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Roma, 7 dicembre 2017

    Testo unitario

    Il 6 dicembre a Bologna si è tenuto il previsto incontro nazionale con Esselunga; di seguito i punti che le OO.SS. hanno posto al tavolo del confronto.

    Andamento economico e sviluppo

    Alle richieste di informazioni di Filcams, Fisascat e Uiltucs, la direzione aziendale ha precisato che le procedure connesse alle operazioni finanziarie legate all’assetto societario impongono una maggior cautela nella diffusione di informazioni all’esterno. Pertanto, tenuto conto che i dati consuntivi del 2017 perverranno successivamente, Esselunga si è limitata ad affermare che le vendite risentono positivamente della ripresa registrata nell’ultimo semestre a livello paese e che per il 2018 vengono confermate l’apertura del nuovo negozio di Varese, la riapertura di un punto vendita a Verona completamente rinnovato, e la ristrutturazione di Pistoia.
    Proseguono i lavori di bonifica di quello che dovrebbe divenire il terzo polo logistico dell’impresa nell’aerea di Ospitaletto (BS), ma i tempi di completamento della stessa sono lunghi, per cui sarà necessario verificare le condizioni normative per una proroga della Cigs per i 150 lavoratori coinvolti. L’estensione degli orari di apertura (7.30-22.00) continuerà nei prossimi mesi nei punti di vendita ove attualmente è prevista.

    Premio di Produttività e Welfare

    Abbiamo chiarito la necessità di addivenire ad una intesa in tempi rapidi, per evitare quanto accaduto quest’anno, ossia la necessità di procrastinare di un mese l’erogazione del premio.
    L’azienda si è resa disponibile precisando che intende aggiungere nuove possibilità di scelta per i lavoratori (nel 2017 sono stati 4400) che volontariamente decideranno di optare per la trasformazione totale o parziale del salario variabile in welfare.
    Unitariamente abbiamo replicato come, secondo noi, si debba continuare a dare priorità a forme di tutela ad alta valenza sociale come ad esempio, la previdenza integrativa, l’assistenza e cura, il diritto allo studio.

    Monitoraggio accordo sperimentale sul lavoro domenicale

    La coincidenza di 24 e 31 dicembre con la domenica ha creato non pochi problemi alla applicazione dell’accordo. In diversi punti di vendita sono stati previsti presidi che prevedono la partecipazione del 100% di lavoratori con molti casi di domeniche “comandate”.
    Ulteriori criticità sono state provocate dalla volontà della impresa di far coincidere il riposo compensativo con una giornata festiva di chiusura.
    Più in generale abbiamo sottolineato come l’intesa che abbiamo prorogato al 30 aprile 2018, subisca in diversi stores una non corretta taratura degli organici che non consente una equilibrata distribuzione dei carichi di lavoro fra tutti i lavoratori coinvolti, con conseguenze anche sulla salute e sicurezza.
    In tale ottica abbiamo ribadito che i lavoratori part time senza prestazione obbligatoria – laddove siano disponibili a prestare lavoro in domenica – debbono concorrere alla definizione dei presidi necessari richiesti, consentendo di abbattere il numero dei potenziali “obbligati”.
    L’azienda ha replicato fornendo alcuni dati, per la maggior parte aggregati e quindi di difficile interpretazione:
    ·sono stati sottoscritti 128 intese locali.
    ·Il presidio medio nei negozi è di 59 addetti per domenica. Il personale di secondo e terzo livello (capireparto) hanno svolto in media 23 domeniche all’anno; gli ausiliari alla vendita 22 domeniche. I part time senza l’obbligo di prestazione domenicale coinvolti nei presidi corrispondono al 7%.
    ·Sempre su base annua sono state accordate in media 3 domeniche libere ai part time con la domenica contrattualizzata e 5 ai full time. Le malattie coincidenti con la prestazione programmata sono in aumento da giugno ad oggi, pur rimanendo, l’incidenza di questo fenomeno bassa.
    ·Per quanto riguarda vigilia di Natale e ultimo dell’anno, i presidi medi richiesti sono stati rispettivamente pari all’81% e al 77%, cioè sono stati abbassati anche per effetto delle segnalazioni giunte dalla RSU/RSA.
    ·Dall’inizio dell’anno sono state effettuate 650 assunzioni di cui 150 per il periodo natalizio.

    Riposo compensativo

    Abbiamo registrato una divergente interpretazione riguardo al riposo compensativo. E’ nostra convinzione che l’azienda debba far riposare gli addetti in giornate diverse da quelle festive infrasettimanali ovvero riconoscere il trattamento economico conseguente.
    Stante le criticità che continuano a venirci segnalate dalle strutture territoriali, e tenuto conto del fatto che, essendo ormai quasi tutta la rete sottoposta alla sperimentazione, la data del 30 aprile 2018 si configura come un termine perentorio per decidere se consolidare questa esperienza o meno, abbiamo proposto di anticipare il confronto di merito.

    Nel frattempo abbiamo invitato Esselunga ad attivare adeguate e tempestive sedi di confronto territoriale per provare a superare le problematiche che ancora permangono.

    Il prossimo incontro si terrà venerdì 26 gennaio a Bologna con inizio alle ore 10.30.

    p. la Segreteria Filcams Nazionale
    Cristian Sesena

    Roma, 7 dicembre 2017

    Testo Unitario

    Lo scorso 27.11 u.s. a Roma si è tenuto il preannunciato incontro di cui alla nostra precedente circolare relativa alla procedura ex legge art. 47 L. 428/90 tra Gruppo Argenta SpA e CAMST Vending.

    L’azienda ha dichiarato che la popolazione aziendale soggetta alla procedura, rimasta in forza alla data dell’incontro, è composta da 51 lavorator* e, in sintesi sono stati proposti i seguenti principi utili per una possibile armonizzazione dei trattamenti economico-retributivi:

    ·Inquadramento degli Addetti al caricamento al 5 livello;
    ·Mantenimento delle indennità di maneggio denaro o di altra tipologia ad oggi in essere;
    ·Mantenimento della c.d. "Indennità di Non Limite Orario" come voce a sé stante (rif. art. 2 Integrativo CAMST)
    ·Mantenimento delle altre voci riguardanti i contratti integrativi in essere;
    ·Sostanziale equivalenza tra le voci dei ROL e dei permessi retribuiti;
    ·Mantenimento delle anzianità di lavoro
    ·Scatti di anzianità, mantenimento degli scatti maturati e progressione fino ai dieci previsti dal CCNL commercio TDS; qualora il/la lavorat* abbia già raggiunto il massimo degli scatti di anzianità raggiungibili con il CCNL di provenienza, dopo tre anni dalla data dell’operazione societaria, inizia l’erogazione dei rimanenti quattro scatti di anzianità;
    ·Le maggiori differenze tabellari tra CCNL e coloro che hanno un superminimo assorbibile CAMST, vengono assorbite o in presenza di superminimo non assorbibile, viene imputato a incremento.
    ·Riconoscimento del valore economico risultante dagli integrativi territoriali (per una platea di circa 21 persone) con due proposte:
    ·opzione A) mantenimento di una voce a sè stante per i successivi 12 mesi e successiva definizione;
    ·opzione B) mantenimento della voce quale superminimo assorbibile
    ·Presenza di sette persone (di cui non è stato dato dettaglio) che con l’armonizzazione presentano una perdita salariale che verrebbe compensata con la concessione di una card elettronica per l’utilizzo della mensa diffusa per un valore di 5,29€
    ·Decadimento di tutti i trattamenti mensa concessi da CAMST a tutta la platea de* lavorator*

      Ne è conseguita un’approfondita discussione, favorita anche dalla presenza delle rappresentanze sindacali e dalle strutture presenti, al termine del quale si sono palesate delle riflessioni dubbiose sugli inquadramenti.

