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Dal 15 al 17 settembre si terranno a Lecce le Giornate del Lavoro, la grande manifestazione organizzata dalla Cgil con al centro i temi del lavoro, dei diritti e delle grandi trasformazioni sociali ed economiche. ”Il futuro del lavoro dopo l’era della disintermediazione”, questo il titolo scelto per l’edizione 2017, la quarta dopo quelle di Rimini, Firenze e Lecce.

L’appuntamento quest’anno sarà preceduto dall’Assemblea generale della Cgil dedicata alle proposte della confederazione per il Mezzogiorno, che si svolgerà nella città salentina il 14 e il 15 settembre.

Nelle tre giornate incontri e dibattiti con ospiti del mondo politico e sindacale, rappresentanti delle istituzioni, lavoratori e studiosi, si alterneranno a momenti di cultura, spettacolo e intrattenimento.

Guarda il programma

La kermesse sarà conclusa domenica 17 settembre dall’intervista di Ferrucio De Bortoli al segretario generale della Cgil Susanna Camusso.

QUI i materiali (volantini, manifesti, immagini social) dal sito CGIL nazionale

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Nell’esprimere la propria vicinanza alla popolazione dell’isola di Ischia, colpita la notte scorsa da una forte scossa di terremoto, la Cgil rileva che dopo molte parole la politica di prevenzione e messa a norma degli edifici delle aree a rischio deve ancora iniziare. E che il contrasto all’abusivismo edilizio è divenuto anche un tema di sicurezza. Malgrado gli annunci ripetuti più volte il progetto “Casa Italia” è ancora allo stadio embrionale: un titolo privo di contenuti progettuali operativi. Crediamo che la messa in sicurezza del paese sia prioritaria. Per questo La Cgil nei prossimi mesi, a un anno dal devastante sisma dell’Italia Centrale del 2016/2017, convocherà gli Stati Generali delle proprie strutture interessate allo scopo di:

  • Accertare lo stato di gestione dell’emergenza sismica e verificare dove e come sia iniziata la ricostruzione.
  • Predisporre griglie territoriali di priorità e sollecitare indirizzi e politiche di infrastrutturazione, ripopolamento e crescita economica.
  • Verificare lo stato di attuazione degli accordi territoriali firmati dalla nostra organizzazione in questi mesi.
  • Proporre una legge quadro per la gestione degli eventi sismici e delle emergenze territoriali.

Gli Stati Generali delle strutture Cgil avranno la finalità, nel dialogo con la popolazione e le istituzioni locali, di definire un Rapporto da consegnare al Governo.

Non vi è dubbio che, se si vogliono evitare davvero per il futuro altre tragedie si debba agire parallelamente su 3 piani fra loro collegati: la prevenzione (con la definizione di un piano pluriennale di adeguamento antisismico), la ricostruzione del patrimonio edilizio pubblico e privato (nei luoghi più adatti con le tipologie più sicure), l’infrastrutturazione innovativa dei servizi per il territorio (strade, ferrovie, Itc) e per le persone (istruzione, sanità, cultura, tempo libero).

Questi 3 piani collegati fra loro possono favorire il ripopolamento e la valorizzazione economica di territori che, altrimenti, rischiano il progressivo abbandono. Tale logica programmatica, a partire dalle aree del sisma, va estesa alle “Aree Interne” del Paese.

Ci si deve muovere in una logica di intervento pluriennale, ma è necessario partire subito.

Non è pertanto convincente l’idea che ora si apra la fase di gestione “decentrata” delle tematiche della ricostruzione. Abbiamo già verificato in diverse occasioni l’assoluta mancanza di coordinamento (persino regolamentare) fra le regioni coinvolte, l’assenza di enti di Area Vasta (anche in conseguenza di una pasticciata riforma istituzionale), le dimensioni troppo piccole degli oltre 100 Comuni interessati.

Non è finita l’emergenza, non si può dire avviata la ricostruzione, la prevenzione è di là da venire. Le politiche di respiro pluriennale richiedono ancora interventi di indirizzo e di coordinamento forti da parte dello Stato. Nessuno, a pochi mesi dal prossimo inverno “senza un tetto”, può permettersi vie di distrazione o di fuga.

È vero che le risorse ci sono, manca ancora la capacità di definire progetti di medio periodo, di avviarli e di concluderli senza discontinuità.

Non si può nemmeno dire che sia completa la definizione delle norme per la gestione dell’emergenza viste le contraddizioni e i buchi più volte segnalati. Del resto, non è di un ennesimo provvedimento normativo d’emergenza che si ha bisogno quanto di una Legge Quadro per la gestione degli eventi sismici e delle emergenze territoriali senza improvvisazioni, come da tempo chiede la Cgil. Ma questo è compito di Governo e Parlamento.

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Il nuovo codice penale entrerà in vigore il 3 agosto, ma già fa discutere l’art. 162ter che introduce la remissione per reati minori.

“Pensare di poter rimediare allo stalking con un semplice risarcimento economico è assurdo, persino oltraggioso. Stiamo parlando di un reato grave e odioso perché le vittime – quasi sempre donne – sono colpite con insistenza e crudeltà, attraverso minacce continue e assillanti, con conseguenze spesso drammatiche, come testimonia il dato dei 73 femminicidi dall’inizio dell’anno ad oggi”. A dirlo è Cristian Sesena, referente per le politiche di genere nella segreteria nazionale Filcams, commentando l’imminente entrata in vigore della riforma del sistema penale.

Il sindacalista punta il dito contro la depenalizzazione introdotta dal nuovo articolo 162 ter, nel quale si prevede la possibilità di estinguere alcuni reati – tra cui appunto lo stalking nelle forme definite meno gravi – tramite condotte riparatorie. Cioè, in altre parole, con un semplice risarcimento, senza nemmeno interpellare la vittima.

“Lo stalking – prosegue Sesena – è un fenomeno ben più esteso di quanto si possa immaginare. Non passa giorno senza che le cronache non riportino episodi di violenza, gli ultimi due proprio oggi a Varese e a Catania. Eppure, a causa di questa riforma, per molti si aprirà la possibilità di estinguere il reato commesso pagando una ‘congrua’ cifra, persino a rate”.

Qualche novità positiva potrebbe arrivare la prossima settimana da una riunione tecnica convocata al dicastero della Giustizia. “L’auspicio è che le ripetute rassicurazioni del ministro Andrea Orlando – a cui tra l’altro Cgil, Cisl e Uil hanno più volte chiesto un incontro all’oggi  mai avvenuto – trovino conferma nei fatti. Siamo pronti a sostenere tutte le  iniziative necessarie che la CGIL metterà in campo, per giungere nel più breve tempo possibile al ripristino di un quadro normativo pienamente tutelante per le vittime di stalking.”

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http://opencorporation.org/en/   has entered its final phase. During the course of the next weeks, 100 companies will receive the invitation to participate to the #OpenCorporationRanking è which will be published on November 16 2017.

Here is what the ranking looks like as of today:  http://opencorporation.org/en/

100 multinational corporations are being observed, in alphabetical order from ABB Ltd. to Volkswagen AG. The following data is available:

-         Financial and social balance

-         EWC agreements

-         Data collection sheets precompiled by the staff

http://opencorporation.org/en/documenti

Other rankings on different aspects are available concerning the first 100 companies currently included in the test phase:

http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation

Seven rankings on specific aspects:

Social Responsability http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation#!social-responsibility

Social Dialogue http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation#!social-dialogue

Working Conditions http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation#!working-conditions

Finance http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation#!finance           

Diversity http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation#!diversity        

Accessibility for disabled people http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation#!accessibility-for-the-disabled

Environment http://opencorporation.org/en/ranking-opencorporation#!environment

In addition to three Transparency indexeshttp://opencorporation.org/en/indice-trasparenza 

Each of these rankings is publicly available. Users may access and download them, and sort them out by position or score, alphabetical order or country of origin. ( N.A.C.E classification http://bit.ly/2v7n9II )

Out of 100 multinational companies being observed, we have selected the first three (podium) out of each of the eleven published rankings.

This initial sample is composed primarily by European TNCs (transnational companies) amounting to roughly two-thirds of the sample. It is interesting to note that no Asian companies are on the podium, and only a very little amount of American ones:

Region                        Tot                  Podium %

UE                   66                   94

Americas        26                      6

ASIA               8                       0

In the three transparency rankings: web transparency, transparency of social balance, synthesis of the two previous rankings, at least six companies make it to the podium

TNC Transparency                            Events

ENEL S.p.A.                                      2

Fiat Chrysler Automobiles N.V.      2

Schneider Electric S.E                     2

Adecco Group                                               1

Autogrill Spa                                     1

Kering S.A.                                        1

Tot                                                     9

While at least thirteen companies make it to the podium in one of the eleven general rankings: #Adecco #Allianz_SE #Assicurazioni_Generali  #Autogrill_Spa #CBC_Television #ENEL_Spa #Fiat_Chrysler_Automobiles #Kering S.A. #Marriott International_Inc. #Salini_Impregilo_Spa #Schneider_Electric S.E #Telefónica_S.A.  #UniCredit_Spa

TNC                                                   Events

UniCredit S.p.A.                                8

Adecco Group                                   4

Autogrill Spa                                     4

Schneider Electric S.E                     4

Salini Impregilo Spa                         3

ENEL S.p.A.                                      2

Fiat Chrysler Automobiles N.V.      2

Allianz SE                                         1

Assicurazioni Generali SpA             1

CBC Television                                  1

Kering S.A.                                        1

Marriott International Inc.              1

Telefónica, S.A.                                 1

“11 Ranking”                                      33

A look at the macro-sectors. Some sectors (mining, transportation and legal services, accounting) and Conglomerates don’t make it to the podium; the industrial and commerce sectors rarely make it to the first positions; while it seems Finance, utilities, services and telecommunications, constructions and tourism obtain better positions in proportion to other participants

For any further information: info@opencorporation.org

 

http://www.opencorporation.org

https://twitter.com/CorporationOpen

https://www.facebook.com/OpenCorporationRanking/

_________________

Download HERE pdf opencorporationranking press release with charts.

