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Roma, 9 agosto 2018

A seguito degli orientamenti assunti nel coordinamento nazionale Autogrill del 16 luglio scorso, la Filcams ha impostato una campagna social rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori della ristorazione in merito alle problematiche relative al lavoro festivo.

Come è noto, una sentenza di primo grado del tribunale di Milano, il 3 luglio scorso, ha stabilito che il lavoro festivo è volontario; il ricorso era stato promosso dalla Filcams meneghina contro Autogrill a difesa di due nostre RSA, sanzionate dall’impresa per non aver voluto prendere servizio il giorno di Ferragosto.

Come Filcams abbiamo chiesto già un incontro all’azienda che, seppur intenzionata ad appellarsi, si è resa disponibile al confronto.

Il tema del lavoro festivo nel turismo è ovviamente molto delicato e a forte rischio di strumentalizzazione da parte di chi, semplificando, sostiene che stabilire un principio di volontarietà della prestazione equivale a mettere a rischio l’apertura di bar e ristoranti nelle giornate di festa.

La nostra campagna #facciamocifesta ha proprio come primo obbiettivo quello di veicolare un messaggio giusto: non si sta mettendo in discussione le aperture dei pubblici esercizi in queste particolari giornate, bensì le condizioni di chi, in queste particolari giornate, è chiamato a lavorare.

Equa rotazione dei turni, criterio prioritario della volontarietà, nuove forme di incentivazione economica, sono i punti su cui vogliamo aprire una nuova fase negoziale a tutti i livelli, per garantire maggiori possibilità di conciliazione è più diritti agli addetti interessati.

Vi invitiamo a dare massima visibilità alla nostra campagna diffondendola nei luoghi di lavoro e a mezzo social media.

p. La Filcams Cgil Nazionale
Cristian Sesena

campagna #facciamocifesta

Roma, 9 agosto 2018

TESTO UNITARIO

il 6 u. s. si è svolto il programmato incontro con le società in oggetto per esperire l’esame congiunto richiamato dalla procedura di affitto di ramo d’azienda attivata.

Nell’ambito dell’incontro è stato rappresentato a Kuadra in liquidazione che alle OO. SS. non è stata data alcuna informativa circa la retrocessione del precedente fitto di ramo d’azienda intervenuto con Esperia, determinando diversi problemi rispetto alle procedure attivate successivamente e oggetto della riunione.

Il delegato del Liquidatore ha confermato che è mancato il raccordo sulle comunicazioni e per fornire tutte le dovute informazioni circa l’operazione avviata da Kuadra ha fornito copia dell’atto notarile con cui si è proceduto alla retrocessione dell’affitto di ramo d’azienda rispetto ad Esperia e le determinazioni di procedere all’affitto di ramo d’azienda con le due nuove società.

Approfonditi i diversi aspetti circa le operazione societarie intervenute si è dato atto dei motivi che hanno determinato l’affitto di ramo d’azienda e le ricadute sulla continuità occupazionale concordando sul passaggio dei lavoratori ai sensi dell’art. 2112 c. c. alle medesime condizioni normative, contrattuali e retributive attualmente in essere.

Nello specifico, nel fitto di ramo tra Kuadra in liquidazione e C&M Consulting & Management, si è proceduto a risolvere alcuni problemi che si sono determinati nel precedente passaggio del personale ad Esperia.

Relativamente a C&M Consulting & Management le OO. SS. hanno espresso qualche preoccupazione, essendo una società di recente costituzione e con un capitale sociale molto ridotto, circa l’acquisizione da parte delle stessa di un numero così importante di lavoratori e di un appalto particolarmente complesso come quello delle Scuole Stato.

Kuadra e la nuova società hanno fornito rassicurazioni rispetto alle questioni sollevate confermando che a breve vi sarà un aumento del capitale sociale e che C&M Consulting & Management riuscirà a far fronte all’impegno assunto anche grazie a linee di credito certe acquisite da banche di primaria importanza a livello nazionale, nonché al fatto che il trasferimento dei lavoratori vede coinvolti anche una parte del personale amministrativo che già operava in Esperia specificatamente sull’appalto scuole.

