Category Archives: VARIE

END CHILD PROSTITUTION, PORNOGRAPHY AND TRAFFICKING IN CHILDREN FOR SEXUAL PURPOSES

PORRE FINE ALLA PROSTITUZIONE E ALLA PORNOGRAFIA INFANTILI E AL TRAFFICO DI MINORI A FINI SESSUALI

Roma, 22.07.05

Riunione d’aggiornamento sulle attività delle Task Force

per l’attuazione del Codice di Condotta dell’Industria Turistica Italiana

Ufficio ECPAT-Italia, 22.07.05, ore 10:30

ORDINE DEL GIORNO

    1.Relazione sui risultati della Task Force sul rafforzamento dell’impegno di agenzie di viaggio e tour operator
    2.Relazione sui risultati della Task Force sulla rendicontazione
    3.Activity planning per i prossimi mesi
    4.Coordinamento per l’organizzazione della conferenza stampa
    5.Sostenibilità economica del settore turismo: una Task Force per una strategia efficace?
    6.Varie ed eventuali


Presenti

ASSOTRAVEL: Francesco Granese

ASSOVIAGGI: Mauro Maggi

EBIT: Francesco Granese

FIAVET: Stefano Landi

FILCAMS CGIL: Gabriele Guglielmi

FISASCAT CISL: Alfredo Magnifico

Ventura Travel ACI: Simona Zenoni

Visit USA Association Italia: Maria Rita Petrucci

ECPAT-Italia: Perla Goseco; Françoise Barner; Maddalena Cavadini

Assenze preannunciate

I Viaggi del Ventaglio: Ellen Bermann

ASTOI: Alberto Corti

ADICONSUM: Luisa Fabiano

Marisol Viaggi: Amalio Guerra

Piramide.Net IC Travel: Alex Kornfeind

Virgin Express: Elisabetta Gravellino

Assenze non preannunciate

Interline International Club: Liliana Comandé

UILTUCS: Caterina Fulciniti


RIUNIONE

PRESENTAZIONE LAVORI DELLE

TASK FORCE DEL CODICE DI CONDOTTA

22/07/05

1. Relazione sui risultati della Task Force sul rafforzamento dell’impegno di agenzie di viaggio e tour operator

Relatore: Francesco Granese

Al fine di promuovere una diffusione del Codice di Condotta dell’industria turistica anche in Italia è opportuno fare leva sugli effetti moltiplicatori di buone prassi fatte proprie da un nucleo iniziale di “ virtuosi”, composto oltreché dagli attuali firmatari, da un insieme di agenzie di viaggio che aderiscano al Codice facendosene portavoci attive.

    • Sulla strategia, la tattica, le azioni e gli strumenti si veda relazione (allegata) che è stata riletta e commentata dal relatore.
    • Inserimento nei rispettivi statuti di un articolo ad hoc con l’assunzione formale di impegno contro il turismo sessuale con minori, cogliendo l’ occasione delle rispettive assemblee generali (come già fatto dalla FIAVET)
    • Presentazione di un allegato al Codice di Condotta per AGENZIE DI VIAGGIO che specifica l’impegno del AdV nei confronti dei propri clienti e dei propri interlocutori a:
        • Informazione
        • Formazione del personale
        • Informazione ai propri Clienti
        • Selezione e segnalazione di fornitori qualificati

Prima di procedere è parso opportuno anche capire lo sfondo legislativo: la riforma della legge 269/98 (DDL 4459), nelle disposizioni relative al turismo sessuale con minori che investono anche le aziende del settore turistico: ne è stata fatta circolare una copia tra i presenti e si è comunicato il riferimento Internet per consultazione on line.

2. Relazione sui risultati della Task Force sulla rendicontazione

Relatore: Gabriele Guglielmi

Sono stati presentati i due diversi questionari elaborati dalla task force:

    • Uno rivolto alle Associazioni ed agli Enti firmatari
    • Un altro rivolto alle aziende

In una fase iniziale sarà ECPAT-Italia ad occuparsi della distribuzione e della raccolta dei questionari; tuttavia in un’ottica di sostenibilità futura si è proposto di creare organi/punti di riferimentoper un’analisi coordinata dei dati.

È proprio l’eterogeneità delle Parti coinvolte che ha spinto alla necessità di una rimodulazione del Codice di condotta per cui è stata creata una nuova task force ad hoc. Il ripensamento del codice potrà essere discusso entro febbraio 2005 in occasione della BIT. In quest’ottica, Alfredo Magnifico ha chiesto come comportarsi con i nuovi aderenti. La risposta è stata che, per il momento, si può utilizzare il modulo di adesione che finora è servito alle associazioni e federazioni per far firmare le agenzie di viaggio, fermo restando che il modulo vada successivamente perfezionato per una più larga adesione.

Gabriele Guglielmi ha sottolineato la necessità di una svolta (“un balzo avanti”) in senso operativo nell’attuazione del Codice. Mauro Maggi ha fatto notare come, in questo senso, la campagna di comunicazione e formazione coordinata dal prossimo settembre costituirà senz’altro un punto di partenza.

Activity planning per i prossimi mesi

Il piano di attività concordate per i prossimi mesi prevede:

    1.Distribuzione da parte di ECPAT-Italia dei questionari per i firmatari entro fine luglio, chiedendo una risposta rapida (prima delle Ferie d’Agosto)
    2.Elaborazione di un nuovo Codice di Condotta e monitoraggio e valutazione dell’iter della Legge (DDL 4459) al Parlamento. Il referente per questa attività sarà Simona Zenone , che avrà la funzione di coordinatrice, coadiuvata da Alfredo Magnifico
    3.Comunicazione e promozione. Il responsabile è Francesco Granese . Si tratta di:
    • organizzare una Conferenza Stampa al TTG – Ottobre 2005
    • presentare alla BIT Milano 2006:
    • il nuovo CC
    • i risultati del primo monitoraggio sull’implementazione
    • e i (previsti) 40 nuovi aderenti

La campagna di comunicazione e promozione sarà portata avanti anche dalle compagnie aeree, dall’ASTOI, dalla stampa di settore (Interline International et al.)

    4.Elaborazione di strumenti di monitoraggio (verifica, rendicontazione, creazione di un osservatorio). Il referente per quest’attività è Gabriele Guglielmi.

Coordinamento per l’organizzazione della conferenza stampa

La Conferenza stampa potrebbe essere convocata una data da fissare durante il TTG a Rimini (ottobre 2005). Maggi si può darci una mano a prenotare una stanza e prefissare una data provvisoria.

Sostenibilità economica del settore turismo: una Task Force per una strategia efficace?

Per quanto la creazione dei gruppi di lavoro abbia alleggerito il carico di attività di ECPAT-Italia, si pone il problema della copertura spese per il resto delle attività di coordinamento che ancora restano in capo all’Associazione che, in quanto ONLUS, vive dei fondi provenienti dalle donazioni e dai progetti (di cui trattiene il 10%).

Nel caso delle attività relative a RSI nel turismo, ECPAT-Italia sta effettivamente lavorando in perdita, in condizioni particolarmente difficili per una piccola realtà che lavora su un ridotto numero di risorse umane.

Françoise Barner ha proposto che l’adesione al Codice di Condotta potesse implicare perlomeno un’adesione dell’Ente firmatario ad ECPAT-Italia in modo da contribuire alle spese di mantenimento.

A questo punto Perla Goseco ha rimarcato che il problema andava contingentato alle spese operative-amministrative del settore turismo.

Inoltre, è stato fatto notare che una strategia di marketing e comunicazione efficace (merchandising), una volta lanciata, potrebbe contribuire a creare entrate nuove per ECPAT-Italia ed avviare un meccanismo positivo di crescita senza bisogno di pensare a finanziamenti istituzionalizzati da parte dei firmatari in favore di ECPAT, anche perché questo avrebbe dei riflessi sul ruolo degli Enti, in quanto “ ;associati”, sulla sfera decisionale.

Guglielmi ha suggerito che la questione venisse presentata in una sede più consona, per esempio scrivendo direttamente al Segretario generale della FILCAMS-CGIL, al fine di ottenere un sostegno concreto.

Varie ed eventuali

Gabriele Guglielmi, in qualità di nuovo presidente dell’EBNT (Ente Bilaterale Nazionale per il Turismo), ne ha annunciato la sottoscrizione del Codice di Condotta.

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EU MULTI STAKEHOLDER FORUM ON CSR

Round Table "Diversity, convergence and transparency of CSR practices and tools"
Second Meeting, 22/9/2003, Brussels



Agenda

Welcome & Introduction

Bernard Jansen, Director, DG Employment and Social Affairs, European Commission
Penny Walker, Rapporteur

Setting the context

The impact of reporting
Philip Monaghan, Senior Researcher, Accountability
Catherine Rubbens, Programme Manager, CSR Europe

Benchmarking Corporate Sustainability Reporting
Nick Robinson, Sustainability

Open discussion with structured input by stakeholders

The Global Reporting Initiative (GRI)

Paul Hohnen, Director, Strategic Development, GRI
Chris Tuppen, BT
Dwight Justice, ICFTU

Open discussion

The French NRE Law

François Fatoux, ORSE (Observatoire sur la Responsabilité Sociétale des Entreprises)

Open discussion with structured input by stakeholders

First identification of drivers, critical success factors, barriers and actions

Penny Walker, Rapporteur

Open discussion

Company & Stakeholder experience on reporting

Michel Picard, Director Environment Issues, Lafarge
Oliver Rapf, Senior Policy Officer, WWF
Eric Brassart, FO

Open Discussion

Sectorial Approach: the tour operators case

Giulia Carbone, Associate Programme Officer – Sustainable Tourism UNEP
Dr. Tom Selanniemi, Manager for Sustainable Tourism Aurinkomatkat-Suntours
Gabriele Guglielmi, FILCAMS CGIL (text)

Open Discussion

Setting the context

The market of SRI and Sustainability Indices in Europe: overview and trends
Matt Christensen, executive director, Eurosif
Matteo Bartolomeo, President, Avanzi SRI research
Adeline Hinderer, programme coordinator, CSR Europe

Eurosif transparency guidelines

A UK Survey
Bryan Cress, Senior adviser, CBI

Open discussion

SRI seen from different perspectives: drivers, obstacles, success factors

Herwig Peeters, Director, Ethibel
Will Oulton, strategic advisor, FTSE4Good
Peter Ramm, Siemens
Larry Chen, UBS
Ruggero Bodo, Sodalitas
Angela Bracci, SRI manager Markets Area, Italian Banking Association

Open discussion

Lessons learned: Identification of drivers, success factors, barriers and actions from both meetings of the Round Table

Penny Walker, Rapporteur

Open discussion and identification of areas of general consensus

Conclusions

Bernard Jansen, Director, DG Employment and Social Affairs, European Commission
Penny Walker, Rapporteur

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CONTRATTI: TURISMO; RAGGIUNTA INTESA, 118 EURO AUMENTO
BILLE’, UN BIGLIETTO DI VISITA CONTRO LA CRISI
(ANSA) – ROMA, 19 LUG – Dopo mesi di negoziato e’ stato
rinnovato il contratto nazionale per i dipendenti delle aziende
del settore turismo. Il contratto, sottoscritto da Fipe,
Federalberghi, Faita, Fiavet, aderenti a
Confturismo-Confcommercio e Federreti, e dalle organizzazioni
sindacali dei lavoratori Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs
Uil, riguarda oltre 1 milione di lavoratori e circa 300mila
imprese. L’intesa prevede la corresponsione di 118 euro a regime
per il quadrienno 2002-2005 che saranno suddivisi in quattro
tranches (40 a luglio 2003, 30 a dicembre 2003, 30 a settembre
2004 e 18 a luglio 2005) oltre all’una tantum di 300 euro, a
copertura del periodo di carenza del contratto, che verra’
erogata in due tranches (agosto 2003 e gennaio 2004).
”Questo contratto – ha detto il presidente di Confcommercio,
Sergio Bille’, commentando la firma arrivata dopo 36 ore di
ininterrotto confronto – vuol essere il biglietto da visita di
un importante settore della nostra economia che, nonostante la
crisi, continua a non avere nessun incentivo pubblico, a
differenza di molti altri comparti produttivi. Un settore che,
comunque, ha creato e crea nuova occupazione e crede con forza
alle prospettive di rilancio del nostro sistema economico”.
(segue)

VG
19-LUG-03 13:52 NNNN

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CONTRATTI: TURISMO; RAGGIUNTA INTESA, 118 EURO AUMENTO +RPT+(2)
+++RPT CON TITOLO CORRETTO+++
(ANSA) – ROMA, 19 LUG – L’intesa raggiunta, si legge in una
nota, ”tiene conto delle particolari caratteristiche del
settore e, pur nel rispetto degli accordi fissati nel Protocollo
del 23 luglio 1993, stabilisce una durata quadriennale sia per
la parte economica che per quella normativa. Il contratto che
scadra’ il 31 dicembre 2005, non prevede infatti la fase di
rinnovo del biennio economico e definisce sin d’ora la
retribuzione per tutto il periodo di durata del contratto”.
Inoltre, e’ stata introdotta per la prima volta nella
contrattazione l’assistenza sanitaria integrativa per i
lavoratori, a partire dal 1 gennaio 2005, finanziata dalle
imprese (7 euro) e dai lavoratori (3 euro) ogni mese. L’intesa
prevede inoltre una migliore definizione dei contenuti e dei
criteri per la contrattazione territoriale, soprattutto nelle
imprese con meno di 15 dipendenti, individuando parametri utili
per il calcolo della produttivita’.
Sul part time e’ aumentato il monte ore di lavoro
supplementare, per rispondere ad esigenze di flessibilita’, che
sara’ pari a 180 ore annue per ogni dipendente, mentre vengono
introdotte nuove figure professionali, in parte gia’ presenti
nel settore, soprattutto per la ristorazione moderna mentre la
disciplina sull’orario di lavoro, prevista dal recente decreto
legislativo, viene ‘personalizzata’ secondo le esigenze del
settore. Il contratto prevede inoltre ”la definizione di una
serie di richieste che il settore rivolge al Governo, sotto
forma di avviso comune sui temi del credito d’imposta, della
formazione, della semplificazione delle procedure amministrative
e contributive e degli appalti nel settore della ristorazione
collettiva.
”D’ora in poi le imprese turistiche – ha dichiarato Bernabo’
Bocca, presidente Confturismo Confcommercio – potranno contare
su un’ampia gamma di strumenti di flessibilita’ contrattata in
linea con le specificità del settore e con i processi evolutivi
del mercato”. (ANSA).

VG
19-LUG-03 14:30 NNNN

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CONTRATTI: I COMPARTI ANCORA IN ATTESA DI RINNOVO
(V. ‘CONTRATTI: TURISMO; RAGGIUNTA…’ DELLE 13.50 CIRCA)
(ANSA) – ROMA, 19 LUG – Dopo il rinnovo del del contratto
nazionale dei lavoratori del turismo, che va ad aggiungersi a
quello firmato ieri nel settore delle assicurazioni e nei giorni
scorsi dagli alimentaristi e giornalisti, sono in ogni caso
ancora numerosi i comparti tuttora in attesa del nuovo contratto
nazionale, dal pubblico impiego, al commercio, ai bancari, agli
autoferrotranvieri.
Ecco, in sintesi, la situazione tuttora aperta relativa alle
diverse categorie:
-PUBBLICO IMPIEGO: dopo gli accordi per il personale dei
ministeri, per la Scuola e per il Parastato, non e’ stato ancora
rinnovato il contratto, scaduto il 31 dicembre 2001, riguardante
la Sanita’, gli Enti Locali, le Agenzie Fiscali e la Presidenza
del Consiglio. Al riguardo peraltro il Consiglio dei ministri
pochi giorni fa ha dato il via libera alle risorse per i rinnovi
pendenti, estendendo i benefici gia’ accordati ai ministeriali,
ai lavoratori parastatali e della Scuola.
-AUTOFERROTRANVIERI: il biennio economico del contratto anche in
questo caso e’ scaduto a fine 2001 (a fine 2003 scadra’ anche la
parte normativa). Per i circa centomila lavoratori del settore
sono stati chiesti aumenti per 106 euro medi.
-BANCARI: la parte normativa e’ scaduta a fine 2001 (e’ stata
rinnovata solo la parte economica). La piattaforma presentata
dai sindacati prevede un aumento retributivo medio di 125 euro.
-COMMERCIO: il contratto che interessa circa un milione di
lavoratori e’ scaduto alla fine dello scorso anno. La
piattaforma prevede una richiesta di aumento salariale di 107
euro medi a regime (con un tasso superiore all’ inflazione
programmata).
Fra i contratti in scadenza alla fine del 2003 figurano
inoltre quelli dei chimici, dei tessili e dell’ edilizia.
(ANSA).

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TURISMO: FIRMATA IPOTESI ACCORDO ECONOMICO E NORMATIVO
CONTRATTO SCADUTO 2001
(ANSA) – ROMA, 19 LUG Federalberghi, Fipe, Faita, Fiavet,
Federreti con la partecipazione di Confcommercio, Filcams,
Fisascat e Uiltucs hanno sottoscritto oggi l’ipotesi di accordo
per il rinnovo della parte economica e normativa del Contratto
collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da aziende del
settore turismo, scaduto il 31 dicembre 2001.
Lo rende noto un comunicato unitario nel quale le associazioni
sottolineano che l’accordo, raggiunto dopo oltre diciotto mesi
di trattative, costituisce un equilibrato punto d’incontro tra
le posizioni delle parti contraenti, contemperando le esigenze
delle imprese con le aspettative dei lavoratori.
(ANSA).

