Category Archives: DOCUMENTAZIONE GENERALE

INCLUDEPICTURE "http://tbn0.google.com/images?q=tbn:SX-KNQiqI9XpNM:http://www.fiomromasud.org/sito/images/tfr.gif" \* MERGEFORMATINET In questo ultimo anno, la crisi dei mercati finanziari, ha creato giustamente molte preoccupazioni tra i lavoratori che avevano destinato ai fondi di previdenza complementare il proprio TFR e una parte del proprio salario.

INCLUDEPICTURE "http://tbn0.google.com/images?q=tbn:pPVQgetPOg0kNM:http://www.ezdiyelectricity.com/images/icons/question-mark1a.jpg" \* MERGEFORMATINET Molti di questi si sono chiesti se avessero fatto bene a fare tale scelta e quelli che non l’hanno fatta pensano di aver previsto la soluzione migliore.
I mezzi di informazione hanno focalizzato solo la perdita sugli investimenti senza ricordare che il lavoratore dipendente ha una quota che l’azienda deve versare al Fondo e che vi sono i vantaggi fiscali che altrimenti non si avrebbero qualora si tenesse il TFR in azienda.

INCLUDEPICTURE "http://tbn0.google.com/images?q=tbn:Qh6frlFXEYScYM:http://www.montiuncorto.it/home/images/stories/lavagna2.gif" \* MERGEFORMATINET Facciamo allora un po’ di conti:

    Il TFR in azienda viene tassato al 23%
    Se lo si destina al Fondo solo il 15% per i primi 15 anni e cala dello 0,30 all’anno fino a raggiungere il 9%
    La base di tassazione di un salario medio è del 23%
    Se viene destinato un minimo ( mediamente lo 0,55% ) dello stipendio al fondo viene tassato al 15% e fa scattare la quota dell’azienda che si aggira da un minimo dello 0,55% ad un massimo dell’1,65% ( vedi contratto di riferimento ).
    Le quote destinate entrano in deducibilità fiscale
    Il TFR tenuto in azienda viene rivalutato dell’1,5% + il 75% dell’inflazione ( indice FOI)
    Le somme destinate alla previdenza complementare vengono rivalutate a secondo del comparto prescelto ( quello “sicuro” garantisce la rivalutazione del TFR )

INCLUDEPICTURE "http://tbn0.google.com/images?q=tbn:RhssiWlUi-yJKM:http://reginazabo.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/17882/certezza.jpg" \* MERGEFORMATINET Da un calcolo ipotizzato solo per l’anno in corso, il lavoratore del Terziario che ha aderito al Fondo Fonte ha guadagnato il 23,6% rispetto a chi non ha aderito.
Vi ricordiamo che le motivazioni per le anticipazioni dal Fondo sono migliori di quelle previste dai contratti e che, qualora si lasciasse il lavoro, si potrà riscattare o trasferire il montante maturato

INCLUDEPICTURE "http://tbn3.google.com/images?q=tbn:vcKTodAaycU2vM:http://www.ticketone.it/vital-common/multimedia/1/Pericolo-generico_310.jpg" \* MERGEFORMATINET Nei prossimi mesi., i fondi invieranno il l’estratto conto delle singole posizioni agli iscritti.
Occorre prestare la dovuta attenzione sulla correttezza dei dati riportati e confrontarli con quelli in possesso.
Se risultano divergenti occorre intervenire tempestivamente

Per gli iscritti alla FILCAMS CGIL è stato predisposto uno specifico sportello informativo e di aiuto per tutte le informazioni e gli aiuti necessari.

La Filcams CGIL di …………… tel. Sportello ………………………..


È passato oltre un anno dall’ultima riunione del coordinamento, ciò è dipeso dagli impegni di carattere generale che hanno coinvolto la Filcams ma che non hanno implicato il blocco dell’attività
Questo lasso temporale ci ha permesso di riqualificare e aggiornare la rete, monitorare meglio il contesto in cui operiamo e perfezionare la macchina organizzativa.

I due campi di intervento su cui la Rete ha lavorato nel frattempo (previdenza complementare e assistenza sanitaria integrativa ) hanno avuto notevoli sviluppi.

In particolare, dopo il semestre previsto dalla legge 252, il grado di attenzione dei soggetti sociali e politici sembra essersi distratto ma, nello stesso periodo, iniziava già da agosto 2007 il primo segnale di crisi finanziaria culminata negli ultimi mesi con il mercato finanziario mondiale in profonda crisi le cui ripercussioni si stanno manifestando con le forme più drammatiche nell’economia reale.

Mentre il secondo trimestre del 2007 ha ancora beneficiato dell’onda lunga sulla previdenza complementare, da gennaio i fondi negoziali hanno subito una forte staticità nelle iscrizioni.
A ciò si è aggiunta una pessima informazione dei media che si sono limitati ad evidenziare il calo dei rendimenti finanziari omettendo i vantaggi fiscali e contrattuali previsti per i fondi negoziali.