La società ha dichiarato che potrebbe avere un’unica difficoltà a mantenere il pagamento della retribuzione al 10 del mese, come oggi avviene con Esperia, per effetto dei giorni necessari agli adempimenti legati alle linee di credito attivate e chiedendo alle OO. SS. di poter prevedere l’erogazione delle retribuzioni il 15 del mese successivo.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti hanno dichiarato che la richiesta aziendale non poteva essere accolta al momento e che pur comprendendo le ragioni esposte è stato rappresentato che tale condizione creerebbe ulteriori preoccupazioni ai lavoratori a fronte del passaggio a nuova società a distanza di nemmeno un anno da quello precedente.

Eventuali specifiche situazioni potranno essere affrontate e risolte in appositi incontri da tenersi a livello territoriale.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

Roma 06/08/2018

In data 27 luglio 2018, presso la sede Unindustria di Roma e Lazio, si è svolto l’incontro tra le OO.SS. del comparto Terziario e la società in oggetto, per il proseguio nell’ambito della fase sindacale della procedura che prevede l’interruzione del rapporto di lavoro per 20 lavoratori dislocati presso le sedi di Napoli, Torino, Roma e Sansepolcro.
Al termine della riunione, esaminate tutte le possibili misure di tutela e/o accompagnamento sociale, ci si è dato atto dell’impossibilità di poter raggiungere accordi con il conseguente esaurimento della fase procedurale a livello sindacale come previsto dalla normativa.
L’esame congiunto proseguirà come già comunicato stamattina, in data 29.08.18, alle ore 11,00 presso il Ministero del Lavoro in Roma.

P.Filcams CGIL Nazionale
Sergio Aliprandi

Link Correlati
     Alpha Centre, Mancato Accordo mobilità 27/07/2018

Roma 06/08/2018

Il 1° agosto u.s. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno incontrato l’azienda Alfi srl in vista della richiesta unitaria per il confronto annuale in base al Ccnl Terziario Distribuzione e Servizi (Confcommercio).
L’incontro si è svolto presso la sede dell’associazione datoriale Ascom ad Alessandria con la presenza di Raffaella Scarsi e Guido Musso in rappresentanza dell’azienda e Alice Pedrazzi in rappresentanza di Confcommercio.
L’incontro si è aperto con le nostre domande in merito al perimento aziendale e al numero degli addetti, comprensivo delle uscite e delle nuove assunzioni.
L’azienda, oltre a quanto detto nell’incontro del 23/05/2018, ha aggiunto ulteriori informazioni:

L’azienda, con la volontà di eliminare le perdite di fatturato ha messo in campo un piano di sviluppo commerciale per migliorare gli acquisti e la gestione dei magazzini.
Le OO.SS. preoccupate delle modalità unilaterali dell’azienda, hanno chiesto se vi fossero previsioni di nuove chiusure di negozi e informazioni sul futuro dei reparti di macelleria e delle pescherie in vista dello sviluppo commerciale che ci hanno esposto.
Le organizzazioni sindacali, inoltre, hanno di nuovo chiesto di essere coinvolte nell’affrontare specifiche tematiche.
L’azienda, invece, ha minacciato di eliminare quelli territoriali in modo molto superficiale e per il resto ha dichiarato che a parte i cambiamenti per un nuovo modo di fruizione dei negozi da parte dei clienti (più spazio nei reparti al Take away) a seguito dello studio commerciale in atto, per il 2018 si parlerà solo di sviluppo e di nessuna chiusura né di negozi né di reparti.
A seguito della riunione le OO.SS. insieme ai territoriali presenti e alle RSA hanno condiviso di attivare un coordinamento unitario per il giorno 1°ottobre p.v. ore 10.00 c/o la Sala De Carlini della CdL di Milano Corso di Porta Vittoria 43, per strutturare il confronto sindacale sia territoriale che nazionale.

P.Filcams CGIl Nazionale
Vanessa Caccerini

Roma, 3 agosto 2018

TESTO UNITARIO

si è svolto il 2 u. s. il Tavolo di Monitoraggio presso il Miur, per gli aggiornamenti sull’andamento degli appalti di servizi di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro.

Anticipatamente alla convocazione il Ministero dell’Istruzione ha inviato a tutte le parti, i dati relativi alla disposizione dei pagamenti per gli interventi “Scuole Belle” per la tranche di finanziamento prima rata 2018 in base a quanto caricato dalle scuole fino al 18.07.2018, i cui si allega copia.

Nell’incontro il Miur ha confermato che procederanno mensilmente a predisporre le disposizioni di pagamento.

