CCNL Coop, esito incontro 18/12/2014

Roma, 19 dicembre 2014

Il giorno 18 dicembre 2014 a Roma è ripreso il confronto per il rinnovo del CCNL dei dipendenti delle imprese della Distribuzione Cooperativa.

Nonostante il contratto sia scaduto ormai dal 31 dicembre 2013 la trattativa è ancora alle prime fasi di confronto a causa della complessa situazione dei contratti nazionali di settore, infatti la scissione tra Confcommercio e Federdistribuzione e la difficoltà di rinnovare i due contratti, ha provocato una situazione di stallo nel contratto della cooperazione.

Consapevole del contesto La Filcams CGIL ha dichiarato la necessità di rendere concreta la trattativa a prescindere dall’esito degli altri rinnovi ricordando che il contratto della cooperazione ha una sua autonomia e l’ultimo rinnovo ne è la dimostrazione.

La Filcams ha dichiarato che il CCNL della cooperazione è una parte rilevante dell’identità e della distintività cooperativa, concetto sul quale si è concentrato il confronto tra le parti. In opposizione alle cooperative, che hanno dichiarato esplicitamente nello scorso incontro di volere ridurre i costi del contratto fino a renderlo equivalente a quello di Confcommercio e quindi di volersi uniformare allo stesso impianto contrattuale, la Filcams ha dichiarato che il patrimonio contrattuale delle coop deve essere custodito e sviluppato in tutte le sue parti.

Il sistema delle relazioni sindacali, i vincoli alle possibilità di deroga, le condizioni salariali di miglior favore, la retribuzione piena della malattia, il capitolo delle cooperative minori, la possibilità di contrattare l’organizzazione del lavoro, sono tutti tratti distintivi del contratto.

Per la Filcams CGIL è opportuno riprendere il confronto proprio facendo un bilancio e una verifica dell’ultimo rinnovo, in particolare sulle sperimentazioni fatte sul part-time e sulle nuove assunzioni a 40 ore settimanali. Sul primo punto la Filcams CGIL ritiene che l’input alla sperimentazione del part time a 30 ore settimanali medie, se pur non direttamente recepito, ha consentito di fare ulteriori sperimentazioni nell’ambito del secondo livello di contrattazione che hanno dato una risposta concreta alle richieste di aumento di orario di molte lavoratrici e lavoratori; al contempo va detto che la risposta è stata parziale, sicuramente a causa delle difficoltà del mercato che non hanno consentito di ampliare le ore in organico in tutta la rete Coop.

Per questo motivo si ritiene che la spinta all’aumento delle ore del part time debba essere ancora più forte e vincolante per le imprese.

Sulle assunzioni a 40 ore la verifica è tutta da fare, infatti nonostante si sia ridotta la percentuale di lavoratori a tempo determinato sul totale degli organici è necessario appurare se questo sia dovuto realmente alla crescita della buona occupazione o al contrario alla semplice espulsione dai negozi dei tempi determinati.

Per quanto riguarda le piccole cooperative, pur riconoscendo le reali difficoltà di queste imprese a stare sul mercato, riteniamo che alcune condizioni contrattuali debbano essere riportate al secondo livello di contrattazione, in quanto la mediazione ultima generalizzata ha fatto emergere momenti di attrito e di malcontento tra le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative minori che hanno andamenti positivi.

Inoltre nell’ambito del confronto che si è focalizzato sul concetto di “distintività cooperativa” abbiamo sottolineato l’importanza che in questa fase ha il mantenimento e lo sviluppo dell’occupazione. Nel sistema cooperativo l’occupazione ha retto sicuramente di più che nel commercio privato, anche al sud Italia nonostante le note criticità. Il perdurare della crisi sta però facendo precipitare le cose e alcune gravi emergenze occupazionali si stanno rilevando su tutto il territorio nazionale.

Le cooperative hanno condiviso l’approccio che stabilisce il perimetro del confronto sulla distintività cooperativa attorno ai temi dell’occupazione e della contrattazione. Hanno però ribadito che la questione dei costi contrattuali non può non essere affrontata, proprio in virtù della crisi, al fine di salvaguardare la competitività dell’impresa e quindi l’occupazione. Pur riconoscendo gli elementi distintivi del CCNL le cooperative hanno dichiarato l’insostenibilità di un contenuto contrattuale nato in fasi completamente diverse del mercato.

Per la Filcams CGIL i costi contrattuali sono un fattore residuale per le difficoltà della fase. Le crisi che stanno colpendo le imprese cooperative hanno ben altre origini e responsabilità, a partire dalla drammatica crisi economica del paese, su cui ci sarebbe bisogno di rilanciare il dialogo tra le parti sociali per provare a concertare un’azione realmente incisiva. Far ricadere la crisi sui rinnovi dei contratti è ingiustificato ma soprattutto inutile.

Le parti hanno condiviso quindi di riprende la trattativa nel mese di Gennaio, non appena verranno decise le date ve ne daremo comunicazione.

p. La Filcams CGIL Nazionale

Alessio Di Labio