      Si è richiesto per cui all’azienda, il rinvio della riunione alla data del prossimo 17 gennaio 2018 alle ore 11:00 a Roma in via dei Mille 56 presso la sede nazionale di FISASCAT nazionale.

      Si invitano le strutture territoriali a inviare in tempo utile alle Scriventi, eventuali osservazioni utili.

      p. la Filcams Cgil Nazionale
      M. Mensi

      Roma, 7 dicembre 2017

      TESTO UNITARIO

      In allegato la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio per chiedere un incontro urgente al fine di intervenire per sanare la situazione venutasi a determinare a seguito dei testi normativi contenuti nella Legge di Bilancio 2018, in fase di discussione alla Camera, relativamente ai diversi trattamenti individuati per la continuità occupazionale dei lavoratori Ex Lsu ed Appalti Storici, come indicato nel comunicato sindacale del 30.11.2017.

      Alleghiamo, altresì, la lettera di richiesta di incontro inviata al Capogruppo del Pd alla Camera, Onorevole Rosato, in qualità di esponente del principale partito di Governo, per chiedere un suo intervento per ricomporre le differenze, sopra richiamate, inserite nella medesima Legge di Bilancio 2018.

      Alla riunione svoltasi in data odierna al Tavolo di Monitoraggio, presso il Miur, erano presenti lo stesso Ministero dell’Istruzione, il Ministero del Lavoro, le OO. SS., i Consorzi e le imprese capofila.

      Nel merito, i Ministeri presenti, hanno chiesto alle imprese la revoca delle procedure di licenziamento collettivo, attivate dalle stesse tra ottobre e novembre u. s. a seguito dell’attuale normativa vigente che definiva il termine degli appalti al 31.12.2017, alla luce della proroga prevista nel disegno di Legge di Bilancio 2018 già approvata al Senato.

      Le imprese hanno confermato la volontà di ritirare dette procedure ed effettuare la ratifica delle revoche in apposito incontro che si terrà al Ministero del Lavoro a breve.

      Dato il percorso individuato per la revoca, così come definito nel verbale che si allega, è necessario che nei territori che hanno ricevuto convocazione da parte delle strutture locali del Ministero del Lavoro, nella data di convocazione si presentino regolarmente facendo mettere agli atti quanto definito nel verbale odierno.

      In caso di rifiuto delle direzioni del lavoro territoriali/regionali ad accogliere quanto richiesto è opportuno chiedere di mettere a verbale che le parti, OO. SS. e impresa, concordano nella richiesta di un rinvio. Ciò al fine di evitare che per mera condizione di mancato rispetto formale della procedura si concluda nei fatti con un mancato accordo per semplice decorrenza dei termini burocratici.

      Oltre a quanto definito per la gestione delle revoche delle procedure, nel proseguo del confronto al Tavolo di Monitoraggio, il Miur ha espresso la necessità di definire, unitamente agli Uffici Scolastici Regionali e tutte le parti intervenute in data odierna, la predisposizione di incontri specifici per ciascun lotto per poter verificare, nell’ambito della continuità occupazionale, la semplificazione delle procedure amministrative e la definizione di nuovi e diversi servizi da erogare per il programma di piccola manutenzione e decoro.

      Fermo restando che le Organizzazioni Sindacali hanno reiterato la richiesta di incontro alla Presidenza del Consiglio per definire una soluzione strutturale per tutti i lavoratori degli appalti dei servizi di pulizia e decoro, in ogni caso dal primo di gennaio p. v., qualsiasi soluzione venisse definita richiederà tempi tecnici di gestione e quindi necessariamente verrà prorogata l’attuale convenzione per dare certezza della continuità occupazionale e di garanzia del reddito, nonché l’erogazione dei servizi alle scuole essendo servizi essenziali.

      Alla luce di quanto sopra pertanto il 18 p. v. agli incontri con gli USR di ciascun lotto dovranno essere presenti i segretari regionali e/o territoriali in loro vece qualora i primi siano impossibilitati a partecipare e vi invitiamo fin da ora a trasmettere i nominativi dei partecipanti alle rispettive strutture nazionali per poterle comunicare al Miur.

      Si coglie l’occasione della presente per anticiparvi che entro lunedì predisporremo ulteriore comunicato a sostegno della richiesta di incontro alla Presidenza del Consiglio e per fare maggiore chiarezza sulle normative oggi al vaglio della Camera dei Deputati.

      Filcams Cgil Nazionale
      Elisa Camellini

      Roma, 6 dicembre 2017

      Il contratto nazionale della cooperazione è scaduto ormai da quattro anni.
      La trattativa per il rinnovo ha attraversato fasi diverse: inizialmente le cooperative avevano l’obiettivo di raggiungere le stesse condizioni di Confcommercio, fino a valutare di confluire nel contratto del terziario ponendo fine al CCNL della Distribuzione Cooperativa; dopo che Federdistribuzione è uscita da Confcommercio e ha manifestato la volontà di stilare un proprio contratto, Coop ha cambiato posizione sostenendo la politica contrattuale della grande distribuzione e ponendo al tavolo le stesse richieste normative ed economiche, disconoscendo, insieme a Federdistribuzione, l’aumento salariale di Confcommercio che nel frattempo si era determinato; per questo motivo con il “fuori tutti” sia in Coop che in Federdistribuzione c’è stata la mobilitazione unitaria con due giorni di sciopero; alla ripresa del confronto le associazioni cooperative hanno dato disponibilità, finalmente, ad avviare la trattativa e condiviso un anticipo una tantum sugli aumenti, ma nei fatti hanno solo aumentato le richieste al tavolo e si sono trincerate dietro la richiesta di avere il trattamento dei primi tre giorni di malattia pari a Confcommercio, bloccando la trattativa per mesi. Nel frattempo a livello aziendale e territoriale si sono affrontate innumerevoli vertenze che hanno palesato criticità sia nella rete vendita che nella stabilità patrimoniale di alcune imprese.

      Stante le difficoltà abbiamo esortato ancora una volta la cooperazione a trovare velocemente una soluzione al contratto nazionale, anche per avere una cornice di riferimento utile ad affrontare le particolarità aziendali. Ma nonostante i proclami le cooperative pretendono di trovare una mediazione tutta sbilanciata a favore delle imprese, partendo di nuovo dalla retribuzione dei primi tre giorni di malattia; sottolineiamo che nessuna, neanche una, delle innumerevoli richieste fatte al tavolo dalle imprese è stata tolta, neanche per dare un segnale di dialogo. Quindi il nuovo contratto che vorrebbero le Coop peggiorerebbe diritti e retribuzione a fronte di un aumento salariale complessivamente più basso di quello di Confcommercio.

      Anche il tentativo fatto questo autunno di riaprire il tavolo su basi diverse, dando disponibilità a ricercare soluzioni diverse sulla massa salariale non ha avuto risultati. A questo punto la misura è colma. Le lavoratrici e i lavoratori della distribuzione cooperativa continuano a subire un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, un attacco alla contrattazione e all’occupazione, che non può che determinare la proclamazione dello stato di agitazione.