Anche gli stessi fondi negoziali e le parti sociali non hanno attivato quella necessaria riflessione per garantire una corretta informazione, lasciando così la porta aperta alla versione negativa che ha fornito alle imprese l’opportunità di disincentivare le adesioni dei lavoratori/trici.
Sta di fatto che i dati forniti dalla CGIL sui fondi negoziali fanno emergere due criticità:

    Le adesioni nell’Italia meridionale sono molto contenute.
    Le categorie a reddito basso non segnalano sviluppo

Due dati che devono far riflettere attentamente perché, nella prospettiva si allargherà sempre di più la forbice tra realtà ricche e realtà povere con la previsione di una popolazione pensionistica sempre più vicina alla povertà e alla non autosufficienza.

Tale considerazione rischia di insinuarsi anche tra le fila sindacali subendo passivamente questa disarmante fatalità.

Negli ultimi mesi si registra la crescita delle richieste di anticipazione del 30%, della morosità aziendale verso i fondi e del problema non risolto del blocco delle adesioni derivanti dalla cessione di credito del quinto di stipendio.
Sono purtroppo segnali che confermano lo stato di crisi generale che vive l’economia.
In questo contesto si insinuano tentativi speculativi che possono creare ulteriore confusione tra i lavoratori.

Mi riferisco alla ipotesi del Governo di allargare la portabilità della quota aziendale prevista contrattualmente verso i fondi aperti oppure inserire il criterio di ripensamento sul TFR destinato a scapito dell’adesione consapevole.
E’ facile immaginare che vi sia il tentativo di rendere obbligatoria la destinazione del TFR con la possibilità di un futuro ripensamento che immagino molto criptico.
D’altro canto, le varie proposte della Covip di istituire un Fondo di garanzia straordinario per coloro i quali sono andati in pensione da settembre trovandosi un valore quota molto basso, non trovano attenzione del Governo.

Vediamo ora la situazione dei fondi a noi facenti capo.
Come sapete sono 8, di cui 4 direttamente da noi costituiti.
A Fonte siamo a 156.000 adesioni
A Previcooper 33.000
A marco Polo 6.000
A Previprof 800
Su Previambiente la crescita è determinata esclusivamente dai nostri settori ma rimane sempre molto alto il costo di servizio
Su Cooperlavoro i lavoratori dei nostri settori assommano al 34%
Fondapi sono rimasti fermi a 600 e ad Artifond pochissime unità.

Complessivamente gli iscritti ai fondi dei nostri settori ammontano a circa 230.000.
Anche se non vi è alcun automatismo, i soli iscritti a Filcams,Fisascat e UILTuCS sono circa 600.000, è quindi ben lungi un reale livello di adesione nei fondi previdenziali.
Per concludere il quadro sulla previdenza complementare è utile ricordare la ripercussione sui lavoratori degli appalti che si determina con l’incapienza delle aziende verso la Tesoreria di stato, per la quale viene previsto il rimborso diretto del TFR da parte del fondo ai lavoratori.
Non trascurabile la tendenza di incremento di procedure concorsuali che richiedono la tempestività nella dichiarazione di insolvenza da parte del fondo.

Il nostro lavoro, nel 2008, si è maggiormente indirizzato verso l’informazione dei fondi di assistenza sanitaria integrativa.
La somma degli iscritti ai 7 fondi esistenti si avvicina al milione e 500.000, di questi circa 1 milione sono in copertura.
Dopo una prima incredulità dei lavoratori aumenta il grado di interesse e di utilizzo.
Con l’esclusione di QUAS che fornisce prestazioni dirette pari al 70% di ciò che incamera, gli altri fondi hanno incamerato circa 150 milioni, di cui il 10% rimane al fondo per la gestione, il 40% ai gestori assicurativi e il rimanente 50% alle prestazioni.

Degli 80 milioni destinati alle prestazioni circa 20 milioni di euro ( 25%) sono stati effettivamente ristornati agli iscritti per un totale di circa 300.000 prestazioni.
Il risparmio accumulato ci ha permesso di migliorare nettamente le prestazioni che i singoli fondi stanno definendo con i gestori assicurativi e che entreranno a regime il prossimo anno.

Considerando l’attività svolta sinora dai fondi risulta che:

Il 26% dei ristorni sono riferiti al rimborso di ticket ( 52% delle prestazioni)
Il 31% sulla maternità ( 18% prestazioni)
Il13% sulla prevenzione ( 7,8% prestazioni)
Il 10% sulla diagnostica e terapia ( 9% prestazioni)
Il 10% su interventi chirurgici (0,3% prestazioni)
Il 10% sulle visite specialistiche ( 22 % prestazioni)

L’82% delle prestazioni sono state erogate nel SSN anche se la tendenza sarà quella di uno spostamento verso la rete convenzionata. Solo l’8% è fuori rete .
Le prime considerazioni da trarne sono un forte utilizzo del SSN in particolare sulla maternità e una scarsa propensione alla prevenzione.

I fondi sono orientati ad inserire nella copertura l’odontoiatria e il rafforzamento delle casistiche rientranti negli interventi chirurgici e nella diagnostica, riduzione delle franchigie e rafforzamento della prevenzione.

Il dibattito nei fondi si sviluppa sulla opportunità di allargare le prestazioni anche ai familiari ma registriamo la rigidità delle associazioni datoriali.
Alcuni fondi stanno riflettendo sulla possibilità di fornire la copertura anche per i cassaintegrati, oggi esclusi.

Sul fronte dell’obbligatorietà per l’applicazione contrattuale dell’assistenza sanitaria integrativa non vi sono novità che derimano il quesito per chi non è iscritto alle associazioni firmatarie, anche se la tendenza giurisprudenziale pare sia a nostro favore.
Su tale tema, la difficoltà si riscontra nel giungere a sentenza. Infatti moltissimi sono i casi di transazione extragiudiziale che risolve il singolo problema ma non il concetto del diritto.

La forte crescita dei fondi sanitari di settore ha sollecitato diversi appetiti che entrano in collisione sulle afferenze contrattuali.
La Confindustria ha messo in campo il Fasi open in alternativa al fondo est e come punto di riferimento per tutte le aziende che non rientrano nella sfera associativa e la provincia di Milano sta concludendo un accordo sulla Fondazione per il welfare che prevede tra l’altro il rimborso dei ticket.

Come siamo messi con la rete organizzativa della Filcams .

Con ottobre abbiamo concluso il ciclo di formazione e aggiornamento della rete.
Ci siamo resi conto che il turn over è sensibile e che occorre periodicamente ripetere per le nuove entrate specifici corsi formativi non più locali ma nazionali e programmare in videoconferenza gli aggiornamenti.
Altro problema è la scelta di funzionari nell’individuazione dei coordinatori territoriali.

Se da un lato può garantire una continuità organizzativa, dall’altro si subisce forti rallentamenti determinati dalle priorità contingenti che, per la nostra categoria, corrispondono all’ordinarietà. Ciò comporta un forte rallentamento nella programmazione della rete.

I rapporti con i servizi della CGIL sono proficui solo in poche realtà non permettendo la migliore ottimizzazione nell’iniziativa che dovrebbe coinvolgere tutele indirette connesse alla previdenza, all’infortunistica e alle malattie professionali.

In questi campi abbiamo capito che l’elemento dell’informazione è strategico.
Il sito nazionale ha registrato gradualmente un significativo incremento degli accessi e riteniamo di confermare il modello di servizio alle strutture della rete con l’attivazione della segnalazione al nazionale di quesiti che possono essere risolti dalla FILCAMS nazionale attraverso il rapporto diretto con i fondi interessati.

Il finanziamento della rete rientrerà nella discussione generale in Filcams ma già sin d’ora occorre predisporre una modalità di sintesi dell’attività svolta e la rendicontazione relativa alle spese sostenute.

Concludendo

Il CD della CGIL e la Conferenza di organizzazione hanno dato precise indicazioni sulle modalità di approccio politico organizzativo rispetto alla governance della bilateralità.
La Filcams verrà chiamata a fornire il proprio contributo nel dibattito.
Tutti noi abbiamo potuto vedere l’attenzione che i mass media rivolgono a tale argomento facendo emergere limiti e contraddizioni nella gestione.

Nonostante l’indirizzo di moralità perseguito dalla federazione nei vari livelli della bilateralità contrattuale, occorre fare un salto di qualità che veda al centro della nostra azione la riqualificazione delle prestazioni offerte e soprattutto l’efficienza e l’efficacia del sistema.
Molti compagni e compagne vengono chiamate a ricoprire incarichi in organismi esecutivi senza l’adeguata preparazione civilistica.
La disattenzione sulle politiche di indirizzo negli enti rischia di ingenerare una sorta di autoreferenzialità nei compagni/e che ricoprono tale incarico e che non sempre garantisce la necessaria trasparenza.
La commissione prevista nell’ipotesi del ccnl terziario da noi condivisa, potrebbe essere il giusto momento per proporre indicazioni che migliorino l’intero sistema bilaterale.

E’ indubbio che la contrattazione è l’occasione per migliorare l’efficienza del sistema.
Molto può essere fatto ad esempio sulla previdenza complementare recuperando le lacune legislative e per il rilancio delle adesioni, così come l’indirizzo politico per allargare la platea delle tutele sull’assistenza sanitaria integrativa.

Sarà pertanto opportuno che periodicamente vengano svolte riunioni con i compagni/e che ricoprono incarichi esecutivi nei vari fondi per fornire il quadro aggiornato all’intera organizzazione.

Dobbiamo in sostanza riappropriarci di un ruolo più incisivo per la valorizzazione delle positività insite nei fondi bilaterali ipotizzando un convegno pubblico per il rilancio dell’intero sistema.