Allo stato attuale, di € 128 Mln di lavori ordinati, € 104 Mln sono già stati posti in pagamento di cui € 58 Mln effettivamente erogati dalle scuole a saldo fatture e i restanti € 46 Mln sono in parte già in possesso delle scuole per l’effettiva liquidazione e in parte in fase di autorizzazione da parte degli organi competenti.

Nel proseguo della riunione il Miur ha fornito i dati relativi alle richieste che continuano a pervenire dalle scuole sulla seconda rata 2018, che vedono mediamente un buon andamento rispetto agli importi del riparto per provincia, anche se permangono alcune difficoltà nei territori più piccoli o storicamente non propensi all’attivazione dei lavori aggiuntivi.

Inoltre è stato confermato che già entro la settimana corrente il Ministro firmerà il nuovo decreto di riparto delle risorse della seconda rata 2018, in modo che già da fine agosto, presumibilmente, potranno essere attivate tutte le operazioni per la sottoscrizione dei contratti aggiuntivi.

Nell’ambito dell’incontro le OO. SS. hanno rappresentato al Ministero che in diversi territori o in parte di essi vi sono difficoltà a svolgere attività lavorative per il mesi di agosto per il completamento dei lavori relativi alla prima rata 2018 ed è stato chiesto di avere un quadro preciso e puntuale delle scuole che hanno già terminato le attività, per poter valutare quali tipi di intervento mettere in campo laddove non fosse possibile impegnare i lavoratori sul decoro.

E’ stato altresì informato il Miur che sul lotto 6 la Meridionale Servizi e L’Ancora hanno avviato le procedure di licenziamento collettivo, non solo per le difficoltà sopra illustrate, ma anche per la mancata soluzione alle problematiche derivanti dal cambio di appalto intervenuto da settembre 2017 sul lotto 7.

In merito a quest’ultimo aspetto è da rilevare che il Consorzio CSI non era presente alla riunione, per disguidi sulla convocazione, pertanto si è definito che verrà convocato un incontro specifico la prossima settimana per poter risolvere compiutamente la situazione, fermo restando che le OO. SS. hanno chiesto l’immediato ritiro delle procedure avviate in quanto i lavoratori del lotto 6 non hanno alcuna attinenza con la vera tematica oggetto del problema.

Il Miur, in riferimento ai dati richiesti, ha confermato che alla data dell’incontro risultavano completate le attività aggiuntive per circa il 70% delle risorse imputate alle scuole e che vi sono molte attività in corso di svolgimento, impegnandosi di fornire i dati richiesti entro la settimana corrente così da poter avere riferimenti certi.

Da una veloce disamina i lotti in maggiore difficoltà sono quelli dell’Ati CNS-Esperia, anche in funzione delle minori risorse appostate per effetto del ricalcolo dei prezzi di riferimento a seguito della revoca.

In funzione del quadro che fornirà il Miur rispetto allo stato avanzamenti lavori e le difficoltà che potranno evidenziarsi, con i Consorzi e le imprese capofila interessate si valuterà quali strumenti adottare, non escludendo il ricorso ai FIS, per evitare un appesantimento della banca delle ore in negativo.

Le Organizzazioni Sindacali prima del termine dell’incontro hanno chiesto ai rappresentanti del Miur di avere notizie circa la richiesta di incontro, inviata in data 16.07.018, alla parte politica dello stesso Ministero e del Ministero del Lavoro per riattivare il confronto, previsto dagli accordi e dalle normative in materia, sottolineando che in assenza di risposta verranno attivate le conseguenti iniziative.

I dirigenti presenti hanno confermato l’impegno di riportare quanto dichiarato dalle OO. SS. e poter dare riscontri in merito.

Fermo restando che si daranno tempestivi aggiornamenti sui dati richiesti e l’eventuale percorso da attivare per i lotti dove son terminati i lavori, nonché sulla calendarizzazione dell’incontro per il lotto 7, nei prossimi giorni le strutture nazionali formalizzeranno nuovamente la richiesta di attivazione del tavolo politico.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

Roma 03.08.2018

Il 30 e 31 u. s. si è svolta la trattativa per la definizione del Contratto Integrativo Interaziendale giungendo alla definizione dell’ipotesi di accordo.