      La Filcams CGIL proclama quindi lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Distribuzione Cooperativa per l’intera giornata di

      Venerdì 22 dicembre 2017

      Al fine di rendere efficace la mobilitazione le strutture territoriali potranno articolare diversamente la giornata di sciopero: 4 ore comunque il giorno 22 Dicembre e le ulteriori 4 potranno essere programmate a livello territoriale, anche al fine di effettuare scioperi improvvisi, entro il 6 Gennaio 2018.
      p. la Filcams Cgil
      Il Funzionario nazionale La Segretaria Generale
      Alessio Di Labio Maria Grazia Gabrielli

      Roma, 4 dicembre 2017

      Testo unitario

      Il 1 dicembre a Firenze è ripresa la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo Starhotels.
      L’azienda ha illustrato una possibile bozza di intesa che però non è stata consegnata alle organizzazioni sindacali in quanto non ancora formalmente approvata dalla presidenza.

      Nel ribadire l’impianto del CIA del 2011, Starhotels ha avanzato alcune proposte di integrazione e modifica rispetto all’attuale articolato, tenendo in parte conto delle richieste sindacali presenti nel documento a suo tempo consegnato alla impresa.
      Su capitoli quali: relazioni sindacali e materie del confronto decentrato, formazione, anticipo tfr, flessibilità d’ingresso e uscita per i dipendenti di sede, si è registrata una sostanziale convergenza; anche sull’importante tema delle misure di conciliazione tempi di vita e di lavoro, le distanze non sono apparse incolmabili.
      E’ stata avanzata la richiesta di elevare a 30% la percentuale massima di assunzione su base annua dei contratti a tempo determinato.
      Sul premio di risultato l’azienda ha riconfermato gli attuali tre indicatori (mol, revpar e qualità) e ha proposto un importo massimo di 1100 euro che potrà diventare di 1300 qualora il lavoratore optasse per la sua trasformazione in welfare; non essendo però a ancora stata individuata una piattaforma di benefit e servizi, la direzione ha proposto di prevedere una commissione tecnica finalizzata a definirne i contenuti.
      I correttivi sulla presenza rimarrebbero invariati, mentre è stato proposto di elevare a quota 84% il raggiungimento del parametro della qualità, attualmente all’82%.
      Riguardo la nostra richiesta di definire meglio il tema "esternalizzazioni", la direzione aziendale ha proposto l’individuazione di una procedura di confronto e l’applicazione dell’articolo 2112 CPC., qualora si arrivasse infine alla loro introduzione.
      Infine è stata richiesta la formalizzazione di una sorta di "clausola di raffreddamento" attivabile a fronte di eventuali situazioni di conflitto a livello decentrato, derivanti da controversie che secondo l’opinione della direzione, i livelli superiori sarebbero chiamati a dirimere.
      Le maggiori criticità sono state rilevate proprio su questo ultimo punto, nonché su struttura e importo del premio, esternalizzazioni e richiesta di deroga al limite di utilizzo dei contratti a termine, per i quali abbiamo altresì chiesto concreti percorsi di stabilizzazione.
      L’azienda si è impegnato a produrre e anticipare un testo che raccolga le nostre ultime osservazioni e che possa essere discusso durante la prossima riunione di modo da imprimere una accelerazione decisiva al negoziato.
      Il prossimo incontro si terrà a Bologna il 19 gennaio con inizio alle ore 11.00

      p. la Segreteria Filcams Nazionale
      Cristian Sesena

      Roma, 4 dicembre 2017

      Testo unitario

      Si è tenuto in data 30 novembre scorso il previsto incontro tra le OO.SS. Nazionali e l’Amministratore Delegato della società Bennet Dott. De Zordi, accompagnato dalla Direzione del Personale Andrea Gelpi e Silvio Giorni. L’incontro, come da nostra del 28 u.s., è servito per fare conoscenza con l’Amministratore Delegato e tentare così la ripresa delle relazioni sindacali nazionali con l’azienda.

      L’incontro è stato cordiale ma deciso; le OO.SS. hanno sottolineato l’importanza di un sistema di relazioni sindacali che sia propedeutico sia alla soluzione dei problemi che incontrano i lavoratori nello svolgimento della loro prestazione lavorativa che alla costruzione di regole concordate che possano facilitare il rapporto tra le varie funzioni aziendali e le organizzazioni sindacali a tutti i livelli, evidenziando quindi alcune criticità che ci sono state segnalate dai territori.

      Per quanto riguarda il percorso relazionale da noi proposto l’azienda si è detta disponibile, a cominciare dal fissare una data per una riunione plenaria sui diritti di informazione, che la stessa ci propone dopo la metà di febbraio, al fine di avere gli elementi necessari anche rispetto agli andamenti aziendali.

      Vi terremo informati rispetto all’evolversi della situazione e alla fissazione della prossima data di incontro.

      p. la Filcams Cgil Nazionale

      Roma, 1 dicembre 2017

      Testo Unitario

      lo scorso 30 Novembre 2017 si è svolto il programmato incontro con i rappresentanti IED, alla presenza dei territori interessati e dei delegati, per continuare il confronto sul CIA 2017. Come di consueto, prima dell’incontro, il coordinamento unitario si è confrontato sui temi rimasti fuori dal precedente incontro:
      Premio di risultato, Trasferte e Agibilità sindacali. Per quello che riguarda il Premio di risultato, che è diviso in 2 parti (A e B) sosteniamo che devono essere
      meglio descritte le modalità per il raggiungimento del premio da ciascuna lavoratrice e lavoratore. Abbiamo chiesto di specificare la base di calcolo che per il momento è stato solo dichiarato che è da calcolare su un equilibrio tra EBIT, Fatturato e Iscritti ai corsi, senza definirne le modalità. Per ciò che riguarda le Trasferte sono state evidenziate le indennità delle trasferte Italia, Estero e Intercontinentale (rispettivamente € 15.49, € 25.82, € 35.42) aggiungendo un Rimborso a Forfait calcolato in 45 euro per l’intera giornata e in 20 euro per la mezza giornata. Abbiamo chiesto chiarimenti sulle ore definite “di viaggio” per provare ad inserirle in una banca ore.
      Infine, per quello che riguarda le Agibilità Sindacali abbiamo evidenziato che le giornate di confronto per le tematiche di carattere nazionale siano almeno 2 e che gli incontri Nazionali anche per il Cia non siano da computare all’interno delle ore di permessi sindacali. Ci siamo lasciati con l’impegno di avere un ulteriore testo con le modifiche richieste entro il 6 dicembre 2017 in modo da poterle analizzare prima del prossimo incontro che è già programmato per il giorno 19 Dicembre 2017 presso la sede IED di Milano alle ore 10.30.

      p. la Filcams Cgil Nazionale
      Vanessa Caccerini

      Roma, 1 dicembre 2017

      Oggetto: Retail Italia Network (Benetton/Sisley) esito incontro del 30/11/2017

      Testo unitario

      in data 30 novembre si è tenuto l’incontro con la società in oggetto al fine di verificare la situazione aziendale, alla luce di notizie circa la chiusura di alcuni punti vendita.

      L’azienda durante l’incontro ha confermato la sofferenza di diversi negozi, anticipando alle OO.SS. l’invio per i primi giorni di gennaio dell’apertura di una procedura per un esubero di personale; durante l’incontro l’azienda ci comunica che intende gestire tale esubero attraverso uscite incentivate volontarie e trasferimenti di personale in zone limitrofe.

      Non abbiamo ancora i dettagli della delicata situazione, che sono ancora allo studio dell’impresa, ma che ci saranno forniti con la documentazione di apertura di procedura; a tal fine abbiamo già definito la data del prossimo incontro che si terrà il 16 gennaio 2018 alle ore 10.30 presso la sede Fisascat Cisl in via dei Mille 56 a Roma.

      p. Filcams-CGIL Nazionale

      Jeff Nonato

      Roma, 29-11-2017

      TESTO UNITARIO

      Il 22 novembre 2017 a Bologna si è svolto l’incontro tra Initial Italia (CWS-Boco) e le OO.SS., alla presenza delle RSA territoriali.

      Initial Italia ha descritto il quadro aziendale, caratterizzato ancora da perdite di esercizio, derivanti dalla precedente situazione aziendale preacquisizione, ma ha anche affermato che l’obiettivo resta il pareggio di bilancio entro il 2019. Viste le perdite (che non riportiamo per rispetto della riservatezza sui dati) l’obiettivo richiede una cura da cavallo.

      Attualmente le due aziende Rentokill e Initial Italia (ex CWS) restano indipendenti sul piano societario e organizzativo, ma l’obbiettivo è la loro unificazione in un’unica azienda (si deduce – anche se non è stato detto – che questo dovrebbe avvenire quando si sarà realizzato il risanamento di Initial Italia). Tuttavia, si intende procedere da ora ad “armonizzare” le modalità gestionali e organizzative delle due aziende.

      Attualmente nel modello Rentokill (che è quello a cui si guarda) i magazzini sono gestiti in modo sostanzialmente esternalizzato. La stessa cosa s’intende fare con i magazzini Initial Italia. Inoltre l’Azienda intende accorpare in unica sede i magazzini Rentokil e Initial Italia.

      La conseguenza è che sono stati individuati esuberi nei magazzini di Milano ( la cui riorganizzazione è imminente) e di Roma (si parla di gennaio).

      Respinta, per “opportunità” (l’azienda ritiene che l’annuncio di esuberi inciderebbe negativamente sull’immagine della nuova proprietà) la nostra richiesta di aprire formalmente una procedura di mobilità (cosa che consentirebbe formalmente un intervento del sindacato per trovare una soluzione concordata), possibilità che viene elusa attraverso la riduzione da 5 a 4 degli esuberi in Lombardia e separando temporalmente la ristrutturazione dei magazzini di Milano e Roma, Initial Italia ha tuttavia convenuto di aprire un tavolo di confronto territoriale per individuare soluzioni che prevedano tre opzioni tra loro non alternative: ricollocazione interna, passaggio ad altra società, incentivo. Tutte opzioni perseguibili solo in presenza di un licenziamento ed escludendo dimissioni (che comporterebbero l’impossibilità per i lavoratori di utilizzare la NASPI).

      Le OO. SS. hanno ribadito all’azienda che non sarebbe accettabile un finto “passaggio diretto” che comportasse dimissioni e assunzione da azienda che non riconosca ai lavoratori i benefici del ccnl attualmente applicato in azienda.

      In attesa dell’esito del tavolo regionale lombardo e di quello che si aprirà in Lazio, è stato concordato un nuovo incontro a primavera.

      p.La Filcams Cgil
      A. Montagni

      Roma, 29 novembre 2017

      TESTO UNITARIO

      lo scorso 24 novembre è stato siglato con la SEKI srl l’accordo di rinnovo del contratto integrativo aziendale, che vi alleghiamo.

      Rispetto al testo dell’ipotesi di accordo che vi avevamo trasmesso il 17 ottobre u. s. le modifiche più rilevanti consistono nel ribadire che le prestazioni festive sono esclusivamente volontarie, anche nel periodo natalizio nell’ambito della programmazione delle presenze ivi prevista (vedi pag. 5, primo capoverso); nonché nella previsione che qualora si determinino nei punti vendita le condizioni per un incremento delle ore di lavoro ordinarie si favorirà l’estensione dell’orario settimanale di lavoro a 24 ore per i lavoratori a part-time a 20 ore, alla luce delle norme previdenziali recentemente modificatesi e anche allo scopo di favorire le fruizione integrale degli assegni familiari (pag. 7, quinto capoverso).

      p. Filcams-CGIL Nazionale

      Jeff Nonato

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           CIA Seki 24/11/2017

      Roma, 28 novembre 2017

      Testo unitario

      Si è tenuto il 27 novembre l’esame congiunto con il gruppo Autogrill relativo all’operazione di ricomposizione societaria già ampiamente annunciata, che si è concretizzata con tre cessioni di ramo di azienda.

      La prima cessione riguarda i punti vendita di tutta la rete italiana e le relative attività di gestione centrali, che andranno a confluire nella Autogrill Italia, la seconda società raggrupperà invece le attività legate alla rete europea, e sarà denominata in un primo momento GTA e poi Autogrill Europe, infine la terza società ingloberà le funzioni di servizio (servizi informatici e amministrativi) che verranno resi alle altre società del gruppo.

      Le nuove società rimarranno srl solo nella fase di cessione: al termine delle operazioni amministrative, diventeranno delle SPA. Ciò dovrebbe avvenire il 1 gennaio 2018.

      I passaggi dei lavoratori avverranno senza soluzione di continuità, ovvero senza cambiamenti sotto il profilo economico e normativo. Nelle tre società continuerà ad essere applicato il contratto integrativo aziendale vigente.

      Durante l’esame congiunto abbiamo posto alcune questioni riguardanti gli effetti delle cessioni su alcuni istituti del contratto integrativo, ricevendo le precisazioni che riportiamo di seguito.

      La carta carburante verrà sostituita, dietro consegna di quella vecchia, a partire dall’8 gennaio 2018; vi sarà un periodo di tre settimane, dal 15 dicembre fino alla consegna della nuova carta, nel quale la vecchia carta sarà disattivata, per motivi tecnico amministrativi.

      Per quanto riguarda il calcolo dei premi variabili, nulla cambia per quelli maturati fino al 31/12/2017, mentre per il prossimo anno abbiamo concordato con l’azienda un incontro nel primo quadrimestre 2018 finalizzato all’aggiornamento dei parametri alla luce della scomposizione delle società.

      I lavoratori a tempo determinato con contratti la cui scadenza è prevista, o che verrà prorogata, dopo il 1 gennaio 2018, passeranno secondo le condizioni dei lavoratori a tempo indeterminato, portandosi dietro tutti i diritti acquisiti secondo quando previsto dal CIA.

      Abbiamo posto il tema dei contratti a tempo determinato non in forza al momento del passaggio, ottenendo dall’azienda un impegno a riconoscere nelle nuove società i diritti di precedenza maturati in Autogrill SPA secondo i criteri previsti dall’integrativo.

      Rispetto a Nuova Sidap, essendo una partecipata al 100% di Autogrill Spa, la stessa subirà solo un cambio di proprietà passando in tutto e per tutto con nel ramo Autogrill Italia. Abbiamo colto l’occasione per ribadire la necessità di intervenire sulle condizioni dei lavoratori Nuova Sidap sviluppando una contrattazione di secondo livello.

      L’occasione è stata utile per ribadire la necessità di mantenere attive le relazioni sindacali per monitore l’evoluzioni societaria e gli impegni agli investimenti nel nostro Paese.

      A questo proposito l’azienda ha fornito un aggiornamento sulle prossime aperture e acquisizioni, che riguardano un potenziamento del pdv di Milano Duomo con il modello "Motta 1928", l’ingresso di nuovi locali a Limena, Venezia, Orio al Serio, Campagna, Brennero, Postumia, Milano City Life e l’acquisizione dei punti vendita "Cioccolati Italiani".

