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Roma, 9 luglio 2002

Alla c.a. della Direzione Generale per il Turismo
Ministero delle Attività Produttive

Oggetto: Osservazioni e suggerimenti della FILCAMS CGIL in merito alla Formulazione della
“Carta dei Dirirtti del Turista” richiesti nella riunione del 26 giugno 2002

Fax n. 06 77209808

La riunione del 26 giugno 2002 è anche una risorsa proprio per il confronto fra le diverse esperienze presenti.

La CGIL è interessata alla carta dei diritti del turista in quanto rappresenta sia i fruitori, clienti; sia i clienti interni, i lavoratori dipendenti del settore.

Nel merito delle caratteristiche della pubblicazione “guida dei diritti del turista”, oltre a redigerla sotto varie forme per renderla più fruibile (non solo cartacea ma anche, ad es. consultabile e scaricabile da internet) dovrebbe avere una doppia formulazione: una, a griglia, completa e punto di riferimento per tutti, turisti, Istituzioni, operatori, associazioni … oltre che implementabile al livello decentrato, ed una guida con una caratteristica maggiormente divulgativa.

La Carta dovrà evidenziare anche gli aspetti legati alla sostenibilità: ambientale, economica, sociale e del sistema turistico locale; ed in questo contesto va valorizzato maggiormente l’aspetto del turista consapevole, quindi diritti ma anche doveri del turista. Fra gli Enti e le Associazioni da convocare per la definizione della “Carta dei Diritti del Turista” dovranno esserci anche le ONG e Associazioni che affrontano con competenza tali aspetti es. AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile)

Gli addetti del settore, compresi i lavoratori dipendenti con particolare riferimento a coloro che sono più a contatto con la clientela, dovranno anche essere formati professionalmente anche sulla “carta dei diritti del turista”.

Si evidenzia che fra le parti datoriali e sindacali nel settore è stata costruita una rete di enti bilaterali estremamente diffusa anche al livello territoriale; tali strumenti bilaterali potrebbero essere utilizzati anche agli scopi formativi di cui sopra ma anche con funzioni di informazione. La carta dei diritti del turista non può essere semplicemente un manuale informativo da distribuire fra i turisti, ma anche un sistema di raccolta e fornitura delle informazioni utilizzabile in loco; la rete degli enti bilaterali del turismo, che ha sportelli ormai in tutti i territori turisticamente rilevanti, può essere presa in considerazione anche per questi aspetti.

In attesa di ricevere la convocazione del prossimo incontro, disponibili a collaborare nello sviluppo dell’iniziativa, si saluta Cordialmente.

p/la FILCAMS-CGIL
G. Guglielmi

DICHIARAZIONE DI INTENTI

TRA

IL MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

E
IL COORDINAMENTO DEGLI ASSESSORI REGIONALI AL TURISMO

Il Ministero delle Attività Produttive e il Coordinamento degli Assessori
Regionali al turismo

Considerata
La rilevanza che riveste il turismo per l’economia nazionale

Tenuto conto
Dell’esigenza di armonizzazione del sistema turistico

Ritenuta
La necessità di rilanciare il settore anche al fine di rispondere alle sfide
Derivanti dalla competizione globale

Concordano
Sui principi per lo sviluppo e la valorizzazione del sistema turistico
Contenuti nel documento allegato e di conseguenza

Si impegnano affinché:

1)i principi predetti vengano recepiti nel DPCM previsto dall’art. 2, comma 4 della legge 135 del 2001;
2)a istituire un Tavolo permanente per il coordinamento della politica turistica nazionale

IL MINISTRO DELLA ATTIVITA’ PRODUTTIVE
On.le Prof. Antonio Marzano

p. il Coordinamento degli assessori regionali al turismo
On. Dott. Franco Amoretti.

Roma, 31 gennaio 2002

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

VISTO il decreto legislativo 31 marzo l998, n.ll2 ed in particolare l’art. 44:
VISTA la legge 29 marzo 2001, n.l35 recante la riforma della legislazione nazionale del turismo ed in particolare l’art. 2 commi 4 e 5;
SENTITE le Associazioni di categoria degli operatori turistici e dei consumatori:
VISTA la deliberazione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano in data
Con la quale è stata espressa l’intesa all’adozione del presente decreto;
ACQUISITO il parere favorevole della X Commissione della Camera sul presente decreto espresso nella seduta del
ACQUISITO il parere favorevole della X Commissione del Senato sul presente decreto espresso nella seduta del

DECRETA
ART.1

1. Sono approvati i principi per l’armonizzazione, la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico definiti dall’allegato documento che costituisce parte integrante del presente decreto.

2.Le caratteristiche qualitative de dell’offerta turistica italiana sono individuate attraverso intese fra le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, le quali definiscono criteri e standard minimi comuni per i differenti prodotti e servizi turistici.

ART.2

1. principi e gli obiettivi di sviluppo del sistema turistico di cui all’articolo 2,comma 5,della legge 29 marzo 200l n.135, sono definiti come segue:

a)Il CIPE, in considerazione della rilevanza del turismo quale fattore di sviluppo, ripartisce le risorse finanziarie disponibili per i diversi interventi in favore delle imprese turistiche, ivi comprese le risorse destinate alla programmazione negoziata e quelle provenienti e collegate all’utilizzo dei fondi comunitari, assicurando l’assegnazione alle stesse imprese di quote di risorse almeno pari al peso economico che il comparto turistico riveste. A tali fini sono presi in considerazione la percentuale di P.I.L. delle imprese del comparto turistico rispetto all’intero P.I.L nazionale, i dati relativi all’occupazione diretta ed indiretta nello stesso comparto, il tasso di redditività dell’investimento nelle attività turistiche. Con particolare riferimento all’utilizzo di fondi comunitari il CIPE attiva azioni dirette e specifiche mirate all’adozione di misure e strumenti, di natura anche intersettoriale e/o infrastrutturale, volte a favorire lo sviluppo dell’attività economica in campo turistico ovvero inserite in programmi complessivi di più vasta portata.
b)La promozione turistica dell’Italia all’estero viene espletata a livello nazionale dall’ENIT attraverso le varie forme di comunicazione mediatica, la partecipazione a manifestazioni internazionali di rilievo, l’informazione turistica diretta o indiretta. L’ENIT coordina le proprie attività di promozione all’estero con le attività svolte dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano.
c)In ogni provvedimento di sostegno o di incentivazione allo sviluppo del comparto turistico, sia di nuova adozione che già in essere adottato anche mediante l’utilizzo di fondi comunitari. è opportuno che venga favorito, attraverso formule di particolare agevolazione o valutazione, lo sviluppo di aggregazioni sistemi. reti e altre modalità connettive di attività imprenditoriali anche diverse collegate territorialmente e/o virtualmente ed operanti nel settore del turismo e nell’indotto anche di valenza interregionale.
d)La programmazione della realizzazione di infrastrutture sia specificatamente turistiche sia utili a migliorare la fruibilità turistica dei territori, tiene conto delle esigenze e delle possibilità di sviluppo turistico dei territori di riferimento.
e)Le diverse amministrazioni centrali, le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano gli Enti locali. le imprese operanti nel settore e gli Enti e le Società che gestiscono infrastrutture e servizi partecipano attivamente all’attività di costante aggiornamento ed integrazione della Carta dei diritti del turista di cui all’art.4 della legge. anche attraverso l’uso di sistemi informatici. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano collaborano alla redazione e alla diffusione della Carta.
f)I provvedimenti che prevedono l’impiego di risorse nazionali e comunitarie inseriscono opportuni strumenti mirati alla realizzazione di infrastrutture turistiche di valenza nazionale. anche di natura informatica. ed allo sviluppo diretto o indiretto di attività economiche nel settore del turismo.

PRINCIPI PER L’ARMONIZZAZIONE, LA VALORIZZAZIONE E LO SVILUPPO DEL SISTEMA
TURISTICO EX ART.2, COMMA 4 DELLA LEGGE 135/2001

I principi per l’armonizzazione e la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico vengono definiti d’intesa fra le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano al fine di assicurare l’unitarietà del comparto turistico e la tutela dei consumatori, delle imprese e delle professioni turistiche, nonché degli operatori e dei lavoratori del settore.
Gli elementi di cui al comma 4 dell’art. 2 della legge 29 marzo 2001 n.135 sono definiti secondo le modalità di seguito indicate:

a)Terminologie omogenee e standard minimo dei servizi di informazione e di accoglienza ai turisti
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano definiscono concordemente gli standard minimi comuni di attività dei servizi di informazione e accoglienza dei turisti disciplinandone gli strumenti, le strutture e le modalità di collegamento e concorso da parte degli Enti territoriali e funzionali. Gli uffici di informazione e di accoglienza turistica hanno denominazione unica di IAT e sono contrassegnati all’esterno da tale marchio, comune su tutto il territorio nazionale.

b)Individuazione delle tipologie di imprese turistiche operanti nel settore e delle attività di accoglienza non convenzionali
Il carattere turistico viene conferito all’impresa unicamente dalla tipologia di attività svolta.
Le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano, al fini dell’armonizzazione sull’intero territorio nazionale, individuano le principali tipologie di valenza generale relativamente alle attività turistiche, secondo quanto di seguito indicato:
1)attività ricettive ed attività di gestione di strutture e di complessi con destinazione a vario titolo turistico–ricettiva, con annessi servizi turistici ed attività complementari, fra le quali alberghi e residenze turistico–alberghiere/residences case ed appartamenti per vacanze anche quando gestiti sotto la formula della multiproprietà campeggi e villaggi turistici, altre strutture ricettive definite dalle leggi regionali.

    In relazione a specifici indirizzi regionali, le citate tipologie possono assumere denominazioni aggiuntive. Fra di esse possono essere individuate anche attività ricettive speciali, finalizzate alla fruizione di segmenti particolari della domanda e/o alla valorizzazione di specifiche caratteristiche o risorse economiche e/o naturali dell’area.

2)attività, indirizzate prevalentemente ai non residenti, finalizzate all’uso del tempo libero, al benessere della persona. all’arricchimento culturale, all’informazione, la promozione e la comunicazione turistica, ove non siano di competenza di altri comparti, fra le quali i parchi a tema e le imprese di gestione di strutture convegnistiche e congressuali nonché di organizzazione di iniziative e manifestazioni di medesimo oggetto.
3)attività correlate con la balneazione la fruizione turistica di arenili e di aree demaniali diverse e il turismo nautico quali le imprese di gestione di stabilimenti balneari, definiti come pubblici esercizi di norma posti su area in concessione demaniale, attrezzati per la balneazione, l’elioterapia e per altre forme di benessere della persona, con attrezzature idonee a svolgere e a qualificare tali attività, le imprese di gestione di strutture per il turismo nautico attrezzate per l’ormeggio o la sosta delle imbarcazioni da diporto stazionanti per periodi fissi o in transito, e le imprese di cabotaggio turistico e di noleggio nautico.
4)attività di tour operator e di agenzia di viaggio e turismo, che esercitano congiuntamente o disgiuntamente attività di produzione organizzazione e intermediazione di viaggi e soggiorni e ogni altra forma di prestazione turistica a servizio dei clienti, siano essi di incaming che di outgoing. Sono altresì imprese turistiche quelle che esercitano attività locali e territoriali di noleggio, di assistenza e di accoglienza ai turisti. Sono escluse le mere attività di distribuzione di titoli di viaggio.
5)attività organizzate per la gestione di infrastrutture e di esercizi ed attività operanti, per fini esclusivamente o prevalentemente turistici. nei servizi, nei trasporti e nella mobilità delle persone nell’applicazione di tecnologie innovative, nonché nella valorizzazione e nella fruizione delle tradizioni locali, delle risorse economiche, di quelle naturali, ivi compreso il termalismo, e delle specialità artistiche ed artigianali del territorio. Fra tali attività sono ricomprese le imprese di trasporto passeggeri con mezzi e/o infrastrutture soprattutto se di tipo dedicato, di noleggio di mezzi atti a permettere la mobilità dei passeggeri, di indirizzo sportivo-ricreativo ad alta valenza turistica, quale ad esempio i campi da golf e turistico-escursionistico, quali ad esempio aree, sentieri e percorsi naturalistici, nonché gli esercizi di somministrazione di cui alla legge 25 agosto 1991, n. 287 facenti parte dei sistemi turistici locali e concorrenti alla formazione dell’offerta turistica. con esclusione comunque delle mense e spacci aziendali

    Sono altresì imprese turistiche di montagna anche le attività svolte per l’esercizio di impianti a fune, di innevamento programmato e di gestione delle piste da sci sia per la discesa che per i fondo come strumento a sostegno dell’imprenditorialità turistica della montagna intesa nel suo complesso.

6)altre attività individuate autonomamente dalle diverse Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano.

Oltre a quanto previsto nei sei punti precedenti si definiscono attività turistica anche quelle svolte non esclusivamente in forma di impresa, consistenti in prestazioni di servizi indirizzati specificatamente alla valorizzazione delle tradizioni, delle emergenze culturali e naturalistiche, dei prodotti e delle potenzialità socio-economiche del territorio ed a particolari segmenti di utenza turistica, quali il turistica equestre. la pesca-turismo l’ittiturismo, il turismo escursionistico, i turismo eno-gastronomico. il diving, il turismo giovanile, il turismo sociale, ecc.
Per quanto riguarda specificatamente le attività di accoglienza non convenzionale e le attività ricettive gestite senza scopo di lucro, esse sono rappresentate dalle attività turistiche come sopra individuate svolte normalmente non in forma di impresa da singoli o da associazioni senza scopo di lucro.
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano disciplinano le diverse tipologie di attività non convenzionali, ricettive e non ricettive, sulla base delle specificità del proprio territorio.

In termini generali e senza esclusione le attività ed i servizi turistici:

§devono garantire, nel rispetto delle norme vigenti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, la fruizione anche al turisti con disabilità e/o con limitate capacità motorie:
§devono rispettare le normativa volte alla tutela ed alla sicurezza del cliente, alle garanzie nel rapporto servizio proposto-servizio reso-corrispettivo, alla sostenibilità ambientale;
§devono garantire l’applicazione delle condizioni normativa e salariali stabilite dai contratti collettivi di lavoro.

c)Criteri e modalità dell’esercizio su tutto il territorio nazionale delle imprese turistiche ne le quali si ravvisa la necessità di standard omogenei e uniformi
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano definiscono concordemente gli standard minimi comuni delle attività di impresa di cui al punto b).

d)Standard minimi di qualità delle camere d’albergo e delle unità abitative delle residenze turistico-alberghiere e delle strutture ricettive in generale
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano definiscono concordemente gli standard minimi comuni di qualità delle camere d’albergo e delle unità abitative delle residenze turistico-alberghiere e delle strutture ricettive in generale.

e)Standard minimi di qualità dei servizi offertii dalle imprese turistiche cui riferire i criteri relativi alla classificazione delle strutture ricettive
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano provvedono a determinare concordemente e unitariamente gli standard minimi di qualità dei servizi offerti dalle imprese turistiche cui riferire i criteri relativi alla classificazione delle strutture ricettive, nonché individuano un periodo di tempo per consentire l’adeguamento delle strutture esistenti.

f)Le agenzie di viaggio, le organizzazioni e le associazioni che svolgono attività similare il livello minimo e massimo da applicare ad eventuali cauzioni
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano definiscono concordemente gli standard minimi comuni per l’esercizio delle agenzie di viaggio, delle organizzazioni e delle associazioni che svolgono attività similare, nonché il livello minimo e massimo da applicare ad eventuali cauzioni. Le Agenzie di viaggio svolgono attività di produzione, organizzazione ed intermediazione di viaggi, compresi i compiti di assistenza e di accoglienza ai turisti, nonché l’intermediazione del soggiorno all’interno di strutture ricettive, con esclusione della mera locazione immobiliare.
Permane l’obbligo per le nuove agenzie di viaggio di non adottare denominazioni che possano ingenerare confusione nel consumatore né nomi coincidenti con la denominazione di comuni o regioni italiane.

g)Requisiti e modalità di esercizio su tutto il territorio nazionale delle professioni turistiche
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano definiscono concordemente disciplinano ed accertano i requisiti comuni per l’esercizio delle professioni turistiche tradizionali ed emergenti. esercitate in forma autonoma e curano la qualificazione professionale, organizzando corsi di formazione alle professioni turistiche. Particolare attenzione sarà prestata nella formazione sulle tecniche di accoglienza.

h)Requisiti e standard minimi delle attività ricettive vestite senza scopo di lucro
Sono gli stessi di quelli previsti dalla lettera d) per le strutture ricettive in generale.
Nel caso di tipologie di attività turistiche individuate a livello regionale, esse sono disciplinate dalla Regione o dalla Provincia Autonoma nella quale sono situate.

i)Requisiti e standard minimi delle attività di accoglienza non convenzionale
Come per il punto precedente sono gli stessi di quelli previsti dalla lettera d) per le strutture ricettive in generale. Anche per queste attività nel caso di tipologie di attività turistiche individuate a livello regionale. esse sono disciplinate dalla Regione o dalla Provincia Autonoma nella quale sono situate.

l) Criteri direttivi di gestione dei beni demaniali e delle loro pertinenze concessi per attività turistico- ricreative
Fermi restando gli elementi da ultimo disciplinati con la legge 16 marzo 2001, n. 88, nel rilascio delle concessioni demaniali per attività turistico-ricreative, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano definiscono concordemente i criteri direttivi comuni di gestione dei beni demaniali e delle loro pertinenze concessi per attività turistico-ricreative.
Criteri, regolamentazioni e garanzie. di cui sopra si estendono, ove applicabili, anche alle concessioni demaniali relative ad attività turistico-ricreative che interessano aree diverse dagli arenili.

m)Standard minimi di aualità dei servizi forniti dalle imprese che operano nel settore del turismo nautico
Gli standard minimi di qualità dei servizi forniti dalle imprese che operano nel settore del turismo nautico come definito dal D.P.R. 2 dicembre 1997, n. 509, quali fondamentalmente i punti d’ormeggio, gli approdi turistici e i porti turistici, sono determinati concordemente dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, sentite le associazioni di categoria.

n)Criteri uniformi ve l’espletamento degli esami di abilitazione all’esercizio delle professioni turistiche
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano definiscono concordemente i criteri uniformi per l’abilitazione all’esercizio delle professioni esercitate in forma autonoma, in relazione alla tipologia professionale.



SENATO – RESOCONTI
   
INDUSTRIA (10ª)

MERCOLEDI’ 16 GENNAIO 2002

36ª Seduta

Presidenza del Presidente

PONTONE

Intervengono, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, il dottor Amedeo Ottaviani, il dottor Piergiorgio Toghi e il dottor Franco Paloscia, rispettivamente Presidente, Direttore generale e Capo ufficio stampa dell’Enit. Intervengono altresì il dottor Carmelo Caravella e il dottor Gabriele Guglielmi della CGIL; il dottor Angelo Marinelli e il dottor Antonio Michelagnoli della CISL; il dottor Lamberto Santini e il dottor Emilio Farnioli della UIL e i dottori Marco Pepe e Mario Gaetani della UGL.

La seduta inizia alle ore 16,15.

PROCEDURE INFORMATIVE

Seguito dell’indagine conoscitiva sul settore del turismo: audizione dei rappresentanti dell’Enit, della CGIL, CISL, UIL e UGL

Si riprende l’indagine conoscitiva in titolo, sospesa nella seduta dell’11 dicembre 2001.

Il presidente PONTONE ricorda agli intervenuti i temi oggetto dell’indagine conoscitiva e dà la parola ai rappresentanti dell’Enit.

Il dottor OTTAVIANI ricorda che l’Enit, nel corso della sua attività, è stato sottoposto a diverse riforme, l’ultima delle quali risale al 1995 che, peraltro, conferma il precedente modello di ente pubblico non economico. La riforma del 1995 non è stata però applicata in quanto non si è provveduto a varare il previsto regolamento governativo con il quale si doveva rivedere l’ordinamento dello Statuto. Tale omissione è stata severamente censurata dalla Corte dei conti. Le proposte di legge presentate in Parlamento nella scorsa legislatura non sono state approvate. L’Ente ha tuttavia assunto l’iniziativa di "autoriformarsi" con una serie di provvedimenti che hanno avuto l’effetto di ripristinare condizioni di efficienza, efficacia e produttività della sua complessa macchina organizzativa in Italia e all’estero. Questi provvedimenti sono stati tutti approvati dagli organi di vigilanza e di controllo. Ciò ha consentito all’Ente di rinnovarsi nel suo modo di operare e di riscuotere ampi consensi, di diventare un ente di programmazione e di direzione della politica internazionale del turismo, in stretto raccordo con le Regioni e in piena intesa con le categorie che fanno parte degli organi di amministrazione. Recentemente, è stato approvato il nuovo Statuto dell’Ente, in attuazione della legge n. 419 del 1999. Il 2002 si apre, quindi, all’insegna di tale importante atto, che consente di procedere sulla via di un ulteriore progresso in termini di efficienza e funzionalità dell’Istituto. Auspica che il Parlamento ne possa seguire costantemente l’attività per rendersi conto, in una fase in cui il turismo è oggetto di particolari preoccupazioni, dell’importanza di uno strumento come l’Enit per il sostegno della nostra industria turistica.
Precisa che il turismo fattura in Italia circa 150 mila miliardi di lire. Di essi, circa 60 mila sono dovuti al turismo estero; l’economia turistica condiziona quindi fortemente i livelli sociali ed occupazionali di ampie aree del territorio italiano. Da questo punto di vista devono registrarsi notevoli preoccupazioni per i dati più recenti. Fino ad agosto dello scorso anno, infatti, il turismo estero era in espansione con un incremento dell’1,2 per cento dei ricavi valutari. A settembre vi è stata una perdita del 6,6 per cento e a ottobre del 18,2 per cento. Per cui il bilancio del periodo gennaio-ottobre 2001 è di 50.800 miliardi di lire di ricavi, con una perdita dell’1,9 per cento. Le previsioni per il 2002 sono buone su un piano generale, ma c’è la grande incognita delle città d’arte. Il 25 gennaio si terrà un convegno su questo specifico problema.
D’altra parte, sono confermati i progetti, gli accordi di programma con le Regioni e le missioni comuni con gli operatori anche nei nuovi mercati della Cina, dell’India, della Corea, dell’Australia, della Polonia e del Brasile. L’Enit ha ottenuto nella legge finanziaria per il 2002 una conferma delle proprie disponibilità di bilancio pari a 65 miliardi di lire. Un
budget poco significativo rispetto ai 60 mila miliardi di ricavo. La struttura è comunque impegnata a mettere a frutto le risorse nel modo migliore, in partenariato con le Regioni e l’industria turistica. Il piano triennale è stato approvato, ma non è interamente finanziato perché per il 2003 e il 2004 è prevista una copertura per soli 50 miliardi di contributo dello Stato. L’Ente provvede, peraltro, a reperire risorse in forma autonoma, come dimostrano i 15 miliardi di lire di investimenti aggiuntivi derivanti dagli accordi di programma con le Regioni e le entrate delle attività svolte nell’interesse di Regioni e privati, pari a 8-9 miliardi di lire. Il sistema degli accordi porta ad accrescere le iniziative e gli investimenti comuni con Regioni e imprese. Le sinergie introdotte con l’ICE, le Camere di commercio italiane e l’Alitalia hanno consentito la realizzazione di significativi risparmi.
Ritiene che l’Enit sia indispensabile per tutto il sistema turistico italiano e soprattutto per quelle realtà che hanno bisogno di attenzione particolare, come il Mezzogiorno e le piccole e medie imprese. L’Ente, a suo avviso, svolge la sua funzione in modo proficuo, incidendo minimamente sulla spesa pubblica e garantendo risultati economici rilevanti. Dichiara la propria disponibilità a contribuire ad un ulteriore rafforzamento e miglioramento dell’Enit, auspicando che se ne salvaguardi l’autonomia, la rappresentatività e l’esperienza personale.

Il senatore COVIELLO si sofferma sulla situazione congiunturale delle attività connesse al turismo conseguente agli eventi dell’11 settembre e ricorda le proposte avanzate dalla Commissione industria per introdurre significative misure di sostegno all’interno della legge finanziaria. Chiede ai rappresentanti dell’Enit di fornire il loro contributo in ordine alla individuazione degli interventi di maggiore utilità in un quadro internazionale complesso. Chiede, altresì, la loro valutazione sulle conseguenze per l’Enit delle modifiche costituzionali concernenti i rapporti fra Stato e Regioni. E’ interessato, inoltre, ad acquisire una valutazione sulle prospettive di più lungo periodo con l’obiettivo di ammodernare l’immagine dell’Italia e di non perdere quote di mercato.

Il senatore CORRADO ritiene che non vi siano contrapposizioni tra i Gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione sulla esigenza di rafforzare le strutture di sostegno al turismo italiano. Precisa, peraltro, che i problemi derivanti dai rapporti fra Stato e Regioni cui si è riferito il senatore Coviello derivano dal fatto che alla fine della scorsa legislatura, per ragioni di carattere elettorale, la vecchia maggioranza di centro-sinistra ha voluto approvare una precipitosa riforma delle rispettive competenze.

Il dottor OTTAVIANI considera estremamente utile approfondire le tematiche dell’economia turistica, evitando di correre il rischio di una assuefazione alle difficoltà. Precisa che non tutte le attività turistiche sono state colpite dalla crisi susseguente all’11 settembre: fra quelle maggiormente penalizzate vi sono state quelle del cosiddetto turismo culturale e delle città d’arte, a causa degli orientamenti assunti soprattutto dai turisti americani. Occorre intervenire per valorizzare la unicità del prodotto turistico italiano e per garantire condizioni di sicurezza, che in questo momento rappresentano la prima richiesta da parte degli operatori.
E’ essenziale, inoltre, intervenire sulle infrastrutture, per garantire la mobilità turistica attraverso l’ammodernamento della rete dei porti, degli aeroporti e delle autostrade. Devono essere respinte le ipotesi di introdurre nuove forme di tasse di soggiorno, che possono determinare una minore concorrenzialità del turismo italiano e è necessario impegnarsi per attrarre gli investimenti esteri specie nel Mezzogiorno, anche con un sistema di agevolazioni. Occorre, infine, investire di più nell’immagine dell’Italia a livello internazionale, anche con riferimento a nuovi mercati, rivolgendosi a paesi come la Cina, l’India e l’Australia.
Ritiene che, in questo quadro, debba essere riconosciuto il ruolo autonomo dell’Enit, come ente specializzato e soggetto di internazionalizzazione, in coordinamento con gli altri organismi italiani che operano all’estero. Quanto ai rapporti con le Regioni, ricorda che esse sono rappresentate nel Consiglio di amministrazione dell’Enit e che partecipano alla definizione delle strategie e dei programmi: lo scorso anno le risorse finanziarie dell’Ente sono state integralmente utilizzate per accordi di programma con le Regioni. Il modello giuridico ed organizzativo dell’Ente deve pertanto sempre più configurarsi come una integrazione tra le esigenze pubbliche e quelle private delle imprese.

Il senatore NESSA chiede se sia stato realizzato uno specifico accordo di programma con la regione Puglia.

Il dottor TOGHI precisa che l’accordo di programma con la regione Puglia è stato il primo accordo realizzato lo scorso anno. Fa presente, inoltre, che oltre alla partecipazione dei rappresentanti delle regioni nel Consiglio di amministrazione dell’Enit è stato anche istituito un tavolo tecnico di cui fanno parte i direttori generali del turismo delle stesse Regioni.

Il dottor OTTAVIANI osserva che l’Enit sta operando per razionalizzare la struttura delle manifestazioni organizzate dalle Regioni per promuovere l’offerta turistica: appare infatti più efficace ed economico concentrare tali manifestazioni per tipologie, evitando di giungere ad una eccessiva frammentazione a livello regionale. Ciò anche al fine di rendere più agevole il rapporto con i tour operators.

Il presidente PONTONE ritiene che occorra approfondire il tema delle conseguenze della riforma costituzionale sul finanziamento delle attività di promozione del turismo.

Il dottor TOGHI precisa che il bilancio dell’Enit è pari a 65 miliardi di lire. Si deve però aggiungere una ulteriore quota di 15 miliardi provenienti dalle Regioni e la utilizzazione da parte delle strutture dell’Enit di altri 60 miliardi annui per iniziative avviate dalle stesse Regioni. Da ciò si evince che l’Enit è in larga parte uno strumento delle Regioni.

Il senatore COVIELLO considera essenziale valorizzare l’immagine complessiva dell’Italia. All’interno di tale azione occorre, poi, rappresentare le specificità regionali. E’ necessario però approfondire le modalità attraverso cui tale operazione possa realizzarsi, anche dal punto di vista della configurazione giuridica ed organizzativa dell’Enit.

Il dottor OTTAVIANI condivide l’esigenza di puntare soprattutto all’interesse nazionale, attraverso una visione unitaria dei problemi e delle caratteristiche del turismo italiano. Fa presente che le 25 delegazioni dell’Enit all’estero sono pienamente utilizzate dalle Regioni, che le considerano un loro strumento operativo.

Il presidente PONTONE ringrazia i rappresentanti dell’Enit per il loro intervento e dichiara conclusa l’audizione.

Si procede successivamente all’audizione dei rappresentanti della CGIL, CISL, Uil e UGL.

Il dottor FARNIOLI ricorda che il bilancio del turismo italiano ed internazionale prima dell’11 settembre poteva considerarsi complessivamente positivo. Le conseguenze di carattere internazionale che si sono registrate in seguito a quei tragici eventi, hanno però determinato un drastico peggioramento della situazione. I soggetti maggiormente penalizzati sono stati i tour operators e le agenzie di viaggio ed in parte anche gli alberghi di lusso.
Ricorda che nel mese di ottobre, nel corso di un incontro col Ministro delle attività produttive, furono ipotizzate misure di sostegno per il settore, ma da allora è stato realizzato poco, specie per quanto riguarda gli interventi mirati che erano stati richiesti per ottenere sgravi fiscali e contributivi. In questa fase, in attesa dell’avvio di un
trend positivo, occorre pensare alle condizioni per un duraturo sviluppo del settore.

Il dottor CARAVELLA ritiene che debba essere tenuta distinta l’analisi delle difficoltà congiunturali da quella dei problemi di carattere strutturale del turismo. Va tenuto presente che il turismo è direttamente influenzato dall’andamento dell’economia e che, in Italia, non vi è stata mai la capacità di attuare una complessiva politica del settore in grado di valorizzare pienamente una risorsa economica che raggiunge il 10 per cento del PIL.
Considera essenziale, in questo quadro, sbloccare i fondi previsti dalla legge quadro sul turismo e dalla legge finanziaria: a questo fine occorre procedere all’attuazione della stessa legge quadro. E’ stata, inoltre, più volte promessa ma mai attuata l’estensione della cassa integrazione e la riduzione dell’IVA. Si tratta di misure importanti per garantire continuità alle imprese anche nei momenti di crisi, al fine di evitare la dispersione di lavoratori difficilmente sostituibili: si deve tener presente, infatti, che nel settore turistico è fondamentale la qualità del lavoro.

Il dottor MICHELAGNOLI sottolinea come effettivamente nell’impresa turistica il 50 per cento del valore prodotto si richiama direttamente al fattore lavoro. Per questo è indispensabile poter disporre di efficaci ammortizzatori sociali che consentano il superamento delle crisi congiunturali sempre possibili in relazione alle situazioni economiche e politiche che si registrano nelle diverse aree territoriali.
Da questo punto di vista, le parti sociali devono svolgere pienamente il loro ruolo nella definizione dei contratti, ma appare altresì indispensabile il sostegno delle risorse pubbliche sia per la formazione che per gli ammortizzatori sociali.

Il dottor PEPE si sofferma sulle caratteristiche del turismo italiano e sulle eccezionali potenzialità del cosiddetto "marchio Italia". I dati su cui si basano le statistiche ufficiali delineano un quadro ricettivo decisamente inferiore alla reale capacità di assorbimento turistico. Vi sono strutture ricettive stagionali non autorizzate, specialmente nelle aree in cui il potenziale turistico non è supportato da adeguate infrastrutture. In queste realtà si registrano quindi forti dislivelli qualitativi di offerta con conseguente occupazione prevalentemente di tipo precario.
A suo avviso, la struttura turistica dovrebbe integrarsi nel contesto territoriale, valorizzando le risorse locali e migliorando la qualità del prodotto. Ciò è tanto più vero in una situazione in cui non vi è più la possibilità di essere agevolati da un favorevole cambio di moneta. Esprime, quindi, un giudizio positivo sulla legge n. 135 del 2001, anche se manca un sistema che sappia raccordare il contenuto dell’offerta turistica con il livello di soddisfacimento dell’utente. Sarebbe utile che le Regioni individuassero una scheda informativa per ottenere elementi su tale essenziale aspetto.

Il senatore NESSA chiede ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di fornire elementi in ordine alle azioni e agli investimenti che potrebbe essere utile attuare per recuperare le perdite di quote di mercato che si sono registrate negli scorsi anni. A suo avviso è indispensabile puntare sulle peculiarità e sui punti di forza delle risorse turistiche italiane.

Il senatore BASTIANONI concorda con l’analisi condotta dai rappresentanti sindacali in ordine alla centralità del fattore lavoro. Chiede, a tal riguardo, una valutazione sulla efficacia della qualificazione professionale.

Il dottor GUGLIELMI si richiama alle considerazioni precedentemente svolte dagli altri rappresentanti sindacali per sottolineare come sia necessario distinguere tra emergenza e problemi strutturali. Occorre intervenire per consentire il superamento delle difficoltà specialmente dei tour operators, tenendo conto della esigenza di non disperdere occupazione, esigenza avvertita anche dalle imprese. Sarebbe importante, in questa situazione, attuare un’opera di riqualificazione delle professionalità per tener conto delle innovazioni che hanno investito il settore del turismo.

Il dottor SANTINI ritiene che la qualificazione professionale non sia sufficiente. Occorre, peraltro, approvare le linee guida previste dalla legge n. 135 del 2001 per sbloccare le risorse finanziarie.

Il senatore BASTIANONI chiede se la legge quadro sia da considerarsi ancora attuale.

Il dottor FARNIOLI è dell’avviso che la legge vada attuata. Ricorda che essa è stata approvata dopo un lunghissimo iter parlamentare e che è indispensabile realizzare un confronto fra istituzioni e parti sociali finalizzato alla utilizzazione più efficace delle risorse finanziarie previste. Solo successivamente potrà essere valutata la opportunità di giungere a ulteriori modifiche legislative.

Il dottor PEPE considera fondamentale il raccordo fra Stato e Regioni: anche per questo la legge n. 135 deve essere al più presto operativa. Sottolinea il valore essenziale della formazione professionale per le attività turistiche.

Il dottor MICHELAGNOLI concorda sulla necessità di sperimentare la legge quadro. Ritiene che il problema della formazione vada considerato all’interno di una valorizzazione complessiva del servizio turistico, che tenga conto anche del quadro infrastrutturale, dell’efficacia degli enti locali e delle risorse che possono confluire nel miglioramento dell’offerta.

Il presidente PONTONE ringrazia i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per il loro intervento e dichiara conclusa l’audizione.

Il seguito dell’indagine conoscitiva viene infine rinviato.

La seduta termina alle ore 18.

CGIL

CISL

UIL

Roma, 30 ottobre 2001

Egregio Direttore,

Le inviamo, come richiesto, un insieme di osservazioni al testo contenente “linee guida” ai fini dell’emanazione del DPCM previsto dall’art. 2, comma 4, della legge 135/2001.

Distinti saluti.

Segreterie Nazionali

p. CGIL p. CISL p. UIL

(C.Cantone) (E. Bonfanti) (L. Santini)

p. La FILCAMS p. La FISASCAT p. La UILTUCS

(C. Caravella) (P. Raineri) (E. Fargnoli)


Il primo contributo attiene la realizzazione di quanto ipotizzato dalla Unione Europea in tema di sostenibilità sociale – riferimenti: Libro Verde della Commissione sulla responsabilità sociale delle imprese (vers. definitiva 18-7-2001) ed i lavori sul documento di impostazione del futuro del turismo europeo, in particolare i lavori del Gruppo D ( “promozione della protezione ambientale e dello sviluppo sostenibile nel turismo) -.

Le integrazioni suggerite:

A) Aggiungere al termine del punto c) Criteri e modalità di esercizio comune……. 1- La richiesta di VIA per ogni nuova iniziativa od attività nonché per le modifiche a quelle esistenti; 2 – Il rispetto delle norme di legge e della contrattazione collettiva nel settore, subordinando a questo rispetto le sovvenzioni od altri interventi pubblici di sostegno inserendo clausole tipo:

"L’azienda dovrà dichiarare l’applicazione delle condizioni normative e salariali stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria"

"I beneficiari privati di finanziamenti e agevolazioni erogati dalla Pubblica Amministrazione ai livelli sia nazionale che periferici dovranno fornire una dichiarazione del titolare dell’impresa o del legale rappresentante di rispettare le condizioni normative e salariali stabilite dai contratti collettivi stipulate dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria" . Tale dicitura è da intendersi come soglia minima di partecipazione – e non semplice parametro di valutazione.

Oppure:

- "Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con il quale il legale rappresentante dell’impresa dichiara che vengono applicate le condizioni normative e salariali stabilite dai contratti collettivi stipulate dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria"

- Prevedere che il riconoscimento di una qualsiasi marchio di qualità, sia subordinato in primis al rispetto delle leggi e dei contratti in materia di salute, sicurezza, lavoro.;

1

B) Al termine della 11 Riga punto a) aggiungere “ fermo restando il rispetto delle norme di legge e della contrattazione collettiva”;

C) Nel punto e) a pag 7 alla seconda riga aggiungere dopo “… ricettive” “, le associazioni dei consumatori e le OO. SS comparativamente più rappresentative”;

D) Nel punto g) alla fine del terzo comma aggiungere “consultando le OO.SS. comparativamente più rappresentative”;

E) Nel punto n) pag 10 alla fine del 1 comma “Negli esami per l’ abilitazione devono essere previste materie inerenti le normative ambientali nonchè sulla salute e sicurezza e la contrattazione collettiva.

a) Nella premessa aggiungere 3′ riga dopo imprese ", dei lavoratori del settore";

b) prima pagina secondo comma, prima riga: " gli uffici sono in funzione tutto l’anno, hanno apertura annuale e/o stagionale in corrispondenza a punte per periodi stagionali o di maggiore flusso turistico";

c)prima pagina, Settima riga, in merito alle lingue, dopo ‘quali’ inserire "ad. Es…….. anche prevedendo appossiti corsi di formazione professionale";

d) punto c) pagina 5 4° comma dopo “.. alloggiate.. “ aggiungere “clienti, dipendenti, collaboratori”;

e) punto c) 1° comma vanno previste sanzioni per chi non fornisce i dati;

f) punto c) 3° comma dopo “assicurano’ aggiungere “l’ igiene nonchè la fornitura dei servizi minimi indispensabili ( come luce, acqua, riscaldamento);

g ) punto d) quinta riga aggiungere i metri cubi;

h) Punto L) comma 1 Dopo effettiva aggiungere “e gratuita”;

i ) Pagina 9 terza riga sostituire “dovrebbero” con “devono” ;;

l) Pagina 9 Sesta riga dopo pulizia aggiungere “e lo smaltimento dei rifiuti”;

m) Punto m), secondo comma, dopo ormeggio aggiungere “servizi igienici”;

2

Nota incontro 28-9-01

Ministero Attività Produttive

Si è svolto il 28-09-01 l’incontro tra le OO. SS. Confederali e di categoria Nazionali ed il Ministero delle Attività produttive. L’ incontro convocato dal Ministero stesso aveva all’ordine del giorno gli adempimenti ministeriali in ordine alla legge quadro sul Turismo (135/2001), anche sui temi della situazione di difficoltà esistente nel settore conseguente ai tragici avvenimenti USA.

Le organizzazioni sindacali hanno fatto presente che le difficoltà economiche sono certamente esistenti, ma hanno portata diversa a seconda dei comparti del turismo ed a seconda del rapporto delle diverse aziende con clientela proveniente o diretta verso l’America o il Medio Oriente.

Proprio per questo ritengono le ipotesi di crisi di settore, inadatte tecnicamente, e foriere di una drammatizzazione inutile allo stesso settore, suggerendo invece la necessità di un tavolo immediato tra tutte le parti che esamini tutte le proposte possibili.

Si è ad esempio ricordato che proprio l’art. 7 della legge quadro in esame sottolinea che il turismo come settore “speciale” è finito e che ha perciò gli stessi diritti di tutti i settori economici in quanto a finanziamenti od agevolazioni, inclusi gli ammortizzatori sociali. Si possono in questa chiave ipotizzare interventi urgenti, ma “ ordinari” che diano risposta laddove realmente servono, ma anche a tutte le dimensioni aziendali nonché ai lavoratori precari che sono fortemente presenti nel settore.

Il Ministero ha condiviso l’esigenza di un monitoraggio immediato e la necessità del coinvolgimento di tutte le parti sociali e pur ricordando le competenze di altri Ministeri, si è dichiarato disponibile ad incontri in tempi brevi.

Sulla legge. Il Ministero ha sottolineato che la delega sul Turismo sarà esercitata dallo stesso Ministro. Proprio per sottolineare l’importanza che assume questo settore dell’economia, in generale e per quanto attiene il crescente contributo all’occupazione: si sta perciò lavorando alla predisposizione del DPCM previsto dalla legge per dettare le linee guida. Su specifica domanda il Ministero ha sottolineato che si intende procedere pur non avendo le regioni ritirato i ricorsi presso la corte costituzionale. Regioni con le quali si è svolta una riunione il 3-8-01 definita positiva.

Le linee guida sono ora in fase di costruzione con la creazione di diversi gruppi tematici – standard, professioni turistiche, sistemi locali, demanio etc, chiedendo la presenza sindacale a questi gruppi.

Le OO. SS. hanno aderito alla richiesta sottolineandone la positività ed hanno sottolineato che analogo metodo dovrebbe essere utilizzato a livello delle regioni. Inoltre hanno ricordato l’importanza attribuita ad alcune tematiche, citando al riguardo l’ultima Conferenza Nazionale sul turismo, come per esempio la clausola sociale e quella per lo sviluppo sostenibile, le questioni riguardanti i porti turistici, ed in generale le questioni sulla qualità e le tematiche correlate della formazione e della professionalità.

Il Ministero ha inoltre precisato che delle linee guida non farà parte, almeno per le previsioni attuali, la questione del buono vacanze poiché si ritiene necessario intervenire sulla dotazione che rimane comunque disponibile e ritenuta insufficiente, nonché sulle modalità. Viceversa sarebbero disponibili i fondi di cofinanziamento.

Le Federazioni Nazionali hanno inoltre previsto di chiedere anche un incontro con il Coordinamento delle Regioni turistiche da finalizzare allo sviluppo di un confronto decentrato sul turismo nei vari ambiti territoriali.

CGIL CISL UIL

FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL

SENATO DELLA REPUBBLICA


XIII

377–391–435–1112–1655–1882–1973–2090– 2143–2198–2932–B
Attesto che il Senato della Repubblica,il 15 febbraio 2001, ha approvato, con modificazioni, il seguente disegno di legge, già approvato dal Senato in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’ iniziativa dei senatori Pappalardo, Larizza e Micele (377); Micele, Larizza, Pappalardo, Caddeo, Lauricella, Scivoletto e Veltri (391); Wilde e Ceccato (435); Costa, Camo, Zanoletti, Ronconi e Cimmino (1112); Gambini, Albertini, Larizza, Carcarino, De Carolis, Fiorillo, Palumbo, Cazzaro, Ferrante, Forcieri, Maconi, Micele, Parola, Petrucci, Nieddu, Ucchielli e Mignone (1655); Polidoro, Lavagnini, Palumbo, Montagnino e Giaretta (1882); De Luca Athos (1973); Demasi, Cozzolino, Pontone, Turini, Maggi e Pedrizzi (2090); Lauro, Meluzzi, Centaro, La Loggia, Terracini, Bettamio, Pianetta, Asciutti, Mundi, Toniolli, Sella Di Monteluce, Lauria Baldassare, De Anna, Greco, Contestabile, Tomassini, D’alì, Schifani, Travaglia, Manfredi, Pastore, Manca, Ventucci, Filograna, Grillo, Mungari e Corsi Zeffirelli (2143); Turini, Lauro, Cusimano, Maceratini, Pontone, Monteleone, Curto, De Corato, Reccia, Florino e Marri (2198); d’iniziativa del Consiglio regionale del Veneto (2932) e modificato dalla Camera dei deputati:

Riforma della legislazione nazionale del turismo

Capo I

PRINCIPI, COMPETENZE E STRUTTURE

Art. 1.

(Princìpi)

1. La presente legge definisce i princìpi fondamentali e gli strumenti della politica del turismo in attuazione degli articoli 117 e 118 della Costituzione ed ai sensi dell’articolo 56 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

2. La Repubblica:
a)
riconosce il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico e occupazionale del Paese nel contesto internazionale e dell’Unione europea, per la crescita culturale e sociale della persona e della collettività e per favorire le relazioni tra popoli diversi;

b) favorisce la crescita competitiva dell’offerta del sistema turistico nazionale, regionale e locale, anche ai fini dell’attuazione del riequilibrio territoriale delle aree depresse;
c)
tutela e valorizza le risorse ambientali, i beni culturali e le tradizioni locali anche ai fini di uno sviluppo turistico sostenibile;
d)
sostiene il ruolo delle imprese operanti nel settore turistico con particolare riguardo alle piccole e medie imprese e al fine di migliorare la qualità ; dell’organizzazione, delle strutture e dei servizi;
e)
promuove azioni per il superamento degli ostacoli che si frappongono alla fruizione dei servizi turistici da parte dei cittadini, con particolare riferimento ai giovani, agli anziani percettori di redditi minimi ed ai soggetti con ridotte capacità motorie e sensoriali;
f)
tutela i singoli soggetti che accedono ai servizi turistici anche attraverso l’informazione e la formazione professionale degli addetti;
g)
valorizza il ruolo delle comunità locali, nelle loro diverse ed autonome espressioni culturali ed associative, e delle associazioni pro loco;
h)
sostiene l’uso strategico degli spazi rurali e delle economie marginali e tipiche in chiave turistica nel contesto di uno sviluppo rurale integrato e della vocazione territoriale;
i)
promuove la ricerca, i sistemi informativi, la documentazione e la conoscenza del fenomeno turistico;
l)
promuove l’immagine turistica nazionale sui mercati mondiali, valorizzando le risorse e le caratteristiche dei diversi ambiti territoriali.

3. Sono fatti salvi poteri e prerogative delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano nelle materie di cui alla presente legge nel rispetto degli statuti di autonomia e delle relative norme di attuazione.

Art. 2.

(Competenze)

1. Lo Stato e le regioni riconoscono, sulla base del principio di sussidiarietà di cui all’articolo 4, comma 3, lettera a), della legge 15 marzo 1997, n. 59, il ruolo dei comuni e delle province nei corrispondenti ambiti territoriali con particolare riguardo all’attuazione delle politiche intersettoriali ed infrastrutturali necessarie alla qualificazione dell’offerta turistica; riconoscono altresì l’ apporto dei soggetti privati per la promozione e lo sviluppo dell’offerta turistica.

2. Le regioni, in attuazione dell’articolo 117 della Costituzione, ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59, e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, esercitano le funzioni in materia di turismo e di industria alberghiera sulla base dei princìpi di cui all’articolo 1 della presente legge.
3. Le funzioni e i compiti conservati allo Stato in materia di turismo, fino alla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all’articolo 11, comma 1, lettera
a) , della legge 15 marzo 1997, n. 59, sono svolti dal Ministero dell’ industria, del commercio e dell’artigianato. Per i fini di cui al presente comma, il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato cura in particolare il coordinamento intersettoriale degli interventi statali connessi al turismo, nonchè l’indirizzo e il coordinamento delle attività promozionali svolte all’estero, aventi esclusivo rilievo nazionale. Allo stesso Ministero dell’industria, del commercio e dell’ ;artigianato spetta la rappresentanza unitaria in sede di Consiglio dell’ Unione europea in materia di turismo.
4. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Presidente del Consiglio dei ministri definisce, ai sensi dell’articolo 44 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, con proprio decreto, i princìpi e gli obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico. Il decreto è adottato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le associazioni di categoria degli operatori turistici e dei consumatori. Lo schema di decreto è trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica ai fini della espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari permanenti. Il decreto, al fine di assicurare l’unitarietà del comparto turistico e la tutela dei consumatori, delle imprese e delle professioni turistiche, stabilisce:

a) le terminologie omogenee e lo standard minimo dei servizi di informazione e di accoglienza ai turisti;

b) l’individuazione delle tipologie di imprese turistiche operanti nel settore e delle attività di accoglienza non convenzionale;
c)
i criteri e le modalità dell’esercizio su tutto il territorio nazionale delle imprese turistiche per le quali si ravvisa la necessità di standard omogenei ed uniformi;
d)
gli standard minimi di qualità delle camere di albergo e delle unità abitative delle residenze turistico-alberghiere e delle strutture ricettive in generale;
e)
gli standard minimi di qualità dei servizi offerti dalle imprese turistiche cui riferire i criteri relativi alla classificazione delle strutture ricettive;
f)
per le agenzie di viaggio, le organizzazioni e le associazioni che svolgono attività similare, il livello minimo e massimo da applicare ad eventuali cauzioni, anche in relazione ad analoghi standard utilizzati nei Paesi dell’Unione europea;
g)
i requisiti e le modalità di esercizio su tutto il territorio nazionale delle professioni turistiche per le quali si ravvisa la necessità di profili omogenei ed uniformi, con particolare riferimento alle nuove professionalità emergenti nel settore;
h)
i requisiti e gli standard minimi delle attività ricettive gestite senza scopo di lucro;
i)
i requisiti e gli standard minimi delle attività di accoglienza non convenzionale;
l)
i criteri direttivi di gestione dei beni demaniali e delle loro pertinenze concessi per attività turistico-ricreative, di determinazione, riscossione e ripartizione dei relativi canoni, nonchè di durata delle concessioni, al fine di garantire termini e condizioni idonei per l’ esercizio e lo sviluppo delle attività imprenditoriali, assicurando comunque l’invarianza di gettito per lo Stato;
m)
gli standard minimi di qualità dei servizi forniti dalle imprese che operano nel settore del turismo nautico;
n)
i criteri uniformi per l’espletamento degli esami di abilitazione all’esercizio delle professioni turistiche.

5. Il decreto di cui al comma 4 formula altresì principi ed obiettivi relativi:
a)
allo sviluppo dell’attività economica in campo turistico di cui deve tenere conto il Comitato interministeriale per la programmazione economica nello svolgimento dei compiti ad esso assegnati, con particolare riferimento all’utilizzo dei fondi comunitari;

b) agli indirizzi generali per la promozione turistica dell’Italia all’ estero;
c)
alle azioni dirette allo sviluppo di sistemi turistici locali, come definiti dall’articolo 5, nonchè dei sistemi o reti di servizi, di strutture e infrastrutture integrate, anche di valenza interregionale, ivi compresi piani di localizzazione dei porti turistici e degli approdi turistici di concerto con gli enti locali interessati;
d)
agli indirizzi e alle azioni diretti allo sviluppo di circuiti qualificati a sostegno dell’attività turistica, quali campi da golf, impianti a fune, sentieristica attrezzata e simili;
e)
agli indirizzi per la integrazione e l’aggiornamento della Carta dei diritti del turista di cui all’articolo 4;
f)
alla realizzazione delle infrastrutture turistiche di valenza nazionale e allo sviluppo delle attività economiche, in campo turistico, attraverso l’utilizzo dei fondi nazionali e comunitari.

6. Nel rispetto dei princìpi di completezza ed integralità delle modalità attuative, di efficienza, economicità e semplificazione dell’azione amministrativa, di sussidiarietà nei rapporti con le autonomie territoriali e funzionali, ciascuna regione, entro nove mesi dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 4, dà attuazione ai princìpi e agli obiettivi stabiliti dalla presente legge e contenuti nel decreto di cui al medesimo comma 4.

7. Allo scopo di tutelare e salvaguardare gli interessi unitari non frazionabili, in materia di libertà di impresa e di tutela del consumatore, le disposizioni contenute nel decreto di cui al comma 4 si applicano, decorsi inutilmente i termini di cui al comma 6, alle regioni a statuto ordinario, fino alla data di entrata in vigore di ciascuna disciplina regionale di attuazione delle linee guida, adottata secondo le modalità di cui al medesimo comma 6.
8. Per le successive modifiche e integrazioni al decreto di cui al comma 4 si applicano le medesime procedure previste dall’articolo 44 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dalla presente legge. I termini previsti da tali disposizioni sono ridotti alla metà.

Art. 3.

(Conferenza nazionale del turismo)

1. È istituita la Conferenza nazionale del turismo. La Presidenza del Consiglio dei ministri indìce almeno ogni due anni la Conferenza, che è organizzata dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Sono convocati per la Conferenza: i rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano, i rappresentanti dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI), dell’Unione delle province d’Italia (UPI) e dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani (UNCEM), del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) e delle altre autonomie territoriali e funzionali, i rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative degli imprenditori turistici, dei consumatori, del turismo sociale, delle associazioni pro loco, delle associazioni senza scopo di lucro operanti nel settore del turismo, delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori. La Conferenza esprime orientamenti per la definizione e gli aggiornamenti del documento contenente le linee guida. La Conferenza, inoltre, ha lo scopo di verificare l’attuazione delle linee guida, con particolare riferimento alle politiche turistiche e a quelle intersettoriali riferite al turismo, e di f avorire il confronto tra le istituzioni e le rappresentanze del settore. Gli atti conclusivi di ciascuna Conferenza sono trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti.

2. Agli oneri derivanti dal funzionamento della Conferenza, pari a lire 100 milioni annue a decorrere dall’anno 2000, si provvede nell’ambito degli ordinari stanziamenti del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

Art. 4.

(Promozione dei diritti del turista)

1. La Carta dei diritti del turista, redatta dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, in almeno quattro lingue, sentite le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del settore turistico, nonchè le associazioni nazionali di tutela dei consumatori contiene:

a) informazioni sui diritti del turista per quanto riguarda la fruizione di servizi turistico-ricettivi, ivi compresi quelli relativi alla nautica da diporto, comunque effettuata, sulle procedure di ricorso, sulle forme di arbitrato e di conciliazione per i casi di inadempienza contrattuale dei fornitori dell’offerta turistica;

b) informazioni sui contratti relativi all’acquisizione di diritti di godimento a tempo parziale dei beni immobili a destinazione turistico-ricettiva, di cui all’articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 9 novembre 1998, n. 427, recante attuazione della direttiva 94/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 1994;
c)
notizie sui sistemi di classificazione esistenti e sulla segnaletica;
d)
informazioni sui diritti del turista quale utente dei mezzi di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, delle autostrade e dei servizi di trasporto su gomma;
e)
informazioni sui diritti e sugli obblighi del turista quale utente delle agenzie di viaggio e turismo, dei viaggi organizzati e dei pacchetti turistici;
f)
informazioni sulle polizze assicurative, sull’assistenza sanitaria, sulle norme valutarie e doganali;
g)
informazioni sui sistemi di tutela dei diritti e per contattare le relative competenti associazioni;
h)
informazioni sulle norme vigenti in materia di rispetto e tutela del sistema turistico ed artistico nazionale e dei beni culturali;
i)
informazioni concernenti gli usi e le consuetudini praticati a livello locale e ogni altra informazione che abbia attinenza con la valorizzazione, la qualificazione e la riconoscibilità del sistema turistico.

2. Ad integrazione di quanto stabilito alla lettera b) del comma 1 del presente articolo, al decreto legislativo 9 novembre 1998, n. 427, di attuazione della direttiva 94/47/CE, sono apportate le seguenti modificazioni:
a)
la lettera d) del comma 1 dell’articolo 1 è sostituita dalla seguente:
d) “bene immobile“: un immobile, anche con destinazione alberghiera, o parte di esso, per uso abitazione e per uso alberghiero o per uso turistico-ricettivo, su cui verte il diritto oggetto del contratto”;
b)
l’articolo 7 è sostituito dal seguente:
“Art. 7. –
(Obbligo di fidejussione). – 1. Il venditore non avente la forma giuridica di società di capitali ovvero con un capitale sociale versato inferiore a lire 10 miliardi e non avente sede legale e sedi secondarie nel territorio dello Stato è obbligato a prestare fidejussione bancaria o assicurativa a garanzia della corretta esecuzione del contratto.

2. Il venditore è in ogni caso obbligato a prestare fidejussione bancaria o assicurativa allorquando l’immobile oggetto del contratto sia in corso di costruzione, a garanzia dell’ultimazione dei lavori.
3.
Delle fidejussioni deve farsi espressa menzione nel contratto a pena di nullità.
4.
Le garanzie di cui ai commi 1 e 2 non possono imporre all’acquirente la preventiva escussione del venditore”.

3. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, singolarmente o in forma associata ai sensi dell’articolo 2, comma 4, lettera a) , della legge 29 dicembre 1993, n. 580, costituiscono le commissioni arbitrali e conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e tra imprese e consumatori ed utenti inerenti la fornitura di servizi turistici. È fatta salva la facoltà degli utenti, in caso di conciliazione per la risoluzione di controversie con le imprese turistiche, di avvalersi delle associazioni dei consumatori.

Art. 5.

(Sistemi turistici locali)

1. Si definiscono sistemi turistici locali i contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’ agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate.

2. Gli enti locali o soggetti privati, singoli o associati, promuovono i sistemi turistici locali attraverso forme di concertazione con gli enti funzionali, con le associazioni di categoria che concorrono alla formazione dell’offerta turistica, nonchè con i soggetti pubblici e privati interessati.
3. Nell’ambito delle proprie funzioni di programmazione e per favorire l’integrazione tra politiche del turismo e politiche di governo del territorio e di sviluppo economico, le regioni provvedono, ai sensi del capo V del titolo II della parte I del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e del titolo II, capo III, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, a riconoscere i sistemi turistici locali di cui al presente articolo.
4. Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alle imprese, le regioni, nei limiti delle risorse rivenienti dal Fondo di cui all’articolo 6 della presente legge, definiscono le modalità e la misura del finanziamento dei progetti di sviluppo dei sistemi turistici locali, predisposti da soggetti pubblici o privati, in forma singola o associata, che perseguono, in particolare, le seguenti finalità ;:

a) sostenere attività e processi di aggregazione e di integrazione tra le imprese turistiche, anche in forma cooperativa, consortile e di affiliazione;

b) attuare interventi intersettoriali ed infrastrutturali necessari alla qualificazione dell’offerta turistica e alla riqualificazione urbana e territoriale delle località ad alta intensità di insediamenti turistico-ricettivi;
c)
sostenere l’innovazione tecnologica degli uffici di informazione e di accoglienza ai turisti, con particolare riguardo alla promozione degli standard dei servizi al turista, di cui all’articolo 2, comma 4, lettera a) ;
d)
sostenere la riqualificazione delle imprese turistiche, con priorità per gli adeguamenti dovuti a normative di sicurezza, per la classificazione e la standardizzazione dei servizi turistici, con particolare riferimento allo sviluppo di marchi di qualità, di certificazione ecologica e di qualità, e di club di prodotto, nonchè alla tutela dell’ immagine del prodotto turistico locale;
e)
promuovere il marketing telematico dei progetti turistici tipici, per l’ottimizzazione della relativa commercializzazione in Italia e all’estero.

5. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, a decorrere dall’esercizio finanziario 2001, nell’ambito delle disponibilità assegnate dalla legge finanziaria al Fondo unico per gli incentivi alle imprese, di cui all’articolo 52 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, provvede agli interventi di cofinanziamento a favore dei sistemi turistici locali per i progetti di sviluppo che prestino ambiti interregionali o sovraregionali. Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti i criteri e le modalità per la gestione dell’intervento del Fondo unico per gli incentivi alle imprese.

6. Possono essere destinate ulteriori provvidenze ed agevolazioni allo sviluppo dei sistemi turistici locali, con particolare riferimento a quelli di cui fanno parte i comuni caratterizzati da un afflusso di turisti tale da alterare, in un periodo dell’anno non inferiore a tre mesi, il parametro dei residenti.

Art. 6.

(Fondo di cofinanziamento
dell’offerta turistica)

1. Al fine di migliorare la qualità dell’offerta turistica, è ; istituito, presso il Ministero dell’industria, del commercio e dell’ ;artigianato, un apposito Fondo di cofinanziamento, alimentato dalle risorse di cui all’autorizzazione di spesa stabilita dall’articolo 12 per gli interventi di cui all’articolo 5.

2. Le risorse di cui al comma 1 vengono ripartite per il 70 per cento tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano che erogano le somme per gli interventi di cui al medesimo comma. I criteri e le modalità di ripartizione delle disponibilità del Fondo sono determinati con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
3. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato ripartisce tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il restante 30 per cento delle risorse del Fondo di cui al comma 1, attraverso bandi annuali di concorso predisposti sentita la citata Conferenza unificata. A tale fine le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano predispongono, sentiti gli enti locali promotori e le associazioni di categoria interessate, piani di interventi finalizzati al miglioramento della qualità dell’offerta turistica, ivi compresa la promozione e lo sviluppo dei sistemi turistici locali di cui all’articolo 5, con impegni di spesa, coperti con fondi propri, non inferiori al 50 per cento della spesa prevista.
4. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, entro tre mesi dalla pubblicazione del bando, predispone la graduatoria, ed eroga i contributi entro sessanta giorni dalla pubblicazione della stessa.

Capo II

IMPRESE E PROFESSIONI TURISTICHE

Art. 7.

(Imprese turistiche e attività professionali)

1. Sono imprese turistiche quelle che esercitano attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell’offerta turistica.

2. L’individuazione delle tipologie di imprese turistiche di cui al comma 1 è predisposta ai sensi dell’articolo 2, comma 4, lettera b) .
3. L’iscrizione al registro delle imprese di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580, da effettuare nei termini e secondo le modalità di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581, costituisce condizione per l’esercizio dell’attività turistica.

4. Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alle imprese, alle imprese turistiche sono estesi le agevolazioni, i contributi, le sovvenzioni, gli incentivi e i benefici di qualsiasi genere previsti dalle norme vigenti per l’industria, così come definita dall’articolo 17 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nei limiti delle risorse finanziarie a tale fine disponibili ed in conformità ai criteri definiti dalla normativa vigente.
5. Sono professioni turistiche quelle che organizzano e forniscono servizi di promozione dell’attività turistica, nonchè servizi di assistenza, accoglienza, accompagnamento e guida dei turisti.
6. Le regioni autorizzano all’esercizio dell’attività di cui al comma 5. L’autorizzazione, fatta eccezione per le guide, ha validità su tutto il territorio nazionale, in conformità ai requisiti e alle modalità previsti ai sensi dell’articolo 2, comma 4, lettera
g).
7. Le imprese turistiche e gli esercenti professioni turistiche non appartenenti ai Paesi membri dell’Unione europea possono essere autorizzati a stabilirsi e ad esercitare le loro attività in Italia, secondo il principio di reciprocità, previa iscrizione delle imprese nel registro di cui al comma 3, a condizione che posseggano i requisiti richiesti, nonchè previo accertamento, per gli esercenti le attività professionali del turismo, dei requisiti richiesti dalle leggi regionali e dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 44 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
8. Sono fatte salve le abilitazioni già conseguite alla data di entrata in vigore della presente legge.
9. Le associazioni senza scopo di lucro, che operano per finalità ricreative, culturali, religiose o sociali, sono autorizzate ad esercitare le attività di cui al comma 1 esclusivamente per i propri aderenti ed associati anche se appartenenti ad associazioni straniere aventi finalità ; analoghe e legate fra di loro da accordi internazionali di collaborazione. A tal fine le predette associazioni devono uniformarsi a quanto previsto dalla Convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio (CCV), resa esecutiva con legge 27 dicembre 1977, n. 1084, dal decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392, di attuazione della direttiva n. 82/470/CEE nella parte concernente gli agenti di viaggio e turismo, e dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111, di attuazione della direttiva n. 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti “tutto compreso”.
10. Le associazioni senza scopo di lucro che operano per la promozione del turismo giovanile, culturale, dei disabili e comunque delle fasce meno abbienti della popolazione, nonchè le associazioni
pro loco , sono ammesse, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, ai benefici di cui alla legge 11 luglio 1986, n. 390, e successive modificazioni, relativamente ai propri fini istituzionali.

Capo III

SEMPLIFICAZIONE DI NORME E FONDO DI ROTAZIONE PER IL PRESTITO E IL RISPARMIO TURISTICO

Art. 8.

(Modifiche all’articolo 109 del testo unico approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773)

1. L’articolo 109 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:

“Art. 109. – 1 . I gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonchè i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, ivi compresi i gestori di strutture di accoglienza non convenzionali, ad eccezione dei rifugi alpini inclusi in apposito elenco istituito dalla regione o dalla provincia autonoma, possono dare alloggio esclusivamente a persone munite della carta d’identità o di altro documento idoneo ad attestarne l’identità secondo le norme vigenti.

2 . Per gli stranieri extracomunitari è sufficiente l’esibizione del passaporto o di altro documento che sia considerato ad esso equivalente in forza di accordi internazionali, purchè munito della fotografia del titolare.
3
. I soggetti di cui al comma 1, anche tramite i propri collaboratori, sono tenuti a consegnare ai clienti una scheda di dichiarazione delle generalità conforme al modello approvato dal Ministero dell’ interno. Tale scheda, anche se compilata a cura del gestore, deve essere sottoscritta dal cliente. Per i nuclei familiari e per i gruppi guidati la sottoscrizione può essere effettuata da uno dei coniugi anche per gli altri familiari, e dal capogruppo anche per i componenti del gruppo. I soggetti di cui al comma 1 sono altresì tenuti a comunicare all’ autorità locale di pubblica sicurezza le generalità delle persone alloggiate, mediante consegna di copia della scheda, entro le ventiquattro ore successive al loro arrivo. In alternativa, il gestore può scegliere di effettuare tale comunicazione inviando, entro lo stesso termine, alle questure territorialmente competenti i dati nominativi delle predette schede con mezzi informatici o telematici o mediante fax secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’ interno”.

Art. 9.

(Semplificazioni)

1. L’apertura e il trasferimento di sede degli esercizi ricettivi sono soggetti ad autorizzazione, rilasciata dal sindaco del comune nel cui territorio è ubicato l’esercizio. Il rilascio dell’ autorizzazione abilita ad effettuare, unitamente alla prestazione del servizio ricettivo, la somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti ed a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati. La medesima autorizzazione abilita altresì alla fornitura di giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e di registrazione audiovisiva, cartoline e francobolli alle persone alloggiate, nonchè ad installare, ad uso esclusivo di dette persone, attrezzature e strutture a carattere ricreativo, per le quali è fatta salva la vigente disciplina in materia di sicurezza e di igiene e sanità.

2. L’autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata anche ai fini di cui all’articolo 86 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773. Le attività ricettive devono essere esercitate nel rispetto delle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica, igienico-sanitaria e di pubblica sicurezza, nonchè di quelle sulla destinazione d’uso dei locali e degli edifici.
3. Nel caso di chiusura dell’esercizio ricettivo per un periodo superiore agli otto giorni, il titolare dell’autorizzazione è tenuto a darne comunicazione al sindaco.
4. L’autorizzazione di cui al comma 1 è revocata dal sindaco:

a) qualora il titolare dell’autorizzazione, salvo proroga in caso di comprovata necessità, non attivi l’esercizio entro centottanta giorni dalla data del rilascio della stessa ovvero ne sospenda l’ attività per un periodo superiore a dodici mesi;

b) qualora il titolare dell’autorizzazione non risulti più iscritto nel registro di cui al comma 3 dell’articolo 7;
c)
qualora, accertato il venir meno della rispondenza dello stato dei locali ai criteri stabiliti per l’esercizio dell’attività dalle regioni o alle vigenti norme, prescrizioni e autorizzazioni in materia edilizia, urbanistica e igienico-sanitaria, nonchè a quelle sulla destinazione d’uso dei locali e degli edifici, il titolare sospeso dall’ attività ai sensi dell’articolo 17-ter del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, come da ultimo modificato dal comma 5 del presente articolo, non abbia provveduto alla regolarizzazione nei tempi stabiliti.

5. Il comma 3 dell’articolo 17- ter del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
3. Entro cinque giorni dalla ricezione della comunicazione del pubblico ufficiale, l’autorità di cui al comma 1 ordina, con provvedimento motivato, la cessazione dell’attività condotta con difetto di autorizzazione ovvero, in caso di violazione delle prescrizioni, la sospensione dell’attività autorizzata per il tempo occorrente ad uniformarsi alle prescrizioni violate e comunque per un periodo non superiore a tre mesi. Fermo restando quanto previsto al comma 4 e salvo che la violazione riguardi prescrizioni a tutela della pubblica incolumità o dell’igiene, l’ordine di sospensione è disposto trascorsi trenta giorni dalla data di violazione. Non si dà comunque luogo all’esecuzione dell’ordine di sospensione qualora l’interessato dimostri di aver sanato le violazioni ovvero di aver avviato le relative procedure amministrative”.
6. I procedimenti amministrativi per il rilascio di licenze, autorizzazioni e nulla osta riguardanti le attività e le professioni turistiche si conformano ai princìpi di speditezza, unicità e semplificazione, ivi compresa l’introduzione degli sportelli unici, e si uniformano alle procedure previste in materia di autorizzazione delle altre attività produttive, se più favorevoli. Le regioni provvedono a dare attuazione al presente comma. I comuni esercitano le loro funzioni in materia tenendo conto della necessità di ricondurre ad unità i procedimenti autorizzatori per le attività e professioni turistiche, attribuendo ad un’unica struttura organizzativa la responsabilità del procedimento, fatto salvo quanto previsto dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394. È estesa alle imprese turistiche la disciplina recata dagli articoli 23, 24 e 25 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dal relativo regolamento attuativo.

Art. 10.

(Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico)

1. È istituito presso il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato un Fondo di rotazione per il prestito ed il risparmio turistico, di seguito denominato “Fondo”, al quale affluiscono:

a) risparmi costituiti da individui, imprese, istituzioni o associazioni private quali circoli aziendali, associazioni non-profit, banche, società finanziarie;

b) risorse derivanti da finanziamenti, donazioni e liberalità, erogati da soggetti pubblici o privati.

2. Il Fondo eroga prestiti turistici a tassi agevolati e favorisce il risparmio turistico delle famiglie e dei singoli con reddito al di sotto di un limite fissato ogni tre anni con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, secondo i criteri di valutazione individuati nel decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109. Le agevolazioni sono prioritariamente finalizzate al sostegno di pacchetti vacanza relativi al territorio nazionale e preferibilmente localizzati in periodi di bassa stagione, in modo da concretizzare strategie per destagionalizzare i flussi turistici. Hanno inoltre priorità nell’assegnazione delle agevolazioni le istanze relative a pacchetti di vacanza localizzati nell’ ambito delle aree depresse.

3. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, allo scopo di collegare il Fondo con un sistema di buoni vacanza gestito a livello nazionale dalle associazioni non-profit, dalle associazioni delle imprese turistiche e dalle istituzioni bancarie e finanziarie, previa intesa nella Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge provvede con decreto a stabilire:

a) i criteri e le modalità di organizzazione e di gestione del Fondo;

b) la tipologia delle agevolazioni e dei servizi erogati;
c)
i soggetti che possono usufruire delle agevolazioni;
d)
le modalità di utilizzo degli eventuali utili derivanti dalla gestione per interventi di solidarietà a favore dei soggetti più bisognosi.

4. Al fine di consentire l’avvio della gestione del Fondo di cui al comma 1 è autorizzato un conferimento entro il limite di lire 7 miliardi annue nel triennio 2000- 2002.

5. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in lire 7 miliardi annue nel triennio 2000-2002, si fa fronte mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2000-2002, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’ ;anno finanziario 2000, allo scopo parzialmente utilizzando l’ accantonamento relativo al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

Capo IV

ABROGAZIONI, DISPOSIZIONI
TRANSITORIE E FINANZIARIE

Art. 11.

(Abrogazioni e disposizioni transitorie)

1. È abrogato il regio decreto-legge 24 ottobre 1935, n. 2049, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 1936, n. 526, e successive modificazioni.

2. Alle imprese ricettive non si applica l’articolo 99 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
3. È abrogato l’articolo 266 del regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635. Le disposizioni degli articoli 152, 153, 154 e 180 del medesimo regolamento non si applicano alle autorizzazioni di cui all’ articolo 9 della presente legge.
4. La sezione speciale del registro degli esercenti il commercio, istituita dall’articolo 5, comma 2, della legge 17 maggio 1983, n. 217, è soppressa.
5. Sono abrogate le seguenti disposizioni del decreto-legge 29 marzo 1995, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995, n. 203:

a) l’articolo 1, commi 6, 7, 8 e 9;

b) l’articolo 3, comma 1, lettere a) e b), per quanto di competenza del settore del turismo;
c)
l’articolo 10, comma 14;
d)
l’articolo 11;
e)
l’articolo 12.

6. La legge 17 maggio 1983, n. 217, è abrogata a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 2, comma 4, della presente legge.

7. Fino alla data di entrata in vigore della disciplina regionale di adeguamento al documento contenente le linee guida di cui all’articolo 2, comma 4, della presente legge si applica la disciplina riguardante le superfici e i volumi minimi delle camere d’albergo prevista dall’articolo 4 del regio decreto 24 maggio 1925, n. 1102, e successive modificazioni, e dalla lettera a) del comma 1 dell’articolo 7 del decreto-legge 29 marzo 1995, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 1995, n. 203, come modificata dal comma 7 dell’articolo 16 della legge 7 agosto 1997, n. 266.
8. A decorrere dalla stessa data di cui al comma 7 cessano di avere applicazione le disposizioni, ad esclusione del comma 2 dell’articolo 01, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, relative a concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, che risultino incompatibili con la nuova disciplina recata dal documento contenente le linee guida di cui all’ articolo 2, comma 4, lettera
l) , della presente legge e con la disciplina regionale di recepimento o di adeguamento alle stesse linee guida.

Art. 12.

(Copertura finanziaria)

1. Per il finanziamento del Fondo di cui all’articolo 6, è autorizzata la spesa di lire 270 miliardi per l’anno 2000, di lire 80 miliardi per l’anno 2001, di lire 55 miliardi per l’anno 2002 e di lire 5 miliardi a decorrere dall’anno 2003.

2. All’onere derivante dal comma 1 si provvede, per l’anno 2000, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2000-2002, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’anno finanziario 2000, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero medesimo, e, per il triennio 2001-2003, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2001-2003, nell’ambito dell’unità previsionale di base di conto capitale “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l’anno finanziario 2001, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero medesimo. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
3. A decorrere dall’anno 2004 lo stanziamento complessivo del Fondo di cui all’articolo 6 è determinato dalla legge finanziaria con le modalità di cui all’articolo 11, comma 3, lettera
f) , della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.

IL PRESIDENTE

IlSole24Ore Giovedì 23 Marzo 2000 italia-turismo

I criteri regionali sono inaffidabili: arriva la certificazione volontaria con i controlli di una commissione In albergo stelle senza qualità Il progetto dell’Isnart con le Camere di commercio ha già coinvolto quasi 500 strutture in 17 province
MILANOLa qualità oltre le stelle. Sono 471 gli alberghi che hanno ottenuto il «Marchio di qualità delle imprese alberghiere» (una grande Q rossa in campo giallo) che contraddistingue gli hotel che forniscono ai clienti servizi di standard elevato. Il progetto, avviato dall’Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche) in collaborazione con le Camere di commercio italiane ha coinvolto finora alberghi di 17 province sparse su tutto il territorio nazionale (saranno 25 entro il 2001).

E sotto l’egida delle Camere di commercio, il progetto nato in Veneto ha acquisito respiro nazionale. Il contrario delle stelle, assegnate dalle Regioni in base a parametri che cambiano da Milano a Palermo, e sottoposte a verifica ogni cinque anni.

«Le stelle — dice Flavia Coccia, responsabile delle ricerche Isnart — sono un’indicazione sulla struttura. Il marchio di qualità è un giudizio complessivo su struttura e qualità dei servizi erogati».

Il marchio di qualità, a partecipazione volontaria, ricalca quello già da tempo operativo negli Stati Uniti (i diamanti vengono assegnati per tutto il territorio nazionale dall’Associazione degli automobilisti) e in città a grande vocazione turistica e mete di viaggi d’affari come Edimburgo e Hong Kong dove gli alberghi ricevono la qualifica «highly recommended» (altamente raccomandato).

Ora in Italia l’albergatore può chiedere all’Isnart, attraverso la Camera di commercio (se aderisce al progetto), di esaminare la sua struttura. La valutazione è gratuita. La commissione ispettiva, costituita da esperti dell’Isnart, rappresentanti delle associazioni dei consumatori, degli albergatori, delle istituzioni locali, visita l’hotel e lo valuta secondo parametri prestabiliti. Vengono presi in esame l’accessibilità e la posizione, la facciata, il parcheggio, la hall e le aree comuni, la reception, il ristorante, il bar, le camere, il bagno, i servizi alla clientela. La valutazione consiste in un esame strutturale e qualitativo delle caratteristiche dell’albergo che tiene conto della funzionalità, ma soprattutto della qualità del servizio offerto.

Alla valutazione complessiva si arriva utilizzando un metro di calcolo ponderato. Il punteggio massimo è 200 punti, mentre il range minimo per ottenere il marchio è 150 punti. A ogni caratteristica esaminata corrisponde un voto: dal minimo di dieci punti per accessibilità e posizione, facciata, bar e ristorante al massimo di 40 punti per la camera.

«Durante le ispezioni — dice Mauro Santinato, presidente di Teamwork, la società delle Camere di commercio che effettua i controlli — verifichiamo tutto: dalla collocazione delle prese allo stato dell’arredo, dall’abbigliamento dei dipendenti alla cortesia della reception. E nella scheda di valutazione indichiamo, oltre al punteggio, le cose che non vanno. Se un albergo non raggiunge lo standard sa quali sono gli aspetti da migliorare».

Dopo l’assegnazione del marchio la struttura alberghiera rimane sotto i riflettori della commissione di valutazione. L’albergo, almeno una volta l’anno, viene sottoposto a ispezioni di controllo, i clienti vengono intervistati per monitorare se sono mantenuti gli standard qualitativi richiesti. Inoltre gli alberghi "marchiati" devono rispettare un decalogo di qualità che prevede indicazioni tecniche e regole di correttezza e trasparenza professionale. Per esempio, è previsto l’obbligo di servire la piccola colazione anche se la partenza avviene prima delle sette; di fornire il set di cortesia in bagno e due tipi di biancheria in camera. Gli albergatori devono impegnarsi a distribuire materiale informativo chiaro e comprensibile e, soprattutto, corrispondente all’offerta reale. In caso di gravi inadempienze o di ripetute lamentele da parte dei clienti, il marchio di qualità viene ritirato.

Gli albergatori che ottengono il riconoscimento, oltre a poter esporre il marchio stesso, seguono corsi di formazione sulle strategie della qualità, entrano in una guida di «alberghi raccomandati» (distribuita in 45mila copie), partecipano alle iniziative di pubblicità collettiva.

«Nel ’94 — dice il presidente degli albergatori del Garda veronese, Giuseppe Lorenzini — abbiamo aderito al progetto per il marchio di qualità. I risultati sono apprezzabili. Il marchio fa presa tra gli operatori professionali e il pubblico. E per noi albergatori è uno stimolo al miglioramento continuo, alla crescita. Solo incrementando la qualità dei servizi il settore può crescere».

Lello Naso