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19-LUG-03 17:03 NNNN

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TURISMO: COSA PREVEDE L’IPOTESI DI ACCORDO

(ANSA) – ROMA, 19 LUG – Il nuovo contratto di lavoro che
interessa gli operatori del settore turismo, ha decorrenza dal 1
gennaio 2002 e scade il 31 dicembre 2005, sia per la parte
economica sia per la parte normativa. Le parti, alla luce delle
condizioni di particolare congiuntura, hanno infatti ritenuto
opportuno fissare, anche per la parte economica del contratto
una durata di quattro anni.
RETRIBUZIONE E COSTO DEL LAVORO – I nuovi valori retributivi
decorrono dal mese di luglio 2003, con la corresponsione di una
prima tranche di aumento che, per il quarto livello di
inquadramento, e pari a 40 euro lordi. La seconda, la terza e
la quarta tranche saranno corrisposte a decorrere dal mese di
dicembre 2003 (30 euro), settembre 2004 (30 euro), luglio 2005
(18 euro), con un aumento complessivo lordo a regime nel
quadriennio pari a 118 euro ed uno sviluppo del costo coerente
con i tassi di inflazione.
L’accordo prevede l’assorbimento dell’indennita’ di vacanza
contrattuale, e, di conseguenza, gli importi lordi effettivi
sono pari a circa 30 euro per la prima tranche e a 108 euro per
l’aumento complessivo.
E’ prevista l’erogazione di un importo una tantum, che, per il
quarto livello di inquadramento, e’ pari a 300 euro lordi, da
corrispondersi in due tranche,erogate con la retribuzione dei
mesi di agosto 2003 (140 euro) e gennaio 2004 (160 euro).
LAVORO A TEMPO DETERMINATO – L’ipotesi di accordo conferisce
attuazione a quanto previsto dal decreto legislativo 24
settembre 2001, n. 368 in materia di lavoro a tempo determinato.
L’intesa indica esplicitamente alcune ipotesi di ricorso al
contratto a tempo determinato tipiche del settore e eleva al 20%
i limiti quantitativi per l’utilizzo dei contratti a tempo
determinato.
ORARIO DI LAVORO – Vengono introdotte soluzioni di miglior
favore per le imprese in relazione al riposo giornaliero, al
lavoro straordinario e alla durata massima dell’orario di
lavoro.
ASSISTENZA SANITARIA ED INTEGRATIVA – E’ prevista
l’istituzione di un fondo di assistenza sanitaria integrativa
per i lavoratori del settore turismo. L’iscrizione al fondo
dovra’ avvenire nel corso del 2004 e comportera’ il pagamento di
una quota iniziale pari a diciotto euro, di cui quindici euro a
carico del datore di lavoro e tre euro a carico del lavoratore.
FORMAZIONE CONTINUA – Le parti hanno confermato che il fondo
interprofessionale per la formazione continua dei lavoratori dei
settori commercio turismo e servizi (For.Te) costituisce il
fondo di riferimento per i dipendenti delle imprese del settore
turismo.
LAVORO EXTRA – Tra i casi per i quali e’ consentita
l’assunzione di lavoratori extra vengono introdotte le attivita’
di assistenza e ricevimento agli arrivi e alle partenze in
porti, aeroporti, stazioni ed altri luoghi similari.
LAVORO TEMPORANEO – Fermi restando i casi in cui e’ previsto
il ricorso al lavoro temporaneo la disciplina dell’istituto
assume valenza autonoma, non piu’ collegata a quanto previsto
per il lavoro a tempo determinato. (ANSA).

QA-MIH
19-LUG-03 17:41 NNNN

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TURISMO:IPOTESI ACCORDO; BOCCA,ELEMENTO POSITIVO PER SETTORE
(V.”TURISMO: FIRMATA IPOTESI DI ACCORDO…”DELLE 17,03)
(ANSA) – ROMA, 19 LUG – La sigla dell’ipotesi di accordo per
il rinnovo del contratto di lavoro nel settore turistico ”e’ un
elemento positivo: adesso occorre la nomina del nuovo
Sottosegretario al turismo”. Lo ha detto Bernabo’ Bocca,
Presidente della Federalberghi e di Confturismo, la
Confederazione della Confcommercio alla quale aderiscono oltre
200 mila delle 270 mila imprese che in Italia costituiscono il
sistema turistico nazionale. Secondo Bocca, l’accordo siglato
oggi ”rappresenta un grosso sforzo per venire incontro alle
richieste dei lavoratori, pur in un momento nel quale gran parte
delle aziende non stanno attraversando una congiuntura
favorevole. I contenuti dell’intesa, inoltre, consentono di
conciliare in maniera valida le innovazioni, apportate dalla
legislazione piu’ recente, con le caratteristiche intrinseche
del lavoro nel turismo”. Secondo Bocca ”adesso quel che manca,
e’ un referente politico. Dopo le dimissioni la scorsa settimana
del sottosegretario al Turismo, Stefano Stefani, ha concluso –
auspichiamo che il ministro delle Attivita’ Produttive, Antonio
Marzano, acceleri i tempi per l’individuazione del suo
sostituto, al fine di garantirci quell’interlocutore di cui
tutti i comparti del settore hanno un assoluto bisogno”.
(ANSA).

MIH
19-LUG-03 18:02 NNNN

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TURISMO:IPOTESI ACCORDO; FILCAMS-CGIL, L’ACCORDO E’ BUONO

(ANSA) – ROMA, 19 LUG – ”Ha vinto il primato della
contrattazione, anche sui temi caldi quali l’orario e le
tipologie contrattuali diverse dai contratti a tempo
indeterminato. E’ un buon contratto”. Lo ha sostenuto Ivano
Corraini segretario generale della Filcams-Cgil, il quale, in
una nota, ha ricordato che ”si perseguiva l’obiettivo di
mettere ai margini il contratto nazionale, invece abbiamo
regolamentato un settore ma respingendo le parti piu’ dannose e
riconquistando la definizione della stagionalita’ e per gli
stagionali il diritto alla precedenza al 100%. L’incremento
salariale di 118 euro nei quattro anni – ha concluso il
sindacalista – e’ pari all’11,58 ed i 70 euro del biennio
2002-2003 sono pari a 6,28, un risultato soddisfacente se si
pensa alle difficolta’ che in settore internazionale e nazionale
ha sopportato”.(ANSA).

MIH
19-LUG-03 18:29 NNNN

ORDINE DEL GIORNO
APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DEI DELEGATI E DELLE STRUTTURE
RINNOVO CCNL TURISMO
ROMA – 8 MAGGIO 2003

L’Assemblea delle strutture e dei delegati del turismo, riunita a Roma l’8 maggio 2003, valutata la situazione del rinnovo del CCNL Turismo, si esprime a totale sostegno della vertenza al fine di assicurare ai lavoratori del settore un rinnovo del contratto che sappia cogliere e contrattualizzare le esigenze normative economiche previste dalla Piattaforma e dai documenti successivamente elaborati dall’Assemblea e dalle Federazioni Nazionali.

Dopo la buona riuscita degli Scioperi e delle Manifestazioni svolte nelle scorse settimane, si rende necessario, a causa delle reiterate risposte negative da parte delle controparti, un nuovo calendario di mobilitazione e di scioperi a partire dallo stato di agitazione da proclamare in ogni regione:

·Un pacchetto fino a 16 ore di sciopero nei mesi di maggio e giugno, di cui 8 ore articolate a livello regionale e 8 ore con Manifestazione Nazionale entro il mese di giugno le cui modalità verranno decise dalle Segreterie Nazionali;

·Per la rete autostradale l’individuazione delle modalità di svolgimento verranno decise dalle Segreterie Nazionali.

ORDINE DEL GIORNO/COMUNICATO
DELL’ASSEMBLEA DEI DELEGATI E DELLE STRUTTURE
PER IL RINNOVO DEL CCNL TURISMO
ROMA – 18 MARZO 2003

L’assemblea dei delegati e delle strutture FILCAMS FISASCAT UILTUCS, riunita a Roma il 18 marzo 2003, approva la relazione e le conclusioni svolte dalle Segreterie Nazionali e valuta con preoccupazione la situazione venutasi a determinare in ordine al rinnovo del CCNL, ormai scaduto da oltre un anno e che non ha visto apprezzabili sviluppi del negoziato.

La trattativa è stata costantemente caratterizzata da pesanti difficoltà dovute soprattutto ai vari tentativi delle controparti di diniego di rispondere compiutamente alle richieste della Piattaforma, presentando invece proposte di modificare pesantemente la struttura normativa del contratto.

Lo scenario di guerra che purtroppo si vvicina può rendere sempre più problematico il confronto e rischia di procrastinare ulteriormente la trattativa.

Occorre quindi dare un nuovo impulso al negoziato al fine di garantire ai lavoratori ed alle lavoratrici del settore un rinnovo dignitoso del contratto sia per la parte economica che normativa.

L’Assemblea dei delegati e delle strutture, unitamente alle Segreterie Nazionali FILCAMS FISASCAT UILTUCS, decide di avviare le necessarie iniziative di mobilitazione e di lotta, individuando lo svolgimento di uno sciopero di 8 ore articolato a livello delle singole regioni (da concentrare in un’unica giornata per la ristorazione autostradale) nel periodo dal 7 al 30 aprile.

Riconvocazione dell’Assemblea Nazionale per il 5 maggio al fine di fare il punto sulla vertenza e per individuare, nel caso siano stati prodotti risultati apprezzabili, un ulteriore pacchetto di ore di sciopero ed una Manifestazione Nazionale di categoria.

A sostegno della vertenza nelle prossime settimane dovrà anche essere svolta una capillare azione di informazione nei posti di lavoro e nel territorio e verranno individuate iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni ai vari livelli.

Roma, 18 marzo 2003

Accordo SNTHT e FILCAMS, Cuba 10 marzo 2003 (traduzione italiana)
Carta de Intención, Cuba 10 de marzo del 2003 (versione originale)
Aiutare una economia in evoluzione, da "Il Magazine"
Immagini

Cuba 10 Marzo 2003

“Anno dell’anniversario della nascita di Josè Martì e dell’attacco alla Moncada”

Da una parte il compagno Bruno PERIN della Segreteria Nazionale della Filcams-Cgil

Dall’altra il compagno Rodolfo Jimenez POLANCO Segretario Generale del Sindacato Nazionale dei Lavoratori degli Alberghi e del Turismo di Cuba.

A motivo della visita a Cuba della suddetta delegazione, nell’ambito delle attività per il 4 di Marzo, giorno del Lavoratore dell’Albergo e del Turismo, avvenuta dal 3 al 10 Marzo del 2003 nella città dell’Habana a Cuba, tenendo conto degli interessi delle due delegazioni di rafforzare le relazioni di amicizia e di mutua cooperazione, concordano:

1.Analizzare la possibilità di continuare l’interscambio di delegazioni in funzione dei diversi interessi e con diverse modalità;
2.La parte Italiana manifesta la propria volontà di contribuire con il SNTHT allo sviluppo dell’Informatica e della Computeristica;
3.Le due parti studieranno la possibilità affinché la parte italiana possa contribuire, nell’ambito del programma “Mi Aporte a la Vida” per la lotta contro il cancro a Cuba, a istallazioni cubane dedicate a questa nobile causa in collegamento con il SNTHT.

_________________________________________________________________________
Rodolfo Jimenez POLANCOBruno PERIN
Segretario Generale SNTHTSegreteria Nazionale Filcams-CGIL

Cuba, 10 de marzo del 2003

"AÒO DE GLORIOSOS, ANIVERSARIOS DE MARTÎ Y DEL MONCADA”

Carta de Intención

De una parte, el compaòero Bruno Perin, Secretario Nacional de FILCAMS-CGIL, de Italia.

De otra parte, el compaòero Rodolfo Jiménez Polanco, Secretario General del Sindicato Nacional de Trabajadores de Hotelería y Turismo de Cuba.

Con motivo de la visita realizada a Cuba por una delegación de dicha organización, en el marco de las actividades en saludo al 4 de marzo, Día del Trabajador de Hotelería y Turismo, durante los días del 3 al 10 de marzo del 2003, en La Habana, Cuba y teniendo en cuenta el interés de ambas organizaciones de fortalecer las relaciones de amistad y cooperación mutua, acuerdan:

§Analizar la posibilidad de continuar el intercambio de delegaciones en función de diversos intereses y modalidades.
§La parte italiana manifiesta su voluntad de contribuir con el SNTHT en el desarrollo de la Informática y la Computación.
§Ambas partes estudiarán la posibilidad de que la parte italiana pueda realizar contribuciones al Programa “Mi Aporte a la Vida” en la tucha contra el cáncer en Cuba a instalaciones cubanas dedicadas a esa noble labor de conjunto con el SNTHT

Rodolfo Jimenez POLANCOBruno PERIN
Secretario General SNTHTSecretario National FILCAMS-CGIL

Programma dei lavori
Intervento di G.Guglielmi (traccia)
Immagini dalla Conferenza
"Il Coordinamento Mondiale McDonald’s firma contro i licenziamenti"
"McDonald’s affirme: "Notre objectif est d’etre le meilleur employeur dans le monde"
Des militants syndicaux de McDonald’s à Bruxelles
Participants McDonald’s meeting

Azioni e proposte per un turismo sostenibile
Documento unitario
Segreterie Confederali CGIL, CISL, UIL
Segreterie Nazionali FILCAMS – CGIL, FISASCAT – CISL, UILTUCS – UIL
presentato alla riunione con il Ministero delle Attivita’ Produttive – Dire.Gen. per il Turismo del 17 settembre 2002
in preparazione della 1′ Conferenza del Turismo Italiano del 27/28 settembre 2002

La definizione di "turismo sostenibile" – analogamente a quella di sviluppo sostenibile – indica un aspetto fondamentale della vita comunitaria che si basa sul concetto di valore sociale delle attività economiche, di tutela dell’ambiente, di rispetto della biodiversità, di risposta alle istanze sociali, storiche e culturali delle diverse comunità, e che si orienta su una diversa cultura dello scambio fra produzione e riproduzione.

In questo contesto il turismo sostenibile non rappresenta, quindi, solo l’ennesima frontiera dell’ecologismo ma un’opportunità per valorizzare le vocazioni locali del nostro Paese; l’integrazione funzionale tra il patrimonio storico e culturale italiano, i parchi naturali, i siti agrari, le attività economiche industriali e artigianali di eccellenza.

Non a caso questa tematica è stata oggetto di attenzione dello stesso Parlamento europeo che con un documento del febbraio 2002 ha riproposto l’azione dell’UE per migliorare le misure a favore del "turismo sostenibile" attraverso l’elaborazione del progetto "agenda 21".

Il "turismo sostenibile" dovrebbe pertanto costituire – più che una branca specifica all’interno del settore turistico – una cultura che permea l’evoluzione dell’intero comparto; che caratterizza le modalità di fruizione del prodotto turistico stesso e che collega la tipicità dei prodotti e dei servizi offerti (prodotto – mare, servizi con elevato contenuto ecologico, culturale e sociale) allo sviluppo dei sistemi produttivi locali, alla qualità e alla efficienza della P.A. e degli Enti locali, al grado di innovazione delle infrastrutture e dei servizi presenti nel territorio.

Ma il turismo sostenibile deve anche rappresentare l’occasione per differenziare i servizi turistici in base ad un modello di sviluppo policentrico che consenta di indirizzare la competitività e l’attrattività degli insediamenti turistici sulla qualità, sull’innovazione tecnologica e sulla professionalità del lavoro piuttosto che sulla concorrenza derivante dall’abbattimento dei costi di produzione mediante i tagli al costo del lavoro e all’occupazione.

L’arte, il mare, le città del vino o del formaggio non sono più, da soli, in grado di garantire un accettabile competitività nello scenario turistico internazionale, sia per il processo di unificazione monetaria, che ha vanificato i vantaggi comparati derivanti dal differente rapporto di cambio delle monete, sia per l’affermazione competitiva di altri Paesi particolarmente validi sul versante della politica tariffaria (Paesi del Mediterraneo e Paesi candidati all’allargamento dell’UE).

Sempre di più, nell’opinione pubblica, emerge la consapevolezza e l’esigenza di costruire un modello di sviluppo globale rispettoso della vita sociale e dell’ambiente; cresce analogamente la sensibilità verso il rispetto del valore comunitario del lavoro, contro lo sfruttamento derivante dall’iniqua distribuzione della ricchezza a livello planetario

Anche il turismo, come altri settori, avverte tutta l’incertezza legata al processo di allargamento comunitario.

Ma gli aspetti deteriori della globalizzazione non possono essere arrestati mediante sterili chiusure protezionistiche, peraltro improponibili, viste le caratteristiche economiche del settore.

Occorre tuttavia promuovere, almeno a livello europeo, un quadro regolamentare più efficace in materia di turismo sostenibile, che includa le clausole sociali, combattendo l’economia sommersa, il lavoro precario, la fuga dal contratto di riferimento, e rendendo certi ed esigibili i diritti dei lavoratori.

Questi contenuti possono favorire la costruzione di una "marca europea", basata sulla responsabilità sociale delle imprese e su un livello accettabile di sostenibilità economica e ambientale dei sistemi produttivi e dei servizi.

Per qualificare la "marca Italia" il Governo deve invece negoziare con le Regioni i criteri fondamentali delle politiche generali per ricomporre la dimensione unitaria del settore e per realizzare un livello soddisfacente di servizio su tutto il territorio nazionale, oltre le gelosie e gli steccati funzionali delle competenze, attribuite al sistema delle Autonomie Regionali e Locali dal rinnovato Titolo V della Costituzione della Repubblica italiana.

Alle Regioni spetta infine programmare, attraverso la potestà legislativa esclusiva, politiche di sviluppo policentrico la cui attuazione specifica viene delegata alle comunità locali, secondo il diverso grado culturale, storico, paesaggistico, economico.

In tale contesto un appuntamento importante è senz’altro costituito dalla redazione della "carta dei diritti del turista", coinvolgendo, oltre alle Parti economiche e sociali, anche le ONG e Associazioni che si occupano, nello specifico, delle questioni relative alla sostenibilità ambientale e sociale.

La Carta può rappresentare un formidabile veicolo per promuovere una "marca Italia" competitiva, sostenibile ed innovativa, utilizzando anche i canali del commercio elettronico e l’e – government.

La cultura della sostenibilità richiede soprattutto un adeguato livello di diffusione dell’informazione, condizione essenziale per assicurare il pieno coinvolgimento delle popolazioni locali che manifestano, attraverso la partecipazione alla vita sociale, il proprio diritto di cittadinanza attiva.

E’ altrettanto evidente che l’applicazione dei principi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica in tutte le fasi del ciclo di produzione del "bene – servizio turismo" richiede un livello adeguato di preparazione formativa degli addetti del settore.

A questo scopo possono essere utilizzati gli enti bilaterali del turismo, all’interno di un sistema a rete integrato che valorizza le diverse competenze e funzioni delle P.A., degli enti locali, delle associazioni e delle imprese del settore, secondo i canoni di sussidiarietà verticale ed orizzontale .

Ma il "turismo sostenibile" è anche quello che consente l’accesso e la fruizione del bene vacanza ad ampi strati della popolazione.

In questo senso il turismo sostenibile si connota anche come turismo sociale che include
grande parte del mondo dell’associazionismo, i giovani, i pensionati e i lavoratori in forma associata.

Si accorcia il tempo dedicato alla prestazione lavorativa in un luogo fisico predefinito mentre si confondono sempre di più gli ambiti tradizionali della formazione professionale, dell’aggiornamento continuo, dell’istruzione e della cultura.

La domanda di tempo libero si concentra nei settori che esaltano e valorizzano le attività e i servizi ricreativi, culturali, ambientali.

La sostenibilità della domanda turistica dipende anche dal grado di stagionalizzazione dei flussi, e dalla possibilità di localizzare e promuovere l’offerta nelle aree meno conosciute o ancora non pienamente valorizzate.

Gli enti pubblici non possono costringere gli alberghi, o gli altri servizi turistici, a localizzarsi nelle aree svantaggiate o imporre metodi organizzativi e gestionali alle imprese turistiche, ma possono agevolare il dialogo sociale e la conclusione di accordi economici, facendo emergere disponibilità e convenienze altrimenti destinate a rimanere sommerse.

A questo scopo va evidenziato allora il valore della concertazione regionale e sub – regionale che può fornire risposte importanti, oltre che alle esigenze di riqualificazione territoriale, anche ai bisogni di evoluzione sociale e del lavoro, mediante una diversa articolazione e organizzazione sul territorio delle attività produttive, della mobilità, del tempo lavorato, del tempo fruito, del tempo di festa, del tempo dedicato alla cura della persona, secondo le esigenze dell’intera comunità locale, all’interno della quale vanno considerate le istanze e i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori.

In particolare la concertazione regionale e sub – regionale può contribuire alla costruzione dello specifico "progetto di comunità regionale e locale", qualificando la politica degli acquisti e dei consumi sostenibili, anche mediante lo sviluppo dei sistemi di certificazione di qualità e di sostenibilità ambientale; attuando politiche integrate, ecologicamente e socialmente compatibili, delle reti energetiche, dei sistemi di mobilità, delle attività sociali e del tempo libero; infine, favorendo i comportamenti virtuosi degli operatori privati (vanno, a tale scopo, utilizzate meglio le risorse messe a disposizione dalla Comunità Europea).

Si tratta anche di dare respiro ad alcune esperienze già diffuse in altri Paesi europei, come i sistemi "buoni vacanze" – la cui definizione va peraltro lasciata alla negoziazione spontanea dei protagonisti sociali, soprattutto delle categorie del settore.

Il sindacato confederale può svolgere un ruolo importante in questo campo grazie alla sua capacità di orientamento che può coinvolgere attivamente, attraverso i CRAL e le strutture e gli enti associativi, le lavoratrici, i lavoratori, i giovani, le donne, gli anziani.

Vanno però preliminarmente superati alcuni ostacoli definitori, presenti nella legge 135/2001, e va costruito un sistema di agevolazioni fiscali e contributive che renda conveniente il sistema anche mediante un deciso sostegno al risparmio turistico promosso dalla contrattazione collettiva integrativa.

Roma, 16 settembre 2002

Tavolo tematico: "Turismo sostenibile", 17 settembre 2002
Tavolo tematico: "Lavoro-Impresa-Occupazione", 10 settembre 2002
Link Correlati
     Invito a Conferenza Stampa

Documento Filcams-CGIL, Fisascat-Cisl, Uiltucs-UIL
presentato alla riunione con il Ministero delle Attivita’ Produttive – Dir.Gen.per il Turismo del 10 settembre 2002
in preparazione della 1′ Conferenza del Turismo Italiano del 27/28 settembre 2002

È ormai generalmente nota l’importanza che il turismo assume nello sviluppo economico, sociale e culturale del nostro paese. A tale importanza non ha corrisposto (e non corrisponde) un adeguato peso di questo settore nell’ambito delle politiche del governo. Emblematiche a questo proposito sono le non scelte seguite ai gravissimi avvenimenti dell’11 settembre e il ritardo nell’applicazione della L.135/01.
In particolare non basta sottolineare che questo settore crea occupazione. Occupazione caratterizzata dalla forte intensità delle relazioni interpersonali, e perciò mette al centro il valore del fattore umano e della qualità.
Tutta la letteratura, anche a livello europeo, insiste che nel settore occorre innanzitutto trattenere ed attirare lavoratori, nonché aumentare la loro competenza. Ciò deriva dall’evidenza dell’accelerato turn over in tutte le classi di imprese. Una delle cause riconosciute è indicata nelle condizioni di lavoro a partire dalla loro precarietà. Una delle cure indicata è, appunto, la formazione a tutti i livelli. Soluzione da condividere, ma rischia di trasformarsi nel classico cane che si morde la coda: infatti perché spendere per formare giovani che probabilmente andranno altrove?

E’ per noi evidente che occorra agire contemporaneamente su un’ampia tastiera di strumenti:

·Ridurre la precarietà e migliorare le condizioni di lavoro. La flessibilità necessaria al settore va perseguita mettendo a punto modelli organizzativi innovativi, anche incentivando (incentivi fiscali, contributivi, ecc.) le PMI che si organizzano in coerenza con gli obiettivi indicati;
·Esclusione di politiche di dumping sociale. Combattendo la piaga del lavoro nero. Rendendo certi ed esigibili i diritti del lavoratori, a partire dai CCNL. Sottolineiamo che la formula corretta, a nostro avviso è: “..delle condizioni normative e salariali stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative nella categoria” ;
·Appalti. Rappresentano un significativo punto relativo alle regole che il mercato deve rispettare per garantire trasparenza e qualità del servizio agli utenti oltre alla stabilità occupazionale per i lavoratori che operano nel settore. Analoga attenzione e trasparenza va tenuta nei confronti di fenomeni come la terziarizzazione ed il Franchising;
·Welfare. Garantire ai lavoratori del settore, compresi i precari, la previdenza obbligatoria, il sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali;
·Formazione. Per orientare le scelte dei giovani che si affacciano sul mercato del lavoro del turismo è necessario stabilire un efficace raccordo scuola-lavoro, attivando strumenti di orientamento e dinamiche formative permanenti con un’attenzione particolare alla qualificazione e all’aggiornamento professionale. Occorre porre la necessità di processi formativi che assumano un carattere permanente. Un forte potenziamento dell’azione formativa e di ricerca permetterebbe anche una reale modernizzazione del settore rafforzando le competenze relazionali e tecnico-operativo nel campo dello sviluppo sostenibile del turismo.

Un esempio per spiegare come una tastiera di strumenti può operare: la stagionalità ed i lavoratori stagionali sono un fenomeno tipico del turismo. L’UE, nel documento citato, sostiene, correttamente, “…. occorre abbattere la barriera della stagionalità del turismo, che rappresenta un serio ostacolo ad un pieno sviluppo del settore…”. Lo stesso documento propone “… la creazione di nuovi prodotti fruibili tutto l’anno (turismo scolastico, terza età, culturale, turismo sportivo, vacanze attive, ecc.) e la diversificazione dell’offerta. Ciò consentirà di alleviare lo stress delle località turistiche nei periodi di punta, di rendere più stabile l’occupazione e l’attività delle imprese…” Certo, e sono utili altre proposte con lo stesso fine – ad es. lo scaglionamento delle ferie , magari collegato ad un utilizzo di buoni vacanze per i lavoratori -, ma ciò è difficile se questi comportamenti non sono incentivati ed al contempo non si privilegiano i periodi di bassa stagione per riqualificare e professionalizzare i lavoratori, non si incentiva la mobilità territoriale dei lavoratori stessi, anche dotandoli degli strumenti previdenziali oggi precari etc….

Seminario nazionale
CGIL Nazionale
TURISMO AMBIENTE LAVORO
Roma 16 luglio 2002-07-14

Un settore in grande espansione

L’OMT stima che il movimento turistico mondiale crescerà ancora: si prevede un tasso di crescita del 4%, uno tra i più alti dei vari comparti produttivi. Oggi gli arrivi internazionali sono circa 700 milioni e si stima che nel 2020 saranno più di 1600 milioni.

Un turismo che si evolve in tanti turismi

Sappiamo quanto grandi siano stati i cambiamenti che nell’ultimo decennio hanno interessato i costumi di vita delle popolazioni dei paesi ad economia avanzata e quanto queste modificazioni abbiano inciso anche inevitabilmente sul modo di fare vacanza e turismo.

Anche la Toscana, da sempre una regione leader nel panorama delle mete turistiche a livello internazionale, ha visto cambiare non poco sia la domanda turistica, sia le caratteristiche strutturali delle varie componenti della sua offerta.

Non si tratta solo di modifiche quantitative: negli ultimi dieci anni si è passati da 27 milioni di presenze ufficiali a poco meno di 40 Milioni.
Se è vero che in termini di caratteristiche di offerta le due più tradizionali tipologie (mare e arte/affari) hanno mantenuto, assieme, quasi lo stesso peso percentuale sul totale del movimento turistico (circa il 70% ) è altrettanto vero che si è assistito a cambiamenti fortissimi in termini di caratteristiche della domanda e di modi e tempi di fruizione.
Questi i fenomeni più diffusi:
si fanno vacanze più brevi, ma in più periodi dell’anno,
è aumentato il tempo libero
sono aumentate le occasioni di movimento,
sono aumentati i tipi di interesse specifico,
si è arricchita la scelta di località,
è entrata nel modo di vita la rete, con tutti i sui stimoli e le sue opportunità di scelta e azione,

Si tratta di tendenze che hanno indotto ad una fortissima diversificazione dell’offerta, dei tempi di proposta, di modalità di commercializzazione. Fenomeni che hanno portato ad una maggiore flessibilità/adattabilità del prodotto. In una parola oggi si parla di “Turismi” e non più di Turismo, di “nicchie” di special interst.

Da tutto questo importantissime opportunità per il mondo del lavoro e per l’occupazione

Da queste evoluzioni potranno derivare importantissime opportunità.
Ma si allarga enormemente la gamma di lavori che, pur avendo strettissima attinenza con le attività turistiche è difficile mettere in relazione a questo settore e monitorarle nelle rispettive evoluzioni.

Le cosiddette nicchie di interesse aprono un grande scenario di opportunità per lavori intellettuali legati a itinerari culturali, ambientali, alle tradizioni locali.
Inoltre la rete rappresenta per il turismo, ormai da anni, uno strumento formidabile per la promozione ma anche per la commercializzazione dell’offerta.

A tutte queste opportunità nuove fa riscontro una sempre maggiore tendenza alla frammentazione dei rapporti di lavoro, all’individualità della contrattazione.
Si tratta di tendenze che attraversano tutti i settori della nostra società e che ci sfidano a trovare continuamente soluzioni che non lascino solo il lavoratore di fronte all’impresa, peraltro sempre più frammentata, piccola, mobile, a volte virtuale.
Non vi è dubbio che rispetto a tutto questo il lavoratore tende ad essere sempre più debole e vulnerabile.

Per questo è necessario che il pubblico mantenga uh ruolo forte, anche se non invasivo, nel controllare il rispetto delle regole del gioco da parte delle imprese.

Come è avvertita sempre di più l’esigenza di offrire garanzie certe al consumatore, così è necessario che si possano rendere trasparenti e chiare le regole che sovrintendono ai rapporti di lavoro, alla sicurezza, al rispetto della dignità dell’individuo.

Trovare consensi su questi temi non è facile. Si fa sempre più forte la tendenza a giudicare la flessibilità, la mobilità, la precarietà dei rapporti di lavoro come un valore. Sappiamo bene che tutto questo non è sinonimo di qualità. Tutt’altro. Il tempo ci darà ragione.

In parte, già oggi, molte imprese, smentendo le posizioni corporative promozionate con ossessività da buona parte dei media (e che rispondono più alle logiche di una politica reazionaria che all’esigenza di puntare allo sviluppo) stanno investendo su rapporti di lavoro stabili, consolidati ritenuti un valore/investimento aziendale, curati da costanti interventi formativi.

Esistono le condizioni per saldare l’esigenza di garantire la qualità, le garanzie del consumatore e la qualità del rapporto di lavoro degli addetti.
Un esempio concreto è rappresentato dalle forme di certificazione di responsabilità sociale. La più nota è la SA 8000 che punta alla valorizzazione di forme di produzione non invasive dei diritti delle persone e che garantiscano la sicurezza di chi lavora.

Queste forme di certificazione sono certamente più diffuse nei settori produttivi industriali, dove le imprese sono di dimensioni più grandi, ma stanno diffondendosi anche nei servizi assecondando sempre di più la richiesta di qualità totale espressa da una domanda che è disposta a riconoscere come un plus anche la certificazione di responsabilità sociale.

La Regione Toscana è decisamente all’avanguardia in questo delicato, complesso lavoro di reinterpretazione dei processi di sviluppo sostenibile delle attività turistiche in rapporto alle esigenze di qualità ambientale e sociale.
Tutte le misure di incentivazione che operano nel turismo, a sostegno degli investimenti delle imprese prevedono specifiche premialità per le società che sclgono la ceriticasione EMAS e ISO 1401, Ma la Toscana è la prima regione in Italia che ha inserito anche la certificazione di responsabilità sociale SA 8000 tra le priorità per l’ottenimento di finanziamenti, anche comunitari.
Un settore in espansione come il turismo necessita di analisi attente in termini di compatibilità

Parliamo quindi di un segmento di sviluppo economico importante, per lungo tempo sottovalutato ma che ha avuto riflessi fortissimi in termini economici, occupazionali, ambientali, sociali.

Proprio per l’attesa di trend positivi è fondamentale affrontare con metodo e scientificità le problematiche che possono garantire la sua sostenibilità per il futuro.

Le tematiche e i fenomeni appaiono ancora più complessi se si pensa ai rapporti del turismo con le attività che si svolgono nelle aree protette e nelle aree rurali.

E’ indubbio che ciò significa ricercare, perseguire un delicato equilibrio tra ambiente, flussi turistici in arrivo, economia e tessuto sociale locale.
E’ bene sottolineare la rilevanza delle interrelazioni socio-economiche: troppo spesso le comunità locali non vengono considerate come attori fondamentali nel contesto delle attività turistiche.

Il tema della sostenibilità è da tempo al centro del dibattito internazionale delle politiche del turismo

Contributi fondamentali, nell’ottica di focalizzare le problematiche più significative rispetto ad uno sviluppo sostenibile del turismo, sono venuti da appuntamenti che possiamo ormai definire storici e che hanno prodotto documenti importantissimi, basta citare la Carta di Aalborg e di Lanzarote.
Più recentemente il confronto è continuato nell’ambito della conferenza di Rimini del giugno dello scorso anno, ma voglio anche citare Euromeeting Agenda 21 di Firenze del novembre del 2001, un appuntamento che abbiamo voluto per offrire un appuntamento annuale in occasione del quale le regioni europee possono confrontarsi sulle problematiche del turismo sostenibile.

I rischi di conflittualità che possono derivare dal superamento di soglie di tolleranza

Va detto che spesso in modo semplicistico si identifica il turismo come un pericolo per il mantenimento del patrimonio storico-ambientale. Dobbiamo invece ricordare come grazie al turismo si è potuto garantire, magari indirettamente, il mantenimento dei nostri beni. Il non uso, la perdita di attenzione di un oggetto architettonico, artistico o ambientale può determinare il suo abbandono, la sua perdita definitiva.

Premesso questo sappiamo anche quanto questo straordinario volano di sviluppo, se non accuratamente gestito, possa rappresentare una potenziale causa di degrado di quelle stesse risorse che lo hanno attivato.

Inoltre, anche dal punto di vista sociale e antropologico si possono produrre effetti negativi e conflittuali: i turisti in arrivo sono una fondamentale risorsa economica, ma ovviamente determineranno anche un impatto sociale e culturale sulla popolazione e sugli usi locali.

Nel nostro paese, ma non solo, le criticità e le tensioni nel rapporto fra turismo/ambiente/patrimonio storico-artistico, ma anche con la popolazione locale, si manifestano soprattutto nelle città d’arte anche a prescindere dalle delle città dimensioni.

Del resto negli ultimi anni questa tipologia di turismo ha visto importanti incrementi non solo nelle città d’arte tradizionali ma anche nei cosiddetti “centri minori”.

E’ proprio in queste realtà che in questi ultimi tempi si sta sviluppando un dibattito vivace tra le amministrazioni pubbliche, le forze economiche e sociali in merito all’istituzione di tasse di scopo finalizzate a dotare le comunità locali di risorse finanziarie per il mantenimento dei beni storico-ambientali e per garantire adeguati livelli di servizio pubblico alla popolazione.

Diciamo pure che questo argomento potrebbe essere studiato quasi come una sorta di indicatore: là dove questi dibattiti si manifestano significa che le soglie di tolleranza della località turistica sono superate.

Siamo anche consapevoli che la semplice introduzione di una tassa di scopo – che sia applicata al turista come all’impresa turistica o commerciale – non potrà mai risolvere i problemi di uno squilibrato rapporto tra popolazione turistica e popolazione residente, tra attività turistiche e altre attività.

La particolare delicatezza e vulnerabilità dell’ambiente rurale

Ma in particolar modo le aree rurali, nella tipologia con la quale viene generalmente descritta, sono quelle più a rischio rispetto a problemi di sostenibilità per una serie di motivi. Le aree rurali ed interne dell’Europa sono aree che in genere attraversano una crisi economica che produce spopolamento, livelli di investimento in servizi minori, tasso di crescita sotto la media.

Uno degli strumenti con i quali si tenta di attivare sentieri di sviluppo originali è quello delle politiche del turismo. Territori con i livelli bassi di antropizzazione, solitamente espressione di paesaggi e ambienti naturali non ancora colpiti da fenomeni di inquinamento, rischiano di essere trasformati in altri luoghi rispetto alla loro originalità e specificità.

Vi sono esempi in cui la dimensione rurale si è trasformata, per gli effetti negativi di una pressione eccessiva, in dimensione urbana, dove cioè il rapporto tra presenza e passaggi di visitatori rispetto alla popolazione residente è di una tale sproporzione che il consumo di risorse, anche in termini di servizi offerti, è altrettanto sproporzionato rispetto alle capacità di carico ambientale del territorio stesso.

Se questi fenomeni non vengono governati sin dall’inizio, gli effetti positivi nel medio-lungo periodo si trasformano in effetti negativi.

Da queste condizioni di fondo si è sviluppata negli ultimi anni la consapevolezza che per parlare di futuro sviluppo delle aree interne, montane, rurali, non si può che investigare sulle potenzialità di uno sviluppo sostenibile del turismo.

I fattori di successo turistico di un territorio, che possono essere legati alle cause più disparate, producono indubbiamente effetti positivi in termini di incremento dell’occupazione e riduzione del flusso migratorio.
Sappiamo anche che il fenomeno turistico determina l’incremento della capacità ricettiva e commerciale e quindi l’aumento di presenze turistiche e della pressione antropica.

Per ciascun territorio la capacità di carico ambientale deve poi confrontarsi con la necessità di trasferire al tessuto economico e produttivo la coscienza della non riproducibilità perpetua delle risorse, ponendosi un classico problema di trade-off temporale.

Lo studio dell’OCSE effettuato in Toscana rappresenta un caso da prendere in considerazione.

Una occasione importante di approfondimento e di riflessione ci è stata offerta, in Toscana, da un importante studio di caso che ha realizzato l’OCSE concentrando l’attenzione proprio all’ambiente, con particolare riferimento a quello rurale e ad un’area specifica della nostra Regione: la provincia di Siena.

Anche l’area di investigazione individuata nella provincia di Siena ci deve invitare a riflettere sulla necessità di individuare adeguati modelli di sviluppo sostenibile del turismo.

Diciamo che la provincia di Siena, nel panorama toscano è certamente una realtà di grande qualità su cui è utile attirare l’attenzione anche di altre realtà toscane per strutturare adeguate politiche di sviluppo.

Sappiamo che rispetto ai flussi turistici toscani, quantitativamente, la provincia senese rappresenta una componente ridotta ma esistono davvero quasi tutte le più importanti componenti di un’offerta turistica innovativa da sperimentare nelle evoluzioni verso la qualità e la sostenibilità.

Quando la sostenibilità del turismo e l’obiettivo di armonizzarlo con l’ambiente e le realtà locali diventano un puls per l’offerta.

Si parla molto del caso Toscana come esempio di integrazione tra turismo, ambiente, tradizioni qualità della vita.

l’immagine delle nostre aree rurali oggi sono fortemente rappresentative dell’immagine – ma forse sarebbe meglio dire dell’”identità percepita” – della Toscana. Della regione in generale non solo della regione come destinazione turistica.

Indipendentemente dai dati numerici ufficiali con i quali si rileva il turismo rurale, l’immagine del paesaggio rurale (collina, cipressi, vigneti e casolari) è il logo della Toscana turistica, è quello che veicola anche verso altri prodotti turistici.

Questi aspetti sono peraltro stati ben approfonditi e analizzati in una specifica indagine che abbiamo commissionato all’ IRPET (Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) per verificare l’immagine che si ha all’estero della Toscana, delle nostre produzioni, delle nostre località turistiche.

Non è un caso che la provincia sul set cinematografico più utilizzato per evocare la Toscana come simbolo di una terra caratterizzata dall’armonia tra uomo, qualità della vita, dei prodotti, dell’ambiente.

E’ certo che proprio tale immagine, una immagine altamente positiva, abbia veicolato intensi flussi anche su altri prodotti turistici e che continui ad orientare in modo più o meno palese, più o meno percepito la domanda turistica anche in aree di turismo d’arte e termale.

I risultati di una politica orientata alla sostenibilità che dobbiamo sempre attualizzare

L’evoluzione dell’agriturismo, per le scelte normative adottate ed il sostegno finanziario che gli è stato assicurato e che continuiamo a garantire, ha portato a disporre di un’offerta ricettiva originale che consente: la valorizzazione dell’ambiente rurale, una positiva diversificazione dell’offerta turistica complessiva, il mantenimento di un presidio attivo delle nostre realtà rurali, delle tradizioni produttive.

Oculate scelte orientate alla qualità dei nostri prodotti agricoli, alle DOP, alle IGP, alla promozione e sostegno delle produzioni biologiche hanno e continuano ad accreditare un’immagine di qualità del nostro territorio che investe sulla tipicità e sull’autenticità. Così come positivamente continua a crescere l’interesse attorno ad itinerari del vino, dell’olio, dell’enogastronomia, dell’artigianato di qualità.

Ed ancora lo sviluppo dell’interesse verso una fruizione ambientale e culturale delle nostre aree minori ha portato a rendere interessante anche per i target giovani un ambiente agricolo che dagli anni 50 ai primi anni 80 era associato esclusivamente alla presenza di popolazione anziana, ai fenomeni dell’abbandono dei terreni, delle coloniche, ecc.

Oggi vivere nella campagna toscana non è più considerato come problema, anzi è diventato un sogno da realizzare anche da parte di giovani famiglie europee di livello economico medio-alto: anche questo emerge dalla ricerca IRPET di cui si è detto. Per questo anche le nostre strategie di comunicazione puntano sul concetto di “Toscana da vivere”: che poi è l’esatto opposto del cosiddetto “mordi e fuggi”.

In sostanza si tratta di una campagna dove si trovano colture, prodotti tipici, ma che consente un accostamento eccellente tra relax e attività fisica. E’ per questo che stiamo lavorando per la costituzione di una vera e propria Rete escursionistica Toscana che vede nell’area senese il “pezzo forte”. Una sorta di vera e propria “infrastruttura sostenibile diffusa” sulla quale intendiamo attirare i praticanti di trekking, turismo in bicicletta, a cavallo, ecc.

Un ambiente rurale dove da anni lavoriamo per innestare forme di attività turistiche soft sollecitate dalle offerte integrate dei nostri parchi e delle nostre aree protette, del nostro sistema museale diffuso.

A questi orientamenti ha corrisposto, negli anni, la volontà largamente condivisa di tesaurizzare il patrimonio edilizio esistente, di scongiurare – grazie a scelte anche difficili e spesso confuse da soggetti imprenditoriali aggressivi come forme di inerzia o burocratizzazione – quei fenomeni di urbanizzazione, cementificazione anonima e di bassissimo profilo architettonico che sono così diffusi in altre regioni europee.

Tutto questo si è coniugato e si coniuga bene con possibilità ricettive che già esistono o che, per la normativa vigente, possono svilupparsi (agriturismo, B&B, case vacanza, dimore storiche, ecc) senza quindi la necessità di investire su strutture alberghiere tradizionali e “consumare” nuovo territorio.

Quando si sfiora la soglia della sostenibilità?

Si tratta di temi che appassionano i tecnici, gli studiosi e che tengono vivi i dibattiti.
Gli analisti dei flussi turistici sono convinti che esista uno schema ben preciso che, nella sua forma più completa, comprende quattro fasi:
vdi idillio quando poche turisti immersi nella società ospitante ne condividono lo stile, le infrastrutture
vdi competizione quando i turisti, già più abbondanti si spartiscono con i locali le infrastrutture. Comincia una presa di distanza
vdi separazione quando i turisti sono più numerosi degli ospiti dispongono di proprie infrastrutture ed entrano in contatto con i locali solo attraverso canali codificati (guide, agenzie, alberghi ecc.) … i turisti assumono il ruolo di specie da spennare
vdi assimilazione quando gli interessi della comunità turistica prevalgono su quelli della comunità locale e questa si riduce ad un guscio vuoto al servizio di forze estranee alla propria storia ed alla propria tradizione.

Questo è un iter che tende a banalizzare e stereotipare l’ambiente turistico e che è accompagnato da una evoluzione della tipologia del turismo che da elitario si fa di massa.

E’ un livellamento delle diversità e cioè proprio delle motivazioni che spingono a scegliere un’area.
Una specie di ciclo perverso: tutti inseguono la diversità, ma nel far ciò contribuiscono a modificare l’oggetto.

Ed allora si rende necessario intervenire per preservare i luoghi, per attivare strumenti di valutazione preventiva degli effetti del turismo, per evitare fenomeni di “inquinamento turistico” (capacità portante).

Soprattutto gestire e non subire il turismo, che non significa rifiutarlo.

Gestire il turismo significa riuscire a non far prevalere punti di vista troppo parziali: che sono gli interessi economici dei residenti, dei promotori immobiliari, degli operatori turistici, lo sviluppo locale, la soddisfazione degli ospiti ecc.

Abitualmente nel processo di sviluppo turistico di un’area questi vari obiettivi, indipendentemente dalle buone intenzioni si sovrappongono nei fatti in maniera caotica elidendosi e innescando il ciclo di degrado.

Questo può essere evitato ispirandosi ad alcuni indirizzi strategici

vprotegge la diversità tutelare le motivazioni turistiche esistenti
vpromuovere la diversità scoprendo ed inventando nuove occasioni per il turismo
vrendere accessibile la diversità ai turisti potenziali

Il turismo sostenibile è un po’ una meta ideale, ma è difficile da definire come obiettivo “gestionale”, e ne esistono infinite definizioni.

Il punto è “pensare un turismo capace di durare nel tempo, mantenendo i suoi valori quali-quantitativi, di far coincidere nel tempo le aspettative dei residenti con quelle dei turisti senza deminuire il livello qualitativo dell’esperienza turistica e senza danneggiare i valori ambientali del territorio interessato al fenomeno”.

Ciò comporta la necessità di un approccio integrato e pensando al turismo come ad un settore economico che può svilupparsi bene solo in presenza di una complessità sociale, ambientale ed economica che sappia mantenere ed innovare l’identità di un territorio perché lì sta la sua forza quindi certo/contenere, governare i flussi.

L’intervento in audio in formato real player
La presentazione in formato PowerPoint
L’industria turistica sostenibile e il quadro delle competenze.ppt

Guida internet per il settore turistico. Programmi UE a sostegno del Turismo

internet_guide_turism_it.pdf
NB. Per leggere i file in formato PDF occorre Acrobat Reader. Se sul tuo computer non e’ installato Acrobat Reader puoi scaricarlo cliccando qui: http://www.adobe.it/products/acrobat/readstep.html

Libro Verde UE 18 luglio 2001 Promuovere un quadro europeo per la sostenibilità sociale delle imprese

Libro Verde UE 18 luglio 2001 Promuovere un quadro europeo per la sostenibilità sociale delle imprese  .pdf

NB. Per leggere i file in formato PDF occorre Acrobat Reader. Se sul tuo computer non e’ installato Acrobat Reader puoi scaricarlo cliccando qui: http://www.adobe.it/products/acrobat/readstep.html

Il McManuale

I McManuali alternativi e di sopravvivenza per i lavoratori

I diritti non sono mance

McManuali e Licenziatari

McDonald’s, novità

http://www.jesolo.it/content.asp?L=1&idMen=399







Una buona qualità dei servizi al pubblico è sinonimo di una vacanza di qualità per i turisti nazionali e internazionali di Jesolo ma anche di qualità della vita per i semplici residenti.
Proprio per questo la Jesolo Turismo Spa monitora con frequenza la propria attività e struttura organizzativa, aggiornando e incrementando i propri interventi nel segno della qualità. Si avvale di un personale altamente qualificato che migliora il suo profilo professionale con corsi selezionati che tengono conto delle reali richieste dei clienti/utenti e del loro grado di soddisfazione. Opera inoltre nel segno della trasparenza con una visione chiara e funzionale degli obiettivi prefissati.

http://www.provincia.mantova.it/turismo/comualberghi.htm











INCENTIVI ECONOMICI ALLE AZIENDE ALBERGHIERE MANTOVANE
PER LA CERTIFICAZIONE DI QUALITA’

Le aziende alberghiere che aderiranno al progetto di certificazione della qualità dei servizi,
possono presentare la documentazione per il riconoscimento dell’incentivo entro e non oltre il
10 dicembre 2001, secondo le modalità previste nella scheda riepilogativa.
 



INCENTIVI ANNO 2001 PER CERTIFICAZIONE ALBERGHIERA
AMBITO TERRITORIALE PROVINCIA DI MANTOVA
Soggetti beneficiari Aziende alberghiere operanti nel territorio provinciale
Spese ammissibili a) certificazione di qualità
b) richiesta di certificazione di qualità agli organismi competenti
Tipologia incentivo Intervento finanziario nei confronti della società certificatrice per la prestazione effettuata o in corso di definizione
Termini domande Le domande, corredate da idonea documentazione, dovranno essere inoltrate alla Provincia di Mantova – Settore Attività Produttive – Servizio Turismo entro il termine del 10 Dicembre 2001
Riferimento normativo Determinazione Responsabile Settore Attività Produttive n. 01/1787 del 23/11/2001.



INFORMAZIONI

Area Sviluppo Socioeconomico
Settore Attività Produttive – Servizio Turismo
Tel. 0376/204258 – 204244
Fax 0376/204379

e-mail:
turismo@provincia.mantova.it

Principi generali per un Turismo Sostenibile

http://www.eurorganic.it/ekoturist/disciplinareAIAB.htm

PRINCIPI PER UN TURISMO SOSTENIBILE

Principi generali per un Turismo Sostenibile

Le attività turistiche devono essere sostenibili dal punto di vista ambientale, economico, sociale e culturale. Ciò significa che deve essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente fattibile ed accettabile dal punto di vista sia etico che sociale.

La natura sostenibile del turismo implica la sua integrazione nell’ambiente naturale, culturale ed umano. Il turismo dovrebbe provvedere ad un’evoluzione accettabile per quanto riguarda l’influenza delle attività sulle risorse naturali, la biodiversità e la capacità di assimilazione di tutti gli impatti e i residui prodotti.

Turismo Sostenibile e Patrimonio Ambientale

La conservazione della natura e della diversità biologica costituisce un prerequisito per un turismo ecologico.

Le attività turistiche devono assicurare che sia sempre rispettata l’integrità degli ecosistemi e degli habitat dove esse si svolgono.

Le attività turistiche (comprese la programmazione turistica, la costruzione di infrastrutture e la gestione di servizi turistici), che potrebbero avere un significativo impatto sull’ambiente e sulla diversità biologica, dovrebbero essere soggette ad una specifica valutazione di impatto ambientale.

Il turismo nelle aree protette dovrebbe essere gestito in accordo con gli obiettivi previsti definiti nell’istituzione delle aree protette stesse. Nel caso di aree altamente vulnerabili, come riserve naturali ed altre aree protette che richiedano una stretta protezione, le attività turistiche devono essere ristrette ad un minimo sopportabile.

Nelle aree costiere, dovrebbe essere prestata particolare attenzione alla conservazione delle zone vulnerabili, come piccole isole, le aree umide costiere, spiagge e dune.

Nelle aree montane il turismo deve essere gestito in modo da preservare la diversità biologica.

Il turismo ecologico dovrebbe essere basato su mezzi e modalità di trasporto che siano rispettosi dell’ambiente. Gli impatti negativi del trasporto sull’ambiente dovrebbero essere ridotti con particolare attenzione alle zone sensibili dal punto di vista ambientale.

Gli sports e le altre attività ricreative che vengono svolte all’aperto (compresa la caccia e la pesca), soprattutto in aree sensibili dal punto di vista ambientale, dovrebbero essere gestite nel rispetto dell’ambiente e della conservazione della diversità biologica e in conformità alla legislazione esistente in materia di conservazione e uso sostenibile delle specie.

Turismo Sostenibile e Patrimonio Socio-culturale

Il turismo deve considerare i propri effetti sull’eredità culturale e le attività tradizionali. Il riconoscimento degli elementi e delle attività tradizionali di ogni comunità locale e il sostegno alla sua identità, cultura ed interessi devono svolgere in ogni momento un ruolo centrale nella formulazione di strategie turistiche.

Le attività turistiche dovrebbero essere sviluppate in modo che ne beneficino le comunità locali, rafforzando l’economia locale, impiegando personale locale e, ovunque sia ecologicamente sostenibile, impiegando materiali locali prodotti agricoli locali e processi di produzione tradizionali. Le attività turistiche dovrebbero rispettare le caratteristiche dell’ambiente locale nel quale vengono svolte. Devono essere compiuti tutti gli sforzi necessari a garantire il rispetto della cultura e degli stili di vita tradizionali.

Qualsiasi scelta per lo sviluppo di un turismo sostenibile deve servire efficacemente al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni ospiti e deve comportare un effetto positivo e relazione reciproca per quanto riguarda l’identità culturale.

La conservazione, protezione e riconoscimento del valore della nostra eredità naturale e culturale forniscono un’area privilegiata di cooperazione. Tale approccio implica che tutti i soggetti competenti devono assumersi la responsabilità di una vera sfida: quella dell’innovazione culturale e professionale. Essi devono inoltre impegnarsi per creare strumenti integrati di pianificazione e gestione.

Gestione delle attività produttive

Le aziende agricole che operano nel settore del turismo sostenibile, devono adottare i criteri dell’Agricoltura Biologica nella gestione delle coltivazioni, degli allevamenti e nella preparazione dei prodotti alimentari.

Il livello di naturalità delle aree agricole deve essere elevato intervenendo, a seconda dei casi, attraverso la protezione degli ambiti naturali interni alle aree agricole, proteggendo gli elementi morfologici che rappresentano particolarità ecologiche, riqualificando gli ambiti degradati, ricostruendo gli elementi naturali.

Particolare attenzione va posta ai sistemi agricoli estensivi ad elevato valore naturalistico (ad es. alpeggi, prati umidi, uliveti vetusti, ecc.) per i quali devono essere perseguiti obiettivi di conservazione.

Le aziende agricole biologiche possono avere ed aumentare il proprio ruolo di tessuto connettivo tra aree naturali restituendo, ad esempio, terreni marginali ad habitat naturali, convertendo terreni a produzioni alternative come l’arboricoltura da legno in impianti misti, piantando siepi e fasce boscate, ecc

Carta d’Identità per viaggi sostenibili

Il contenuto del documento "Turismo Responsabile: Carta d’Identità per Viaggi Sostenibili" è frutto di un lavoro di condivisione nell’ambito del Terzo Settore che, a partire dal 1994, ha portato alla nascita di un Forum Nazionale sul Turismo Responsabile, alla firma della Carta stessa ed alla costituzione dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) per la diffusione e la realizzazione dei principi contenuti nella Carta che oggi conta 23 adesioni da parte di associazioni del non profit italiano.

Dato che il turismo, alle soglie del 2000:
è la principale attività economica del globo; sposta oltre 5 miliardi di persone ogni anno (tra cui quasi 600 milioni verso l’estero); occupa milioni di lavoratori (1 ogni 15 occupati in tutto il mondo); è destinato a crescere esponenzialmente nei prossimi decenni, favorito dallo sviluppo dei trasporti e comunicazioni;
ma considerato anche che il turismo, nelle sue applicazioni di massa e di lusso, ha spesso avuto effetti molto negativi su ambienti, culture, società, economie nei paesi di destìnazlone, specie nel sud del mondo; é fondamentale che per il suo sviluppo siano stabiliti limiti precisi e condizioni di attuazione appropriate.
In proposito, si fa riferimento anche ad autorevoli documenti prodotti negli ultimi anni da soggetti diversi, i cui contenuti illustrano bene, nelle linee guida, i valori generali che si vogliono trasmettere. Tra questi:
Carta di Lanzarote, 27/28 aprile 1995 Agenda 21 dell’ONU, 14/6/1992 Manifesto del movimento tedesco ‘Tourism with Insight’ Tourism Bill of Rights and Tourist Code (OMT, 1985) Manila Declaration on the Social Impact of Tourism (OMT, maggio 1997)
Montreal Declaration, 1997
È necessario quindi:
1.Sviluppare una maggior attenzione all’interazione tra turisti, industria turistica e comunità ospitanti, per favorire un vero rispetto delle diversità culturali, ed una disponibilità di adattamento ad abitudini e modi diversi dai propri.
2.Che gli utenti diventino coscienti del proprio ruolo di consumatori del prodotto-viaggio, da cui dipendono la qualità dell’offerta e il destino di milioni di altri individui nei luoghi di destinazione.
3.Ridurre al minimo i danni dell’impatto socioculturale ed ambientale prodotto dai flussi turistici.
4.Rispettare ed incoraggiare il diritto delle comunità locali a decidere sul turismo nel proprio territorio, e con queste stabilire rapporti continuativi di cooperazione solidale.
Prima della partenza
L’utente (viaggiatore individuale o di gruppo)
1.Si interroga sulle reali aspettative e motivazioni del suo viaggio: ad es. riposo e svago, nel rispetto dell’ambiente e dell’altro; e conoscenza, intesa come cultura e incontro, per soddisfare le sue esigenze di approfondimento e di autenticità.
2.Chiede di essere informato in modo corretto, da organizzatori e media, oltreché sugli aspetti tecnico logistici del viaggo, anche sul contesto socioculturale da visitare, e di sua iniziativa si procura informazioni (attraverso testi, guide, Internet, materiale audiovisivo).
3.è interessato a creare in prima persona o tramite gli organizzatori contatti precedenti il viaggio con le realtà locali che potrebbero ospitarlo, e con esponenti che potrebbe incontrare della società civile del luogo di destinazione.
4.è interessato e disponibile a incontri preparatori con i suoi prossimi compagni di viaggio e/o l’accompagnatore.
5.Chiede agli organizzatori garanzie sulla qualità del viaggio dal punto di vista etico, cioé sulle sue caratteristiche ambientali economiche e sociali.
6.Chiede la trasparenza del prezzo, per sapere quale percentuale del prezzo finale rimane alle comunità ospitanti.
7.Privilegia viaggi in cui la massima possibilità di scelta su tempi e contenuti sia garantita.
L’organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza)
1.1) Fornisce informazioni sul viaggio tramite:
cataloghi realistici, in cui il paese da visitare non sia presentato in modo fuorviante, falso, tendenzioso o ambiguo (riferimento ad es. al turismo sessuale) o strumentale (ad es. svendita di tradizioni culturali locali); schede che comprendano una descrizione geografico-am-bientale; informazioni socioeconomiche, politiche e d’attualità; segnalazioni di progetti esistenti di cooperazione sociale e ambientale; le norme di comportamento consigliate; una bibliografia scelta sulla destinazione in oggetto.
2.2) E’ disponibile ad organizzare incontri preparatori per i partecipanti ai viaggi durante i quali, oltre a conoscersi:
si concordino ove possibile itinerari e tempi; o si chiariscano i dubbi degli utenti, siano essi singoli o in gruppo; o si rendano possibili contatti diretti con le comunità dei luoghi di destinazione.
3.3) Si impegna dal punto di vista etico sul piano:
Ambientale
privilegiando alloggi, ristoranti, strutture, trasporti compatibili con l’ambiente (per presenza di depuratori, corretto smaltimento dei rifiuti, risparmio energetico).

Sociale
chiedendo alle autorità statali di luoghi di destinazione di garantire uno sviluppo turistico compatibile; privilegiando servizi di accoglienza (trasporti, alloggi, ristorazione) in linea con la cultura del luogo (ad es. non pretendere cibi estranei alla cultura locale); scegliendo partners locali che rispettino le norme sindacali minime stabilite dall’ILO paese per paese (che tengano conto di orari ragionevoli, del no al lavoro minorile, di paghe eque secondo il salario minimo locale); formando piccoli gruppi di partecipanti che entrino più facilmente in contatto con le realtà locali (è importante specie se queste sono fragili) ed evitando l’esposizione reiterata e continuativa di singole comunità ad un impatto turistico di massa unilateralmente deciso; organizzando itinerari con tempi che non obblighino alla fretta, e in cui le mete selezionate siano in numero limitato; attivando un accompagnatore opportunamente formato che funga anche da facilitatore interculturale; evitando l’eccesso di organizzazione, che impedisce al visitatore di rendersi conto della realtà locale; non favorendo nel turismo la mercificazione sessuale, e scoraggiando con tutti i mezzi prostituzione e pornografia infantili; organizzando la partecipazione dei turisti a manifestazioni, feste e spettacoli tradizionali nel rispetto dell’autenticità e del consenso.

Economico
privilegiando servizi di accoglienza (trasporti, alloggi, ristorazione) a carattere familiare o su piccola scala; scegliendo servizi locali (trasporti, alloggi, ristorazione) dove minore sia il divario di possibile fruibilità tra il viaggiatore e la gente del posto; verificando che parte (certificabile) dei soldi spesi dai turisti si redistribuisca in loco in modo equo (dall’alloggio all’acquisto di artigianato autenticamente del posto), e fornendo in allegato una scheda col prezzo trasparente; e, nel caso di multinazionali, verificando che ci sia una effettiva, consistente ricaduta positiva sull’economia locale.

Le comunità locali ospitanti*
*per comunità locali ospitanti si intende:
a.Settori dell’industria turistica
b.Autorità/ istituzioni turistiche e governi locali
c.Gruppi di cittadini che vivono in aree interessate dal turismo (ma non direttamente coinvolti nel business turistico)
Vogliono controllare lo sviluppo del turismo nella loro zona e quindi:
1.Si esprimono in merito al flusso di turismo, offrendo o meno disponibilità all’incontro.
2.Se disponibili, alla domanda turistica rispondono con adeguate proposte di accoglienza.
3.Tengono conto dei diversi aspetti dell’impatto del turismo:
ambientale e paesaggistico affinché strade, edilizia, riassetto del territorio siano attuate con valutazioni di impatto ambientale; sociale affinché la cultura locale – architettura, arte, lingua, costumi, gastronomia resti indipendente e viva; economico affinché la proprietà locale non venga ceduta a stranieri, o confiscata dai governi locali per scopi analoghi; affinché lo sviluppo non sia unilaterale ed eccessivamente dipendente dal turismo stesso; affinché il denaro che entra con questo si redistribuisca anche in altri settori dinamizzando le interazioni nel tessuto sociale di destinazione; affinché il prezzo pagato risulti equo per tutti (turisti, operatori, e comunità ospitanti)
4.Attivano e formano guide locali e facilitatori, che indichino quali comportamenti siano locamente accettabili o meno, e mettano in contatto i visitatori con la genie, le opportunità, le autentiche attrattive del luogo.
Durante il viaggio
L’utente (viaggiatore individuale o in gruppo)
1.Considera positivo condividere i vari aspetti della vita quotidiana locale e non chiede privilegi o pratiche che possano causare impatto negativo.
2.Non ostenta ricchezza e lusso stridenti rispetto al tenore di vita locale.
3.Per foto e video si assicura il consenso della persona ripresa.
4.Non assume comportamenti offensivi per usi e costumi locali.
5.Cerca prodotti e manifestazioni che sono espressione della cultura locale (ad es. artigianato, gastronomia, arte, ecc.) salvaguardandone le identità.
6.Rispetta l’ambiente e il patrimonio storico-monumentale.
L’organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza)
1.Distribuisce un questionario di valutazione dell’esperienza.
2.Prevede, per una migliore mediazione culturale, la presenza di una guida locale.
Dopo il viaggio
L’utente (viaggiatore individuale o in gruppo)
1.Verifica se è riuscito a stabilire una relazione soddisfacente con la gente e il paese visitato.
2.Valuta come far seguito ai rapporti stabiliti.
3.Se ha viaggiato in gruppo, risponde al questionario di valutazione dell’ esperienza proposto dall’organizzatore e, se lo desidera, partecipa agli incontri con il gruppo con cui ha viaggiato.
L’organizzatore (tour operator, agenzia, associazione culturale del paese di partenza)
1.Verifica i risultati organizzando se possibile un incontro apposito tra i partecipanti.
2.Produce materiale informativo che raccolga le esperienze e le comunichi: relazioni scritte, fotografie, film, ecc.
Le comunità locali ospitanti e responsabili nelle regioni turistiche
1.Verificano i risultati del viaggio che hanno ricevuto: il suo impatto, gli incontri avuti, il suo ritorno economico.

Carta sull’etica del turismo e dell’ambiente

a cura del Touring Club Italiano
con il contributo della Commissione delle Comunità Europee e della Regione Lombardia Settore Ambiente e Energia

I Principi etici generali

1. Il turismo è un diritto dell’uomo
Il turismo può essere definito come l’insieme dei fenomeni che sono causati dal movimento volontario e temporaneo di singoli individui o di gruppi verso luoghi che non siano la loro abituale residenza a fini di ricreazione e/o di arricchimento culturale.
Il turismo rientra pertanto in quel diritto alla mobilità che è riconosciuto a ogni persona dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Sono motivazioni del turismo, parlando in generale, il desiderio di distensione, di comunicare o il bisogno di acquisire nuove conoscenze.
I governi sono pertanto tenuti a rispettare tale diritto e a rimuovere ogni restrizione che ne limiti l’applicazione, naturalmente quelle restrizioni che non siano espressione del diritto al mantenimento dell’ordine pubblico. Come ogni istanza di umana libertà, l’uso di tale diritto è soggetto a principi di ordine etico.

2. Il turismo quale fattore di cultura, pace e sviluppo
Il turismo suscita la necessità di approfondire la conoscenza di paesi diversi, delle loro caratteristiche naturali e dei loro popoli.
Il turismo ha la capacità di attirare l’attenzione degli uomini e dei governi sui valori culturali e ambientali, sulla necessità di conservare tali valori e di farne oggetto di programmi educativi.
La scoperta del patrimonio ambientale e storico culturale di altri paesi, in un atteggiamento di pieno rispetto, crea una rete di relazioni positive nei confronti della natura, della cultura e degli uomini ed è pertanto un importante strumento di pace.
Le implicazioni economiche del turismo sono molteplici: esso crea nuovi posti di lavoro e favorisce lo sviluppo di infrastrutture finora mancanti in molti luoghi. Per numerosi paesi il turismo costituisce il maggiore apporto al prodotto interno.
La crescita economica incide fortemente sulla vita e le tradizioni dei popoli; se non è correttamente guidata, può creare inconvenienti maggiori rispetto ai vantaggi. Di qui la necessità di un approccio etico ai problemi dello sviluppo.

3. Il turismo deve essere una attività di sviluppo responsabile e sostenibile che rispetti la capacità di carico ambientali, sociali ed economiche
I turisti sono tenuti a comportarsi come ospiti nei paesi visitati. Studi preventivi di pianificazione sono uno strumento indispensabile per un turismo responsabile. Uno sviluppo sconsiderato e mal programmato del turismo può danneggiare anche irrimediabilmente la natura, i monumenti, i contesti sociali e culturali dei paesi ospitanti. In tal caso il turismo viene meno alla sua ragion d’essere e si autodistrugge.
Questi studi di pianificazione devono riconoscere le necessità e le aspirazioni delle diverse comunità, perciò richiedono un inventario delle risorse naturali, culturali e monumentali della regione; si tratterà di determinare i limiti biofisici, economici, ambientali e altre limitazioni alla crescita e allo sviluppo, stabilire le priorità di uso del territorio, identificare le aree di sviluppo e quelle da salvaguardare, definire i limiti per un cambiamento accettabile in un contesto turistico e integrare il turismo con altri usi del territorio.
Studi sistematici sulla conservazione del patrimonio e sulle capacità di carico turistico devono essere promossi preventivamente per impedire un danno irreversibile, poiché salvaguardare il diritto al turismo e alla fruizione del patrimonio culturale e naturale della presente generazione è la sola garanzia del diritto delle generazioni future al godimento di quegli stessi beni.

4. Turismo ed equilibrio ambientale
Tutti coloro che sono coinvolti nell’attività turistica devono tener presente che tutti i fattori dell’ambiente naturale, umano e culturale contribuiscono a un equilibrio al cui interno ogni danno arrecato a un elemento influenza negativamente l’intero sistema.
Ogni intervento di pianificazione e di sviluppo turistico dovrà considerare le interrelazioni fra tutti i fattori ambientali – fisici, biologici, umani, animali, vegetali, culturali e spirituali – al fine di evitare effetti negativi all’ambiente. Studi scientifici interdisciplinari, effettuati da équipe di esperti, dovranno presiedere a corrette valutazioni di impatto.
La diversità delle specie e l’integrità dell’ecosistema non possono essere sostituite o rimpiazzate: perciò è inappropriato pensare a un turismo che minacci questi valori. Degli studi efficaci di valutazione di impatto ambientale (VIA) e la loro applicazione allo sviluppo del turismo sono un requisito essenziale per creare un turismo sostenibile.

II Codice

1. Turismo e valori umani dei paesi ospiti
Un totale rispetto dev’essere rivolto all’ambiente culturale e spirituale del paese visitato e a tutte le implicazioni che attengono, direttamente o indirettamente, alla conservazione del suo patrimonio e delle sue tradizioni.
Vi sono popolazioni che non desiderano essere visitate da turisti nel caso in cui queste visite provochino reazioni negative, shock ed elementi di squilibrio. Deve essere compilato un elenco di questi casi particolari e il turismo internazionale dovrà essere convinto a rispettare rigorosamente queste proibizioni.
In ogni caso, il paese ospitante ha diritto al rispetto dei propri modi di vita, della propria sensibilità morale e psicologica. Ogni forma di intrusione dall’esterno, capace di recare disturbo all’ambiente locale – come rumori, esibizionismi, inquinamento o attività distruttive – dovrà essere bandita.
Non si dovranno sottolineare con comportamenti inadeguati le disparità economiche fra i turisti e le popolazioni locali.

2. Turismo e salute
Le organizzazioni turistiche dovranno rendere consapevoli i loro clienti dei rischi generali e specifici per la salute, relativi al clima e all’ambiente dei paesi visitati. Si possono riportare malattie dai paesi stranieri nei quali ci si reca.
I visitatori dovranno conoscere le precauzioni e le norme igieniche in uso nei paesi ospitanti.

3. Turismo e protezione dell’ambiente biologico (flora e fauna)
L’ambiente in cui vivono specie di flora e fauna fragili, rare o prossime all’estinzione dovranno essere oggetto di un rispetto scrupoloso, inteso a salvaguardare al massimo la loro esistenza e il loro habitat, a impedire danni e a consentire la rigenerazione di territori e acque che il turismo avesse loro sottratto.
Queste misure varranno per gli animali terrestri e gli uccelli di tutti gli ecosistemi in ogni continente, così come per gli animali che popolano le acque e quelli che vivono nelle cavità sotterranee. Le foreste, le fasce costiere, le acque correnti e stagnanti saranno soggette a speciale sorveglianza.
E’ urgente avviare studi per inventariare tutte le zone ecologicamente fragili e comunicarne i risultati alle organizzazioni responsabili del turismo.
I turisti saranno tenuti a rispettare le norme stabilite dai trattati che proteggono la flora e la fauna, quali:
·il trattato di Ramsar (2.2.1971) sulle aree umide, di interesse internazionale;
·il trattato di Washington (3.3.1973) riguardante il possesso, il trasporto e il commercio delle specie minacciate o di parte dei loro corpi;
·il trattato di Berna (19.9.1979) relativo alla fauna, alla flora e all’ambiente naturale in Europa.
Questi testi, come pure i regolamenti regionali, dovranno essere portati a conoscenza dei turisti.

4. Turismo e salvaguardia del patrimonio culturale
L’integrità dei monumenti e dei luoghi, siano o non siano protetti da guardiani e barriere, deve essere pienamente rispettata così come lo devono essere le leggi che proibiscono l’uso illegale di dispositivi di ricerca, il commercio di antichità o il loro scavo clandestino.
Si dovranno prendere delle disposizioni speciali per impedire che monumenti, luoghi di interesse artistico e alberi vengano deturpati da graffiti e incisioni.
Anche il contesto estetico di monumenti e siti di pregio dovrà essere sorvegliato con cura e sottratto alla segnaletica pubblicitaria.

5. Turismo, rifiuti e incendi
I turisti non devono abbandonare rifiuti o ogni altro prodotto capace di deteriorare l’ambiente. Essi devono essere particolarmente attenti a evitare ogni rischio di incendio nei boschi.
I turisti dovranno essere educati a non guastare le qualità dell’ambiente; essi dovranno essere coscienti sia dei danni estetici prodotti dall’abbandono dei rifiuti, sia dell’inquinamento che questi producono nell’ambiente stesso e del fatto che in alcuni casi possono provocare degli incendi. Pezzi di vetro rotti possono fungere da lenti, pile umide di materia organica lasciate dai turisti possono fermentare, produrre calore e bruciare.

6. Turismo ed educazione
I mezzi di comunicazione audiovisivi, le scuole e le università dovranno predisporre programmi educativi a tutti i livelli, accompagnati da visite ai siti di interesse turistico, al fine di mettere in pratica questo codice per il turismo e l’ambiente. Tali programmi dovranno chiamare in causa sia le discipline scientifiche che quelle umanistiche focalizzandole sui problemi del turismo e del patrimonio naturale e monumentale.
A un livello superiore, le scuole professionali e i dipartimenti universitari dovrebbero unire i loro sforzi per promuovere una più matura consapevolezza dell’impatto turistico e una maggiore efficacia nell’orientare il comportamento del turismo di massa.

7. Promuovere soluzioni alternative e politiche di piano
Dovrebbero essere promosse, tanto l’istituzione di parchi naturali con itinerari segnalati, quanto l’individuazione di itinerari segnalati, quanto l’individuazione di nuove aree turistiche a carico pianificato, da proporsi come alternative a una incontrollata invasione di ambienti naturali da parte del turismo di massa. Al tempo stesso l’impostazione di limiti di carico turistici e di misure volte alla conservazione del patrimonio ambientale e culturale richiederanno nuove forme di convincimento, atte a contemperare tali misure con il godimento turistico di quei beni.
Itinerari alternativi che colleghino siti e monumenti meno noti sono proposti in molti paesi ai turisti che perseguano forme di fruizione più personali, approfondite e consapevoli.
Le autorità preposte avranno l’obbligo di pianificare con cura la quantità e i programmi dei visitatori nelle aree più fragili e con più limitata capacità di carico. Esse dovranno istruire con chiarezza i turisti, al fine di trasmettere loro appropriati messaggi culturali e di evitare danni al patrimonio naturale e umano.

III. Appello etico agli organi responsabili

1. Il turismo deve ricreare, non distruggere
I turisti devono essere indotti a programmare i loro viaggi sia da un punto di vista tecnico sia con un’adeguata disposizione mentale e a comportarsi in modo rispettoso nei confronti degli uomini e degli ambienti; essi devono essere convinti che tali comportamenti sono molto più remunerativi che le incursioni casuali, rumorose e inquinanti, che altro non producono se non una volgare ostentazione del proprio egoistico modo di vivere, in dispregio e a danno di altri popoli e altre comunità.
Tuttavia nessun codice, nessuna regolamentazione sarà sufficiente a fronteggiare questi problemi, se la coscienza di ogni individuo non sarà resa sensibile a principi etici che inducano a comportarsi da ospiti in paesi stranieri e negli ambienti che ci circondano.
Nessun programma di educazione potrà essere posto in atto, se il desiderio di conoscenza e l’atteggiamento di responsabilità nei confronti del patrimonio ambientale e culturale non sarà inoculato e profondamente radicato in ogni cittadino del mondo fin dall’infanzia.

2. Gli Stati e i governi dovranno promuovere adeguati studi di previsione e strumenti educativi aggiornati alle moderne esigenze comunicative
I molti e complessi legami esistenti fra l’industria turistica e le mete di soggiorno, naturali e culturali, richiedono con urgenza studi interdisciplinari e strumenti di pianificazione. Ricerca e studi di previsione non dovranno limitarsi a considerare il solo aspetto economico del fatto turistico, ma anche i problemi delle risorse ambientali e culturali, visti come componenti finite e non rinnovabili dell’ambiente.
La già richiamata interdipendenza di tutti gli aspetti dell’ambiente, inteso nel suo senso più lato di natura più cultura (v.I.4) dovrà essere tenuta presente in sede universitaria, nella formazione dei nuovi diplomi o lauree in materia turistica, naturalmente in collegamento con i programmi e gli istituti di ricerca. Una intesa internazionale sarà essenziale per dare qualità e ampiezza di respiro a tali iniziative.
A loro volta i processi educativi dovranno essere sostenuti dai nuovi metodi di sensibilizzazione, incluse le campagne pubblicitarie, i programmi televisivi, l’informatica e tutti i mezzi capaci di estendere e moltiplicare la forza dei messaggi con maggiore efficacia rispetto ai mezzi tradizionali, come i libri, gli opuscoli, le diapositive.

3. I tour operator e l’industria turistica
Un miope sfruttamento del turismo di massa porta all’autodistruzione, mentre innescare un controllo di qualità del "prodotto turistico" a tutti i livelli può portare il turismo a essere una delle forze dinamiche che operano per un salutare progresso dell’economia e dell’ambiente.
Come in ogni forma di produzione industriale, soltanto una continua ricerca di crescita può garantire un futuro all’"industria del turismo". Problemi come la sicurezza e la salute sono ovviamente basilari, ma il grande pubblico è divenuto via via più sensibile ai temi ecologici, alla conservazione e alla decorosa presentazione di luoghi e monumenti. La richiesta di ingredienti culturali ed educativi nel "prodotto turismo" è in crescita continua. Informazioni corrette e adeguate, guide preparate, documentazioni attraenti e dense di informazioni daranno un sempre maggior valore all’offerta di servizi turistici.
Una particolare attenzione deve essere dedicata alla progettazione architettonica delle infrastrutture turistiche utilizzando stili e materiali di costruzione che siano in armonia con l’ambiente naturale. E’ tempo di pensare ad alternative estetiche ed ecologiche rispetto agli enormi alberghi-grattacieli e ai padiglioni e palazzi di cemento, nei quali il cospicuo consumo di turismo si reclamizza da solo come una ingombrante intrusione estranea che, se "produce" turismo, si dimostra incapace di immaginare un migliore inserimento nell’ambiente locale. Tali costruzioni, oltretutto costose da mantenere, sono destinate a divenire i testimoni monumentali di una "archeologia turistica".

Traduzione italiana a cura di Monique Locatelli

Le vacanze “sostenibili” in una ricerca realizzata da Politecnico e Amici della Terra: occorre un osservatorio regionale

Ecoturismo, l’ultima moda di chi viaggia

Archeologia industriale e rispetto dell’ambiente: la mappa degli itinerari in armonia con la natura

MILANO – Un turismo che non inquina, che non degrada l’ambiente, nel rispetto delle società e delle culture locali. E che nello stesso tempo offre momenti di svago, di scoperta, di divertimento. Non è un’utopia, si chiama “turismo sostenibile” e può diventare motore dello sviluppo culturale ed economico del territorio, a patto che venga gestito in modo intelligente. In questo che è l’anno internazionale dell’ecoturismo, il vero problema è capire e valutare la qualità del rapporto tra sistema turistico, sempre più di massa, e l’ambiente, per cercare di ridurre gli impatti negativi e, allo stesso tempo, valorizzare le esperienze di vero contatto con la natura. Questi i temi trattati nel convegno che si è tenuto ieri nella “Settimana del viaggio” (7-14 maggio), appuntamento organizzato a Milano dall’Associazione Outis-La mente del viaggiatore. Un’occasione per presentare i risultati della ricerca “Il turismo sostenibile in Lombardia”, realizzata dagli Amici della Terra (Adt) e dal Politecnico di Milano. “Obiettivo principale di questa indagine – spiega Giulia Pesaro, del dipartimento di Architettura e pianificazione del Politecnico – è di fornire una chiave di lettura per la promozione di un turismo ecocompatibile, attraverso indicatori che consentano di leggere le pressioni sull’ambiente e controllare criticità e opportunità, cioè la doppia faccia di bellezze naturali e servizi per l’accoglienza”. La ricerca ha anche portato a un primo censimento di esperienze di turismo sostenibile presenti nella nostra Regione, un’offerta ricca che però fatica ad emergere perché “coperta” dalle tante attività economiche presenti sul territorio. Lombardia regione con scarsa vocazione turistica? “Perché allora non si valorizza la sua storia, le sue opere di archeologia industriale, come per esempio il villaggio di Crespi d’Adda, patrimonio dell’Unesco che quasi nessuno conosce”. Insomma bisogna andarsi a cercare quello che il territorio offre, e forse il “nuovo” viaggiatore, in cerca di una pausa dai ritmi assillanti del quotidiano, stanco dell’artificialità di ambienti urbani inquinati così come dei pacchetti viaggio “tutto compreso”, ha bisogno di mettere in moto la propria fantasia.

“La nostra regione – dice Camillo Piazza, presidente di Adt Lombardia – è uno dei quattro motori del Vecchio Continente e ha le carte in regola per diventare la prima area europea che sostiene e promuove concretamente, attraverso politiche mirate, un’attività turistica eco compatibile. Per questo chiediamo al Pirellone, prendendo spunto dai nostri dati, di impegnarsi in questa direzione. Il primo passo: un osservatorio per il turismo sostenibile”. Dalla bicicletta lungo il Po al trekking nelle verdi valle bergamasche, dalle vie della tradizione sui transiti medioevali ai Bed & Breakfast al femminile tra i laghi del Varesotto, dalle strade dei vini al treno dei tre parchi. Spicca, tra le strutture già attrezzate per accogliere il turismo sostenibile, l’Albergo della Salute: si trova in Val Taleggio, a Olda, in provincia di Bergamo, ed è attivo dal 1925. Con le sue 40 camere, è l’unico albergo in Lombardia ad aver ottenuto la certificazione di Gestione integrata qualità sicurezza e ambiente da parte dell’organismo internazionale Det Norske Veritas.

Antonia Jacchia

Lombardia

Il turismo e le professioni

Il Turismo "sostenibile": una rivoluzione culturale

http://www.jobonline.it/new/13s32.htm

Il concetto di sostenibilità ambientale sta diventando un principio fondante anche per i nuovi modelli di management, che ritengono di poter coniugare profitto e rispetto per l’ambiente. Ne abbiamo parlato con Antonio Pezzano di Acta, associazione no profit nata nel ’94 e inserita in un network internazionale (Ecotrans), impegnato in progetti pilota voluti dalla Comunità Europea per la ricerca e lo sviluppo di modelli innovativi. Lo staff di Acta è composto da ricercatori ed esperti provenienti da contesti multidisciplinari diversi, con un approccio al turismo che tenga conto dei fattori culturali ed ambientali. Il gruppo si è sviluppato in concomitanza con la nascita di una nuova coscienza etica e professionale sul tema dell’ambiente, grazie anche alle nuove politiche comunitarie di investimento (Area dell’ob. 1 e 2, 1996) nel settore. Una realtà trasversale che richiede una riflessione sui nuovi modelli concettuali di impatto sul territorio. E’ in quest’ottica che si inserisce il discorso sul "turismo sostenibile", concetto che può essere definito sia dal punto di vista dell’offerta (per quanto riguarda cioè le nuove impostazioni tecniche e le discipline di condotta delle strutture) che della domanda (per quanto riguarda quindi le esigenze e le aspettative dell’utente).

Ricadute economiche ed occupabilità
Legare turismo e sviluppo locale, stabilire dei criteri di regolamentazione del territorio, valorizzare le risorse ambientali e culturali, creare nuove logiche strutturali ed organizzative, spostare l’accento sulla pianificazione strategica, investire in conoscenza… Azioni necessarie per dare slancio a un mercato dalle enormi potenzialità. Purtroppo questo processo incontra ancora delle resistenze nel nostro Paese, poiché le Regioni – che detengono l’amministrazione del settore – stentano a recepire le novità, sia normative che – soprattutto – culturali, dal momento che per lungo tempo si sono abituate a gestire il turismo secondo una visione slegata dal patrimonio del territorio di competenza. Il turismo sostenibile ribalta questa prospettiva, mettendo in primo piano l’interpretazione culturale (in senso lato) di un territorio: quello che si vuole offrire al turista è principalmente un’esperienza individuale che sia percepita come esclusiva ed irripetibile. Pertanto l’operatore dev’essere in grado di tradurre i valori del luogo, rendendoli condivisibili al visitatore. Il turista deve sentirsi parte di un contesto organico e non la cellula estranea di una realtà assolutamente artificiale e ri-costruita ad hoc. La pianificazione dev’essere mirata e sostenuta anche dalla cittadinanza, gli operatori culturali, commerciali e dei servizi attivi sul territorio. Turismo significa prima di tutto cooperazione tra le numerose realtà coinvolte, che devono sapersi confrontare e organizzare verso una progettualità comune, a vantaggio dell’intera economia di un territorio. Per fare questo è necessaria una vera e propria rivoluzione culturale, che metta in primo piano le visioni strategiche, che sappia fare una distinzione tra il livello operativo e quello culturale, aspetto, questo che il più delle volte viene dato per scontato o trascurato in funzione del primo, tanto che nell’opinione comune un operatore turistico è solamente colui che offre un servizio o un’utilità immediatamente spendibile e non chi si occupa di ricerca strategica, pianificazione e ideazione creativa. Questa nuova interpretazione del mercato portebbe aprire lo spazio a nuove professionalità, sia nel settore pubblico (vista la funzione strategica della pianificazione turistica), che in quello privato ed imprenditoriale, per la già deplorata carenza di servizi strutturali. Largo quindi alle nuove idee d’impresa, che sotto forma di associazione o cooperativa sappiano dare forma e soddisfazione a questo bisogno di "interpretazione creativa del territorio". La sfida è sicuramente stimolante ma realisticamente difficile, dal momento che manca ancora una solida cultura di base che permetta di attuare con facilità imprese considerate a tutt’oggi fantasiose, piuttosto che redditizie o spendibili sul mercato. Il primo investimento da fare è quindi quello in conoscenza e ricerca, ma nonostante le nuove politiche normative, le nuove professionalità potenzialmente impiegabili in questo mercato mancano di una ben precisa definizione e di contenuti specifici. Sono ancora pochi gli enti di formazione che abbiano raccolto questa sfida: li trovate sulla banca dati di Actanet.it.

Risorse on line
Legambiente Turismo
La Carta per il Turismo Sostenibile
Alcuni spunti sul Turismo SostenibileLa Politica comunitaria sul Turismo Sostenibile
Un po’ di bibliografia

I profili professionali del turismo sostenibile

Il mondo del lavoro sta cambiando.. e con esso i profili professionali. Il settore del turismo sostenibile si sta specializzando e sviluppando, e richiede persone che si sappiano muovere nel suo contesto. Uno degli impegni di questo portale sarà un continuo aggiornamento sulle professioni che il nuovo mercato sta cercando, e su come formarsi e avvicinarsi ad esse.
Questa settimana inizieremo con la definizione di alcuni profili nel settore dei viaggi organizzati, che si stanno orientando verso la domanda dei consumatori di un prodotto più compatibile con natura e ambiente delle destinazioni.
Sia i grandi Tour Operator che cooperative, associazioni e organizzazioni locali stanno cercando persone per elaborare una politica ambientale e collaborare con alberghi e villaggi per rendere l’esperienza del viaggio più.. sostenibile per la destinazione e per i viaggatori.
Se vi riconoscete in qualcuno dei profili elencati potete inviarci il vostro curriculum (in formato testo non più pesante di 200KB) che terremo a disposizione degli enti e aziende che ne facciano richiesta.
Specifichiamo che si tratta di un servizio completamente gratuito per ambo le parti e che ACTANET si assume unicamente il ruolo di tramite per la documentazione fornita, senza alcuna responsabilità per gli ulteriori rapporti tra le parti.
Entro poco tempo sarà possibile inserire autonomamente i propri dati nel nostro database.
L’invio del curriculum al nostro indirizzo : lavoro@actanet.it deve comprendere il prescritto consenso alla pubblicazione dei dati personali inviati, ai sensi della L. 657/96. Chi invia il proprio curriculum si assume la responsabilità relativamente a tutti i dati riportati. ACTANET garantisce un uso dei dati conforme alla Legge 675/96 sulla Privacy.

Parchi ed aree protette Ecoturismo
Turismo culturaleQualità ambientale, igiene e sicurezza
Viaggi organizzatiSviluppo locale

Siti interessanti:
http://web.tiscalinet.it/ecolavoro/frameset_orient.htm
informazioni sui nuovi profili, indicazioni e assistenza per la formazione

Viaggi organizzati:

presso la sede centrale degli operatori:
Responsabile della gestione ambientale: Coordina e gestisce le attività finalizzate alla protezione ambientale dell’operatore, elabora una politica ambientale e ne segue l’applicazione con i vari reparti dell’azienda, cura la comunicazione con clienti e fornitori sugli aspetti ambientali.
Requisiti :Esperienza nel settore turistico-alberghiero solida formazione nell’ambito dei processi di qualità e gestione ambientale (ISO 14000, EMAS, HACCP, 626). Eventualmente, ma non indispensabile, laurea in scienze ambientali.
presso le sedi locali e nelle destinazioni:
Interprete Ambientale che organizza diverse attività per aumentare la comprensione dell’ambiente e della cultura locale, sensibilizza ospiti e clienti, raccoglie informazioni sulle performance ambientali dell’albergo e della destinazione, punto di riferimento della direzione ambientale dell’operatore.
Requisiti: Buona cultura generale, facilità ed esperienza nei contatti interpersonali, conoscenze approfondite di flora, fauna e cultura della località di destinazione. Conoscenze base nel campo della gestione ambientale.
nei villaggi o alberghi:
Coordinatore Ambientale dedicato al settore alberghiero per coordinare il sistema di gestione ambientale
Requisiti: esperienza nel settore turistico-alberghiero e nei sistemi di audit e gestione ambientale.

Parchi ed aree protette

Turismo culturale

Sustainability Reporting – Performance Indicators for the Tour Operator’s sector
THIRD & FINAL DRAFT – 26 APRIL 2002

THIRD & FINAL DRAFT

TOUR OPERATORS SECTOR SUSTAINABILITY PERFORMANCE INDICATORS

A supplement to the
GRI 2002 Sustainability Reporting Guidelines

26 April 2002

CONSUMER RELATIONS (CR)

CR 1. Tools and measures used by reporting organization to raise the awareness of consumers on suppliers’ environmental, social and economic performance.
Indicate joint efforts with suppliers, NGOs, NTOs, and authorities in destinations; main themes communicated; and specify at which moment of the holiday experience, from selection to return, communication took place.

CR 2. Tools and measures used by reporting organization to raise the awareness of consumers on destinations’ environmental, social and economic issues.
Indicate joint efforts with suppliers, NGOs, NTOs, and authorities in destinations; main themes communicated; and phases of the holiday experience, from holiday selection to return.

CR 3. Tools and measures used by reporting organization to raise the awareness of consumers on sustainable holiday making.
Indicate joint efforts with suppliers, NGOs, NTOs, and authorities in destinations; main themes communicated; and phases of the holiday experience, from holiday selection to return.

CR 4. Means to invite customers’ feedback on economic, environmental, and social issues related to the holiday product and actions taken to respond to feedback.

CR 5. Percentage of total feedback received, related to economic, environmental and social issues.
Break down feedback in terms of positive and negative and main issues covered.

CR 6. Evidence of consultation with destination stakeholders and suppliers on how the destination and services are portrayed to customers.

CR 7. Number of complaints from destinations’ stakeholders and holiday-makers regarding misleading and inaccurate representation of destinations.
Actions taken to address these.

INTERNAL MANAGEMENT (IM)

Labour practices:
IM 1 Evidence of recruiting local residents (including destination nationals) for destination posts including management positions.

Health and safety:
IM 2. Existence of policies and programmes to address the physical and mental well-being of staff at headquarters and destinations.

Training and education:
IM 3. Types and mechanisms of training on environmental, social and economic issues by category of employee.
Include destination representatives, senior management, middle management, professional, technical, administrative, production and maintenance.

IM 4. Policies and actions in place to accommodate cultural customs, traditions and practices of staff throughout the organisation.

Materials
IM 5. Policies to minimize the environmental impacts associated with the production, distribution and use of promotional materials and customer documentation.

IM 6. Total quantity (tonnes or kg) of material used by type and environmental quality, for the production of promotion materials and customer documentation.

IM 7. Percentage of promotional materials and customer documentation that are produced in accordance to an environmental standard.
Specify standard.

Waste
IM 8. Policies and targets for redistribution, reuse, recycling of promotional materials.

IM 9. % of total travel retailers that agree to adopt policies and practices on reuse, recycling of promotional materials.
Also refer to Supply Chain Management section.

SUPPLY CHAIN MANAGEMENT (SCM)

SCM 1. Descriptions of the supply chain management policy, objectives and targets on environmental, social, economic performance.
State the use of supplier prioritisation and screening criteria.

SCM 2. Processes through which suppliers, by type, consulted during development and implementation of the supply chain management policy, described in SCM1.

SCM 3. Issues identified through supplier consultation and actions to address them.

SCM 4. Processes through which suppliers, by type, are engaged in the implementation of the supply chain management policy, described in SCM1.
Process include one way communication (e.g. questionnaires), two ways communication (e.g. information exchange), active co-operation (e.g. suppliers training), rewards and recognition for high performers.

SCM 5. State joint actions taken with suppliers, by type, to support improvements in suppliers own environmental and social performance.

SCM 6. Demonstrate progress in achieving objectives and targets related to supply chain policy.

SCM 7. Percentage of suppliers, by type, subject to supply chain management policy.

SCM 8. Percentages of suppliers, by type, subject to supply chain policy that have a published sustainability policy, implemented a sustainability management system and/or have a staff person with management responsibility for corporate sustainability.

SCM 9. State types of information requested from suppliers, by type, on their:
(a) environmental practices and performance.
Include materials, water, energy, purchasing, solid waste, hazardous waste, effluents, emissions, transport, land-use and biodiversity.

(b) social practices and performance.
Include community and staff development, indigenous and tribal people’s rights, formal employment contracts, social security, working conditions according to ILO Convention 172, equal treatment, recognition of independent trade unions and application of collective bargaining agreements, Health and Safety committees, policies excluding child labour as defined by ILO, programmes to combat commercial sexual exploitation of children, and to combat and mitigate the social impacts of HIV/AIDS.

SCM 10. Percentage of suppliers, by type, subject to supply chain management policy that provided the requested information.

SCM 11. Percentage of suppliers, by type, subject to supply chain management policy whose environmental, social and economic performance has been reported, through, for example:
-Supplier self declaration;
-Spot Checks by reporting organization;
-Environmental and Social Audits;
-Certification schemes (eco labels);
-Third Party verification (state if verifier is accredited).

SCM 12. State actions taken by the reporting organisation in response to suppliers reported performance (as per SCM 11), by type of suppliers.
Include incentives and rewards.

SCM13. Actions to inform the suppliers on customers’ requirements.

SCM 14. State your contracting policy and how you communicate it to your suppliers.
Include negotiating terms and conditions for
payment, cancellation and compensation of contracts with suppliers.

SCM 15. Joint initiatives with suppliers to improve environmental, social and economic conditions in destinations.

SCM 16. State benefits for the reporting organization from implementing the sustainable supply chain policy.

PMD 1. Percentage of reporting organization’s business (by passenger carried) and market share in operating destinations.

PMD 2. Policies on selecting, developing and deselecting destinations based on environmental, social and economic issues.

PMD 3. Key environmental, economic and social issues identified in destinations and types of information gathered.
Issues may include:
Environment: water, waste water, energy and transport infrastructures; hazardous and solid waste disposal; air and water quality, land-use and biodiversity conservation, and local environmental management structures.
Socio-economic: respect for human rights (including indigenous and tribal people); compliance with ILO conventions on child and forced labour, freedom of association, and non-discrimination; programmes to combat sexual exploitation of children and to combat and mitigate the social impacts of HIV/AIDS, and citizen participation in planning process.

PMD 4 Percentage of destinations in which organisation operates for which issues (PMD 3) have been identified and percentage of reporting organization’s business this represents (by passengers carried).

PMD. 5 Types of approaches taken in gathering information (PMD 3) and rational for applying an approach to a given destination.
Approaches include own research, third party report, customer feedback, destination self-assessment, stakeholders’ consultation, dialogue with competitors. Specify stakeholders approached.

PMD. 6 Length of time over which this information (PMD3) has been collected, and the frequency with which it is updated.

PMD. 7. Quantify overall economic, environmental, and social impacts of typical holiday products.

PMD 8. Changes in design of holiday packages and other actions to address key environmental, economic and social issues (see PMD3) of destinations.

PMD 9. Measures to maximise economic benefits to destinations.

DESTINATIONS (D)

Partnership and community development
D 1. Describe ways reporting organisation engages with destination stakeholders to address the issues include those identified in PMD 3.
Include information exchange, awareness raising, consultation, dialogues and incentives provided.

Community development
D 2. Measures taken to identify and offer commercial opportunities and assistance to non contracted suppliers that support community development.

Philanthropy and charitable donations
D 3. Procedures and criteria for selecting projects and organizations to which philanthropy and charitable donations are made.

D. 4. Total funds (in cash and estimated value of in kind contribution) for conservation and social development projects.
Identify:
·sources (corporate budget, consumers’ contributions);
·type (cash, in kind);
·distribution of funds to conservation and community development projects and organizations;
·location of projects/organizations receiving the funds (in operating destinations, headquarters and international).

D. 5. Describe programmes for philanthropy and charitable donations in relation to conservation and community development projects.

D 6. Evidence of benefits generated (in D4 and D 5), particularly at destinations, in support of community development, biodiversity conservation and social, economic and environmental improvements at destinations.

La Stampa e il Turismo Sostenibile

Torna la voglia di viaggiare: panoramica sui siti per chi vuole scegliere percorsi “responsabili”, fuori dai circuiti tradizionali
Sul web l’altra faccia del turismo
Le Nazioni unite hanno proclamato il 2002 anno internazionale della vacanza ecologica Ecco gli organizzatori e le mete alternative
12 marzo 2002
di Andrea Cairola

Il ponte di Pasqua e l’estate si avvicinano, torna la voglia di viaggiare e di interrompere il digiuno di vacanze post-trauma da 11 settembre.

Il “turismo responsabile” è l’antidoto per chi non vuole sentirsi intruppato in pacchetti vacanze che offrono esperienze frettolose e artefatte tra charter e villaggi da incubo. E Internet è la principale risorsa per orientarsi.

I “nomadi del benessere” sono ormai quasi un miliardo all’anno. Secondo l’organizzazione mondiale del turismo l’80 per cento dei viaggiatori internazionali proviene dai 20 paesi più ricchi. Enorme è l’impatto economico ma anche culturale, sociale e ambientale del turismo.
Un viaggio virtuale nel Web che preceda quello reale aiuta ad orientarsi tra i dilemmi che il naturale istinto all’avventura comporta.
La navigazione può cominciare da www.homoturisticus.com, il sito personale dell’immancabile “guru”, Duccio Canestrini, antropologo del turismo e autore di “Andare a quel paese, vademecum del turista responsabile” (2001, Feltrinelli). Per Canestrini “attenzione e consapevolezza sono i normali requisiti per viaggiare in maniera responsabile”. E continua: “Quando si dice turismo responsabile s’intende un atteggiamento individuale di rispetto dei luoghi e delle persone che si incontrano”.

Parlando di consapevolezza, la lettura del codice di condotta elaborato dall’organizzazione mondiale del turismo (www.world-tourism.org) aiuta a familiarizzare con le parole chiave del moderno nomadismo feriale di massa: il diritto a viaggiare ma anche i doveri di tolleranza, rispetto e comprensione.

Per sconfiggere la massificazione il turista responsabile viaggia “in punta di piedi” e ad occhi aperti, cercando la diversità e godendosi gli imprevisti.
Più approfondite e specifiche sono le raccomandazioni del Bureau International du Tourisme Social (www.bits-int.org) per il quale gli apporti del turismo devono andare a beneficio di tutta la comunità. Il settore turistico deve contribuire allo sviluppo sociale ed economico, produrre occupazione e garantire i diritti fondamentali delle persone che vi lavorano.

Il paradosso del turista è che tende ad annientare ciò che cerca. Contro la tentazione autodistruttiva ci soccorrono i pragmatici consigli del sito dell’ente per il turismo inglese (www.englishtourism.org.uk) a partire da “lascia le spiagge e i parchi come li vorresti trovare”.

<Siti istituzionali offrono consigli utili per chi vuole trasformare in momento di crescita personale il "dovere" della transumanza annuale verso altri lidi da magnificare ai colleghi. Il programma per l’ambiente delle Nazioni unite, l’Unep, ha chiamato a raccolta un gruppo di grandi tour operator impegnati a garantire un turismo sostenibile (www.toinitiative.org). L’Unesco patrocina le iniziative dell’Institute for responsible tourism (www.newtourism.com).

Una volta che navigando in rete si è diventati potenziali turisti "consapevoli" è tempo di passare ai fatti e di programmare la vacanze. L’Aitr, l’Associazione italiana del turismo responsabile (www.solidea.org/ospiti/aitr_index.htmz), raggruppa 42 realtà non profit che organizzano viaggi "alternativi" con le seguenti caratteristiche minime: riunione preparatoria, appoggio su associazioni in loco, trasporti, strutture e ristorazioni rigorosamente locali. Inoltre una parte dei profitti è destinata a progetti di sviluppo.

Interessante è il caso dei “viaggi di solidarietà e conoscenza” nei paesi dove un consorzio di cinque ong hanno in corso dei progetti di cooperazione internazionale (www.viaggisolidali.it).

E’ utile anche il portale sul turismo sostenibile dell’Associazione-cultura-turismo-ambiente (http://www.actanet.it), mentre il sito sull’informazione non profit www.vita.it è ricco anche di notizie sul turismo responsabile, convogliate in un inserto mensile della rivista settimanale Vita.

Outis, acronimo di Oltre un turismo industriale standardizzato (www.outis.org), offre una valida guida per orientarsi nel turismo di qualità e consapevole anche al di fuori dall’ambito non profit. Il consumo critico è ancora un mercato di nicchia ma in forte crescita.

Le Nazioni unite hanno proclamato il 2002 anno internazionale dell’ecoturismo, il settore boom del turismo alternativo. Per non cadere nelle trappole dell’ecoturismo fittizio conviene rivolgersi ai viaggi patrocinati da riconosciute organizzazioni per la tutela dell’ambiente come il Wwf (www.wwf.org) e Greenpeace (www.greenpeace.org), o consultare i portali del turismo ecologico in rete: per esempio l’internazionale www.ecotourism.org o il nostrano sito di Infoambiente (www.infoambiente.it/proposte/turismo.htm).

Navigando nel Web per approntare un viaggio etico sarà anche necessario affidarsi alla fantasia e alle sensibilità personali. Uno dei requisiti del turismo responsabile è spendere a diretto beneficio delle comunità ospitanti. Internet è ideale per scavalcare gli intermediari e raggiungere direttamente i fornitori ultimi dei servizi.

Ricordandosi che anche nella ragnatela informatica è in agguato il paradosso autodistruttivo del turista: la tentazione di segare il ramo su cui si è seduti.

Conferenza Internazionale per il turismo sostenibile
La Carta di Rimini

30 giugno 2001

Questo documento presenta le raccomandazioni e le proposte orientate all’azione, adottate dai partecipanti della Conferenza Internazionale tenutasi a Rimini dal 28 al 30 giugno ’01, organizzata dalla Provincia di Rimini, dalla Regione Emilia Romagna e da un gruppo molto esteso di partners (…). La carta è il risultato dei lavori svolti prima e durante la Conferenza, con il contributo degli organizzatori, dei moderatori, dei relatori, dei partecipanti alle diverse sessioni di lavoro.

Noi, come partecipanti alla conferenza di Rimini, pensiamo che La Carta sia uno strumento utile per fare ulteriori passi verso la “sostenibilità del turismo”, con un’attenzione particolare alle “destinazioni del turismo di massa”. Riteniamo che questo tema sia una priorità da inserire nell’agenda politica di tutti i soggetti coinvolti e che su di questa priorità si debbano indirizzare e promuovere ulteriori sforzi e impegni nei prossimi anni.

Poniamo come punto di partenza gli sforzi già compiuti dai documenti e dalle Carte prodotti a livello internazionale nel recente passato. Tra questi, ricordiamo:
·La Conferenza internazionale di Lanzarote (1995)
·La Conferenza internazionale di Calvià (1997)
·Il Congresso internazionale di Sant.Feliu de Guixols organizzato dalle associazioni del volontariato dell’area mediterranea (1998)
·Il lavoro prodotto dal World Tourism Organisation, in particolare il Codice Globale di Etica per il Turismo (adottato nel 1999)
·Il lavoro svolto dall’UNEP con il Mediterranean Action Plan on Tourism (grazie al contributo di BP/RAC e PAP/RAC) e con le Indicazioni formulate dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile del Mediterraneo e adottate dalle parti contraenti alla Convention di Barcellona (1999)
·Il lavoro per la Tour Operators Iniziative, in partnership tra UNEP, WTO e UNESCO.

Guardiamo con interesse alle strategie, in via di finalizzazione a livello della Commissione Europea. In particolare a:
·la Strategia Europea sulla Gestione Integrata delle Zone Costiere – ICZM (2000),
·la Strategia dell’Unione Europea per lo Sviluppo Sostenibile (2001)
·i documenti preparatori dell’Agenda 21 europea per il turismo sostenibile

Riconosciamo e sottolineiamo pertanto l’urgenza di un’azione concertata, in grado di agire efficacemente sulla crescente domanda e offerta turistica, fenomeno che ha già prodotto effetti ambientali e sociali rilevanti e che oggi rischia di compromettere la stessa qualità e vitalità dell’offerta turistica.
Riteniamo, in particolare, che i paesi europei dell’area mediterranea e le aree a “turismo maturo” debbano:
·assumersi la responsabilità di ripensare i propri modelli e le strategie di sviluppo e
·innovare il proprio prodotto turistico, affermando la propria identità e diversità culturale e valorizzando i prodotti e le risorse umane ed economiche locali,
nella direzione della sostenibilità sociale, economica ed ambientale del turismo e della qualità ambientale del territorio.

Ci impegniamo direttamente ad attuare, ampliare e diffondere buone pratiche di gestione sostenibile del turismo, in coerenza con gli obiettivi e i contenuti delle successive raccomandazioni.

Chiediamo a tutti i soggetti che a diverso titolo possono contribuire, in partnership tra loro e nel rispetto del loro specifico ruolo, di partecipare allo sforzo di definizione di un quadro comune di politiche, con particolare riferimento a quelle di livello europeo e di scala mediterranea, finalizzate all’attuazione delle seguenti raccomandazioni.

RACCOMANDAZIONI

Promuovere l’utilizzo della partecipazione e rafforzare e costruire partenariati attivi (come proposto dai modelli introdotti con le Agende 21 locali, e dagli approcci UNEP ed Europei per la Gestione Integrata delle zone costiere), riconoscendo la partecipazione come un fondamentale “fattore di successo” per mettere in pratica la sostenibilità.
I processi partecipativi devono svilupparsi fin dalle prime fasi dei processi decisionali, devono poter influire su di essi, devono essere strettamente integrati con il sistema della rappresentanza democratica.
La costruzione di partenariati deve in particolare coinvolgere e integrare tra loro:
·gli attori fondamentali (le pubbliche amministrazioni, i Tour operator, gli imprenditori turistici, le associazioni ambientaliste e dei consumatori, i sindacati, i residenti, i lavoratori, i turisti…);
·tutti i livelli di governo (da quello internazionale a quello locale, con particolare attenzione al ruolo di quest’ultimo);
·tutti i settori di intervento (trasporti, uso del territorio, ambiente, turismo, ecc.);
·le aree confinanti e contigue (terra/mare, entroterra/costa)
con lo scopo di definire e suddividere le responsabilità di ogni soggetto, con riferimento ad azioni rilevanti per il raggiungimento del risultato di un turismo sostenibile.

Promuovere e rafforzare la gestione e la pianificazione integrata e sostenibile nelle aree costiere, con particolare attenzione alle destinazioni turistiche di massa:
-Adottando da parte del Consiglio e del Parlamento Europeo la Raccomandazione della Commissione Europea relativa alla strategia sulla Gestione Integrata delle aree costiere – ICZM
-Inserendo l’approccio proposto da detta Raccomandazione nelle strategie nazionali e regionali
-Sostenendone l’attuazione concreta a livello locale.
In particolare sottolineiamo l’importanza di:
·Agire sulle aree costiere considerandole come un insieme, includendo in modo adeguato le porzioni di territorio e di mare coinvolte
·Considerare in modo integrato tutte le problematiche più importanti per lo sviluppo sociale, economico e ambientale, in una prospettiva a lungo termine;
·Rivedere le politiche e le legislazioni nazionali e promuovere linee guida regionali
·Identificare e coordinare tra loro tutti i piani e i progetti settoriali (uso del territorio, gestione del sistema idrico, energia, trasporti, turismo, ecc.) e inserire la gestione integrata dei territori costieri nel sistema istituzionale e pianificatorio vigente;
·Definire obiettivi strategici in modo preciso, progettando programmi fortemente orientati all’azione e capaci di adattarsi ai cambiamenti;
·Rafforzare e individuare nuovi strumenti (norme, sistemi di gestione, informazione e educazione, incentivi economici, progetti pilota) per indirizzare le aree turistiche più mature verso azioni di rinnovo urbano, di miglioramento della qualità urbana e sociale, di riqualificazione del territorio, verso modelli più sostenibili.

Mantenere l’impegno internazionale e locale per lo sviluppo e l’utilizzo di strumenti di analisi, a supporto della decisione e dell’azione, quali:
·l’analisi della capacità di carico ecologica, sociale ed economica delle destinazioni;
·gli strumenti di previsione e valutazione dell’impatto locale e strategico dei servizi e dei prodotti turistici (per es. gli strumenti noti come L.C.A., E.I.A., S.E.A.);
·gli indicatori di sostenibilità, multidimensionali, in grado di monitorare in modo permanente i cambiamenti nel tempo e nello spazio dei principali impatti e dei risultati definiti dai programmi integrati e dai processi di Agenda 21;
L’uso di questi strumenti deve basarsi su processi partecipati, deve servire a definire e supportare le azioni per il turismo sostenibile, deve essere scientificamente affidabile e comprensibile agli utenti finali. L’informazione di base deve essere prodotta e resa disponibile coordinando tra loro gli enti competenti a fornirla.

Rafforzare le capacità dei governi locali affinché questi siano in grado di svolgere pienamente il proprio ruolo politico, di pianificazione, di gestione e controllo nel settore turistico:
·promuovendo formazione, scambio di buone pratiche, coordinamento nazionale e sovranazionale tra le reti già esistenti e le diverse realtà locali con problemi analoghi
·sostenendo il marketing ambientale del territorio e la valorizzazione delle esperienze positive

Attuare azioni specifiche centrate sulla Mobilità, con il sostegno e la realizzazione di “progetti pilota” locali utili a dimostrare la fattibilità e l’efficacia di sistemi e modelli alternativi e sostenibili. Tra questi:
·sostegno alla realizzazione di reti integrate di mobilità pedonale e ciclabile
·promozione di sistemi e servizi innovativi (per es. car sharing, bus a chiamata, taxi collettivi, car pooling, etc.)
·rafforzamento dell’integrazione tra le diverse modalità di trasporto a livello locale, regionale e nazionale e miglioramento dell’attrattività del trasporto collettivo e a basso impatto ambientale
·azioni a livello europeo, nazionale e locale sulle tasse e tariffe dei trasporti (così come definite dalla Strategia dell’Unione Europea per lo Sviluppo Sostenibile) e promozione di pacchetti integrati di servizi relativi al soggiorno/mobilità per i turisti

Promuovere alternative sostenibili per il turismo stagionale di massa (riducendo le punte e distribuendo le presenze turistiche nell’arco di tutto l’anno):
·valorizzando la complementarietà e le sinergie del turismo con gli altri settori economici;
·promuovendo lo sviluppo e l’uso di un turismo culturale, ecologico e rurale compatibile con l’ambiente;

Promuovere strumenti economici (nuovi meccanismi finanziari, incentivi, destinazione ecologica delle entrate fiscali…) per qualificare le destinazioni turistiche in senso sostenibile.
Le risorse finanziare possono provenire:
·dal settore privato, con investimenti mirati a migliorare le performance delle imprese turistiche e la qualità del territorio entro cui il settore offre i propri prodotti e servizi,
·dal settore pubblico, con un uso mirato dei fondi disponibili a livello nazionale, regionale ed europeo, rafforzando gli attuali finanziamenti (come ad esempio i Programmi europei Life, Interreg….) e integrando ulteriormente la priorità “turismo sostenibile nelle aree a turismo maturo” nei Fondi Strutturali europei e nei finanziamenti nazionali per le “aree obiettivo”, allo scopo di favorire la realizzazione di progetti pilota nelle destinazioni caratterizzate dal turismo di massa.

Assicurare e promuovere una buona gestione ambientale e sociale delle destinazioni e infrastrutture turistiche:
·incoraggiando strumenti per il miglioramento della performance ambientale (quali dichiarazioni di intenti, accordi volontari, Ecolabel, tecnologie pulite, sistemi di gestione ambientale, e di acquisti ecologici)
·garantendo il rispetto dei diritti dei lavoratori;
·promuovendo la progressiva armonizzazione nel settore della certificazione, per garantirne rigore e credibilità ma, nello stesso tempo, per mantenere flessibilità e capacità di considerare le differenze dei contesti ambientali e dei servizi offerti;
·rafforzando le sinergie e la coerenza tra gli sforzi prodotti a livello territoriale dalle amministrazioni pubbliche (per es. con Piani d’azione integrati, Agenda 21, Reporting, EMAS, ISO) e dagli operatori privati;
·promuovendo azioni di formazione, sensibilizzazione, marketing sui benefici ottenuti grazie al miglioramento della gestione ambientale e sociale;

Rafforzare le attività finalizzate alla sensibilizzazione di imprese turistiche, dei tour operator e dei turisti allo scopo di promuovere positivamente un loro ruolo attivo (con strategie di comunicazione finalizzate che tengano in considerazione le loro aspettative, le loro differenze culturali e linguistiche, ecc.



TOSCANA, UMBRIA E LAZIO
ASSOTRAVEL PROMUOVE LA CERTIFICAZIONE DI QUALITA’
Assotravel ha avviato un’azione di sostegno per facilitare l’accesso alla certificazione di qualità da parte delle agenzie di viaggio di Toscana, Lazio e Umbria. Il progetto nasce dalla collaborazione con CQS (Certification Quality Service, società specializzata nel settore) ed ha già condotto alla certificazione 4 agenzie di viaggio aderenti ad Assotravel, secondo un progetto pilota realizzato a Firenze. Questo risultato ha permesso di elaborare un "modulo base" per la certificazione di qualità delle adv che, oltre ad ottimizzare i tempi, riesce a permettere, ferma restando la necessità di un suo adattamento alla realtà della singola azienda, una rilevante economia di scala (mediamente la progettazione della certificazione per un’agenzia fino a 6 dipendenti, grazie al Progetto Qualità Assotravel, è realizzabile con circa Lire 10.800.000).

Il progetto parte dal dato di mercato che vede nella certificazione di qualità una garanzia di affidabilità, efficienza e competitività dell’impresa, specialmente, ma non esclusivamente, per quel che riguarda il business travel. La Certificazione in ambiente ISO 9000 (rinominata nella nuova versione "Vision 2000") garantisce infatti che siano rispettati alcuni parametri rigorosamente determinati la cui applicazione è sinonimo di funzionalità, sfruttamento dell’innovazione tecnologica al fine di ottimizzare i processi produttivi, sicurezza della customer satisfaction, utilizzo degli strumenti forniti per il mantenimento del raggiunto livello di Qualità.

A completamento del proprio servizio Assotravel e CQS hanno provveduto a monitorare tutte le opportunità di finanziamento in materia da parte delle varie Camere di Commercio delle zone citate (in allegato e comunque disponibile presso la Segreteria di Assotravel per le aziende interessate) che permettano un ulteriore abbattimento dei costi specifici.

Assotravel e CQS hanno inoltre realizzato un accordo anche per quel che riguarda l’Ente Certificatore che, dopo la fase di progettazione curata da CQS, provvede a "sancire" l’ingresso dell’azienda tra quelle certificate. Il partner scelto è CSICERT, Ente riconosciuto a livello nazionale, ed anche in questo caso è stato ottenuto l’abbattimento dei costi della visita ispettiva.

Questa iniziativa si colloca nella direzione, già da tempo intrapresa da Assotravel, di un approfondimento a tutti i livelli nel campo della qualità, certificata e non. Una vera e propria attività di ricerca a favore delle aziende associate e di tutto il settore sancita, primo caso in Italia, anche a livello di Statuto.





FINANZIAMENTI DALLE C.C.I.A.A. DEL LAZIO

PER LA QUALITA’ CERTIFICATA

C.C.I.A.A. FROSINONE

(0775/2751 )

Bando in attesa di pubblicazione;

per ora solo prestiti agevolati dagli Istituti di Credito locali con fideiussione della C.C.I.A.A. di Frosinone che finanzia il 70% della spesa per la Certificazione.

Prestito max £. 150.000.000 per le imprese agricole, artigiane, commerciali e di servizi;

max £. 300.000.000 per le imprese di trasporto, industriali, di commercio all’ingrosso e della grande distribuzione (contatto Dott. Mario Rossi 0775/275228)

C.C.I.A.A. LATINA

(0773/6721)

Premio "una tantum" di £. 15.000.000
C.C.I.A.A. RIETI

(0746/201364)

Regolamento per la concessione dei finanziamenti in fase di aggiornamento; richiamare verso il 30/05/01.
C.C.I.A.A. ROMA

(06/52082540)

50% delle spese ammissibili fino ad un massimale di £. 5.000.000;

50% delle spese di Certificazione fino ad un massimale di £. 2.000.000

C.C.I.A.A. VITERBO

(0761/29221)

 

£. 5.000.000 per aziende certificate nel 1999 o nel 2000;

50% delle spese sostenute (da un minimo di £. 5.000.000 fino ad un massimo di £. 10.000.000) per aziende certificate da Gennaio (contatto Dott.ssa Santantonio) cnfr. www.vt.camcom.it

FINANZIAMENTI DALLE C.C.I.A.A. DELLA TOSCANA

PER LA CERTIFICAZIONE DI QUALITA’

C.C.I.A.A. AREZZO

(0575/3030)

25% delle spese ammissibili fino ad un massimale di £.10.000.000, se trattasi di 1° intervento di Certificazione richiesto;

25% delle spese ammissibili fino ad un massimale di £. 5.000.000, se trattasi di 2° intervento richiesto per una norma diversa da quella del primo.

C.C.I.A.A. GROSSETO

(0564/430111)

30% delle spese ammissibili fino ad un massimale di £. 20.000.000

(contatto = Dott. Ciucchi 0564 430229)

C.C.I.A.A. FIRENZE

(055/27951)

35% delle spese sostenute per le imprese fino a 50 dipendenti;

20% delle spese sostenute per le imprese oltre i 50 dipendenti fino a un massimale di £.25.000.000

C.C.I.A.A. LIVORNO

(0586/231111)

20% della spesa (IVA esclusa) fino ad un massimale di £. 8.000.000 per azienda
C.C.I.A.A. LUCCA

(0583/9765)

Da verificare
C.C.I.A.A. MASSA

(0585/7641)

Non prevedono iniziative di questo genere, ma solo prestiti agevolati dalle banche.
C.C.I.A.A. PISA

(050/512111)

In attesa di pubblicazione del bando;

per ora solo bonus fiscali pari al 15% della spesa sostenuta per le sole industrie manifatturiere e prestiti agevolati per tutte le altre.

C.C.I.A.A. PISTOIA

(0573/99141)

In attesa di pubblicazione del bando
C.C.I.A.A. PRATO

(0574/61261)

50% della spesa fino ad un massimale di £. 6.000.000 per impresa e consorzio;
C.C.I.A.A. SIENA

(0577/202511)

50% della spesa per le procedure di arrivo alla Certificazione;

25% delle spese per la Certificazione.

Scadenza presentazione domande il 30/04/01

FINANZIAMENTI DALLE C.C.I.A.A. DELL’UMBRIA

PER LA QUALITA’ CERTIFICATA

C.C.I.A.A. PERUGIA

(075/57481)

C.C.I.A.A. no finanziamenti; Finanziamenti possibili da Assindustria Perugia, ma bando in pubblicazione per luglio (contatto Dott. Angelini 075/5820254)
C.C.I.A.A. TERNI

(0744/4891)

Non sono previsti fondi per le Certificazioni di Qualità