Read this communication in ITALIAN - HERE 

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#OpenCorporationRanking: in costante sviluppo la classifica sulla trasparenza delle imprese multinazionali

http://opencorporation.org/it/  è entrato nella fase conclusiva. Nelle prossime settimane ulteriori 100 aziende riceveranno la richiesta a partecipare  nel  # OpenCorporationRanking che sarà pubblicato il 16 novembre 2017. Ecco ad oggi cosa è: http://opencorporation.org/it/ 100 aziende multinazionali in osservazione, in ordine alfabetico da ABB Ltd. a Volkswagen AG, delle quali sono disponibili, quando pubblicati: -         Bilanci finanziari e sociali -         Accordi CAE -         Schede di rilevazione pre-compilate dallo staff

http://opencorporation.org/it/documenti

Per tali 100 aziende, nell’attuale fase test, sono pubblicate, oltre a quella principale,

Ranking OpenCorporation (test 1.0)

http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation

Sette classifiche sugli specifici temi monitorati: Responsabilità sociale http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation#!social-responsibility Dialogo sociale http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation#!social-dialogue Condizioni di lavoro  http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation#!working-conditions Finanza http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation#!finance Diversità http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation#!diversity Accessibilità per disabili  http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation#!accessibility-for-the-disabled Ambiente   http://opencorporation.org/it/ranking-opencorporation#!environment Oltre a tre Indici di trasparenza  http://opencorporation.org/it/indice-trasparenza Ognuna di queste classifiche è pubblica, l’utente può consultarle e scaricarle; come può ordinarle, oltre che per posizione in classifica e punteggio acquisito, anche in ordine alfabetico, per Paese e per settore di appartenenza (classificazione N.A.C.Ehttp://bit.ly/2v7n9II ) Sul campione delle 100 aziende multinazionali in osservatorio abbiamo estrapolato le prime tre posizioni (podio) di ognuna delle 11 classifiche (test) pubblicate. La composizione del campione è prevalentemente rappresentato da TNC (Trans National Companies) europee: pari a circa due terzi è da notare però che sul podio non salgono imprese del continente asiatico ed in minima parte di quello americano. Regione          Tot                  Podio % UE                   66                   94 Americhe       26                    6 ASIA               8                     0 Nelle tre classifiche di trasparenza: Trasparenza Web, Trasparenza nei Bilanci sociali, sintesi delle due classifiche precedenti, su almeno uno dei podi salgono sei aziende: Trasparenza TNC                         Ricorrenze ENEL S.p.A.                                      2 Fiat Chrysler Automobiles N.V.      2 Schneider Electric S.E                     2 Adecco Group                                               1 Autogrill Spa                                     1 Kering S.A.                                        1 Totale                                                9 Mentre in almeno uno dei podi delle 11 classifiche complessive salgono tredici aziende: Adecco, Allianz_SE, Assicurazioni_Generali,  Autogrill_Spa, CBC_Television, ENEL_Spa, Fiat_Chrysler_Automobiles, Kering S.A., Marriott International_Inc., Salini_Impregilo_Spa, Schneider_Electric S.E, Telefónica_S.A., UniCredit_Spa: TNC                                                              Ricorrenze UniCredit S.p.A.                                           8 Adecco Group                                              4 Autogrill Spa                                                 4 Schneider Electric S.E                                 4 Salini Impregilo Spa                                    3 ENEL S.p.A.                                                  2 Fiat Chrysler Automobiles N.V.                  2 Allianz SE                                                      1 Assicurazioni Generali SpA                         1 CBC Television                                              1 Kering S.A.                                                    1 Marriott International Inc.                         1 Telefónica, S.A.                                            1 “11 Ranking totali”                                              33 Uno sguardo sui “macro-settori”. Alcuni settori (minerario, trasporti e servizi legali, contabili) e le Conglomerate non raggiungono alcun podio; il settore industriale e quello del commercio raramente salgono fra le prime tre posizioni;  mentre positive, cioè più podi in proporzione alle partecipanti sono le aziende della Finanza, delle utilities, dei servizi e telecomunicazioni,  delle costruzioni e del turismo. Per ogni ulteriore informazione: info@opencorporation.org http://www.opencorporation.org https://twitter.com/CorporationOpen https://www.facebook.com/OpenCorporationRanking/ _______________ Scarica QUI il Comunicato in PDF con i grafici. Leggi QUI il comunicato in INGLESE.

IncontriCgilPistoia2017_480x226

Anche quest’anno torna CGIL INCONTRI, la rassegna che, dopo 20 edizioni trascorse nella cornice medievale della Rocca di Serravalle Pistoiese, si trasferisce dal 3 all’8 luglio a Pistoia nel contesto della Cattedrale (ex Breda), per una edizione speciale che intende omaggiare, nella scelta del luogo e dei contenuti, la città capitale italiana della cultura per l’anno 2017.

Per tutte le informazioni ed i dettagli della manifestazione, vi invito a visitare il sito https://www.cgilincontri.it/

Il 3 luglio alle ore 18:00 si inaugurerà la mostra “Artiste al  Lavoro – Il Lavoro delle donne” alla presenza del Segretario Generale Cgil Susanna Camusso.

La sera, alle 21.30, in piazza del Duomo, concerto di Ermal Meta, reduce da Sanremo, con il suo “Vietato morire tour”. Ingresso gratuito.

Martedì 4 luglio si parla di cultura e legalità nella discussione su “Il Codice antimafia” con il ministro Marco Minniti e Luciano Silvestri, della Cgil nazionale.

Il 5 luglio sarà la volta del turismo e di ciò che questa risorsa può rappresentare per la crescita del paese. Ne parlano il ministro Dario Franceschini, il segretario confederale Cgil Franco Martini e la segretaria generale Filcams Cgil nazionale Maria Grazia Gabrielli.

“Cultura E’ lavoro” sarà il tema su cui si confronteranno Susanna Camusso e il direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi, il 7 luglio.

Sempre venerdì alle 21.30 piazza del Duomo accoglierà Alex Britti e i suoi fan per il concerto ad ingresso gratuito “In nome dell’amore 2 tour 2017”, organizzato in collaborazione con Pistoia Blues.

Il programma completo è scaricabile QUI

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Un lavoro che ha coinvolto più soggetti e concretizzato con la proposta di legge presentata stamani alla Camera dei Deputati. Si tratta del testo che intende abrogare l’incompatibilità tra lavoro subordinato (avvocati dipendenti) e la professione di avvocato.

Alla presentazione erano presenti Chiara Gribaudo e Valentina Paris (PD) e Andrea Maestri (Sinistra Italiana – Possibile), i tre deputati che hanno posto la loro firma in calce alla proposta, redatta su stimolo della Consulta delle professioni della Cgil con il coinvolgimento delle associazioni forensi e delle categorie Filcams e Nidil del sindacato di Corso d’Italia.

“Abbiamo formulato questa proposta di modifica – ha spiegato Cristian Perniciano della Consulta – con l’intento di tutelare i diritti dei lavoratori professionisti non dipendenti perché cadendo l’incompatibilità per  gli avvocati dipendenti non si potrà più mascherare con le collaborazioni o con le partite Iva il lavoro spiccatamente subordinato”.

“Proviamo a dare risposte ai professionisti – ha sottolineato l’on. Gribaudo – separando con una regola certa il lavoro dipendente da quello autonomo, con l’obiettivo di arrivare, se possibile, anche ad una ridefinizione dell’equo compenso per i professionisti, per restituire dignità a lavoratori privi anche dei diritti minimi garantiti da contratti di lavoro e Costituzione”.

Su contrattazione e retribuzioni si è soffermato Cosimo Matteucci, presidente di MGA – Mobilitazione Generale degli Avvocati. “In Italia – ha detto – operano circa 240.000 avvocati; di questi oltre la metà (il 54,9%) è in una fascia reddituale tra zero e 20mila euro. È qui che si annida gran parte del lavoro nero del settore. Con la nostra proposta vorremmo portare tanti lavoratori nella sfera della contrattazione collettiva, inserendo la loro professione nel contratto nazionale che già esiste e garantisce ottimi livelli di tutela dei diritti e delle retribuzioni a moltissimi lavoratori impiegati in studi professionali”.

“La formula che noi proponiamo è quella dell’attuale CCNL per gli studi professionali – ha insistito Cristian Perniciano – perchè solo con il Contratto Nazionale si potranno definire i parametri che in un rapporto di lavoro definiscono la subordinazione (e quindi la reale condizione di avvocati dipendenti) o l’autonomia di un collaboratore”.

Alla redazione del testo di proposta di modifica all’art. 19 della legge 247 del 31.12.2012 si è giunti con il coinvolgimento anche di centinaia di lavoratori, in una ventina di assemblee lungo tutto lo stivale, promosse da Cgil attraverso la sua Consulta e con la collaborazione di Filcams e Nidil.

“Sappiamo che i tempi sono strettissimi – ha concluso l’on Chiara Gribaudo – ma con i colleghi Piras e Maestri ci impegneremo perché la proposta venga calendarizzata alla Camera e venga discussa in aula prima che si concluda la legislatura”.

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È online il nuovo numero di Diario Terziario, inserto di Rassegna Sindacale
Parliamo di Carta dei Diritti Universali del Lavoro, di regolamentazione delle aperture festive e di comportamenti antisindacali nei confronti di un nostro delegato. Con un bel album fotografico del Primo Maggio a Portella della Ginestra.

Scarica e leggi QUI Diario Terziario n.3/2017

E ora, pensiamo alla Carta dei Diritti Universali del Lavoro

“Aboliti i voucher e reintrodotta la responsabilità del committente negli appalti, ora pensiamo alla Carta dei Diritti Universali del Lavoro”. Il messaggio è chiaro, lanciato dal palchetto allestito in piazza della Rotonda a Roma, davanti al Pantheon, in attesa del voto definitivo del Senato che ha trasformato in legge il decreto del Governo varato per scongiurare il ricorso alle urne.

Una giornata di presidio, quella del 19 aprile, in attesa di un voto che ha tenuto col fiato sospeso i tanti militanti e i dirigenti sindacali che si erano dati appuntamento in piazza.

La sospensione definitiva del referendum è arrivata qualche giorno dopo, con il pronunciamento dell’Ufficio Centrale della suprema Corte di Cassazione, che ha così certificato la corrispondenza tra le richieste della Cgil (abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti e abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio) e gli effetti della legge.

“Da oggi abbiamo un Paese migliore” ha detto Susanna Camusso parlando ai presenti immediatamente dopo la comunicazione dell’esito del voto al Senato (140 Sì; 49 No; 31 astenuti, ndr).  “Oggi – ha aggiunto – si afferma un primo risultato importante e diciamo a noi tutti grazie per quello che abbiamo fatto in questi due anni di mobilitazione”.

La mobilitazione, però, non si ferma. Perché se da un lato si festeggia per il risultato ottenuto, dall’altro si fa largo la preoccupazione che in qualche modo ci sia chi tenta già un colpo di mano, pensando di reintrodurre i voucher per regolamentare il lavoro accessorio nella sua forma più deleteria, e ancora in settori come l’agricoltura e il turismo dove esistono molte altre forme contrattualizzate per la flessibilità dei rapporti di lavoro.

L’impegno della Cgil tutta sarà quindi nella promozione di qualsiasi iniziativa possa contribuire al varo della legge di iniziativa popolare destinata ad affermare un nuovo diritto universale di lavoratrici e lavoratori.

“Con lo stesso entusiasmo che ci ha portato a centrare l’obiettivo su voucher e appalti – dice Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil – dobbiamo ora impegnarci per mantenere al centro della discussione politica i temi del lavoro, del diritto ad un lavoro dignitoso, equamente retribuito, sicuro e legale. Tutti elementi che sono contenuti nel progetto di legge di iniziativa popolare presentato grazie al milione e mezzo di firme di cittadini e lavoratori che hanno creduto alla nostra proposta. Il primo appuntamento è fissato per il 6 maggio, alla manifestazione nazionale di Roma, per sostenere l’iter parlamentare della Carta”.

Una proposta chiara, che ridefinisce i confini del diritto, in capo alle persone che lavorano indipendentemente dalla tipologia di contratto applicato. Per semplificare: un lavoratore è definito dal lavoro che fa (autonomo o dipendente non importa) e non dal rapporto che ha con il suo datore di lavoro; la persona deve tornare ad essere il baricentro dell’azione politica e sindacale. E la Cgil una buona parte di questo impegno l’ha rispettato, andando ad incontrare in ogni luogo di lavoro milioni di lavoratori, anche non iscritti, che hanno risposto all’appello, firmando tanto le richieste di referendum quanto la proposta di legge per un nuovo statuto dei lavoratori.