      Le acquisizioni delle aree di servizio di Fratta Sud e Nord, Lario Ovest slitta al 2018, e quindi avverranno direttamente con la nuova società.

      La cessione di Gonars Sud a Lagardere è prevista sempre nel 2018, mentre nei prossimi mesi verrà avviata la cessione di Campiolo da Nuova Sidap ad Autogrill.

      Alleghiamo i verbali di esperita procedura e l’accordo sul personale a tempo determinato.

      p. la Filcams Cgil Nazionale

      Luca De Zolt – Cristian Sesena

      Roma, 27-11-2017

      TESTO UNITARIO

      Il 21 novembre u.s. si è tenuto a Bologna, c/o la sede regionale della Uiltucs dell’Emilia-Romagna, il programmato incontro con GrandVision per continuare il confronto, iniziato da qualche mese, sulla costruzione di nuove relazioni sindacali e su tematiche molto importanti quali:

      - l’organizzazione del lavoro e dei relativi orari,
      - la gestione delle turnazioni relative anche al lavoro domenicale e festivo,
      - la mobilità tra punti vendita sul territorio e tutte le altre problematiche collegate
      al normale svolgimento dell’attività lavorativa.

      Nel corso dell’incontro, inoltre, è stato sollevato, da parte sindacale, il problema relativo alla gestione e al pagamento delle ore straordinarie e supplementari, che non possono dar luogo a perdite retributive da parte dei lavoratori, nel momento in cui si usano sistematicamente solo i riposi compensativi senza il pagamento delle relative percentuali di maggiorazione.

      I problemi e le richieste delle organizzazioni sindacali

      La risposta dell’azienda è venuta dal direttore delle risorse umane, Matteo Moi, dando uno sguardo generale all’andamento produttivo dell’azienda, ha ricordato come il compito assegnato alla filiale Italia dalla casa madre di GrandVision sia quello di raggiungere, a partire dal 2017, un risultato economico che consenta l’autofinanziamento dello sviluppo in Italia. Da questo punto vista continuano ad essere decisivi questi ultimi mesi dell’anno, soprattutto il periodo natalizio, per fatturato e utili.

      Per quanto riguarda le chiusure dei corner, per quanto riguarda il sistema Coop (Ancc), la prossima chiusura non avverrà che dopo giugno del 2018, mentre ci sono date più ravvicinate per Rinascente, a partire dal 10 gennaio p.v. quando sarà chiuso un corner nella citta di Milano.
      L’azienda ha comunque assicurato che continuerà ad adoperarsi per ricollocare i lavoratori presso gli altri negozi della “rete” di Milano. Fino ad ora tutti i lavoratori sono stati ricollocati.

      Viene, poi, confermato il “nuovo corso” delle relazioni sindacali, basato sull’apertura e sul dialogo, che continuerà ad essere gestito dai titolari delle relazioni sindacali a livello centrale, anche se si tenderà anche a coinvolgere le strutture manageriali territoriali. Per quanto riguarda il problema della rilevazione delle presenze e della gestione delle ore di straordinario e supplementari, questo potrà essere risolto con l’entrata a regime di un nuovo sistema informatico entro giugno 2018.
      A questo punto c’è stata una forte replica da parte delle organizzazioni sindacali: i lavoratori a cui non vengono pagate le maggiorazioni degli straordinari e delle ore supplementari stanno perdendo soldi e non possono aspettare un tempo così lungo. Bisogna quindi accorciare i tempi per evitare il sorgere di contenziosi e di vertenze individuali.

      Questa pressione ha prodotto un accorciamento dei tempi e comprendendo la necessità di andare oltre il periodo natalizio si è fissato un nuovo appuntamento per il 26 gennaio a Bologna, dal quale dovrebbe scaturire un accordo sulla gestione degli straordinari e delle ore supplementari e sul loro pagamento. In ogni caso le organizzazioni sindacali hanno anche ribadito la necessità che, dopo la soluzione di questo problema, si affronti anche il tema relativo alla definizione di un accordo organico relativo alle relazioni sindacali a tutti i livelli.

      Roma, 28 novembre 2017

      Siamo a trasmetterVi il Verbale di Incontro (in all.), con le Società interessate dando piena applicazione alle normative previste della fusione per incorporazione come da oggetto.

      La procedura, nel rispetto dell’Art. 2112, sarà efficace per i 24 dipendenti interessati, prevedibilmente entro il 01/01/18, senza ricadute economiche normative e sedi lavorative ma con specifica applicazione del CCNL Metalmeccanici Industria applicato dalla incorporante.

      Ai fini del perfezionamento di armonizzazione, viste le pregresse provenienze contrattuali dei dipendenti, si è già calendarizzato incontro specifico.

      p. la Filcams Cgil Nazionale
      Sergio Aliprandi

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           Accordo 27/11/2017

      Roma, 24 novembre 2017

      Nella giornata di martedì 21 novembre u.s. si è tenuto l’incontro con i rappresentanti della DICO S.p.a., un incontro richiesto dalle OO.SS. e finalizzato a monitorare l’andamento della Cassa Integrazione Straordinaria oggi in essere poiché la Società è in regime di concordato preventivo.
      All’azienda sono state evidenziate tutte le difficoltà che si sono verificate durante questi ultimi mesi, sottolineando che, nonostante gli incontri territoriali svolti, non si è spesso addivenuti ad un’intesa condivisa.

      La Società preliminarialmente ha fornito i dati relativi all’utilizzo della CIGS:

      · ha comunicato che su un totale di circa 1200 lavoratori 430-440 sono temporaneamente a zero ore, mentre il personale restante sta usufruendo dell’ammortizzatore con il criterio della riduzione oraria;

      · dei 232 punti vendita a conduzione diretta risulta che il 35% di questi ad oggi è chiuso temporaneamente, il 48% utilizza la CIGS, mentre il 17% non è interessato dall’ammortizzatore;

      · nella Regione Veneto tutto i punti vendita alla data odierna risultano ancora temporaneamente chiusi;

      · nella Regione Abruzzo uno dei due negozi è momentaneamente chiuso;

      · le Regioni Lazio, Liguria, Marche e Toscana sono le realtà più interessate dalla Cassa Integrazioni Straordinaria;

      · l’azienda infine conferma il pagamento ai fondi previdenziali ed assistenziali a partire dalla data d’inizio del concordato preventivo (luglio 2017).

      I rappresentanti della S.p.a. Dico hanno comunicato che il piano concordatario è quasi in via di definizione e verrà depositato a breve presso il Tribunale Fallimentare. La situazione finanziaria della Società non comporta nell’immediato la riapertura di ulteriori negozi rispetto a quelli riaperti nella prima fase del concordato poiché l’assortimento delle merci all’interno dei negozi è pari al 50 – 60 % e, con la continua mancanza di referenze nei vari negozi, le vendite di conseguenza non decollano; infatti, il dato delle vendite ad oggi viaggia con un 40 % in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, tanto dovuto alla scarsa marginalità dei punti vendita.
      Dopo un’introduzione aziendale, che da una breve valutazione non prospetta nulla di positivo nonostante il blocco dei debiti rivenienti dalla procedura fallimentare, alla Direzione della Società sono state evidenziate le maggiori difficoltà che il personale sta attraversando in questo periodo e, in particolare, è stato contestato il fatto che in numerosi punti vendita non si effettua una regolare rotazione del personale che è costretto a subire l’intervento dell’ammortizzatore sociale. Condizione questa che pone i lavoratori in grande stato incertezza e preoccupazione circa il proprio futuro lavorativo.
      Anche se vi è stato il riscontro positivo relativamente al rimborso del 730 spettante alle lavoratrici e ai lavoratori della Dico, c’è da registrare purtroppo la mancata volontà da parte di chi oggi gestisce la Società di formulare l’istanza del pagamento immediato per le altre spettanze rivendicate dai lavoratori come la 14 mensilità e i ratei della 13° mensilità, oltre ai primi 10 gg. del mese di Luglio.
      In merito poi alle cessioni di asset aziendali riguardanti le Regioni Veneto e Puglia che in questi giorni sono state oggetto di innumerevoli “voci di corridoio” su probabili soluzioni, l’azienda ha confermato che allo stato attuale presso il Tribunale Fallimentare non vi è alcuna istanza presentata in merito da nessuna delle parti; per il Veneto continuano i contatti informali, cosi come per la Puglia c’è la volontà aziendale di restituire il fitto di ramo d’azienda alla vecchia proprietà e c’è in quell’area un contenzioso in atto non ancora risolto che pregiudica le trattative.
      Il quadro cosi come delineato non è certamente rasserenante, l’azienda si è resa quindi disponibile immediatamente ad intraprendere un percorso d’incontri con le OO.SS. Territoriali per correggere quanto riportato nella riunione in un’ottica di collaborazione e in attesa della omologa del piano concordatario che avverrà dopo la metà del mese di Dicembre prossimo.
      In attesa dell’omologa chiedo a tutti Voi di continuare così come fatto sinora, ossia vigilare sulla corretta applicazione della Cassa Integrazioni Guadagni Straordinaria per non permettere a nessuno di approfittare di un Istituto che salvaguardia i livelli occupazionali.

      p. La Filcams CGIL Nazionale

      Roma, 23 novembre 2017

      Testo Unitario

      Il giorno 16 novembre u.s. a Bari si è svolto un incontro con l’azienda di cui in oggetto, rappresentata dall’Ing. Vitali e dal Dott. Vaglio, assistiti dal consulente del lavoro Dott. Faini e le OO.SS. nazionali, le OO.SS. territoriali con le relative rappresentanze sindacali.

      Le OO.SS. nazionali hanno espresso un fermo disappunto e stigmatizzato il comportamento di Lutech per l’apertura della procedura di licenziamento collettivo ex legge 223/91, aperta senza operare i passaggi previsti dal Protocollo di Relazioni sindacali stipulato con le Scriventi, precostituendo gli elementi di condotta antisindacale sanzionabili con un procedimento ex art. 28 l. 300/70.

      Lutech ha rappresentato la volontà di chiudere la sede di Gioia Del Colle (BA), illustrando i dati di bilancio degli ultimi due anni che mostrano una perdita di ricavi consistenti, derivanti principalmente dalla perdita di due commesse quali Sky e QVC che sommano il 40% dei ricavi totali del centro pugliese.

      Dopo un lungo e concitato confronto tra le Parti, Lutech ha dichiarato il ritiro della procedura di licenziamento collettivo, convenendo con le OO.SS. presenti l’opportunità, al fine di mitigare l’impatto sociale di tale operazione di chiusura, di ricercare e sondare ogni possibile alternativa, di concerto con le parti sociali ed istituzionali.
      A tal fine, l’azienda con le OO.SS. territoriali avvieranno l’interlocuzione col tavolo istituzionale del Comune di Bari e con ogni altra istituzione pubblica coinvolgibile e avvieranno la disamina dei possibili ammortizzatori sociali attivabili.

      Con le OO.SS. nazionali è stata concordata la data del prossimo 12 gennaio 2018 a Milano presso la sede aziendale, per un incontro di aggiornamento della vertenza e dell’esercizio dei diritti di informazione.

      p. Filcams Cgil Nazionalep. Fisascat Cisl Nazionale
      M .Mensi D. Campeotto

      COMUNICATO UNITARIO

      Assemblea Nazionale Unitaria dei Delegati e dei Quadri Sindacali della Vigilanza di Filcams, Fisascat e Uiltucs

      L’andamento deludente del confronto negoziale per il rinnovo del CCNL per i Dipendenti da Istituti di Vigilanza e delle Imprese di Servizi di Sicurezza in genere desta crescente preoccupazione. Le controparti datoriali, che, in maniera manifesta, sono unicamente impegnate a dilatare i tempi della trattativa con espedienti stucchevoli, si dimostrano sempre di più indifferenti rispetto alle esigenze ed ai bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, a cui, per mezzo della piattaforma unitaria, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno tentato di dare una rappresentazione equilibrata. È ormai chiaro a chicchessia che l’intero sistema associativo delle imprese del settore si sia dato l’obiettivo strategico di non rinnovare il CCNL; tale scelta, oltre ad essere non condivisibile ed a configurarsi come una posizione autolesionista per le stesse imprese che si vorrebbe rappresentare, tradisce, in definitiva, l’incapacità delle associazioni firmatarie il contratto addirittura di elaborare e proporre, in risposta alle rivendicazioni sindacali, proprie soluzioni negoziali utili sia ai lavoratori che ai datori di lavoro del settore. Al fine di effettuare una ricognizione sullo stato della trattativa e per confrontarci sulle praticabilità delle più utili modalità di contrasto da opporre ad una scriteriata posizione datoriale che, in estrema sintesi, mortifica l’apporto che quotidianamente le lavoratrici ed i lavoratori danno nelle singole imprese al settore intero in una fase della sua storia recente fra le più complesse e delicate, è convocata per il 15 dicembre 2017 (con inizio dei lavori dalle ore 10:00), presso l’AUDITORIUM di via Rieti, 13 in Roma, l’Assemblea Unitaria dei Delegati e dei Quadri di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs del Settore dei Servizi di Sicurezza Complementare ed Integrata. Si auspica la puntuale partecipazione di tutte le strutture interessate.

      p.la FILCAMS CGILp.la FISASCAT CISLp. la UILTuCS

      Roma, 23 novembre 2017

      Roma, 23 novembre 2017

      Il 21 novembre u.s. si è svolto l’incontro in merito alla cessione di ramo d’azienda di parte di DM PA in DM Cultura, società appositamente creata.

      Le motivazioni della scissione presentate dalla proprietà sono di poter presentarsi sul mercato, non solo nazionale, con un marchio ben preciso e specifico.
      La DM Cultura sarà formata da 53 dipendenti e 2 dirigenti, così distribuiti: Bologna 9 unità, Ravenna 37 unità, Roma 6 unità, Napoli 1 unità, pertanto in DM PA resteranno complessivamente 139 unità rispetto le attuali. Il conferimento è previsto con decorrenza dal 1 dicembre 2017 e per gli attuali stagisti (1 a Roma e 1 a Ravenna), nonché per l’unico T.D. presente, è prevista la continuità del contratto stipulato.

      Non ci saranno modifiche normative, retributive, o di sede di lavoro. Nel fare presente alla proprietà che come OO.SS. siamo fortemente interessati che non si creino “bad company” ma reali possibilità di sviluppo, abbiamo convenuto di svolgere incontri sia come DM PA che come DM Cultura entro il primo trimestre del prossimo anno per una valutazione sugli effetti della scissione. Per un approfondimento della situazione in allegato trovate la procedura ex art.47 L.428/90 ed il verbale di esperita procedura.

      p. Filcams Cgil Nazionalep. Fisascat Cisl Nazionale
      M .MensiD.Campeotto

      Roma, 22 novembre 2017

      COMUNICATO

      Nell’incontro del 21/11/2017 la Direzione SMA ha consegnato il testo di un “accordo sperimentale” con durata di 12 mesi (1 gennaio – 31 dicembre 2018). Tale versione rappresenta una radicale novità rispetto a quanto discusso per mesi sotto “la spada di Damocle” della disdetta del Contratto Integrativo Aziendale decisa dell’Azienda a decorrere dal 1 gennaio 2018.

      Il testo consegnato contiene la ripetizione delle norme in materia di relazioni sindacali, diritti sindacali, malattia e infortunio, cure termali, visite mediche specialistiche, pause, indennità di funzione e specialisti. Il documento dispone invece un arretramento economico sul lavoro domenicale e sul salario variabile (importo, indicatori, probabilità di erogazione).

      L’Azienda ha dichiarato disponibilità alla valutazione di alcune richieste presentate dalle OO.SS. in tema di diritti sociali, ma nessuna disponibilità è stata invece offerta rispetto alle garanzie occupazionali per il futuro.

      Vale la pena ricordare che, da un lato la stessa Azienda ha più volte dichiarato il quadro di criticità economica in cui versa da tempo e il cui superamento è previsto solo nel prossimo quadriennio, dall’altro, tali garanzie erano già state previste negli accordi di proroga del Contratto Integrativo Aziendale stipulati nel 2015 e 2016; ciò rende incomprensibile l’attuale rifiuto.

      Al termine della riunione, pur confermando la successiva data di incontro per il 12 dicembre 2017, l’Azienda ha dichiarato che sussistono “rilevanti distanze” nelle posizioni che potrebbero impedire l’accordo, e quindi, rendere inevitabili gli effetti della disdetta (cessazione CIA).

      Le OO.SS. hanno ribadito la volontà di addivenire ad un’intesa della durata di due anni che preveda il mantenimento delle norme del Contratto Integrativo Aziendale 2014, con poche modifiche limitate ad alcuni istituti contrattuali (organizzazione del lavoro, salario variabile). In questo ambito andranno anche definite garanzie per la salvaguardia dei livelli occupazionali.

      Le OO.SS. ritengono necessario sviluppare in modo coordinato la capillare informazione ai lavoratori attraverso le assemblee in tutte le filiali da tenersi nei prossimi giorni.

      Questa fase del negoziato assume una grande importanza ai fini del futuro dei lavoratori e delle lavoratrici SMA e dei loro diritti, così faticosamente conquistati in anni di contrattazione: è necessario che l’Azienda riveda le sue posizioni.

      Per queste ragioni, a sostegno della vertenza, si proclama

      STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE E BLOCCO DEL LAVORO STRAORDINARIO/FESTIVO

      FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTUCS

      Roma, 22 novembre 2017

      Roma, 17/11/2017

      Il giorno 10 novembre abbiamo portato a termine il confronto con HBG in ordine alla procedura di licenziamento collettivo avviata sulla società Napoli Bingo, ovvero sulla sala di recente acquisizione da parte del gruppo. Nella procedura 223/91 il gruppo aveva dichiarato la volontà di cessare le attività bingo nella sala in questione, con l’intenzione di mantenere solo le VLT.

      Nel corso dell’incontro odierno e nelle precedenti riunioni, sono stati approfondite soluzioni alternative alla chiusura: l’azienda ha posto come condizioni l’applicazione dell’accordo aziendale già vigente in HBG Entertainment sugli inquadramenti contrattuali e una riduzione delle ore sulla sala corrispondenti a 10 full time equivalenti.

      La società ha accettato la nostra richiesta di chiudere la procedura 223/91 con l’esclusivo criterio della non opposizione, rinunciando pertanto all’applicazione dei licenziamenti coatti.

      Si è quindi sottoscritto un verbale di accordo che prevede un incentivo all’esodo di 10 mensilità (1/14 di retribuzione annua lorda, ovvero la mensilità di ottobre 2017) per coloro che dichiareranno la loro volontà a non opporsi al licenziamento. L’incentivazione è disponibile per le richieste che giungeranno entro e non oltre il 15 febbraio 2018. La data di collocazione in mobilità sarà possibile fino al 30 settembre 2018.

      Alla mobilità incentivata potranno accedere anche i lavoratori che non intendano accettare le condizioni previste dalla ridefinizione degli inquadramenti.

      Riguardo alle soluzioni atte a mantenere le attività sulla sala, e quindi l’occupazione, si è sottoscritto un verbale di accordo che prevede la sospensione dell’allegato Z del CCNL FIPE e il conseguente inquadramento dei lavoratori e delle lavoratrici secondo la medesima declaratoria dell’accordo HBG.

      Infine, stante la richiesta dell’azienda di procedere comunque a un abbattimento delle ore, e alla necessità di trovare soluzioni alternative ai licenziamenti coatti, abbiamo sottoscritto un verbale di accordo che riguarda l’utilizzo del fondo di integrazione salariale per 12 mesi.

      La riduzione oraria massima prevista è del 40%, fermo restando che le ore di riduzione verranno diminuite in caso di uscite volontarie e di periodi di assenza lunga. Al fine di monitorare questi aspetti si manterrà un confronto a livello territoriale.

      La riduzione oraria e l’accordo di inquadramento entreranno in vigore il 1 dicembre.

      p.La Filcams Cgil
      L. De Zolt

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      Roma, 17 novembre 2017

      In merito alla richiesta da parte di Cerioni/Euronics di sottoscrivere con le lavoratrici e i lavoratori dei punti vendita passati ad Unieuro conciliazioni individuali segnaliamo quanto segue.

      La richiesta di sottoscrizione di tali verbali era sta proposta in sede di esame congiunto per il passaggio di ramo d’azienda. Già in quella sede la Filcams si è era opposta a tale opportunità chiedendo che fosse esclusa dall’accordo collettivo, pertanto nel verbale di conclusione di passaggio di ramo d’azienda il tema è stato inserito nelle premesse come sola dichiarazione dell’impresa e quindi non condivisa tra le parti.

      Nei giorni successivi, sia negli incontri territoriali che individualmente con i singoli dipendenti, Cerioni, anche per conto di Unieuro, ha proposto verbali di conciliazione che, come noto, chiedono di rinunciare a qualsiasi recriminazione possibile, in forma novativa e a fronte di una contropartita economica assolutamente non proporzionata e insufficiente. Sia negli incontri territoriali che nei colloqui a livello nazionale, abbiamo perciò dichiarato ad entrambe le imprese la nostra contrarietà a tali conciliazioni.

      Fermo restando che trattandosi di conciliazioni individuali sta in capo al singolo lavoratore la disponibilità a sottoscrivere i 410/411 e che pertanto rispetteremo le volontà del singolo, la Filcams CGIL invita le lavoratrici ed i lavoratori a non firmare i verbali proposti.

      p. La Filcams CGIL Nazionale
      Alessio Di Labio

      Roma, 17-11-2017

      Oggetto: richiesta incontro e segnalazione criticità

      Spettabile
      Grandi Biglietterie
      c.a. Stefano Palermo
      Via Fatebenefratelli, 5
      20121 Milano
      spalermo@maccorp.it
      Fax 02-45499074

      e.p.c Fisascat Cisl
      Uiltucs

      La scrivente O.S. è a rappresentarVi una situazione di grave smarrimento e preoccupazione da parte dei lavoratori e delle lavoratrici dovuta alla mancanza di chiarezza rispetto alle scelte aziendali sull’immediato futuro. Registriamo inoltre un peggioramento delle relazioni sindacali che non ci consente l’esercizio delle nostre funzioni in rapporto ai nostri iscritti.

