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Il documento di Cgil Cisl Uil sulla finanziaria
Una finanziaria da cambiare

Il Governo ha presentato la manovra finanziaria per il 2004 composta da tre diversi distinti documenti: la finanziaria; il decreto con le misure per la copertura della spesa; la controriforma delle pensioni. Tre provvedimenti, collegati tra loro da un unico vincolo economico-finanziario, inaccettabili perché penalizzano tutti e non servono all’economia del Paese.

Tutto senza la concertazione

Il Governo ha fatto, prima, saltare il confronto per la preparazione del Documento di Programmazione Economica Finanziaria. Poi ha proposto, ufficialmente, alle parti sociali undici tavoli in preparazione della legge finanziaria.

Alla Fine il Governo non ha convocato nessuno, non ha fatto partire alcun tavolo e nell’unico incontro ha presentato documenti già definiti e dai contenuti assolutamente inaccettabili.

Il Governo sembra aver scoperto solo ora l’emergenza economica per giustificare una manovra blindata da far digerire ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani: prendere o lasciare.

Tutto questo è inaccettabile nel merito e nel metodo perché introduce un sistema che vorrebbe escludere le parti sociali dalla possibilità di incidere nella politica economica del Paese, sostituendo al confronto il messaggio mediatico, presentando come dato oggettivo una verità di parte.

Il Sindacato rifiuta il gioco delle tre carte

Il Governo ha colpevolmente sottovalutato il ruolo insostituibile della politica dei redditi e della lotta all’inflazione, causando la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni e la caduta di competitività del sistema produttivo.

Chi paga sono tutti quelli che rappresentiamo, penalizzati sul piano economico per il pesante peggioramento del potere di acquisto dei salari e delle pensioni, a partire dalle famiglie monoreddito.

E’ falsa la drammatizzazione dei problemi del nostro sistema previdenziale; le scelte inaccettabili che si vogliono far pagare a lavoratrici e lavoratori nascono, invece, dalla necessità di coprire la incapacità del Governo stesso nel determinare una corretta politica di sviluppo e occupazione e di controllo della finanza pubblica, scaricando interamente sulle pensioni l’onere di ridurre il deficit pubblico.

La scarsa natalità e l’invecchiamento della popolazione , fenomeno dove il nostro Paese raggiunge livelli tra i più elevati al mondo, vanno affrontati con una generale politica di welfare, non con tagli alle pensioni.

Ripristinare la politica dei redditi

Il Paese ha bisogno di un’analisi rigorosa delle ragioni che nei vari settori hanno portato ad una crescita dei prezzi sopra la media e di indicare politiche a breve e a lungo termine contro l’inflazione strutturale.

La strada maestra è il protocollo del Luglio “93 che deve essere rilanciato per far fronte alle nuove sfide. Il Governo deve garantire, quindi, una previsione realistica dell’inflazione programmata e che tutti i soggetti economici e sociali si muovano coerentemente con le regole del protocollo; il tutto per favorire comportamenti virtuosi necessari a rilanciare la crescita e l’occupazione.

Una coerenza che chiediamo per primo al Governo e a tutte le istituzioni pubbliche nelle loro scelte di politica tariffaria.

Innovazione e ricerca

Il paese è dentro una crisi economica seria. Il rilancio degli investimenti è un fattore assolutamente decisivo e non può avvenire attraverso inefficaci e generiche politiche di favore alle imprese. Gli interventi devono essere selettivi.

L’obiettivo che dobbiamo realizzare è la crescita qualitativa del sistema produttivo attraverso infrastrutture materiali ed immateriali, investimenti consistenti nei settori strategici della ricerca, dell’innovazione di prodotto, nella scuola e nella formazione.

La finanziaria prevede alcuni interventi in questa direzione, ma le risorse sono troppo limitate e disperse in sostegni a pioggia e non selettivi. Occorre costruire un assetto basato sulla complementarietà e sul partenariato di un sistema misto pubblico/privato, in cui trovi spazio anche la ricerca a medio e lungo termine.

Il Mezzogiorno: solo un promemoria

La manovra 2004 è ben lontana dall’avviare una ripresa degli investimenti nel Mezzogiorno, tale da recuperare una parte dei divari territoriali nella dotazione infrastrutturale. La politica meridionale, vista l’attenzione che la finanziaria gli dedica, non è certo una scelta strategica nell’azione di governo e ha già provocato segnali preoccupanti di arresto della crescita dell’occupazione.

Il Sud deve rientrare tra le priorità nella politica economica del governo.

Autonomie locali tra tagli e servizi più cari

La Finanziaria ripropone misure fortemente penalizzanti per gli Enti locali: il taglio dei trasferimenti, il blocco delle addizionali Irpef ed il mancato adeguato delle risorse stanziate al tasso di inflazione programmato. Queste misure restrittive avranno inevitabili ripercussioni sui livelli della qualità e sul costo dei servizi erogati ai cittadini.

I condoni: un danno per gli onesti e per il fisco

La manovra finanziaria rivolge particolare attenzione solo al versante delle imprese ed al lavoro autonomo e professionale. Nulla viene proposto nei riguardi delle famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati che pagano anche per la mancata restituzione del drenaggio fiscale.

Il sindacato dice no ai condoni perchè immorali e penalizzanti per tutti i cittadini onesti; è, per di più, contrario al condono edilizio, perché, oltre ai guasti al governo del territorio ed alla tutela dell’ambiente, scarica oneri sulle amministrazioni locali che sono costrette a realizzare le necessarie opere di urbanizzazione. Una contrarietà ai condoni di ieri ed anche a quelli futuri come nel caso del concordato preventivo, incostituzionale oltre che lesivo del principio di progressività delle imposte.

Sono necessari, inoltre, una maggiore tutela delle famiglie monoreddito, in particolare per quelle con presenza di non autosufficienti; una misura per gli “incapienti”; la parificazione della quota esente tra pensionati e lavoratori dipendenti; il ripristino della maggiore detrazione per gli ultra settantacinquenni; la restituzione della maggiore imposizione sul TFR; l’aumento degli importi dell’assegno al nucleo familiare (a partire dal secondo figlio).

La Pubblica Amministrazione: il diritto al contratto

Grave e inaccettabile è il ritardo per i rinnovi contrattuali aggravato dalla insufficiente previsione di risorse per la contrattazione e la previdenza complementare. Gli stanziamenti sono del tutto insufficienti perché ancorati ad un tasso di inflazione programmata del tutto lontano dalla realtà. Nessuna copertura, inoltre, è prevista per il recupero dei differenziali rispetto all’inflazione effettiva del passato biennio e per la contrattazione integrativa.

La politica del welfare al collasso: qualificazione della spesa, no ai tagli

Il governo prosegue nello smantellamento delle prestazioni sociali; il fondo destinato alle politiche assistenziali si riduce in maniera consistente, mancano le risorse per la non autosufficienza e rimane bloccata la riforma degli ammortizzatori sociali.

Per di più, proprio nell’anno europeo dell’handicap, si introducono meccanismi punitivi di riduzione della spesa per le prestazioni economiche di invalidità.

Nel settore socio-sanitario il cronico sottofinanziamento ed i gravi ritardi nei trasferimenti alle regioni rappresentano il punto più evidente della drammaticità della situazione del welfare.

Sono del tutto insoddisfacenti gli interventi di sostegno alle famiglie e per la lotta alla povertà. Sia l’assegno per il secondo figlio che il reddito di ultima istanza danno luogo ad erogazioni di entità del tutto simbolica largamente insufficienti ad affrontare i problemi della povertà e della natalità, che richiedono interventi più complessi anche nell’offerta dei servizi e nell’organizzazione del lavoro.

Inoltre, l’assegno di natalità deve essere assegnato sulla base dei criteri di selettività rispetto al reddito e non in base alla cittadinanza.

Lavoratori esposti all’amianto: no alla cancellazione dei diritti

Rivendichiamo il ripristino delle norme di tutela e le risorse necessarie per la copertura delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori esposti all’amianto, per tutto il mondo del lavoro.

14 ottobre 2003

Roma, 30 ottobre 2000

A tutte le strutture

Cari/e compagni/e,

vi allego il documento elaborato da Ornella Cilona, sui principali provvedimenti della Legge Finanziaria a sostegno del sistema produttivo e delle aree depresse.

E’ un testo utile a costruire una corretta informazione anche al di fuori delle nostre strutture.

Fraternamente.

p. Il Dip. Coesione e Mezzogiorno
Il Coordinatore
(Mario Sai)

Finanziaria 2001: i provvedimenti sul lavoro, il sostegno al sistema produttivo e delle aree depresse

( a cura di Ornella Cilona, con la collaborazione di Carlo Komel)

1.Lavoro:

Il credito di imposta, la conferma della sperimentazione per il reddito minimo di inserimento, gli incentivi per l’autoimprenditorialità e il lavoro autonomo e, infine, i provvedimenti per combattere il lavoro sommerso sono i principali interventi stabiliti dalla Finanziaria 2001 nel campo delle politiche attive del lavoro.

Credito di imposta per nuove assunzioni :

Lo strumento del credito di imposta non è nuovo, perché era stato già introdotto dalle ultime Leggi Finanziarie come incentivo per le piccole e medie imprese localizzate nelle aree depresse che assumevano nuovi dipendenti. Si calcola che tra ottobre 1997 e aprile 2000, secondo stime governative, 114.889 persone hanno trovato un posto nelle piccole e medie imprese meridionali grazie al credito di imposta. L’83% dei nuovi assunti sono entrati con un contratto a tempo indeterminato. Per quanto riguarda la dimensione regionale, Sicilia e Campania sono i territori nei quali il credito d’imposta ha maggiormente creato nuova occupazione, totalizzando rispettivamente il 25,4% e il 23,5% sul totale delle nuove assunzioni. Se aggiungiamo la Puglia (19,4%), si può concludere che quasi il 70% della nuova occupazione è stata creata in queste tre regioni.

Il meccanismo per il credito di imposta previsto dalla Legge Finanziaria 2001 amplia la sua sfera di applicabilità. E’ infatti prevista la concessione di un credito d’imposta per tutti i datori di lavoro che incrementano la base occupazionale dei dipendenti assumendo, nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2000 il 31 dicembre 2003, nuovi lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che a tempo parziale (in quest’ultimo caso il credito di imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle stabilite dal contratto nazionale di lavoro). Il credito d’imposta si applica sull’intero territorio nazionale. Sono escluse dall’agevolazione tutte le amministrazioni pubbliche.

Sono quattro le condizioni per usufruire del credito di imposta:

a) i nuovi assunti devono avere un’età non inferiore a 18 anni;
b) i nuovi assunti non devono aver svolto attività di lavoro dipendente a tempo indeterminato da almeno due anni;
c) devono essere rispettati i contratti collettivi nazionali;
d) Le aziende devono essere a norma della l.626/94.

Le agevolazioni relative al credito di imposta sono cumulabili con altri benefici eventualmente concessi. Il credito di imposta è pari a 800mila lire mensili per ciascun dipendente e viene attribuito con riferimento a ciascun mese compreso nel periodo indicato. L’incremento della base occupazionale si ritiene conseguito ogni qualvolta il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato risulti superiore alla media dei lavoratori dipendenti con il medesimo contratto occupati nel periodo che va dal 1° ottobre 1999 al 30 settembre 2000. Detto incremento va considerato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

Per le piccole e medie imprese, con unità produttive situate in determinate aree del territorio nazionale, rimangono in vigore le disposizioni di cui all’articolo 4 della legge n. 448 del 1998 (Legge Finanziaria 1999) relativamente alle assunzioni intervenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1999 e il 31 dicembre 2000. Con riferimento ai piccoli e medi imprenditori che nel periodo compreso dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2003 effettuano nuove assunzioni di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato da destinare a unità produttive ubicate nelle zone confinanti nelle aree Obiettivo 1 dei fondi comunitari (cosiddette zone cuscinetto) e nelle aree di crisi – dove il tasso di disoccupazione è superiore del 20% alla media nazionale – spetta, in aggiunta, un ulteriore credito d’imposta pari a lire 400.000 per ciascun nuovo dipendente.

Reddito minimo di inserimento:

Viene prolungata fino al 2002 ed estesa alle aree dove risultano finanziati Patti territoriali al 30 giugno 2000 la sperimentazione dell’istituto del Reddito minimo di inserimento, rivolto a combattere la povertà e l’esclusione sociale. La sperimentazione che era cominciata nel 1998 (D.L. 18.6.90, n.237) ha finora coinvolto 39 comuni.

Incentivi per l’autoimprenditorialità e il lavoro autonomo:

Il provvedimento consiste nel finanziamento per il triennio 2001/2003 di iniziative di promozione (incentivi e innovazioni come il franchising), organizzazione e finalizzazione di attività imprenditoriali per interventi strutturali, che favoriscano l’occupazione nelle regioni interessate dai programmi comunitari e nelle aree economicamente svantaggiate del Paese.

Provvedimenti contro il lavoro sommerso:

I provvedimenti previsti dalla Finanziaria 2001 mirano a ridurre l’ampiezza del fenomeno del lavoro nero: secondo la Svimez, il 28,4% dei lavoratori meridionali non è in regola (questa percentuale sale al 76,5% se si considera il settore dell’edilizia in Calabria). L’esperienza degli ultimi anni dimostra infatti che quanto è stato finora fatto in questo campo non basta. L’esempio dei contratti di emersione è significativo. Nonostante l’impegno del sindacato, a dicembre 1999 risultano firmati nel Sud 199 accordi che hanno coinvolto 22.010 lavoratori (esclusi quelli agricoli), concentrati prevalentemente nel settore tessile e in alcune ristrette aree geografiche.

La Finanziaria 2001 prevede diversi tipi di interventi:

-Proroga della possibilità di stipulare contratti di riallineamento dal precedente termine del 31 dicembre 2000 a un anno a partire dal rilascio dell’autorizzazione da parte della Commissione europea;
-Revisione del sistema sanzionatorio in materia di contributi previdenziali;
-Rideterminazione delle risorse per la concessione di agevolazioni finalizzate al ricorso ai contratti di riallineamento e alla stabilizzazione dei relativi posti di lavoro;
-Rafforzamento degli organismi, a livello centrale (Comitato per l’emersione del lavoro irregolare) e locale (Commissioni regionali e provinciali), per migliorare le iniziative in favore dell’emersione;
-incremento nella misura di 1.000 unità dell’organico dell’ispettorato del Ministero del Lavoro.

2.Sostegno al sistema produttivo:

Per quanto riguarda il sostegno al sistema produttivo i principali provvedimenti previsti sono i seguenti:

Legge 46/82 sull’innovazione tecnologica:

Gli interventi del Fondo previsto dalla legge 46/82 sono estesi al finanziamento dei programmi di investimento per la nascita e il consolidamento delle imprese operanti in comparti di attività ad elevato impatto tecnologico.

Agevolazioni fiscali:

Possono riassumersi sostanzialmente in tre provvedimenti: credito d’imposta (75%) per i maggiori investimenti in ricerca e sviluppo; forfettizzazione fiscale per i primi 3 anni di vita delle nuove imprese; riduzione dei costi della DIT (dual income tax) per le piccole imprese che vogliono crescere

Pacchetto integrato agevolativo (PIA):

Incentivi integrati per il finanziamento di un nuovo progetto produttivo dalla fase di ricerca, fino alla realizzazione industriale dei risultati della ricerca (rappresenta l’unificazione in un unico procedimento delle agevolazioni di cui alla l. 46/82 e l. 488/92).

Riduzione dell’aliquota IRPEG:

L’aliquota Irpeg, applicabile sul reddito delle società di capitale e degli enti, commerciali e non commerciali, attualmente stabilita nella misura del 37 per cento, è ridotta al 36, per i redditi del periodo d’imposta 2001 e, a decorrere dal periodo di imposta 2003, al 35 per cento. E’ probabile che nel dibattito alla Camera vengano discusse ulteriori riduzioni dell’IRPEG per le aziende meridionali.

Tassazione del reddito d’impresa con aliquota proporzionale:

Per i periodi d’imposta successivi al 2000, viene prevista la possibilità per gli imprenditori individuali e le società di persone di optare per la tassazione del reddito d’impresa con l’applicazione dell’aliquota stabilita per i soggetti all’Irpeg. L’imprenditore, i collaboratori familiari e i soci di tali società verranno tassati, con le stesse modalità dei soci di una società di capitali, solo per gli utili prodotti dall’impresa e dalla società di persone che essi percepiscono. L’impresa individuale, così come la società di persone, viene configurata, in sostanza, come “soggetto” autonomo rispetto all’imprenditore (e ai soci) che, dunque, la partecipa come socio che partecipa ad una società di capitali.
Da tale impostazione deriva l’applicabilità delle regole fiscali – opportunamente adattate – che disciplinano sia la tassazione delle società di capitali sia i rapporti di partecipazione agli utili.

3. Aree depresse:

Per quanto riguarda le aree depresse, le risorse a disposizione ammontano a 20mila miliardi di lire per il triennio 2001-2003, dei quali 4mila miliardi di lire per il 2001, 8mila per il 2002 e 8mila per il 2003. Questi importi permettono il finanziamento di: legge 488/92; credito di imposta per i nuovi investimenti (art. 6); strumenti di programmazione negoziata, fra i quali anche le intese istituzionali e gli accordi di programma con le Regioni.

Il credito di imposta previsto dall’articolo 6 della Finanziaria prevede che le imprese che effettueranno investimenti nelle aree Obiettivo 1 e 2 a partire dalla data di approvazione della prossima legge finanziaria ed entro il 2006 usufruiranno di un credito d’imposta automatico pari al volume massimo di sovvenzione previsto dalle norme comunitarie ed utilizzabile in compensazione a fronte dei diversi obblighi fiscali. Il credito d’imposta si aggiungerà agli altri strumenti già operanti come la legge 488/92 e la programmazione negoziata. Saranno poi le imprese a scegliere se utilizzare, entro i limiti del regime massimo di aiuto fissato dall’Unione europea per i diversi territori, gli incentivi previsti dalla l. 488/92 o il credito di imposta. I due regimi sono dunque in alternativa e non cumulabili.
Dei 20mila miliardi di lire a disposizione complessivamente per le aree depresse nel triennio 2001-2003, 11mila serviranno a finanziare la legge 488/92 e il credito di imposta, mentre 9mila miliardi saranno utilizzati a favore degli strumenti di programmazione negoziata.

TAB. 1 – RIPARTIZIONE DELLE RISORSE PER LE AREE DEPRESSE NEL TRIENNIO 2001-2003 (IN MILIARDI DI LIRE)

2001 2002 2003
Finanziamento della l.488/92 e del credito di imposta (art.6) 2.000 4.000 5.000
Programmazione negoziata 2.000 4.000 3.000
TOTALE RISORSE PER AREE DEPRESSE 4.000 8.000 8.000

(Fonte: Camera dei Deputati)

Una parte dei finanziamenti previsti per l. 488/92 e credito di imposta è coperta dai fondi comunitari previsti nel Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006. Per quanto riguarda invece la programmazione negoziata, le somme potranno essere impegnate tramite delibere Cipe nel corso del 2001.

(ottobre 2000)

Roma 27 Ottobre 1999
 

 

Care/i compagne/i,

vi invio un indirizzo Internet sul quale troverete il testo sulla legge finanziaria – in particolare sul maxiemendamento presentato dal Governo nei giorni scorsi a seguito degli incontri con noi – che può essere utilizzato come materiale di informazione e propaganda. La particolare situazione, anche in riferimento alle iniziative della Cisl, richiede, appunto, il massimo di diffusione dei risultati dell’iniziativa sindacale unitaria.

L’indirizzo è: http://www.cgil.it/ufficiostampa/la_legge_finanziaria_2000.htm

Cordialmente

Achille Passoni 

DISEGNO DI LEGGE

TITOLO I

CAPO 1

DISPOSIZIONI DI CARATTERE FINANZIARIO

Art. 1

Risultati differenziali

1. Per l’anno 2000. il livello massimo, del saldo netto da finanziare resta determinato in termini di competenza in lire **** miliardi, al netto di lire **** miliardi per regolazioni debitorie nonché di lire *** miliardi per anticipazioni agli enti previdenziali. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il livello massimo del ricorso al mercato finanziario di cui all’articolo 11 della Legge 5 agosto 1978, n. 468, come modificato dall’articolo 2, commi 13, 14, 15, 16 e 17 della legge 25 giugno 1999, n. 208 – ivi compresa l’indebitamente all’estero per un importo complessivo non superiore a lire *** miliardi relativo ad interventi non considerati nel bilancio di previsione per il 2000 resta fissato, in termini di competenza in lire *** miliardi per l’anno giudiziario 2000.

2. Per gli anni 2001 e 2002 il livello massimo del saldo netto da finanziare del bilancio pluriennale a legislazione vigente, tenuto conto degli effetti della presente legge è determinato rispettivamente in lire *** miliardi ed in lire *** miliardi, al netto di lire *** miliardi per l’anno 2001 e lire *** miliardi per l’anno 2002, per le regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso al mercato è determinato, rispettivamente, in lire *** miliardi ed in lire **** miliardi. Per il bilancio programmatico degli anni 2001 e 2002, il livello massimo del saldo netto da finanziare è determinato, rispettivamente, in lire * * * miliardi ed in * * * miliardi ed il livello massimo del ricorso al mercato è determinato, rispettivamente, in lire *** miliardi ed in lire *** miliardi.

3. Per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002, l’eventuale maggiore gettito rispetto alle previsioni derivanti dalle disposizioni legislative e amministrative vigenti è interamente utilizzato per la riduzione del saldo netto da finanziare, salvo che si tratti di assicurare la copertura finanziaria di interventi urgenti ed imprevisti necessari per fronteggiare calamità naturali o improrogabili esigenze connesse con la tutela della sicurezza del Paese ovvero situazioni di emergenza economico-finanziaria.

Art. 2

Fondi speciali e tabelle

1. Gli importi da iscrivere nei fondi speciali di cui all’articolo 11-bis della legge 5 agosto 1975 n, 468. introdotto dall’articolo 6 della legge 23 agosto 1988 n. 362, per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel triennio 2000-2002, restano determinati per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 nelle misure indicate nelle Tabelle A e B, allegate alla presente legge, rispettivamente per il fondo speciale destinato alle spese correnti e per il fondo speciale destinato alle spese in conto capitale.

2. Le dotazioni da iscrivere nei singoli stati di previsione del bilancio 2000 e triennale 2000 – 2002, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, sono indicate nella Tabella C allegata alla presente legge.

3. Ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera f) della legge 5 agosto 1979, n. 468, come sostituito dall’articolo 2, comma 16, della legge 25 giugno 1999, n. 208, gli stanziamenti di spesa per il rifinanziamento di norme che prevedono interventi di sostegno dell’economia classificati fra le spese in conto capitale restano determinati per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 nelle misure indicate nella Tabella D allegata alla presente legge.

4. Gli importi da iscrivere in bilancio in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale restano determinati, per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 nelle misure indicate nella tabella F allegata alla presente legge.

5. A valere sulle autorizzazioni di spesa in conto capitale recate da leggi a carattere pluriennale riportate nella tabella di cui al comma 4, le Amministrazioni e gli enti pubblici possono assumere impegni nell’anno 2000, a carico di esercizi futuri, nei limiti massimi di impegnabilità indicati per ciascuna disposizione legislativa in apposita colonna della stessa tabella, ivi compresi gli impegni già assunti nei Precedenti esercizi a valere sulle autorizzazioni medesime.

6. Ai sensi dell’articolo 2, comma 18 della legge 25 giugno 1999, n, 208, le leggi vigenti la cui quantificazione è effettuata dalla tabella di cui all’articolo 11, comma 3, lettera d) della legge 3 agosto 1972, n. 468 e successive modificazioni e le leggi vigenti rifinanziabili per un periodo pluriennale ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera f). della medesima legge sono indicate, rispettivamente dalla tabelle C e dall’allegato 1 della presente legge.

TITOLO II

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ENTRATA

CAPO I

IMPOSTE DIRETTE

CAPO II

ALTRE IMPOSTE

Art. 3

Riforma del diritto annuale dovuto dalle imprese alle camere di commercio

I commi 3 e 4 dell’articolo 18 della legge n. 580 del 29 dicembre 1993 sono sostituiti dai seguenti:

3. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con i Ministri delle finanze e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica determina e aggiorna, con proprio decreto, da emanare entro il 31 ottobre dell’anno precedente, sentite l’Unioncamere e organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale, le aliquote del diritto annuale, dovuto ad ogni singola Camera di commercio da pane di ogni impresa iscritta o annotata nei Registri di cui all’articolo 8 da applicare agli scaglioni di ricavi previsti dal successivo comma 4, ivi compresi gli importi minimi che comunque non possono essere inferiori e quelli attuali, e quelli massimi, nonché gli importi del diritto dovuti in misura fissa. Con lo stessa decreto, sono altresì determinati gli importi del diritto applicabile alle unità locali, nonché le modalità e i termini di liquidazione, di accertamento e di riscossione, come pure le entità delle sanzioni per l’omesso o tardivo pagamento dell’importo per l’omessa indicazione della base imponibile.

4. Il diritto annuale di cui al comma 3, è determinato in base al seguente metodo:

a) individuazione del fabbisogno finanziario necessario per l’espletamento dei servizi che il sistema delle Camere di Commercio è, tenuto a fornire sull’intero territorio nazionale, in relazione alle funzioni amministrative ed economiche di cui all’articolo 2, nonché a quelle attribuite dallo Stato e dalle regioni;

b) copertura del fabbisogno mediante diritti annuali fissi per le imprese iscritte o annotate nelle sezioni speciali del Registro delle Imprese; mediante applicazione di aliquote per scaglioni dell’ammontare dei ricavi di cui all’articolo 53, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, contenuto nel decreto del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986. n. 917 e successive modifiche,. conseguiti nel periodo di imposta precedente, per gli altri soggetti, cosi come desumibile dalle dichiarazioni da questi rese ai fini fiscali per l’anno precedente.

2. Le disposizioni del comma primo hanno effetto dall’anno 2001. Il bollettino per la riscossione del diritto annuale relativo all’anno 2000 viene inviato entro il 30 settembre 2000 e deve essere pagato entro il 31 ottobre 2000. Gli obbligati al pagamento del diritto annuale indicano negli appositi bollettini l’ammontare dei ricavi di cui al precedente comma 1.

3. Le istanze di rimborso dei diritti camerali erroneamente corrisposti devono essere presentate elezioni giudiziali conseguenti devono essere proposte. a pena di decadenza entro 24 mesi dalla data del pagamento. Per le annualità anteriori al 2000 le istanze e le azioni predette devono essere presentate e promosse, a pena di decadenza entro il 31 dicembre 2001.

4. Al fondo di perequazione, di cui al successivo comma 5 del medesimo articolo 18 della legge n. 580 del 1993, possono confluire fondi derivanti da politiche di investimenti comunitarie e: nazionali.

CAPO III

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI VENDITE DI IMMOBILI

Art. 4

Dismissione di beni e diritti immobiliari di enti previdenziali e assistenziali

l. All’articolo 7 del decreto legge 28 marzo 1997. N. 79, convertito con modificazioni dalla legge 28 maggio 1997, n. 140 sono aggiunti i seguenti commi 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9:

"3. Il Ministro del tesoro. del bilancio e della programmazione economica definisce, ulteriori programmi di dismissione di beni e diritti immobiliari di enti previdenziali o assistenziali pubblici, anche in deroga alle norme vigenti, indicandone modalità, tempi e ogni altra condizione: e specificando, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, i diritti attribuiti ai conduttori e gli eventuali obblighi a carico degli stessi. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, si avvale di uno o più consulenti finanziari o immobiliari, incaricati anche della valutazione dei beni scelti anche in deroga alle norme di contabilità di stato, con procedure competitive tra primarie società nazionali ed estere.

4. I beni e diritti immobiliari di cui al comma 3 sono alienati in deroga allo norme di contabilità di Stato: Essi possono essere alienati singolarmente ovvero, in uno o più lotti, a uno o più intermediari immobiliari scelti con procedure competitive e secondo i termini che seguono. Gli intermediari acquirenti corrispondono l’importo pattuito e si impegnano a rivendere gli immobili entro il termine concordato, corrispondendo la differenza tra il prezzo di rivendita e. il prezzo di acquisto, al netto di una commissione percentuale progressiva calcolata su tale differenza. Nel caso in cui l’intermediario non proceda alla rivendita degli immobili nel termine concordato, corrisponde la differenza tra il valore di mercato degli immobili. indicato dal consulente di cui al comma 3, e il prezzo di acquisto, al netto della commissione percentuale di cui al periodo precedente calcolata su tale differenza. Si applica il secondo periodo della lettera d) del comma 1 del presente articolo. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, vengono individuati gli immobili e i diritti immobiliari da alienare singolarmente; in tal caso la relativa procedura si svolge sotto la vigilanza del Ministro del lavoro e della previdenza sociale che può intervenire cori poteri sostitutivi, in caso di inerzia o ritardo, con, decreto emanato con la stesse modalità può essere previsto che l’alienazione degli immobili ad intermediari avvenga senza obbligo di rivendita successiva.

5. L’ente venditore è esonerato dalla consegna dei documenti relativi alla proprietà o al diritto sul bene producendo apposita dichiarazione di titolarità del diritto. In caso di acquisto da parte del conduttore, gli onorari notarili sono ridotti alla metà, l’imposta di registro sostitutiva in ogni caso dell’imposta sul valore: aggiunto e le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa. Le valutazioni di interesse storico. artistico o ambientale, sui beni da alienare devono essere effettuate entro 30 giorni dalla richiesta da parte dell’ente alienante: decorso detto termine, il relativo vincolo non può più essere posto.

6. In alternativa alla realizzazione dei programmi di dismissione di cui al comma 3, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica può:

a) disciplinare modalità e tempi per la sottoscrizione e la vendita, da parte degli enti previdenziali e assistenziali di quote di fondi immobiliari istituiti ai sensi dell’articolo 14 bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86, vigilando sull’attuazione e intervenendo con poteri sostituitivi in caso di inerzia o ritardo: Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica si avvale dell’assistenza di uno o più consulenti finanziari o immobiliari, incaricati anche della valutazione dei beni, scelti, anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, con procedure competitive tra primarie società nazionali ed estere, ovvero:

b) definire modalità e tempi di un’operazione di cartolarizzazione dei crediti dei canoni di locazione degli immobili di cui al comma 3, vigilando sull’attuazione e intervenendo con poteri sostitutivi in caso di inerzia o ritardo; il Ministro del tesero, del bilancio e della programmazione economica si avvale dell’assistenza di uno o più consulenti finanziari, scelti, anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, con procedura competitive tra primarie banche nazionali ed estere. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato a prestare la garanzia dello Stato per il pagamento dei titoli emessi ai fini dell’operazione di cartolarizzazione.

7. Qualora alla data del 15 marzo 2000 non sia stato pubblicato il bando per la vendita di una prima quota di immobili per un valore pari almeno alla metà del valore complessivo del programma di cui al comma 1, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, emanato con le modalità di cui al comma 4, può essere disposto che la realizzazione del detto programma avvenga secondo quanto previsto ai commi 1 3, 4, 5 e 6.

8. Qualora alla data del 29 febbraio 2000 il programma di alienazione di immobili residenziali di cui alla nota del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 26 agosto 1999, n. 6/41 S/31573 e successive integrazioni, non si trovi in stato di avanzata realizzazione, con decreto del Presidente del Consiglio, emanato con la modalità di cui al comma 4, può essere disposto che la realizzazione del detto programma avvenga secondo quanto previsto ai commi 3, 4, 5 e 6.

9. I proventi della dismissione dei beni e diritti immobiliari prevista dal presente articolo affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato, con esclusione di quelli inerenti all’INAIL, i quali sono destinati a misure di esonero da versamento dei premi dovuti dai datori di lavoro per gli iscritti alla gestione del settore industria. A tale ultimo fine con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza. sociale, di concerto con quello del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sulla base degli effettivi introiti, sono corrispondentemente determinate le aliquote di esonero.

Art. 5

Fondi istituiti con apporto di beni immobiliari

Il comma 14 dell’articolo 14 bis della legge 25 gennaio 1994, n. 86, è sostituito dal seguente:

"14. Le somme derivanti dal collocamento dei titoli speciali emessi ai sensi del comma 13 o dalla cessione della quote dei fondi sottoscritte ai sensi del comma 1 con apporti dello Stato o di enti previdenziali e assistenziali pubblici, nonché i proventi distribuiti dagli stessi fondi per dette quote affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 3. comma 95 della legge 23 dicembre l996 n. 662.".

Art. 6

Patrimonio immobiliare dello Stato

1. Al comma 86 dell’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono soppresse le seguenti parole: "aventi valore significativo" ed è aggiunto in fine il seguente periodo: "Il Ministro del tesoro del bilancio e della programmazione economica si avvale a tal fine di uno o più consulenti finanziari immobiliari, incaricati anche della valutazione dei beni, scelti anche in deroga alle norme di contabilità dello Stato, con procedure competitiva tra primarie società nazionali ed estere.

2. Il comma 87 dell’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, è soppresso.

3. Il comma 99 dell’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, è sostituito dal seguente:

"99. I beni immobili e i diritti immobiliari appartenenti al patrimonio dello Stato non conferiti nei fondi di cui al comma 86, individuati dal Ministro delle finanze, possono essere alienati secondo programmi, modalità e tempi definiti dal Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, che ne cura l’attuazione. In detti programmi vengono altresì stabilite le modalità di esercizio del diritto di prelazione previsto dal comma 113, i diritti attribuiti ai conduttori e gli eventuali obblighi a carico degli stessi. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica si avvale a tal fine di uno a più consulenti immobiliari incaricati anche della valutazione dei beni scelti anche in deroga alle norme di contabilità dello Stato, con procedure competitive tra primarie società nazionali ed estere. I beni e i diritti immobiliari dello Stato anche non compresi nei programmi, sono alienati in deroga alle norme di contabilità dello Stato. I beni e i diritti immobiliari compresi nei programmi possono essere alienati a uno o più intermediari immobiliari scelti con procedure competitive e secondo i termini che seguono. Gli intermediari acquirenti corrispondono al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica l’importo pattuito e si impegnano a rivendere gli immobili entro il termine concordato, corrispondendo al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica la differenza tra il prezzo di rivendita e il prezzo di acquisto, al netto di una commissione percentuale progressiva calcolata su tale differenza, Nel caso in cui l’intermediario non proceda alla rivendita degli immobili nel. termine concordato l’intermediario corrispondo al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica la differenza tra il valore di mercato degli immobili indicato dal consulente di cui al comma 86, e il prezzo di acquisto, al netto della commissione percentuale di cui al periodo precedente calcolata su tale differenza. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica può essere previsto che l’alienazione; degli immobili ad intermediari avvenga senza obbligo di rivendita successiva. All’alienazione singola dei beni e diritti immobiliari, anche non compresi nei programmi, a soggetti diversi dagli intermediari immobiliari, provvede il Ministero delle finanze.".

4. Il comma 100 dell’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, è sostituito dal seguente:

"100. Lo Stato venditore è esonerato dalla consegna dei documenti relativi alla proprietà sul bene. In caso di acquisto da parte del conduttore (ovvero in ogni caso?) gli onorari notarili sono ridotti alla metà, l’imposta di registro sostitutiva in ogni caso dell’imposta sul valore aggiunto, le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa. Le valutazioni di interesse storico, artistico o ambientale sui beni da alienare devono essere effettuate entro trenta giorni dalla richiesta da parte dell’amministrazione alienante; decorso detto termine il relativo vincolo non può più essere posto.".

5. Al comma 102 dell’articolo 3. della legge 23 dicembre 1996, a. 662, le parole "approvati e resi esecutivi, sono sostituite dalle parola stipulati.".

6. Il comma 103 dell’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, è soppresso.

7. Il comma 104 dell’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, è soppresso.

8. Il comma 1 dell’articolo 19 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è sostituito dal seguente:

"1. Nell’ambito del processo di dismissione o di valorizzazione del patrimonio immobiliare statale, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, anche in deroga alle norme di contabilità dello Stato, può conferire o vendere a società per azioni, anche appositamente costituite, compendi o singoli beni immobili o diritti reali su di essi, anche se per legge o per provvedimento amministrativo o per altro titolo posti nella disponibilità di soggetti diversi dallo Stato, anche se non ne dispongano per usi governativi, per la loro proficua gestione. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica si avvale di uno o più consulenti immobiliari o finanziari, incaricati anche della valutazione dei beni, scelti, anche in deroga alle norme di contabilità di Stato, con procedure competitive tra le società nazionali ed estere. I valori di conferimento, ai fini di quanto previsto dall’articolo 2343 del codice civile, e di vendita sono, determinati in misura corrispondente al valere catastale. I valori di vendita sono determinati dal consulente finanziario di cui al presente comma. Lo Stato è esonerato dalla consegna dei documenti relativi alla proprietà o al diritto sul bene. Il Ministro delle finanze produce apposita dichiarazione di titolarità del diritto. Gli onorari notarili sono ridotti alla metà, l’imposta di registro, sostitutiva in ogni caso dell’imposta sul valore aggiunto, e le imposte ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa. Le valutazioni di interesse storico, artistico o ambientale sui beni da alienare o conferire devono essere effettuate entro trenta giorni dalla richiesta da parte dell’amministrazione alienante; decorso detto termine il relativo vincolo non può più essere posto.

9. Le risorse derivanti dalle alienazioni e gestioni degli immobili effettuate ai sensi dell’articolo 44 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 o dell’articolo 3, comma 112, della legge 23 dicembre 1996 n. 662, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato, ai fini delle previste riassegnazioni al netto di quanto spettante per le attività svolte dalla Società incaricata delle attività di dismissione e valorizzazione.

Art. 7

Patrimonio delle ferrovie dello Stato S.p.A.

1. Al fine di accelerare il. processo di dismissioni del patrimonio delle Ferrovie dello Stato non strumentale all’esercizio ferroviario, l’articolo 43 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, viene come di seguito interpretato, modificato ed integrato.

2. Al comma 2 l’inciso in base a specifiche disposizioni di legge deve intendersi riferito esclusivamente alla salvaguardia dei diritti dei terzi, ma non consente alcuna valutazione in ordine alla natura pertinenziale alla ex Azienda Autonoma alla data del 31 dicembre 1985, dei beni iscritti nel bilancio della società Ferrovie dello Stato S.p.A. al 31 dicembre 1997.

3. Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: "2 bis: gli Uffici del territorio, le Conservatorie dei registri immobiliari, gli Uffici Tecnici Erariali provvedono agli adempimenti di rispettiva competenza in ordine alla trascrizione, intavolazione e voltura dei beni ed eventuali accessioni sulla base di note di trascrizione, domando di intavolazione e domande di voltura, redatte dalla Società "Ferrovie dallo Stato società di trasporti e servizi per azioni" e corredate da estratto notarile autentico del libro inventari della medesima società. Trascrizioni, iscrizioni e volture sono esenti dai tributi speciali catastali e danno luogo al pagamento. di imposte c/o tasse in misura fissa.

4. Al comma 3 sono soppresse le parole da "le modalità di trascrizione" a "nonché".

5. Al comma 3 l’espressione "criterio di strumentalità all’attività concessa" deve intendersi come equivalente al concetto di pertinenza all’attività dell’Azienda Ferrovie dello Stato.

TITOLO III

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SPESA

CAPO I

SPESE DELLE AMMINISTRAZIONI CENTRALI

Art. 8

Assunzione di personale e misure di potenziamento del part-time

1. Articolo 39 legge 27 dicembre 1997, n. 449, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2 è aggiunto il seguente periodo: "Per l’anno 2001 deve essere realizzata una riduzione di personale non inferiore all’1 per cento rispetto a quello in servizio al 31 dicembre 1997", fermi restando gli obiettivi di riduzione previsti per gli anni precedenti.

b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:

"2 bis. – Allo scopo di assicurare il rispetto delle percentuali annue di riduzione del personale di cui al comma 2 la programmazione delle assunzioni tiene conto dei risultati quantitativi raggiunti al termine dell’anno precedente. separatamente per i Ministeri e le altre Amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo, per gli Enti pubblici non economici con organico superiore a duecento unità, nonché per le Forze Armate, le Forze di Polizia ed il Corpo nazionale del Vigili del Fuoco. Ai predetti fini i Ministri della funzione pubblica e del tesoro, dei bilancio e della programmazione economica riferiscono al Consiglio dei ministri entro il primo bimestre di ogni anno.".

c) Il comma 3 è sostituito dal seguente:

"3. A decorrere dall’anno 2000 il Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri della funzione pubblica e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, previa definizione delle priorità e delle necessità operative da soddisfare con specifico riferimento ai processi di riordino e riqualificazione delle amministrazioni pubbliche e tenuto conto in particolare delle correlate esigenze di introduzione di nuove professionalità. determina, entro il primo semestre di ciascun anno, il numero massimo complessivo delle assunzioni delle amministrazioni di cui al comma 2 compatibile con gli obiettivi di riduzione numerica e con i dati sulle cessazioni dell’anno precedente. Le assunzioni restano comunque subordinate all’indisponibilità di personale da trasferire secondo le vigenti procedure di mobilità e possono essere disposte esclusivamente presso le sedi che presentino le maggiori carenze di personale. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle assunzioni previste da norme speciali o derogatorie.".

d) dopo il comma 3 bis è inserito il seguente:

3 ter "Al. fine di garantire la coerenza con gli obiettivi di riforma organizzativa e riqualificazione funzionale delle Amministrazioni statali le richieste di autorizzazione ad assumere devono essere corredate da una relazione illustrativa delle iniziative di riordino e riqualificazione. adottate o in corso, finalizzate alla definizione di modelli organizzativi rispondenti al principio di semplificazione e di funzionalità rispetto al compiti e ai programmi, certificati da Società di consulenza specializzate nel campo della revisione organizzativo-aziendale. Le predette richieste sono sottoposte all’esame del Consiglio dei Ministri, ai fini dell’adozione di delibere con cadenza semestrale, previa istruttoria da parte della Presidenza dei Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica – e del Ministero del tesoro, dei bilancio, e della programmazione economica. L’istruttoria è diretta a riscontrare le effettive esigenze di reperimento di nuovo personale e l’impraticabilità di soluzioni alternative collegate a procedure di mobilità a all’adozione di misure di razionalizzazione interna. Con la medesima cadenza semestrale, per quanto concerne le progressioni interne del personale già in servizio presso le amministrazioni statali e gli enti pubblici non economici con organico superiore a’ duecento unità viene verificata la coerenza dei processi con i principi di selettività fissati per la riqualificazione professionale del personale dall’articolo 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 287 e con le modalità previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Sono sottoposti altresì a verifica i criteri e le modalità di finanziamento dei fondi di amministrazione: o ente, previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro, e della congruità delle dotazioni organiche con l’obiettivo di contenimento dei costi. Per consentire il celere e compiuto svolgimento dell’istruttoria, il Dipartimento della funzione pubblica si avvale. unitamente al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di un contingente aggiuntivo di 10 unità messe a disposizione dalle amministrazioni. pubbliche in posizione di comando o fuori ruolo. ai sensi dell’articolo 17, comma 14. della legge 15 maggio 1997, n.. 127, e può conferire incarichi a consulenti o a società specializzate nel campo della revisione organizzativo-aziendale per accertare il livello di sviluppo dei processi innovativi e agevolare le iniziative di riorganizzazione, anche in forma sperimentale, comunque finalizzate all’ottimizzazione delle risorse umane con un onere non superiore a lire 1,5 miliardi di lire annue.".

2. Fatti salvi i periodi di vigenza maggiori previsti da specifiche disposizioni di legge, la validità delle graduatorie dei concorsi pubblici per il reclutamento del personale, anche con qualifica dirigenziale, presso le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, è elevata da 18 a 24 mesi e comunque fino al 31 dicembre 2000.

Restano parimenti in vigore fino alla predetta data le graduatorie valide al 31 dicembre 1998.

Art. 9

Rinnovi contrattuali

1. Ai fini di quanto disposto dall’articolo 52 del decreto legislativo 3 febbraio 1993. n. 29. e successive modificazioni; la spesa per gli anni 2000, 2001 e 2002 relativa ai rinnovi contrattuali del personale dipendente del comparto dei Ministeri, delle aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo e della scuola. é determinata rispettivamente. in lire 539 miliardi, in lire 1.502 miliardi ed in lire 1.931 miliardi. ivi comprese le somme da destinare alla contrattazione integrativa. Tutti i provvedimenti e le iniziative di attuazione dei nuovo ordinamento del personale continuano ad essere finanziate esclusivamente con le risorse dei fondi unici di amministrazione o ente e in ogni caso con quelle destinate alla contrattazione integrativa.

2. Le somme occorrenti per corrispondere i miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 3 febbraio 1993. n. 29. per gli anni 2000. 2001 e 2002 sono determinate, rispettivamente. in lire 202 miliardi. in lire 563 miliardi ed in lire 723 miliardi.

3. Le somme di cui ai commi 1 e 2 costituiscono l’importo complessivo massimo di cui all’articolo 11, comma 3, lettera h), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come sostituito dall’articolo 5 della legge 23 agosto 1988. n. 362.

4. Per i rinnovi contrattuali del personale dei comparti degli enti pubblici non economici, delle regioni e delle autonomie locali, del Servizio sanitario nazionale, delle istituzioni e degli enti di ricerca e sperimentazione e delle università, ivi compreso il. personale degli osservatori astronomici, astrofisici e vesuviano, ed alla corresponsione dei miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 2, comma 5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, provvedono le amministrazioni di competenza nell’ambito delle disponibilità dei rispettivi bilanci.

5. Le somme di cui ai commi 1. 2 e 4 sono comprensive degli oneri contributivi per pensioni di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335. e successive modificazioni e dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997. n. 446.

Art. 10

Riduzione di personale del comparto scuola

1. Il numero dei dipendenti del comparto scuola deve essere ridotto, al 31 dicembre 2000, di una percentuale non inferiore dell’1 per cento rispetto a quello in servizio al 31 dicembre 1999, fermi restando gli obiettivi di riduzione previsti dall’articolo 40. comma 1, della legge 27 dicembre. 1997, n. 449. Verificati distintamente ai sensi dell’articolo 39, comma 2 bis.

Art. 11

Proroga del blocco della rivalutazione delle indennità e dei compensi rivalutabili in relazione alla variazione del costo della vita

1. Le disposizioni dell’articolo 7, comma 5, del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384. convertito con modificazioni dalla legge 14 novembre 1992. n.. 438, da ultimo confermate e modificate dall’articolo 1, commi 66 e 67. della legge 23 dicembre 1996. n. 662, concernenti il blocco della rivalutazione delle indennità. dei compensi. delle gratifiche, degli emolumenti e dei rimborsi spesa soggetti ad incremento in relazione alla variazione dei costo della vita, continuano ad applicarsi anche nel triennio 2000-2002. Tali disposizioni. si applicano agli emolumenti, indennità compensi e rimborsi spese erogati dalle Amministrazioni pubbliche anche ad estranei per l’espletamento di particolari incarichi e per l’esercizio di specifiche funzioni.

Art. 12

Affitti e fitti figurativi

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta con proprio decreto, con il supporto dell’osservatorio sul patrimonio immobiliare degli enti previdenziali, anche nell’ambito delle azioni e misure elaborate ed attuate al sensi dell’articolo 55, comma 9, della legge 27 dicembre 1997 n. 449, misure finalizzate a ridurre gradualmente, almeno del 3 per cento nel corso dell’anno 2000 e almeno dei 5 per cento per ciascuno degli anni 2001 e 2002, l’ammontare dei metri quadri degli immobili utilizzati dalle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato.

2. Le spese di manutenzione degli immobili in uso alle predette Amministrazioni devono .comunque essere contenute nelle stesse quote percentuali.

3. Le predette Amministrazioni, previa predisposizione di piani di razionalizzazione degli spazi e dei sistemi di manutenzione, anche avvalendosi della collaborazione dell’osservatorio di cui al comma 1, rinegoziano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i contratti di fitto di locali attualmente in essere allo scopo di contenerne la relativa spesa.

4. A decorrere dall’esercizio finanziario 2001 le Amministrazioni di cui al comma 1, dovranno valutare i costi di uso degli immobili appartenenti al demanio, o comunque di proprietà pubblica ad uso gratuito, sulla base degli elementi forniti dall’osservatorio dei valori immobiliari del territorio nazionale del Ministero delle Finanze.

5. Negli stati di previsione della spesa delle Amministrazioni di cui al comma 1 verranno introdotte, nell’ambito delle unità previsionali di competenza, le poste corrispondenti al costo dei predetti immobili.

Art. 13

Applicazione alle pubbliche amministrazioni delle disposizioni in materia di "clienti idonei", del mercato elettrico

1. Con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, sono stabiliti i criteri e le modalità per la costituzione fra le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, di consorzi ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 14, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 16 marzo 1990, n. 79, ai fini dell’applicazione delle relative disposizioni alle anzidette amministrazioni pubbliche.

Art. 14

Acquisto di beni e servizi

1. Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, nel rispetto della vigente normativa in materia di scelta del contraente, stipula, anche avvalendosi di società specializzate, convenzioni con le quali l’impresa prescelta si impegna ad accettare. sino a concorrenza della quantità massima complessiva stabilita dalla convenzione ed ai prezzi e condizioni ivi previsti, ordinativi di fornitura deliberati dalle amministrazioni dello Stato. I contratti conclusi con l’accettazione di tali ordinativi non sono sottoposti al parere di congruità .economica.

2. Le Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato sono tenute ad approvvigionarsi utilizzando le convenzioni stipulate ai sensi del comma 1. Le restanti pubbliche amministrazioni hanno facoltà di aderire alle convenzioni stesse, ovvero devono utilizzarne i parametri di qualità e di prezzo per l’acquisto di beni comparabili con quelli oggetto di convenzionamento.

3. Nell’ambito di ciascuna pubblica amministrano i servizi di controllo interno di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, verificano l’osservanza dei parametri di cui al precedente comma 2. Nell’esercizio dell’attività di verifica, i servizi di controllo interno possono richiedere al Ministero dei tesoro, dei bilancio e della programmazione economica il parere tecnico circa. le caratteristiche tecnico-funzionali e l’economicità dei prodotti acquisiti. Annualmente i servizi di controllo interno sottopongono all’organo di direzione politica una relazione riguardante i risultati, in termini di riduzione di spesa, conseguiti attraverso l’attuazione di quanto previsto dal presente articolo dell’attività di verifica di cui al presente comma. Tali relazioni sono pubblicizzate sui siti Internet di ciascuna Amministrazione.

Art. 15

Disposizioni varie di razionalizzazione in materia contabile

1. Le riassegnazioni alla spesa di somme versate all’entrata del bilancio dello Stato, previste dalle vigenti disposizioni legislative per l’anno 2000. sono rinviate all’anno 2001, tranne quelle connesse con accordi e impegni internazionali, con calamità naturali e con interventi di carattere umanitario.

2. Ferma restando la disposizione del precedente comma, le somme dovute da Amministrazioni ed enti pubblici o da privati per prestazioni e servizi resi dalle Forze dell’ordine sono versate in apposita unità previsionale di base dell’entrata dei bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, alle pertinenti unità previsionali di base delle Amministrazioni interessate.

3. Per effettive, motivate e documentate esigenze. il Ministro del tesoro. del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare le variazioni di bilancio in deroga al disposto del comma 1.

4. Gli stanziamenti iscritti nelle unità previsionali di base del bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2000 e le relative proiezioni per gli anni 2001 e 2002, concernenti le spese classificate "Consumi intermedi" . (ex categoria IV) sono ridotti del 5 per cento per ciascun anno, con esclusione di quelli relativi ad accordi internazionali, ad intese con confessioni religiose, a regolazioni contabili, a garanzie assunte dallo Stato nonché di quelli aventi natura obbligatoria.

5. I contratti per acquisti e forniture di beni e servizi delle Amministrazioni statali, stipulati a seguito di esperimento dì gara, in scadenza nel triennio 2000-2002 possono essere rinnovati automaticamente per un periodo identico, a condizione che il fornitore assicuri una riduzione del corrispettivo di almeno il 3 per cento.

6. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 40, della legge 28 dicembre 1995. n. 549. fermo restando l’obbligo della rendicontazione annuale, non si applicano ai contributi dello Stato in favore della Società di Cultura "La Biennale" di Venezia.

7. I termini di cui all’articolo 41, commi 1 e 2 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sono differiti rispettivamente al 1 luglio 2000 e al 1 aprile 2000. Conseguentemente le autorizzazioni di spesa di cui all’articolo 41, comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, sono da intendersi riferite agli anni 2001 e 2002 anziché, rispettivamente agli anni 2000 e 2001. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 41, comma 2, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, nei decreti previsti sono indicati i termini di presentazione delle domande di accesso ai contributi, nonché i requisiti di ammissione ai contributi medesimi a favore di soggetti da definirsi nell’ambito delle categorie di cui al comma 1 della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

CAPO II

LE SPESE DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI E REGIONALI

Art. 16

(Patto di stabilità interno)

1. In deroga a quinto previsto dall’articolo 28, comma 2, della legge 23 dicembre 1998, n.448, le regioni. le province autonome, le province e i comuni devono ridurre il disavanzo per l’anno 2000 di almeno un ulteriore 0,1 punti percentuali del prodotto interno lordo (PIL) previsto dal documento di programmazione economico-finanziaria e suoi aggiornamenti; nei tre anni successivi la percentuale sul PIL del disavanzo annuo deve essere costante. Gli enti che non hanno raggiunto in tutto o in parte l’obiettivo fissato per il 1999 sono tenuti a recuperare il differenziale nell’anno 2000.

2. Gi enti sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione apposita relazione, predisposta dalla giunta, illustrativa delle misure adottate o che si intendono adottare per conseguire l’obiettivo, di cui al comma 1 e i riflessi delle misure stesse sulle previsioni di competenza del bilancio di previsione: la relazione predisposta dalle regioni; dalle province autonome, dalle province e dai comuni con popolazione superiore a 60000 abitanti è trasmessa, ai soli fini conoscitivi, al Ministero dei tesoro, del bilancio e della programmazione economica. La relazione redatta dalle regioni e dalle province autonome, deve fare particolare riferimento alle azioni poste in essere per garantire il contributo degli enti del servizio sanitario nazionale al perseguimento dell’obiettivo.

3. Le giunte regionali, provinciali e Comunali riferiscono trimestralmente ai rispettivi consigli sul perseguimento dell’obiettivo di cui al comma 1, proponendo, ove necessario, le opportune variazioni di bilancio.

4. Il Ministero dei tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e la conferenza stato – città, riferisce trimestralmente alle competenti commissioni parlamentari in ordine al rispetto del patto di stabilità interno.

5. A partire dall’anno 2001 agli enti che non abbiano rispettato per l’anno 2000 l’obiettivo di cui al comma 1 si applica una riduzione dei trasferimenti statali a qualsiasi titolo dovuti pari alla differenza tra il saldo realizzato e quello programmatico cosi sono definite dall’articolo 28, comma 1 della legge 23 dicembre 1998 n. 448.

6. Le somme trattenute ai sensi del comma 5 sono ripartite tra gli enti che hanno raggiunto l’obiettivo per l’anno 2000 in proporzione alla popolazione residente di ciascun ente; agli stessi enti è concessa a partire dall’anno 2001 una riduzione dello 0,5 per cento del tasso di interesse applicato sui mutui della Cassa Depositi e Prestiti in essere al 31 dicembre 1998, con esclusione di quelli il cui ammortamento è interamente a carico dello Stato.

7. Ai fini della applicazione dei commi 5 e 6 gli enti sono tenuti a presentare apposita certificazione secondo tempi e modalità stabiliti con decreto del Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica: agli enti che non presentano la certificazione si applica una riduzione dei trasferimenti del 1 per cento recuperabile all’atto della presentazione della stessa.

8. All’articolo 28 della legge 23 dicembre 1998 n. 448, dopo il comma 2 inserire il seguente:

"2 bis. Tra le specifiche misure da adottare in relazione a quanto previsto dal comma 2 gli enti dovranno in particolare:

- ridurre la spesa per il personale, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 39, comma 19 e 20-bis della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni;

- limitare il ricorso ai contratti stipulati al di fuori della dotazione organica ed alle consulenze esterne, laddove tali iniziative siano previste dai rispettivi ordinamenti e procedere alla soppressione degli organismi collegiali non ritenuti indispensabili, ai sensi dell’articolo 41 comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449;

- sviluppare le iniziative per la stipula dei contratti di sponsorizzazione, accordi e convenzioni previsti dall’articolo 43 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, allo scopo di realizzare maggiori economie nella gestione".

Art. 17

Norme in materia di dismissioni delle partecipazioni degli enti locali

1. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 22 comma 3 lettera e) della legge n. 142 dell’8 giugno 1990 e di cui all’articolo 12 della legge n. 498 del 23 dicembre 1992, l’applicazione delle norme di cui al decreto legge n. 332 del 31 maggio 1994. convertito, con modificazioni, dalla legge n. 474 del 20 luglio 1994. alle alienazioni delle partecipazioni degli enti pubblici anche territoriali ed economici in società operanti nel settore dei trasporti, delle telecomunicazioni, delle fonti di energia. idrico e degli altri pubblici servizi, non comporta per tali società la perdita dell’affidamento diretto del servizio, ove l’ente titolare del servizio disponga di uno o più dei poteri speciali di cui all’articolo 2 del decreto legge 31 maggio 1994, convertito, con modificazioni dalla legge 20 luglio 1994, n. 474 e le azioni vengano dismesse mediante procedure di evidenza pubblica.

Art. 18

Razionalizzazione e ottimizzazione delle procedure di acquisto nel settore sanitario

1. Il Governo, nell’ambito del patto di stabilità interno, promuove le necessarie intese tra le Regioni affinché queste provvedano, a partire dall’anno 2000 alla definizione ed alla costituzione di un organismo comune avente per scopo la selezione e razionalizzazione della domanda di beni e servizi delle Aziende Sanitarie Locali, nonché la effettuazione di acquisti centralizzati per diverse tipologie di beni.

Art. 19

Norma programmatica sull’adeguamento degli ordinamenti previdenziali delle assemblee elettive e dei dipendenti regionali

Art. 20

Rinnovi Contrattuali

Art. 21

Ridefinizione dell’attività "commerciale" di regioni e enti locali

CAPO III

INTERVENTI IN MATERIA PREVIDENZIALE

Art. 22

Gestioni previdenziali

1. L’adeguamento dei trasferimenti dovuti dallo Stato: a) ai sensi dell’articolo 37, comma. 3, lettera c), della legge 9 marzo 1989, n. 38 e successive modificazioni ed integrazioni, al Fondo pensioni lavoratori dipendenti, alle gestioni dei lavoratori autonomi, alla gestione speciale minatori ed all’ENPALS; b) ai sensi dell’articolo 59, comma 34, della legge n. 449 del 1997, ad integrazione dei trasferimenti di cui alla lettera a), al Fondo pensioni lavoratori dipendenti, alla gestione esercenti attività commerciali ed alla gestione artigiani, è stabilito per l’anno 2000, rispettivamente, in lire 496 miliardi ed in lire 123 miliardi. Conseguentemente gli importi complessivamente dovuti alle gestioni interessate sono determinati per l’anno 2000 rispettivamente in lire 25.387 miliardi ed in lire 6.273 miliardi. I medesimi complessivi importi sono ripartiti tra le gestioni interessate con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241 al netto, per quanto attiene al trasferimento di cui alla lettera a): della somma di lire 2.274 miliardi attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni a completamento dell’integrale assunzione a carico dello Stato dell’onere relativo a trattamenti pensionistici liquidati anteriormente al 1° gennaio 1989, delle somme di lire 4 miliardi e di lire 88 miliardi di pertinenza, rispettivamente, della gestione speciale minatori e dell’ENPALS.

Art. 23

Cartolarizzazione dei crediti contributivi dell’INPS

1. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della Programmazione economica, di concerto con i ministri delle finanze e del lavoro e della previdenza sociale, può definire modalità e tempi di una o più operazioni di cartolarizzazione dei crediti contributivi dell’INPS, maturati e maturandi, vigilando sulla sua attuazione e intervenendo con poteri sostitutivi in caso di inerzia o ritardo, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica si avvale dell’assistenza di uno o più consulenti finanziari scelti anche in deroga alle norme di contabilità di Stato con procedure competitive tra primarie banche nazionali ed estere. Si applicano le disposizioni della legge 30 aprile 1999, n. 130 ove compatibili gli articoli 13, 14 e 15 della legge 23 dicembre 1998,n. 448 e successive modificazioni.

Art. 24

Cartolarizzazione dei crediti contributivi dell’INAIL

1.Il Ministro dei tesoro, dei bilancio e della programmazione economica, di concerto con i Ministri delle finanze e del lavoro e della previdenza sociale, definisce modalità e tempi di una a più operazioni di cartolarizzazione dei crediti contributivi dell’INAIL maturati e maturandi, vigilando sulla sua attuazione e intervenendo con poteri sostitutivi in caso di inerzia o ritardo, il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica si avvale dell’assistenza di uno o più consulenti finanziari scelti anche in deroga alle norme di contabilità di Stato con procedure competitive tra primarie banche nazionali ed estere. Si applicano le disposizioni della legge 30 aprile 1999, n. 130 ove compatibili gli articoli 13, 14 e 15 della legge 23 dicembre 1998,n. 448 e successive modificazioni.

Art. 25

Aliquote di rendimento

1. Per le anzianità contributive decorrenti dal 1° gennaio 2000, la tabella dì cui all’articolo 21, comma 6, della legge 11 marzo 1988, n. 67, come modificata dall’articolo 12, comma 1, del. Decreto legislativo e così modificata:

Quote di retribuzioni eccedenti il limite (espresse in percentuale del limite stesso Quote di pensioni corrispondenti per ogni anno di anzianità contributiva complessiva
Sino al 33%
1,60
Dal 33% al 66%
1,35
Dal 66% al 90%
1,10
Oltre il 90%
0,50

 

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai trattamenti pensionistici erogati dall’Inpdai.

Art. 26

Contributo a carico pensioni con importo elevato

1. A decorrere dal 1° gennaio 2000 sugli importi di pensione in pagamento superiori a dodici volte il trattamento minimo dell’INPS e dovuto sulla parte eccedente un contributo di solidarietà nella misura del 2 per cento:

Ipotesi a)

In favore di un Fondo per il concorso agli oneri contributivi a carico del lavoratore previsti dagli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 564, e successive modificazioni ai sensi dell’articolo 9, comma 3, della legge 24 giugno 1997, n. 196, e successive modificazioni.

Ipotesi b)

I relativi importi confluiscono nel Fondo di cui all’articolo 9, comma 3, della medesima legge. Con il decreto interministeriale ivi previsto vengono stabilite modalità, condizioni e termini del concorso ivi previsto agli oneri contributivi a carico del lavoratore e stabiliti dagli articoli 6, 7 e 8 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n.564, e successive modificazioni; le disposizioni previste dai citati articoli trovano applicazione in quanto applicabili anche in riferimento ai periodi non coperti da contribuzione da parte dei lavoratori iscritti alla gestione di cui all’articolo 2 comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni e integrazioni.

N.B. Norma in corso di perfezionamento da parte del Ministero del lavoro.

Art. 27

Retribuzione pensionabile componenti Authorities

La norma è in corso di elaborazione da parte del Ministero del lavoro.

Art. 28

Enti privatizzati

1.Per gli enti privatizzati di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e successive modificazioni ed integrazioni. le riserve tecniche di cui all’articolo 1 comma 4, lettera c), del citato decreto non devono essere inferiori a cinque annualità dell’importo delle pensioni in essere.

2. Nei confronti degli enti privatizzati di cui al comma 1, il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, nell’esercizio delle attribuzioni previste dall’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 20 febbraio 1998, n. 38, verifica la coerenza dell’attività degli enti medesimi con i fini istituzionali di carattere pubblicistico ad essi assegnati,.

Art. 29

Fondi Speciali

1. A decorrere dal 1 gennaio 2000 il Fondo di previdenza per i dipendenti dell’Enel e delle aziende elettriche private e il Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di telefonia sono soppressi. Con effetto dalla medesima data sono iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti i titolari di posizioni assicurative e i titolari di trattamenti pensionistici diretti e ai superstiti presso i predetti soppressi fondi. La suddetta iscrizione è effettuata con evidenza contabile separata nell’ambito del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Con la stessa decorrenza, in relazione al processo di armonizzazione al regime generale delle aliquote dovute dal settore elettrico, sono ridotti di 3,72 punti percentuali il contributo dovuto per gli assegni al nucleo familiare e di 0,57 punti percentuali il contributo per le prestazioni economiche di maternità, ove dovuto.

2. Per le maggiori esigenze finanziarie derivanti dalle specifiche regole rispetto a quelle dell’Assicurazione generale obbligatoria:

a) con riferimento al soppresso Fondo di previdenza per i dipendenti dell’Enel e delle aziende elettriche private, è stabilito per il triennio 2000-2002 un contributo pari a lire 1.500 miliardi annui e per l’anno 2003 pari a lire .770 miliardi a carico dei datori di lavoro. Tali importi scontano il minore onere contributivo per i medesimi datori di lavoro corrispondente alle riduzioni di cui al comma 1;

b) con riferimento al soppresso Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di telefonia, è stabilito a decorrere dall’anno 2000 e per un periodo di quattro anni un contributo a carico dei datori di lavoro pari a lire 300 miliardi annui. Con la stessa decorrenza è corrispondentemente ridotto il contributo di cui all’articolo 20, comma 2, della legge 23 dicembre 1993, n. 448

3. Con decreti del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con quello dei tesoro, del bilancio e della programmazione economica da emanarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge sono stabiliti i criteri di ripartizione a carico delle aziende dei versamenti di cui al comma 2 nonché le modalità di corresponsione degli stessi all’Istituto nazionale della previdenza sociale.

Art. 30

Fondo per il clero

1. A decorrere dal 1° gennaio 2000 il contributo annuo di cui all’articolo 6,comma 1, della legge 22 dicembre 1973, n.903 dovuto dagli iscritti al Fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle. confessioni religiose diverse dalla cattolica è aumentato di lire 800.000 annue, fermi restando i meccanismi di adeguamento del suddetto contributo di cui all’articolo 20 della medesima legge.

2. Per gli iscritti al Fondo di cui al comma 1 é stabilita l’elevazione a 68 anni dell’età anagrafica per il diritto alta pensione di vecchiaia in ragione di un anno per ogni diciotto mesi a decorrere dal 1° gennaio 2000. Con effetto dalla medesima data e con la medesima scansione temporale è stabilita l’elevazione del relativo requisito minimo di contribuzione a venti contributi annui.

Art. 31

Fondo pensioni dei dipendenti delle Ferrovie dello stato

1. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Fondo Pensioni del personale delle Ferrovie dello Stato istituito con la legge 9 luglio 1908, n. 418 é soppresso. A decorrere dalla medesima data è istituito presso l’INPS un apposito Fondo speciale al quale è iscritto obbligatoriamente, con effetto dalla stessa data, tutto il personale dipendente dalle Ferrovie dello Stato S.p.A. nel suddetto Fondo speciale l’iscrizione di ciascun soggetto determina la costituzione di una posizione previdenziale complessiva conforme all’anzianità assicurativa ed all’anzianità contributiva vantata presso il soppresso Fondo, ivi comprese le anzianità connesse all’eventuale esercizio di facoltà di riscatto o di ricongiunzione di periodi assicurativi.

2. Al Fondo speciale di cui al comma 1 affluiscono l’ammontare delle contribuzioni complessive a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori nella misura prevista dalla normativa vigente nel soppresso fondo, l’ammontare degli altri trasferimenti o versamenti previsti a copertura degli oneri per le anzianità assicurative e le anzianità contributive connesse all’eventuale esercizio di facoltà di riscatto o di ricongiunzione di periodi assicurativi, nonché tutte le attività e le passività quali risultano dalla contabilità del soppresso Fondo alla data del 31 dicembre 1999. Sono a carico del Fondo speciale di cui al comma 1 i trattamenti pensionistici in essere nonché quelli da liquidare in favore dei lavoratori iscritti. secondo le regole previste dalla normativa vigente presso il soppresso Fondo.

3. Resta stabilito che gli eventuali squilibri gestionali del Fondo speciale di cui al comma 1 sono posti a carica del bilancio dello Stato, ai sensi dell’articolo 210, ultimo comma, primo periodo del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n.1092.

4. Al Fondo speciale di cui al comma 1 sovrintende un Comitato Amministratore, la cui composizione ed i relativi compiti sono determinati con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.

5. Ai fini dello svolgimento dei compiti di gestione dei Fondo speciale di cui al comma 1, con effetto dalla data di cui al comma 1, è trasferito all’INPS il personale delle Ferrovie dello Stato adibito in via esclusiva o prevalente al servizio delle pensioni, nei limiti di un contingente di 250 unità da assumere entro il termine di due anni. Alla copertura della relativa spesa per il suddetto Istituto, valutata in lire 20 miliardi su base annua, si provvede attraverso corrispondente riduzione delle somme dovute alle Ferrovie dello Stato S.p.A. a titolo di corrispettivo per i contratti di programma in essere tra il Ministero dei trasporti e della navigazione e le ferrovie dello Stato S.p.A. con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, vengono definite le modalità di inquadramento del predetto personale nei ruoli dell’INPS.

6. In sede di prima applicazione i rapporti tra le Ferrovie dello Stato S.p.A., l’INPS e gli altri enti ed amministrazioni interessate sono regolati da apposite convenzioni atte a garantire la continuità delle funzioni.

7. Le necessarie norme attuative del presente articolo sono definite con uno o più decreti del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.

CAPO IV

STRUMENTI DI GESTIONE DEL DEBITO PUBBLICO

Art. 32

Mutui a carico dello Stato e mutui agevolati

1. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica rinegozia entro il 31 marzo 2000 i mutui con oneri a totale o parziale carica dello Stato le cui condizioni siano disallineate rispetto a quelle medie praticate sul mercato per operazioni analoghe alla data di entrata in vigore della presente legge. I benefici derivanti dalle rinegoziazioni saranno estendibili agli altri mutuatari interessati.

2. Al fine di concludere positivamente il negoziato è autorizzata l’adozione di procedimenti normativi che potranno riguardare sia la posizione tributaria dei soggetti interessati sia variazioni nella misura dell’onere a carico dello Stato.

Art. 33

Rimborso dei buoni postali

1. Dopo l’articolo del, decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1978, n.156 è aggiunto il seguente articolo….bis:

"…bis. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica può autorizzare la Cassa Depositi e Prestiti a rimborsare anticipatamente, in tutto o in parte, su richiesta degli aventi diritto, i buoni postali fruttiferi maggiormente onerosi per la Cassa. In caso di rimborso di buoni a termine potranno essere corrisposti interessi pari al tasso dei buoni ordinari ai quali i buoni da rimborsare sono collegati all’emissione senza alcuna decurtazione. Nel caso di richiesta di rimborso parziale del capitale sottoscritto i buoni corrispondenti al capitale residuo sono convertiti in buoni con tasso e scadenza stabiliti con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, tenendo conto delle forme di investimento similari offerte sul mercato.".

Art. 34

Operazioni di pronti contro termine in titoli di Stato sul mercato secondario

1. All’articolo 8 della legge 22 dicembre 1984, n. 887 è aggiunto il seguente comma:

"Per promuovere l’efficienza. dei mercati finanziari, il Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato, anche in deroga alle norme della contabilità dello Stato, ad emettere temporaneamente tranche di prestiti vigenti mediante ricorso ad operazioni di pronti contro termine od altre in uso nei mercati internazionali. Tali operazioni, in considerazione del loro carattere transitorio, non modificano la consistenza dei relativi prestiti e danno lungo alla movimentazione di un apposito conto della gestione di tesoreria. I conseguenti effetti finanziari vengono imputati all’entrata del bilancio dello Stato ovvero gravano sugli oneri del debito fluttuante, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Con le stesse modalità il Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato a procedere a operazioni di prestito sul mercato interbancario.".

TITOLO IV

INTERVENTI PER LO SVILUPPO

CAPO I

Art. 35

Riduzione oneri sociali e tutela per maternità

1. Con riferimento ai parti, adozioni o affidamenti intervenuti successivamente al 1 luglio 2000 per i quali è riconosciuta dal vigente ordinamento la tutela previdenziale obbligatoria della maternità, il complessivo importo della prestazione dovuta se inferiore a lire 3.000.000, ovvero una quota fino a lire 3.000,000 se il predetto complessivo importo risulta pari o superiore a tale valore, è posto a carico del bilancio dello Stato. Conseguentemente a decorrere dalla medesima data sono ridotti gli oneri contributivi per maternità, a carico dei datori di lavoro, per 0,20 punti percentuali. Relativamente agli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, vecchiaia e superstiti per le gestioni dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani ed esercenti attività commerciali la misura del contributo annuo di cui all’articolo 6 della legge 29 dicembre 1987, n. 546 è rideterminata in lire 14.500. Nei confronti degli iscritti alle altre gestioni previdenziali che erogano trattamenti obbligatori di maternità alla ridefinizione dei contributi dovuti si provvede con i decreti di cui al comma 8, sulla base di un procedimento che preliminarmente consideri una situazione di equilibrio tra contributi versati e prestazioni assicurate. Al relativo onere pari a lire 255 miliardi per l’anno 2000, a lire 625 miliardi per l’anno 2001, a lire 469 miliardi per l’anno 2002 e a lire 581 a decorrere dall’anno 2003 con una quota parte delle maggiori entrate derivanti dai decreti dei Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’articolo 8 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 emanati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Alle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie ovvero in possesso di carta di soggiorno ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, per le quali sono in atto o sono stati versati contributi per la tutela economica obbligatoria della maternità, é corrisposto, per ogni figlio nato, o per ogni minore adottato o in affidamento preadottivo dalla stessa data di cui al comma 1, un assegno di importo complessivo pari a lire 3.000.000, per l’intero nel caso in cui non sia corrisposta alcuna prestazione per la tutela economica obbligatoria della maternità, ovvero per la quota differenziale rispetto alla prestazione complessiva in godimento se questa risulta inferiore, quando si verifica uno dei seguenti casi:

a) quando la donna lavoratrice ha in corso di godimento una qualsiasi forma di tutela previdenziale della maternità e possa far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che va dai diciotto ai nove mesi antecedenti alla nascita o all’effettivo ingresso del minore nel nucleo familiare;

b) qualora il periodo intercorrente tra la data della perdita dei diritto, a prestazioni previdenziali o assistenziali derivanti dallo svolgimento, per almeno tre mesi, di attività lavorativa, cosi come individuate nei decreti di cui al comma 8, e la data della nascita e dell’effettivo ingresso del minore nel nucleo familiare non sia superiore a quello del godimento di tali prestazioni, e comunque non sia superiore a nove mesi. Con i medesimi decreti è altresì definita la data di inizio del predetto periodo nei casi in cui la medesima non risulti esattamente individuabile;

c) in caso di recesso, anche volontario, dal rapporto di lavoro durante il periodo di gravidanza, qualora la donna possa far valere tre mesi di contribuzione nel periodo che va dai diciotto ai nove mesi antecedenti alla nascita.

3. L’assegno di cui al comma 2, che è posto a carico dello Stato, è concesso ed erogato all’INPS, a domanda dell’interessato, da presentarsi in carta semplice nel termine perentorio di sei mesi dalla nascita o dall’effettivo ingresso del minore nel nucleo familiare.

4. Restano ferme le disposizioni dell’articolo 17 della legge 30 dicembre 1971, n, 1204.

5. L’importo della quota di cui al comma 1 e dell’assegno di cui al comma 2 sono rivalutati al primo gennaio di ogni anno, sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

6. A decorrere dal 1 luglio 2000 l’assegno di cui all’articolo 66 della legge 23 dicembre 1988, n. 448, è concesso alle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie o in possesso di carta di soggiorno ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, che non beneficiano di alcuna tutela economica della maternità, alle condizioni di cui al comma 2 del medesimo articolo 66, per ogni figlio nato dal 1° luglio 2000, o per ogni minore adottato o in affidamento preadottivo dalla stessa data. All’assegno di cui al presente comma si applicano le disposizioni di cui al comma 5.

7. Con i decreti di cui al comma 8 sono disciplinati i casi nei quali gli assegni, se non ancora concessi o erogati, possono essere corrisposti al padre o all’adottante del minore.

8. Con uno o più decreti del Ministro per la solidarietà sociale, di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sono emanate le necessarie disposizioni regolamentari per l’attuazione del presente articolo. Fino all’entrata in vigore delle suddette disposizioni restano in vigore, per quanto applicabili, le disposizioni emanate ai sensi della disciplina previgente.

9. L’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, con esclusione di quello di cui al comma 1, è valutato in lire 92 miliardi per l’anno 2000 e in lire 186 miliardi a decorrere dal 2001.

Art. 36

Rifinanziamento di leggi

1. Per la prosecuzione degli interventi per la salvaguardia di Venezia di cui alla legge 5 febbraio 1992 n. 139. sono autorizzati con le medesime modalità di ripartizione di cui alla legge 3 agosto l998, n.295, limiti di impegno quindicennali rispettivamente di lire 180 miliardi dall’anno 2001 e lire 80 miliardi dall’anno 2002. I soggetti beneficiari, ivi compresi i destinatari degli stanziamenti previsti dall’articolo 3, comma 2, della legge 3 agosto 1998, n. 295, sono autorizzati a contrarre mutui secondo criteri e modalità che verranno stabiliti con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Il Presidente del Comitato istituito dall’articolo 4, della legge 19 novembre 1984, n. 798, presenta ogni anno una relazione al Parlamento sullo stato di avanzamento dei lavori.

CAPO II

DISPOSIZIONI PER ACCELERARE I PROCESSI DI PRIVATIZZAZIONE

Art. 37

Mediocredito Centrale SpA

1. L’articolo 2, comma 3, della legge 26 novembre 1993, n. 489, come modificato dall’articolo 45, comma 30 della legge 23 dicembre 1993, n. 448, è sostituito dal seguente:

"3. L’oggetto sociale previsto nello statuto della Società peri azioni derivante dalla formazione della Cassa per il credito alle imprese artigiane assicura il perseguimento delle finalità dell’ente originario disponendo che essa operi prevalentemente nell’interesse delle imprese artigiane e dei consorzi cui esse partecipano".

2. L’articolo 37, comma 3. del decreto legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito con modificazioni dalla legge 13 dicembre 1970, n. 1034, come sostituito dall’articolo 1 della legge 30 dicembre 1991, n.412, è abrogato.

Art. 38

Con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanato ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto legge 31 maggio 1994, n.332, convertito in legge 30 luglio 1994, n. 474 possono essere individuate, tra le partecipazioni direttamente detenute dallo Stato in società per azioni quelle che per entità, in rapporto alla dimensione della società, e per l’oggetto della società stessa, possono essere dismesse, oltre che con le società di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito in legge 30 luglio 1994, n. 474, anche mediante altre modalità, definite con lo stesso decreto, idonee a realizzare il contenimento dei costi e la rapidità di esecuzione della cessione. Le operazioni sono esenti dalle tasse per i contratti di trasferimento delle azioni. Alle alienazioni di cui al presente articolo si applicano gli articoli 1 e 13 del decreto legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito in legge 30 luglio 1994, n. 474.

TITOLO V

NORME FINALI

Art. 39

Rimborso della tassa sulle concessioni governative

1. L’importo del netto ricavo relativo all’emissione dei titoli pubblici per il prosieguo delle attività di rimborso della tassa sulle concessioni governative per l’iscrizione nel registro delle imprese di cui all’articolo 11 della legge 23 dicembre 1998. n. 448. è determinato per l’anno 2000 in lire 2.500 miliardi.

2. Il predetto importo sarà versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato ad apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero delle finanze che provvederà a soddisfare gli aventi diritto con le modalità di cui al comma 6 del predetto articolo 11 della legge n. 448 del 1998.

Art. 40

Copertura finanziaria

1. La copertura finanziaria degli oneri indicati all’articolo 2, comma 13, ultimo periodo, della legge 13 maggio 1999, n. 133. In lire 1000 miliardi peri ciascuno degli anni 2000 e 2001 è assicurata mediante utilizzo di parte delle risorse derivanti dagli interventi previsti dal presente provvedimento.

2. La copertura della presente legge per le nuove e maggiori spese correnti, per le riduzioni di entrata e per le nuove finalizzazioni nette da iscrivere nel fondo speciale di parte corrente viene assicurata, ai sensi dell’articolo 11, comma 5, della legge 5 agosto 1978, n. 468, come sostituito dall’articolo 5 della legge 23 agosto 1988,n. 362, come da prospetto allegato.

3. Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti

4. Le disposizioni della presente legge si applicano con decorrenza dal 1 gennaio 2000.