno chiesto di prendere maggiormente in considerazione le richieste della piattaforma sindacale:

Rafforzare le relazioni sindacali nell’ambito delle informazioni e del confronto preventivo in caso di importanti riorganizzazioni aziendali che impattino sull’occupazione; alcune vicende hanno dimostrato un mancato rispetto di questo principio (mobilità in Puglia e Basilicata con processo di terziarizzazione, passaggio dei Dico, franchising nel Lazio).

Incrementare la quota di Coopersalute per i part time.

Aggiornare il capitolo sui livelli di inquadramento alle nuove professionalità che operano nella rete vendita e non solo per ridurre il costo del lavoro come nelle intenzioni delle cooperative.

Inoltre nessuna risposta è stata data sulle richieste contenute in piattaforma di rafforzare le sperimentazioni per incrementare le ore dei part time.

Il confronto è stato aggiornato ai giorni 12 e 13 Maggio 2016, è evidente però che il riavvio della trattativa palesa già delle distanze rilevanti.

p. La Filcams CGIL Nazionale

Alessio Di Labio