Dopo gli incontri tenutisi a giugno e ai primi di luglio, dove ricordiamo era già stata sottoscritta la prima parte dell’articolato contrattuale sui temi decorrenza e durata, Classificazione e Part Time, nelle due ultime giornate di confronto si è proceduto agli approfondimenti sulle tematiche non ancora definite e ad integrare alcuni aspetti della premessa, della stessa classificazione migliorando ulteriormente i profili professionali.

In merito alla premessa è stato espressamente previsto l’invio di una lettera congiunta tra le OO. SS. e le imprese per la trasmissione del testo dell’accordo raggiunto al Ministero della Giustizia e al Ministero del Lavoro, al fine di per avere pieno riconoscimento dei trattamenti contrattuali definiti e utili per la determinazione del costo del lavoro per le future gare di appalto, soprattutto per eliminare il ricorso a gare che pagano sulla base dei caratteri trascritti, definendo di fatto un lavoro a cottimo.
Mentre nell’articolato relativo alla classificazione sono state completate le definizioni dei profili professionali del capoarea A) inquadrato al IV livello e capoarea B) inquadrato al V livello.

Sul part time è stata accolta in via definitiva la proposta indicata dalle OO. SS. di rideterminare i contratti su base mensilizzata – ex part time ciclico – regolando gli orari con l’applicazione delle clausole flessibili, così da evitare che il mancato completamento dell’orario settimanale dia luogo alla compensazione con ROL o ferie o ad ore non retribuite come accaduto nei mesi scorsi.

Rispetto agli articoli ancora in discussione sono stati raggiunti i seguenti contenuti:

Fermo restando i contenuti di merito dell’ipotesi di Contratto Integrativo definito, lo stesso afferma finalmente una vera e propria regolamentazione di un settore finora poco conosciuto nonostante le importanti e delicate attività di verbalizzazione degli atti dibattimentali dei processi penali, a cui contribuiscono con il proprio lavoro, impegno e responsabilità circa 1500 operatori che finora non hanno mai avuto la possibilità di avere riconosciuto pienamente la propria professionalità.

Fondamentale è stato il ruolo svolto dalle Rappresentanti Sindacali Aziendali in tutto il corso del confronto avendo apportato il loro profondo dato di conoscenza dei servizi di fonia, trascrizione e stenotipia, nonché del funzionamento della macchina dei tribunali e dell’organizzazione necessaria a rispondere alle esigenze degli stessi.
L’ipotesi di accordo raggiunto dovrà essere sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso le assemblee sindacali da tenersi entro il 20 settembre 2018 e si allega alla presente il verbale di consultazione da trasmettere entro tale data alla struttura nazionale.

P.Filcams CGIL Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 2 agosto 2018

TESTO UNITARIO

Si è svolto il 1° agosto ’18, l’incontro convocato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per l’esame congiunto dell’istanza presentata dalla Società in oggetto ai sensi del D.Lgs. n.
148/2015. La stessa gestisce in appalto i servizi di ristorazione presso le mense degli stabilimenti Telecom Italia Spa indicati nell’elenco allegato alla presente; l’organico è attualmente pari a 165 lavoratori; il contratto di appalto scadrà il 31 agosto 2020.

Nell’istanza per il riconoscimento della CIGS, viene evidenziato che la Committente, Telecom Italia Spa, ha in corso un contratto di solidarietà difensivo, sottoscritto dalle Parti in sede ministeriale, con decorrenza dal 19 giugno 2018 fino al 18 giugno 2019 e che lo stesso comporta la riduzione verticale del servizio per intere giornate lavorative.

Tale circostanza rende impraticabile dal punto di vista organizzativo l’utilizzo del contratto di solidarietà rendendo invece possibile, in applicazione dell’art. 23, comma 1, legge 23 aprile 1981, n. 155, il
ricorso allo strumento della CIGS per tutto il personale addetto in modo continuativo al servizio di ristorazione nelle unità locali indicate nel su citato elenco (fino al numero massimo di 165 unità).
Il trattamento CIGS sarà richiesto per il periodo coincidente con l’applicazione del contratto di solidarietà della Committente; avrà quindi decorrenza retroattivamente a partire dal 19 giugno 2018 e fino al 18 giugno 2019; ai lavoratori sarà applicata la riduzione oraria o la sospensione fino al massimo delle zero ore; si è convenuto inoltre sul ricorso alla rotazione tra i lavoratori interessati in base al principio della fungibilità professionale. L’azienda anticiperà il pagamento della CIGS alle normali scadenze di paga.

p. La Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 02-08-2018

Testo Unitario

vi inviamo copia del verbale di Accordo Quadro sottoscritto da Filcams Cgil Naz – Fisascat Cisl Naz – Uiltucs Uil Naz e SERIST S.r.l, per definire le modalità di installazione e utilizzo delle apparecchiature di videosorveglianza presso i Centri di cottura e presso i Registratori di Cassa dei self service installati nelle unità locali delle Regioni Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Veneto e, in previsione, al buon esito delle gare d’appalto, anche in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna,
Valle D’Aosta e Toscana. L’installazione diffusa degli impianti di videosorveglianza si rende sempre più necessaria a garanzia della tutela del patrimonio aziendale, degli incassi e della sicurezza del personale che opera presso le numerose strutture operative. L’accordo Quadro recepisce quanto prescritto dalla legge n. 300/70 e successive modifiche e integrazioni, dalle Direttive CEI, dai regolamenti e circolari applicative, nonché dai provvedimenti emanati dal Garante della Privacy, tutti richiamati nel testo dell’accordo sottoscritto. Le finalità dell’uso di questi strumenti restano circoscritte alle prescrizioni di legge e non possono avere finalità di controllo dei lavoratori occupati.
Al fine di definire le specificità delle singole realtà territoriali, per la garanzia dell’uniformità dell’applicazione normativa, sono allegati all’accordo quadro, rispettivamente:

il testo dell’Accordo Sindacale (All. 4) che deve essere sottoscritto dalle Parti al livello Territoriale;
Il modello per l’informativa al dipendente e il relativo consenso (All. 5);
La cartellonistica (All.6);
Elenco dei siti (All. 1).

Compito delle strutture territoriali è la verifica dei singoli progetti e delle relazioni di accompagnamento che saranno predisposte dall’azienda e che saranno oggetto di specifici incontri tra le Parti concordati a livello locale. Per quanto sopra e per la sua corretta applicazione, vi invitiamo alla lettura puntuale dell’intesa sottoscritta che alleghiamo alla presente.

p.la Filcams Cgil Naz
Giovanni Dalò

Link Correlati
     Serist, Accordo Quadro videosorveglianza 23/07/2018

Roma, 31 luglio 2018

I giorni 24 e 30 luglio u.s si è svolto l’incontro con Coop Alleanza 3.0, si è svolto il confronto e si è raggiunto l’accordo sul tema del franchising con particolare riferimento all’imminente investimento in Puglia e Basilicata e sulla gestione dei 14 punti vendita che saranno dismessi entro il 2018.
FRANCHISING
Da quanto rilevato, la trattativa per il contratto di Master Franchising con un imprenditore locale in Puglia e Basilicata è ad uno stato avanzato ed è presumibile che verrà chiuso a breve.
L’accordo di Master Franchising dovrebbe essere decennale e prevedrebbe sia il Franchising diretto che l’affiliazione da parte del Franchisee. Anche se è ormai noto a tutti, l’impresa non ha ufficializzato il nome della società interessata, al contempo in trasparenza ci ha presentato quale sarebbe la presenza nelle varie province dei 104 punti vendita in Franchising, di cui 44 diretti e 60 affiliati, come di seguito riportato:

Provincia Diretti Affiliati
Foggia 7 14
BAT 7 2
Bari 19 14
Taranto 8 1
Brindisi 2 2
Lecce 1 24
Matera - 3

Secondo la cooperativa il mercato della Puglia e Basilicata è molto frammentato ma si è avviato un percorso di polarizzazione, ad oggi Coop Alleanza 3.0 è presente solo con la rete Ipermercati e con un supermercato, si ritiene pertanto che l’operazione del Master Franchising dovrebbe portare benefici sui seguenti aspetti:

Secondo la cooperativa il Franchisee sarebbe vincolato a rispettare:

Per quanta riguarda le sovrapposizioni presenti nelle varie province la cooperativa dichiara che esperienze passate di vicinanza con l’acquisizione di punti vendita preesistenti dimostrano il reciproco rafforzamento delle vendite, dichiara che comunque non sarà possibile utilizzare la tessera socio nella rete franchisee, in cui ci sarà una carta fedeltà apposita.
La Filcams CGIL, coerentemente con il mandato del coordinamento nazionale del 16 luglio 2018 ha manifestato la propria contrarietà agli investimenti fatti nel Franchising dalla cooperativa. Sulla base delle molte esperienze fatte in altre imprese si rilevano molte criticità sul riconoscimento della rappresentanza sindacale e sulla frammentazione della stessa con evidenti ripercussioni sull’applicazione e il rispetto della contrattazione nazionale.
Come dichiarato alla cooperativa, nel caso di cessione di rete diretta in franchising la Filcams si opporrebbe con ogni mezzo come già è avvenuto in altre imprese del sistema cooperativo.
Nel caso della Puglia e della Basilicata è necessario considerare che i consuntivi 2015 e 2016 sono sostanzialmente in linea con il budget mentre per il 2017 ha perso oltre 21 milioni di euro, 8 milioni di ulteriori perdite rispetto agli anni precedenti e il trend gennaio-giugno 2018 non evidenzia margini di miglioramento. La Filcams, nel ribadire la forte preoccupazione già espressa in occasione del bilancio consuntivo sul drastico peggioramento delle vendite riconducibile ad errori importanti nelle politiche commerciali, ha richiamato l’intervento di Paolo Cattabiani all’incontro del 5 maggio 2018, che ha garantito per il futuro una tenuta maniacale dei punti vendita, ma questo appare in netta contrapposizione con il taglio delle ore lavorate e la conseguente assenza della merce a scaffale. I lavoratori, i soci e i clienti che frequentano i supermercati e gli ipermercati Coop da tempo lamentano che la mancanza di prodotti in promo e nel continuato, sta allontanando i clienti.
Il timore che l’arrivo dei 104 punti vendita in franchising possa ulteriormente mettere in difficoltà le vendite degli Ipercoop della Puglia e della Basilicata non può quindi risolversi con la semplice dichiarazione dell’impresa che non ci sono rischi. La Filcams ha quindi richiamato l’accordo di salvaguardia occupazionale sottoscritto nel 2015, richiedendo alla cooperativa un impegno formale alla garanzia dei livelli occupazionali anche per il piano industriale in corso, diversamente l’accordo non avrebbe più efficacia.
La Filcams ha richiesto alla delegazione aziendale un impegno concreto a far applicare e rispettare al franchisee i Contratti Nazionali firmati dalle OO.SS. Confederali sia nei negozi in rete diretta che in quelli affiliati allo scopo di tutelare l’occupazione ed evitare dumping al ribasso del Costo del Lavoro, ricordando che nei mesi precedenti in due diverse occasioni l’imprenditore in trattativa per il Master Franchising è stato due volte condannato per condotta antisindacale.
Coop Alleanza 3.0 dichiara che se non saranno rispettati i vincoli contenuti nel contratto di affiliazione dal partner commerciale, è prevista la rescissione del contratto stesso. La dirigenza della cooperativa dichiara inoltre che l’operazione franchising non è l’anticamera della cessione dei punti vendita Coop, è anzi un sistema per rimanere sul territorio e consolidare i valori cooperativi.
Dalle strutture territoriali della Puglia arriva inoltre la segnalazione che i lavoratori dei 104 punti vendita fin qui menzionati, avendo contemporaneamente appreso dell’eventualità di lavorare sotto il marchio Coop, hanno maturato aspettative importanti per il miglioramento delle proprie condizioni di lavoro, e in tal senso hanno avanzato richieste attraverso le rappresentanze che la Filcams ha in questi punti vendita.

Sulla base di questa discussione è stato trovato un accordo sui seguenti punti:

PUNTI VENDITA IN DISMISSIONE
Considerate le criticità del bilancio consuntivo in particolare nella gestione caratteristica, il piano industriale presentato dall’impresa cooperativa prevede tra le leve d’intervento la possibile dismissione di 24 punti vendita di cui 14 entro la fine del 2018. All’inizio del confronto erano stati dichiarati 30 punti vendita critici ma su alcuni si è deciso di mantenerli aperti e di intervenire solo per renderli sostenibili.
La Filcams CGIL ha richiesto di conoscere quali siano i punti vendita che verranno dismessi ma la cooperativa ha dichiarato che non essendo ancora stati decise le date e dovendo gestire la comunicazione con i soci non è in condizione di fornirci l’informazione dettagliata.
La Filcams CGIL già dal confronto che ha riguardato il progetto rete ha contestato alla cooperativa di agire unilateralmente nei confronti dei lavoratori e per questo ha chiesto di trovare un accordo quadro per la gestione delle dismissioni che consenta di avviare un confronto a livello territoriale su tutti gli aspetti che conseguono alla dismissione.
L’accordo sottoscritto prevede innanzitutto che le dismissioni non avranno nessun impatto sull’occupazione. Verrà pertanto convocato un tavolo territoriale con almeno 60 giorni di anticipo rispetto la data di chiusura del punto vendita e a quel livello si individueranno le migliori condizioni di ricollocazione dei lavoratori.

In merito all’eventualità di cessione dei punti vendita la cooperativa ha garantito di ricollocare comunque i lavoratori nella propria rete vendita ad eccezione di cessioni fatte verso imprese della distribuzione cooperativa. Questa impostazione non poteva essere condivisa e formalizzata dalle organizzazioni sindacali e la discussione è demandata di volta in volta ai confronti territoriali sapendo che l’accordo prevede che comunque è previlegiato lo strumento della ricollocazione in caso di cessione.
Il confronto territoriale dovrà da ultimo verificare che le richieste di flessibilità della cooperativa, volte a creare maggiori spazi di ricollocazione, siano realmente necessarie.

I due accordi sottoscritti assumono un importante passo in avanti verso la necessità più volte dichiarata di governare le varie fasi del complesso piano industriale della cooperativa e di evitare che la stessa agisca unilateralmente. Anche il demando territoriale rappresenta un importante precedente per riconquistare un ruolo del livello locale che l’eccessivo spostamento delle relazioni sindacali a livello nazionale ha impoverito. L’obiettivo principale conquistato è evidentemente quello della salvaguardia occupazionale nonostante le criticità che il consuntivo ha palesato.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio

Roma, 30 luglio 2018


Nell’incontro tenutosi in data 25 luglio u.s. presso il Ministero del Lavoro per la procedura di mobilità aperta da Galimberti in concordato preventivo non ci sono stati avanzamenti particolari ed è oggi prevedibile che nel prossimo incontro che si terrà il giorno 31 Luglio 2018 alle ore 11,00 presso il Ministero del Lavoro in via Fornovo, 8 si arriverà ad un mancato accordo.

La nostra richiesta di ricercare la ricollocazione dei lavoratori in mobilità, considerata la presenza di stagisti e tempi determinati nella rete vendita ed il sopraggiungere di alcune dimissioni, è stata respinta. Stante la situazione diversa da provincia a provincia, in fase sindacale, avevamo proposto di demandare la ricerca di soluzioni a livello territoriale ma anche questa proposta non è stata accolta.

L’impresa infatti non ha voluto ricercare nessuna soluzione alternativa ai licenziamenti, offrendo esclusivamente circa 6000 euro lordi, rateizzati, che riconoscerebbe come incentivo al licenziamento sulla base di criteri che dovremmo condividere.

Se pur in alcuni territori non ci siano molte alternative di ricollocazione, nelle province dove l’impresa è maggiormente radicata si sovrappongono punti vendita in chiusura, punti vendita in continuazione di attività e punti vendita in cessione ed è assolutamente da escludere che la Filcams CGIL possa determinare chi viene licenziato e chi continuerà a lavorare.

In sede di esame congiunto, il commissario nominato dal Tribunale ha confermato la proposta sui 5 punti vendita da parte di Unieuro, ma l’avvio dell’asta per la cessione ed il conseguente passaggio non avverranno prima della chiusura della procedura di mobilità. Secondo l’impresa dovremmo comunque isolare i dipendenti dei punti vendita in cessione dalla procedura di mobilità se pur non ancora formalizzato il passaggio alle rappresentanze sindacali se non attraverso una procedura ai sensi della 428/90 che ha evidenti vizi di forma non essendo specificato l’acquirente.

Abbiamo proposto all’impresa di aprire una procedura su base volontaria e di gestire attraverso gli ammortizzatori sociali gli eventuali esuberi rimanenti, chiedendo in supporto un piano di sviluppo anche per capire quale siano le reali prospettive di tenuta occupazionale per la rete vendita che rimarrà. L’azienda ha respinto questa proposta e ha ribadito che l’unica strada sono i licenziamenti.

Considerata la complessa situazione per la Filcams CGIL non risultano esserci alternative al mancato accordo.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio