Category Archives: MANIFESTAZIONI E SCIOPERI

Roma, 10 maggio 2018

Via pec

Spett.le
ERRECI NEGOZI Srl

Le scriventi Segreterie territoriali con la presente proclamano lo sciopero della prestazione lavorativa per l’intera giornata di sabato 12 maggio 2018.

La proclamazione, conseguente allo stato di agitazione proclamato in data 5 marzo 2018 ed il blocco di tutte le prestazioni supplementari/straordinarie comunicato il 26 marzo 2018, è dovuta alla totale mancanza di riscontro alle nostre numerose richieste di incontro.

Inoltre ad oggi ancora non risultano liquidate le retribuzioni di marzo 2018, continua l’abuso della richiesta di prestazioni supplementari nonché l’errata computazione nei cedolini delle prestazioni domenicali, la mancata regolarizzazione dei contratti individuali di lavoro part time con l’indicazione della distribuzione oraria settimanale e giornaliera, il mancato rispetto degli affidamenti intercorsi tra le Parti durante gli incontri avuti fino al dicembre 2017 (consolidamento orari di lavoro, identificazione figura di capo negozio, nuove aperture di pdv e conseguente recupero occupazionale, per citarne soltanto alcuni).

Nel richiedere, ancora una volta, un incontro urgente, ci riserviamo ulteriori azioni di protesta e mobilitazione a tutela della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.

Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs
F. BuonopaneM. CeottoG. Fiorino

COMUNICATO SINDACALE

SMA SIMPLY PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE

Dopo la faticosa trattativa per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale conclusasi lo scorso dicembre con la sottoscrizione della proroga dell’attuale CIA fino al 31 dicembre 2018, SMA ha continuato ad operare in maniera ambigua sui territori, mancando spesso di coinvolgere, nella ricerca di soluzioni ai problemi legati ad un persistente problema di vendite, le rappresentanze sindacali territoriali.

Le nostre strutture ci segnalano inoltre che il tanto esaltato nuovo piano commerciale sta registrando significative battute di arresto.

In data 29 gennaio 2018 le Segreterie Nazionali procedevano ad una richiesta di incontro per avere un quadro completo del piano di riorganizzazione e delle eventuali chiusure su scala nazionale, a seguito della notizia della imminente cessazione di attivitàà dell’IperSimply di Mantova.

A tale formale richiesta, non è mai seguita altrettanto formale risposta.

Quanto poi recentemente verificatosi nel canale ipermercati, con la improvvisa chiusura di due importanti punti vendita a Napoli e Catania, non fa che accrescere la preoccupazione per il futuro di tutto il perimetro di Auchan Retail Italia, che pare essere a rischio nel suo complesso, a causa dell’assenza di una chiara politica di investimenti e rilancio, a partire dal Sud.

Per queste ragioni, in solidarietà coi colleghi di Auchan La Rena e Napoli Argine, e in attesa dell’incontro nazionale con l’azienda che dovrebbe tenersi il 23 maggio,

FILCAMS, FISASCAT e UILTUCS proclamano lo stato di agitazione a livello nazionale per tutti i negozi della rete SMA Simply

Invitiamo le strutture territoriali a dare massima visibilitàà alla iniziativa anche attraverso assemblee nei luoghi di lavoro che potranno risultare, come sempre, utili per fare il punto con le lavoratrici e i lavoratori, in vista del previsto confronto con la direzione aziendale.

FILCAMS CGILFISASCAT CISLUILTuCS

Roma 26 aprile 2018

Roma, 9-03-2018

Spett.le
Direzione Mediamarket SpA
c.a Direzione Risorse Umane
Via Enrico fermi, 4
24035 Curno – Bergamo
Fax 035-2022450
Mediamarket@mediamarket.telecompost.it

Le scriventi Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS, considerato che Mediamarket sta imponendo unilateralmente il trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori dei punti vendita in chiusura e delle aree interessate da Contratto di Solidarietà, proclamano 8 ore di sciopero, da programmare a livello territoriale in modo articolato ed improvviso, a partire dal 10 marzo 2018.

Riteniamo il comportamento di Mediamarket inaccettabile: dietro ai trasferimenti si cela la volontà di spingere i lavoratori alle dimissioni.

All’arroganza dell’azienda è necessario rispondere duramente, quindi dopo lo sciopero del 2 e 3 Marzo e di questa proclamazione, seguiranno ulteriori mobilitazioni.

Filcams Cgil Fisascat CislUiltucs
A. Di Labio E. M. VanelliM. Marroni

Comunicato sindacale
Mediamarket
esito incontro 16 Febbraio 2018 e proclamazione sciopero 3 Marzo 2018

L’incontro con Mediamarket del giorno 16 Febbraio 2018 si è concluso con la decisione di Filcams, Fisascat e Uiltucs, unitamente al coordinamento unitario delle delegate e dei delegati, di proclamare lo sciopero nazionale per l’intera giornata del 3 marzo 2018.
La decisione di arrivare alla mobilitazione scaturisce dalle azioni che l’impresa ha dichiarato di mettere in atto:
• Chiusura al 31 marzo 2018 dei punti vendita di Grosseto e Milano Stazione Centrale.
• Cessazione definitiva del Contratto di Solidarietà il 30 Aprile 2018 e la volontà di risolvere definitivamente gli esuberi.
• Trasferimento della sede di Curno (BG) a Verano Brianza (MB) con riduzione dell’area vendita del punto vendita coincidente.
• L’eliminazione a far data dal 1° maggio 2018 della maggiorazione domenicale del 90% riconoscendo il solo 30% previsto dal CCNL.

L’impresa è mossa dalla volontà di rendere tutti i punti vendita economicamente sostenibili in virtù di un bilancio consuntivo in perdita di 17 Milioni di euro ed ha precisato che ciò si è determinato perché un maggior numero di negozi ha registrato un andamento negativo rispetto l’anno precedente.
L’unica soluzione proposta da Mediamarket in alternativa ai licenziamenti dei dipendenti, delle aree in solidarietà e dei punti vendita in chiusura, è il trasferimento sui punti vendita di tutto il territorio nazionale tra cui l’unica nuova apertura del punto vendita di Chivasso (TO). Tali trasferimenti comporterebbero probabilmente condizioni peggiorative come avvenuto nei recenti casi analoghi.
Filcams, Fisascat e Uiltucs ritengono che l’annuncio di ulteriori chiusure di negozi fatta con così poco preavviso lo rende ancora più inaccettabile, mettendo le lavoratrici e i lavoratori di fronte al ricatto del trasferimento.
Considerato che i 17 Milioni di euro di perdite, evidentemente, non sono imputabili tutti a Grosseto e Milano Centrale, è stata chiesta all’impresa la lista dei punti vendita in perdita al fine di avere chiarezza sulle future possibili criticità. L’azienda si è categoricamente rifiutata di fornire informazioni in tal senso.
Considerato che l’esito dell’incontro porta ad ulteriore perdita di occupazione e alla volontà di ridurre il salario dei lavoratori, la decisione di proclamare la mobilitazione nazionale è inevitabile e si pone l’obiettivo di far retrocedere l’azienda da tali decisioni e riportare le relazioni sindacali ad un confronto costruttivo che si ponga prima di tutto l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e migliorare le condizioni di lavoro.
Filcams Fisascat e Uiltucs invitano le strutture territoriali e le RSA/RSU a organizzare assemblee e ad attivare tutti i canali al fine di promuovere la mobilitazione in tutta l’azienda. Dichiariamo fin da subito che lo sciopero del 3 Marzo è solo il primo atto di una mobilitazione che dovrà proseguire. A tal fine è proclamato da subito lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Mediamarket.

Roma, 16 febbraio 2018

Roma, 16-02-2018

Alla Direzione aziendale di
L’Isola Verde Erboristerie Srl
Via A. Moro, 31 Loc Piano Di Noce
56010 Lugnano di Vicopisano (PI)

e p.c. Al Commissario Giudiziale
Dr Turrini

A fronte delle valutazioni espresse dal Commissario Giudiziale nella comunicazione del 13 febbraio u.s. e delle decisioni conseguenti e a fronte del reiterato silenzio aziendale sulle richieste di incontro più volte avanzate dalle Organizzazioni Sindacali per rappresentare le istanze dei lavoratori , siamo ad informare delle decisioni assunte dal Coordinamento unitario dei delegati, tenutosi il 13.02.2018:

Filcams CGIL Fisascat CISL UILtucs
Concetta Di Francesco Marco Demurtas Gianni Rodilosso

Allegati

COMUNICATO SINDACALE UNITARIO
CCNL Distribuzione Cooperativa
Proclamazione sciopero 22-12-2017

Filcams, Fisascat e UILTuCS nel confermare lo sciopero del 22 Dicembre 2017 considerano inaccettabile il fatto che a distanza di 4 anni non ci siano le condizioni per arrivare al rinnovo del CCNL. Le confuse e strumentali comunicazioni che le cooperative stanno diffondendo in questi giorni dimostrano la debolezza delle argomentazioni prodotte che nascondono la volontà di non addivenire ad un accordo.
Filcams Fisascat e UILTuCS perseguono la ripresa del tavolo negoziale per assicurare il rinnovo del CCNL della distribuzione cooperativa alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore. Nel corso del negoziato le organizzazioni sindacali hanno legittimamente manifestato sensibilità e priorità diverse, sempre nell’ambito di un percorso saldamente unitario. Le cooperative di consumo continuano ad enfatizzare il tema dell’assenteismo – che preferiremmo chiamare pagamento dei primi tre giorni di malattia – nascondendo quanto lunga è la lista delle problematiche poste dalle stesse. Riportiamo di seguito le richieste perentorie, penalizzanti per il lavoro quanto inaccettabili che ostacolano il buon esito della vertenza.

A sostegno del salario e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della distribuzione cooperativa Filcams, Fisascat e UILTuCS chiedono agli addetti del settore di scioperare il 22 Dicembre 2017 e nelle altre giornate che a livello territoriale potranno essere unitariamente individuate.

Roma, 14-12-2017

Roma, 22 novembre 2017

COMUNICATO

Nell’incontro del 21/11/2017 la Direzione SMA ha consegnato il testo di un “accordo sperimentale” con durata di 12 mesi (1 gennaio – 31 dicembre 2018). Tale versione rappresenta una radicale novità rispetto a quanto discusso per mesi sotto “la spada di Damocle” della disdetta del Contratto Integrativo Aziendale decisa dell’Azienda a decorrere dal 1 gennaio 2018.

Il testo consegnato contiene la ripetizione delle norme in materia di relazioni sindacali, diritti sindacali, malattia e infortunio, cure termali, visite mediche specialistiche, pause, indennità di funzione e specialisti. Il documento dispone invece un arretramento economico sul lavoro domenicale e sul salario variabile (importo, indicatori, probabilità di erogazione).

L’Azienda ha dichiarato disponibilità alla valutazione di alcune richieste presentate dalle OO.SS. in tema di diritti sociali, ma nessuna disponibilità è stata invece offerta rispetto alle garanzie occupazionali per il futuro.

Vale la pena ricordare che, da un lato la stessa Azienda ha più volte dichiarato il quadro di criticità economica in cui versa da tempo e il cui superamento è previsto solo nel prossimo quadriennio, dall’altro, tali garanzie erano già state previste negli accordi di proroga del Contratto Integrativo Aziendale stipulati nel 2015 e 2016; ciò rende incomprensibile l’attuale rifiuto.

Al termine della riunione, pur confermando la successiva data di incontro per il 12 dicembre 2017, l’Azienda ha dichiarato che sussistono “rilevanti distanze” nelle posizioni che potrebbero impedire l’accordo, e quindi, rendere inevitabili gli effetti della disdetta (cessazione CIA).

Le OO.SS. hanno ribadito la volontà di addivenire ad un’intesa della durata di due anni che preveda il mantenimento delle norme del Contratto Integrativo Aziendale 2014, con poche modifiche limitate ad alcuni istituti contrattuali (organizzazione del lavoro, salario variabile). In questo ambito andranno anche definite garanzie per la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Le OO.SS. ritengono necessario sviluppare in modo coordinato la capillare informazione ai lavoratori attraverso le assemblee in tutte le filiali da tenersi nei prossimi giorni.

Questa fase del negoziato assume una grande importanza ai fini del futuro dei lavoratori e delle lavoratrici SMA e dei loro diritti, così faticosamente conquistati in anni di contrattazione: è necessario che l’Azienda riveda le sue posizioni.

Per queste ragioni, a sostegno della vertenza, si proclama

STATO DI AGITAZIONE NAZIONALE E BLOCCO DEL LAVORO STRAORDINARIO/FESTIVO

FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTUCS

Roma, 22 novembre 2017

Roma, 28 settembre 2017

Via pec/fax

Le scriventi OO.SS. con la presente sono a dichiarare lo stato di agitazione in conseguenza di quanto emerso nell’incontro del 26 settembre 2017.
Le parti hanno sottoscritto responsabilmente un accordo difficile, poi approvato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori, al fine di supportare il piano di riorganizzazione volto a garantire l’autonomia e la stabilità dell’impresa cooperativa e la salvaguardia dei livelli occupazionali.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono la validità degli strumenti condivisi ma al contempo prendono atto di una confusione nella gestione dell’impresa che sta determinando preoccupazione sul buon esito della realizzazione del piano di “salvataggio”.
Assistiamo ad un continuo aggiornamento delle iniziative dell’impresa che non è più sostenibile, il piano prevedeva di agire su alcune leve: l’efficientamento della rete vendita attraverso la chiusura o la cessione di alcune unità produttive, la riduzione del costo del lavoro, l’utilizzo di ammortizzatori sociali, l’internalizzazione di alcune attività e la riorganizzazione della sede di Vignale.

Apprendiamo invece che le leve sono state implementate e che, in netta contraddizione col piano presentatoci, la cooperativa intende ridurre costi e perdite attraverso l’affidamento a terzi di alcune attività, nello specifico la terziarizzazione ulteriore della logistica e l’affidamento a terzi dei reparti pescheria di alcuni punti vendita. Iniziative unilaterali su cui le scriventi manifestato netta contrarietà e a cui si opporranno con tutti le azioni possibili.
Gli annunci di chiusure e cessioni vengono fatti rimbalzare attraverso tutti i canali (comprese le “voci di corridoio”) per poi essere continuamente rettificate e aggiornate, tutto questo, oltre a determinare un clima di incertezza e preoccupazione e ad alimentare dubbi sull’operato della cooperativa e sulla sua autorevolezza, rende impossibile per le scriventi governare i processi, sia in applicazione dell’accordo sia nel rapporto con le lavoratrici ed i lavoratori.

La situazione dei punti vendita campani appare il preannuncio di una tragedia a cui non abbiamo intenzione di assistere passivamente. Nei primi incontri la direzione di Unicoop Tirreno si era spesa dichiarando una prossima cessione dei punti vendita a Coop Alleanza 3.0, eventualità che pare accantonata o da escludere. Nelle assemblee dei soci è già stata annunciata la chiusura dei punti vendita, il che comporterebbe la restituzione dei locali e delle licenze alla proprietaria Unicoop Firenze. Nell’incontro del 26 settembre non è stato possibile avere alcuna informazione in merito se non la conferma che Unicoop Tirreno non intende proseguire la propria attività in Campania. Sul futuro occupazionale di più di 100 persone nessuno è in grado di fornire una risposta. Le scriventi promuoveranno immediatamente tutte le iniziative di mobilitazione volte a dar voce alla situazione di queste lavoratrici e lavoratori di cui il sistema cooperativo sembra essersi dimenticato.
Sia nella sede che nei punti vendita gli ammortizzatori sociali hanno avuto un’applicazione assolutamente marginale, purtroppo il motivo non è un ripensamento dell’impresa sulla quantità degli esuberi dichiarati ma appare come la conseguenza di una continua incertezza e approssimazione sul da farsi. La riorganizzazione delle funzioni di sede non è mai stata avviata veramente e registriamo una confusione gestionale nei punti vendita nei quali prendiamo atto si stia utilizzando una quantità enorme di ore aggiuntive attraverso interinali o peggio ancora con un utilizzo spropositato di flessibilità positiva fuori da qualsiasi intesa contrattuale e su cui preannunciamo che qualora la cooperativa perseverasse saremo costretti ad aprire un contenzioso per garantire il rispetto delle norme contrattuali e di legge.

Abbiamo appreso, raccogliendo informazioni frammentate, di un piano di investimenti di cui non c’era traccia nel piano industriale e che anzi era stato escluso in principio per mancanza di risorse. La leva degli investimenti è fondamentale, non c’è l’intenzione di opporsi ovviamente, ma sarebbe utile avere un quadro organico di quanto e come si sta investendo. A riguardo, avendo appurato che molte risorse sono state dedicate al canale ipermercati nel Lazio, addirittura trasformando un supermercato in ipermercato, ci interroghiamo quale coerenza ci sia con gli annunci (fatti sempre con approssimazione) su una possibile futura riduzione dell’area vendita dell’ipermercato di Livorno e con i precedenti posizionamenti della cooperativa che prevedevano l’abbandono del canale iper. Sottolineiamo tali incoerenze perché alimentano le voci che questo sarebbe invece coerente ad una possibile scissione dell’impresa cooperativa, che verrebbe divisa tra imprese che sul canale iper hanno opinioni opposte. Le scriventi chiedono chiarimenti in quanto alla base del confronto fino ad oggi svolto c’è sempre stata la salvaguardia dell’autonomia e dell’unicità della cooperativa.

Le scriventi Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs esigono che vengano date risposte nette e attendibili che consentano di avere un quadro a medio termine sulla riorganizzazione. Ribadiscono la richiesta che la cooperativa riveda la proprie intenzioni di affidamento a terzi delle attività e che sia in grado di garantire i livelli occupazionali di tutte le lavoratrici ed i lavoratori. Confermando pertanto la proclamazione dello stato di agitazione e delle iniziative utili a rappresentare e tutelare le lavoratrici ed i lavoratori le scriventi dichiarano la propria disponibilità ad eventuali incontri per avere chiarimenti e risposte su quanto argomentato con la presente, chiedendo che il sistema cooperativo per tramite di ANCC sia presente e partecipe.

p. la FILCAMS/CGIL p. la FISASCAT/CISL p. la UILTuCS
A. Di Labio V. Dell’Orefice P. Andreani

COMUNICATO UNTARIO SCIOPERO Soget Spa

Il 30 giugno 2017 lavoratrici e lavoratori della Soget Spa incroceranno le braccia per l’intera giornata, al culmine dello stato di agitazione proclamato a livello nazionale da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs in seguito all’apertura di una procedura di licenziamento collettivo per 26 Ufficiali di Riscossione, operanti nelle Regioni Abruzzo, Puglia e Calabria.
L’Azienda si occupa di Riscossione dei Tributi per gli Enti Locali ed occupa circa 320 dipendenti concentrati principalmente in Abruzzo e Puglia, opera da oltre 10 anni nel settore, con un’attività ormai consolidata, che ha visto in questo arco temporale crescere il numero degli impiegati. Oggi però la Soget decide di modificare la propria organizzazione, optando per il licenziamento di figure professionali specializzate come gli Ufficiali di Riscossione, cresciuti e formate all’interno della stessa.
Le trattative svolte nei giorni scorsi hanno visto da parte aziendale un atteggiamento di totale chiusura a tutte le proposte avanzate e ai tentativi di risoluzione non traumatica della vertenza, che avrebbero permesso di evitare i licenziamenti del personale coinvolto.
Prevista per il 6 luglio la convocazione presso il Ministero del Lavoro, per affrontare la fase amministrativa della procedura.
Le OOSS metteranno in campo tutte le misure consentite per la tutela dell’occupazione, dei diritti e delle dignità dei lavoratori.
Roma, 28 giugno 2017

FILCAMS FISASCAT UILTUCS

AUCHAN RETAIL : ORA LA DISDETTA COLPISCE LA RETE DEI SUPERMERCATI

Il 28 marzo 2017 con formale lettera alle Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, la direzione di Auchan Retail ha comunicato la disdetta del contratto integrativo aziendale SMA Simply a far data dal 30 giugno.

Nel corso dell’incontro del 21 marzo le OOSS. avevano proposto di addivenire ad un ulteriore proroga degli accordi esistenti con l’intento di agevolare una trattativa complicata che riguarda appunto la contrattazione integrativa del canale supermercati dell’impresa.

Purtroppo questa richiesta di buon senso è caduta nel vuoto e oggi ci troviamo davanti ad una manifestazione di ostilità che non aiuta ma che al contrario rischia di rappresentare un ostacolo pesante nella ricerca di soluzioni condivise.

Questa disdetta si pone in continuità con le azioni unilaterali del passato che hanno visto, nella rete ipermercati, l’azzeramento di diritti e tutele conquistati in anni di relazioni sindacali oltre che il licenziamento di più di un migliaio di dipendenti.

La crisi del gruppo Auchan Retail desta grande preoccupazione ma il prezzo di questa crisi non può continuare ad essere scaricato unicamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori.

Riteniamo si debba avviare subito un negoziato vero che metta al centro la salvaguardia dell’occupazione, e registri come premessa ineludibile la volontà dell’azienda di investire in una credibile azione di rilancio.

Contro la politica delle azioni unilaterali, e a sostegno di un tavolo che debba produrre soluzioni eque e rispondenti alle esigenze di tutti e non sancire la mera restituzione di diritti e salario,

Filcams, Fisascat e Uiltucs

proclamano lo stato di agitazione nazionale e un pacchetto di otto ore di sciopero la cui articolazione verrà decisa in base all’andamento del confronto.

Roma 29 marzo 2017

Segreterie Nazionali

Comunicato Sindacale
Unicoop Tirreno

In occasione dell’incontro tenutosi lo scorso 1 febbraio 2017 fra la direzione di Unicoop Tirreno e le OO. SS. Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs, i rappresentanti dell’impresa cooperativa, in risposta alle sollecitazioni variamente proposte dalla delegazione sindacale, hanno sostanzialmente aperto ad un confronto di merito afferente:

1) la rinegoziazione del contratto integrativo aziendale, abbandonando l’intenzione precedentemente manifestata di procedere ad una revoca dello stesso, soprattutto relativamente agli istituti a contenuto economico diversi da quelli considerabili diritti quesiti;

2) la verifica, sulla scorta di dati gestionali precisi, che la nostra controparte si è impegnata a sottoporre alle OO.SS. già in occasione del prossimo incontro, dei punti vendita ricompresi nella lista dei negozi da chiudere e in quella dei punti vendita da cedere a terzi, al fine di operare una valutazione oggettiva su dati economici di fatto e non mero frutto di determinazioni unilaterali aziendali;

3) la quantificazione dell’eccedenza in termini orari esistente in ambito aziendale rispetto al fabbisogno per la saturazione del servizio, a seguito della predetta verifica sui negozi connotati da un andamento gestionale ritenuto irrecuperabile;

4) il ricorso all’ammortizzatore sociale conservativo che garantisca il periodo più lungo fra quelli previsti dall’ordinamento e potenzialmente attivabili per le causali sulle quali le parti concorderanno.

Inoltre la direzione di Unicoop Tirreno ha manifestato la propria disponibilità a condividere con le OO.SS. un protocollo relativo alle "regole d’ingaggio" da applicare ai lavoratori in servizio presso i punti vendita oggetto di eventuali cessioni, al fine di garantire loro un trattamento economico-normativo non penalizzante, nonché la possibilità di verificare con le OO.SS. il grado di affidabilità dei potenziali acquirenti; queste disponibilità, che si porrebbero in aggiunta alle previsioni civilistiche in tema di cessione di ramo d’azienda, per quanto da valutare nella sua reale portata, appaiono in netta controtendenza rispetto ad un recente passato connotato da approssimazione e disinvoltura nella scelta di partner commerciali rivelatisi al di sotto degli standard minimi di serietà che un’impresa cooperativa dovrebbe pretendere (si pensi al tragico esempio dei negozi conferiti nelle province di Latina e Frosinone) da imprenditori che opereranno con lavoratrici e lavoratori formati e strutturati professionalmente alle sue dipendenze e nei confronti dei quali non dovrebbe sentirsi definitivamente del tutto "disimpegnata".

Le OO.SS., che hanno proposto di proseguire il confronto nelle giornate del 7 e 14 febbraio a Roma, hanno sospeso (e non revocato) lo sciopero previsto per il 3 febbraio, riservandosi di programmarlo nuovamente qualora il prosieguo del negoziato non facesse registrare avanzamenti apprezzabili in termini di salvaguardia occupazionale.

FILCAMS CGILFISASCAT CISLUILTUCS

Roma, 2 febbraio 2017

Roma, 15 novembre 2016

TESTO UNITARIO

come noto il Governo ha varato il decreto legislativo di attuazione della riforma Madia per il riordino del sistema camerale.

Nel farlo però, non solo ha ignorato le richieste unitarie che abbiamo presentato in ogni sede parlamentare ma, soprattutto, non ha tenuto conto delle conclusioni raggiunte dalle due commissioni parlamentari preposte e riportate nei previsti pareri, trascurando anche gran parte delle proposte avanzate da Unioncamere nazionale che, per quanto riguarda il personale, andavano nella stessa direzione indicata dalle scriventi.

Uno sgarbo istituzionale servito a svelare, dietro la parvenza di voler riordinare un sistema certamente perfettibile, il reale disegno del Governo: lo smantellamento per trasferire funzioni ad altri soggetti, pubblici e privati, con costi a carico delle imprese e ripercussioni per i lavoratori e per la collettività di non poco impatto.

Per questi motivi proseguiamo la nostra mobilitazione sia a livello nazionale, che a livello regionale e territoriale, insieme anche alle categorie del della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil.

A livello regionale e territoriale la mobilitazione deve declinarsi in modo capillare. Per questo vi chiediamo di avviare tutte le possibili interlocuzioni con i politici espressione dei territori a livello nazionale, con gli interlocutori politici regionali, locali, con i vertici delle camere di commercio locali e con le unioni regionali, con i Prefetti e con la stampa locale per amplificare la giusta attenzione sulla vertenza e sulle iniziative che andremo ad intraprendere.

P. Filcams Cgil Nazionale
Elisa Camellini

COMUNICATO

Il giorno 8 settembre 2016 si è tenuto l’incontro di apertura del confronto sulla situazione della Snai Rete Italia, nel corso del quale la Direzione Aziendale ha presentato una grave situazione di bilancio che, a sua detta, imponeva una rivisitazione del perimetro delle Agenzie gestite in maniera diretta, nonché la dismissione della sede di Roma. La Società ha quindi illustrato un piano di ristrutturazione molto pesante con impatto su diverse agenzie dislocate su tutto il territorio nazionale per oltre 100 lavoratori coinvolti. Questa pesante ristrutturazione avverrebbe a poco più di un anno dall’acquisizione da parte di Snai delle agenzie ex-SIS Srl e a nemmeno due mesi dalla chiusura della procedura di Concordato Preventivo di quest’ultima. In occasione di tale operazione come OO.SS avevamo condiviso un percorso volto a tutelare l’occupazione, anche attraverso un accordo non privo di sacrifici per i lavoratori. Dopo un solo anno, invece, vediamo vanificati gli sforzi e assistiamo ad un piano articolato da parte del Gruppo Snai volto a tagliare significativamente i livelli occupazionali, che passa tramite il forte ridimensionamento della sede di Porcari (Lucca), la chiusura della sede di Roma, Via Rizzieri, la chiusura/cessione di circa il 50% del Retail di Snai Rete Italia. Durante l’incontro dell’8 settembre Filcams, Fisascat e Uiltucs avevano chiesto alla Direzione aziendale di gestire in maniera unitaria il percorso, per garantire al massimo i diritti dei lavoratori, evitando uno spezzettamento dell’azienda, nonché di predisporre un “accordo quadro per le cessioni” volto a garantire una uniformità di garanzie fra le singole agenzie. In funzione di ciò era stato previsto un nuovo incontro per il 5 ottobre, al fine di portare a compimento la discussione generale e addivenire al suddetto accordo. Nei giorni scorsi abbiamo invece ricevuto le comunicazioni di avvio delle procedure di cessione di ramo d’azienda, in base all’art. 47 L.428/90, che ci costringono ad un percorso serrato nei tempi e che va a definire la situazione delle singole agenzie, ancor prima che si sia compiuta la discussione sul quadro generale. Questa nuova accelerazione rischia di compromettere il percorso generale e tradisce le garanzie che l’Azienda aveva dato alle OO.SS. Nazionali. Le modalità con la quale si è deciso di procedere alle cessioni mettono infine a rischio, l’occupazione e scaricano il peso della ristrutturazione aziendale sui cessionari, limitando le garanzie dei lavoratori, anche rispetto ad un eventuale licenziamento illegittimo, per le dimensioni delle aziende. In funzione di quanto sopra, a sostegno delle giuste istanze dei dipendenti di Snai Rete Italia, le scriventi organizzazioni Sindacali hanno proclamato lo Stato di Agitazione Nazionale, riservandosi di promuovere ogni eventuale iniziativa di mobilitazione, anche senza preavviso. Abbiamo ribadito inoltre la nostra volontà di dialogo, rendendoci da subito disponibili ad affrontare e risolvere le problematiche nell’incontro programmato per il 5 ottobre.

p.La Filcams Cgilp.La Fisascat Cislp.La Uiltucs

Roma, 30-09-2016

COMUNICATO SINDACALE
Alle lavoratrici e lavoratori delle Aziende Speciali e Unioni Regionali Camere di Commercio
PROCLAMAZIONE STATO DI AGITAZIONE

Nel prossimo Consiglio dei Ministri dovrebbe essere approvato il decreto legislativo sulla riforma delle Camere di Commercio.

Se in quella sede fosse approvato il testo dello schema di D. Lgs. circolato in questi ultimi tempi, i dipendenti dalle Unioni Regionali, dalle Aziende Speciali e dalle Aziende di sistema sarebbero investiti da tagli lineari senza nessuna garanzia di continuità occupazionale.


I lavoratori occupati nel sistema delle Camere di Commercio sono da annoverarsi fra i più qualificati e quotidianamente sono impegnati nel garantire servizi che sono essenziali per la funzionalità di interi comparti economici, oltre che delle stesse Camere di Commercio.


La discussione della revisione di un intero sistema di servizi quale quello che erogano le Camere di Commercio non può avvenire senza un confronto di merito sui contenuti del testo del D. Lgs., soprattutto rispetto la tenuta dei livelli occupazionali garantiti dalla stessa legge delega su cui trae origine il decreto legislativo in discussione.


Vogliamo ricordare ai legislatori che le lavoratrici e i lavoratori occupati in tali realtà, ad oggi, non beneficiano né di ammortizzatori sociali di carattere conservativo, né di possibilità di ricollocazione nell’alveo della P.A..

Al fine di sollecitare una compiuta presa d’atto da parte di Governo e Parlamento in ordine alle criticità denunciate e un intervento correttivo con il coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali per attuare pienamente il demando della legge delega, rispetto alle garanzie occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori occupati in tutte le realtà del sistema camerale, si proclama lo stato di agitazione di tutto il personale interessato, e qualora non intervenissero le sostanziali modifiche espresse a settembre verrà proclamata la mobilitazione nazionale.

Segreterie Nazionali

Roma, 5 agosto 2016