Ccnl distribuzione cooperativa – esito incontro 15/07/2014

Roma 25 luglio 2014

Il giorno 15 Luglio 2014 a Roma si è svolto l’incontro per il rinnovo del CCNL dei dipendenti della distribuzione cooperativa.

Le parti si sono confrontate analizzando il contesto contrattuale ed economico nel quale si svolgerà il negoziato.

In una fase di forte mutamento le cooperative dichiarano di dover ripensare il proprio ruolo avviando un riflessione, anche attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali, su cosa significhi oggi distintività cooperativa.

Le associazioni cooperative hanno evidenziato il ruolo fondamentale che svolgono le imprese associate, soprattutto per la salvaguardia degli investimenti nelle aree in cui le aziende private abbandonano il territorio, ponendo l’attenzione sulla presenza sia delle grandi cooperative al sud Italia, dove la prima sfida è quella di garantire la legalità, sia quella delle piccole cooperative nei piccoli centri abitati dove viene svolto un vero e proprio ruolo sociale.

Le stesse hanno al contempo dichiarato le difficoltà che hanno le imprese, denunciando una forte criticità della gestione caratteristica nel 2013, che in alcune cooperative è in perdita. La crisi ha fortemente cambiato il modello di consumo, facendo registrare una forte contrazione delle vendite, che ha reso la competizione nel settore sempre più agguerrita sulle politiche promozionali e dei prezzi.

Lo stato di salute di tutta la distribuzione, grande e piccola, è pessimo e diventa determinante rivedere i costi. Per la cooperazione il costo del lavoro è una delle leve su cui agire per garantire la stabilità delle imprese al fine di garantire salario e occupazione.

In una situazione di frammentazione e incertezza contrattuale del settore le cooperative, ancora una volta, denunciano di avere dei costi contrattuali più alti della concorrenza e accusano le organizzazioni sindacali di avere una posizione politico ideologica nei confronti di Coop, che sia a livello nazionale che nella contrattazione aziendale non consente di raggiungere le condizioni che hanno le imprese private. Il risultato è, per quanto riguarda il CCNL, un differenziale di costi dal commercio privato stimato al 3% che le cooperative si pongono l’obiettivo di recuperare attraverso questo negoziato. In tal senso si chiede di applicare lo stesso impianto normativo di Confcommercio a tutti i dipendenti senza necessariamente omologare tutto l’impianto contrattuale, e propongono quindi di avviare preventivamente un confronto che individui le parti del contratto che caratterizzano la distintività cooperativa. Per questo motivo il negoziato dovrà avere un percorso parallelo a quello di Confcommercio.

Le organizzazioni sindacali ritengono che ci siano alcune convergenze con l’analisi del contesto di crisi presentato dalle cooperative, evidenziando però come la crisi abbia fortemente peggiorato le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori ed esprimendo forte preoccupazione sul futuro economico del paese che non sembra essere vicino ad una svolta positiva.

Le organizzazioni sindacali hanno da subito manifestato che la proposta espressa dalle cooperative sul percorso contrattuale pone le parti ad una netta distanza, soprattutto per quanto concerne il recupero del 3% di differenziale dal CCNL del commercio, considerando che l’esito del rinnovo dei contratti del commercio privato, Confcommercio e Federdistribuzione, è incerto. Come già avvenuto nell’ultimo rinnovo del CCNL e nei rinnovi dei contratti integrativi, le organizzazioni sindacali hanno ribadito la disponibilità ad avviare un negoziato che si faccia anche carico delle difficoltà della crisi ma avendo come riferimento il CCNL della distribuzione cooperativa. Posizione che non può essere altrimenti visto che i riferimenti alla concorrenza, fatti guardando al contratto di Confcommercio, appaiano oggi ancora meno plausibili, considerato che la GDO, diretta concorrente di Coop, ha ambizioni contrattuali diverse.

È stato ricordato alle cooperative, che proprio su iniziativa delle organizzazioni sindacali è stata presentata la piattaforma unica e richiesto un tavolo unitario con tutte le controparti del settore al fine di limitare il dumping contrattuale e non rendere il costo del lavoro un elemento di concorrenza tra aziende. Tale intento però non può essere tradotto in una rincorsa al risparmio dei costi prendendo a riferimento il contratto più conveniente per le imprese.

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre respinto l’accusa di avere una posizione "politico ideologica" nei confronti delle Coop, ricordando che la contrattazione nazionale e aziendale è il frutto di un percorso negoziale di cui entrambe le parti sono responsabili, e che in questi anni ha saputo farsi carico delle difficoltà della crisi. Il patrimonio contrattuale cooperativo, proprio con le differenze che ha dal settore privato, è parte determinante della distintività cooperativa.

Le organizzazioni sindacali, pur evidenziando le distanze, hanno infine dato disponibilità ad avviare un confronto, fin dal mese di settembre, per verificare quali possano essere i punti di incontro tra le istanze delle parti.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio