Category Archives: DOCUMENTI DI SETTORE

Roma, 17 aprile 2018


In data 13 aprile 2018 Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita Confcommercio hanno sottoscritto un avviso comune (all.1) in cui chiedono congiuntamente il rifinanziamento delle misure di sostegno al reddito previste per le aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016.


Il settore Turismo che è sempre stato perno dell’economia di queste aree, necessita ancora di interventi pubblici che proteggano i livelli occupazionali, valorizzino le professionalità e sostengano il rilancio delle imprese.


Per questi motivi le parti sociali hanno condiviso la necessità di rivolgersi alle istituzioni per ottenere un rinnovato impegno in favore dei sistemi economici locali del cratere.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
Cristian Sesena

COMUNICATO SINDACALE
RISTORAZIONE COLLETTIVA
Esito trattativa 23.03.2017


Nell’incontro odierno, convocato su richiesta di Angem e Alleanza Cooperative Italiane, per il CCNL Ristorazione Collettiva, le Associazioni datoriali si sono presentate con un testo di accordo diverso da quello ipotizzato nell’ultima sessione di trattative del 18-02-2017, con l’introduzione di pesanti cambiamenti su diversi istituti del mercato del lavoro, della contrattazione aziendale, dell’assistenza sanitaria integrativa ed altri.
Relativamente al salario, le Associazioni datoriali hanno dichiarato di essere indisponibili a qualunque modifica della proposta presentata, largamente inferiore a quanto realizzato negli altri CCNL sottoscritti in questa fase dalle OO.SS..
Un simile inaudito atteggiamento, inaccettabile nel contenuto ed arrogante e provocatorio nel metodo, comporta la conferma della conclusione del negoziato da noi affermata in data 18.02.2017 e le iniziative di mobilitazione e di lotta già proclamate a partire dal 31 p.v.
La riuscita dello sciopero e della manifestazione nazionale assumono una valenza decisiva di fronte a questa situazione.
A breve verranno proclamate ulteriori iniziative utili a dare la massima visibilità alla vertenza.
Inoltre, sussistendo lo stato di agitazione, è previsto il blocco delle prestazioni di lavoro supplementare e straordinario e quant’altro riconducibile alle flessibilità in essere.
Invitiamo altresì le strutture territoriali a convocare assemblee sindacali in orario di lavoro.

le Segreterie Nazionali
FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTuCS

Roma, 23 marzo 2017

Roma, 20 febbraio 2017

TESTO UNITARIO

In data 18 febbraio, presso la sede di Legacoop a Bologna, è ripresa la trattativa per la definizione del primo contratto collettivo nazionale della ristorazione collettiva.

Durante l’incontro tenutosi a Roma il 9 febbraio, giova ricordarlo, la controparte (in particolare la compagine cooperativa) aveva chiesto un aggiornamento per effettuare un ulteriore passaggio di verifica con le imprese sugli aspetti di natura economica; sempre in quella sede, Filcams Fisascat e Uiltucs si erano impegnate a produrre un testo che sintetizzasse tutti gli aspetti normativi discussi di modo da imprimere una accelerazione ad un negoziato che durava ormai da 4 anni.

Nonostante l’importante lavoro di analisi e sintesi svolto dalle OO.SS. Nazionali, che avrebbe dovuto essere "definitivo", Angem e Alleanza delle Cooperative (Aci) hanno ancora una volta impegnato lunghi tratti del confronto nel tentativo di riaprire e ridiscutere capitoli importanti già più volte affrontati, mentre sul piano salariale non venivano apportati significativi miglioramenti all’offerta già presentata alle OO.SS., durante l’ultimo incontro e ritenuta dalle stesse, insoddisfacente e inadeguata.

Con una paziente azione di riverifica effettuata anche grazie all’apporto della nostra delegazione trattante, si riusciva a definire e cristallizzare l’impianto normativo complessivo (bilateralità, contrattazione di secondo livello, orario di lavoro, mercato del lavoro, cambio di appalto), lasciando alla discussione il solo aumento salariale rispetto al quale un tentativo di mediazione era in campo.

Purtroppo Aci e specificatamente Confcooperative, si sono improvvisamente dichiarate indisponibili su un importante aspetto normativo che pareva essere già stato condiviso, ossia l’applicazione dell’articolo 2112 del codice civile nei passaggi di titolarità negli esercizi allocati nei centri commerciali e cittadini; Angem, al contrario, ribadiva la sua disponibilità in tal senso sancendo di fatto una spaccatura in seno alla compagine datoriale.

Di fronte a questo ennesimo ripensamento della controparte, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno dovuto prendere atto che il negoziato si era definitivamente esaurito, in quanto non era possibile abdicare ad un punto di assoluta coerenza contrattuale quale l’equilibrio fra l’estensione della sfera di applicazione richiesta da Angem e Aci e le tutele per i lavoratori giocoforza interessati da questo possibile allargamento.

Se da una parte va valorizzato il grande senso di responsabilità della parte sindacale nel contempo non può essere taciuta l’irresponsabilità di una parte datoriale che ha fatto naufragare un negoziato che finalmente, dopo più di 4 anni, sembrava instradato verso una positiva conclusione.

Per queste ragioni Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione e un pacchetto di 8 ore di sciopero la cui articolazione verrà comunicata nei prossimi giorni.

                          p. la Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini-Cristian Sesena

Roma, 13 febbraio 2017

L’8 u. s. si è svolto il programmato incontro di trattativa in plenaria per la definizione del CCNL della Ristorazione Collettiva.

All’avvio della trattativa Angem ed Aci hanno prodotto dei testi sulle parti contrattuali che vedrebbero una novazione rispetto al CCNL Turismo del 2010.

Le controparti, cogliendo la nostra richiesta di mantenere nella cornice del CCNL finora applicato, hanno confermato il mantenimento degli articoli dall’1 al 200 invariati – parte generale CCNL Turismo 2010 – salvo quelli sottoposti al tavolo di trattativa che si specificano di seguito, mentre sarebbero aboliti i successivi articoli relativi alle diverse parti speciali del contratto Turismo.

Di fatto gli articoli ricadenti nella parte speciale Pubblici Esercizi – Ristorazione Collettiva verrebbero rinumerati, ivi compresi quelli riferiti al protocollo di cambio appalto.

Angem e Aci, dopo i chiarimenti metodologici come sopra citati, hanno proceduto ad illustrare le tematiche che vedrebbero una novazione al fine di definire il CCNL Ristorazione Collettiva, tra i quali:

    ·sfera di applicazione e relativa estrapolazione delle figure professionali dall’attuale classificazione riconducibili alla stessa;
    ·contrattazione di secondo livello;
    ·orario di lavoro – Rol;
    ·decorrenza e durata;
    ·aumento salariale;
    ·cambio appalto.

Sulle diverse questioni poste, i testi presentati hanno fatto notevoli passi indietro rispetto ad alcuni affinamenti intervenuti negli incontri in ristretta e ciò ha complicato fortemente l’andamento della trattativa.

Ad esempio sui Rol le associazioni datoriali hanno confermato le 104 ore attuali ma con un meccanismo che prevedeva la perdita di una quota degli stessi qualora non utilizzati entro il giugno dell’anno successivo alla maturazione; così come sul salario hanno confermato l’erogazione a regime di €88 ma con la produzione di un montante assolutamente insufficiente.

Diversamente sulla decorrenza e durata è stata accolta la richiesta delle OO. SS. della scadenza del CCNL al 31.12.2018, mentre sul cambio di appalto dopo aver introdotto alcune modifiche all’attuale protocollo le stesse sono state escluse.

Dopo lungo confronto, nonostante sulla parte normativa al tavolo sono stati fatti notevoli passi in avanti e trovato alcune soluzioni condivise, si è giunti sostanzialmente ad una rottura della trattativa sulla parte economica soprattutto determinate da divergenze interne alle Associazioni Datoriali.

A fronte della situazione sopra esplicitata e al fine di non disperdere il lavoro svolto, nonché stante la necessità delle controparti di fare alcuni approfondimenti al loro interno, dopo ampio dibattito si è deciso di fare un ultimo tentativo per verificare la possibilità di addivenire alla sottoscrizione del CCNL, aggiornando la trattativa al 18 febbraio 2017 alle ore 10.30 a Bologna – in sede da definire nei prossimi giorni.

                          p. la Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini

Piano Nazionale del Turismo 2017 – 2022.docPST_1 agosto_2017_2022.pdf

Roma, 21 ottobre 2015

Oggetto: RISTORAZIONE COLLETTIVA


il 5 ottobre u.s. è ripreso il negoziato con Angem e ACI in ordine alla definizione di un contratto collettivo nazionale della ristorazione collettiva.

Contrariamente a quanto si era potuto evincere dalle precedenti occasioni di confronto in sede tecnica, la controparte datoriale non ha prodotto avanzamenti o aperture e si è limitata a ripercorrere sommariamente i punti oggetto del confronto evidenziando le ormai note posizioni.

Le OOSS. hanno dovuto ribadire pertanto le proprie osservazioni di merito su cambio di appalto, malattia, flessibilità e banca ore, part time, contrattazione di secondo livello.

Unici elementi di novità sono stati la rinuncia di Angem e ACI di voler definire al primo livello di contrattazione deroghe all’orario minimo del part time negli appalti scolastici, e la proposta di far decorrere il contratto dalla data della stipula con una durata triennale.

Le controparti hanno lamentato l’infruttuosità di un dialogo che si protrae ormai da due anni e ribadito la propria necessità di intervenire sull’attuale contenitore contrattuale operando scelte finalizzate a comprimere il costo del lavoro.

Come Filcams abbiamo replicato come l’eventuale definizione di un Contratto di Settore sia da noi condivisibile nella misura si riveli utile a trovare soluzioni ai problemi delle lavoratrici e dei lavoratori e non solo alle esigenze di recupero di competitività delle imprese.

Abbiamo quindi concordato due ulteriori appuntamenti: venerdì 30 ottobre (in sede tecnica) e in sessione plenaria il 9 novembre 2015 a Roma presso Palazzo della Cooperazione – Via Torino, 146.
Il nostro auspicio è che questi due appuntamenti servano a chiarire definitivamente possibili margini di mediazione rispetto alle posizioni di Angem e ACI ancora poco comprensibili e in larga parte irricevibili.

p. Filcams Cgil Nazionale
E. Camellini – C.Sesena

il 14.05.2015 si è svolto il programmato incontro per la ripresa della trattativa per la definizione del CCNL Ristorazione Collettiva. Di fatto non si è proceduto nel merito delle materie oggetto del confronto ma si è ristabilita la funzionalità del tavolo e predisponendo il proseguo della trattativa, visto che dall’ultimo incontro sono trascorsi quasi 6 mesi.

Le controparti hanno esordito ponendo l’accento sul momento di forte mutamento del settore, legato alle nuove normative in via di definizione in materia di appalti e il contesto politico complessivo che vede ancora misure di intervento sul mercato di riferimento.

Tale impostazione è stata introdotta dalle controparti per delineare il quadro di contesto, i riflessi che le misure in corso di attuazione porteranno sulla ristorazione collettiva e definire punti fermi su cui agire per rispondere alle esigenze che ne deriveranno, tra cui, hanno sostenuto, il CCNL diventa un punto molto importante.

A fronte di quanto sopra Angem e ACI hanno proposto di riprendere da dove ci eravamo lasciati nell’ultimo incontro del 27.11.2014, fare un calendario dei prossimi incontri e fissare gli articoli del CCNL Turismo da rinnovare per dargli un taglio più rispondente alle esigenze del settore.

Inoltre hanno sottolineato che la prosecuzione del confronto, nel merito dei temi che si andranno a trattare, dovrà tenere conto dei mutamenti in corso sopra citati.

Da parte delle OO. SS. si sono chiesti alcuni dettagli più precisi per poter affrontare tutti i temi evidenziati, informando le controparti che le nostre stesse Confederazioni hanno messo in campo iniziative specifiche sul recepimento della nuova direttiva europea sugli appalti, nonché per arginare la politica dei tagli sull’acquisto dei servizi in appalto ed in tali iniziative si è agito anche come categorie.

Oltre a prime risposte sulle questioni di ordine generale, il confronto è proseguito sulla richiesta delle OO.SS. di avere maggiore chiarezza rispetto al riferimento agli articoli del CCNL Turismo da rinnovare per trovare la definizione del CCNL della ristorazione collettiva, al fine di comprendere se i punti in discussione sono rimasti gli stessi indicati dalle controparti nei precedenti incontri.

A seguito di quanto richiesto Angem e Aci hanno ribadito che i temi su cui procedere nella trattativa sono gli stessi già dichiarati in precedenza ripartendo dal punto di confronto su cui ci eravamo sospesi.

Rispetto alle affermazioni fatte, abbiamo rimarcato le tematiche di nostro interesse per poter giungere alla definizione di un Contratto Nazionale specifico, che abbiamo ribadito essere: accordo di governance del settore, contrattazione di secondo livello, maggiori garanzie nel cambio appalto, mercato del lavoro, permessi, salario, bilateralità, decorrenza-durata e che su alcuni punti da loro riproposti permaneva la nostra contrarietà.

Stante il riaggiornamento dei rispettivi perimetri su cui incentrare il proseguo del confronto, si è concordato di convocare la trattiva in plenaria per due giornate consecutive, anche a fronte della richiesta delle OO. SS. di imprimere un’accelerazione alla discussione, a sostegno della volontà dichiarata da tutte le parti di voler giungere in tempi rapidi alla definizione del CCNL.

Pertanto la prossima riunione in plenaria è fissata per il giorno 17 giugno p. v. dalle ore 14.00, con prosecuzione il giorno successivo dalle ore 9.30, presso il Palazzo della Cooperazione – Via Torino, 146 – Roma.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 4 febbraio 2015

Oggetto: CCNL Turismo-esito incontri Confindustria e Fiavet

NOTA INTERNA

in data 28 gennaio 2015 alla presenza dei Segretari Generali abbiamo incontrato Confindustria per fare il punto sulla travagliata vertenza per il rinnovo del CCNL dell’Industria Turistica. Non sono stati registrati avanzamenti rilevanti. Se infatti su mercato del lavoro, flessibilità oraria, sostegno al reddito, governance, una sintesi risulta ancora possibile, permangono forti distanze rispetto al tema del contenimento del costo del lavoro, che per Aica e Federturismo rimane condizione imprescindibile.
Accantonate successivamente ipotesi di revisione degli scatti, dei rol, delle percentuali di maggiorazione dello straordinario, di sterilizzazione dell’incidenza del tfr su tredicesima e quattordicesima, risulta alquanto difficile rintracciare ulteriori terreni di mediazione. Da segnalare la ricomparsa sul tavolo della richiesta datoriale di non meglio chiariti interventi sulla carenza malattia che come Filcams abbiamo giudicato impraticabili. Ci si è riaggiornati pertanto con l’impegno di effettuare un ulteriore passaggio, una volta compreso per parte sindacale, come evolvano gli altri scenari negoziali aperti.
Uno di questi ( quello con Fiavet Confcommercio) ha celebrato un ulteriore passaggio in data 2 febbraio 2015.
Fiavet ha prodotto testi (che alleghiamo) che sono stati oggetto di attenta disamina.
Se si esclude il capitolo riguardante la carenza malattia, tutte le parti normative su cui si è concentrato il confronto non presentano difficoltà insormontabili.
Purtroppo abbiamo dovuto registrare ancora una volta totale disaccordo sul tema salariale. Federazione Agenzie di Viaggio e Turismo infatti ha formulato una proposta che prevede 88 euro a regime (come nel CCNL Federalberghi e Faita) con una prima tranche di 35,20 euro a Febbraio, ma nessun riconoscimento dell’arretrato accumulato nel corso del 2014. Per le agenzie minori la riduzione salariale richiesta è stata di 7 euro al 4°livello. Abbiamo unitariamente ribadito come allo stato non sussistano le condizioni di una intesa, e come, in difetto di una soluzione salariale coerente a quanto pattuito con Federalberghi e Faita nel gennaio del 2014, non sia ipotizzabile nessuna mediazione sulla carenza.
A questo quadro già di per sé non esaltante, si aggiunge la totale assenza di tentativi di ripresa di dialogo da parte di Fipe Confcommercio.
Come Filcams pertanto proporremo a breve a Fisascat e Uiltucs l’avvio di una nuova fase di mobilitazione che giocoforza dovrà connotarsi come settoriale.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
Cristian Sesena

Roma, 17 dicembre 2014

si è svolta il 28 u. s. la riunione in plenaria per il CCNL Ristorazione Collettiva.

L’incontro ha fatto seguito alle riunioni della commissione tecnica che ha svolto alcuni approfondimenti rispetto alle tematiche proposte da Angem e da ACI (Alleanza Cooperative Italiane).

Nell’ambito della plenaria le controparti hanno rappresentato nuovamente i punti di loro interesse per giungere alla definizione del CCNL, concentrandosi sostanzialmente su 6 argomenti, già esposti nei precedenti incontri sia in commissione tecnica che in plenaria.

La proposta illustrata vede i seguenti contenuti:

Rispetto alle proposte avanzate dalle controparti, in prima istanza abbiamo ricordato che le OO. SS. hanno presentato una piattaforma rivendicativa per il rinnovo del Ccnl Turismo che ha validità anche per il nuovo tavolo che si è costituito per la definizione di un Ccnl della Ristorazione Collettiva e pertanto i punti da loro rappresentati non sono gli unici sul tavolo da discutere.

Dopo aver ribadito le tematiche di nostro interesse abbiamo sottolineato che tra i punti da loro illustrati non hanno avanzato nulla sugli aumenti retributivi derivanti dalla definizione del nuovo contratto nazionale, condizione necessaria per procedere nella discussione.

In merito al tema salariale ovviamente la risposta è stata che al momento non sono in grado di quantificare i valori da corrispondere perché sono parte dell’equilibrio complessivo con cui si arriverà a chiudere il Ccnl.

Per parte sindacale, nel proseguo del confronto, si è fatto presente che le tematiche poste non hanno nulla di diverso di quanto già sentito negli altri tavoli contrattuali, per cui non si capisce perché si sono voluti dividere stante le medesime rivendicazioni e che tale condizione non favorisce lo sviluppo di una discussione che possa permettere la definizione di un nuovo contratto nazionale di settore se le stesse non vengono accantonate.

Dopo la suddetta precisazione si è proceduto a rispondere nel merito delle questioni avanzate per parte imprenditoriale, fornendo le stesse controdeduzioni sulle materie coincidenti già espresse agli altri tavoli.

CAMBIO APPALTO Relativamente al cambio di appalto, come già detto nei precedenti incontri, abbiamo dichiarato una nostra disponibilità ad aggiornare il protocollo oggi vigente ma non a stravolgerne i contenuti e i principi.

Per gli aspetti da loro presentati abbiamo riconfermato la nostra disponibilità a prevedere l’incremento del periodo di anzianità di servizio nell’impianto oggetto del cambio di appalto a 6 mesi, così come abbiamo accolto positivamente la condizione di implementare il tempo per il confronto.

Diversamente è stato dichiarato che non trova condivisione la modifica degli elementi salariali, siano essi di carattere individuale o collettivo aziendale.

Si è spiegato che non è possibile accogliere tale condizione, non solo per effetto di una riduzione del monte salariale dei lavoratori ogni volta che interviene un cambio di appalto, ma anche alla luce della recente giurisprudenza di ordine comunitario e nazionale, che ha iniziato a sancire il principio che in caso di cambi di appalto per servizi a labur intensive il passaggio del personale interessato deve avvenire alla stregua di quanto prevede l’art. 2112 del codice civile.

Nella discussione sul punto in questione abbiamo anche rinnovato la nostra richiesta di intervenire sull’attuale dettato contrattuale rispetto ad un migliore definizione dei profili professionali che sarebbero oggetto del cambio di appalto, quindi superando la modalità che prende in considerazione semplicemente il livello di inquadramento indipendentemente dalle mansioni svolte.

Inoltre abbiamo rivendicato la necessità di precisare i meccanismi di gestione del cambio di appalto per il personale operante nelle cucine centralizzate ma riconducibili alla singola commessa oggetto del cambio stesso. Oggi sempre di più le imprese attivano per i suddetti lavoratori procedure di licenziamento collettivo.

PART TIME sulla richiesta di prevedere per contratto nazionale un profilo specifico per chi opera nelle scuole, con l’abbassamento del minimo contrattuale oggi previsto, abbiamo risposto che non è possibile definire tale figura a livello nazionale tout court.

Le condizioni per determinare se effettivamente vi è la necessità di derogare sul minimo contrattuale può essere solo riscontrata a livello decentrato, in quanto solo valutando le specifiche condizioni del singolo appalto scolastico si può verificarne la giustificabilità.

Giudizio positivo è stato dato alla proposta di prevedere un automatismo nel consolidamento delle ore supplementari, per chi opera sotto il minimo contrattuale, fermo restando che non è pensabile prevedere il supplementare fino al completamento delle 40 ore, viste le poche ore settimanali dei contratti a part time.

MALATTIA-ROL-SCATTI ANZIANITA’ rispetto alle questioni poste relativamente ai predetti temi abbiamo risposto che tali istituti non possono essere cancellati e peggiorate complessivamente le condizioni attuali.

Abbiamo ribadito, come agli altri tavoli contrattuali, che non riteniamo possibile fare un contratto nazionale a restituzione.

L’unica nota positiva che abbiamo rilevato è la condizione di superare la copertura economica dei primi tre giorni di malattia anche con certificati fino a 5 giorni di prognosi e che forse le imprese hanno davvero compreso che è la soluzione per un vero abbassamento dell’indice di assenteismo per malattia, oggi drogato dalla regolamentazione vigente.

Sui Rol, fermo restando che non possono essere oggetto di soppressione e restituzione, prevedere delle causali per renderli più fruibili ci trova d’accordo, visto che molto spesso le imprese negano la possibilità di utilizzarli e pertanto se si vuole implementare quanto già previsto dal vigente Ccnl in materia possiamo fare delle valutazioni di merito.

Sulle modalità di usufruizione dei Rol, in termini di assenza in contemporanea e di preavviso, c’è necessità di comprendere meglio cosa intendono le controparti, anche a fronte di alcune esperienze positive che le OO. SS. al tavolo hanno già sperimentato in altri contratti nazionali.

Per quanto attiene agli scatti di anzianità vi è stato il pieno respingimento di quanto proposto.

PROTOCOLLO REGOLAMENTAZIONE SCIOPERO dato l’impegno assunto, unitamente alle controparti, con la Commissione di Garanzia, e riscontrando la necessità di fare chiarezza sul tema per poter agire pienamente il diritto di sciopero, abbiamo dato disponibilità al confronto.

A carattere più generale sulla questione avanzata dalle controparti, che il merito dei punti espressi risiede nella necessità di contenere il costo del lavoro dato il momento di crisi e di recessione che stà vivendo il settore, abbiamo risposto che il contenimento non si sviluppa con la destruturazione del Ccnl e che su questo aspetto gli interventi legislativi in corso di approvazione gli permettono ampiamente di mantenere basso il costo del lavoro.

Il riferimento ovviamente è ai contenuti del job act per le nuove assunzioni e alla riduzione significativa dell’Irpeg, sulla quale abbiamo chiesto quanto ciò determina in termini di minor costo del lavoro e se quota parte intendono rimetterla a disposizione dei lavoratori. Sulle questioni poste le AA. DD. non hanno ribattuto.

Pertanto abbiamo dato conferma della disponibilità a proseguire nel confronto fermo restando l’abbandono di alcune tematiche poste al tavolo dalle controparti e chiedendo di dimostrare, a 21 mesi dall’invio delle piattaforme, se effettivamente si vuole chiudere il percorso contrattuale, come affermano, di iniziare a lavorare su testi scritti.

Le Associazioni hanno confermato la volontà di arrivare a stringere e che predisporranno dei testi su cui procedere nella discussione nel prossimo incontro in plenaria.

Visto che le controparti hanno espresso l’esigenza di verificare alcuni loro impegni e di avere il tempo utile per abbozzare i testi da presentare, non si è potuto definire la nuova data di incontro.

Di massima, ci si è accordati che il prossimo appuntamento in plenaria sarà programmato dopo la metà di gennaio p. v.. Vi terremo tempestivamente informati.

la Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini

Roma, 21 febbraio 2014

Testo Unitario

il 3 febbraio u.s., siamo stati convocati unitamente alla associazione rappresentativa del settore della Ristorazione Collettiva (ANGEM) dalla commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Le motivazioni della convocazione si riferiscono allo agli scioperi proclamati nel lontano giugno 2013 e dell’ottobre 2013, da FILCAMS-FISASCAT-UILTUCS, nel settore della ristorazione collettiva in merito alla garanzia dei servizi minimi nell’ambito della "Istruzione Pubblica". La riapertura della procedura nasce da una delibera della commissione del 20 gennaio 2014. In allegato vi inviamo le relative lettere.

Durante l’incontro abbiamo ribadito il principio che le parti contraenti il contratto, hanno nell’ambito della ristorazione collettiva a suo tempo già previsto all’art. 344, una apposita regolamentazione dello sciopero ed un preciso perimetro (mense ospedaliere) entro il quale applicare la stessa, e se tale normazione deve essere modificata, l’intesa si dovrà definire sempre tra le parti che sottoscrivono il contratto di settore.

La commissione e la controparte ANGEM hanno dovuto prendere atto di tale impostazione che tra l’altro era già stata richiamata dalla commissione nell’ultimo capoverso della lettera inviata alle parti in data 4 giugno 2013.

La commissione ha però sottolineato che i tempi del confronto non possono essere biblici, altrimenti la commissione si vedrebbe costretta ad adottare una propria delibera di regolamentazione e relativo campo di applicazione.

L’incontro si è concluso con l’impegno delle parti contrattuali a trovare un accordo nell’ambito del rinnovo del contratto.

P. Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini

Roma, 11 settembre 2013

Oggetto: tabelle costo medio orario aziende settore turismo comparto pubblici esercizi ristorazione collettiva e comparto aziende alberghiere

nell’incontro tenutosi presso il Ministero del Lavoro in data 10 settembre 2013 sono state definite le tabelle del costo medio orario di lavoro per i dipendenti del contratto turismo, comparto pubblici esercizi ristorazione collettiva e comparto aziende alberghiere che interessano le offerte dei capitolati d’appalto nel settore.

Le variazioni apportate alle nuove tabelle, hanno decorrenza 1/04/2013 e tengono conto degli aumenti salariali previsti nel rinnovo del CCNL sottoscritto in data 20 febbraio 2010.

In allegato vi inviamo le tabelle nazionali.

Prossimamente il Ministero del Lavoro pubblicherà nella Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale con relative tabelle.

p. La Filcams Nazionale
E. Camellini – C. Sesena – L. Mastrocola

- Tabelle costo orario Nazionale

FILCAMS Cgil

Ipotesi di
Piattaforma Rivendicativa per Il Rinnovo del
CCNL Industria Turistica
Scadenza 30/04/2013

Premessa
La crisi economica che sta colpendo duramente il nostro paese, non risparmia il Turismo, con l’aggravante che questo settore potrebbe oggi pi� che mai essere il perno di una nuova fase di Sviluppo, tema che come Organizzazione Sindacale andiamo promuovendo da tempo nelle diverse sedi istituzionali nazionali e locali. Da troppo tempo non assistiamo ad adeguati investimenti, ad una vera politica volta alla promozione attiva e al potenziamento dell’offerta turistica nazionale.
Il Brand Italia, se non viene seriamente sorretto ogni anno, rischia di essere superato da paesi emergenti di certo non pi� ricchi di attrattive storiche o naturali, ma solo pi� determinati nello stimolare la richiesta, giocando su un allettante rapporto qualit�-prezzo e su una strategia complessiva di valorizzazione del proprio patrimonio. Come attori negoziali � importante condividere un piano strategico mirato ad attuare e attualizzare quanto previsto dall’ultimo rinnovo in materia di Governance del settore.
L’idea che attraverso un rinnovo del contratto nazionale si possa compiere una forte azione di pressione e promozione nei confronti dei livelli istituzionali, dovr� improntare lo spirito con cui le parti approcciano questa complessa fase negoziale, stimolando azioni di confronto a livello nazionale che fungano da elemento non solo di verifica di quanto deciso e attuato dalle Regioni ma soprattutto da soggetto promotore di una pi� incisiva e articolata strategia dello sviluppo.
A problemi ormai storici come la radicata stagionalit� dell’offerta turistica italiana, che all’oggi non vede ancora un panel adeguato di interventi volti a disincentivarla, se ne aggiungono altri che la crisi economica sta accentuando quali la precariet� e l’espansione ipertrofica del lavoro irregolare.
Il lavoro sommerso costituisce non solo una lesione della legalit�, ma soprattutto un messaggio di forte negativit� per tutto il settore, che sminuisce l’impresa che sta sul mercato rispettando leggi e contratti e nel contempo attiva un circolo vizioso che dall’irregolarit� porta allo scadimento della qualit� del servizio fino all’opacizzazione dell’immagine di tutto il comparto. Tra l’altro in questo modo la qualit� del servizio peggiora in quanto le professionalit� sviluppate, non stazionano nel settore.
Il contrasto a queste pratiche che non possono trovare nemmeno una blanda attenuante nell’inedito contesto economico negativo che sta caratterizzando il momento storico attuale, deve essere condivisa e trovare nel Contratto Nazionale l’alveo naturale e il riferimento costante.
Questo rinnovo dovr� pertanto ribadire l’universalit� delle norme che arriver� a definire, e garantirne la piena applicazione in tutte le imprese interessate.
In tale ottica � necessario precisare esplicitamente che le associazioni di settore aderenti a Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Filcams, Fisascat e Uiltucs, come costituite al negoziato per il rinnovo sono coloro che detengono la maggioranza della rappresentativit� imprenditoriale e sindacale e come tali, il contratto diventa uno strumento vincolante per tutti gli operatori del settore.
Riteniamo inoltre necessario rilanciare nel settore un sistema di relazioni forte anche indirizzato a far crescere le esperienze di partecipazione dei lavoratori.

Sulla base di questo indirizzo l’ O. S. FILCAMS-CGIL rivendica:

Governance
Riveste forte importanza nel contesto della crisi riprendere i temi del governo del settore. Occorre avere con il Governo Nazionale, a livello decentrato con le Regioni, un tavolo permanente sulla Governance del settore turistico.

Sfera di Applicazione
Prevedere che a tutte le attivit� alberghiere venga applicato integralmente il CCNL Turismo, indipendentemente dal rapporto contrattuale che regola il gestore del servizio.

Ampliare la sezione relativa ai bingo ma pi� in generale del gioco.

Relazioni Sindacali
Il modello contrattuale vigente nel CCNL Turismo � valido nel suo impianto complessivo anche se ancora non � praticato in modo totalmente generalizzato.
Occorre, quindi, continuare nella direzione della valorizzazione del secondo livello di contrattazione, con particolare riferimento a quello territoriale, implementando l’articolato in materia di diritto di informazione e consultazione.
Ferme restando le attuali procedure per la nomina delle RSA/RSU, per rafforzare le forme di rappresentanza e rendere pi� gestibile il sistema delle relazioni sindacali, si richiede l’introduzione del delegato di bacino sia per i dipendenti delle aziende al di sotto dei 15 addetti che per le aziende che gestiscono pi� attivit� parcellizzate nel medesimo territorio.

Contrattazione di 2 livello
Il triennio trascorso, stante la crisi, ha visto una scarsa diffusione della contrattazione di secondo livello, ma occorre comunque potenziare gli strumenti contrattuali finalizzati a una concreta implementazione del confronto negoziale di 2 livello, anche attraverso il rafforzamento dell’elemento di garanzia.

Bilateralit� – Welfare Contrattuale
L’unicit� degli strumenti settoriali rimane il nostro obiettivo, nella consapevolezza che occorrono nuove regole di funzionamento.

Sostegno al reddito
Nell’ottica della difesa ed estensione di un sistema universale di sostegno al reddito, vanno individuate nel settore nuove forme di integrazione e sostegno del reddito nei processi di riduzione o sospensione dell’attivit� lavorativa, anche in riferimento a quanto previsto dalla L. 92/2012.
In questo quadro, va definita una quota a carico delle imprese, da gestire attraverso modalit� definite dalle parti.
Tutto quanto sopra non solo nell’ottica dell’estensione della tutela del reddito ma anche tenuto conto, in prospettiva, stante l’attuale quadro normativo di riferimento, della graduale riduzione a regime delle prestazioni oggi derivanti dagli ammortizzatori in deroga (cassa integrazione e mobilit�).

Osservatorio del lavoro nel turismo
Istituire un Osservatorio del lavoro nel Turismo in grado di raccogliere e distribuire informazioni sull’andamento del settore.

Fondi interprofessionali e formazione continua
Valorizzare il ruolo degli Enti Bilaterali in relazione all’attivit� dei fondi interprofessionali di formazione continua.

Formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza
Istituire presso l’Ente Bilaterale nazionale e presso gli enti bilaterali territoriali una specifica commissione con il compito di esprime il parere, secondo quanto previsto dal dlgs 81/08 e s.m.i. e dall’accordo stipulato nell’ambito della Conferenza Permanente tra lo Stato, le Regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano in data 21 dicembre 2012.

Salute e Sicurezza ed Rlst
Rafforzare anche attraverso l’individuazione di strumenti operativi, il compito della bilateralit� di fornire servizi ai lavoratori e alle imprese in materia di salute e sicurezza, diffondendo e strutturando la presenza degli RLST.

Stabilit� e sviluppo dell’ occupazione
Creare strumenti idonei aventi l’obiettivo dell’ implementazione delle competenze dei lavoratori, attraverso adeguato investimento formativo, finalizzati alla crescita dell’occupabilit� nel settore.

Assistenza Sanitaria Integrativa
Garantire la piena sostenibilit� economica dei Fondi di Assistenza Sanitaria Integrativa attraverso percorsi di razionalizzazione del numero degli stessi ed un incremento, ove necessario, degli attuali livelli di contribuzione per consentire il mantenimento e il miglioramento degli attuali standards di prestazioni offerti.

Previdenza Complementare
Implementazione della previdenza complementare e previsione di processi per estendere e generalizzare l’adesione.

Mercato del Lavoro
In considerazione delle caratteristiche e della specificit� del settore, si ritiene fondamentale il ruolo delle parti sociali nel monitoraggio e nella regolamentazione negoziata degli istituti contrattuali, come, ad esempio, il tempo determinato.
Ci� anche al fine di consentire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, il contrasto al lavoro sommerso e all’uso improprio della flessibilit�.
Il CCNL deve essere lo strumento che complessivamente garantisce e mette a disposizione del settore tutele e flessibilit� contrattate volte a consolidare i rapporti di lavoro privilegiando il contratto a tempo Indeterminato.

Stagionalit�\Destagionalizzazione
Congiuntamente alle Controparti occorre chiedere un Tavolo di Concertazione per avviare un confronto, con tutti gli attori sia pubblici che privati, sulla stagionalit�;

In tale ambito occorre chiedere un sistema di Ammortizzatori che accompagni le imprese ed i lavoratori nei periodi di sospensione contrattata.

In ambito contrattuale � opportuno:
Utilizzare ai fini retributivi e contributivi istituti contrattuali al fine dell’allungamento del periodo del rapporto di Lavoro;
Coinvolgimento dei Fondi Interprofessionali nella formazione dei lavoratori stagionali da finalizzare all’allungamento del periodo del rapporto di Lavoro.

Appalti, concessioni autostradali, terziarizzazioni, passaggio locali in affitto, concessioni demaniali
Rafforzare le regole e le tutele al fine di garantire la continuit� occupazionale dei i lavoratori nei cambi di appalto, nelle concessioni, nei passaggi di locali in affitto, nelle terziarizzazioni.

Nuovi diritti
Aspettativa non retribuita fino a guarigione clinica intervenuta anche per patologie gravi non oncologiche e non croniche;
Monte ore di permessi studio per chi deve sostenere e preparare esami
Monte ore di permessi per le lavoratrici e i lavoratori nel periodo di ingresso in famiglia di minori in affidamento o in caso di ricongiungimento famigliare di figli minori.
Monte ore di permessi per lavoratori stranieri in caso di rinnovo permesso di soggiorno.
Prevedere tra le materie di confronto finalizzate alle intese, la tematica della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, nonch� l’attivazione di buone prassi, non escludendo, attraverso la predisposizione di progetti specifici, la possibilit� di avvalersi dei fondi finanziati dalle leggi vigenti in materia.

Quadri
Adeguamento della quota contributiva annua per l’assistenza sanitaria integrativa Quas e relativa quota costitutiva una tantum, adeguamento dell’indennit� di funzione mensile e del contributo annuo a favore di Quadrifor, nonch� la rivisitazione di quanto gi� previsto in materia di responsabilit� civile.

Salario
Nella necessit� di garantire il recupero del potere di acquisto dei salari e nella convinzione che un adeguato aumento debba essere previsto per consentire una ripresa della propensione al consumo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, si richiede un incremento della retribuzione di riferimento (livello 4 e C2) pari a 130 euro nel triennio.

Durata del contratto
Tre anni

Roma, 5 ottobre 2012

Roma, 10 maggio 2013

Oggetto: Angem – invio Comunicato Sindacale Unitario e lettera di diffida.

in data 9 maggio è proseguito il confronto con Angem. L’Associazione ha formalizzato alle OOSS. l’avvenuta stipula del Protocollo dalle stesse a più riprese rigettato perché inaccettabile per questioni di merito contrattuale e politico e nonchè di metodo, chiedendone la sottoscrizione per adesione.
A fronte di un atto così grave si è convenuto unitariamente di procedere alla diramazione di un comunicato nazionale per dare adeguata visibilità all’accaduto e di presentare formale diffida ad Angem e alle imprese ad essa associate, per creare le opportune precondizioni legali alle azioni vertenziali che potranno essere messe in campo a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

p. La Segreteria Filcams Nazionale
Elisa Camellini e Cristian Sesena

1) Comunicato Sindacale Unitario
2) Diffida Angem

Segreterie Nazionali Comunicato Sindacale

COMUNICATO SINDACALE AZIENDE DELLA RISTORAZIONE ASSOCIATE AD ANGEM
Il 9 maggio 2013 si è svolto l’ennesimo incontro con l’Associazione di categoria Angem, rappresentante delle imprese del settore della ristorazione collettiva, tra cui le multinazionali straniere operanti in Italia, a seguito della formale disdetta, del 14.11.2012, dell’applicazione del CCNL Turismo per effetto dell’uscita da Fipe-Confcommercio, chiedendo di addivenire alla definizione di uno specifico Contratto Nazionale settoriale.

Nei diversi incontri svolti, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, hanno dichiarato la propria condivisione sulla necessità, nell’ambito del negoziato per il rinnovo del contratto, di dare risposte puntuali e precise sulla specificità della Ristorazione Collettiva.

Le Organizzazioni Sindacali hanno, altresì, dichiarato di essere disponibili ad avviare un tavolo di trattativa con Angem per addivenire ad un rinnovo dell’articolato contrattuale più rispondente alle mutate condizioni del settore, sottolineando però la necessità di mantenere un’omogeneità del quadro delle regole con gli altri attori del mercato, trattandosi per la maggior parte di servizi in appalto.

In più occasioni si è chiesto di entrare nel merito della discussione dell’impianto contrattuale ma la risposta da parte di Angem è stata sempre e solo quella di definire un protocollo sulle relazioni sindacali, contenente la dichiarazione della disapplicazione del CCNL Turismo alla data del 01.05.2013 e che modifica sostanzialmente ed in negativo le regole del cambio di appalto e fissando nel 15 giugno data ultima oltre la quale se non si procederà alla “sottoscrizione del CCNL del settore della ristorazione collettiva, organizzata e multiservizi, le imprese associate e/o aggregate ad ANGEM saranno libere di pervenire in fatto ed in diritto, a una diversa regolazione dei rapporti di lavoro”. Angem ha sempre posto tale condizione come pregiudiziale per il proseguo del confronto stesso.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito: che per avviare una trattativa contrattuale non c’è nessuna necessità di sottoscrivere protocolli anticipatori, vista la piena disponibilità delle stesse ad aprire il confronto; di voler stare al merito delle problematiche settoriali con risposte esaurienti sia per le imprese che per i lavoratori e rispettose delle esigenze di entrambe le parti; l’impossibilità di gestire una trattativa basata su disapplicazioni contrattuali qualora entro una determinata data non si raggiungesse un accordo.

In risposta alle disponibilità date da Filcams, Fisascat e Uiltucs, in occasione dell’incontro del 9 maggio u.s., Angem ha comunicato di aver sottoscritto il protocollo proposto con un’altra e diversa compagine sindacale, affermando che le condizioni previste in tale accordo saranno applicate da subito a tutte le lavoratrici ed i lavoratori delle aziende aderenti ad essa, e chiedendo a Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di firmare per adesione il suddetto protocollo.

A fronte di quanto avvenuto Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil denunciano:

PERTANTO FILCAMS, FISASCAT E UILTUCS CONFERMANO LO STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE GIÀ PROCLAMATO NEL NOVEMBRE SCORSO E ATTIVERANNO, NELLE AZIENDE CHE ADOTTERANNO QUESTI COMPORTAMENTI ANTISINDACALI, TUTTE LE INIZIATIVE SINDACALI E LEGALI PER LA TUTELA DEI DIRITTI CONTRATTUALI DI TUTTE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA.

Roma 10 maggio 2013

Si è tenuto, in data 09/01/2013 l’incontro richiesto da Angem a seguito della proclamazione dello stato di agitazione nazionale da parte di Filcams, Fisascat e Uiltucs in risposta alla disdetta del CCNL Turismo dalla stessa inviata contestualmente alla comunicazione dello scioglimento del vincolo associativo con Fipe Confcommercio.

L’associazione datoriale ci ha proposto la sottoscrizione di un Protocollo per la disciplina dei rapporti di lavoro nella ristorazione collettiva e di gestione delle relazioni sindacali che in sostanza scambiava l’impegno all’applicazione del CCNL Turismo fino al 30 aprile p.v. (e non oltre) con il pieno riconoscimento di Angem come unica controparte rappresentativa della ristorazione collettiva, per la sigla di un eventuale futuro CCNL di settore.

Il protocollo prevedeva, oltre che l’insediamento di una commissione col compito di approfondire le problematiche del comparto, anche clausole che, se sottoscritte, avrebbero sancito la nostra condivisione alle motivazioni politiche e giuridiche avanzate a sostegno del grave atto unilaterale compiuto nell’agosto 2012.

Tale accordo si sarebbe dovuto confezionare in un contesto generale di grande incertezza, rispetto al reale ruolo delle Centrali Cooperative che, secondo Angem, sosterrebbero e sponsorizzerebbero l’operazione senza esporsi in maniera diretta, e viziato dalle inevitabili implicazioni politiche derivanti dal “divorzio” con Fipe.

Nel rigettare l’impianto complessivo della proposta, abbiamo comunque tentato la via della mediazione avanzando l’idea della sigla di un verbale di incontro che contenesse pochi e chiari affidamenti, tra cui, l’impegno di Angem ad applicare integralmente il CCNL fino alla data del suo rinnovo, e l’attivazione immediata di un tavolo negoziale finalizzato a produrre soluzioni mirate che, avrebbero potuto trovare adeguata cittadinanza nel rinnovo del CCNL Turismo.

Di fronte all’indisponibilità della controparte, si è deciso comunque di proseguire il confronto in sede tecnica per approfondire le molteplici problematicità derivanti dalla crisi del settore a partire dalle ricadute occupazionali che esse stanno già procurando.

Stante la precarietà del dialogo avviatosi e la scarsa trasparenza delle reali intenzioni di Angem, che ha dimostrato ancora una volta una posizione confusa e non facilmente interpretabile, rimane confermato lo stato di agitazione nazionale che dovrà prevedere una intensificazione delle iniziative di mobilitazione territoriali. Verranno nel frattempo operati tutti i necessari passaggi per comprendere il posizionamento di Cir e Camst in questa delicata partita.

Cristian Sesena Elisa Camellini

Si è tenuto, in data 09/01/2013 l’incontro richiesto da Angem a seguito della proclamazione dello stato di agitazione nazionale da parte di Filcams, Fisascat e Uiltucs in risposta alla disdetta del CCNL Turismo dalla stessa inviata contestualmente alla comunicazione dello scioglimento del vincolo associativo con Fipe Confcommercio.

L’associazione datoriale ci ha proposto la sottoscrizione di un Protocollo per la disciplina dei rapporti di lavoro nella ristorazione collettiva e di gestione delle relazioni sindacali che in sostanza scambiava l’impegno all’applicazione del CCNL Turismo fino al 30 aprile p.v. (e non oltre) con il pieno riconoscimento di Angem come unica controparte rappresentativa della ristorazione collettiva, per la sigla di un eventuale futuro CCNL di settore.

Il protocollo prevedeva, oltre che l’insediamento di una commissione col compito di approfondire le problematiche del comparto, anche clausole che, se sottoscritte, avrebbero sancito la nostra condivisione alle motivazioni politiche e giuridiche avanzate a sostegno del grave atto unilaterale compiuto nell’agosto 2012.

Tale accordo si sarebbe dovuto confezionare in un contesto generale di grande incertezza, rispetto al reale ruolo delle Centrali Cooperative che, secondo Angem, sosterrebbero e sponsorizzerebbero l’operazione senza esporsi in maniera diretta, e viziato dalle inevitabili implicazioni politiche derivanti dal “divorzio” con Fipe.

Nel rigettare l’impianto complessivo della proposta, abbiamo comunque tentato la via della mediazione avanzando l’idea della sigla di un verbale di incontro che contenesse pochi e chiari affidamenti, tra cui, l’impegno di Angem ad applicare integralmente il CCNL fino alla data del suo rinnovo, e l’attivazione immediata di un tavolo negoziale finalizzato a produrre soluzioni mirate che, avrebbero potuto trovare adeguata cittadinanza nel rinnovo del CCNL Turismo.

Di fronte all’indisponibilità della controparte, si è deciso comunque di proseguire il confronto in sede tecnica per approfondire le molteplici problematicità derivanti dalla crisi del settore a partire dalle ricadute occupazionali che esse stanno già procurando.

Stante la precarietà del dialogo avviatosi e la scarsa trasparenza delle reali intenzioni di Angem, che ha dimostrato ancora una volta una posizione confusa e non facilmente interpretabile, rimane confermato lo stato di agitazione nazionale che dovrà prevedere una intensificazione delle iniziative di mobilitazione territoriali. Verranno nel frattempo operati tutti i necessari passaggi per comprendere il posizionamento di Cir e Camst in questa delicata partita.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Cristian Sesena Elisa Camellini

Roma, 30 novembre 2012

dopo il percorso assembleare di validazione della nostra piattaforma, che si è concluso con l’attivo nazionale delle delegate e dei delegati del 12 ottobre 2012, si sono aperti i tavoli di confronto con Confcommercio, Confindustria e Confesercenti.
Le piattaforme sono state illustrate compiutamente da Filcams, Fisascat e Uiltucs dettagliando gli elementi di forte condivisione (almeno in partenza) e quelli dove si registrano sensibilità diverse (in primis la rivendicazione salariale).
Con Confcommercio il confronto è, come era del resto ampiamente prevedibile, partito in salita. L’incomprensibile atteggiamento di FIPE che ha ribadito la propria volontà di non erogare l’elemento di garanzia previsto al capitolo “contrattazione di secondo livello” rappresenta un inedito atteggiamento che ci ha visti ribadire la nostra ferma condanna. Rimane pertanto la nostra indicazione unitaria di non sottoscrivere accordi di dilazione o sospensione del pagamento, a meno che non ci si trovi ad operare in un contesto di relazioni sindacali territoriali sviluppate e mature che ci permettano di verificare nei fatti l’effettivo stato di crisi del settore. E’ invece altresì utile continuare a diffidare imprese e Associazioni richiamandole al rispetto degli accordi sottoscritti, e qualora sussistano le condizioni, ingiungere il pagamento di quanto dovuto per via legale.
In merito alla vicenda di Angem, Fipe ha ribadito la propria volontà di rappresentare la maggioranza della ristorazione collettiva durante questo rinnovo, indipendentemente dalle scelte dell’ Associazione che ha formalizzato la propria disdetta a Confcommercio.
Anche in questo caso, stiamo verificando da un punto di vista legale la denunzia del CCNL inviataci dalla stessa. Riteniamo però utile avviare territorialmente, in forma preferibilmente unitaria, iniziative di mobilitazione nei cantieri e nelle strutture delle imprese che fanno capo ad Angem (vedi allegato).
All’oggi non è stata fissata altra data di trattativa ed è presumibile che al prossimo incontro la controparte si presenti con una propria piattaforma.
Anche Confesercenti ha manifestato la necessità di operare nell’ottica di una “spendig review” contrattuale, a partire proprio dal tema della contrattazione di secondo livello.
Le parti hanno condiviso la premessa politica delle piattaforme volta a costruire azioni sinergiche per il rilancio delle politiche di settore e degli interventi a favore della occupazione.
Diverso almeno nelle premesse, l’esordio del negoziato con Confindustria Aica dove la controparte ha richiesto la definizione di un calendario di date, per addivenire alla firma del rinnovo entro la scadenza naturale del Contratto. ( la prossima sessione di lavori è prevista per il 12 dicembre p.v.).Durante le tre presentazioni sono state raggiunte intese modificatorie degli intervalli dei CTD introdotti dalla legge 92/2012. Tale intese sottoscritte con scadenza 30 giugno 2013, erano state sollecitate a gran voce, dai lavoratori stagionali che vedevano pregiudicata la prassi consolidata del richiamo al lavoro in occasione dei “picchi” di attività.
Molti sono le incognite che pesano su questa delicatissima fase contrattuale appena inaugurata: oltre alla crisi sempre più grave del settore, non vanno sottovalutate le probabili ripercussioni del recente accordo sulla Produttività che CGIL non ha firmato e che rischia di condizionare pesantemente il proseguo dei tre negoziati.
Nel primo caso è necessario mantenere sul tavolo le nostre rivendicazioni con almeno pari dignità rispetto alle pretese datoriali. Nel secondo valutare assieme alla Confederazione eventuali proposte alternative rispetto alla mera applicazione di quanto delineato nella controversa intesa firmata col tacito avvallo del Governo.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
Cristian Sesena

Segreterie Nazionali
Comunicato Sindacale

AZIENDE DELLA RISTORAZIONE ASSOCIATE AD ANGEM
PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE E SCIOPERO

Il 14 novembre 2012 ANGEM ( l’associazione nazionale della Ristorazione Collettiva ) che associa alcune grandi aziende del settore, ha annunciato la propria disdetta formale del CCNL Turismo specificando che la prima disciplina ad essere disapplicata sarà quella del Cambio di Appalto.

Si tratta di un atto grave e irresponsabile che si colloca alla vigilia del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro.

ANGEM coinvolgendo FIPE, fin dallo scorso luglio aveva richiesto con insistenza una discussione anticipatoria su temi propri del rinnovo del contratto.

Le Organizzazioni Sindacali, avevano correttamente dato ascolto alle esigenze della Controparte pur rinviando il confronto di merito nella sede corretta, quella del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

ANGEM nella medesima lettera ci ha informato di aver sciolto il rapporto associativo con la Federazione dei Pubblici Esercizi e successivamente inviato la disdetta del contratto.

Con la comunicazione di ANGEM di non voler più applicare dal 1 gennaio 2013 alcuni articoli contrattuali, la stessa viene meno al principio di raffreddamento della vertenza contrattuale ovvero viene meno alla tregua prevista dal CCNL durante le fasi di rinnovo.

Gli intenti dell’ Associazione sono fin troppo chiari: avere mani libere nei cambi di gestione ed altro, non garantendo più all’atto del subentro in nuovi appalti, la continuità occupazionale e del reddito dei lavoratori già occupati.

ANGEM si allinea con questa azione alle posizioni più retrive dell’imprenditoria più ottusa, che crede di risolvere i problemi a vario titolo imputabili alla Crisi abbassando il costo del lavoro e liberandosi dal bisogno del personale.

PER CONTRASTARE L’INACCETTABILE SCELTA DI ANGEM

PER CHIEDERE IL RITIRO DELLA DISDETTA

PER DIFENDERE I DIRITTI DI TUTTE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEL SETTORE DELLA RISTORAZIONE

FILCAMS FISASCAT E UILTUCS PROCLAMANO LO STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE in tutte le aziende aderenti ad ANGEM.

Qualora ANGEM non receda dalla propria inaccettabile posizione verranno definite le opportune iniziative di mobilitazione.

Roma 19 novembre 2012

Relazione del Segretario Nazionale C. Sesena

Ordini del Giorno Approvati

Riepilogo Consultazione Assemblee per il Rinnovo CCNL turismo

Si conclude oggi un passaggio essenziale del percorso di rinnovo del contratto nazionale del turismo.
L’ ipotesi di piattaforma assume la sua versione definitiva e ufficiale e nella sua versione ufficiale e definitiva verrà presentata nelle prossime settimane alle controparti.
La genesi delle nostre rivendicazioni è stata articolata e ponderata a tutti i livelli. Siamo partiti all’inizio del mese di luglio con i gruppi di lavoro composti dai vari compagni che in tutti i territori seguono quella galassia che è a fatica ricompresa nel Contratto. Quegli incontri sono stati utili per orientare e condividere prima di tutto un perimetro riconosciuto e successivamente i contenuti di quel perimetro.
Il documento riassuntivo che è scaturito dal lavoro di tutti ha costituito l’architrave di quella che poi si è vestita dei tratti più classici di piattaforma e che è stata posta in consultazione nelle assemblee sino ad oggi tenute.
Non a caso uso il termine “sino ad oggi tenute”. Il report che vi è stato consegnato non evidenzia di certo un risultato eclatante in termini di lavoratrici e lavoratori coinvolti, un risultato tra l’altro di certo inferiore all’ultima consultazione, un risultato su cui riflettere, senza scomodare categorie improprie come quella del “vulnus democratico” o ancor peggio ricorrendo a criteri di misurazione dell’impegno e dello sforzo ancor più impropri, ma al contrario, attuando un percorso di sana riflessione e autocritica.
Sino ad oggi si sono tenute 819 assemblee. I votanti sono stati 17.177. I favorevoli 16495. I contrari 247. Gli astenuti 434. La percentuale di consenso registrata sull’ipotesi è del 96,03%.
Sapevamo sin dall’inizio che i tempi stretti della consultazione e l’epoca in cui questa consultazione andava a collocarsi avrebbero giocato a nostro sfavore. Un mese è sicuramente un lasso di tempo breve per effettuare assemblee e attivi che, lo sappiamo, si sono andati a sovrapporre alla attività ordinaria che da un paio di anni è divenuta strutturalmente straordinaria a causa delle frustate ( non mi viene un termine migliore) della Crisi.
La Crisi sì è un elemento utile a valutare e leggere molti aspetti della nostra vita sindacale tra cui anche l’andamento di questa consultazione.
Pensiamo ad alcune realtà funestate da disdette degli accordi integrativi e da durissime riorganizzazioni aziendali che in molti casi hanno procurato licenziamenti e massiccio ricorso ad ammortizzatori sociali.
In quei contesti in cui le assemblee si sono tenute pressoché settimanalmente e su temi di vitale importanza non è stato semplice tornare a discutere del rinnovo del contratto nazionale e quando lo si è fatto con grande abnegazione, non si è trovato un livello di partecipazione e di attenzione pari al passato. Nel mare magnum di problematiche e urgenze che la Crisi comporta è normale che ognuno soppesi quelle problematiche e crei un ordine di priorità.
Negli Hotels della Catena Alberghiera NH, o negli appalti di alcuni colossi della ristorazione collettiva, ci si poteva aspettare che si desse la precedenza all’emergenza occupazionale rispetto ad una discussione approfondita nel merito alla nostra piattaforma.
Quindi va bene così? E ci accontentiamo di quello che siamo e della fotografia minimale che siamo riusciti a scattare in questo mese di corse da un cantiere all’altro, da un hotel all’altro?
Ovviamente come non siamo desiderosi di proporre condanne facili allo stesso modo non sposiamo la via di assoluzioni altrettanto facili.
Non credo giustificabili ad esempio il fatto che certe intere colonne siano rimaste bianche anche se ciò fosse da imputarsi solo al non invio in tempi congrui dei verbali di assemblee. Non è solo una questione di “quanto” ma anche di “come” il nostro lavoro si dipana.
La Filcams è una categoria che non ha paura di fare i conti con limiti e fragilità. Diciamo che i suoi momenti più alti li raggiunge proprio quando riesce a trasformare i suoi limiti in orizzonti e le sue fragilità in forza.
L’epoca drammatica che stiamo faticosamente attraversando ci impone oltre che responsabilità anche uno sforzo di innovazione. Ecco perché ritengo che aldilà del dato di oggi dovremmo pensare e ipotizzare una sorta di consultazione in progress nel tempo che ci permetta di raggiungere anche in momenti successivi i lavoratori di modo da ampliarne non solo il numero ma anche di approfondirne il livello di consapevolezza e partecipazione.
I limiti poi che la morfologia del settore ( polverizzato, disarticolato, frammentato) impone rendono sempre parziale quel dato che oggi siamo chiamati a valutare. Su come estendere la nostra rappresentanza e come arrivare anche ai confini di questo impero estesissimo ma difficilmente percorribile, dovremmo anche riflettere magari chiedendo a questo rinnovo di fornirci qualche strumento contrattuale in più.
Sottolineo infine l’utilità e il successo degli attivi provinciali e regionali ad alcuni dei quali ho avuto il piacere di essere invitato: sono stati momenti di confronto molto utili, sedi vitali di scambio approfondimento. Anche gli attivi come le assemblee dovranno rappresentare un appuntamento costante di incontro e verifica per tutto l’arco di questo negoziato.
La piattaforma rivendicativa su cui mi soffermerò fra breve dovrà fare del metodo un suo ulteriore contenuto non tanto rivolto alle controparti ma a noi stessi. La democrazia intesa oltre le ritualità classiche. La democrazia come metodo appunto. Metodo di lavoro che si può innovare ma mai sacrificare.
Avremmo tutti voluto oggi discutere di una piattaforma unica e unitaria. Sarebbe stato senz’ altro interessante essere messi nelle condizioni di provare a condividere con Fisascat e Uiltucs quel metodo cui prima si accennava. Non è stato possibile. Ci siamo riusciti solo in parte, pur provandoci fino all’ultimo.
Le piattaforme hanno tratti similari e su temi importanti e che saranno centrali in questo rinnovo: cito solo quelli della salvaguardia dell’occupazione nei cambi di appalto e delle terziarizzazioni negli alberghi. Questo è abbastanza incoraggiante.
Su altre registriamo diverse sensibilità che speriamo possano comporsi in sintesi. Su altre infine le differenze vengono da lontano come ad esempio sulla richiesta salariale dove la non condivisione del protocollo sul modello contrattuale espressa a suo tempo dalla CGIL, e da noi ovviamente sostenuta, ci ha portato ad utilizzare l’ IpCa solo come mero riferimento di calcolo e non come indicatore indiscutibile nella determinazione del quantum economico.
Per il resto la FILCAMS opererà per unire e non spaccare perché l’unitarietà in tempi come questi è un bisogno primario delle lavoratrici e dei lavoratori che tutto desiderano fuorché un sindacato diviso, litigioso, incapace di fare il loro interesse.
Ci attendiamo da FISASCAT e UILTUCS il medesimo atteggiamento innanzitutto di responsabilità verso i lavoratori e di rispetto verso le nostre idee e posizioni. Siamo disposti a farlo con le loro, purché ci si confronti per trovare posizioni comuni e non per prevaricare gli uni sugli altri. Un epilogo come quello conosciuto nel Terziario sarebbe nel Turismo ancora più grave. Noi faremo di tutto per evitarlo. Ci auguriamo e ci basterebbe che gli altri non lavorassero per procurarlo.
Allarmano i segnali che arrivano dal confronto sulla produttività in corso anche stamattina fra le parti sociali. Un accordo separato, un accordo senza la CGIL, avrebbe pesanti ripercussioni sui nostri rinnovi fino a preconfezionarne l’esito.
Va comunque valorizzato il fatto che la premessa politica alla piattaforma sia stata scritta dalla Filcams e presa e trasportata senza modifiche da Fisascat e Uiltucs nelle loro.
E’ una premessa che vuole mandare un chiaro messaggio politico alle controparti ma soprattutto alla politica e alle istituzioni. In questo paese prostrato dalla crisi economica, dal rapido sfaldamento del tessuto produttivo, una delle poche strade certe per crescita e sviluppo sarebbe l’investimento nel turismo. Perché ciò non è stato fatto e perché ciò non viene ancora fatto è un mistero che più che buffo si colora di venature tragiche.
La riforma del titolo V della Costituzione che ha reso le regioni sovrane nella determinazione delle politiche di sviluppo di settore ha dimostrato negli anni la sua insufficienza.
Non si è mai usciti dalla estemporaneità e dallo spontaneismo.
E’ mancato e manca un coordinamento nazionale ed una voce di spesa certa per rilanciare con interventi attivi e non lanci pubblicitari e spot televisivi il “ Marchio Italia”.
Un contratto nazionale può caricarsi anche di questo improbo compito? Noi crediamo di sì e vorremmo che assieme a Cisl e Uil Confcommercio, Confindustria e Confesercenti riuscissimo partendo dal fattore lavoro a parlare a politica ed economia.
Pensiamo ad esempio ai disastri che la riforma Fornero comporterà per i lavoratori stagionali che stante l’attuale quadro normativo percepiranno ad anni alterni la MiniAspi. Un segnale e forse più di un segnale va dato a chi quel quadro potrà modificarlo.
Il “lavoro” appunto. La difesa del lavoro nella crisi sarà uno dei punti centrali di quello che si annuncia una trattativa quanto mai difficile.
L’ occupazione è minacciata sotto parecchi fronti a partire dal tema delicatissimo dei cambi d’appalto, delle concessioni, delle terziarizzazioni.
In quello che si configura come un aspetto dinamico del mercato ( i subentri in regime di appalto) il lavoro, o meglio, la tutela occupazionale vengono visti come un elemento statico, ossia un ostacolo al dinamismo delle imprese.
La Spending Review del Governo Monti è il motivo, a volte il pretesto, per giustificare questa teoria.
Nella ristorazione collettiva i segnali di allarme non mancano. Vorremo dire ad Angem che ha minacciato la disdetta delle clausole sociali che regolano appunto la tutela dell’occupazione, che quello sarebbe un atto irresponsabile e che anche la sola minaccia pregiudica ogni possibilità di negoziato.
Non siamo disposti a ragionare con pistole alla tempia. Non siamo disposti a negoziare la perdita di posti di lavoro, per poi ritrovarci a contare i caduti di quella che sarebbe una intollerabile guerra per la sopravvivenza.
Partendo dal principio che nei cambi di appalto l’occupazione va difesa e protetta, siamo pronti a capire come fronteggiare l’onda d’urto del combinato disposto di crisi e interventi al taglio della spesa operati dal Governo .
Ma il lavoro non può essere messo in discussione come fosse una variabile dipendente del mercato.
Lo stesso dicasi nelle concessioni autostradali o nella ristorazione commerciale dove non siamo più disposti a tollerare passaggi non trasparenti che spesso si nascondono dietro i franchising o le finte cessazioni con conseguenti licenziamenti dei dipendenti e successive nuove aperture, solo apparentemente, non legate fra loro.
La crisi non può giustificare ogni cosa, a partire dal fatto che le imprese abdichino in tutto o in parte alla loro responsabilità sociale. La crisi economica non può travolgere l’etica e la responsabilità di chi fa impresa e nel fare impresa deve creare occupazione stabile.
Sul tema delle terziarizzazioni alberghiere il bilancio è impietoso. La procedura introdotta nello scorso rinnovo che cercava di recuperare una situazione già di per sé fortemente compromessa non è bastata. Il crollo del turismo domestico, cartina tornasole dell’impoverimento di una sempre più larga parte della popolazione di questo paese, ha facilitato le fughe in avanti e il recupero di costo attraverso l’esternalizzazioni.
La vicenda NH Hotels se qualcosa può insegnarci, è che di fronte al furore di chi licenzia disdetta e terziarizza la prevenzione non basta più e bisogna passare alla cura.
Se da un lato dobbiamo riconfermare che esistono vie alternative all’esternalizzazioni che alcune grandi catene hanno scelto di percorrere del tutto o in parte e guarda caso si parla di alberghi a 5 stelle, dall’altro bisogna iniziare a ricostruire per via negoziale il ciclo produttivo spezzatosi per effetto dell’appalto di servizio e il primo tassello è l’obbligo di applicazione del CCNL Turismo anche per reparti/settori appaltati.
La piattaforma poi mira a promuovere un utilizzo nuovo e virtuoso degli strumenti che la bilateralità offre a partire dal sostegno al reddito, al supporto nella applicazione delle norme di prevenzione salute e sicurezza, alla formazione nell’ottica anche di facilitare il reinserimento dei lavoratori precari e disoccupati.
Sul mercato del lavoro vorremmo far passare il concetto che la flessibilità deve essere contrattata e che nell’ottica di sradicare il fenomeno endemico del lavoro nero e irregolare, non abbiamo paura di confrontarci serenamente su istituti come il lavoro a chiamata purché dall’ abuso si rientri nella categoria dell’uso e alla contrattazione venga affidato un ruolo di miglioramento e non di mero recepimento della norma.
Abbiamo poi rivendicato diritti individuali che non costano di principio tanto ma che possono qualificare il lavoro e il quotidiano dei lavoratori.
L’aspettativa non retribuita in caso di patologie gravi non oncologiche, i permessi per i lavoratori migranti in caso di disbrigo pratiche per permesso di soggiorno o ricongiungimento famigliare sono norme di civiltà e di dignità. Come il miglioramento del diritto allo studio: il lavoro nel turismo è troppo spesso liquidato come poco professionalizzato. Questo è talora vero, ma non per difetto dei lavoratori che debbono essere messi nelle condizioni di accrescere la propria conoscenza e la propria cultura personale.
Infine la richiesta di includere fra le materie negoziali il tema della conciliazione tempi di vita e di lavoro è una sfida che non va sottovalutata. Donne, Giovani, Migranti costituiscono la maggioranza della nostra platea occupazionale. Sono portatori di esigenze e istanze che vanno valutate e armonizzate nell’ottica dell’equilibrio possibile fra tempi di vita e tempi di lavoro.
Troppo spesso ci si è limitati riflettere in quest’ottica di Grande Distribuzione Organizzata e di Barriere Casse di Ipermercati. I Nostri settori hanno strutture organizzative diverse ( pensiamo solamente agli orari di lavoro nelle mense ospedaliere o scolastiche) ma non per questo meno potenzialmente foriere di disagi.
Esplorare questi temi e abbozzare progetti e soluzioni potrebbero costituire un orizzonte nuovo per la contrattazione.
La contrattazione. Quale contrattazione si può ipotizzare se lo schema attuato dalle nostre controparti di ogni ordine e grado pare essere qua come altrove l’utilizzo della disdetta seriale per ottenere la desertificazione di diritti acquisiti negli anni e da lì. con agio, nel caso, iniziare una nuova discussione?
Il bilancio della contrattazione territoriale fatta o provata a fare nell’ultimo triennio, nonostante il convinto intervento in suo favore promosso lo scorso rinnovo non è sicuramente lusinghiero.
Anche la contrattazione aziendale ha registrato preoccupanti stalli e inquietanti fasi di regressione.
La crisi ci ha spinti in un angolo con una violenza inaudita. Di fronte al dramma di una emorragia di posti di lavoro che pare non arrestarsi, abbiamo tentato correttamente di arginare in primis quella.
Ma la crisi non può continuare a comprimere il nostro spazio e il nostro bisogno di elaborazione politica e contrattuale. Dobbiamo imbastire una tattica nuova che permetta di uscire dal cono d’ombra in cui questa fase storica senza precedenti ci ha spinto.
Rilanciare il nostro potere negoziale, dimostrando che contrattazione è innanzitutto esercizio di diritto di proposta, e non solo di rivendicazione. Ai problemi oggettivi si può cercare di rispondere proponendo soluzioni diverse, piuttosto che accettando, modificando, respingendo quelle preconfezionate dei padroni.
L’ atteggiamento nel contempo arrogante e miope della Federazione Italiana Pubblici Esercizi che ha invitato le sue propaggini territoriali a soprassedere al pagamento della quota di garanzia pari a 125 euro lordi una tantum, è un nitido esempio di quella tendenza tutta italica a furbeggiare di fronte le Catastrofe.
Se la Crisi è un fatto innegabile, non è però tollerabile che cresca e si alimenti una categoria di Furbetti della Crisi, che provano ad arrangiarsi e vivacchiare fra le sue pieghe.
Abbiamo assunto una posizione dura che manterremo rispetto a questo urticante comportamento, nontanto per la cifra in sé ma per il principio per cui un accordo nazionale possa essere disatteso in una sua parte economica con tanta disinvoltura.
Tralasciamo il rapporto inesistente fra entità della cifra e insostenibilità della stessa da parte delle imprese che è argomentazione palesemente grottesca.
Sottolineiamo per dovere di cronaca, come Federalberghi, che siede allo stesso tavolo e dalla stessa parte, si sia mossa in modo opposto consegnandoci però il ritratto di una controparte non certo coesa e granitica nelle sue parti costituenti. E questo non è un segnale positivo.
Aldilà quindi di tutti i fattori di negatività che hanno pesato e pesano sulla contrattazione noi ne rivendichiamo il rilancio e un nuovo investimento che ne comporti l’estensione.
La contrattazione è l’essenza del sindacato. Un sindacato che non fa contrattazione si sclerotizza e implode nella burocrazia.
La contrattazione che ci attende non potrà certo essere un agile cavalcata verso la conquista di nuovi diritti e tutele. Sarebbe disonesto vendere questi scenari come alla portata di mano.
Quello che dobbiamo pretendere è il diritto alla contrattazione per affrontare problemi e difficoltà che troppo spesso le imprese tendono a volersi risolvere da soli. Rivendicare innanzitutto uno spazio certo per il dialogo e per il confronto, che obblighi le parti ad ascoltarsi e a costruire, di fronte al dilagare della tendenza padronale di distruggere a prescindere.
Si sente con una ritmica regolare la litania che i consumi sono in calo e che le politiche di rigore del governo continuano a deprimerli invece che incentivarli. Niente di più vero.

Una delle voci che più spesso intona questo mantra è Confcommercio.
La nostra richiesta salariale nasce da qui da una riflessione apparentemente scontata ma che non viene ripetuta a sufficienza e con la stessa regolarità dell’altra.
Se i consumi non decollano è perché i bassi salari non permettono ai cittadini di “far girare l’economia”.
Confcommercio ha tutte le ragioni a denunciare le mancate entrate ma non può però poi essere la prima ad alimentare il circolo vizioso che dalla moderazione salariale porta dritto alla depressione del potere di acquisto.
130 euro sono una cifra importante è inutile girarci intorno.
L’abbiamo definita però ragionando politicamente, tenendo presente una serie di fattori in rapporto fra loro tra cui l’ IPCA , le rivendicazioni della scorsa tornata, quanto si è effettivamente portato a casa e quanto potrebbe rendersi necessario recuperare in massa salariale nel corso di una trattativa che non ci consente di lanciarci in nessuna previsione rassicurante.
E’ una richiesta politica che tenta di fornire una risposta adeguata alla precarietà salariale di più di un milione di lavoratori e di circa 300 000 lavoratori stagionali che la crisi ha acuito in modo impressionante.
Care Compagne e Cari Compagni, la stagione contrattuale che oggi si inaugura sarà complessa, priva di termini di raffronto, e aperta ad ogni esito, anche il meno scontato.
La Filcams intende stare in campo e giocare fino in fondo la partita senza arroccamenti ma anche senza cedimenti alla rassegnazione politica e negoziale.
Nella difesa ostinata di alcuni punti fermi quali l’occupazione, la sua salvaguardia e il suo accrescimento, crediamo sia necessario adottare fin da ora un impegno che è essenzialmente strategia d’ attacco.
Questa vertenza dovrà incontrare la costante direi pressoché quotidiana partecipazione di tutta la categoria, di tutti i delegati, di tutte le lavoratrici e i lavoratori, che dovranno vivere il negoziato “dal vivo”, in tutte le sue fasi.
La Segreteria si impegna a promuovere coltivare, estendere l’informazione che è il primo ingrediente per ravvivare una cultura della democrazia e, appunto, della partecipazione ,che mai come oggi è messa sotto pressione e in discussione a partire dal disamore verso la politica per arrivare al malcelato disprezzo del valore della rappresentanza e del suo ruolo.
E’ inimmaginabile pensare di riuscire a sostenere il peso di quanto accadrà nei prossimi mesi senza il ferreo convincimento che ci si assume la responsabilità di decidere solo se si decide assieme e si condivide assieme i passi in uno scambio costante che è crescita e rafforzamento continuo del nostro essere Filcams.
Da oggi pertanto e per tutta la durata del negoziato dobbiamo ritenerci tutti in assemblea permanente.
Grazie

Roma 12 novembre 2012