“Con la nostra mobilitazione – conclude Gabrielli – siamo riusciti a riportare l’attenzione su temi veri, concreti come il lavoro nero, la precarietà, la disoccupazione, le disuguaglianze; condizioni che costituiscono la negazione del valore del lavoro e di una prospettiva ai giovani come lavoratori e pensionati di domani. Su questa strada è necessario proseguire per produrre il cambiamento possibile e positivo del nostro paese.”

 

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Il 6 maggio in piazza a Roma per la Carta dei diritti universali, dalle ore 14, in piazza San Giovanni Bosco, conclude Susanna Camusso.

Superati i referendum, ora l’obiettivo è la Carta dei diritti universali dei lavoratori. Per questo sabato prossimo 6 maggio la Cgil sarà di nuovo in piazza. L’appuntamento, a partire dalle ore 14, è in piazza San Giovanni Bosco, a Roma, dove si svolgerà una grande manifestazione nazionale. Ci sarà live music con Med Free Orkestra e Modena City Ramblers. Dj Mondocane, presenteranno Natascha Lusenti e Dario Vergassola. Concluderà la manifestazione il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Dopo la decisione della Suprema Corte che ha sospeso i referendum promossi dalla Cgil a seguito della conversione in legge del decreto che ha abolito le norme su voucher e appalti, la Confederazione, dunque, rilancia la sfida per i diritti. Una sfida che, come più volte ribadito dalla leader del sindacato di Corso d’Italia, “non si concluderà finché la Carta universale non sarà legge e non avremo riscritto il diritto del lavoro in questo Paese”.

Finalmente, senza voucher e con regole più giuste sugli appalti, il lavoro è tornato protagonista. L’obiettivo ora è la Carta dei diritti universali e la Cgil torna in piazza “per costruire tutta un’altra Italia”.

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Inizia oggi la campagna elettorale della Cgil per i referendum, 2 sì per il lavoro, dopo la decisione della Corte Costituzionale che approvato le proposte del sindacato di Corso Italia in merito agli appalti e i voucher e non ammesso quello sui licenziamenti.

Susanna Camusso, leader della Cgil, con una conferenza stampa ha annunciato l’avvio della battaglia in difesa dei diritti dei lavoratori, per arrivare al voto.

Trasparenza, legalità e responsabilità, sono elementi indispensabili per migliorare le condizioni di chi lavora negli appalti nel settore dei servizi, nella ristorazione e spesso anche nel turismo, così come è ormai indispensabile trovare forme per regolarizzare e tutelare il lavoro occasionale, evitando abusi ed eccessi.

“Appalti e Voucher sono due temi fondamentali per la Filcams Cgil, criticità del lavoro che ogni giorno vengono combattute e contrastate con le lotte sindacali” ha affermato Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della Filcams Nazionale. “La validazione dei requisiti e la possibilità di andare al voto, è un risultato importante ottenuto grazie all’impegno degli ultimi mesi delle tante strutture territoriali e delegati. Un riconoscimento che conferma le azioni positive e propositive della Cgil, per riportare i diritti e i lavoro al centro del dibattito politico e pubblico.”

Referendum, 2 sì per il lavoro, tutta un’altra Italia.

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Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il giorno successivo, sabato 26, l’intero movimento che si riunisce sotto il nome “Non una di meno” chiamerà a raccolta uomini e donne per una grande manifestazione, a Roma, in piazza della Repubblica, a partire dalle ore 14.

“Non una di meno” è la traduzione di “Ni una mujer menos” slogan coniato dalla poetessa messicana Susana Chavez, attivista per i diritti umani morta ammazzata nel 2011 a soli 36 anni per aver denunciato i moltissimi femminicidi compiuti nella sua città natale, Ciudad Juarez.

Con questo nome si identifica ormai da qualche anno il movimento che, affermatosi in tutta l’America Latina, è sbarcato in Europa per dare voce alle tante donne e ragazze vittime di violenza.

In Italia sono 6.788.000 le donne hanno subito violenza nell’arco della loro vita.  E sono già 93 i casi di femminicidio dall’inizio del 2016. Nella maggior parte dei casi, le violenze di genere hanno come teatro l’ambiente familiare, ad opera di persone conosciute, uomini che non accettano le scelte di autodeterminazione delle “proprie” donne. Disagio sociale e degenerazione dei rapporti sociali sono alla base della violenza, consumata ai danni di donne che tentano di rendersi autonome, anche economicamente.

La manifestazione di sabato prossimo 26 novembre è promossa dalla Rete IoDecido, da D.i.Re (Donne in rete contro la violenza) e dall’Udi (Unione donne in Italia), storica associazione femminile nata tra il 1944 e il 1945 dall’esperienza dei Gruppi di Difesa della Donna, creati in supporto alla Resistenza.

Vi parteciperà anche la Filcams Cgil, con molti suoi iscritti, funzionari e dirigenti.

“Essere in piazza – afferma Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams – è un imperativo morale innanzitutto per gli uomini. Mi auguro che gli uomini siano numerosi, per dare un messaggio chiaro oltre le differenze di genere: la violenza si sconfigge con la cultura, il rispetto e la valorizzazione delle diversità, nelle case, per le strade e anche nei luoghi di lavoro”.

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Trasferimenti da Napoli a Roma, licenziamenti e forte preoccupazione per il destino delle sedi di Roma e Venezia. La crisi di Servizi Italia 15 (Gruppo Caltagirone Editore) conferma il momento estremamente difficile per l’editoria e per il suo indotto. 

L’azienda Servizi Italia 15 srl  è stata costituita all’inizio di quest’anno per inglobare circa 70 lavoratori impiegati in mansioni amministrative, di gestione personale, commerciali, servizi informatici e diffusione dei quotidiani Il Messaggero (Roma), Il Mattino (Napoli) ed il Gazzettino (Venezia).

L’operazione è stata descritta come una vera innovazione, un progetto di ampio respiro che avrebbe rilanciato un’attività in stallo, data la crisi che ha colpito il settore editoriale, e avrebbe potuto provocare una riorganizzazione con accentramento delle attività. Alla luce dei recenti fatti, la riorganizzazione è avvenuta nel modo più tragico e drammatico possibile per i dipendenti.

Alcuni lavoratori sono stati infatti trasferiti nella sede romana, mentre per altri 4 sono arrivate le lettere di licenziamento, tutto questo senza il benché minimo coinvolgimento dei sindacati, informati solo ad operazioni avvenute.

“Ci stupisce molto tale atteggiamento” afferma la Filcams Cgil “in quanto l’azienda ha avviato spontaneamente, nei mesi scorsi, relazioni sindacali con le federazioni del commercio”. Peccato che gli argomenti trattati negli incontri non facessero prevedere il precipitare della situazione fino al punto di non ritorno del licenziamento degli addetti.

I rappresentanti dei lavoratori hanno richiesto una riunione urgente per discutere delle ultime azioni intraprese, ed è risultato palese l’atteggiamento di chiusura della società a qualsiasi dialogo riguardante l’emergenza occupazionale e la possibilità di gestione dei licenziamenti della sede di Napoli con modalità il meno traumatiche possibili. Servizi Italia 15 ha inoltre rifiutato di approfondire la situazione delle altre sedi ancora attive, Venezia e Roma, sollevando forti timori tra i rappresentanti sindacali per il probabile concretizzarsi delle medesime condizioni di esubero strutturale.

I sindacati di categoria continueranno la propria azione di tutela con tutti i mezzi a disposizione per difendere quelle lavoratrici e quei lavoratori lesi nella propria dignità e nei propri diritti.

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Un appuntamento a cui la Filcams non può mancare. Finché ci saranno guerre e disuguaglianze, soprusi e violenze, ognuno dovrebbe sentire l’obbligo di impegnarsi testimoniando la volontà forte di lottare per far cessare ogni conflitto, in ogni angolo del mondo.

La Filcams scende a Perugia accanto alla Cgil, parte attiva della manifestazione con l’allestimento di quattro punti d’incontro lungo il percorso e l’organizzazione di una tavola rotonda (in collaborazione con Cisl e Uil) di riflessione sulle politiche europee e sui problemi della regione del Mediterraneo, in programma sabato 8 ottobre.

“L’Europa deve scegliere tra essere protagonista ed interlocutore credibile per la soluzione dei conflitti, delle guerre e delle povertà per le popolazioni del Mediterraneo – si legge nella presentazione della tavola rotonda – oppure essere parte responsabile dei disastri che incombono e che non si fermano alle frontiere ed ai muri, vecchi e nuovi. La conferenza, attraverso tre sessioni a tema e testimonianze, metterà a confronto le voci dell’Europa con le voci del Mediterraneo”.

La Marcia Perugiassisi è stata presentata a Roma, dai promotori della Tavola della Pace, della Rete della Pace, dalle associazioni noprofit e pacifiste impegnate da decenni per far partire un messaggio di pace da Assisi al mondo.

“Non tutti sono indifferenti alle stragi di civili ad Aleppo. Non tutti ignorano le grida di aiuto dei migranti che lottano contro la morte nel Mediterraneo. Non tutti respingono, alzano muri, spargono odio e divisioni”: questo l’appello degli organizzatori che hanno invitato a partecipare alla manifestazione le persone che indipendentemente dall’orientamento politico o religioso si sentono di poter dare un contributo alla pace.

Domenica 9 ottobre, tra Perugia e Assisi si snoderà un lunghissimo corteo di decine di migliaia di persone, con l’obiettivo di rompere il silenzio inquietante che circonda le tante, troppe, tragedie vicine e lontane dei nostri giorni. Un cammino lungo 24 chilometri per dare voce a chi non ha voce, per scuotere i responsabili della politica ma anche per rafforzare ed estendere l’impegno di chi non è rassegnato.

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Filcams Cgil ha ospitato oggi a Roma Keisuke Fuse direttore del Dipartimento internazionale di Zenroren, National Confederation of Trade Unions, una delle due Confederazioni sindacali giapponesi.

Zenroren ha appoggiato la campagna globale sui fast food per il salario minimo a 15 dollari, per la quale anche Filcams Cgil ha promosso alcune iniziative.

E le iniziative di inclusione e il coinvolgimento nella vita del sindacato dei lavoratori dei fast food e deii precari del turismo sono stati al centro dell’incontro con Gabriele Guglielmi, responsabile delle politiche globali di Filcams Cgil.

“Il mio sindacato confederale, Zenroren – ha detto Keisuko Fuse –  rappresenta 1,1 milioni di lavoratori, e negli ultimi anni è stato impegnato in un’azione globale per il riconoscimento dei 15 dollari di salario minimo nei fast food. Con la Cgil vorremmo instaurare un rapporto di collaborazione per provare ad applicare anche in Giappone le strategie di mobilitazione attuate con successo in Italia”.

I rappresentanti Filcams e Zenroren si sono lasciati con l’impegno di trovare forme concrete di collaborazione per attivare scambi di esperienze anche tra lavoratori italiani e giapponesi di settori affini.

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La data è simbolica e ricorda il naufragio, al largo di Lampedusa, del 3 ottobre 2013,  nel quale morirono 366 migranti. Si vuole ricordare “chi ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria” come recita l’articolo 1 della legge istitutiva della ricorrenza.

Nel testo della legge che introduce la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”, si legge ancora che l’intenzione è di “sensibilizzare l’opinione pubblica alla solidarietà civile nei confronti dei migranti, al rispetto della dignità umana e del valore della vita di ciascun individuo, all’integrazione e all’accoglienza” attraverso iniziative, manifestazioni e cerimonie già organizzate in tutto il territorio nazionale, privilegiando gli interventi rivolti ai più giovani, coinvolgendo le istituzioni scolastiche.

«Ricordare è il primo atto necessario e non sempre scontato per impedire che certe tragedie si ripetano» dice Cristian Sesena, segretario della Filcams Cgil nazionale. «Purtroppo l’indifferenza del mondo occidentale che ha trasformato la sua presunta civiltà in paura e continua ad edificare muri, getta luci inquietanti sul futuro, e un futuro in cui tutti, a partire dall’Europa, non parlino la lingua della solidarietà e della accoglienza non può definirsi tale. Il sindacato può giocare un ruolo importante come ogni organizzazione che tende ad unire e non a dividere, a preferire il “noi” al “voi”».

A meno di una settimana dal violento terremoto che ha devastato interi paesi tra Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, con le associazioni di categoria del turismo Federalberghi, Faita, Fipe e Fiavet, alla presenza anche di rappresentanti di Confcommercio, si sono incontrati per un primissimo esame dello stato di emergenza.

Al centro del confronto il contraccolpo patito dai sistemi turistici, che rischiano di entrare in una crisi irreversibile per la coesistenza del danno materiale e la inevitabile contrazione della domanda, come testimonia l’immediata ondata di revoche delle prenotazioni di chi aveva scelto le coste marchigiane e abruzzesi per le ultime vacanze estive.

Un sistema complesso che rischia il collasso. Nell’area interessata dal sisma (nelle provincie di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, L’Aquila, Macerata, Perugia, Rieti, Teramo e Terni) sono presenti infatti circa 10mila imprese del turismo che nel mese di agosto danno lavoro a più di 50mila lavoratori dipendenti accogliendo ogni anno 19 milioni di presenze turistiche, italiane e straniere.

Per questo è stato siglato un accordo di collaborazione, per arginare i danni del terremoto e fornire ad aziende e lavoratori, anche tramite gli enti bilaterali e i centri di servizio, ogni assistenza utile perché da questa drammatica situazione non derivino altri disagi per i lavoratori.

L’impegno è di valutare ogni singola opportunità offerta dal Contratto Nazionale del settore turismo e le normative sulle diverse forme di ammortizzatore sociale per garantire l’occupazione proteggendo i redditi dei lavoratori. Contestualmente si chiede al Governo finanziamenti adeguati per la cassa integrazione e l’allentamento degli attuali vincoli di accesso all’ammortizzatore.

“L’Avviso Comune – spiega Cristian Sesena, segretario Nazionale Filcams Cgil – vuole essere un primo forte segnale politico nei confronti delle istituzioni che le parti sociali danno al fine di proteggere lavoratori e imprese dagli effetti a medio e lungo termine della catastrofe del terremoto. Noi siamo pronti a fare tutto quanto in nostro potere, ma è necessario che il Governo intervenga sul fronte degli ammortizzatori sociali e inizi fin da subito a investire anche in un piano strategico di sostegno e rilancio della domanda turistica”.

“Riteniamo positivo che in un momento così drammatico per il paese – conclude Sesena – si riesca a far fronte comune con le associazioni di categoria condividendo azioni, strategie e obbiettivi, a sostegno delle popolazioni colpite e a tutela dei lavoratori”.

Più di 260 vittime sono il terribile bilancio, purtroppo ancora non definitivo, dello spaventoso terremoto che ha colpito pesantemente il Lazio e le Marche oltre ad alcune zone di Umbria e Abruzzo. Interi borghi distrutti, come Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto.

A questa scia di morte e distruzione si è prontamente cominciato a reagire con la solidarietà che si sta traducendo in azioni concrete a supporto delle popolazioni colpite. I volontari Filcams e la CGIL, come sempre accaduto in questi casi, sono sul campo con iniziative a 360 gradi.

“Per il momento – dice Enrico Turchi, segretario generale della Filcams Cgil di Rieti – la prefettura dice di non muoversi troppo, nel senso che ad Amatrice e Accumuli si darebbe intralcio all’intervento di vigili del fuoco e protezione civile.  La nostra disponibilità l’abbiamo comunque già data ed attendiamo solo che ci dicano dove e quando servono volontari. Tra le tante lavoratrici che seguiamo, quelle dell’impresa di pulizie del centro di formazione alberghiero di Amatrice hanno già dato piena disponibilità per mettersi al lavoro, dove sarà richiesta la loro presenza”.

Tanto ad Amatrice quanto ad Accumuli per il momento non servono generi alimentari (che rischiano di deperire), ma fondi. Lo ha detto il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, sottolineando come in paese non esista più una sola attività commerciale, e come sia necessario pensare da subito alla ricostruzione.

“Nel Lazio, con la centralità di Roma – dice ancora Enrico Turchi –  questa disgrazia ci ricorda la necessità di non lasciare sole le zone appenniniche, non lesinando sugli investimenti destinati a tutela e sviluppo di un intero territorio. Questi sono paesi che rischiamo di veder morire a prescindere dal terremoto”.

Anche nella provincia di Ascoli la situazione rimane grave.

“Con la protezione civile e la prefettura – spiega il segretario generale Filcams Cgil di Ascoli Piceno, Alessandro Pompei – abbiamo concordato un piano di collaborazione logistica. Abbiamo messo a disposizione le nostre sedi per la raccolta di materiali urgenti (coperte, vestiti, generi non deperibili) garantendo con la nostra presenza l’accesso dei punti di raccolta. Stiamo anche coinvolgendo i lavoratori nostri iscritti che sono volontari di protezione civile per aiutarli ad ottenere dalle aziende i permessi necessari a partecipare alle operazioni di soccorso. Siamo vicini anche a lavoratrici e lavoratori che hanno perso il lavoro, come nel caso delle addette alle pulizie dell’ospedale di Amandola, evacuato, per provare ad ottenere una qualche forma di ammortizzatore”.

Questo dramma si caratterizza sempre più come collettivo, profondamente sentito e vissuto da tutti, una sciagura del paese e non di una parte di essa, cui serve anche in termini di prospettive di ricostruzione una visione nazionale.

“Ora viviamo il dolore delle popolazioni colpite – dice Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil Nazionale – e contribuiamo alla tanta solidarietà che consente di gestire la difficile situazione. Sappiamo che si apre il dramma di chi resta, con il peso delle urgenze e poi della non semplice ricostruzione. E nell’immediato far fronte al contraccolpo che il terremoto sta già dando alle vite delle persone pensando al futuro delle attività economiche, a partire dal turismo. L’inevitabile contrazione delle attività aggrava la situazione di migliaia di lavoratori; per questo gli interventi e le attenzioni del governo e delle parti sociali coinvolte nelle unità di crisi dovranno necessariamente essere a tutto campo”.

Emmanuel Chdi Namdi era un rifugiato richiedente asilo. Assieme alla moglie aveva superato indicibili traversie, fuggendo dalla Nigeria, attraversando la Libia e  il mare mediterraneo in cerca di un futuro che il nostro paese gli ha brutalmente negato per mano di un nostro concittadino.

Xenofobia, razzismo, ignoranza stanno rapidamente inquinando la nostra quotidianità, minando alle radici i fondamenti della nostra  stessa società.

La Filcams Nazionale chiede  una  condanna unanime e inequivocabile da parte delle  istituzioni ed una ferma reazione da parte di tutti, perché questi episodi sempre più frequenti non continuino a ripetersi. Perché tutto questo non diventi nella nostra percezione “ordinario”.

Siamo al fianco di Chimiary , la moglie, anche essa vittima dell’aggressione, e partecipiamo al suo dolore, ribadendo il nostro impegno nella lotta ad ogni forma di intolleranza e discriminazione.

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"Arteofficina"
Perche’ iscriversi alla mailing list dei lavoratori dei
Beni Culturali
Operi nei servizi in concessione o in appalto, sei collaboratore, dipendente o socio di cooperativa; lavori nell’ambito del Ministero, sei restauratore, archeologo, storico dell’arte o bibliotecario, archivista e catalogatore. Oppure sei allestitore, architetto, manager dei beni culturali, operatore dei parchi scientifici, operatore didattico: abbiamo sicuramente molte idee da discutere e scambiare sul nostro lavoro e sul nostro futuro.

Questa iniziativa nasce per offrire uno spazio di confronto a coloro che, con le più diverse professionalità e con molteplici forme contrattuali, lavorano in questo settore.

Veniamo confinati, con la ricchezza delle nostre esperienze, in una marginalità e precarietà assolutamente inaccettabili.

Questa mailing list vuole essere una “officina’ di idee e iniziative che creino unità. Per discutere con gli altri operatori della conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale ISCRIVIMI


Salario Variabile o Premio di Risultato
I C.C.N.L. successivi al Luglio del 1993 hanno istituito, raccordandosi con il Protocollo del 23 luglio 1993, il Salario Variabile o Premio di risultato col fine di contrattare in azienda trattamenti economici aggiuntivi rispetto a quelli derivanti dalla contrattazione nazionale della categoria.

Trattamento economico per la malattia
Nel periodo di malattia il lavoratore ha diritto alla retribuzione che è corrisposta in parte dal datore di lavoro ed in parte dall’INPS, nelle seguenti modalità:
§il diritto all’indennità di malattia sorge dal primo giorno di malattia ed ha un limite massimo di 180 giornate nell’anno solare (1 gennaio-31 dicembre)
§esclusi i tre giorni di carenza e con inizio dal 4° giorno sino al 20° giorno di malattia l’INPS corrisponde il 50% della retribuzione;
§dal 21° giorno l’INPS corrisponde il 66% della retribuzione, sino al 180° giorno per anno solare;
nel caso in cui la stessa malattia reinsorgesse entro 30 giorni dalla guarigione (così detta ricaduta), anche i primi tre giorni vengono retribuiti dall’INPS, perché trattasi di identico stato patologico;
La percentuale si riferisce alla retribuzione media giornaliera, riferita ai 30 giorni precedenti l’evento morboso.

Inoltre il datore di lavoro dovrà integrare l’indennità INPS per un limite massimo di 180 giornate nell’anno solare (365 giorni nel terziario/ 1gennaio-31 dicembre nel turismo)
§corrispondendo il 100% della normale retribuzione per i primi tre giorni;
§fino a raggiungere il 75% della normale retribuzione per i giorni dal 4° al 20°;
§fino a raggiungere il 100% della normale retribuzione dal 21° giorno.

Alcuni contratti prevedono però norme particolari che è bene verificare.

Lavoratori assunti a tempo determinato
Il trattamento economico di malattia per i lavoratori assunti a tempo determinato fa riferimento alla legge 11 novembre 1983, n° 638, art. 5. Per tali lavoratori il trattamento economico di malattia viene corrisposto per un periodo non superiore a quello di anzianità lavorativa nei 12 mesi immediatamente precedenti l’evento morboso, nel caso che il lavoratore non possa far valere periodi lavorativi superiori a 30 giorni, comunque viene indennizzato per un periodo massimo di 30 giorni di trattamento economico nell’anno solare.

Infortunio
Ai lavoratori assenti per infortunio sul lavoro sarà garantita dall’azienda l’erogazione delle spettanze come avviene per le assenze per malattia.

In caso di infortunio sul lavoro il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore infortunato il seguente trattamento:
100% della retribuzione globale per il giorno in cui si è verificato l’infortunio e per i 3 giorni successivi (così detti di carenza ), a carico del datore di lavoro;
a partire dal 4° giorno successivo all’infortunio e fino al 90° giorno, l’indennità sarà del 60% a carico dell’INAIL;
oltre i 90 giorni consecutivi d’infortunio e sino alla guarigione clinica l’indennità è del 75% a carico dell’INAIL.
Inoltre, generalmente, a carico dell’azienda compete un’integrazione di quanto il lavoratore percepisce, fino al raggiungimento del normale trattamento economico complessivo netto, come se avesse lavorato.

Trattamento di fine rapporto
Il trattamento di fine rapporto (t.f.r.) è stato regolamento dalla legge 25 Maggio 1982, n° 297, ed è entrato in vigore a partire dal 1° Giugno 1982.
Fino al 31 maggio 1982 il t.f.r. (allora denominato indennità di anzianità) si calcolava moltiplicando l’ultima retribuzione mensile lorda (esclusa la parte della contingenza congelata), alla quale si aggiungevano 2 dodicesimi (a seconda del numero di mensilità aggiuntive), per gli anni di anzianità prestati.
Con la nuova legge, e quindi a partire dal 1° Giugno 1982, il calcolo del t.f.r. viene effettuato accantonando annualmente un importo ottenuto dividendo, per ogni anno, la somma di tutte le retribuzioni mensili, (comprese di tredicesima, quattordicesima, o premio ferie, ecc.) per 13,5. Al termine del rapporto di lavoro spetta la somma di tutti questi accantonamenti effettuati anno per anno. Il t.f.r. accantonato usufruisce di una rivalutazione annuale, per evitare che venga eroso dall’inflazione attraverso un coefficiente di rivalutazione così composto:
§1,5% in misura fissa;
§75% dell’aumento dell’indice mensile ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (indice FOI).
Nel caso di rapporti di lavoro iniziati prima del 31 maggio 1982 e cessati successivamente, il t.f.r. spettante è quello maturato fino al 31 maggio 1982 secondo il precedente sistema (indennità di anzianità), e poi quello accantonato dal 1° Giugno 1982 con il sistema vigente.

Questo nuovo metodo di calcolo del t.f.r. vale per gli operai ed impiegati e la parificazione piena è stata raggiunta il 31 dicembre 1989.

La legge 31 marzo 1977, n° 91, prevedeva la esclusione dell’indennità di contingenza maturata dal 1° Febbraio 1977 dal calcolo del t.f.r. La legge 297, istitutiva del t.f.r., ha eliminato questa esclusione ed ha previsto che tutta la somma bloccata rientri gradualmente nel calcolo del t.f.r. in 6 semestri, dal 1° Gennaio 1983 al 1° Gennaio 1986.

La retribuzione annua (somma delle retribuzioni mensili) da prendere a base per il calcolo dell’accantonamento annuo del t.f.r. comprende tutti gli importi corrispondenti in dipendenza del rapporto di lavoro, escludendo solamente i rimborsi spese. Anche nel caso di infortunio, malattia, maternità, deve essere presa in considerazione la retribuzione a cui il lavoratore avrebbe diritto se non ci fosse stata la sospensione temporanea. Quindi sono incluse tutti gli istituti retributivi trattati in questo capitolo, con l’esclusione: indennità di trasferta, rimborso spese viaggi, assegni familiari, elargizioni spontanee occasionali.

Pertanto, l’indennità di contingenza maturata dopo il 31 maggio 1982 va inclusa nella retribuzione annua utile per il calcolo del t.f.r.; inoltre, l’indennità di contingenza bloccata, maturata nel periodo 1° febbraio 1977 – 31 maggio 1982 (175 punti, £ 418.075 mensili pari a euro 215,92) rientra nella retribuzione globale di fatto annua utile con la gradualità che sopra si è detto.

L’anticipo del t.f.r.
Con l’entrata in vigore della legge 297/82 il lavoratore ha diritto ad avanzare al datore di lavoro la richiesta di anticipazione del t.f.r. Questa possibilità può essere utilizzata una sola volta nel rapporto di lavoro, tuttavia per usufruirne sono necessari alcuni requisiti:
aver maturato almeno 8 anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda;
motivare la richiesta per spese sanitarie di carattere straordinario e/o per l’acquisto della prima casa per se e per i figli.
Tali richieste devono essere documentate e, se i requisiti sono soddisfatti, il lavoratore può ottenere al massimo il 70% del t.f.r. complessivamente maturato alla data della richiesta. Il datore di lavoro ha l’obbligo di accogliere, ogni richiesta dal 10% degli aventi diritto e, comunque, del 4% del totale dei dipendenti.

Le trattenute contributive e fiscali sul t.f.r.
Il t.f.r. è soggetto a ritenute previdenziali, pari allo 0,30% a partire dal 1° Luglio 1982 e allo 0,50% a partire dal 1° Gennaio 1983; tale ritenuta è detratta dal t.f.r., accantonato annualmente (con la ritenuta l’INPS costituisce un apposito Fondo di Garanzia destinato a garantire in ogni caso l’erogazione del t.f.r., anche nell’eventualità del fallimento dell’azienda di appartenenza).
Il t.f.r. netto spettante (in pratica dedotto il contributo previdenziale) è soggetto tassazione separata (in pratica è tassato separatamente da altri redditi) secondo le regole previste dalla legge 26 Settembre 1985, n° 483 entrata in vigore il 1° Ottobre 1985.
Per effettuare il calcolo delle ritenute fiscali da operare sul t.f.r. è necessario:
determinare la quota media annuale di t.f.r.:

T.F.R. lordo x 12
————————————————–
anni di effettiva anzianità (espressi in mesi)

calcolare l’aliquota di imposizione fiscale su tale quota media annua, applicando le tabelle delle aliquote IRPEF in vigore nell’anno in cui è sorto il diritto alla percezione;
determinare l’imponibile fiscale, riducendo il t.f.r. netto spettante di £ 500.000 (258,23 euro) per ogni anno di anzianità effettiva, a partire dal 01/01/1998 l’abbattimento è di £. 600.000 (309,87 euro);
applicare all’imponibile l’aliquota ottenuta mediante il procedimento di cui al punto 2. In questo modo si ottiene l’imposta fissa da pagare sul t.f.r. Effettuando la differenza tra il t.f.r. e l’imposta da pagare si ottiene la somma netta che percepisce il lavoratore.
La nuova normativa fiscale del TFR in vigore dal 2001
Il D.lgs. 47/2000 ha modificato la disciplina tributaria del trattamento di fine rapporto di cui all’art. 17 del Dpr 917/86. Conseguentemente il t.f.r. maturato dopo il 1° gennaio 2001 è sottoposto a un nuovo regime di tassazione:
§Il t.f.r. è assoggettato a tassazione separata solo per la quota di capitale;
§le rivalutazioni annue sono soggette a un’imposta sostitutiva dell’11%;
§è stata soppressa la riduzione della base imponibile di 600.000 lire annue per il t.f.r. maturato dopo il 1° gennaio 2001;
§è stata riconosciuta una detrazione d’imposta di 120.000 lire annuali per i rapporti di lavoro a tempo determinato di durata effettiva non superiore a due anni; la stessa detrazione annua viene riconosciuta transitoriamente, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2001 e il 31 dicembre 2005 ai lavoratori a tempo indeterminato che si licenziano in tale periodo.
L’obiettivo di questa nuovo sistema di tassazione è quello di disincentivare il mantenimento del t.f.r. e di incentivare la costituzione di fondi previdenziali complementari.

Su quali istituti si applica la contribuzione
Il contributo a carico dell’azienda, si calcola sulle somme e valori in genere a qualunque titolo maturati nel periodo di riferimento in relazione al rapporto di lavoro
Non sono utili ai fini del calcolo della contribuzione:
§le assenze a qualsiasi titolo per le quali l’azienda non corrisponde né retribuzione né anticipazioni di trattamenti economici per conto di enti terzi (per esempio l’ Inps quali: i permessi e le aspettative non retribuite, gli scioperi, il servizio di leva;
§le assenze per malattia e infortunio cadenti fuori dalle fasce di trattamento economico contrattualmente previste e le assenze per maternità facoltativa.

Le stesse regole si applicano al contributo a carico del lavoratore

Su alcuni istituti invece la contribuzione si applica in modo parziale. E’ il caso del salario aziendale variabile (o premio di risultato)

Decontribuzione del Salario Aziendale Variabile
Tale indicazione è stata recepita da appositi decreti legge, che hanno stabilito inizialmente, dal 1996, che la quota variabile del salario aziendale di risultato, pari all’1% della retribuzione percepita nell’anno solare di riferimento, sia soggetta alla contribuzione ridotta del 10% a carico dell’azienda. Successivamente l’art. 2 della legge n° 153, del 23 maggio 1997, ha incrementato la quota dall’1% al 2% dal 1998. Infine l’art. 60 della legge n° 144 del 17 maggio 1999, la ha portata al 3% dal 1999, che è il livello massimo previsto. In realtà il 3% è stato applicato con le erogazioni variabili riferite all’anno 2000, mentre nel 1999 è stata applicata la percentuale del 2% non essendoci la necessaria copertura finanziaria (vedi Circolare Inps n° 228 del 28 dicembre 1999).
Con la percentuale del 3%, lo sgravio contributivo per le aziende è cospicuo, pagando un contributo di solidarietà del 10% anziché i normali contributi previdenziali e assistenziali; contemporaneamente il lavoratore è totalmente esentato dal pagamento della sua parte di contributi sulla medesima quota. Tuttavia questi sgravi hanno comportato anche una limitazione della copertura previdenziale per il lavoratore: infatti, la stessa legge 135/97 prevede l’esclusione della parte variabile del premio di risultato sia dalla retribuzione pensionabile, sia dalla base imponibile per il calcolo dei contributi di previdenza e assistenza sociale. Il contributo di solidarietà del 10% a carico delle aziende è versato al fondo previdenziale dei lavoratori, però non produce effetti sul calcolo della pensione del singolo lavoratore.
Per avere diritto agli sgravi contributivi l’azienda deve inviare il testo dell’accordo all’Ufficio provinciale del lavoro, entro 30 giorni dalla stipula dell’accordo stesso.

La tassazione degli stipendi (prime informazioni in attesa di ulteriori chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate)

La legge finanziaria 2007 ha di fatto ribaltato la riforma avviata dal precedente governo, tornando al sistema delle detrazioni di imposta ed ha provveduto a sostituire le deduzioni di lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo e altri redditi con un sistema di detrazioni per carichi di famiglia e di detrazioni per alcune categorie di redditi.

Dallo stipendio mensile si trattengono i contributi previdenziali a carico del lavoratore (vedi pagina precedente della guida) per determinare così il reddito imponibile su cui calcolare l’Irpef secondo le seguenti aliquote in vigore dal 1° gennaio 2007:

o per redditi fino a 15.000 euro, il 23 per cento;
o per la parte di reddito superiore a 15.000 euro e fino a 28.000 euro, il 27 per cento;
o per la parte di reddito superiore a 28.000 euro e fino a 55.000 euro, il 38 per cento;
o per la parte di reddito superiore a 55.000 euro e fino a 75.000 euro, il 41 per cento;
o per la parte di reddito superiore a 75.000 euro, il 43 per cento.

Che rapportati a valore mensile:

o per redditi fino a 1.250,00 euro, il 23 per cento;
o per la parte di reddito superiore a 1.250,00 euro e fino a 2.333,33 euro, il 27 per cento;
o per la parte di reddito superiore a 2.333,33 euro e fino a 4.583,33 euro, il 38 per cento;
o per la parte di reddito superiore a 4.583,33 euro e fino a 6.250,00 euro, il 41 per cento;
o per la parte di reddito superiore a 6.250,00 euro, il 43 per cento.

A questo punto si è determinata l’imposta lorda dovuta.

A) Detrazioni per lavoro dipendente

Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di lavoro dipendente con esclusione di quelli di pensione spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, scaglionata in relazione all’ammontare del reddito:

Reddito complessivo
Detrazione
Note
fino a 8.000 euro 1.840 euro la detraz. effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 €. *
da 8.001 a 15.000 1.338 + (502 x [(15.000 – reddito complessivo): 7.000])
da 15.000 a 55.000 1.338 x [(55.000 – reddito complessivo) : 40.000]
oltre 55.000
0

* per i rapporti di lavoro a tempo determinato la detrazione spettante non può essere inferiore a 1.380 euro

La detrazione di 1.840 euro comporta di fatto la non tassazione dei redditi fino a 8.000 euro annui.

Le detrazioni sopra indicate per i redditi superiori a 15.000 euro ma inferiori a 55.000, sono elevate in rapporto al reddito complessivo:

Reddito complessivo Incremento detrazione
da 23.001 a 24.000 euro euro 10
da 24.000 a 25.000 euro euro 20
da 25.000 a 26.000 euro euro 30
da 26.000 a 27.700 euro euro 40
da 27.700 a 28.000 euro euro 25

B) Detrazioni d’imposta per il coniuge e gli altri familiari fiscalmente a carico (ossia che possiedano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili e comprensivi della rendita dell’abitazione principale).
Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e competono dal mese in cui si sono verificate sino a quello in cui sono cessate le condizioni richieste:

Coniuge
Per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato competono, in relazione al reddito complessivo, gli importi che vengono indicati nello schema successivo:

Reddito complessivo
Detrazione
Note
Fino a 15.000 euro 800 euro meno [ 110 x (reddito complessivo : 15.000)] se il rapporto è = 1 detrazione compete per 690 €.
se il rapporto è = 0 la detrazione non compete
Da 15.000 euro a 40.000 euro 690 euro
Da 40.001 euro a 80.000 euro 690 euro x [(80.000 – reddito complessivo) : 40.000] se il rapporto è = 0 la detrazione non compete

Le detrazioni sopra indicate sono elevate in rapporto al reddito complessivo:

Reddito complessivo Incremento detrazione
da 29.000 a 29.200 euro euro 10
da 29.200 a 34.700 euro euro 20
da 34.700 a 35.000 euro euro 30
da 35.000 a 35.100 euro euro 20
da 35.100 a 35.200 euro euro 10

Figli
Per ciascun figlio a carico, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, sono previste detrazioni teoriche che cambiano in relazione all’età, al numero ed al disagio e sono soggette anch’esse all’applicazione di una formula legata al reddito complessivo del dipendente.
La detrazione per figli è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato e non può essere liberamente ripartita come avveniva nel passato.

  • In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario.
  • Nel caso di affidamento congiunto o condiviso, la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50% tra i genitori.
  • Ove il genitore affidatario ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore.
  • Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all’altro genitore affidatario l’importo dell’intera detrazione o, in caso di affidamento congiunto, della metà della stessa.
  • Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione compete a quest’ultimo per l’intero importo.
  • Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano, se più convenienti, le detrazioni previste per il coniuge.

    IMPORTO TEORICO DELLE DETRAZIONI PER FIGLI:
    800 euro; base per ogni figlio
    100 euro; aumento per ogni figlio di età inferiore ai tre anni
    220 euro; aumento per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell’art. 3, legge 104/1992
    200 euro; aumento per ogni figlio dei contribuenti con più di tre figli a carico a partire dal primo.

    CALCOLO PER DETERMINARE L’IMPORTO EFFETTIVO SPETTANTE:
    Importo teorico x [95.000 – reddito complessivo) : 95.000]
    • L’importo di 95.000 euro è aumentato di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo.
    Se il risultato del rapporto è: = 0; < 0; = 1 la detrazione non compete.
    Se il risultato del rapporto è compreso tra 0,0001 e 0,9999 la detrazione compete.

    Altri familiari
    Per ogni altra persona indicata nell’art. 433 del C.c. (i discendenti prossimi, anche naturali, i genitori e gli ascendenti prossimi, anche naturali, gli adottanti, i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali) che conviva con il contribuente o percepisca assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria compete un’importo da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto alla detrazione, secondo il seguente calcolo:

    IMPORTO TEORICO DELLE DETRAZIONI PER ALTRI FAMILIARI A CARICO

  • euro 750

    CALCOLO PER DETERMINARE L’IMPORTO EFFETTIVO SPETTANTE:
    Importo teorico (euro 750) x ([ 80.000 – reddito complessivo) : 80.000]
    se il risultato del rapporto è: = 0 < 0 = 1 la detrazione non compete.
    Se il risultato del rapporto è compreso tra 0,0001 e 0,9999 la detrazione compete.

    In tutti i casi in cui è prevista la detrazione, il risultato dei predetti rapporti si assume nelle prime quattro cifre decimali.

    In conclusione, stabilito il reddito imponibile si calcola l’imposta lorda.
    Dall’imposta lorda si detraggono le detrazioni per lavoro dipendente e quelle per familiari a carico ” se spettanti, determinando l’imposta netta da pagare.

    NOTA SU ADDIZIONALI REGIONALI E COMUNALI
    Una conseguenza derivante dall’abolizione delle deduzioni per carichi di famiglia, è data dalla modifica della base imponibile per calcolare le addizionali. Queste infatti, venivano calcolate su un imponibile al netto delle suddette deduzioni, pertanto più basso. Ciò non è più in vigore poichè con la Finanziaria 2007 la base imponibile delle addizionali sarà uguale all’imponibile IRPEF annuo.
    Dal 2007 l’addizionale regionale viene versata allo stesso modo in cui sono stati effettuati i versamenti negli anni precedenti, ossia, determinata a fine anno in fase di conguaglio fiscale, si effettua la rateizzazione per 11 mensilità a partire da gennaio dell’anno successivo. L’aliquota da applicare fa riferimento come nel passato alla regione di appartenenza al 31 dicembre dell’anno di riferimento.
    Per quanto riguarda,invece, l’addizionale comunale, rimane il versamento in 11 rate del saldo dell’anno precedente, ma l’addizionale è dovuta al comune nel quale il contribuente ha il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’addizionale stessa. A partire dal mese di marzo 2007 si versa anche l’acconto relativo all’anno in corso (2007), per un massimo di 9 rate mensili. L’acconto è stabilito nella misura del 30% dell’addizionale ottenuta applicando le aliquote al reddito imponibile dell’anno precedente. Il saldo di questo acconto è determinato in fase di conguaglio fiscale ed il relativo importo è trattenuto in un numero massimo di 11 rate, a partire dal gennaio successivo. In caso di cessazione del rapporto di lavoro l’addizionale residua dovuta è prelevata in unica soluzione.

  • Ritenute previdenziali e prestazioni assistenziali
    Il datore di lavoro trattiene al lavoratore e versa agli enti previdenziali ed assistenziali:
    §9,19 % della retribuzione lorda per il fondo adeguamento pensioni
    NB:nelle imprese commerciali con oltre 50 dipendenti si aggiunge uno 0,30% per il fondo C.I.G.S. quindi l’importo dei contributi a carico del lavoratore è pari al 9,49%

    A partire dal 1999 la consegna dell’estratto conto attestante l’avvenuto versamento all’INPS delle quote detratte e versate, è stata sostituita dalla cosiddetta certificazione unica (Modello Cud), attestante l’ammontare complessivo delle retribuzioni corrisposte, delle ritenute fiscali operate, delle detrazioni di imposta effettuate e dei contributi previdenziali e assistenziali.
    Detratte le ritenute previdenziali ed assistenziali dalla retribuzione lorda si ottiene l’imponibile fiscale.
    Nota bene: come per le buste paga anche questa documentazione deve essere conservata per tutta la vita lavorativa

    Ritenute fiscali
    L’attuale normativa fiscale prevede che, il datore di lavoro operi sui redditi da lavoro dipendente, contestualmente alle erogazioni dello stipendio per ciascun mese, una ritenuta alla fonte che poi provvederà a versare all’erario.
    Tale ritenuta fiscale viene calcolata applicando all’imponibile fiscalele aliquote progressive previste dalla legge (vedi la tabella successiva). L’imponibile fiscale si ricava sottraendo dal reddito lordo i contributi versati.
    Si deve considerare però che gli eventuali contributi versati ai fondi previdenziali sono deducibili dall’imponibile fiscale, abbattendo ulteriormente l’importo sopra riportato.
    Il sistema di tassazione è stato modificato dalla legge finanziaria per il 2007. Le nuove norme hanno reintrodotto il sistema di detrazioni fiscali, sostituito precedentemente dalla riforma cd. Tremonti, basato sul sistema di deduzioni del reddito imponibile.

    L’addizionale regionale
    I lavoratori dipendenti, pensionati e titolari di redditi assimilati, dal 1998 versano una tassa alla Regione in cui risiedono, che si chiama addizionale regionale.
    In sede di conguaglio di fine anno l’azienda dovrà determinare l’importo dovuto da ogni dipendente e lo stesso verrà indicato nella relativa busta paga.
    A partire dal mese successivo a quello del conguaglio, il lavoratore subirà la trattenuta che sarà suddivisa mensilmente in un numero massimo di undici rate di pari importo.

    L’addizionale comunale
    Il decreto legislativo 360/98 ha istituito, a partire dal 1999, un nuovo tributo, l’addizionale comunale. L’imposta è variabile e i comuni possono deliberarne l’importo singolarmente entro il 31 ottobre dell’anno precedente alla sua applicazione.
    L’operazione di prelievo avviene come per l’addizionale regionale.

