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COMUNICATO SINDACALE
RISTORAZIONE COLLETTIVA
Esito trattativa 23.03.2017


Nell’incontro odierno, convocato su richiesta di Angem e Alleanza Cooperative Italiane, per il CCNL Ristorazione Collettiva, le Associazioni datoriali si sono presentate con un testo di accordo diverso da quello ipotizzato nell’ultima sessione di trattative del 18-02-2017, con l’introduzione di pesanti cambiamenti su diversi istituti del mercato del lavoro, della contrattazione aziendale, dell’assistenza sanitaria integrativa ed altri.
Relativamente al salario, le Associazioni datoriali hanno dichiarato di essere indisponibili a qualunque modifica della proposta presentata, largamente inferiore a quanto realizzato negli altri CCNL sottoscritti in questa fase dalle OO.SS..
Un simile inaudito atteggiamento, inaccettabile nel contenuto ed arrogante e provocatorio nel metodo, comporta la conferma della conclusione del negoziato da noi affermata in data 18.02.2017 e le iniziative di mobilitazione e di lotta già proclamate a partire dal 31 p.v.
La riuscita dello sciopero e della manifestazione nazionale assumono una valenza decisiva di fronte a questa situazione.
A breve verranno proclamate ulteriori iniziative utili a dare la massima visibilità alla vertenza.
Inoltre, sussistendo lo stato di agitazione, è previsto il blocco delle prestazioni di lavoro supplementare e straordinario e quant’altro riconducibile alle flessibilità in essere.
Invitiamo altresì le strutture territoriali a convocare assemblee sindacali in orario di lavoro.

le Segreterie Nazionali
FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTuCS

Roma, 23 marzo 2017

Roma, 20 febbraio 2017

TESTO UNITARIO

In data 18 febbraio, presso la sede di Legacoop a Bologna, è ripresa la trattativa per la definizione del primo contratto collettivo nazionale della ristorazione collettiva.

Durante l’incontro tenutosi a Roma il 9 febbraio, giova ricordarlo, la controparte (in particolare la compagine cooperativa) aveva chiesto un aggiornamento per effettuare un ulteriore passaggio di verifica con le imprese sugli aspetti di natura economica; sempre in quella sede, Filcams Fisascat e Uiltucs si erano impegnate a produrre un testo che sintetizzasse tutti gli aspetti normativi discussi di modo da imprimere una accelerazione ad un negoziato che durava ormai da 4 anni.

Nonostante l’importante lavoro di analisi e sintesi svolto dalle OO.SS. Nazionali, che avrebbe dovuto essere "definitivo", Angem e Alleanza delle Cooperative (Aci) hanno ancora una volta impegnato lunghi tratti del confronto nel tentativo di riaprire e ridiscutere capitoli importanti già più volte affrontati, mentre sul piano salariale non venivano apportati significativi miglioramenti all’offerta già presentata alle OO.SS., durante l’ultimo incontro e ritenuta dalle stesse, insoddisfacente e inadeguata.

Con una paziente azione di riverifica effettuata anche grazie all’apporto della nostra delegazione trattante, si riusciva a definire e cristallizzare l’impianto normativo complessivo (bilateralità, contrattazione di secondo livello, orario di lavoro, mercato del lavoro, cambio di appalto), lasciando alla discussione il solo aumento salariale rispetto al quale un tentativo di mediazione era in campo.

Purtroppo Aci e specificatamente Confcooperative, si sono improvvisamente dichiarate indisponibili su un importante aspetto normativo che pareva essere già stato condiviso, ossia l’applicazione dell’articolo 2112 del codice civile nei passaggi di titolarità negli esercizi allocati nei centri commerciali e cittadini; Angem, al contrario, ribadiva la sua disponibilità in tal senso sancendo di fatto una spaccatura in seno alla compagine datoriale.

Di fronte a questo ennesimo ripensamento della controparte, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dovuto prendere atto che il negoziato si era definitivamente esaurito, in quanto non era possibile abdicare ad un punto di assoluta coerenza contrattuale quale l’equilibrio fra l’estensione della sfera di applicazione richiesta da Angem e Aci e le tutele per i lavoratori giocoforza interessati da questo possibile allargamento.

Se da una parte va valorizzato il grande senso di responsabilità della parte sindacale nel contempo non può essere taciuta l’irresponsabilità di una parte datoriale che ha fatto naufragare un negoziato che finalmente, dopo più di 4 anni, sembrava instradato verso una positiva conclusione.

Per queste ragioni Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione e un pacchetto di 8 ore di sciopero la cui articolazione verrà comunicata nei prossimi giorni.

                          p. la Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini-Cristian Sesena

Roma, 13 febbraio 2017

L’8 u. s. si è svolto il programmato incontro di trattativa in plenaria per la definizione del CCNL della Ristorazione Collettiva.

All’avvio della trattativa Angem ed Aci hanno prodotto dei testi sulle parti contrattuali che vedrebbero una novazione rispetto al CCNL Turismo del 2010.

Le controparti, cogliendo la nostra richiesta di mantenere nella cornice del CCNL finora applicato, hanno confermato il mantenimento degli articoli dall’1 al 200 invariati – parte generale CCNL Turismo 2010 – salvo quelli sottoposti al tavolo di trattativa che si specificano di seguito, mentre sarebbero aboliti i successivi articoli relativi alle diverse parti speciali del contratto Turismo.

Di fatto gli articoli ricadenti nella parte speciale Pubblici Esercizi – Ristorazione Collettiva verrebbero rinumerati, ivi compresi quelli riferiti al protocollo di cambio appalto.

Angem e Aci, dopo i chiarimenti metodologici come sopra citati, hanno proceduto ad illustrare le tematiche che vedrebbero una novazione al fine di definire il CCNL Ristorazione Collettiva, tra i quali:

    ·sfera di applicazione e relativa estrapolazione delle figure professionali dall’attuale classificazione riconducibili alla stessa;
    ·contrattazione di secondo livello;
    ·orario di lavoro – Rol;
    ·decorrenza e durata;
    ·aumento salariale;
    ·cambio appalto.

Sulle diverse questioni poste, i testi presentati hanno fatto notevoli passi indietro rispetto ad alcuni affinamenti intervenuti negli incontri in ristretta e ciò ha complicato fortemente l’andamento della trattativa.

Ad esempio sui Rol le associazioni datoriali hanno confermato le 104 ore attuali ma con un meccanismo che prevedeva la perdita di una quota degli stessi qualora non utilizzati entro il giugno dell’anno successivo alla maturazione; così come sul salario hanno confermato l’erogazione a regime di €88 ma con la produzione di un montante assolutamente insufficiente.

Diversamente sulla decorrenza e durata è stata accolta la richiesta delle OO. SS. della scadenza del CCNL al 31.12.2018, mentre sul cambio di appalto dopo aver introdotto alcune modifiche all’attuale protocollo le stesse sono state escluse.

Dopo lungo confronto, nonostante sulla parte normativa al tavolo sono stati fatti notevoli passi in avanti e trovato alcune soluzioni condivise, si è giunti sostanzialmente ad una rottura della trattativa sulla parte economica soprattutto determinate da divergenze interne alle Associazioni Datoriali.

A fronte della situazione sopra esplicitata e al fine di non disperdere il lavoro svolto, nonché stante la necessità delle controparti di fare alcuni approfondimenti al loro interno, dopo ampio dibattito si è deciso di fare un ultimo tentativo per verificare la possibilità di addivenire alla sottoscrizione del CCNL, aggiornando la trattativa al 18 febbraio 2017 alle ore 10.30 a Bologna – in sede da definire nei prossimi giorni.

                          p. la Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini

Roma, 21 ottobre 2015

Oggetto: RISTORAZIONE COLLETTIVA


il 5 ottobre u.s. è ripreso il negoziato con Angem e ACI in ordine alla definizione di un contratto collettivo nazionale della ristorazione collettiva.

Contrariamente a quanto si era potuto evincere dalle precedenti occasioni di confronto in sede tecnica, la controparte datoriale non ha prodotto avanzamenti o aperture e si è limitata a ripercorrere sommariamente i punti oggetto del confronto evidenziando le ormai note posizioni.

Le OOSS. hanno dovuto ribadire pertanto le proprie osservazioni di merito su cambio di appalto, malattia, flessibilità e banca ore, part time, contrattazione di secondo livello.

Unici elementi di novità sono stati la rinuncia di Angem e ACI di voler definire al primo livello di contrattazione deroghe all’orario minimo del part time negli appalti scolastici, e la proposta di far decorrere il contratto dalla data della stipula con una durata triennale.

Le controparti hanno lamentato l’infruttuosità di un dialogo che si protrae ormai da due anni e ribadito la propria necessità di intervenire sull’attuale contenitore contrattuale operando scelte finalizzate a comprimere il costo del lavoro.

Come Filcams abbiamo replicato come l’eventuale definizione di un Contratto di Settore sia da noi condivisibile nella misura si riveli utile a trovare soluzioni ai problemi delle lavoratrici e dei lavoratori e non solo alle esigenze di recupero di competitività delle imprese.

Abbiamo quindi concordato due ulteriori appuntamenti: venerdì 30 ottobre (in sede tecnica) e in sessione plenaria il 9 novembre 2015 a Roma presso Palazzo della Cooperazione – Via Torino, 146.
Il nostro auspicio è che questi due appuntamenti servano a chiarire definitivamente possibili margini di mediazione rispetto alle posizioni di Angem e ACI ancora poco comprensibili e in larga parte irricevibili.

p. Filcams Cgil Nazionale
E. Camellini – C.Sesena

il 14.05.2015 si è svolto il programmato incontro per la ripresa della trattativa per la definizione del CCNL Ristorazione Collettiva. Di fatto non si è proceduto nel merito delle materie oggetto del confronto ma si è ristabilita la funzionalità del tavolo e predisponendo il proseguo della trattativa, visto che dall’ultimo incontro sono trascorsi quasi 6 mesi.

Le controparti hanno esordito ponendo l’accento sul momento di forte mutamento del settore, legato alle nuove normative in via di definizione in materia di appalti e il contesto politico complessivo che vede ancora misure di intervento sul mercato di riferimento.

Tale impostazione è stata introdotta dalle controparti per delineare il quadro di contesto, i riflessi che le misure in corso di attuazione porteranno sulla ristorazione collettiva e definire punti fermi su cui agire per rispondere alle esigenze che ne deriveranno, tra cui, hanno sostenuto, il CCNL diventa un punto molto importante.

A fronte di quanto sopra Angem e ACI hanno proposto di riprendere da dove ci eravamo lasciati nell’ultimo incontro del 27.11.2014, fare un calendario dei prossimi incontri e fissare gli articoli del CCNL Turismo da rinnovare per dargli un taglio più rispondente alle esigenze del settore.

Inoltre hanno sottolineato che la prosecuzione del confronto, nel merito dei temi che si andranno a trattare, dovrà tenere conto dei mutamenti in corso sopra citati.

Da parte delle OO. SS. si sono chiesti alcuni dettagli più precisi per poter affrontare tutti i temi evidenziati, informando le controparti che le nostre stesse Confederazioni hanno messo in campo iniziative specifiche sul recepimento della nuova direttiva europea sugli appalti, nonché per arginare la politica dei tagli sull’acquisto dei servizi in appalto ed in tali iniziative si è agito anche come categorie.

Oltre a prime risposte sulle questioni di ordine generale, il confronto è proseguito sulla richiesta delle OO.SS. di avere maggiore chiarezza rispetto al riferimento agli articoli del CCNL Turismo da rinnovare per trovare la definizione del CCNL della ristorazione collettiva, al fine di comprendere se i punti in discussione sono rimasti gli stessi indicati dalle controparti nei precedenti incontri.

A seguito di quanto richiesto Angem e Aci hanno ribadito che i temi su cui procedere nella trattativa sono gli stessi già dichiarati in precedenza ripartendo dal punto di confronto su cui ci eravamo sospesi.

Rispetto alle affermazioni fatte, abbiamo rimarcato le tematiche di nostro interesse per poter giungere alla definizione di un Contratto Nazionale specifico, che abbiamo ribadito essere: accordo di governance del settore, contrattazione di secondo livello, maggiori garanzie nel cambio appalto, mercato del lavoro, permessi, salario, bilateralità, decorrenza-durata e che su alcuni punti da loro riproposti permaneva la nostra contrarietà.

Stante il riaggiornamento dei rispettivi perimetri su cui incentrare il proseguo del confronto, si è concordato di convocare la trattiva in plenaria per due giornate consecutive, anche a fronte della richiesta delle OO. SS. di imprimere un’accelerazione alla discussione, a sostegno della volontà dichiarata da tutte le parti di voler giungere in tempi rapidi alla definizione del CCNL.

Pertanto la prossima riunione in plenaria è fissata per il giorno 17 giugno p. v. dalle ore 14.00, con prosecuzione il giorno successivo dalle ore 9.30, presso il Palazzo della Cooperazione – Via Torino, 146 – Roma.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 4 febbraio 2015

Oggetto: CCNL Turismo-esito incontri Confindustria e Fiavet

NOTA INTERNA

in data 28 gennaio 2015 alla presenza dei Segretari Generali abbiamo incontrato Confindustria per fare il punto sulla travagliata vertenza per il rinnovo del CCNL dell’Industria Turistica. Non sono stati registrati avanzamenti rilevanti. Se infatti su mercato del lavoro, flessibilità oraria, sostegno al reddito, governance, una sintesi risulta ancora possibile, permangono forti distanze rispetto al tema del contenimento del costo del lavoro, che per Aica e Federturismo rimane condizione imprescindibile.
Accantonate successivamente ipotesi di revisione degli scatti, dei rol, delle percentuali di maggiorazione dello straordinario, di sterilizzazione dell’incidenza del tfr su tredicesima e quattordicesima, risulta alquanto difficile rintracciare ulteriori terreni di mediazione. Da segnalare la ricomparsa sul tavolo della richiesta datoriale di non meglio chiariti interventi sulla carenza malattia che come Filcams abbiamo giudicato impraticabili. Ci si è riaggiornati pertanto con l’impegno di effettuare un ulteriore passaggio, una volta compreso per parte sindacale, come evolvano gli altri scenari negoziali aperti.
Uno di questi ( quello con Fiavet Confcommercio) ha celebrato un ulteriore passaggio in data 2 febbraio 2015.
Fiavet ha prodotto testi (che alleghiamo) che sono stati oggetto di attenta disamina.
Se si esclude il capitolo riguardante la carenza malattia, tutte le parti normative su cui si è concentrato il confronto non presentano difficoltà insormontabili.
Purtroppo abbiamo dovuto registrare ancora una volta totale disaccordo sul tema salariale. Federazione Agenzie di Viaggio e Turismo infatti ha formulato una proposta che prevede 88 euro a regime (come nel CCNL Federalberghi e Faita) con una prima tranche di 35,20 euro a Febbraio, ma nessun riconoscimento dell’arretrato accumulato nel corso del 2014. Per le agenzie minori la riduzione salariale richiesta è stata di 7 euro al 4°livello. Abbiamo unitariamente ribadito come allo stato non sussistano le condizioni di una intesa, e come, in difetto di una soluzione salariale coerente a quanto pattuito con Federalberghi e Faita nel gennaio del 2014, non sia ipotizzabile nessuna mediazione sulla carenza.
A questo quadro già di per sé non esaltante, si aggiunge la totale assenza di tentativi di ripresa di dialogo da parte di Fipe Confcommercio.
Come Filcams pertanto proporremo a breve a Fisascat e Uiltucs l’avvio di una nuova fase di mobilitazione che giocoforza dovrà connotarsi come settoriale.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
Cristian Sesena

Roma, 17 dicembre 2014

si è svolta il 28 u. s. la riunione in plenaria per il CCNL Ristorazione Collettiva.

L’incontro ha fatto seguito alle riunioni della commissione tecnica che ha svolto alcuni approfondimenti rispetto alle tematiche proposte da Angem e da ACI (Alleanza Cooperative Italiane).

Nell’ambito della plenaria le controparti hanno rappresentato nuovamente i punti di loro interesse per giungere alla definizione del CCNL, concentrandosi sostanzialmente su 6 argomenti, già esposti nei precedenti incontri sia in commissione tecnica che in plenaria.

La proposta illustrata vede i seguenti contenuti:

Rispetto alle proposte avanzate dalle controparti, in prima istanza abbiamo ricordato che le OO. SS. hanno presentato una piattaforma rivendicativa per il rinnovo del Ccnl Turismo che ha validità anche per il nuovo tavolo che si è costituito per la definizione di un Ccnl della Ristorazione Collettiva e pertanto i punti da loro rappresentati non sono gli unici sul tavolo da discutere.

Dopo aver ribadito le tematiche di nostro interesse abbiamo sottolineato che tra i punti da loro illustrati non hanno avanzato nulla sugli aumenti retributivi derivanti dalla definizione del nuovo contratto nazionale, condizione necessaria per procedere nella discussione.

In merito al tema salariale ovviamente la risposta è stata che al momento non sono in grado di quantificare i valori da corrispondere perché sono parte dell’equilibrio complessivo con cui si arriverà a chiudere il Ccnl.

Per parte sindacale, nel proseguo del confronto, si è fatto presente che le tematiche poste non hanno nulla di diverso di quanto già sentito negli altri tavoli contrattuali, per cui non si capisce perché si sono voluti dividere stante le medesime rivendicazioni e che tale condizione non favorisce lo sviluppo di una discussione che possa permettere la definizione di un nuovo contratto nazionale di settore se le stesse non vengono accantonate.

Dopo la suddetta precisazione si è proceduto a rispondere nel merito delle questioni avanzate per parte imprenditoriale, fornendo le stesse controdeduzioni sulle materie coincidenti già espresse agli altri tavoli.

CAMBIO APPALTO Relativamente al cambio di appalto, come già detto nei precedenti incontri, abbiamo dichiarato una nostra disponibilità ad aggiornare il protocollo oggi vigente ma non a stravolgerne i contenuti e i principi.

Per gli aspetti da loro presentati abbiamo riconfermato la nostra disponibilità a prevedere l’incremento del periodo di anzianità di servizio nell’impianto oggetto del cambio di appalto a 6 mesi, così come abbiamo accolto positivamente la condizione di implementare il tempo per il confronto.

Diversamente è stato dichiarato che non trova condivisione la modifica degli elementi salariali, siano essi di carattere individuale o collettivo aziendale.

Si è spiegato che non è possibile accogliere tale condizione, non solo per effetto di una riduzione del monte salariale dei lavoratori ogni volta che interviene un cambio di appalto, ma anche alla luce della recente giurisprudenza di ordine comunitario e nazionale, che ha iniziato a sancire il principio che in caso di cambi di appalto per servizi a labur intensive il passaggio del personale interessato deve avvenire alla stregua di quanto prevede l’art. 2112 del codice civile.

Nella discussione sul punto in questione abbiamo anche rinnovato la nostra richiesta di intervenire sull’attuale dettato contrattuale rispetto ad un migliore definizione dei profili professionali che sarebbero oggetto del cambio di appalto, quindi superando la modalità che prende in considerazione semplicemente il livello di inquadramento indipendentemente dalle mansioni svolte.

Inoltre abbiamo rivendicato la necessità di precisare i meccanismi di gestione del cambio di appalto per il personale operante nelle cucine centralizzate ma riconducibili alla singola commessa oggetto del cambio stesso. Oggi sempre di più le imprese attivano per i suddetti lavoratori procedure di licenziamento collettivo.

PART TIME sulla richiesta di prevedere per contratto nazionale un profilo specifico per chi opera nelle scuole, con l’abbassamento del minimo contrattuale oggi previsto, abbiamo risposto che non è possibile definire tale figura a livello nazionale tout court.

Le condizioni per determinare se effettivamente vi è la necessità di derogare sul minimo contrattuale può essere solo riscontrata a livello decentrato, in quanto solo valutando le specifiche condizioni del singolo appalto scolastico si può verificarne la giustificabilità.

Giudizio positivo è stato dato alla proposta di prevedere un automatismo nel consolidamento delle ore supplementari, per chi opera sotto il minimo contrattuale, fermo restando che non è pensabile prevedere il supplementare fino al completamento delle 40 ore, viste le poche ore settimanali dei contratti a part time.

MALATTIA-ROL-SCATTI ANZIANITA’ rispetto alle questioni poste relativamente ai predetti temi abbiamo risposto che tali istituti non possono essere cancellati e peggiorate complessivamente le condizioni attuali.

Abbiamo ribadito, come agli altri tavoli contrattuali, che non riteniamo possibile fare un contratto nazionale a restituzione.

L’unica nota positiva che abbiamo rilevato è la condizione di superare la copertura economica dei primi tre giorni di malattia anche con certificati fino a 5 giorni di prognosi e che forse le imprese hanno davvero compreso che è la soluzione per un vero abbassamento dell’indice di assenteismo per malattia, oggi drogato dalla regolamentazione vigente.

Sui Rol, fermo restando che non possono essere oggetto di soppressione e restituzione, prevedere delle causali per renderli più fruibili ci trova d’accordo, visto che molto spesso le imprese negano la possibilità di utilizzarli e pertanto se si vuole implementare quanto già previsto dal vigente Ccnl in materia possiamo fare delle valutazioni di merito.

Sulle modalità di usufruizione dei Rol, in termini di assenza in contemporanea e di preavviso, c’è necessità di comprendere meglio cosa intendono le controparti, anche a fronte di alcune esperienze positive che le OO. SS. al tavolo hanno già sperimentato in altri contratti nazionali.

Per quanto attiene agli scatti di anzianità vi è stato il pieno respingimento di quanto proposto.

PROTOCOLLO REGOLAMENTAZIONE SCIOPERO dato l’impegno assunto, unitamente alle controparti, con la Commissione di Garanzia, e riscontrando la necessità di fare chiarezza sul tema per poter agire pienamente il diritto di sciopero, abbiamo dato disponibilità al confronto.

A carattere più generale sulla questione avanzata dalle controparti, che il merito dei punti espressi risiede nella necessità di contenere il costo del lavoro dato il momento di crisi e di recessione che stà vivendo il settore, abbiamo risposto che il contenimento non si sviluppa con la destruturazione del Ccnl e che su questo aspetto gli interventi legislativi in corso di approvazione gli permettono ampiamente di mantenere basso il costo del lavoro.

Il riferimento ovviamente è ai contenuti del job act per le nuove assunzioni e alla riduzione significativa dell’Irpeg, sulla quale abbiamo chiesto quanto ciò determina in termini di minor costo del lavoro e se quota parte intendono rimetterla a disposizione dei lavoratori. Sulle questioni poste le AA. DD. non hanno ribattuto.

Pertanto abbiamo dato conferma della disponibilità a proseguire nel confronto fermo restando l’abbandono di alcune tematiche poste al tavolo dalle controparti e chiedendo di dimostrare, a 21 mesi dall’invio delle piattaforme, se effettivamente si vuole chiudere il percorso contrattuale, come affermano, di iniziare a lavorare su testi scritti.

Le Associazioni hanno confermato la volontà di arrivare a stringere e che predisporranno dei testi su cui procedere nella discussione nel prossimo incontro in plenaria.

Visto che le controparti hanno espresso l’esigenza di verificare alcuni loro impegni e di avere il tempo utile per abbozzare i testi da presentare, non si è potuto definire la nuova data di incontro.

Di massima, ci si è accordati che il prossimo appuntamento in plenaria sarà programmato dopo la metà di gennaio p. v.. Vi terremo tempestivamente informati.

la Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 21 febbraio 2014

Testo Unitario

il 3 febbraio u.s., siamo stati convocati unitamente alla associazione rappresentativa del settore della Ristorazione Collettiva (ANGEM) dalla commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Le motivazioni della convocazione si riferiscono allo agli scioperi proclamati nel lontano giugno 2013 e dell’ottobre 2013, da FILCAMS-FISASCAT-UILTUCS, nel settore della ristorazione collettiva in merito alla garanzia dei servizi minimi nell’ambito della "Istruzione Pubblica". La riapertura della procedura nasce da una delibera della commissione del 20 gennaio 2014. In allegato vi inviamo le relative lettere.

Durante l’incontro abbiamo ribadito il principio che le parti contraenti il contratto, hanno nell’ambito della ristorazione collettiva a suo tempo già previsto all’art. 344, una apposita regolamentazione dello sciopero ed un preciso perimetro (mense ospedaliere) entro il quale applicare la stessa, e se tale normazione deve essere modificata, l’intesa si dovrà definire sempre tra le parti che sottoscrivono il contratto di settore.

La commissione e la controparte ANGEM hanno dovuto prendere atto di tale impostazione che tra l’altro era già stata richiamata dalla commissione nell’ultimo capoverso della lettera inviata alle parti in data 4 giugno 2013.

La commissione ha però sottolineato che i tempi del confronto non possono essere biblici, altrimenti la commissione si vedrebbe costretta ad adottare una propria delibera di regolamentazione e relativo campo di applicazione.

L’incontro si è concluso con l’impegno delle parti contrattuali a trovare un accordo nell’ambito del rinnovo del contratto.

P. Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini

Roma, 11 settembre 2013

Oggetto: tabelle costo medio orario aziende settore turismo comparto pubblici esercizi ristorazione collettiva e comparto aziende alberghiere

nell’incontro tenutosi presso il Ministero del Lavoro in data 10 settembre 2013 sono state definite le tabelle del costo medio orario di lavoro per i dipendenti del contratto turismo, comparto pubblici esercizi ristorazione collettiva e comparto aziende alberghiere che interessano le offerte dei capitolati d’appalto nel settore.

Le variazioni apportate alle nuove tabelle, hanno decorrenza 1/04/2013 e tengono conto degli aumenti salariali previsti nel rinnovo del CCNL sottoscritto in data 20 febbraio 2010.

In allegato vi inviamo le tabelle nazionali.

Prossimamente il Ministero del Lavoro pubblicherà nella Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale con relative tabelle.

p. La Filcams Nazionale
E. Camellini – C. Sesena – L. Mastrocola

- Tabelle costo orario Nazionale

FILCAMS Cgil

Ipotesi di
Piattaforma Rivendicativa per Il Rinnovo del
CCNL Industria Turistica
Scadenza 30/04/2013

Premessa
La crisi economica che sta colpendo duramente il nostro paese, non risparmia il Turismo, con l’aggravante che questo settore potrebbe oggi pi� che mai essere il perno di una nuova fase di Sviluppo, tema che come Organizzazione Sindacale andiamo promuovendo da tempo nelle diverse sedi istituzionali nazionali e locali. Da troppo tempo non assistiamo ad adeguati investimenti, ad una vera politica volta alla promozione attiva e al potenziamento dell’offerta turistica nazionale.
Il Brand Italia, se non viene seriamente sorretto ogni anno, rischia di essere superato da paesi emergenti di certo non pi� ricchi di attrattive storiche o naturali, ma solo pi� determinati nello stimolare la richiesta, giocando su un allettante rapporto qualit�-prezzo e su una strategia complessiva di valorizzazione del proprio patrimonio. Come attori negoziali � importante condividere un piano strategico mirato ad attuare e attualizzare quanto previsto dall’ultimo rinnovo in materia di Governance del settore.
L’idea che attraverso un rinnovo del contratto nazionale si possa compiere una forte azione di pressione e promozione nei confronti dei livelli istituzionali, dovr� improntare lo spirito con cui le parti approcciano questa complessa fase negoziale, stimolando azioni di confronto a livello nazionale che fungano da elemento non solo di verifica di quanto deciso e attuato dalle Regioni ma soprattutto da soggetto promotore di una pi� incisiva e articolata strategia dello sviluppo.
A problemi ormai storici come la radicata stagionalit� dell’offerta turistica italiana, che all’oggi non vede ancora un panel adeguato di interventi volti a disincentivarla, se ne aggiungono altri che la crisi economica sta accentuando quali la precariet� e l’espansione ipertrofica del lavoro irregolare.
Il lavoro sommerso costituisce non solo una lesione della legalit�, ma soprattutto un messaggio di forte negativit� per tutto il settore, che sminuisce l’impresa che sta sul mercato rispettando leggi e contratti e nel contempo attiva un circolo vizioso che dall’irregolarit� porta allo scadimento della qualit� del servizio fino all’opacizzazione dell’immagine di tutto il comparto. Tra l’altro in questo modo la qualit� del servizio peggiora in quanto le professionalit� sviluppate, non stazionano nel settore.
Il contrasto a queste pratiche che non possono trovare nemmeno una blanda attenuante nell’inedito contesto economico negativo che sta caratterizzando il momento storico attuale, deve essere condivisa e trovare nel Contratto Nazionale l’alveo naturale e il riferimento costante.
Questo rinnovo dovr� pertanto ribadire l’universalit� delle norme che arriver� a definire, e garantirne la piena applicazione in tutte le imprese interessate.
In tale ottica � necessario precisare esplicitamente che le associazioni di settore aderenti a Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Filcams, Fisascat e Uiltucs, come costituite al negoziato per il rinnovo sono coloro che detengono la maggioranza della rappresentativit� imprenditoriale e sindacale e come tali, il contratto diventa uno strumento vincolante per tutti gli operatori del settore.
Riteniamo inoltre necessario rilanciare nel settore un sistema di relazioni forte anche indirizzato a far crescere le esperienze di partecipazione dei lavoratori.

Sulla base di questo indirizzo l’ O. S. FILCAMS-CGIL rivendica:

Governance
Riveste forte importanza nel contesto della crisi riprendere i temi del governo del settore. Occorre avere con il Governo Nazionale, a livello decentrato con le Regioni, un tavolo permanente sulla Governance del settore turistico.

Sfera di Applicazione
Prevedere che a tutte le attivit� alberghiere venga applicato integralmente il CCNL Turismo, indipendentemente dal rapporto contrattuale che regola il gestore del servizio.

Ampliare la sezione relativa ai bingo ma pi� in generale del gioco.

Relazioni Sindacali
Il modello contrattuale vigente nel CCNL Turismo � valido nel suo impianto complessivo anche se ancora non � praticato in modo totalmente generalizzato.
Occorre, quindi, continuare nella direzione della valorizzazione del secondo livello di contrattazione, con particolare riferimento a quello territoriale, implementando l’articolato in materia di diritto di informazione e consultazione.
Ferme restando le attuali procedure per la nomina delle RSA/RSU, per rafforzare le forme di rappresentanza e rendere pi� gestibile il sistema delle relazioni sindacali, si richiede l’introduzione del delegato di bacino sia per i dipendenti delle aziende al di sotto dei 15 addetti che per le aziende che gestiscono pi� attivit� parcellizzate nel medesimo territorio.

Contrattazione di 2 livello
Il triennio trascorso, stante la crisi, ha visto una scarsa diffusione della contrattazione di secondo livello, ma occorre comunque potenziare gli strumenti contrattuali finalizzati a una concreta implementazione del confronto negoziale di 2 livello, anche attraverso il rafforzamento dell’elemento di garanzia.

Bilateralit� – Welfare Contrattuale
L’unicit� degli strumenti settoriali rimane il nostro obiettivo, nella consapevolezza che occorrono nuove regole di funzionamento.

Sostegno al reddito
Nell’ottica della difesa ed estensione di un sistema universale di sostegno al reddito, vanno individuate nel settore nuove forme di integrazione e sostegno del reddito nei processi di riduzione o sospensione dell’attivit� lavorativa, anche in riferimento a quanto previsto dalla L. 92/2012.
In questo quadro, va definita una quota a carico delle imprese, da gestire attraverso modalit� definite dalle parti.
Tutto quanto sopra non solo nell’ottica dell’estensione della tutela del reddito ma anche tenuto conto, in prospettiva, stante l’attuale quadro normativo di riferimento, della graduale riduzione a regime delle prestazioni oggi derivanti dagli ammortizzatori in deroga (cassa integrazione e mobilit�).

Osservatorio del lavoro nel turismo
Istituire un Osservatorio del lavoro nel Turismo in grado di raccogliere e distribuire informazioni sull’andamento del settore.

Fondi interprofessionali e formazione continua
Valorizzare il ruolo degli Enti Bilaterali in relazione all’attivit� dei fondi interprofessionali di formazione continua.

Formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza
Istituire presso l’Ente Bilaterale nazionale e presso gli enti bilaterali territoriali una specifica commissione con il compito di esprime il parere, secondo quanto previsto dal dlgs 81/08 e s.m.i. e dall’accordo stipulato nell’ambito della Conferenza Permanente tra lo Stato, le Regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano in data 21 dicembre 2012.

Salute e Sicurezza ed Rlst
Rafforzare anche attraverso l’individuazione di strumenti operativi, il compito della bilateralit� di fornire servizi ai lavoratori e alle imprese in materia di salute e sicurezza, diffondendo e strutturando la presenza degli RLST.

Stabilit� e sviluppo dell’ occupazione
Creare strumenti idonei aventi l’obiettivo dell’ implementazione delle competenze dei lavoratori, attraverso adeguato investimento formativo, finalizzati alla crescita dell’occupabilit� nel settore.

Assistenza Sanitaria Integrativa
Garantire la piena sostenibilit� economica dei Fondi di Assistenza Sanitaria Integrativa attraverso percorsi di razionalizzazione del numero degli stessi ed un incremento, ove necessario, degli attuali livelli di contribuzione per consentire il mantenimento e il miglioramento degli attuali standards di prestazioni offerti.

Previdenza Complementare
Implementazione della previdenza complementare e previsione di processi per estendere e generalizzare l’adesione.

Mercato del Lavoro
In considerazione delle caratteristiche e della specificit� del settore, si ritiene fondamentale il ruolo delle parti sociali nel monitoraggio e nella regolamentazione negoziata degli istituti contrattuali, come, ad esempio, il tempo determinato.
Ci� anche al fine di consentire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, il contrasto al lavoro sommerso e all’uso improprio della flessibilit�.
Il CCNL deve essere lo strumento che complessivamente garantisce e mette a disposizione del settore tutele e flessibilit� contrattate volte a consolidare i rapporti di lavoro privilegiando il contratto a tempo Indeterminato.

Stagionalit�\Destagionalizzazione
Congiuntamente alle Controparti occorre chiedere un Tavolo di Concertazione per avviare un confronto, con tutti gli attori sia pubblici che privati, sulla stagionalit�;

In tale ambito occorre chiedere un sistema di Ammortizzatori che accompagni le imprese ed i lavoratori nei periodi di sospensione contrattata.

In ambito contrattuale � opportuno:
Utilizzare ai fini retributivi e contributivi istituti contrattuali al fine dell’allungamento del periodo del rapporto di Lavoro;
Coinvolgimento dei Fondi Interprofessionali nella formazione dei lavoratori stagionali da finalizzare all’allungamento del periodo del rapporto di Lavoro.

Appalti, concessioni autostradali, terziarizzazioni, passaggio locali in affitto, concessioni demaniali
Rafforzare le regole e le tutele al fine di garantire la continuit� occupazionale dei i lavoratori nei cambi di appalto, nelle concessioni, nei passaggi di locali in affitto, nelle terziarizzazioni.

Nuovi diritti
Aspettativa non retribuita fino a guarigione clinica intervenuta anche per patologie gravi non oncologiche e non croniche;
Monte ore di permessi studio per chi deve sostenere e preparare esami
Monte ore di permessi per le lavoratrici e i lavoratori nel periodo di ingresso in famiglia di minori in affidamento o in caso di ricongiungimento famigliare di figli minori.
Monte ore di permessi per lavoratori stranieri in caso di rinnovo permesso di soggiorno.
Prevedere tra le materie di confronto finalizzate alle intese, la tematica della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, nonch� l’attivazione di buone prassi, non escludendo, attraverso la predisposizione di progetti specifici, la possibilit� di avvalersi dei fondi finanziati dalle leggi vigenti in materia.

Quadri
Adeguamento della quota contributiva annua per l’assistenza sanitaria integrativa Quas e relativa quota costitutiva una tantum, adeguamento dell’indennit� di funzione mensile e del contributo annuo a favore di Quadrifor, nonch� la rivisitazione di quanto gi� previsto in materia di responsabilit� civile.

Salario
Nella necessit� di garantire il recupero del potere di acquisto dei salari e nella convinzione che un adeguato aumento debba essere previsto per consentire una ripresa della propensione al consumo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, si richiede un incremento della retribuzione di riferimento (livello 4 e C2) pari a 130 euro nel triennio.

Durata del contratto
Tre anni

Roma, 5 ottobre 2012

Roma, 10 maggio 2013

Oggetto: Angem – invio Comunicato Sindacale Unitario e lettera di diffida.

in data 9 maggio è proseguito il confronto con Angem. L’Associazione ha formalizzato alle OOSS. l’avvenuta stipula del Protocollo dalle stesse a più riprese rigettato perché inaccettabile per questioni di merito contrattuale e politico e nonchè di metodo, chiedendone la sottoscrizione per adesione.
A fronte di un atto così grave si è convenuto unitariamente di procedere alla diramazione di un comunicato nazionale per dare adeguata visibilità all’accaduto e di presentare formale diffida ad Angem e alle imprese ad essa associate, per creare le opportune precondizioni legali alle azioni vertenziali che potranno essere messe in campo a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

p. La Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini e Cristian Sesena

1) Comunicato Sindacale Unitario
2) Diffida Angem

Segreterie Nazionali Comunicato Sindacale

COMUNICATO SINDACALE AZIENDE DELLA RISTORAZIONE ASSOCIATE AD ANGEM
Il 9 maggio 2013 si è svolto l’ennesimo incontro con l’Associazione di categoria Angem, rappresentante delle imprese del settore della ristorazione collettiva, tra cui le multinazionali straniere operanti in Italia, a seguito della formale disdetta, del 14.11.2012, dell’applicazione del CCNL Turismo per effetto dell’uscita da Fipe-Confcommercio, chiedendo di addivenire alla definizione di uno specifico Contratto Nazionale settoriale.

Nei diversi incontri svolti, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, hanno dichiarato la propria condivisione sulla necessità, nell’ambito del negoziato per il rinnovo del contratto, di dare risposte puntuali e precise sulla specificità della Ristorazione Collettiva.

Le Organizzazioni Sindacali hanno, altresì, dichiarato di essere disponibili ad avviare un tavolo di trattativa con Angem per addivenire ad un rinnovo dell’articolato contrattuale più rispondente alle mutate condizioni del settore, sottolineando però la necessità di mantenere un’omogeneità del quadro delle regole con gli altri attori del mercato, trattandosi per la maggior parte di servizi in appalto.

In più occasioni si è chiesto di entrare nel merito della discussione dell’impianto contrattuale ma la risposta da parte di Angem è stata sempre e solo quella di definire un protocollo sulle relazioni sindacali, contenente la dichiarazione della disapplicazione del CCNL Turismo alla data del 01.05.2013 e che modifica sostanzialmente ed in negativo le regole del cambio di appalto e fissando nel 15 giugno data ultima oltre la quale se non si procederà alla “sottoscrizione del CCNL del settore della ristorazione collettiva, organizzata e multiservizi, le imprese associate e/o aggregate ad ANGEM saranno libere di pervenire in fatto ed in diritto, a una diversa regolazione dei rapporti di lavoro”. Angem ha sempre posto tale condizione come pregiudiziale per il proseguo del confronto stesso.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito: che per avviare una trattativa contrattuale non c’è nessuna necessità di sottoscrivere protocolli anticipatori, vista la piena disponibilità delle stesse ad aprire il confronto; di voler stare al merito delle problematiche settoriali con risposte esaurienti sia per le imprese che per i lavoratori e rispettose delle esigenze di entrambe le parti; l’impossibilità di gestire una trattativa basata su disapplicazioni contrattuali qualora entro una determinata data non si raggiungesse un accordo.

In risposta alle disponibilità date da Filcams, Fisascat e Uiltucs, in occasione dell’incontro del 9 maggio u.s., Angem ha comunicato di aver sottoscritto il protocollo proposto con un’altra e diversa compagine sindacale, affermando che le condizioni previste in tale accordo saranno applicate da subito a tutte le lavoratrici ed i lavoratori delle aziende aderenti ad essa, e chiedendo a Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di firmare per adesione il suddetto protocollo.

A fronte di quanto avvenuto Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil denunciano:

PERTANTO FILCAMS, FISASCAT E UILTUCS CONFERMANO LO STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE GIÀ PROCLAMATO NEL NOVEMBRE SCORSO E ATTIVERANNO, NELLE AZIENDE CHE ADOTTERANNO QUESTI COMPORTAMENTI ANTISINDACALI, TUTTE LE INIZIATIVE SINDACALI E LEGALI PER LA TUTELA DEI DIRITTI CONTRATTUALI DI TUTTE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA.

Roma 10 maggio 2013

Si è tenuto, in data 09/01/2013 l’incontro richiesto da Angem a seguito della proclamazione dello stato di agitazione nazionale da parte di Filcams, Fisascat e Uiltucs in risposta alla disdetta del CCNL Turismo dalla stessa inviata contestualmente alla comunicazione dello scioglimento del vincolo associativo con Fipe Confcommercio.

L’associazione datoriale ci ha proposto la sottoscrizione di un Protocollo per la disciplina dei rapporti di lavoro nella ristorazione collettiva e di gestione delle relazioni sindacali che in sostanza scambiava l’impegno all’applicazione del CCNL Turismo fino al 30 aprile p.v. (e non oltre) con il pieno riconoscimento di Angem come unica controparte rappresentativa della ristorazione collettiva, per la sigla di un eventuale futuro CCNL di settore.

Il protocollo prevedeva, oltre che l’insediamento di una commissione col compito di approfondire le problematiche del comparto, anche clausole che, se sottoscritte, avrebbero sancito la nostra condivisione alle motivazioni politiche e giuridiche avanzate a sostegno del grave atto unilaterale compiuto nell’agosto 2012.

Tale accordo si sarebbe dovuto confezionare in un contesto generale di grande incertezza, rispetto al reale ruolo delle Centrali Cooperative che, secondo Angem, sosterrebbero e sponsorizzerebbero l’operazione senza esporsi in maniera diretta, e viziato dalle inevitabili implicazioni politiche derivanti dal “divorzio” con Fipe.

Nel rigettare l’impianto complessivo della proposta, abbiamo comunque tentato la via della mediazione avanzando l’idea della sigla di un verbale di incontro che contenesse pochi e chiari affidamenti, tra cui, l’impegno di Angem ad applicare integralmente il CCNL fino alla data del suo rinnovo, e l’attivazione immediata di un tavolo negoziale finalizzato a produrre soluzioni mirate che, avrebbero potuto trovare adeguata cittadinanza nel rinnovo del CCNL Turismo.

Di fronte all’indisponibilità della controparte, si è deciso comunque di proseguire il confronto in sede tecnica per approfondire le molteplici problematicità derivanti dalla crisi del settore a partire dalle ricadute occupazionali che esse stanno già procurando.

Stante la precarietà del dialogo avviatosi e la scarsa trasparenza delle reali intenzioni di Angem, che ha dimostrato ancora una volta una posizione confusa e non facilmente interpretabile, rimane confermato lo stato di agitazione nazionale che dovrà prevedere una intensificazione delle iniziative di mobilitazione territoriali. Verranno nel frattempo operati tutti i necessari passaggi per comprendere il posizionamento di Cir e Camst in questa delicata partita.

Cristian Sesena Elisa Camellini

Si è tenuto, in data 09/01/2013 l’incontro richiesto da Angem a seguito della proclamazione dello stato di agitazione nazionale da parte di Filcams, Fisascat e Uiltucs in risposta alla disdetta del CCNL Turismo dalla stessa inviata contestualmente alla comunicazione dello scioglimento del vincolo associativo con Fipe Confcommercio.

L’associazione datoriale ci ha proposto la sottoscrizione di un Protocollo per la disciplina dei rapporti di lavoro nella ristorazione collettiva e di gestione delle relazioni sindacali che in sostanza scambiava l’impegno all’applicazione del CCNL Turismo fino al 30 aprile p.v. (e non oltre) con il pieno riconoscimento di Angem come unica controparte rappresentativa della ristorazione collettiva, per la sigla di un eventuale futuro CCNL di settore.

Il protocollo prevedeva, oltre che l’insediamento di una commissione col compito di approfondire le problematiche del comparto, anche clausole che, se sottoscritte, avrebbero sancito la nostra condivisione alle motivazioni politiche e giuridiche avanzate a sostegno del grave atto unilaterale compiuto nell’agosto 2012.

Tale accordo si sarebbe dovuto confezionare in un contesto generale di grande incertezza, rispetto al reale ruolo delle Centrali Cooperative che, secondo Angem, sosterrebbero e sponsorizzerebbero l’operazione senza esporsi in maniera diretta, e viziato dalle inevitabili implicazioni politiche derivanti dal “divorzio” con Fipe.

Nel rigettare l’impianto complessivo della proposta, abbiamo comunque tentato la via della mediazione avanzando l’idea della sigla di un verbale di incontro che contenesse pochi e chiari affidamenti, tra cui, l’impegno di Angem ad applicare integralmente il CCNL fino alla data del suo rinnovo, e l’attivazione immediata di un tavolo negoziale finalizzato a produrre soluzioni mirate che, avrebbero potuto trovare adeguata cittadinanza nel rinnovo del CCNL Turismo.

Di fronte all’indisponibilità della controparte, si è deciso comunque di proseguire il confronto in sede tecnica per approfondire le molteplici problematicità derivanti dalla crisi del settore a partire dalle ricadute occupazionali che esse stanno già procurando.

Stante la precarietà del dialogo avviatosi e la scarsa trasparenza delle reali intenzioni di Angem, che ha dimostrato ancora una volta una posizione confusa e non facilmente interpretabile, rimane confermato lo stato di agitazione nazionale che dovrà prevedere una intensificazione delle iniziative di mobilitazione territoriali. Verranno nel frattempo operati tutti i necessari passaggi per comprendere il posizionamento di Cir e Camst in questa delicata partita.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Cristian Sesena Elisa Camellini

Roma, 30 novembre 2012

dopo il percorso assembleare di validazione della nostra piattaforma, che si è concluso con l’attivo nazionale delle delegate e dei delegati del 12 ottobre 2012, si sono aperti i tavoli di confronto con Confcommercio, Confindustria e Confesercenti.
Le piattaforme sono state illustrate compiutamente da Filcams, Fisascat e Uiltucs dettagliando gli elementi di forte condivisione (almeno in partenza) e quelli dove si registrano sensibilità diverse (in primis la rivendicazione salariale).
Con Confcommercio il confronto è, come era del resto ampiamente prevedibile, partito in salita. L’incomprensibile atteggiamento di FIPE che ha ribadito la propria volontà di non erogare l’elemento di garanzia previsto al capitolo “contrattazione di secondo livello” rappresenta un inedito atteggiamento che ci ha visti ribadire la nostra ferma condanna. Rimane pertanto la nostra indicazione unitaria di non sottoscrivere accordi di dilazione o sospensione del pagamento, a meno che non ci si trovi ad operare in un contesto di relazioni sindacali territoriali sviluppate e mature che ci permettano di verificare nei fatti l’effettivo stato di crisi del settore. E’ invece altresì utile continuare a diffidare imprese e Associazioni richiamandole al rispetto degli accordi sottoscritti, e qualora sussistano le condizioni, ingiungere il pagamento di quanto dovuto per via legale.
In merito alla vicenda di Angem, Fipe ha ribadito la propria volontà di rappresentare la maggioranza della ristorazione collettiva durante questo rinnovo, indipendentemente dalle scelte dell’ Associazione che ha formalizzato la propria disdetta a Confcommercio.
Anche in questo caso, stiamo verificando da un punto di vista legale la denunzia del CCNL inviataci dalla stessa. Riteniamo però utile avviare territorialmente, in forma preferibilmente unitaria, iniziative di mobilitazione nei cantieri e nelle strutture delle imprese che fanno capo ad Angem (vedi allegato).
All’oggi non è stata fissata altra data di trattativa ed è presumibile che al prossimo incontro la controparte si presenti con una propria piattaforma.
Anche Confesercenti ha manifestato la necessità di operare nell’ottica di una “spendig review” contrattuale, a partire proprio dal tema della contrattazione di secondo livello.
Le parti hanno condiviso la premessa politica delle piattaforme volta a costruire azioni sinergiche per il rilancio delle politiche di settore e degli interventi a favore della occupazione.
Diverso almeno nelle premesse, l’esordio del negoziato con Confindustria Aica dove la controparte ha richiesto la definizione di un calendario di date, per addivenire alla firma del rinnovo entro la scadenza naturale del Contratto. ( la prossima sessione di lavori è prevista per il 12 dicembre p.v.).Durante le tre presentazioni sono state raggiunte intese modificatorie degli intervalli dei CTD introdotti dalla legge 92/2012. Tale intese sottoscritte con scadenza 30 giugno 2013, erano state sollecitate a gran voce, dai lavoratori stagionali che vedevano pregiudicata la prassi consolidata del richiamo al lavoro in occasione dei “picchi” di attività.
Molti sono le incognite che pesano su questa delicatissima fase contrattuale appena inaugurata: oltre alla crisi sempre più grave del settore, non vanno sottovalutate le probabili ripercussioni del recente accordo sulla Produttività che CGIL non ha firmato e che rischia di condizionare pesantemente il proseguo dei tre negoziati.
Nel primo caso è necessario mantenere sul tavolo le nostre rivendicazioni con almeno pari dignità rispetto alle pretese datoriali. Nel secondo valutare assieme alla Confederazione eventuali proposte alternative rispetto alla mera applicazione di quanto delineato nella controversa intesa firmata col tacito avvallo del Governo.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
Cristian Sesena

Segreterie Nazionali
Comunicato Sindacale

AZIENDE DELLA RISTORAZIONE ASSOCIATE AD ANGEM
PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE E SCIOPERO

Il 14 novembre 2012 ANGEM ( l’associazione nazionale della Ristorazione Collettiva ) che associa alcune grandi aziende del settore, ha annunciato la propria disdetta formale del CCNL Turismo specificando che la prima disciplina ad essere disapplicata sarà quella del Cambio di Appalto.

Si tratta di un atto grave e irresponsabile che si colloca alla vigilia del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro.

ANGEM coinvolgendo FIPE, fin dallo scorso luglio aveva richiesto con insistenza una discussione anticipatoria su temi propri del rinnovo del contratto.

Le Organizzazioni Sindacali, avevano correttamente dato ascolto alle esigenze della Controparte pur rinviando il confronto di merito nella sede corretta, quella del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

ANGEM nella medesima lettera ci ha informato di aver sciolto il rapporto associativo con la Federazione dei Pubblici Esercizi e successivamente inviato la disdetta del contratto.

Con la comunicazione di ANGEM di non voler più applicare dal 1 gennaio 2013 alcuni articoli contrattuali, la stessa viene meno al principio di raffreddamento della vertenza contrattuale ovvero viene meno alla tregua prevista dal CCNL durante le fasi di rinnovo.

Gli intenti dell’ Associazione sono fin troppo chiari: avere mani libere nei cambi di gestione ed altro, non garantendo più all’atto del subentro in nuovi appalti, la continuità occupazionale e del reddito dei lavoratori già occupati.

ANGEM si allinea con questa azione alle posizioni più retrive dell’imprenditoria più ottusa, che crede di risolvere i problemi a vario titolo imputabili alla Crisi abbassando il costo del lavoro e liberandosi dal bisogno del personale.

PER CONTRASTARE L’INACCETTABILE SCELTA DI ANGEM

PER CHIEDERE IL RITIRO DELLA DISDETTA

PER DIFENDERE I DIRITTI DI TUTTE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE

FILCAMS FISASCAT E UILTUCS PROCLAMANO LO STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE in tutte le aziende aderenti ad ANGEM.

Qualora ANGEM non receda dalla propria inaccettabile posizione verranno definite le opportune iniziative di mobilitazione.

Roma 19 novembre 2012

Relazione del Segretario Nazionale C. Sesena

Ordini del Giorno Approvati

Riepilogo Consultazione Assemblee per il Rinnovo CCNL turismo

Si conclude oggi un passaggio essenziale del percorso di rinnovo del contratto nazionale del turismo.
L’ ipotesi di piattaforma assume la sua versione definitiva e ufficiale e nella sua versione ufficiale e definitiva verrà presentata nelle prossime settimane alle controparti.
La genesi delle nostre rivendicazioni è stata articolata e ponderata a tutti i livelli. Siamo partiti all’inizio del mese di luglio con i gruppi di lavoro composti dai vari compagni che in tutti i territori seguono quella galassia che è a fatica ricompresa nel Contratto. Quegli incontri sono stati utili per orientare e condividere prima di tutto un perimetro riconosciuto e successivamente i contenuti di quel perimetro.
Il documento riassuntivo che è scaturito dal lavoro di tutti ha costituito l’architrave di quella che poi si è vestita dei tratti più classici di piattaforma e che è stata posta in consultazione nelle assemblee sino ad oggi tenute.
Non a caso uso il termine “sino ad oggi tenute”. Il report che vi è stato consegnato non evidenzia di certo un risultato eclatante in termini di lavoratrici e lavoratori coinvolti, un risultato tra l’altro di certo inferiore all’ultima consultazione, un risultato su cui riflettere, senza scomodare categorie improprie come quella del “vulnus democratico” o ancor peggio ricorrendo a criteri di misurazione dell’impegno e dello sforzo ancor più impropri, ma al contrario, attuando un percorso di sana riflessione e autocritica.
Sino ad oggi si sono tenute 819 assemblee. I votanti sono stati 17.177. I favorevoli 16495. I contrari 247. Gli astenuti 434. La percentuale di consenso registrata sull’ipotesi è del 96,03%.
Sapevamo sin dall’inizio che i tempi stretti della consultazione e l’epoca in cui questa consultazione andava a collocarsi avrebbero giocato a nostro sfavore. Un mese è sicuramente un lasso di tempo breve per effettuare assemblee e attivi che, lo sappiamo, si sono andati a sovrapporre alla attività ordinaria che da un paio di anni è divenuta strutturalmente straordinaria a causa delle frustate ( non mi viene un termine migliore) della Crisi.
La Crisi sì è un elemento utile a valutare e leggere molti aspetti della nostra vita sindacale tra cui anche l’andamento di questa consultazione.
Pensiamo ad alcune realtà funestate da disdette degli accordi integrativi e da durissime riorganizzazioni aziendali che in molti casi hanno procurato licenziamenti e massiccio ricorso ad ammortizzatori sociali.
In quei contesti in cui le assemblee si sono tenute pressoché settimanalmente e su temi di vitale importanza non è stato semplice tornare a discutere del rinnovo del contratto nazionale e quando lo si è fatto con grande abnegazione, non si è trovato un livello di partecipazione e di attenzione pari al passato. Nel mare magnum di problematiche e urgenze che la Crisi comporta è normale che ognuno soppesi quelle problematiche e crei un ordine di priorità.
Negli Hotels della Catena Alberghiera NH, o negli appalti di alcuni colossi della ristorazione collettiva, ci si poteva aspettare che si desse la precedenza all’emergenza occupazionale rispetto ad una discussione approfondita nel merito alla nostra piattaforma.
Quindi va bene così? E ci accontentiamo di quello che siamo e della fotografia minimale che siamo riusciti a scattare in questo mese di corse da un cantiere all’altro, da un hotel all’altro?
Ovviamente come non siamo desiderosi di proporre condanne facili allo stesso modo non sposiamo la via di assoluzioni altrettanto facili.
Non credo giustificabili ad esempio il fatto che certe intere colonne siano rimaste bianche anche se ciò fosse da imputarsi solo al non invio in tempi congrui dei verbali di assemblee. Non è solo una questione di “quanto” ma anche di “come” il nostro lavoro si dipana.
La Filcams è una categoria che non ha paura di fare i conti con limiti e fragilità. Diciamo che i suoi momenti più alti li raggiunge proprio quando riesce a trasformare i suoi limiti in orizzonti e le sue fragilità in forza.
L’epoca drammatica che stiamo faticosamente attraversando ci impone oltre che responsabilità anche uno sforzo di innovazione. Ecco perché ritengo che aldilà del dato di oggi dovremmo pensare e ipotizzare una sorta di consultazione in progress nel tempo che ci permetta di raggiungere anche in momenti successivi i lavoratori di modo da ampliarne non solo il numero ma anche di approfondirne il livello di consapevolezza e partecipazione.
I limiti poi che la morfologia del settore ( polverizzato, disarticolato, frammentato) impone rendono sempre parziale quel dato che oggi siamo chiamati a valutare. Su come estendere la nostra rappresentanza e come arrivare anche ai confini di questo impero estesissimo ma difficilmente percorribile, dovremmo anche riflettere magari chiedendo a questo rinnovo di fornirci qualche strumento contrattuale in più.
Sottolineo infine l’utilità e il successo degli attivi provinciali e regionali ad alcuni dei quali ho avuto il piacere di essere invitato: sono stati momenti di confronto molto utili, sedi vitali di scambio approfondimento. Anche gli attivi come le assemblee dovranno rappresentare un appuntamento costante di incontro e verifica per tutto l’arco di questo negoziato.
La piattaforma rivendicativa su cui mi soffermerò fra breve dovrà fare del metodo un suo ulteriore contenuto non tanto rivolto alle controparti ma a noi stessi. La democrazia intesa oltre le ritualità classiche. La democrazia come metodo appunto. Metodo di lavoro che si può innovare ma mai sacrificare.
Avremmo tutti voluto oggi discutere di una piattaforma unica e unitaria. Sarebbe stato senz’ altro interessante essere messi nelle condizioni di provare a condividere con Fisascat e Uiltucs quel metodo cui prima si accennava. Non è stato possibile. Ci siamo riusciti solo in parte, pur provandoci fino all’ultimo.
Le piattaforme hanno tratti similari e su temi importanti e che saranno centrali in questo rinnovo: cito solo quelli della salvaguardia dell’occupazione nei cambi di appalto e delle terziarizzazioni negli alberghi. Questo è abbastanza incoraggiante.
Su altre registriamo diverse sensibilità che speriamo possano comporsi in sintesi. Su altre infine le differenze vengono da lontano come ad esempio sulla richiesta salariale dove la non condivisione del protocollo sul modello contrattuale espressa a suo tempo dalla CGIL, e da noi ovviamente sostenuta, ci ha portato ad utilizzare l’ IpCa solo come mero riferimento di calcolo e non come indicatore indiscutibile nella determinazione del quantum economico.
Per il resto la FILCAMS opererà per unire e non spaccare perché l’unitarietà in tempi come questi è un bisogno primario delle lavoratrici e dei lavoratori che tutto desiderano fuorché un sindacato diviso, litigioso, incapace di fare il loro interesse.
Ci attendiamo da FISASCAT e UILTUCS il medesimo atteggiamento innanzitutto di responsabilità verso i lavoratori e di rispetto verso le nostre idee e posizioni. Siamo disposti a farlo con le loro, purché ci si confronti per trovare posizioni comuni e non per prevaricare gli uni sugli altri. Un epilogo come quello conosciuto nel Terziario sarebbe nel Turismo ancora più grave. Noi faremo di tutto per evitarlo. Ci auguriamo e ci basterebbe che gli altri non lavorassero per procurarlo.
Allarmano i segnali che arrivano dal confronto sulla produttività in corso anche stamattina fra le parti sociali. Un accordo separato, un accordo senza la CGIL, avrebbe pesanti ripercussioni sui nostri rinnovi fino a preconfezionarne l’esito.
Va comunque valorizzato il fatto che la premessa politica alla piattaforma sia stata scritta dalla Filcams e presa e trasportata senza modifiche da Fisascat e Uiltucs nelle loro.
E’ una premessa che vuole mandare un chiaro messaggio politico alle controparti ma soprattutto alla politica e alle istituzioni. In questo paese prostrato dalla crisi economica, dal rapido sfaldamento del tessuto produttivo, una delle poche strade certe per crescita e sviluppo sarebbe l’investimento nel turismo. Perché ciò non è stato fatto e perché ciò non viene ancora fatto è un mistero che più che buffo si colora di venature tragiche.
La riforma del titolo V della Costituzione che ha reso le regioni sovrane nella determinazione delle politiche di sviluppo di settore ha dimostrato negli anni la sua insufficienza.
Non si è mai usciti dalla estemporaneità e dallo spontaneismo.
E’ mancato e manca un coordinamento nazionale ed una voce di spesa certa per rilanciare con interventi attivi e non lanci pubblicitari e spot televisivi il “ Marchio Italia”.
Un contratto nazionale può caricarsi anche di questo improbo compito? Noi crediamo di sì e vorremmo che assieme a Cisl e Uil Confcommercio, Confindustria e Confesercenti riuscissimo partendo dal fattore lavoro a parlare a politica ed economia.
Pensiamo ad esempio ai disastri che la riforma Fornero comporterà per i lavoratori stagionali che stante l’attuale quadro normativo percepiranno ad anni alterni la MiniAspi. Un segnale e forse più di un segnale va dato a chi quel quadro potrà modificarlo.
Il “lavoro” appunto. La difesa del lavoro nella crisi sarà uno dei punti centrali di quello che si annuncia una trattativa quanto mai difficile.
L’ occupazione è minacciata sotto parecchi fronti a partire dal tema delicatissimo dei cambi d’appalto, delle concessioni, delle terziarizzazioni.
In quello che si configura come un aspetto dinamico del mercato ( i subentri in regime di appalto) il lavoro, o meglio, la tutela occupazionale vengono visti come un elemento statico, ossia un ostacolo al dinamismo delle imprese.
La Spending Review del Governo Monti è il motivo, a volte il pretesto, per giustificare questa teoria.
Nella ristorazione collettiva i segnali di allarme non mancano. Vorremo dire ad Angem che ha minacciato la disdetta delle clausole sociali che regolano appunto la tutela dell’occupazione, che quello sarebbe un atto irresponsabile e che anche la sola minaccia pregiudica ogni possibilità di negoziato.
Non siamo disposti a ragionare con pistole alla tempia. Non siamo disposti a negoziare la perdita di posti di lavoro, per poi ritrovarci a contare i caduti di quella che sarebbe una intollerabile guerra per la sopravvivenza.
Partendo dal principio che nei cambi di appalto l’occupazione va difesa e protetta, siamo pronti a capire come fronteggiare l’onda d’urto del combinato disposto di crisi e interventi al taglio della spesa operati dal Governo .
Ma il lavoro non può essere messo in discussione come fosse una variabile dipendente del mercato.
Lo stesso dicasi nelle concessioni autostradali o nella ristorazione commerciale dove non siamo più disposti a tollerare passaggi non trasparenti che spesso si nascondono dietro i franchising o le finte cessazioni con conseguenti licenziamenti dei dipendenti e successive nuove aperture, solo apparentemente, non legate fra loro.
La crisi non può giustificare ogni cosa, a partire dal fatto che le imprese abdichino in tutto o in parte alla loro responsabilità sociale. La crisi economica non può travolgere l’etica e la responsabilità di chi fa impresa e nel fare impresa deve creare occupazione stabile.
Sul tema delle terziarizzazioni alberghiere il bilancio è impietoso. La procedura introdotta nello scorso rinnovo che cercava di recuperare una situazione già di per sé fortemente compromessa non è bastata. Il crollo del turismo domestico, cartina tornasole dell’impoverimento di una sempre più larga parte della popolazione di questo paese, ha facilitato le fughe in avanti e il recupero di costo attraverso l’esternalizzazioni.
La vicenda NH Hotels se qualcosa può insegnarci, è che di fronte al furore di chi licenzia disdetta e terziarizza la prevenzione non basta più e bisogna passare alla cura.
Se da un lato dobbiamo riconfermare che esistono vie alternative all’esternalizzazioni che alcune grandi catene hanno scelto di percorrere del tutto o in parte e guarda caso si parla di alberghi a 5 stelle, dall’altro bisogna iniziare a ricostruire per via negoziale il ciclo produttivo spezzatosi per effetto dell’appalto di servizio e il primo tassello è l’obbligo di applicazione del CCNL Turismo anche per reparti/settori appaltati.
La piattaforma poi mira a promuovere un utilizzo nuovo e virtuoso degli strumenti che la bilateralità offre a partire dal sostegno al reddito, al supporto nella applicazione delle norme di prevenzione salute e sicurezza, alla formazione nell’ottica anche di facilitare il reinserimento dei lavoratori precari e disoccupati.
Sul mercato del lavoro vorremmo far passare il concetto che la flessibilità deve essere contrattata e che nell’ottica di sradicare il fenomeno endemico del lavoro nero e irregolare, non abbiamo paura di confrontarci serenamente su istituti come il lavoro a chiamata purché dall’ abuso si rientri nella categoria dell’uso e alla contrattazione venga affidato un ruolo di miglioramento e non di mero recepimento della norma.
Abbiamo poi rivendicato diritti individuali che non costano di principio tanto ma che possono qualificare il lavoro e il quotidiano dei lavoratori.
L’aspettativa non retribuita in caso di patologie gravi non oncologiche, i permessi per i lavoratori migranti in caso di disbrigo pratiche per permesso di soggiorno o ricongiungimento famigliare sono norme di civiltà e di dignità. Come il miglioramento del diritto allo studio: il lavoro nel turismo è troppo spesso liquidato come poco professionalizzato. Questo è talora vero, ma non per difetto dei lavoratori che debbono essere messi nelle condizioni di accrescere la propria conoscenza e la propria cultura personale.
Infine la richiesta di includere fra le materie negoziali il tema della conciliazione tempi di vita e di lavoro è una sfida che non va sottovalutata. Donne, Giovani, Migranti costituiscono la maggioranza della nostra platea occupazionale. Sono portatori di esigenze e istanze che vanno valutate e armonizzate nell’ottica dell’equilibrio possibile fra tempi di vita e tempi di lavoro.
Troppo spesso ci si è limitati riflettere in quest’ottica di Grande Distribuzione Organizzata e di Barriere Casse di Ipermercati. I Nostri settori hanno strutture organizzative diverse ( pensiamo solamente agli orari di lavoro nelle mense ospedaliere o scolastiche) ma non per questo meno potenzialmente foriere di disagi.
Esplorare questi temi e abbozzare progetti e soluzioni potrebbero costituire un orizzonte nuovo per la contrattazione.
La contrattazione. Quale contrattazione si può ipotizzare se lo schema attuato dalle nostre controparti di ogni ordine e grado pare essere qua come altrove l’utilizzo della disdetta seriale per ottenere la desertificazione di diritti acquisiti negli anni e da lì. con agio, nel caso, iniziare una nuova discussione?
Il bilancio della contrattazione territoriale fatta o provata a fare nell’ultimo triennio, nonostante il convinto intervento in suo favore promosso lo scorso rinnovo non è sicuramente lusinghiero.
Anche la contrattazione aziendale ha registrato preoccupanti stalli e inquietanti fasi di regressione.
La crisi ci ha spinti in un angolo con una violenza inaudita. Di fronte al dramma di una emorragia di posti di lavoro che pare non arrestarsi, abbiamo tentato correttamente di arginare in primis quella.
Ma la crisi non può continuare a comprimere il nostro spazio e il nostro bisogno di elaborazione politica e contrattuale. Dobbiamo imbastire una tattica nuova che permetta di uscire dal cono d’ombra in cui questa fase storica senza precedenti ci ha spinto.
Rilanciare il nostro potere negoziale, dimostrando che contrattazione è innanzitutto esercizio di diritto di proposta, e non solo di rivendicazione. Ai problemi oggettivi si può cercare di rispondere proponendo soluzioni diverse, piuttosto che accettando, modificando, respingendo quelle preconfezionate dei padroni.
L’ atteggiamento nel contempo arrogante e miope della Federazione Italiana Pubblici Esercizi che ha invitato le sue propaggini territoriali a soprassedere al pagamento della quota di garanzia pari a 125 euro lordi una tantum, è un nitido esempio di quella tendenza tutta italica a furbeggiare di fronte le Catastrofe.
Se la Crisi è un fatto innegabile, non è però tollerabile che cresca e si alimenti una categoria di Furbetti della Crisi, che provano ad arrangiarsi e vivacchiare fra le sue pieghe.
Abbiamo assunto una posizione dura che manterremo rispetto a questo urticante comportamento, nontanto per la cifra in sé ma per il principio per cui un accordo nazionale possa essere disatteso in una sua parte economica con tanta disinvoltura.
Tralasciamo il rapporto inesistente fra entità della cifra e insostenibilità della stessa da parte delle imprese che è argomentazione palesemente grottesca.
Sottolineiamo per dovere di cronaca, come Federalberghi, che siede allo stesso tavolo e dalla stessa parte, si sia mossa in modo opposto consegnandoci però il ritratto di una controparte non certo coesa e granitica nelle sue parti costituenti. E questo non è un segnale positivo.
Aldilà quindi di tutti i fattori di negatività che hanno pesato e pesano sulla contrattazione noi ne rivendichiamo il rilancio e un nuovo investimento che ne comporti l’estensione.
La contrattazione è l’essenza del sindacato. Un sindacato che non fa contrattazione si sclerotizza e implode nella burocrazia.
La contrattazione che ci attende non potrà certo essere un agile cavalcata verso la conquista di nuovi diritti e tutele. Sarebbe disonesto vendere questi scenari come alla portata di mano.
Quello che dobbiamo pretendere è il diritto alla contrattazione per affrontare problemi e difficoltà che troppo spesso le imprese tendono a volersi risolvere da soli. Rivendicare innanzitutto uno spazio certo per il dialogo e per il confronto, che obblighi le parti ad ascoltarsi e a costruire, di fronte al dilagare della tendenza padronale di distruggere a prescindere.
Si sente con una ritmica regolare la litania che i consumi sono in calo e che le politiche di rigore del governo continuano a deprimerli invece che incentivarli. Niente di più vero.

Una delle voci che più spesso intona questo mantra è Confcommercio.
La nostra richiesta salariale nasce da qui da una riflessione apparentemente scontata ma che non viene ripetuta a sufficienza e con la stessa regolarità dell’altra.
Se i consumi non decollano è perché i bassi salari non permettono ai cittadini di “far girare l’economia”.
Confcommercio ha tutte le ragioni a denunciare le mancate entrate ma non può però poi essere la prima ad alimentare il circolo vizioso che dalla moderazione salariale porta dritto alla depressione del potere di acquisto.
130 euro sono una cifra importante è inutile girarci intorno.
L’abbiamo definita però ragionando politicamente, tenendo presente una serie di fattori in rapporto fra loro tra cui l’ IPCA , le rivendicazioni della scorsa tornata, quanto si è effettivamente portato a casa e quanto potrebbe rendersi necessario recuperare in massa salariale nel corso di una trattativa che non ci consente di lanciarci in nessuna previsione rassicurante.
E’ una richiesta politica che tenta di fornire una risposta adeguata alla precarietà salariale di più di un milione di lavoratori e di circa 300 000 lavoratori stagionali che la crisi ha acuito in modo impressionante.
Care Compagne e Cari Compagni, la stagione contrattuale che oggi si inaugura sarà complessa, priva di termini di raffronto, e aperta ad ogni esito, anche il meno scontato.
La Filcams intende stare in campo e giocare fino in fondo la partita senza arroccamenti ma anche senza cedimenti alla rassegnazione politica e negoziale.
Nella difesa ostinata di alcuni punti fermi quali l’occupazione, la sua salvaguardia e il suo accrescimento, crediamo sia necessario adottare fin da ora un impegno che è essenzialmente strategia d’ attacco.
Questa vertenza dovrà incontrare la costante direi pressoché quotidiana partecipazione di tutta la categoria, di tutti i delegati, di tutte le lavoratrici e i lavoratori, che dovranno vivere il negoziato “dal vivo”, in tutte le sue fasi.
La Segreteria si impegna a promuovere coltivare, estendere l’informazione che è il primo ingrediente per ravvivare una cultura della democrazia e, appunto, della partecipazione ,che mai come oggi è messa sotto pressione e in discussione a partire dal disamore verso la politica per arrivare al malcelato disprezzo del valore della rappresentanza e del suo ruolo.
E’ inimmaginabile pensare di riuscire a sostenere il peso di quanto accadrà nei prossimi mesi senza il ferreo convincimento che ci si assume la responsabilità di decidere solo se si decide assieme e si condivide assieme i passi in uno scambio costante che è crescita e rafforzamento continuo del nostro essere Filcams.
Da oggi pertanto e per tutta la durata del negoziato dobbiamo ritenerci tutti in assemblea permanente.
Grazie

Roma 12 novembre 2012

Oggetto:CCNL Turismo e dell’industria turistica – Avvio contrattazione di secondo livello, invio piattaforme Unitarie

Roma, 23 dicembre 2010

TESTO UNITARIO

con il rinnovo del CCNL del Turismo del 20 febbraio 2010 e dell’Industria Turistica del 9 luglio 2010 le Parti, nel condividere la volontà di dare piena attuazione e favorire la contrattazione di secondo livello hanno introdotto il principio che a decorrere dal 1 gennaio 2011 si dia avvio alla contrattazione nel rispetto di quanto previsto dalla Contrattazione Nazionale, definendo piattaforme per singoli comparti che lo compongono.

Va da sé che laddove vi sia un accordo territoriale od aziendale, ove la durata sia stata fissata oltre il 1 gennaio 2011, per lo stesso si provvederà ad inviare la richiesta di rinnovo alla sua naturale scadenza.

Vi ricordiamo che per fare scattare l’erogazione dell’elemento di garanzia per quei lavoratori ai quali viene applicato esclusivamente il minimale contrattuale, è vincolante inviare una richiesta di attivazione del negoziato per la contrattazione di secondo livello a tutte le controparti ed ai livelli già previsti specificatamente dal contratto.

In merito ai contenuti delle piattaforme, riteniamo che la semplice richiesta di avvio del negoziato di secondo livello sulla base di quanto previsto in materia dal CCNL costituisce un valido terreno di confronto negoziale.

Alla luce di quanto sopra e vista l’importanza che riveste la contrattazione di secondo livello nei nostri settori, vi indichiamo a concordare unitariamente a livello Territoriale metodi e contenuti delle Piattaforme, per poi inviarle alle Aziende interessate oltre che alle Federazioni stipulanti il CCNL a livello Confederale Imprenditoriale Territoriale di riferimento (Confcommercio/ASCOM; Confesercenti; Confindustria) e per conoscenza alle Federazioni Nazionali segnalandoci così l’avvio del negoziato

Rimanendo a disposizioni per eventuali interventi in riunioni o coordinamenti unitari inviamo cordiali saluti.

p. La Filcams CGIL Nazionale
Lucia Anile

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A Roma l’attivo dei delegati del turismo

Si è concluso l’attivo dei delegati del turismo riunitosi per concludere la fase della consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori per il rinnovo del contratto nazionale del turismo


Il CCNL 1/01/2010 – 30/04/2013 Confindustria
Il CCNL 1/01/2010 – 30/04/2013 Confcommercio

L’Ipotesi di accordo siglata con Confindustria il 9/07/2010
L’Ipotesi di accordo siglata con Confesercenti il 4/03/2010
L’Ipotesi di accordo siglata con Confcommercio il 25/02/2010

Documenti
Sintesi dell’Ipotesi di Accordo per il CCNL dell’industria turistica
Il volantino – Contratto turismo: i punti qualificanti dell’intesa
Il volantino – Contratto turismo: la trattativa ad un punto fermo
La piattaforma rivendicativa per il rinnovo Confcommercio
La piattaforma rivendicativa per il rinnovo Confesercenti
La piattaforma rivendicativa per il rinnovo Confindustria
I dati delle assemblee

Il CCNL 1/01/2006 – 31/12/2009 Confcommercio
Il CCNL 1/01/2006 – 31/12/2009 Confesercenti
Il CCNL 1/01/2006 – 31/12/2009 Confindustria

Comunicati Stampa
(19/07/2010) A Roma L’Attivo Dei Delegati Del Turismo
(10/07/2010) Confindustria Raggiunta L’Intesa Per Il Rinnovo Del Contratto Per . . .
(08/07/2010) Trattativa Turismo Confindustria
(10/06/2010) Trattativa Turismo Confindustria: Passi Avanti
(08/06/2010) I Tavoli Aperti
(21/05/2010) Trattativa Turismo: Incontro Con La Confindustria
(04/03/2010) Contratto Nazionale Turismo (Assoturismo-Confesercenti)
(26/02/2010) Rinnovato Il Contratto Nazionale Del Turismo
(17/02/2010) La Trattativa Del Turismo Ad Una Fase Decisiva
(19/01/2010) Contratto Turismo: La Trattativa Ad Un Punto Fermo
(08/01/2010) Riprendono Le Trattative Per Il Ccnl Turismo Confindustria
(14/12/2009) Prosegue La Trattativa Del Turismo Con Confcommercio
(27/11/2009) Turismo – Continua La Trattativa Per Il Rinnovo Del Contratto Nazi. . .
(17/11/2009) Turismo – Continuano Le Trattative Per Il Rinnovo Del Contratto Na. . .
(09/11/2009) Continuano Le Trattative Per Il Rinnovo Del Contratto Del Turismo
(26/10/2009) Trattativa Turismo: Primo Incontro Confindustria
(23/10/2009) Trattativa Turismo, Il Primo Incontro Con Confcommercio Per Il Rin. . .
(21/10/2009) Trattative Per Il Rinnovo Del Contratto Nazionale Del Turismo
(12/10/2009) Turismo E Vigilanza Privata
(07/10/2009) Licenziata La Piattaforma Per Il Rinnovo Del Contratto Collettivo . . .
(06/10/2009) La Nuova Piattaforma Della Filcams Cgil, Separata Da Fisascat Cisl. . .

Rassegna Stampa
(13/11/2012) Adnkronos – Filcams, Presentata Piattaforma Per Settore Turi. . .
(11/07/2010) Il Messaggero – Turismo Sì Al Contratto: Aumenti Di 115
(10/07/2010) Adnkronos – Contratti: Raggiunta Intesa Per Addetti Turismo,. . .
(10/07/2010) Ansa – Contratti: Accordo Rinnovo Per Il Turismo, Aumen. . .
(10/07/2010) L’Unità – Tessile-Moda Dopo Il Referendum Firmato Il Rinno. . .
(10/07/2010) Il Sole 24 Ore – Sigla Unitaria Al Contratto Per I Lavoratori Del. . .
(01/03/2010) L’Unità – Turismo, Contratto Importante
(05/10/2009) L’Unità – Verso La Piattaforma Filcams

L’Ipotesi di accordo di rinnovo CCNL Confindustria siglata il 3 febbraio 2008
L’Accordo di anticipazione dei trattamenti economici Confindustria siglato il 10 settembre 2007
L’Ipotesi di accordo di rinnovo CCNL Confesercenti siglata il 31 luglio 2007
L’Ipotesi di accordo di rinnovo CCNL Confcommercio siglata il 27 luglio 2007
Incontri del 17 e 18 maggio 2007
Incontro del 5 aprile 2007
Incontro del 15 marzo 2007
Incontri del 13 e 14 dicembre 2006
Incontro del 5 ottobre 2006
Avvio del negoziato, 17 luglio 2006
La piattaforma rivendicativa per il rinnovo

Il CCNL 1/01/2002 – 31/12/2005 Confesercenti
Il CCNL 1/01/2002 – 31/12/2005 Confcommercio
Il CCNL 1/01/2002 – 31/12/2005 Federturismo (Confindustria)
Il CCNL 1/01/2002 – 31/12/2005 Aica (Confindustria)
I minimi contrattuali in vigore

Comunicati Stampa
(12/09/2007) Contratto Turismo Confindustria: Una Tantum E Aumento Dell’indenni. . .
(27/07/2007) “Ansa” Contratti: Accordo Per Turismo, 135 Euro Aumento Per 4 Anni
(27/07/2007) Contratto Turismo: Firmata L’ipotesi Di Accordo Che Riguarda Oltre. . .
(11/05/2007) Orari Flessibilita’ Salari Precarieta’, Questi I Mostri Moderni Ch. . .
(11/05/2007) I Lavoratori Del Commercio, Del Turismo, Delle Pulizie Danno Vita . . .
(07/05/2007) Manifestazione Unitaria Filcams Fisascat Uiltucs: Invito A Confere. . .
(04/05/2007) Venerdi’ 11 Manifestazione Nazionale Unitaria A Roma Dei Lavorator. . .
(19/04/2007) L’assemblea Delle Rappresentanze Territoriali Di Filcams Fisascat . . .
(06/04/2007) Contratto Turismo: Nessun Avanzamento Nelle Trattative, «Proposte . . .
(18/07/2006) Contratto Turismo: Primo Incontro Con Confcommercio Per Il Rinnovo. . .
(13/07/2006) Contratto Turismo: Lunedi’ 17 Prende Il Via La Trattativa Per Il R. . .

Rassegna Stampa
(18/09/2007) Il Sole 24 Ore – Per Il Turismo Da Chiarire Il «Peso» Dell’una Ta. . .
(13/09/2007) On-line – Turismo: Siglata L’intesa Transitoria
(12/09/2007) Italia Oggi – Turismo: Slitta Contratto, Patti Transitori
(11/09/2007) Avvenire – Una Tantum Per I Lavoratori Del Turismo
(03/09/2007) Giornali Locali – Viareggio. Turismo, C’È Il Nuovo Contratto Nazio. . .
(30/07/2007) Manifesto – Turismo: Siglato Il Rinnovo Del Contratto
(30/07/2007) Giornali Locali – Trento. Turismo: Bozza Fra Sindacati E Categorie
(30/07/2007) L’Unità – Turismo: Rinnovo Con 135 Euro Di Aumento
(30/07/2007) Italia Oggi – Turismo: Siglato Il Rinnovo
(30/07/2007) Il Sole 24 Ore – Turismo: Intesa Su 135 Euro
(28/05/2007) L’Unità – “Lavoro” Più Di Sette Milioni Di Lavoratori Atte. . .
(14/05/2007) L’Unità – Sindacati Pronti Allo Sciopero Per Cancellare Lo. . .
(14/05/2007) Manifesto – Stop Del Commercio
(14/05/2007) Il Mattino – La Mappa Del Disagio
(14/05/2007) L’Unità – Turismo E Servizi In Sciopero
(14/05/2007) Liberazione – Addetti Dei Servizi In Sciopero
(14/05/2007) Il Giorno – Milano. Gli Addetti Alle Reception Incrociano Le. . .
(14/05/2007) Giornali Locali – Pisa. Addetti Turismo, Servizi E Pulizie Sul Pie. . .
(14/05/2007) Manifesto – «Pulisco L’ospedale: Paga Bassa E Considerazione. . .
(09/05/2007) il Secolo XIX – Terziario: Venerdì Scioperano 3 Milioni Di Lavor. . .
(09/05/2007) Manifesto – Il Commercio Alla Ricerca Del Contratto
(09/05/2007) Giornali Locali – Turismo E Sindacati: «Sciopero L’11 Maggio”
(09/05/2007) Liberazione – Servizi, Turismo, Pulizie In Sciopero
(09/05/2007) L’Unità – Tre Milioni Di Lavoratori Stanno Perdendo La Paz. . .
(09/05/2007) la Nazione – Esercizi Pubblici, Imprese Di Pulizie E Mense In. . .
(09/05/2007) Giornali Locali – Turismo, Commercio E Pulizie: Venerdì Sciopero
(08/05/2007) Manifesto – “Intervista” Corraini (Filcams): «Adesso I Contr. . .
(10/04/2007) Il Sole 24 Ore – “Brevi” Turismo: Sciopero Generale Per Il Contra. . .
(10/04/2007) L’Unità – Turismo In Sciopero L’11 Maggio Per Il Contratto
(18/07/2006) Italia Oggi – Turismo: Parte Trattativa Rinnovo Contratto
(18/07/2006) L’Unità – Turismo: Al Via Le Trattative Per Il Contratto
Link Correlati
     Il diario della trattativa 2010/2013

COMUNICATO CONGIUNTO FILCAMS, FISASCAT, UILTuCS E ASSESSORE PAOLINI

Si è svolto martedì 4-10-05 presso la sede del Cinsedo in via Parigi 11, un incontro tra le segreterie Nazionali Filcams, Fisascat e Uiltucs e l’Assessore Enrico Paolini coordinatore per la conferenza delle regioni degli Assessori al turismo.

L’incontro si è sviluppato a partire dalla comune constatazione delle difficoltà attraversate dal settore Turismo e contemporaneamente della sua importanza economica. L’assessore Paolini ha sottolineato l’importanza della qualità nel settore e conseguentemente il ruolo dei lavoratori del settore e delle loro organizzazioni sindacali. Conseguentemente si è dichiarato disponibile a riprendere i colloqui per definire rapidamente un protocollo di accordo nazionale che stabilisca metodo e continuità del confronto sia nazionale che nelle diverse regioni tra la conferenza, i singoli assessorati ed i sindacato di categoria ai diversi livelli.

Si è ribadita congiuntamente la necessità che il costituendo Comitato Nazionale per il Turismo veda anche la presenza delle componenti, sindacali. L’assessore Paolini ha ribadito che porrà il problema all’insediamento del comitato, a partire dalle necessarie modifiche alla legge utilizzata per dar vita al comitato stesso.

E’ stata inoltre individuato come tema di approfondimento la necessità di dar attuazione alla legge 135/01, a partire dal definizione dei sistemi turistici locali e degli standard nazionali nella classificazione degli esercizi, vista anche la forte differenziazione nelle attuali legislazioni regionali su questi temi.

Roma 5 ottobre 2005

FILE08 oepv fipe.PDF


gennaio 2005

EFFAT / FERCO

GUIDA ALL’OFFERTA

« ECONOMICAMENTE PIU’ VANTAGGIOSA »

NELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA IN CONCESSIONE

Versione 14 ter



INDICE

INTRODUZIONE

GlossaRIO


PREAMBOLO

Le parti sociali del settore della Ristorazione Collettiva in Concessione (RCC), FERCO (Federazione Europea della Ristorazione Collettiva in Concessione ) e l’ EFFAT (Federazione europea dei sindacati dell’alimentare, dell’ agricoltura, del turismo e affini) rilevano che un numero crescente di enti, siano essi aziende private o organismi pubblici, affidano in appalto o in concessione a società specializzate i servizi di ristorazione destinati ai loro dipendenti

La scelta dell’azienda che eroga il servizio di catering si basa su procedure di appalto organizzate a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, a seconda della valenza del contratto.

Oggigiorno, la maggior parte degli appalti della Ristorazione collettiva in Concessione vengono assegnati alla ditta che presenta l’offerta più bassa. La preponderanza del criterio del prezzo si giustifica in parte con i tagli di bilancio imposti al settore pubblico, con la politica di contenimento dei costi attuata dalle aziende private e con la mancanza di dispositivi di supporto agli enti nella selezione dell’impresa di ristorazione collettiva in concessione che offre il miglior rapporto qualità/prezzo.

Seppur consapevoli delle restrizioni di bilancio che si impongono agli operatori pubblici e privati, l’EFFAT e la FERCO ritengono che la politica di assegnazione degli appalti in base all’offerta più bassa non soddisfa l’interesse di nessuna delle parti, che si tratti degli enti, dei dipendenti, delle imprese di RCC e dei loro lavoratori.

La scelta dei fornitori in base al solo criterio del prezzo comporta delle conseguenze negative a tutti i livelli. Questa pratica inasprisce la concorrenza tra le aziende di Ristorazione Collettiva in Concessione spingendole sulla strada dell’eccessiva razionalizzazione dei costi che, talvolta, va a discapito della qualità del pasti e del servizio erogato mettendo in rischio la sicurezza alimentare dei commensali.L’ eccessiva razionalizzazione ha delle ripercussioni negative sull’ occupazione e sulle condizioni di lavoro degli addetti del settore come pure sulle performances delle imprese di RCC.

Parimenti, la politica del prezzo più basso può avere un impatto negativo sull’immagine dell’ente appaltatore , che rischia di apparire troppo attento ai costi e poco alla qualità delle derrate. Ciò vale in modo particolare quando si tratta di scuole, ospedali, case di riposo dove sono più visibili gli effetti negativi di un servizio di scarsa qualità nutrizionale, sanitaria ed educativa.

FERCO e EFFAT ritengono che la priorità data al criterio del prezzo, al momento di aggiudicare l’appalto di Ristorazione Collettivain Concessione, si giustifica altresì con le difficoltà incontrate dagli enti nell’esprimere i requisiti qualitativi nel bando di gara e alla mancanza di strumenti di ponderazione, di valutazione e di confronto delle offerte basati su un criterio qualitativo oltre che economico.

Partendo da queste constatazioni, l’ EFFAT e la FERCO hanno assunto l’ ;iniziativa di elaborare congiuntamente una « guida all’offerta economicamente più vantaggiosa» , nell’interesse degli enti appaltatori, dei loro dipendenti, delle imprese di Ristorazione Collettiva in Concessione e del loro personale.

La FERCO e l’EFFAT intendono mettere a disposizione degli operatori interessati gli strumenti necessari all’assegnazione degli appalti in base al migliore rapporto qualità/prezzo promuovendo così il principio « dell’offerta economicamente più vantaggiosa » ,raccomandato dalla legislazione europea e dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee.

Per l’EFFAT e la FERCO, la generalizzazione della scelta, da parte degli enti sia pubblici che privati, dell’offerta economicamente più vantaggiosa può apportare un autentico valore aggiunto derivante da :

La guida è il frutto di una collaborazione tra FERCO e EFFAT avviatanell’ambito del dialogo sociale europeo relativo alla Ristorazione Collettiva in Concessione, con il sostegno finanziario dell’Unione Europea. Un particolare ringraziamento va rivolto alla Direzione Generale per l’Occupazione e Affari sociali della Commissione europea per l’ appoggio fornito. Intendiamo altresì ringraziare il comitato ristretto e gli esperti delle associazioni nazionali per il tempo e le competenze dedicate a questo progetto.


GRUPPO DI PILOTAGGIO

Hanno partecipato al gruppo di pilotaggio :

Per FERCO : Patrice Aubert – Vicepresidente

Antonio Llorens – Vicepresidente

Marie-Christine Lefebvre – Segretario generale

Bernadette Macédoine – Consulente

Per EFFAT : Kerstin Howald – Secregretaria del settore del Turismo

Rafaël Nedzynski – Membro del comitato esecutivo

Bernard Labi – Consigliere

REALIZZAZIONE

La realizzazione della guida è a cura di Alain Roy, Direttore associato

Philippe Hersant & Partners SARL

BP 19002 F-44090 NANTES Cedex 1


VIGNETTA DA METTERE A PARTE La guida on line

Il sito WWW propone una versione elettronica della guida ……….., al fine di offrire uno strumento pratico agli enti che intendono basare l’aggiudicazione dell’appalto di ristorazione sul principio dell’ ;offerta economicamente più vantaggiosa


GLOSSARIO

Appalto o Contratto: l’insieme dei termini che legano l’ente alla SRC aventi per oggetto la prestazione di servizi. L’appalto si rapporta ad una gara d’appalto pubblica mentre il Contratto fa riferimento al rapporto tra il cliente (l’ente) e il fornitore (la SRC).

Consultazione o gara d’appalto : gara indetta tra diversi fornitori per l’esecuzione di un appalto o di un contratto. Il principio di gara d’appalto è proprio all’ aggiudicazione di un appalto nel settore pubblico.« Consultazione” è un termine utilizzato per indicare la stessa procedura di aggiudicazione dell’appalto nel settore privato. Vista la loro natura, le gare d’appalto hanno una normativa più vasta rispetto alle consultazioni, segnatamente in merito ai termini legali di pubblicità (del bando di gara e dell’avviso di aggiudicazione) .

Bando di gara : nell’ambito delle consultazioni organizzate da un ente pubblico, la comunicazione del lancio della consultazione mediante annunci giuridici

Avviso di aggiudicazione : nell’ambito delle consultazioni organizzate da un ente pubblico, la pubblicità dei risultati (vincitore, l’ammontare dell’appalto …), mediante annunci giuridici.

Aggiudicatario o Concessore o Acquirente : l’ente pubblico o privato, che organizza la consultazione. In altre parole, si tratta dell’ente acquirente del servizio di ristorazione collettiva.

SRC : Sociétà di Ristorazione Collettiva in concessione .

Prestatore di servizi : nella presente guida, la Società di Ristorazione Collettiva in Concessione .

Offerente : l’azienda che partecipa alla gara organizzata dall’ente.

Vincitore : l’azienda alla quale viene aggiudicato un appalto o un contratto

Commensale : « cliente finale », il consumatore che vive e/o lavora presso l’ ente

Prestazione multiservizi : un insieme di servizi diversi quali il catering e la pulizia forniti da un unico prestatore.

HACCP : HAZARD A NALYSIS C ONTROL C RITICAL P OINT (insieme di principi relativi all’analisi dei rischi e alla gestione delle criticità).

HT : Tasse escluse

TTC : Tasse incluse

Varianti : risposte o proposte degli offerenti che vanno oltre le specifiche minime riportate nel capitolato d’oneri. In linea generale, gli offerenti devono formulare un’offerta di base attenendosi strettamente alle specifiche indicate dal capitolato d’oneri. Le amministrazioni aggiudicatici precisano nel bando di gara se autorizzano le varianti, in tal caso gli offerenti possono proporre soluzioni alternative o innovative al di fuori dell’”offerta di base”.


Vignetta da mettere a parte (nota per l’impaginazione )

La ristorazione collettiva in breve

La ristorazione collettiva comprende le prestazioni necessarie alla preparazione e alla somministrazione di pasti alle persone che lavorano e/o vivono presso gli enti : aziende private o pubbliche, amministrazioni, asili, scuole, ospedali, case di riposo, istituti di pena, caserme, ecc.. Si parla di Ristorazione Collettiva in Concessione (RCC) quando queste attività vengono affidate ad un prestatore di servizi.

La RCC presenta le seguenti caratteristiche :

    • l’esistenza di un contratto stipulato per iscritto tra l’ente e il prestatore di servizi
    • una tipologia ben definita di clienti , costituiti dal personale dell’ente appaltatore
    • vincoli specifici , in quanto la prestazione viene erogata presso i locali dell’ente in base alla sua organizzazione specifica
    • un prezzo sociale , sensibilmente inferiore rispetto al costo di un pasto consumato negli esercizi commerciali.


INTRODUZIONE

Le sfide

Da circa trenta anni, i paesi europei evidenziano una crescita continua nella tendenza a consumare i pasti fuori casa. La Ristorazione collettiva (in concessione o no) ha seguito questa tendenza e rappresenta, oggigiorno, circa la metà dei pasti consumati fuori dalle mura domestiche.

In Europa, la presenza della ristorazione collettiva in concessione negli enti è passata dal 14 % nel 1990 al 31 % nel 2005 . Si prevede che nel 2010 la percentuale sarà superiore al 35%.

Nel 2004, il fatturato annuo prodotto dalle società che operano in Europa nel ramo della Ristorazione collettiva in concessione si attestava sui 22 miliardi di euro. La percentuale degli appalti evidenza una progressione di rilievo a seconda del settore di attività : lavoro(aziende private e pubbliche, amministrazioni pubbliche..), sanità-sociale (ospedali, asili, case di riposo…), istruzione (scuole, collegi, università ..), altri settori (istituti di pena, caserme, ecc).

Nel 2004, il settore del lavoro rappresentava soltanto il 56% del fatturato della ristorazione collettiva in concessione, seguito dal settore socio-sanitario (21%) e dal settore dell’istruzione (18%).

Di qui al 2020, il settore socio-sanitario è destinato a diventare uno dei principali bacini di crescita per le società della ristorazione collettiva.

L’evoluzione quantitativa è accompagnata da un aumento delle richieste del “commensale europeo” che pone sempre più l’ accento sull’aspetto qualitativo. A tal riguardo si sottolinea:

Per affrontare queste nuove sfide, le Società di ristorazione collettiva in concessione (SRC) hanno puntato sul miglioramento delle mense e delle prestazioni erogate.

Al contempo, le legislazioni (in materia di igiene e sicurezza alimentare, ambiente, condizioni di lavoro, formazione professionale, sicurezza degli utenti…) diventano sempre più rigorose e vincolanti sia per la ristorazione collettiva in concessione che per gli enti appaltatori.

La gestione della ristorazione collettiva poggia sul know-how e la professionalità

A fronte di un contesto mutato e dell’esigenza di concentrarsi sul “ core business”, un numero crescente di enti pubblici e privati appaltano il servizio di ristorazione a società specializzate. Il confronto competitivo tra i vari operatori economici pone alcune difficoltà, quali ad esempio:

Il compito affidato ai responsabili degli enti è lungi dall’essere semplice. In effetti, essi devono scegliere la soluzione ottimale che risponde alle esigenze dell’ente e ai vincoliimposti, soprattutto finanziari, rispettando le pratiche professionali e le disposizioni normative inerenti alla Ristorazione Collettiva in concessione .

Scegliere l’offerta economicamente più vantaggiosa consente di affrontare queste sfide e di gestire nel modo migliore le procedure di appalto.

Gli obiettivi

Lo scopo della presente guida è quello di assistere gli acquirenti di servizi di ristorazione collettiva, pubblici e privati, negli adempimenti legati al confronto competitivo tra le aziende della ristorazione collettiva in concessione e nella scelta dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

A tal scopo la guida propone :

Nell’ambito di un’iniziativa congiunta delle parti sociali europee della ristorazione collettiva in concessione , questa guida intende altresì orientare gli enti alla selezione di imprese di RCC che:

Perché scegliere « l’offerta economicamente più vantaggiosa» ?

Al momento dell’assegnazione di un appalto di ristorazione collettiva in concessione la scelta ricade su due opzioni:

Scegliere l’offerta più bassa

In questo caso la decisione si fonda sul criterio del prezzo e quindi sull’ ;aspetto prettamente economico. Va osservato che il prezzo di costo di una prestazione di ristorazione collettiva in concessione si compone per il 50% del costo della materia prima e per il rimanente 50% del costo della mano d’ opera. Pertanto, prendere in considerazione il solo criterio del prezzo significa trascurare l’aspetto legato alla qualità :

Scegliere l’offerta economicamente più vantaggiosa

Oltre al criterio del prezzo, questa soluzione prende in esame l’aspetto qualitativo e tiene conto in modo più equilibrato dei vincoli finanziari per entrambi le parti :

In linea generale, è nell’interesse degli enti favorire la selezione dell’offerta economicamente più vantaggiosa poiché essa ottimizza le risorse investite nella gestione del servizio di ristorazione.

Il contenuto della guida

La guida presenta una panoramica delle procedure di aggiudicazione di un appalto di ristorazione collettivain concessione basate sul criterio dell’ offerta economicamente più vantaggiosa :

La sezione 2 illustra in dettaglio le fasi preliminari del confronto competitivo fra società di ristorazione collettiva in concessione .

La sezione 3 descrive le fasi successive di selezione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Gli allegati contenuti nella guida illustrano i seguenti strumenti pratici :

LE FASI PRELIMINARI AL CONFRONTO COMPETITIVO TRA PRESTATORI DI SERVIZI

Prima del confronto competitivo fra imprese di ristorazione collettiva in concessione, l’acquirente deve procedere all’esecuzione delle tappe seguenti:

2.1 Fase 1 : l’elaborazione del capitolato d’oneri

Il capitolato d’oneri stabilisce in modo preciso ed esaustivo le esigenze, le aspettative e i vincoli dell’ente. Inoltre, fornisce agli offerenti le informazioni necessarie all’elaborazione dell’offerta di servizi.

Il capitolato d’oneri può presentare la seguente struttura :

2.1.1 La descrizione della prestazione di servizi

Gli obiettivi dell’ente rispetto alla ristorazione collettiva

L’organizzazione della gara si basa sulla politica di ristorazione stabilita dall’ente

Ad esempio l’ente può mirare a :

il tipo di relazione contrattuale

L’operato delle SRC può andare dalla semplice assistenza tecnica alla gestione completa della mensa aziendale, passando per la consegna dei vassoi-pasto. Di qui l’esistenza di diversi tipi di collaborazione e di contratti relativi ad ogni tipologia di intervento (1).

Il tipo di collaborazione scelta dall’ente dovrà rispecchiare la sua politica di ristorazione ela situazione del servizio esistente al momento del confronto competitivo. (Ad esempio, verrà richiesto alla SRC di effettuare investimenti nei locali e nelle attrezzature ?).

Indipendentemente dal tipo di appalto/contratto scelto dall’ente, è necessario fare una distinzione tra:

Per questa ragione il contratto con la SRC deve prevedere un sistema di fatturazione variabile in base all’evoluzione dei livelli di affluenza. Nella fattispecie il contratto prevede :

La delimitazione del contenuto della prestazione

Il contenuto della prestazione di ristorazione può cambiare a seconda della modalità di funzionamento dell’ente, dei suoi vincoli e auspici.Di conseguenza risulta necessario delimitare in modo preciso le mansioni attribuite all’ente e quelle richieste alla SRC. Ad esempio, la prestazione deve includere la manutenzione degli impianti? In questo modo è possibile rispondere alle aspettative dell’ente ed agevolare il confronto fra le offerte.

L’elenco di seguito riportato indica in modo abbastanza esauriente le voci per le quali si rende necessaria una ripartizione delle responsabilità tra l’ente e la SRC. Tale ripartizione deve essere previste nel capitolato d’oneri.

Tabella 1 : ripartizione delle responsabilità tra l’ente e il prestatore di servizi

Locali della mensa
Ente
prestatore
Manutenzione pesante
Messa in conformità
Manutenzione quotidiana
Materiali sicurezza/antincendio
Impianti fissi
Ente
prestatore
Fornitura
Rinnovo
Manutenzione
Riparazione
Messa in conformità
Hardware e software per le attività di incasso
Ente
Prestatore
Hardware (server e postazioni di cassa )
Software
articoli di uso corrente
Titoli di pagamento informatico
Manutenzione del servizio
Attrezzature mobili
Ente
Prestatore
Fornitura (dotazione di base)
Rinnovamento
Attrezzature per la preparazione pasti
Ente
Prestatore
Fornitura (dotazione di base)
Rinnovamento


Servizi di base

Ente
Prestatore
Telefono (abbonamento/comunicazioni)
acqua
gas
elettricità
Riscaldamento, climatizzazione
Contratti per servizio di pulizia e lavori sporadici
Ente
Prestatore
Pavimenti
Pareti superiori ai due metri, soffitti, vetri, volte
tubature
Guaine di estrazione e estrattore
Cappe
Filtri del grasso
Recupero degli oli delle friggitrici
Derattizzazione e disinfestazione da insetti
Arredo e segnaletica
Svuotamento del pozzetto di raccolta del grasso
Raccolta dei rifiuti
Piante verdi
Pulizie quotidiane
Ente
Prestatore
Tavoli e sedie
Stoviglie e attrezzature da cucina
Locali della cucina e stoccaggio
Pavimenti, pareti di almeno 2 metri
I pavimenti dei locali adibiti al consumo dei pasti


Forniture varie e materiale corrente

Collectivité
Prestataire
Cancelleria e francobolli
Prodotti monouso
Prodotti di manutenzione
Prodotti detergenti
Sali addolcenti
Salviette di carta
Titoli di pagamento
Forniture sanitarie (clienti e personale)
Salari e contributi sociali
Ente
Prestatore
Tassa professionale sulle retribuzioni
Spese di trasporto
Visite mediche
Forniture e uniformi del personale
Varie
Ente
Prestatore
Assicurazione responsabilità civile
Assicurazione rischi locativi
Controlli batteriologici
Spese relative ai veicoli di servizio
Spese varie per giornate a tema
Spese di manutenzione burotica
Spese bancarie
Spese postali
Documentazione amministrativa
Onorari commercialisti
Missioni / ricevimenti

I volumi di attività

E’ di cruciale importanza procedere ad un’ analisi quantitativa dettagliata delle prestazioni da fornire indicando nel capitolato d’oneri i volumi di attività scarsi: numero giornaliero di commensali, l’ affluenza a seconda dei giorni della settimana, il numero di giorni di attività durante l’anno … e soprattutto il volume annuo di pasti serviti. Questi dati devono essere indicati per tipo di prestazione.

Ad esempio, se l’attività di ristorazione è costituita dalla fornitura “monoprodotto” con una fatturazione forfetaria, l’ ente può limitarsi ad indicare il numero di pasti e di giorni di attività su base annua. Inversamente, se la prestazione alimentare varia a seconda dell’affluenza alla mensa, sarà necessario fornire un’indicazione dettagliata del volume di attività per prestazione:

Tabella 2 : volume di attività del servizio di ristorazione

Tipi di prestazione
Numero di prestazioni erogate su base annua
Tipo di utente 1
Prestazione 1
Prestazione 2
Prestazione 3
Prestazione 4
Prestazione 5
Totale parziale
Tipo di utenti 2
Prestazione 1
Prestazione 2
Prestazione 3
Totale parziale
Tipo di utenti 3
Prestazione 1
Prestazione 2
Prestazione 3
Prestazione 4
totale parziale
Totale

I tipi di utenti possono corrispondere :

I tipi di prestazione possono comprendere l’offerta simultanea e nello stesso luogo, di un self-service, un bar, una mensa per il personale dirigente e di vari tipi di pasto: prima colazione, spuntino, pranzo, cena, pasti caldi, pasti freddi , ecc..

Questa informazione è molto importante poiché essa consente agli offerenti di stabilire le risorse da impiegare, segnatamente le risorse umane : numero di addetti, numero di ore di lavoro,… e di calcolare il costo della loro prestazione.

I vincoli organizzativi

Si tratta di vincoli legati al funzionamentoe all’organizzazione delle strutture dell’ente: orari di apertura e di chiusura su base annua, calendario di apertura settimanale, orari giornalieri di attività ; per tutta la validità del contratto, analisi delle fasi di lavoro previste ; analisi degli adempimenti in materia di sicurezza : accesso al sito, autorizzazioni del personale..

Il quadro tecnico

Per garantire l’adeguamento della prestazione richiesta ai mezzi tecnici disponibili , il capitolato d’oneri deve riportare in modo dettagliato un inventario quantitativo e qualitativo dei mezzi tecnici messi a disposizione del prestatore per l’esecuzione del servizio di ristorazione, ossia:

Questi strumenti incidono sull’erogazione della prestazione e gli offerenti possono adeguare il loro progetto di organizzazione ai mezzi tecnici disponibili. Se necessario, il capitolato d’oneri può invitare gli offerenti ad indicare un’eventuale carenza dei mezzi messi a disposizione proponendo soluzioni concrete per ovviare alle difficoltà esistenti.

La verifica tecnica può essere affidata ad un ufficio studi specializzato , soprattutto se viene richiesto agli offerenti di realizzare investimenti o svolgere la manutenzione e/o la riparazione delle attrezzature. In questa ultima ipotesi, il capitolato d’oneri dovrebbe fare una distinzione tra le attrezzature da ammortizzare (che possono essere oggetto di acquisizione) e quelle ammortizzate (che sono ininfluenti ai fini di un’ acquisizione/trasferimento).

Per quanto dettagliata e approfondita, la verifica tecnica non esclude un sopralluogo dei locali e delle attrezzature da parte degli offerenti.

Il capitolato d’oneri deve altresì precisare le modalità di messa a disposizione dei mezzi tecnici. A seconda dei casi, la disponibilità di tali mezzi è :

In caso di acquisizione o di nuovo investimento a carico della SRC, la risposta dovrà specificare:

La qualità del servizio richiesta

La prestazione alimentare

Il capitolato d’oneri deve precisare :

L’organizzazione delle risorse umane

Vista l’alta densità di mano d’opera richiesta nel settoredella ristorazione collettiva in concessione, la qualità della gestione e la qualifica del personale preposto all’esecuzione del contratto permettono di fare la differenza.

Da un lato, l’ente deve verificare che l’organizzazione delle risorse umane prevista dagli offerenti corrisponda alla prestazione in oggetto e rispecchi le soluzioni formulate nell’offerta. Ad esempio, l’ offerente che propone un’offerta che privilegia la fornitura di prodotti freschi, non può lavorare con uno staff di cuochi e di addetti alla preparazione dei cibi poco numeroso e scarsamente qualificato..

Ai sensi della Direttiva 2001/23/CE del Consiglio del 12 marzo 2001 sul riavvicinamento delle legislazioni degli stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di azienda, di stabilimento o di parti di essi (gazzetta ufficiale n° L 082 del 22/03/2001), alcune disposizioni giuridiche specifiche per ogni stato membro disciplinano l’acquisizione del personale da parte dell’azienda vincitrice dell’appalto contribuendo così a tutelare i diritti dei lavoratori e lavoratrici in caso di affidamento in appalto o di cambiamento del prestatore di servizi.

In virtù di quanto detto è nell’interesse dell’ente puntare sulla trasparenza e fornire agli offerenti le informazioni dettagliate sulla situazione del personale in servizio al momento della gara. Tali informazioni sono tese al mantenimento dei posti di lavoro e alla tutela dei diritti degli addetti nonchéalla riuscita del rapporto di collaborazione tra l’ente e la SRC.


Tabella 3 : tabella riassuntiva delle informazioni fornite e richieste agli offerenti in materia di gestione delle risorse umane

Informazioni fornite agli offerenti
Informazioni richieste agli offerenti
Il livello di qualifica, di anzianità, la categoria professionale dellerisorse impiegate La prova che l’organico proposto corrisponde ai volumi di attività da fornire giornalmente e al livello richiesto in termini di prestazione(varietà dell’offerta giornaliera, tipo di distribuzione …) Ad esempio, se l’ente intende dare la precedenza a forniture di prodotti grezzi, sarà necessario disporre di una mano d’opera più numerosae più qualificata rispetto alla fornitura di prodotti precotti.
L’esperienza professionale del o dei gestori e del personale delle cucine proposti dall’offerente
Gli elementi che compongono le retribuzioni Le modalità di acquisizione e di integrazione del personale (garanzie offerte ai dipendenti attuali, misure di sostegno, ecc. …)
Il piano di formazione dei lavoratori Il piano di formazione proposto al personale in servizio ( e ai lavoratori assunti nell’ambito dell’esecuzione dell’appalto)
La natura dell’organico previsto per l’esecuzione dell’appalto L’assegnazione del personale dipendente necessario all’esecuzione dell’appalto, segnatamente quando si tratta di contratti multi servizi (ad esempio ristorazione più pulizia industriale), distinguendo tra i vari statuti dei lavoratori a seconda del contratto collettivo in vigore in ogni settore.

La gestione della qualità

L’ente dovrà richiedere agli offerenti di illustrare i mezzi che ritengono di impiegare per onorare gli impegni assunti in materia di qualità, ossia:

Le altre informazioni necessarie al confronto competitivo tra SRC

I recquisiti in materia di reponsabilita sociale

Il capitolato d’oneri deve indicare gli eventuali requisiti stabiliti in materia di responsabilità sociale delle imprese o di sviluppo sostenibile. Ad esempio, in merito all’assunzione delle persone in difficoltà o dei portatori di handicap, alle pari opportunità tra uomini e donne, alla lotta contro il razzismo e la xenofobia, alla protezione ambientale, ecc. …

i recquisiti in materia di sicurezza

A seconda del tipo di contratto e della portata dell’intervento della SRC, l’ente è tenuto a stabilire i requisiti in materia di sicurezza della mensa e dei locali adibiti all’esecuzione della prestazione :

i vincoli economic i

L’offerta economicamente più vantaggiosa ha come scopo quello di garantire il miglior rapporto tra la qualità e il prezzo.

Per valutare il rapporto qualità/prezzo di un offerta, le informazioni relative al prezzo della prestazione (l’offerta economica ) devono essere estremamente trasparenti per agevolare il confronto tra le offerte.

Su richiesta dell’amministrazione aggiudicatrice, l’offerta economica deve specificare il tasso di IVA applicato a ciascuna prestazione.

Gli offerenti sono tenuti al rispetto rigoroso della legislazione in materia fiscale; a tal riguardo essi devono fornire un’indicazione sistematica dei prezzi « tasse escluse » e « Tasse incluse ». Se le tasse sono incluse, sarà necessario segnalare la tipologia di imposta, il tasso applicato ad ogni prestazione e l’imponibile.

La verifica degli impegni contrattuali

Una volta aggiudicato l’appalto, l’ente deve implementare con il vincitore un sistema di verifica e controllo degli impegni contrattuali assunti da entrambe le parti.

Per agevolare questo compito, il capitolato d’oneri dovrebbe riportare il sistema previsto dall’ente, o quantomeno gli elementi fondamentali (frequenza, tipo di controllo…). I controlli verteranno, ad esempio, sull’affluenza del ristorante, le consumazioni –tipo, la verifica dell’operatività della mensa, l’aspetto sociale, la qualità del servizio, la condizione dei locali e delle attrezzature, le consumazioni di alimenti energetici, la verifica amministrativa.

TABELLA RIASSUNTIVA DELLA FASE 1

Tabella 4 : Struttura del capitolato d’oneri

Per la ristorazione collettiva in concessione

1 – La descrizione della prestazione di servizi
A –Gli obiettivi dell’ente in materia di ristorazione
B – Il tipo di rapporto contrattuale
C – L’individuazione del contenuto della prestazione
D –I volumi di attività
E – I vincoli organizzativi
F – Il quadro tecnico
2 – Le aspettative dell’ente
A – La prestazione alimentare
B – L’organizzazione delle risorse umane
C – La gestione della qualità
3 – Le altre informazioni necessarie al confronto competitivo
A – Le esigenze in materia di responsabilità sociale B – Leesigenze in materia di sicurezza
C – I vincoli economici
D – Il follow-up degli impegni contrattuali

Fase 2 : l’elaborazione del modulo di risposta

Il capitolato d’oneri viene trasposto nel modulo di risposta. Per disporre di offerte simili e direttamente confrontabili, l’ente prenderà in considerazione solamente le offerte presentate con il modulo di risposta predisposto a tal fine.

Idealmente, l’elaborazione del modulo di risposta segue la struttura del capitolato d’oneri.

Le informazioni fornite dal modulo rientrano in due categorie:



L’offerta tecnica

Le tabelle di seguito riportate riassumono le informazioni da inserire nel modulo di risposta per ogni voce del capitolato d’oneri

Tabella 5 : Struttura del modulo di risposta per la presentazione dell’ offerta economica
1. Descrizione della prestazione proposta
A. Analisi degli obiettivi dell’ente in materia di ristorazione Presentazione da parte degli offerenti di una sintesi della loro offertaalfine di valutarnel’adeguamento alle richieste formulate dall’ente.
B. Accordo sul rapporto contrattuale proposto Se durante la gara viene fornita una bozza di contratto o di appalto, gli offerenti devono indicare il loro assenso nel modulo di risposta.Le eventuali osservazioni espresse dai candidati potrebbero essere utiliper valutare se l’appalto o il contratto corrispondono alla prestazione richiesta nel capitolato d’oneri.
C. Rispetto dei limiti della prestazione stabiliti dall’ente Per agevolare il confronto tra le offerte, il modulo di risposta deve consentire all’ente di verificare il rispetto da parte degli offerenti dei limiti della prestazione e di valutare la descrizione sulla divisione dei ruoli tra le due parti, ad esempio, nella manutenzione degli impianti.
D. I volumi di attività Il grado di precisione del volume di attività varia a seconda del tipo di utenza e di prestazione da erogare quotidianamente.
E. Analisi dei vincoli organizzativi Il modulo di risposta permette agli offerenti di formulare proposte organizzative che possono contribuire al miglioramento del servizio e/o all’ottimizzazione delle risorse economiche investite dall’ente nel servizio di ristorazione. L “ente potrà quindi valutare la professionalità degli offerenti e differenziare le offerte di servizi.
F. Analisi dell’aspetto tecnico I candidati potranno inserire le loro osservazioni nel modulo di risposta sull’adeguamento della prestazione richiesta alle risorse tecniche messe a loro disposizione (ad esempio, gli eventuali lavori e/o l’acquisto delle attrezzature che essi ritengono necessarie).
Seil capitolato d’oneri richiede un progetto di ristrutturazione dei locali, il modulo di risposta deve consentire di :
. valutare la qualità e la pertinenza degli allestimenti e delle attrezzature proposte dagli offerenti ;
. verificarne la conformità alle vigenti normative in materia di igiene e sicurezza alimentare, di salute e sicurezza dei lavoratori, di sicurezza dei commensali, di sicurezza antincendio … ;
. valutare l’adeguatezza di superfici, allestimenti, lavori e attrezzature proposte dagli offerenti rispetto al tipo di fornitura richiesta nel capitolato d’oneri (a titolo di esempio , un offerente non può sostenere di fornire prodotti freschi se non possiede le attrezzature necessarie a tal scopo).
2. Le aspettative dell’ente
A. La prestazione alimentare Gli offerenti presentano una descrizione accurata della prestazione alimentare che intendono erogare. In questo modo, l’ente può verificare l’ ;adeguatezza delle proposte rispetto alla prestazione richiesta nonché la coerenza interna delle proposte, ad esempio il tipo di somministrazione di prodotti alimentare e l’organizzazione proposta dagli offerenti. In effetti, un ristorante che lavora soprattutto con prodotti freschi ha bisogno di uno staff più corposo rispetto al ristorante che preferisce fornire piatti pronti.
B. L’organizzazione delle risorse umane Nel modulo di risposta, gli offerenti dichiarano di accettare le voci del capitolato d’oneri relativi all’acquisizione/trasferimento del personale. Ove necessario, essi potranno esprimere le osservazioni e/o riserve ritenute opportune.
Gli offerenti sono tenuti ad indicare in dettaglio la modalità di gestione quotidiana del servizio di ristorazione : struttura gestionale della Direzione operativa responsabile dell’appalto, profilo del gestore del ristorante.
Infine, gli offerenti devono indicare in dettaglio l’organizzazione delle risorse umane sulla quale si basa il calcolo della massa salariale.
D. La gestione della qualità Descrizione degli adempimenti previsti in materia di gestione della qualità. A tal proposito, gli offerenti dovrebbero illustrare la politica che essi attuano in materia di qualità…..un ulteriore elemento che consente di differenziare le proposte.
3. Le altre informazioni relative alla prestazione
A. Le proposte in materia di responsabilità sociale Gli offerenti sono tenuti a descrivere la politica attuata in materia di responsabilità sociale delle imprese nonché le eventuali azioni intraprese per soddisfare le esigenze espresse nel capitolato d’oneri.
B. Leproposte in materia di sicurezza Il modulo di risposta deve consentire di valutare la capacità degli offerenti di soddisfare le esigenze dell’ente in materia di sicurezza
C. Le proposte per la verifica degli impegni contrattuali Gli offerenti potranno indicare nel modulo di risposta i sistemi informativi previsti per il follow-up degli impegni contrattuali. Si tratta di sistemi:
. utilizzati per tutti i loro clienti ;
. implementati per altri clienti (precisando di quali enti si tratta ) ;
. e/o previsti espressamente per l’appalto per il quale è stata indetta alla gara

L’offerta economica

Le offerte economiche vengono presentate sotto forma di tabelle che riportano le voci di costo dettagliate per ogni singola componente della prestazione proposta. Queste tabelle devono essere identiche per consentire il confronto delle offerte proposte.

Il modello di presentazione delle offerte economiche di seguito esposto distingue i costi di parte corrente da quelli in conto capitale.

La presentazione delle offerte economiche si basa sui volumi di attività riportati dal capitolato d’oneri (§ 2.1.1.4 ). Va ricordato che l’ente può richiedere l’adeguamento dell’offerta economica all’affluenza prevista, ad esempio:

i costi di parte corrente

i costi di parte corrente :

Tipi di prestazione
Riferimento al volume annuo (1)
Costo unitario HT (2)
Budget annuo HT (2)
Tipo di commensali 1
Prestazione 1
Prestazione 2
Prestazione 3
Prestazione 4
Prestazione 5
Totale parziale
Tipo di commensali 2
Prestazione 1
Prestazione 2
Prestazione 3
Totale parziale
Tipo di commensali 3
Prestazione 1
Prestazione 2
Prestazione 3
Presta zione4
Totale parziale
Totale HT
Totale TTC
(1) fornito dall’ente
(2) indicato dagli offerenti


Tabella 7 : il costo della mano d’opera
a – Numero di posti di lavoro proposti dall’offerente
Posti
Numero di posti Equivalente tempo pieno
Esempio : cuochi
1,5
Totale
b- Calcolo delle spese per il personale
Stipendi lordi mensili
Oneri sociali
Massa salariale annua HT
Massa salariale annua TTC
Costo HT / pasto
Costo TTC / pasto
Tabella 8 : i costi gestione
Voci di spesa

Ammontare annuo HT
Prodotti di manutenzione e detergenti
Confezionamento deiprodotti monouso
Forniture per la gestione
Cancelleria
Telefono
Laboratorio
Animazione /arredamento
Inchieste per misurare l’indice di soddisfazione
Spostamenti/missioni
Imposte sugli immobili
Assicurazione
Uniformi del personale
Manutenzione delle attrezzature informatiche per le operazioni di incasso
Altri voci di spesa, da precisare di seguito
………………………………… ……..
………………………………… ……..
………………………………… ……..
………………………………… ……..
………………………………… ……..
Totale annuo HT
Totale annuo TTC
Costo per pasto HT
Costo per pasto TTC
Tabella 9 : i costi della struttura e di remunerazione
Voci

Costi HT
Costi TTC
Spese dirigenza e sede
Compensi
Totale annuo
Costo del pasto
Tabella 10 ; riassunto dei costi
Costo HT
Costo TTC
Costo alimentare
Oneri del personale
Costi di gestione
Costi della struttura e di remunerazione del prestatore
Costo annuo
Costo per pasto

Nota : qualora l’ente richieda agli offerenti di formulare un’offerta secondo i vari livelli di attività, va previsto un modulo di risposta per ogni scenario di affluenza ipotizzato.

gli investimenti

Il modulo di risposta deve consentire di sintetizzare le offerte di investimento per lotto al fine di evidenziare l’impatto economico degli investimenti sul costo che l’ente deve sostenere per pasto.

Oltre alla tabella di sintesi, volta ad agevolare il confronto delle offerte, gli offerenti presenterannoun allegato che espone in dettaglio i dati numerici (definizione delle superfici necessarie, elenco delle attrezzature e dei mobili …) per consentire all’ente di esprimere un giudizio qualitativo sulle offerte di investimento.



Tabella 11 : elenco degli investimenti

Costo HT
Costo TTC
Lavori
Attrezzature
Arredamento
Totale compensi esclusi
Compensi vari, imprevisti
Totale generale
Impatto degli investimenti sul costo del pasto
Costo del pasto, compreso l’impatto degli investimenti

Fase 3: la definizione dei criteri di esclusione, di selezione e di aggiudicazione

Dopo aver elaborato il capitolato d’oneri e il modulo di risposta, l’ ente stabilisce i criteri volti ad individuare:

I criteri di esclusione

L’articolo 29 della Direttiva 92/50/CEE del Consiglio del 18 giugno 1992, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi
(Gazzetta ufficiale n° L 209 del 24/07/1992)
, fornisce un elenco esauriente dei criteri di esclusione, ovvero:

L’ente può richiedere gli estratti del casellario giudiziario o documenti equivalenti per verificare il rispetto degli obblighi imposti al candidato.

I criteri di esclusione includono altresì il mancato rispetto delle normative europee e nazionali, del diritto fiscale, del diritto del lavoro, dei contratti collettivi, delle norme vigenti in materia di igiene e sicurezza alimentare, degli adempimenti HACCP…

i criteri i selezione

Si tratta di criteri oggettivi atti ad individuare gli operatori economici ammessi a presentare un’offerta. Ogni ente sceglie i criteri di selezione in base alla portata e alla complessità (tecnica, economica) dell’ appalto nonché agli obiettivi che intende raggiungere.

FERCO e EFFAT raccomandano agli enti di valutare accuratamente, al momento della selezione, l’adeguatezza del prestatore allaportata/complessità dell’appalto, soprattutto nel caso in cui si rendano necessari degli investimenti.

I criteri in oggetto vertono su :

La presenza geografica/la dimensione dell’azienda

Queste informazioni forniscono elementi concreti sul tipo di azienda : multinazionale, azienda europea, nazionale, regionale o locale

Le referenze della SRC nel settore di attività interessato dal procedimento di gara : lavoro, educativo, socio-sanitario, altri….

Ai fini della verifica delle referenze, si dovrà indicare le coordinate dei soggetti indicati dall’offerente. Questa informazione consente all’ente di verificare la capacità dell’azienda di rispondere alla richiesta di servizi in un determinato settore.

La struttura del capitale societario e i principali risultati economici

Seppur di carattere generale, questa informazione permette di acquisire i dati relativi alla stabilità finanziaria dell’offerente. I dati richiesti risalgono agli ultimi tre esercizi contabili.

La politica sociale dell’impresa

Si tratta di informazioni che vertono sull’assetto delle relazioni industriali stabilite tra l’azienda e le organizzazioni che rappresentano i lavoratori nonchésul contratto collettivo applicabile.

Altri criteri di selezione

Qualora l’ente abbia implementato delle procedure di qualità (certificazione ISO o certificazione dei servizi), i prestatori potrebbero essere tenuti ad eseguire gli stessi adempimenti. Lo stesso vale per la responsabilità sociale e lo sviluppo sostenibile.

i criteri di aggiudicazione

Dopo aver selezionato gli offerenti, l’ente deve analizzare e confrontare le offerte per aggiudicare l’appalto. Ai sensi della Direttiva europea sugli appalti pubblici di servizi, i criteri di assegnazione possono essere i seguenti:

« Fatte salve le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative nazionali relative alla rimunerazione di servizi specifici, i criteri sui quali si basano le amministrazioni aggiudicatrici per aggiudicare gli appalti pubblici:

- o, quando l’appalto è aggiudicato all’offerta economicamente più vantaggiosa dal punto di vista dell’amministrazione aggiudicatrice, diversi criteri collegati all’oggetto dell’appalto pubblico in questione, quali, ad esempio, la qualità, il prezzo, il pregio tecnico, le caratteristiche estetiche e funzionali, le caratteristiche ambientali, il costo d’utilizzazione, la redditività, il servizio successivo alla vendita e l’assistenza tecnica, la data di consegna e il termine di consegna o di esecuzione; oppure

- esclusivamente il prezzo più basso.

quando l’appalto è aggiudicato all’offerta economicamente più vantaggiosa, l’amministrazione aggiudicatrice precisa, nel bando di gara o nel capitolato,i criteri che intende applicare, indicando l’ordine decrescente di importanza ad essi assegnato. »


RIASSUNTO DELLA FASE 3

Tabella 12 : I principi di esclusione, di selezione, di aggiudicazione

Fase 1 : criteri di esclusione
Stato di fallimento o di liquidazione
Procedimento di dichiarazione di fallimento
L’esclusione automatica dal procedimento di gara
Condanna per un reato grave che incide sulla moralità professionale del prestatore di servizi
Grave negligenza commessa nell’esercizio dell’attività professionale
Non rispetto degli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali o assistenziali secondo il paese dove è stabilito
Non rispetto degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e delle tasse
Mancata iscrizione all’albo professionale o al registro commerciale ai sensi della legislazione nazionale

Casi di false dichiarazioni nel fornire le informazioni (soprattutto di natura economica) che possono corrispondere

a criteri di selezione quantitativa

Non rispetto degli obblighi in materia di tutela dei diritti dei lavoratori
Fase 2 : i criteri di selezione dei prestatori di servizi
A. La presenza geografica/ la dimensione dell’azienda
La selezione del tipo di impresa invitata a partecipare alla gara
B. Le referenze della SRC nel settore di attività interessato dal procedimento di gara
C. La struttura del capitale e i principali risultati economici
D. La politica sociale della SRC
E. gli altri criteri di selezione
Fase 3 : i criteri di aggiudicazione
Valutazione di ogni offerta in base ai criteri di aggiudicazione e dei requisiti

contenuti nel capitolato d’oneri.

L’aggiudicazione dell’appalto/contratto può riguardare
La selezione del prestatore di servizi
a – L’offerta dichiarata economicamente più vantaggiosa in base
Al valore tecnico o qualitativo e al valore economico
Oppure
b – L’offerta che presenta il prezzo più basso


Fase 4 : l’implmentazione di un sistema di valutazione delle offerte

Ai fini del confronto tra le offerte, è necessario procedere all’ analisi e all’assegnazione di un punteggio.

Per predisporre un sistema di valutazione, l’ente deve :

gli equilibri fondamentali per la valutazione delle offerte

Per individuare l’offerente che propone il miglior rapporto « qualità-prezzo », l’ente deve calcolare il punteggio totale delle offerte presentate, mediante la seguente formula :

Punteggio totale = punteggio tecnico (qualità) + punteggio economico (prezzo)

In base alla politica in materia di ristorazione, l’ente stabilisce il livello di ponderazione da applicare alle due principali categorie di criteri: tecnici (qualità) e economici (prezzo) .

La tabella 13 propone delle fattispecie che rispecchiano l’importanza attribuita ai criteri qualitativi ed economici.

Nota: per agevolare l’analisi delle offerte è auspicabile stabilire un totale di 100 punti come base per calcolare il punteggio di tutti i criteri.

Tabella 13 : Gli equilibri fondamentali per la valutazione delle offerte – Esempi

Esempi di ponderazione assegnata ai criteri tecnici
Esempi di ponderazione assegnata ai criteri economici
Precedenza assegnata ai criteri tecnici ed economici
20
80
I criteri economici prevalgono nettamente sui criteri qualitativi, che assumono un rilievo secondario.
40
60
I criteri legati al prezzo sono più importanti rispetto ai criteri qualitativi, malgrado l’importanza che assumono questi ultimi
50
50
Qualità e prezzo hanno pari importanza
60
40
I criteri qualitativi sono più importanti del prezzo, sebbene quest’ ;ultimo sia un elemento di rilievo.
80
20
La qualità prevale nettamente sul prezzo, che assume un rilievo secondario.

La valutazione delle componenti del capitolato d’oneri

Dopo aver stabilito gli equilibri fondamentali, l’ente indica in dettaglio il punteggio assegnato alle componenti (criterio) del capitolato d’oneri, a seconda dell’importanza riconosciuta a ciascuna di esse. In questo modo si arriverà al punteggio totale assegnato alle due categorie di criteri : tecnici e economici.

In base a questo metodo, l’ente assegna a ciascun criterio un determinato punteggio dal quale si ricava la valutazione di ciascuna delle offerte rispetto al criterio in questione. Così facendo sarà possibileconfrontare le offerte criterio per criterio.

Esempio di assegnazione dei punti disponibili per i criteri tecnici

La tabella 14 presenta un esempio di assegnazione di punti a ciascuno dei criteri tecnici. Nella fattispecie, l’ente ha assegnato 60 punti ai criteri qualitativi e 40 punti ai criteri economici (cfr. tabella 12). La qualità ha la precedenza sul prezzo che rimane, comunque, un fattore determinante per l’aggiudicazione dell’appalto.


Tabella 14 : esempio di valutazione dei criteri tecnici

1 – Criteri relativi alle componenti della prestazione
Numero di punti assegnati
A –Considerazione degli obiettivi dell’ente in materia di ristorazione
1
B – Rispetto dei limiti che definiscono la portata della prestazione delineati nel capitolato di oneri
1
C –Considerazione dei vincoli organizzativi stabiliti nel capitolato d’oneri
1
D – Rispetto dei vincoli tecnici
1
Totale parziale criteri relativi alle componenti della prestazione
4
2 – Criteri attinenti al rispetto delle richieste dell’ente in materia di qualità della prestazione
Numero di punti assegnati
A – La prestazione alimentare
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche di carattere generale indicate nel capitolato d’oneri
3
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche nutrizionali indicate nel capitolato d’oneri
3
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche indicate nel capitolato d’oneri in materia di animazione
3
Presentazione dell’offerta alimentare
3
B – L’organizzazione delle risorse umane
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche relative alle condizioni di acquisizione/trasferimento del personale
3
Impegni e mezzi implementati al fine di soddisfare le specifiche relative all’assunzione e alla riqualificazione professionale
3
Impegni e mezzi implementati al fine di soddisfare le specifiche relative alla qualifica e al livello di formazione del personale
3
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche relative al programma di formazione rivolto ai dipendenti dell’ente
3
Gestione operativa dell’appalto attraverso la rappresentanza regionale dell’offerente
4
Gestione operativa della mensa
3
Coerenza dell’organizzazione quotidiana del lavoro
2


C – La gestione della qualità
Garanzia di igiene e sicurezza alimentare (adempimenti HACCP)
2
Coerenza delle attività di gestione degli approvvigionamenti con le richieste riportate nel capitolato d’oneri
2
Coerenza della procedura di follow-up della qualità del servizio rispetto ai requisiti stabiliti nel capitolato d’oneri
3
Altri mezzi implementati per garantire la verifica della qualità del servizio relativo all’appalto oggetto della gara
2
Totale parziale dei criteri connessi alla qualità della prestazione
42
3 – Altri criteri indicati nel capitolato d’oneri
Punti assegnati al criterio
Impegni e mezzi implementati per rispettare le specifiche indicate nel capitolato d’oneri relativamente alla RSI
3
Impegni e mezzi implementati al fine di rispondere alle specifiche riportate dal capitolato d’oneri in merito agli obblighi di sicurezza
2
Coerenza della procedura relativa alla verifica del rispetto degli impegni contrattuali
2
Coerenza dei progetti di investimento rispetto alle aspettative dell’ente : dimensione, sostenibilità, qualità sul piano architettonico …
2
Conformità degli investimenti alla normativa (sanitaria, sicurezza sul lavoro, gli enti rivolti al pubblico,… a seconda dei casi)
2
Impegni e mezzi implementati al fine di ottemperare alle specifiche indicate nel capitolato d’oneri e riguardanti i mezzi messi a disposizione dall’offerente.
Locali
1
Allestimenti
1
Attrezzi per la gestione quotidiana
1
Totale parziale altri criteri
14
TOTALE CRITERI TECNICI
60

Esempio di valutazione dei criteri economici

L’ente procede ad una classifica delle offerte in base a 3 criteri generali:

Il peso dei punti assegnati a ciascuno dei tre criteri varia sensibilmente a seconda della politica attuata dall’ente in materia di ristorazione.

L’esempio della tabella 15 si basa sull’ipotesi di un ente che inserisce nel bando di gara un progetto di ristrutturazione generale dei locali adibiti a mensa. In questo caso una quota degli investimenti incide sul prezzo del pasto e la ripartizione dei 40 punti assegnati ai criteri economici viene eseguita nella maniera sottoindicata, tenendo conto dell’ipotesi di lavoro indicata al §2.4.2 :

Tabella 15 : Esempio di valutazione dei criteri economici

Criteri
Punti assegnati al criterio
I costi di esercizio
20
Gli investimenti
15
Proposte del candidato sul prezzo di vendita del pasto agli utenti della mensa
5
Totale criteri economici
40

La definizione delle modalità di valutazione delle offerte

Le modalità di valutazione delle offerte tecniche

Un sistema di punteggio uniforme viene applicato a ciascun criterio al fine di consentire un confronto sistematico delle offerte dei candidati con le richieste contenute nel bando di gara .

A seconda del livello di conformità , esistono tre modalità di valutazione:

« Non conforme », « Parzialmente conforme», « Conforme ».

L’ente attribuisce a ciascuna di queste modalità il punteggio (espresso in %) che ritiene più consono.

Ad esempio :

Modalità di assegnazione del punteggio
Livello di conformità
Non conforme : 0% L’informazione fornita dagli offerenti non ottempera ai requisiti stabiliti dall’ente
Parzialmente conforme: 50% La risposta dell’offerente non consente una valutazione esauriente circa il rispetto dei requisitistabiliti dall’ente
Conforme : 100% L’informazione fornita ottempera a tutti i requisiti indicati nel capitolato d’oneri

L e modalità di classificazione e di valutazione delle offerte economiche

Il sistema previsto consiste nell’assegnare all’offerta economica più bassa il massimo numero di punti disponibili per i criteri economici.

Le offerte degli altri candidati sono valutate in base all’offerta più bassa, applicando il sistema seguente : i punti vengono assegnati in base alla differenza di prezzo di ciascuna offerta e al prezzo dell’ offerta più bassa. La differenza di prezzo viene espressa in % .

Nell’ipotesi di lavoro considerata (cfr § 2.4.2 ), l’ente aveva assegnato 40 punti ai criteri economici. Le modalità ; stabilite per l’assegnazione del punteggio alle offerte economiche è la seguente: un aumento pari al 10% del prezzo dell’offerta più bassa comporta un calo del 10% del totale di 40 punti disponibili, come indicato nella tabella 17.

Tabella 17 : esempio di valutazione delle offerte economiche

Offerente
Offerta del prezzo
% di scarto rispetto all’offerta più bassa
Punteggio assegnato all’offerta economica
A
1 000 000 
-
40
B
1 200 000 
20%
32
C
1 300 000 
30%
28

La seleZIONE DELL’OFFERTA EONOMICAMENTE PIU VANTAGGIOSA

L’ente stila il capitolato d’oneri e il modulo di risposta, stabilisce le modalità di selezione dei candidati nonché le modalità di val utazione delle offerte.Infine, si passa all’analisi comparata per selezionare l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Dopo avere svolto le tappe sopraindicate, i candidati dovrebbero essere invitati ad esporre oralmente l’offerta per fornire all’ente le spiegazioni e i chiarimenti necessari nonché le informazioni complementari che consentono una migliore comprensione dei testi scritti. La possibilità di conoscere direttamente i rappresentanti delle aziende di ristorazione collettiva è importante per un servizio nel quale, a parità di prezzo, è il personale a fare la differenza.

Per illustrare il metodo proposto, (cfr § 2.4 ) presentiamo di seguito un esempio teorico di analisi comparata delle proposte che indica i tre passi da seguire nella selezione dell’offerta economicamente più vantaggiosa :

Fase 1 : l’analisi comparata delle offerte tecniche

L’ente deve valutare il livello di conformità di ciascun criterio, seguendo il sistema di valutazione scelto (§ 2.4.2.)

Nell’esempio proposto, gli offerenti ottengono un punteggio totale che varia a seconda del livello di conformità della loro offerta ai requisiti qualitativi fissati dall’ente:

In questo caso, l’offerta tecnica del candidato B ottiene il punteggio migliore di 45 su 60 punti disponibili.

Un suggerimento : l’analisi comparata si effettua offerta per offerta, in modo « verticale » come risulta dalle tabelle di seguito riportate. Tuttavia, una seconda lettura “”orizzontale” consente di evidenziare le differenze qualitative tra le offerte proposte.

Nota per l’impaginazione : inserimento delle tabelle italiane nel file allegato ( file RCC Effat Ferco Tab part 31.doc)


Tabella 18


Tabella 19


Tabella 20


Fase 2 : l’analisi comparata delle offerte economiche

Questa analisi viene svolta seguendo il sistema di valutazione e l’esempio illustrati al § 2.4.3.2.

Nota: nell’esempio proposto, l’analisi delle offerte economiche prende in esame il costo globale della prestazione, compresa l’incidenza degli investimenti

Tabella 21 : esempio di valutazione delle offerte economiche

Offerente

Numero di punti assegna ti ai criteri economici
Offerta di prezzo
% di scarto rispetto all’offerta più bassa
Punteggio assegnato all’offerta economica
A
40
1 000 000 
-
40
B
40
1 200 000 
20%
32
C
40
1 300 000 
30%
28

L’offerta A è la più economica, mentre l’off erta B è la più qualitativa .

fase 3 : l’approfondimento delle analisi e dei punteggi tecnici ed economici per la selezione dell’offerta economicamente più vantaggiosa

In virtù degli « equilibri fondamentali della gara » (cfr § 2.4.1 ), questa ultima fase consiste nel combinare i risultati dell’analisi comparata delle offerte tecniche e delle offerte economiche per ottenere una tabella di sintesi da usare come riferimento per la decisione da prendere :

Tabella 22 : sintesi generale delle offerte tecniche ed economiche

Offerente A
Offerente B
Offerente C
Punteggio assegnato ai criteri tecnici
34
45
32
Punteggio assegnato ai criteri economici
40
32
28
Punteggio totale
74
77
60

Nell’esempio proposto, l’offerta del candidato B presenta il miglior rapporto qualità/prezzo e risulta la più vantaggiosa. Se l’ ente avesse limitato l’analisi a criteri esclusivamente economici questa offerta non sarebbe stata selezionata

L’esempio indica l’importanza di prendere in esame il valore totale di un’offerta, sia intermini di prezzo che di qualità ;, ossia “l’offerta economicamente più vantaggiosa ».


ALLEGATI


Allegato 1

PANORAMICA SULLE PRINCIPALI TIPOLOGIE DI APPALTO PROPOSTI ALLE
Tipologia di appalto
Durata
% dell’appalto in concessione
Contesti
Modalità principali
Base di fatturazione
Gestione della mensa
Lungo termine, in base ai contratti
89%
Modalità di gestione legata alla scelta strategica di gestione del cliente
La SRC produce e distribuisce i pasti nei locali adibiti a mensa. La SRC ricorre ai propri fornitore per gli approvvigionamenti alimentari. La SRC eroga la prestazione utilizzando il proprio personale e/o quello messo a disposizione (o distaccato) dal cliente.
Contratto a forfait (« fixed price »)
o
Contratto di spese controllate ("cost plus")
« Concessione » del servizio catering
Lungo termine
Modalità di gestione e de gestione legate alla durata e che esentano il cliente da investimenti connessi alla costruzione o ristrutturazione
La SRC finanzia e effettua i lavori di costruzione della struttura adibita a mensa o alla preparazione dei pasti. La SRC si occupa della gestione quotidiana dell’insieme della prestazione e di incassare le somme dovute dalla clientela.
Remunerazione della SRC legata ai risultati della gestione del servizio.
Consegna di pasti
Temporaneo o lungo termine
8%
Fase dei lavori che rende inutilizzabile le cucine del cliente o scelta deliberata di gestione
La SRC prepara i pasti in uno dei suoi locali adibito a cucina e si limita a consegnarli al cliente.
Prezzo unitario a pasto
Approviggionamenti alimentari
In base al contesto:
3%
Scelta deliberata di gestione
La SRC consegna al cliente le materie prime senza intervenire nel processo di preparazione dei pasti. Il cliente non ha vincoli amministrativi connessi all’acquisto delle derrate alimentari e si appoggia sulla forza d’ acquisto della SRC.
Costo delle derrate alimentari consegnate
Temporaneo
o
+ compenso forfetario
Si
Fase iniziale di un processo di outsorcing destinato ad estendersi
o
Lungo termine
Prezzo unitario a pasto
Assistenza tecnica
Transitorio
Per memoria
La SRC mette a disposizione del cliente un consulente tecnico responsabile:
Prezzo forfetario convenuto dalle parti
§ dell’organizzazione del servizio mensa,
§ di trasmettere il suo know-how tecnico e gestionale al personale della mensa.


Allegato 2 : Griglia per l’analisi comparata delle offerte

Inserimento delle 3 tabelle in un file allegato.

L’ offerta economicamente più vantaggiosa nella Ristorazione Collettiva in Concessione – V14 bis Pagina27/3



Tabella 18 : esempio di analisi comparata delle offerte qualitative riguardanti le componenti della prestazione di servizi

Criteri
Punti assegnati / criterio
Offerente A
Offerente B
Offerente C
Non conforme (0 %)
Parzialmente conforme (50 %)
Conforme (100 %)Punteggio ottenutoNon conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenutoNon conforme (0 %)Parzialmente t conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto
A – Considerazione degli obiettivi dell’ente in materia di ristorazione
1
X
0 X 1 X1
B – Rispetto dei limiti che definiscono la portata della prestazione delineati nel capitolato di oneri
1
X
0,5 X 0,5X 0

C – Considerazione dei vincoli organizzativi stabiliti nel capitolato d’ oneri 1 X 1 X 1 X 0 D – Rispetto dei vincoli tecnici 1 X 0,5 X 0,5 X 0,5 Totale parziale criteri relativi alle componenti della prestazione 4 2 3 1,5


Tabella 19 – Esempio di analisi comparata delle offerte relativa ai

criteri attinenti al rispetto delle richieste dell’ente in materia di qualità della prestazione

Criteri
Punti assegnati/ criterio
Offerente A
Offerente B
Offerente C
Non conforme (0 %)
Parzialmente conforme (50 %)
Conforme (100 %)Punteggio ottenutoNon conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto
A – La prestazione alimentare

Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche di carattere generale indicate nel capitolato d’oneri 3 X 1,5 X 1,5 X 1,5 Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche nutrizionali indicate nel capitolato d’oneri 3 X 3 X 1,5 X 3 Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche indicate nel capitolato d’oneri in materia di animazione 3 X 3 X 1,5 x 0 Presentazione dell’ offerta alimentare 3 X 1,5 X 3 X 1,5 Totale parziale prestazione alimentare 12 9 7,5 6


B – L’organizzazione delle risorse umane

Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche relative alle condizioni di acquisizione/trasferimento del personale 3 X 1,5 X 1,5 X 1,5 Impegni e mezzi implementati al fine di soddisfare le specifiche relative all’assunzione e alla riqualificazione professionale 3 X 3 X 1,5 X 1,5 Impegni e mezzi implementati al fine di soddisfare le specifiche relative alla qualifica e al livello di formazione del personale 3 X 3 X 1,5 X 1,5 Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche relative al programma di formazione rivolto ai dipendenti dell’ ;ente 3 X 1,5 X 3 X 1,5 Gestione operativa dell’appalto attraverso la rappresentanza regionale dell’offerente 4 X 2 X 4 X 2 Gestione operativa della mensa 3 X 0 X 3 X 0 Coerenza dell’organizzazione quotidiana del lavoro 2 X 2 X 2 X 2 Totale parziale organizzazione risorse umane 21 13 16,5 10


C – La gestione della qualità

Garanzia di igiene e sicurezza alimentare (adempimenti HACCP) 2 X 2 X 2 X 2 Coerenza delle attività di gestione degli approvvigionamenti con le richieste riportate nel capitolato d’oneri 2 X 0 X 2 X 1 Coerenza della procedura di follow-up della qualità del servizio rispetto ai requisiti stabiliti nel capitolato d’oneri 3 X 3 X 3 X 3 Altri mezzi implementati per garantire la verifica della qualità ; del servizio relativo all’appalto oggetto della gara 2 X 1 X 2 X 0 Totale parziale gestione della qualità 9 6 9 6 Totale parziale "Qualità della prestazione" 42 28 33 22


Tabella 20 – Esempio di analisi comparata relativa ad altri criteri indicati nel modulo di risposta
Criteri

Punti assegnati/ criterio
Offerente A
Offerente B
Offerente C

Non conforme (0 %) Parzialmente conforme (50 %) Conforme (100 %) Punteggio ottenuto Non conforme (0 %) Parzialmente conforme (50 %) Conforme (100 %) Punteggio ottenuto Non conforme (0 %) Parzialmente conforme (50 %) Conforme (100 %) Punteggio ottenuto Impegni e mezzi implementati per rispettare le specifiche indicate nel capitolato d’oneri relativamente alla RSI 3 X 0 X 1,5 X 1,5 Impegni e mezzi implementati al fine di rispondere alle specifiche riportate dal capitolato d’oneri in merito agli obblighi di sicurezza 2 X 1 X 1 X 1 Coerenza della procedura relativa alla verifica del rispetto degli impegni contrattuali 2 X 1 X 2 X 1 Coerenza dei progetti di investimento rispetto alle aspettative dell’ente : dimensione, sostenibilità, qualità sul piano architettonico … 2 X 1 X 2 X 2 Conformità degli investimenti alla normativa (sanitaria, sicurezza sul lavoro, gli enti rivolti al pubblico,… ; a seconda dei casi) 2 X 0 X 1 X 1


Impegni e mezzi implementati al fine di ottemperare alle specifiche indicate nel capitolato d’oneri e riguardanti i mezzi messi a disposizione dall’offerente. Locali 1 X 0,5 X 0,5 X 0,5 Allestimenti 1 X 0,0 X 0,5 X 0,5 Attrezzi per la gestione quotidiana 1 X 0,5 X 0,5 X 0,5 Totale parziale « altri criteri » 14 4 9 8 TOTALE GLOBALE CRITERI TECNICI 60 Offerente A 34 Offerente B 45 Offerente C 32

L’offre économiquement la plus avantageuse en Restauration Collective Concédée – V13 Page 6/1



L’offre économiquement la plus avantageuse en Restauration Collective Concédée – V14 bisPage 7/7
1.ALLEGATO 2 GRIGLIA DI ANALISI DELLE OFFERTE TECNICHE ED ECONOMICHE

1 – Griglia di analisi comparata delle offerte tecniche relativa alle componenti della prestazione di servizi
Criteri Punti assegnati / criterio Offerente AOfferente BOfferente C
Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto
A – Considerazione degli obiettivi dell’ente in materia di ristorazione
B – Rispetto dei limiti che definiscono la portata della prestazione delineati nel capitolato di oneri
C – Considerazione dei vincoli organizzativi stabiliti nel capitolato d’oneri
D – Rispetto dei vincoli tecnici
Totale parziale criteri relativi alle componenti della prestazione

2 –Griglia di analisi comparata delle offerte relativa ai
criteri attinenti al rispetto delle richieste dell’ente in materia di qualità della prestazione
CriteriPunti assegnati / criterioOfferente AOfferente BOfferente C
Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto
A – La prestazione alimentare
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche di carattere generale indicate nel capitolato d’oneri
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche nutrizionali indicate nel capitolato d’oneri
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche indicate nel capitolato d’oneri in materia di animazione
Presentazione dell’offerta alimentare

B – L’organizzazione delle risorse umane
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche relative alle condizioni di acquisizione/trasferimento del personale
Impegni e mezzi implementati al fine di soddisfare le specifiche relative all’assunzione e alla riqualificazione professionale
Impegni e mezzi implementati al fine di soddisfare le specifiche relative alla qualifica e al livello di formazione del personale
Impegni e mezzi implementati per soddisfare le specifiche relative al programma di formazione rivolto ai dipendenti dell’ente
Gestione operativa dell’appalto attraverso la rappresentanza regionale dell’offerente
Gestione operativa della mensa
Coerenza dell’organizzazione quotidiana del lavoro
C – La gestione della qualità
Garanzia di igiene e sicurezza alimentare (adempimenti HACCP)
Coerenza delle attività di gestione degli approvvigionamenti con le richieste riportate nel capitolato d’oneri
Coerenza della procedura di follow-up della qualità del servizio rispetto ai requisiti stabiliti nel capitolato d’oneri
Altri mezzi implementati per garantire la verifica della qualità del servizio relativo all’appalto oggetto della gara
Totale parziale « qualità della prestazione »
3 – griglia di analisi comparata delle offerte relativa ad altri criteri indicati nel modulo di risposta
CriteriPunti assegnati/criterioOfferente AOfferente BOfferente C
Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto Non conforme (0 %)Parzialmente conforme (50 %)Conforme (100 %)Punteggio ottenuto
Impegni e mezzi implementati per rispettare le specifiche indicate nel capitolato d’oneri relativamente alla RSI
Impegni e mezzi implementati al fine di rispondere alle specifiche riportate dal capitolato d’oneri in merito agli obblighi di sicurezza
Coerenza della procedura relativa alla verifica del rispetto degli impegni contrattuali
Coerenza dei progetti di investimento rispetto alle aspettative dell’ente : dimensione, sostenibilità, qualità sul piano architettonico …
Conformità degli investimenti alla normativa (sanitaria, sicurezza sul lavoro, gli enti rivolti al pubblico,… a seconda dei casi)
Impegni e mezzi implementati al fine di ottemperare alle specifiche indicate nel capitolato d’oneri e riguardanti i mezzi messi a disposizione dall’offerente.
Locali
allestimenti
Stoviglie e attrezzature per la gestione quotidiana
Totale parziale “altri criteri”
TOTALE GLOBALE CRITERI TECNICI
Offerente A
Offerente B
Offerente C

4 – Griglia di valutazione delle offerte economiche
OfferentePunti assegnati alle offerte economiche Offerta del prezzo % di scarto rispetto all’offerta più bassa Valutazione offerta economica



PROTOCOLLO AGGIUNTIVO SUGLI APPALTI

L’ANGEM, la FIPE e le Organizzazioni Sindacali Nazionali dei lavoratori , Filcams CGIL, Fisascat CISL e UiltucsUIL, considerato:

- il Protocollo di intesa inserito nel CCNL Turismo del 22 gennaio 1999;

- il lavoro svolto a livello europeo nel corso del dialogo sociale con la definizione della guida sull’offerta economicamente più vantaggiosa,

- il rinnovo del CCNL Turismo del 19 luglio 2003 nel quale è contenuto l’avviso comune sugli appalti nella ristorazione collettiva,

- l’emanazione periodica , ai sensi della legge n. 327 del 2000, da parte del Ministero del Lavoro dei decreti sulla determinazione del costo della manodopera utile al committente ad interpretare l’incidenza del costo della manodopera sul servizio fornito;

- che è, altresì, necessario garantire la qualità del servizio e l’assolvimento degli obblighi previsti dai contratti collettivi;

- che la legge Finanziaria del 2002 prevede l’obbligo di aggiudicare le gare di ristorazione ospedaliera e scolastica secondo il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa,così come previsto dall’ art.23, comma 1 lettera b) del dlgs.17 marzo 1995 n. 157, dando la prevalenza all’elemento qualitàriferito all’offerta di prodotti alimentari d.o.p., i.g.p. e biologici;

hanno inteso affrontare la materia avendo come obiettivi quelli di:

- favorire la normalizzazione delle condizioni concorrenziali per tutti glioperatori del settore;

- garantire trasparenza di procedure e puntuale osservanza delle regole inmateria di lavoro, con particolare riferimento alla sicurezza, ai trattamentiretributivi e normativi definiti dal CCNL Turismo stipulato dalle associazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative e agli oneri previdenziali.

A tal fine nel ritenere necessario ed urgente approntare nuovi strumenti che, aggiungendosi a quelli esistenti, favoriscano la creazione di un mercato nel quale si affermino soggetti in grado di offrire un prodotto rispondente alle richieste, sia in termini di qualità che di capacità professionali e di rispetto delle norme contrattuali,convengonodi attivarsi nei confronti di tutti i soggetti istituzionali per richiedere:

- l’adozione di un provvedimento che disciplini le caratteristiche deisoggetti che operano nel campo della ristorazione collettiva al fine diverificare, da parte di enti appaltanti, anche attraverso la predisposizionedi elenchi o registri di accreditamento, presso le organizzazioni nazionalidi rappresentanza (ANCI, Regioni, etc.) la capacità operativa e finanziariadelle aziende che intendono partecipare alle gare;

- l’emanazione di un apposito provvedimento che codifichi le norme per l’ effettuazione del sistema della gara pubblica da indire solo con il criteriodel rapporto qualità/prezzo;

- l’adozione di un provvedimento che stabilisca controlli ufficiali da partedi INPS, INAIL, ASL e conseguente rilascio di certificazione diottemperanza attraverso il documento unico di regolarità contributiva;

- prevedere, in caso di A.T.I. Consorzi d’imprese e/o cooperative, l’ individuazione preventiva delle percentuali di prestazioni previste in contratto che saranno assunte dalle imprese facenti parte di detti soggetti giuridici;

Le parti si impegnano inoltre a richiedere:

- l’emanazione da parte della presidenza del consiglio dei ministri di un apposito DPCM che codifichi le norme per l’effettuazione del sistema della gara con offerta economicamente più vantaggiosa,con specifico riferimento agli obiettiviindicati nel presente protocollo,così come previsto dall’articolo 23, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, con la determinazione degli elementi di valutazione e dei parametri di ponderazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa,con anche fissati i criteri di vincolo alla esclusione delle offerte anomale.

Le parti si impegnano, infine, ad individuare un sistema di analisi e studio del settore, esaminando anche la possibilità di avvalersi del sistema degli enti bilaterali, al fine di garantire la qualità e la trasparenza del settore.