      Vi ricordiamo infatti che, in seguito alla Vostra richiesta di rinnovo degli ammortizzatori sociali in essere e dopo aver fissato allo scopo un incontro il 27 ottobre scorso, abbiamo dovuto prendere atto della Vostra richiesta di rinviare il confronto, senza poi aver avuto nessuna ulteriore comunicazione da parte vostra.Abbiamo invece avuto segnalazione dai lavoratori e dalle lavoratrici che sarebbe vostra intenzione non procedere del rinnovo degli ammortizzatori e adottare soluzioni alternative. Segnatamente, ci risulta abbiate paventato direttamente ai lavoratori l’introduzione di un regime orario ridotto con l’assorbimento dei permessi retribuiti, soluzione peraltro non percorribile stante che il contratto nazionale Confcommercio FIPE non prevede tale modello di orario di lavoro.

      Vi diffidiamo pertanto dal procedere a qualsiasi azione unilaterale e vi chiediamo di riattivare al più presto il confronto sindacale.

      In attesa di riscontro inviamo distinti saluti.

      p. la Filcams Cgil Nazionale
      Luca De Zolt

      Roma, 16 novembre 2017

      Testo Unitario

      Le delegate e i delegati di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs e i lavoratori in sciopero della Campania hanno tenuto il 14 novembre u.s. nei pressi della sede di Lega Coop nazionale un presidio per denunciare la situazione occupazionale di Unicoop Tirreno e preoccupazione sulle prospettive dell’impresa.
      La Presidenza dell’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumo (ANCC) ha ricevuto una delegazione delle predette OO.SS..
      Nel corso dell’incontro è stato reso noto all’Associazione le motivazioni che sono alla base delle mobilitazioni proclamate e che culmineranno nello sciopero generale di tutti i dipendenti di Unicoop Tirreno il prossimo 13 dicembre.
      In particolare, abbiamo stigmatizzato la circostanza che, nonostante la ratio politica – condivisa dalle parti – nell’accordo quadro del 9 maggio scorso sia stata la difesa della continuità occupazionale, Unicoop Tirreno, che ha già chiuso il negozio di Terracina (LT) e si appresta a cessare la propria attività presso i due negozi campani di Napoli – via Arenaccia e Santa Maria Capua Vetere (CE), non abbia preso alcun impegno per il futuro occupazionale dei propri dipendenti facenti capo ai negozi precitati; analogamente, abbiamo criticato la scriteriata politica di esternalizzazione, che per ora ha riguardato tre reparti di pescheria e la logistica, realizzata dalla direzione aziendale senza il benché minimo confronto con le OO.SS. e su cui temiamo che sia l’inizio di un processo che la stessa cooperativa nell’ultimo incontro del 2 Novembre non ha negato.
      Rispetto al ricorso agli ammortizzatori sociali per il personale di Vignale, nonostante le reiterate ed inascoltate richieste delle Federazioni sindacali territoriali, la direzione di Unicoop Tirreno, anche se l’intesa sulla CIGS sottoscritta lo scorso mese di luglio rinviasse al confronto sindacale in sede per tutto quanto non espressamente pattuito nella stessa, si è malamente sottratta ad un negoziato di merito sui criteri applicativi della cassa. Inoltre il mancato confronto sul modello organizzativo della sede preoccupa per il futuro occupazionale in quanto la cassa integrazione concessa è di soli 12 mesi.
      Più in generale, abbiamo espresso una seria preoccupazione in ordine alla prospettiva di Unicoop Tirreno; infatti, il sistematico bypassare il confronto con le OO.SS. da parte del gruppo dirigente della cooperativa, inevitabilmente, condurrà all’innalzamento del livello di conflittualità, la scia di sofferenza sociale che, per effetto dei programmi di chiusura dei negozi, si creerà, nonché i deludenti risultati della gestione caratteristica che per stessa ammissione della direzione aziendale potrebbero non essere coerenti agli obiettivi, prefigurano un mix di potenziali fattori critici che potrebbero ulteriormente complicare una situazione commerciale già di per sé critica.
      Per parte sua Ancc, purtroppo, si è limitata ad ascoltare ed a prendere atto di quanto riferito, le OO.SS. hanno dichiarato che si aspettano un intervento dell’associazione sulla propria associata pe rimportarla ad un approccio costruttivo volto alla salvaguardia occupazionale e al rispetto dell’accordo sottoscritto.
      La mobilitazione dei lavoratori di Unicoop Tirreno prosegue, in quanto è necessario, da un lato, richiamare la direzione alle sue responsabilità nei confronti dei dipendenti e, dall’altro, contestare le scelte unilaterali da questa compiute (in tema di chiusure ed esternalizzazioni e anche rispetto all’utilizzo degli ammortizzatori sociali) perlopiù volte a mortificare il lavoro.

      p. La Filcams CGIL Nazionale
      Alessio Di Labio

      Roma, 15-11-2017

      TESTO UNITARIO

      martedì 14 novembre 2017, presso Confcommercio Milano si è tenuto un incontro tra le OO. SS., le RSA aziendali e Cerved Group. Nel corso dell’incontro il Gruppo ha comunicato di aver iniziato la sperimentazione di modalità di lavoro smart working sottoscrivendo circa 230 accordi individuali, prevalentemente in area tecnica. Tale sperimentazione dovrebbe concludersi entro il mese di marzo 2018. Le OO. SS. ne hanno preso atto, sottolineando come questa sia una iniziativa unilaterale e dichiarando di ritenere necessaria la definizione di un accordo quadro tra le parti. Questa necessità è confermata dalle problematicità che già oggi emergono nella definizione e per il calcolo di alcuni istituti contrattuali e normativi, problematicità che derivano dalla modalità inedita della nuova modalità di prestazione lavorativa. Cerved group si è dichiarato disponibile.

      Al termine della riunione è stato fissato un successivo incontro per il giorno 13 dicembre alle ore 11.00, in modalità di videoconferenza. Tale incontro sarà preceduto, sempre nella stessa data del 13 dicembre, ma alle ore 9.00 da una riunione di coordinamento delle OO.SS. e delle RSA aziendali anch’essa in modalità di videoconferenza.

      A margine della riunione il Gruppo ha comunicato la prossima chiusura della sede di Pandino (CR) e il trasferimento di tutto il personale in forze nella sede di San Donato e l’apertura di un confronto su Treviso e Sassari su questioni relative all’azienda. La questione di Pandino sarà affrontata con le OO.SS. territoriali cremonesi, mentre l’altra tematica sarà oggetto di confronto specifico aziendale d’intesa tra le OO. SS. nazionali e le OO. SS. territoriali di Sassari e Treviso.

      Roma, 14 novembre 2017


      Con la presente siamo a trasmetterVi il Verbale di Incontro (in all.), con le Società interessate dando piena applicazione alle normative previste della fusione per incorporazione come da oggetto.

      La procedura, nel rispetto dell’Art. 2112, sarà efficace per i 74 dipendenti interessati, di cui n. 40 amministrativi presso la sede di Roma e n. 34 Portieri di stabile presso il Policlinico di Milano,
      prevedibilmente entro il 31/12/17, senza specifiche misure e/o ricadute contrattuali, economiche e sedi lavorative.

      Ai fini del perfezionamento di armonizzazione, viste le pregresse provenienze contrattuali dei dipendenti, attendiamo calendarizzare incontri specifici di cui daremo celere riscontro

      p. la Filcams Cgil Nazionale
      Sergio Aliprandi