    Prestazioni assistenziali: assegno per nucleo familiare
    Gli assegni familiari sono un vecchio istituto, nato negli anni trenta, che hanno lo scopo di compensare almeno parzialmente il lavoratore delle spese relative ai carichi familiari. L’assegno per il nucleo familiare è esente da ritenute contributive e fiscali e pertanto, quando il lavoratore ne ha diritto, si aggiunge per intero alla retribuzione netta.
    Dal 1° Gennaio 1988 – in applicazione della legge 13 Maggio 1988, n° 153 – gli assegni familiari sono stati sostituiti per i lavoratori dipendenti dall’"Assegno per il nucleo familiare".
    Con la riforma operata a partire dal 1° Gennaio 1988, l’assegno per nucleo familiare spetta al nucleo familiare e quindi, si fa riferimento solo al reddito complessivo del nucleo familiare stesso e non più al reddito individuale, come prima; pertanto ogni nucleo familiare ha diritto ad un solo assegno.
    I lavoratori dipendenti possono richiedere gli assegni per i familiari a loro carico, residenti in Italia o in un altro Stato membro dell’UE. Il diritto a tali assegni dipende tuttavia dall’ammontare del reddito totale annuo del nucleo familiare, tenuto conto del numero dei familiari a carico.Ai fini del diritto all’assegno per il nucleo familiare sono da considerare appartenenti al nucleo familiare:
    § il coniuge anche non convivente a meno che non sia separato dal richiedente;
    § i figli fino a 18 anni compiuti.
    Sono equiparati ai figli legittimi:
    - quelli legittimati, adottivi, naturali legalmente riconosciuti o giudizialmente riconosciuti, minori dati in affidamento;
    - i nipoti in linea retta minori e viventi a carico del richiedente;
    - i nipoti in linea collaterale qualora siano stati affidati in linea collaterale.
    I figli o gli equiparati fanno parte del nucleo familiare senza alcun limite di età qualora siano inabili al lavoro.
    Dal 1 gennaio 2007 i livelli d reddito e gli importi annuali dell’Assegno per il Nucleo Familiare (A.N.F.), con riferimento ai nuclei familiari con almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili sono stati rideterminati.

    N.° componenti N.F. oltre ai genitori o al genitore
    Fasce
    di reddito
    Importo annuo
    dell’assegno
    1
    Fino a €. 12.500 €. 1.650
    Oltre €. 12.500 e fino a €. 24.000 €.1.650 ridotto di €. 9,3 per ogni €.100 oltre €. 12.500
    Oltre €. 24.000 e fino a €. 40.000 €.1.650 ridotto di €. 0,5 per ogni €.100 oltre €. 24.000
    Oltre €. 40.000 €.1.650 ridotto di €. 2,3 per ogni €.100 oltre €. 40.000
    2
    Fino a €. 12.500 €.3.100
    Oltre €. 12.500 e fino a €. 29.000 €.3.100 ridotto di €. 13 per ogni €.100 oltre €. 12.500
    Oltre €. 29.000 e fino a €. 40.000 €.3.100 ridotto di €. 0,9 per ogni €.100 oltre €. 29.000
    Oltre €. 40.000 €.3.100 ridotto di €. 3,1 per ogni €.100 oltre €. 40.000
    3
    Fino a €. 12.500 €.4.500
    Oltre €. 12.500 e fino a €. 34.700 €.4.500 ridotto di €.11,5 per ogni €.100 oltre €. 12.500
    Oltre €. 34.700 e fino a €. 40.000 €.4.500 ridotto di €. 1,4 per ogni €.100 oltre €. 34.700
    Oltre €. 40.000 €.4.500 ridotto di €. 4,8 per ogni €.100 oltre €. 40.000
    4
    Fino a €. 12.500 €.6.000
    Oltre €. 12.500 e fino a €. 21.300 €.6.000 ridotto di €. 5 per ogni €.100 oltre €. 12.500
    Oltre €. 21.300 e fino a €. 36.100 €.6.000 ridotto di €. 10,5 per ogni €.100 oltre €. 21.300
    Oltre €. 36.100 e fino a €. 45.000 €.6.000 ridotto di €. 19,6 per ogni €.100 oltre €. 36.100
    Oltre €. 45.000 €.6.000 ridotto di €. 19,6 per ogni €.100 oltre €. 45.000
    5
    Fino a €. 12.500 €.7.500
    Oltre €. 12.500 e fino a €. 21.300 €.7.500 ridotto di €. 7,5 per ogni €.100 oltre €. 12.500
    Oltre €. 21.300 e fino a €. 36.100 €.7.500 ridotto di €. 11,2 per ogni €.100 oltre €. 21.300
    Oltre €. 36.100 e fino a €. 39.000 €.7.500 ridotto di €. 1,6 per ogni €.100 oltre €. 36.100
    Oltre €. 39.000 e fino a €. 45.000 €.7.500 ridotto di €. 25 per ogni €.100 oltre €. 39.000
    Oltre €. 45.000 €.7.500 ridotto di €. 8,8 per ogni €.100 oltre €. 45.000

    L’INPS ha inoltre rielaborato le tabelle le tabelle contenenti gli importi mensili, giornalieri, settimanali e quindicinali della prestazione e per le altre tipologie di nuclei familiari. Puoi trovare ulteriori informazioni visitando il sito http://www.inps.it

    Per i lavoratori autonomi rimane la vecchia normativa sugli assegni familiari. Ne hanno però diritto soltanto i coltivatori diretti, i mezzadri o i braccianti agricoli con una somma fissa come prestazione per carichi di famiglia.
    Gli assegni familiari spettano per le seguenti persone:
    §il coniuge, a condizione che il suo reddito mensile non superi un certo limite
    §i figli a carico minori di 18 anni. Questo limite è elevato a 21 anni se i figli frequentano una scuola secondaria o professionale o seguono un corso dì formazione professionale e a 26 anni se frequentano l’università. Si può richiedere una maggiorazione per i figli a carico minori di 18 anni per i quali sono già corrisposti gli assegni familiari;
    §i fratelli, le sorelle e i nipoti minori di 18 anni facenti parte del nucleo familiare;
    §gli ascendenti fino al secondo grado a carico del soggetto, che abbiano raggiunto i 60 anni (uomini) o i 55 (donne) e il cui reddito mensile non superi un certo ammontare.
    I limiti di età non si applicano per i figli, i fratelli, le sorelle, i nipoti, gli ascendenti a carico sono nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere un lavoro proficuo.

    Schema sulla struttura della retribuzione
    Questo schema mette in evidenza la funzione dei diversi istituti, in altre parole quale aspetto pagano della prestazione lavorativa, e la fonte normativa, ovvero se quella voce deriva della contrattazione confederale, nazionale di categoria, aziendale, ecc.; inoltre sono state inserite alcune altre osservazioni per far comprendere meglio la struttura retributiva.

    Voci
    Funzione
    Fonte normativa
    Note
    Paga base o minimo tabellare Retribuzione della professionalità. Ogni diversa qualifica è inquadrata in un determinato livello al quale corrisponde un minimo tabellare Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) È la principale voce della retribuzione
    Contingenza+
    E.d.R. Elemento distinto della retribuzione
    Proteggeva parzialmente il potere d’acquisto della retribuzione dalla inflazione
    L’EdR è una somma forfetaria a copertura del periodo ’92-’93 a titolo di sanatoria per il mancato pagamento di alcuni punti di contingenza
    Accordi Interconfederali
    e
    Accordo interconfederale del 31/7/1992
    Nella maggioranza dei contratti dei nostri settori dal 1.1.1995 l’EdRè stata inserita nella contingenza.
    Terzo Elemento o Elemento Provinciale E’ una quota fissa della retribuzione concordata con le controparti locali Accordi territoriali (provinciali o regionali) E’ presente in molti contratti ( commercio, turismo, guardie giurate).
    Aumenti periodici o scatti di anzianità Pagano la presunta acquisizione di capacità professionale proveniente dall’esperienza di lavoro in azienda Ccnl In genere, nei nostri settori, in caso di passaggio di livello gli scatti maturati vengono rivalutati.
    Salario variabile o premio di risultato E’ un premio annuo collegato ai risultati aziendali di produttività, qualità, redditività Ccnl e Protocollo del 23 luglio 1993 Demandato alla contrattazione aziendale nella definizione della quantità e dei criteri
    Premio di produzione o salario aziendale Riconoscimento della partecipazione dei lavoratori al miglioramento aziendale Era definito a livello aziendale. E’ stato sostituito dal salario variabile e gli sono stati "mantenuti" gli importi esistenti
    Indennità di funzione, mansione o disagio Rappresentano una quota di salario aggiuntiva in genere legata alla specializzazione o ad un disagio Accordi aziendali L’indennità di funzione dei quadri è definita dal CCNL
    Lavoro straordinario, notturno e festivo Maggiorazioni alla retribuzione oraria che pagano il disagio derivante dall’incremento dell’orario o da orari disagiati Ccnl In alcune aziende è stato regolato con appositi accordi
    Mensilità aggiuntive Oltre la 13°, anche la 14° . Sono pari ad una mensilità ed erogate a dicembre e giugno Ccnl
    Superminimi individuali o ad personam Hanno la funzione di differenziare i lavoratori secondo criteri professionali o altri criteri stabiliti unilateralmente dalle aziende Erogazioni unilaterali o accordi individuali tra lavoratore e azienda Può essere denominato anche:
    - superminimo,
    - assegno ad personam,
    - indennità funzioni direttive, ecc.

    Paga base o minimo tabellare
    Per rendere evidenti le differenze proporzionali esistenti tra le diverse categorie si utilizzano i “parametri”, che consistono nell’assegnare il valore “100” al minimo contrattuale della categoria più bassa e successivamente calcolare il rapporto tra questa e i minimi delle altre categorie. I parametri sono utili a valutare nel tempo le differenze retributive esistenti tra le diverse categorie dell’inquadramento professionale e regolare le rivendicazioni sindacali per aumentare o ridurre tali differenze. I valori dei minimi contrattuali sono incrementati nei rinnovi dei Ccnl e nei rinnovi dei bienni economici, secondo le regole stabilite dal Protocollo del 23 luglio 1993, che ha sancito la cadenza biennale nella contrattazione dei minimi contrattuali.

    Incrementi dei minimi contrattuali
    Nel rinnovo del biennio economico vengono definiti gli incrementi retributivi dei Ccnl.
    È utile ricordare che spesso i rinnovi contrattuali definiscono anche una cifra una tantum a copertura dell’eventuale ritardo con cui il contratto è rinnovato che, spesso si aggiunge alla “indennità di vacanza contrattuale”, stabilita e calcolata sulla base delle indicazioni del Protocollo del 23 luglio 1993 ed erogata dal quarto mese successivo alla scadenza del CCNL per tutto il periodo di mancato rinnovo.
    (Per vedere le tabelle riportanti i mininimi salariali http://www2.filcams.cgil.it/Info.nsf/WTabxTDS!OpenView)

    Scala mobile o indennità di contingenza
    La scala mobile o contingenza era l’istituto che incrementava la retribuzione ogni volta che variava il costo della vita. La sua funzione fondamentale era quindi garantire il potere d’acquisto delle retribuzioni e metterle al riparo dall’aumento del costo della vita. La scala mobile è stata un’esperienza originale italiana. La storia della scala mobile inizia con l’accordo interconfederale del 6 dicembre 1945 e termina definitivamente con l’accordo interconfederale del 31 luglio 1992.

    Aumenti periodici di anzianità
    La normativa sugli aumenti periodici (detti anche “scatti di anzianità”) è stabilita dal Ccnl .
    In genere hanno cadenza triennale e decorrono dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il triennio d’anzianità nella stessa azienda sono in cifra fissa differenziata per ogni livello.
    In caso di passaggio di livello, alla data di maturazione dello scatto successivo si provvede a rivalutare l’importo degli scatti maturati complessivamente.
    Lavoro straordinario
    È considerato lavoro straordinario quello eseguito oltre l’orario di lavoro settimanale; quest’ultimo è nella generalità delle aziende dei nostri comparti fissato in 40 ore settimanali. Alcune esigenze e particolarità dei diversi settori hanno poi portato alla riduzione dell’orario settimanale di lavoro (ad esempio: 38 ore per la distribuzione organizzata).
    E’ facoltà del datore di lavoro di richiedere prestazioni d’opera straordinarie a carattere individuale nel limite di un monte ore annuo definito dal Contratto Nazionale. Ad esempio:
    §200 ore Terziario Distribuzione Servizi
    §150 ore Distribuzione Cooperativa
    §260 ore (nel limite di 2 ore giornaliere) Turismo
    §150 ore Servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi

    Lavoro notturno
    Secondo il Decreto Legislativo 532/99 si considera lavoro notturno quello esercitato nel corso di un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino.tra le 24.00 e le 6. Ai fini della corresponsione delle relative maggiorazioni retributive, i contratti collettivi individuano fasce di orario notturno . Ad esempio:
    Terziario: 22-6
    Turismo: 24 –6

    Lavoro festivo
    Si considera lavoro festivo quello effettuato nei seguenti giorni:
    le festività del 25 Aprile e del 1° Maggio;
    le festività di:
    §Capodanno (1° Gennaio)
    §Epifania (6 Gennaio)
    §Lunedì di Pasqua
    §Assunzione di M.V. (15 Agosto)
    §Ognissanti (1° Novembre)
    §Immacolata Concezione (8 Dicembre)
    §Natale (25 Dicembre)
    §Santo Stefano (26 Dicembre)
    §Festa del Santo Patrono
    §Festa nazionale della Repubblica (2 Giugno)

    In sostituzione delle festività abolite dalla legge 5 Marzo 1977, n° 54 – S. Giuseppe (19 Marzo), Ascensione, Corpus Domini, S.S. Pietro e Paolo (29 Giugno) – i lavoratori possono usufruire di 32 ore di permesso individuale retribuito.
    Per la festività del 4 Novembre che è stata spostata alla prima domenica di Novembre, al lavoratore spetterà lo stesso trattamento previsto per le festività che corrispondono alla domenica.

    NB:Ripristino della festività del 2 giugno (Festa nazionale della Repubblica)
    L’art. 1 della legge 20 novembre 2000, n° 336, stabilisce che:
    A decorrere dal 2001 la celebrazione della festa nazionale della Repubblica ha nuovamente luogo il 2 giugno di ciascun anno, che pertanto viene ripristinato co

    Premessa
    Lo stipendio o il salario è sempre lo strumento di misura e di corresponsione della prestazione e della professionalità. Naturalmente il salario è l’oggetto principale della contrattazione, sia nazionale che aziendale

    I diversi livelli di contrattazione della retribuzione
    La retribuzione deriva in parte da disposizioni legislative ed in parte è frutto di accordi sindacali con le controparti imprenditoriali e lo Stato. L’articolo 36 della Costituzione italiana, al primo comma, prevede:
    "il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionale alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa".
    Per realizzare questo principio costituzionale si è sempre di più affermato il principio della contrattazione sindacale, di tutti gli aspetti che influiscono sulla qualità della retribuzione. Anche gli aspetti che vengono regolati per legge e non per accordi collettivi sono soggetti ad intervento sindacale, come la materia fiscale e previdenziale, gli assegni familiari e così via.
    I livelli negoziali che influenzano la materia retributiva sono quattro:
    Il livello nazionale confederale che si svolge fra le confederazioni sindacali e le confederazioni imprenditoriali (Confcommercio, Confindustria, Confagricoltura, ecc.) e/o i governi e/o i singoli ministeri. Le materie di questo livello negoziale sono: la struttura del salario, le normative fiscali e previdenziali, gli assegni familiari.
    Il livello nazionale di categoria che è svolto fra le federazioni nazionali di categoria e le associazioni di settore degli imprenditori (nel nostro caso FILCAMS–FISASCAT-UILTUCS con la CONFCOMMERCIO,la ANCC,la CONFESERCENTI,CONSILP, ecc.). Le materie che sono trattate in questo livello negoziale sono gli istituti previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro. In particolare: paga base, scatti di anzianità, lavoro straordinario e festivo notturno, tredicesima, quattordicesima. Secondo le norme in atto il Contratto nazionale di categoria ha una cadenza quadriennale per la parte normativa, mentre per l’adeguamento retributivo è previsto un rinnovo biennale.
    Il livello aziendale o di gruppo che si svolge fra le R.S.U. di azienda e/ o di gruppo assistiti dalle Organizzazioni Sindacali di categoria territoriali o nazionali e il datore di lavoro dell’azienda o del gruppo. Le materie che vengono contrattate in questo livello sono l’organizzazione del lavoro, il salario variabile, le diverse indennità, la mensa, ecc., che costituiscono il contenuto del contratto aziendale. Secondo le norme in atto il contratto aziendale ha una cadenza quadriennale e il suo rinnovo deve essere sfalsato rispetto ai rinnovi del Contratto nazionale di lavoro.
    Il livello individuale che si attua fra il singolo lavoratore ed il datore di lavoro. Le materie retributive che formano oggetto di contrattazione riguardano i superminimi individuali e quelle forme di retribuzione definite aumenti al merito.

    Retribuzione diretta, indiretta e differita
    Quando si parla di salario, stipendio o retribuzione ci si riferisce al compenso della prestazione lavorativa, che non è soltanto quello che si percepisce mensilmente in busta paga, ma è composto da più parti, infatti, la retribuzione si può suddividere in retribuzione diretta, indiretta, differita.
    Retribuzione diretta è quella parte che il lavoratore percepisce a scadenze periodiche che normalmente coincidono con il mese. Essa è composta da paga base, contingenza,scatti di anzianità, premio di produzione o aziendale indennità di mensa e le indennità varie,
    Retribuzione indiretta è quella parte che il lavoratore percepisce normalmente una volta nel corso dell’anno. È composta da ferie, festività, permessi annui retribuiti, premio di risultato (se erogato annualmente), mensilità aggiuntive, ecc.
    Retribuzione differita è quella parte che il lavoratore percepisce una volta alla fine del rapporto di lavoro. È composta da trattamenti di fine rapporto e dalla indennità di preavviso.
    E’ utile aggiungere che la distinzione tra retribuzione indiretta e retribuzione differita non è sempre così precisa: in molti testi i due termini sono considerati dei sinonimi che vengono indifferentemente utilizzati per indicare gli istituti retributivi che maturano proporzionalmente per ogni ora lavorata, ma vengono corrisposti al lavoratore solamente in una fase successiva.
    In ogni caso questi termini fanno sempre riferimento alla retribuzione lorda, mentre la retribuzione netta, che percepisce il lavoratore in busta paga, si ottiene sottraendo le ritenute previdenziali e fiscali previste dalla legge, che sono di importo differente, lavoratore da lavoratore, sulla base della tipologia di rapporto di lavoro e dei carichi familiari.

    Funzione della busta paga
    La legge 5 gennaio 1953, n. 4 stabilisce che il datore di lavoro, al momento del pagamento della retribuzione, deve consegnare al lavoratore un documento denominato busta paga, contenente gli elementi che compongono la retribuzione stessa, nonché alcune altre informazioni. E’ utile ricordare che la busta paga e la retribuzione corrispondente devono essere corrisposti a cadenze regolari e prefissate. La funzione della busta paga é quella, quindi, di documentare quanto il lavoratore percepisce in un dato periodo lavorativo, da parte di un determinato datore di lavoro, in ottemperanza al contratto di lavoro applicato o alle leggi vigenti in materia di previdenza, di fisco, ecc..
    La busta paga ha validità giuridica e assume il valore di prova determinante, in caso di controversia con il datore di lavoro, davanti all’autorità giudiziaria. I termini entro i quali è possibile effettuare dei reclami sono:
    §un anno per gli errori di calcolo;
    §cinque anni per interpretazioni erronee delle norme contrattuali e di legge.

    NB: la busta paga è un documento assolutamente importante nella verifica del trattamento di fine rapporto, ai fini previdenziali e di prova del rapporto di lavoro intercorso, perciò è assolutamente necessario conservare sempre tutte le buste paga per tutta la vita lavorativa, anche dopo aver eventualmente cambiato il posto di lavoro.

    Prescrizione dei crediti di lavoro
    I crediti di lavoro si prescrivono normalmente in 5 anni.
    Il lavoratore pertanto non deve lasciar scadere questo termine senza mettere in mora il datore di lavoro debitore. Occorre in altre parole comunicare formalmente all’azienda, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, la propria volontà di ottenere il pagamento di quanto dovuto, specificando le voci retributive che si ritengono non percepite (per esempio: arretrati per straordinari, livello superiore, mensilità aggiuntive, trattamento di fine rapporto).
    I termini di decorrenza della prescrizione cominciano a decorrere con modalità differenti tra le grandi o le piccole aziende, intendendo come grandi quelle dove si applica la tutela, cosiddetta reale, sui licenziamenti (di cui l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori), per piccole, quelle in cui si applica la limitata tutela prevista dalla legge 11 maggio 1990, n. 108.

    Più chiaramente, si applica la tutela reale contemplata dallo Statuto dei diritti dei lavoratori (legge 20 maggio 1970, n. 300) in tutte le unità produttive con più di 15 addetti e comunque, anche nelle unità più piccole, se l’azienda ha, nel complesso, più di 60 addetti. Negli altri casi si applica la limitata tutela della legge n. 108/90. Quindi, nelle aziende grandi, la prescrizione decorre dalla data di mancata erogazione del singolo elemento retributivo e pertanto anche durante il rapporto di lavoro; nelle aziende piccole, tutelate dalla legge n. 108/90, i termini di prescrizione decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro (dimissioni o licenziamento).

    Informazioni preliminari che la busta paga deve contenere
    La legge non prescrive un particolare modello di busta paga, pertanto ogni datore di lavoro adotta un proprio modello, tuttavia tutte le buste devono contenere almeno le seguenti informazioni:
    Cognome e Nome del lavoratore.
    Qualifica professionale del lavoratore, attribuitagli dal datore di lavoro in relazione alle mansioni effettivamente svolte. Nel caso dovesse mancare, la qualifica del lavoratore si determina tenendo conto delle mansioni effettivamente svolte in concreto.
    Indicazione del datore di lavoro: la busta paga deve contenere gli elementi identificativi del datore di lavoro, indipendentemente dalla forma giuridica che ha assunto lo stesso (impresa individuale o società). Deve quindi contenere la firma o il timbro dello stesso datore di lavoro.
    Periodo cui la retribuzione si riferisce.
    Inoltre la busta paga deve contenere l’indicazione:
    degli eventuali assegni per il nucleo familiare,
    di tutti gli elementi che compongono la retribuzione,
    delle singole trattenute distintamente elencate.

    Tra gli obblighi dei datori di lavoro è opportuno ricordare quelli relativi alla tenuta di documenti, di norma soggetti a numerazione e vidimazione da parte dell’Inail o dell’Inps, probatori del rapporto di lavoro, della retribuzione delle ritenute previdenziali e fiscali ecc.. In particolare il libro matricola e il libro paga.

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