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Alle 12.00 la manifestazione in piazza della scala con gli interventi di Camusso, Petteni e Barbagallo

Sono migliaia le lavoratrici e i lavoratori che da questa mattina sfilano al corteo organizzato a Milano dalle federazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per i nuovi contratti nazionali di lavoro attesi da 24 mesi dagli oltre 500 mila dipendenti delle imprese della grande distribuzione organizzata aderenti alla Federdistribuzione, del sistema cooperativo e delle aziende commerciali facenti capo alla Confeserenti.

Sciopero Commercio
Da Corso Venezia, passando per Piazza San Babila, Corso Matteotti, Piazza Meda, Via Catena e Via Case Rotte, il corteo è diretto in Piazza della Scala, dove alle ore 12.00 si alterneranno gli interventi dei delegati delle aziende del settore, e dei vari esponenti di CGIL CISL UIL.
Si tratta della seconda giornata di mobilitazione contro lo stallo negoziale in replica alla prima partecipatissima giornata di sciopero del 7 novembre scorso alla quale non è purtroppo seguita l’auspicata ripresa dei negoziati né è stato individuato un punto di mediazione per giungere al rinnovo dei contratti.
Chiara e netta la posizione di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno dichiarato la ferma contrarietà sulle proposte della Federdistribuzione,  riferite  alla cancellazione degli istituti economici previsti dal contratto,  e confermato l’indisponibilità a trattare sulla pesante riduzione del costo del lavoro avanzata da ANCC Coop, AGCI, CCI sul tavolo della distribuzione cooperativa, dove le associazioni datoriali del settore puntano sostanzialmente al recupero di competitività delle imprese attraverso l’annullamento delle condizioni costruite nel corso dei precedenti rinnovi contrattuali.

Roma, 18 novembre 2015

il 7 novembre 2015 le lavoratrici ed i lavoratori della Distribuzione Cooperativa, delle imprese di Federdistribuzione e di Confesercenti hanno scioperato in tutta Italia.
Sono rimasti chiusi negozi ed ipermercati, molti punti vendita hanno aperto ma senza servizio nei reparti, adesioni importanti anche negli uffici e nella logistica. È arrivata una risposta netta dal Sud, stanco di continue chiusure e procedure di licenziamento e privo di una qualsiasi politica economica. Piene Piazze e Gallerie Commerciali in tutta Italia. Presidi e volantinaggi davanti ai negozi e nei parcheggi dei Centri Commerciali per spiegare ai consumatori le ragioni degli addetti che ogni giorno incontrano in negozio.
Hanno scioperato le lavoratrici ed i lavoratori delle insegne Auchan, Carrefour, Coin, Conad, Coop, Esselunga, Famila, Ikea, Leroy Merlin, Metro, Panorama, Pam, Rinascente, Ovs, Sma, Zara e molte altre.
Uno sciopero per il Contratto Nazionale ma che comprende anche le vicende aziendali, fatte di disdette di integrativi e di rinnovi difficili, di procedure di mobilità e di ammortizzatori sociali, di peggioramento dei carichi e degli orari di lavoro.
Il merito della riuscita è innanzitutto delle delegate e dei delegati, dei segretari e dei funzionari territoriali che hanno fatto un lavoro straordinario, spesso subendo azioni antisindacali da parte dei referenti aziendali che però non sono servite a limitare l’adesione allo sciopero di tante lavoratrici e lavoratori. L’esito positivo ha fatto sì che la protesta sia arrivata ai media e agli organi di stampa nazionali; l’hastag #fuoritutti è stato tra i più usati d’Italia nella giornata del 7 novembre; i social network sono stati invasi dalla mobilitazione del commercio.
Dopo 22 mesi di richieste al tavolo inaccettabili è arrivata la risposta netta delle lavoratrici e dei lavoratori, le imprese devono prenderne atto e riaprire il confronto rivedendo le loro posizioni . Lo sciopero del 19 Dicembre è già proclamato unitariamente, c’è più di un mese per verificare che ci siano le condizioni per rinnovare il Contratto Nazionale.

p. la Filcams Cgil nazionale
F. Russo / A. Di Labio

Comunicato Sindacale

FEDERDISTRIBUZIONE
SCIOPERO NAZIONALE 7 NOVEMBRE E 19 DICEMBRE

Dopo due anni di negoziato per la definizione di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, le trattative si sono rotte a causa delle rigidità e dell’atteggiamento dilatorio mantenuti da Federdistribuzione.

L’associazione datoriale non solo si è rifiutata, nel corso del confronto, di prendere in considerazione la piattaforma rivendicativa presentata da Filcams, Fisascat e UILTuCS ma inoltre:

·si è dichiarata indisponibile ad erogare aumenti salariali, così come previsto dal recente rinnovo del CCNL Confcommercio, se non attraverso una dilazione della decorrenza e durata nel periodo 2016/2018, senza alcuna copertura per gli anni 2014/2015;

·ha posto la necessità, ai fini di un presunto recupero di produttività, di determinare un grave arretramento rispetto ad alcuni istituti, intervenendo su: automatismi (scatti di anzianità, passaggio automatico dal V al IV livello…), permessi retribuiti, distribuzione dell’orario di lavoro e sospensione dell’incidenza di XIII^ e XIV^ mensilità sul trattamento di fine rapporto.

Tali richieste, ribadite da parte di Federdistribuzione anche negli ultimi incontri avvenuti tra luglio ed ottobre, hanno di fatto sancito una distanza incolmabile tra le posizioni e reso inevitabili iniziative di lotta e mobilitazione, a partire dalla proclamazione dello sciopero nazionale per le intere giornate del 7 novembre e del 19 dicembre 2015.

Ad aggravare la situazione, le continue disdette della contrattazione integrativa aziendale che determinano un forte peggioramento di diritti ed ulteriore perdita salariale e le procedure di licenziamento collettivo, i contratti di solidarietà, il ricorso alla cassa integrazione, ormai all’ordine del giorno, che deteriorano, sempre di più, le condizioni di lavoro in punti vendita aperti 365 giorni all’anno, spesso 24 ore al giorno.

    È TEMPO DI MOBILITAZIONE, BASTA SCUSE!
    LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI NON POSSONO PIÙ ASPETTARE.
    DIRITTI, SALARIO E RISPETTO PER IL LAVORO!

L’astensione del lavoro è proclamata per il turno completo di lavoro giornaliero.
Per le unità produttive che nella giornata di sabato non svolgono attività, l’astensione è prevista per il venerdì 6 novembre e il venerdì 18 dicembre.

FILCAMS CGILFISASCAT CISL UILTUCS UIL

ottobre 2015

Roma, 26 settembre 2014

Nella giornata del 24 settembre u.s. si è tenuto il previsto incontro con Federdistribuzione finalizzato alla prosecuzione del confronto in ordine alla definizione di un CCNL di comparto.

Ad una breve introduzione volta ad evidenziare il persistere di una situazione generalizzata di forte crisi ed un contesto economico ormai in pieno regime deflattivo è seguita una discussione circa la posizione assunta dall’associazione datoriale nel contesto dell’incontro del 29 luglio u.s., in discontinuità rispetto all’andamento complessivo della trattativa degli ultimi mesi (vedi circolare 01/08/14).

Come Filcams, in premessa, si è sottolineato come, in considerazione della portata della nuova proposta, l’incontro non potesse che assumere carattere interlocutorio e che fosse necessario prevedere un riaggiornamento del negoziato, anche in termini ravvicinati, al fine di effettuare le necessarie valutazioni e verifiche al nostro interno.

Abbiamo inoltre rilevato come la genericità dei termini della nuova impostazione rendesse difficoltosa l’assunzione di un orientamento definito e compiuto da parte nostra e come questo, conseguentemente, rendesse necessario avviare una prima e parziale serie di puntualizzazioni, a partire da tre temi: salario, patto/protocollo per la crisi e normativa contrattuale di riferimento.

1) SALARIO

Abbiamo confermato che non si è nell’ambito delle dinamiche negoziali che hanno caratterizzato i precedenti rinnovi contrattuali e che quindi la definizione dell’aumento salariale (parametri/modalità di erogazione) è da considerarsi, già nella fase attuale del negoziato, tra le priorità.

2) PATTO PER LA CRISI

Da parte nostra si è sostenuto che la nostra piattaforma contiene alcuni temi, strategici in una situazione di crisi, sui quali strutturare un eventuale protocollo. Abbiamo evidenziato quindi la necessità di porre, tra gli argomenti l’introduzione di interventi che incidano sulla disoccupazione e a tutela dell’occupazione esistente, la questione della legalità nel settore, la salvaguardia della contrattazione integrativa e la situazione del mezzogiorno.

3) NORMATIVA CONTRATTUALE DI RIFERIMENTO

Rispetto alla definizione di un contratto Federdistribuzione e del relativo assetto normativo abbiamo evidenziato come permangano criticità derivanti dal fatto che la Filcams non sia firmataria del rinnovo del 2011.

Per quanto ci riguarda, il tessuto contrattuale di riferimento, peraltro in coerenza con quanto esplicitato nella premessa della piattaforma sindacale, non può consistere in una mera traslazione di suddetto rinnovo.

A sostegno della necessità di definire tali questioni, si sono inoltre ribadite le complicazioni, a tutt’oggi presenti, derivanti dalla fuoriuscita di Federdistribuzione da Confcommercio, dal contestuale recesso dal CCNL TDS e dalla conseguente frammentazione del tavolo contrattuale del commercio. In tal senso abbiamo espresso preoccupazione rispetto al fatto che si possa concretizzare il rischio che ai diversi tavoli si definiscano trattamenti economici e normativi differenti per lavoratori che prestano attività nel medesimo comparto.

Preso atto della necessità di riaggiornare il confronto, Federdistribuzione ha fornito alcune precisazioni di rito rispetto a quanto argomentato dalle OO.SS., con, in aggiunta, la riproposizione delle consuete richieste in tema di bilateralità, senza di fatto nulla aggiungere a quanto già sostenuto lo scorso 29 luglio.

La Filcams, a chiusura dell’incontro, considerate anche le possibili ripercussioni della legge delega di riforma del mercato del lavoro sul negoziato, ha confermato la disponibilità a riaggiornare il confronto in termini ravvicinati.

In ordine all’incontro previsto che, su richiesta di Federdistribuzione e considerata la rilevanza della fase negoziale, si terrà alla presenza dei Segretari Generali, vi forniremo tempestivamente i termini di calendarizzazione.

p. Filcams-CGIL Nazionale
Fabrizio Russo

Roma, 01 agosto 2014

Nell’incontro del 29 luglio u.s. a Roma, Federdistribuzione ha introdotto nuovi elementi provando a segnare una discontinuità rispetto all’impostazione presentata negli incontri conclusi il 3 luglio us, ma anche rispetto a tutto l’andamento della trattativa.

Federdistribuzione ha riposizionato il negoziato nell’ambito del noto contesto di crisi economica e sociale del paese e rispetto alle prospettive di crescita che già, per il 2014, sono state riviste in negativo, oltre alle incertezze legate agli andamenti dei prossimi anni. Una disamina offerta per porre con forza l’esigenza di un Contratto Nazionale non scollegato, anzi condizionato, da tale contesto.

Federdistribuzione ha dichiarato di aver registrato con chiarezza che le richieste presentate in questi mesi al tavolo, non trovano, da parte della Filcams e delle altre OOSS, disponibilità e convergenze per la definizione del contratto nazionale.
Di contro, non è sostenibile, in questa fase, affrontare la trattativa per il Contratto Nazionale seguendo gli “schemi tradizionali” perché il sistema della GDO non è in grado di sostenere aggravi di costi.

Da tale consapevolezza è maturata, nelle aziende associate, la necessità di individuare percorsi diversi, altre strade, che possono portare a costruire un risultato per entrambe le parti.
La condizione è di un Accordo per fornire alle parti la certezza e la continuità nell’applicazione di norme e contenuti del vigente CCNL. Questa certezza consentirebbe di avere un arco temporale per ragionare sulle prospettive, per lavorare con più tranquillità sul contratto stesso e sulla bilateralità.

E’ stato subito evidenziato però un punto insidioso contenuto nella proposta, legato al recesso dal CCNL da parte di Federdistribuzione. L’Accordo cui si fa riferimento sembra poggiare su una sorta di “recesso concordato” dove le Organizzazioni Sindacali condividono la proroga del Contratto per un tempo determinato, al termine del quale, il recesso stesso può diventare operativo.
Un’eventualità assolutamente impraticabile per la Filcams come per le altre OS. Come più volte ripetuto, il fatto che la Filcams non sia firmataria del CCNL 2011 non fa venir meno il giudizio negativo rispetto alla gravità dell’atto unilaterale compiuto, sia per il significato politico sia per gli effetti materiali, poiché quel recesso è rivolto a tutte le norme e diritti previsti nel CCNL ante 2011.

Durante il confronto, sono stati quindi chiariti i contorni esatti della proposta avanzata:

Federdistribuzione ha confermato la volontà di avere un Contratto Nazionale e quindi di non voler destrutturare il settore ricorrendo all’applicazione di regolamenti aziendali per gestire i rapporti di lavoro. Per questo, ritengono fondamentale riconoscere i contenuti del CCNL attuale e assumerli in un Accordo con le OOSS, diventando così firmatari e titolari di un Contratto. Tale modalità, rappresenta, nei fatti, il superamento del recesso comunicato a dicembre del 2013.
Ripristinata la certezza e la continuità applicativa delle regole, si tratta di avviare la discussione sui temi della bilateralità, a partire dal Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa.
Contestualmente, per il 2015-2016, considerati anni ancora difficili per il paese e per il mercato, è necessario costruire “un patto per la crisi” con cui individuare risposte ai problemi del settore e principalmente volte a favorire la creazione di nuovo lavoro.

Come Filcams abbiamo osservato che:

La proposta, su cui si chiede alle OOSS di riflettere, rappresenta sicuramente un cambio di passo rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi perché, tutte le richieste, avanzate in trattativa da Federdistribuzione, vengono rimosse dalla discussione.

La proposta è stata definita da Federdistribuzione stessa come frutto del buon senso e della responsabilità che si impone per le difficoltà del periodo. E’ utile però marcare che, tale maturazione, è intervenuta solo dopo aver provato lungamente a insistere con un insieme di richieste restitutive e modificative respinte dalle Organizzazioni Sindacali.
La trattiva è in una fase di oggettiva difficoltà proprio per la pregiudiziale dell’Associazione di considerare possibili le mediazioni, solo se queste garantiscono la rispondenza all’obiettivo di un contratto “leggero” sotto il profilo delle normative e dei costi.

Nel merito, il recesso dal CCNL non viene rimosso da chi lo ha posto in essere, ma sarebbe superato, realizzando un nuovo Contratto. Ciò costituisce un problema formale e sostanziale.
Il nuovo Contratto di Federdistribuzione, in realtà, ha i medesimi contenuti dell’attuale, lasciando inalterato il problema della presenza del CCNL 2008 e del rinnovo separato 2011 generando, inoltre, una incertezza sulla bilateralità di riferimento.

Pur creando un nuovo contenitore contrattuale, questo è privo della parte salariale. Il neonato Contratto di Federdistribuzione entrerebbe subito in una sorta di “periodo di moratoria” in cui gli sforzi delle parti sarebbero concentrati a gestire le difficoltà del settore.
La discussione su un eventuale “patto per la crisi”, potrebbe avere molti temi di confronto, coniugando l’esigenza reale di intervenire sulla disoccupazione come sulla tutela dell’occupazione esistente, la salvaguardia dei Contratti Integrativi, la legalità nel settore.

Partendo anche dalla crisi e dal ruolo che le parti possono svolgere, abbiamo chiesto a Federdistribuzione di riflettere per rimuovere le rigidità dimostrate in questi mesi e non precludere la possibilità di ricercare soluzioni nel tracciato indicato dalla Filcams e dalle altre Organizzazioni Sindacali.

Preso però atto della richiesta formulata – che sarà oggetto di una riflessione più complessiva da parte della Filcams sullo stato del CCNL in Federdistribuzione come nell’intero settore Terziario – abbiamo aggiornato l’incontro mercoledì 17 settembre 2014 ore 11.00 a Roma.

p. la Segreteria Filcams Cgil Nazionale
M. Grazia Gabrielli

Allegato: Volantino diffusione nei luoghi di lavoro

Roma 27 giugno 2014

Nell’incontro del 23 giugno Federdistribuzione ha presentato alle OOSS le 4 priorità per poter arrivare a definire il CCNL. Tale scelta, in parte riduce la lunga lista di richieste presentate nella contropiattaforma datoriale illustrata nei mesi precedenti ma, i temi che sono stati circoscritti dall’Associazione, sono comunque ancora molto ampi e di forte impatto.
Le 4 priorità indicate sono: Mercato del Lavoro, Deroghe, Produttività, Bilateralità. A questo, si aggiungono i temi della classificazione del personale e della Salute e sicurezza che, dalla proposta presentata, possono essere discussione nell’ambito di un lavoro di commissione da sviluppare in fase successiva.
Nella giornata del 23 giugno, che è stata di prima illustrazione, Federdistribuzione ha espresso anche la disponibilità e volontà di avviare un percorso per costruire le regole della rappresentanza nel settore.
Pur in presenza di alcune novità ritenute importanti, a partire dalla rappresentanza, come FILCAMS abbiamo dichiarato come sulle 4 priorità indicate – essendo già state oggetto di discussione – sono note le distanze di impostazione che caratterizzano le parti, che tali titoli sono solo in parte coincidenti con la nostra piattaforma sindacale (mercato del lavoro) e che gli approfondimenti da fare devono rispondere in maniera chiara anche al presupposto di sgombrare il tavolo da interventi che tendano a destrutturare il CCNL.
Nella giornata del 26 giugno sono stati affrontati i capitoli del Mercato del lavoro e della bilateralità.
Sul Mercato del Lavoro le richieste di Federdistribuzione hanno ad oggetto:
la modifica dell’art 63 del CCNL per quanto riguarda la base di calcolo su cui conteggiare la percentuale di utilizzo dei contratti a termine e la percentuale di utilizzo stessa. Per Federdistribuzione la base di calcolo, facendo riferimento alle modifiche legislative intervenute, deve riguardare l’organico complessivo dell’azienda (oggi è previsto l’organico della singola unità produttiva); sulla percentuale di utilizzo, la richiesta è di passare dall’attuale 20% al 25 % da calcolarsi sempre sull’intero organico azienda a livello nazionale. L’aumento del numero di contratti a termine utilizzabili riguarda anche le unità produttive fino a 15 dipendenti, dove la richiesta è di passare dagli attuali 4 contratti a termine a 6 e per le unità produttive fino a 30 dipendenti, passare dalle attuali 6 unità a 10 unità. Dal calcolo della percentuale di utilizzo, la richiesta datoriale prevede di poter escludere alcune casistiche; oltre alle nuove attività ed ai motivi sostitutivi, già previsti nel CCNL, si aggiungono i soggetti che usufruiscono di ammortizzatori sociali, i giovani fino a 29 anni e gli over 55. Federdistribuzione ritiene necessario chiarire che la base di calcolo dell’organico deve contenere contratti a tempo indeterminato e apprendisti. Ulteriore chiarimento riguarda l’art 67 del CCNL dove precisare che per nuove attività devono essere intese anche le nuove aperture.
La richiesta sopra indicata di estensione della base di calcolo dell’organico e dell’aumento della percentuale di utilizzo, per omogeneità, deve essere applicata anche ai contratti in somministrazione e all’ utilizzo combinato di contratti a termine e contratti di somministrazione. In quest’ultimo caso, disciplinato dall’art 66 del CCNL, la richiesta è di portare la percentuale dall’attuale 28% al 35%.
Sull’apprendistato per Federdistribuzione il punto di riferimento è la disciplina di riordino della materia effettuata nel 2012.
A seguito delle novità legislative intervenute sulla materia, la riciesta è di modificare il rapporto apprendisti/lavoratori qualificati presenti in azienda dall’attuale 1-1 a 3 apprendisti e 2 lavoratori qualificati. Altra modifica riguarda la percentuale di stabilizzazione degli apprendisti (l’attuale CCNL prevede l’ 80%) proponendo una soglia più bassa ma di miglior favore rispetto alla legge (20% per le aziende sopra i 50 dipendenti) pari al 40% .
Come Filcams abbiamo dichiarato la non condivisione all’aumento della percentuale di utilizzo dei contratti a termine e somministrati come non è accettabile l’ampliamento della base di calcolo dell’organico sui cui calcolare detta percentuale. Le ragione della nostra contrarietà attengono al fatto che la proposta tende ad allargare la precarietà dei rapporto di lavoro, toglie ruolo alla contrattazione di secondo livello nell’informativa e nel confronto che, per le materie del mercato del lavoro, vengono agite soprattutto nell’ambito della singola unità produttiva/filiale così come previsto anche dall’art 10 del CCNL. Inoltre, la richiesta di poter disporre di un maggiore uso dei contratti a termine, proprio in una fase di crisi riconosciuta, risulta oggi poco comprensibile. Abbiamo invece dato disponibilità a chiarire che la base di calcolo sia costituita da tempi indeterminati e apprendisti, come fino ad oggi risulta essere l’interpretazione corretta ed a chiarire che per nuove attività debbano intendersi anche le nuove aperture. Per quanto riguarda l’apprendistato, pur in presenza di una normativa che ne ha peggiorato, a nostro avviso, la condizione, abbiamo dichiarato la non condivisione a definire una percentuale di conferma più bassa rispetto all’attuale 80%. Tale percentuale rappresenta una condizione di miglior favore, un impegno concreto ed un investimento vero sulla forma di apprendistato per l’inserimento dei giovani. A maggior ragione, data la richiesta di aumentare il rapporto tra presenza di apprendisti e lavoratori qualificati, la percentuale di conferma deve mantenere l’impegno ad una stabilizzazione più elevata.
Abbiamo poi indicato che sul capitolo Mercato del Lavoro ci sono le proposte della nostra piattaforma che non hanno trovato risposte. Abbiamo quindi riproposto il rafforzamento del diritto di precedenza per i contratti a termine e somministrati, la necessità di rendere più esigibile l’informativa e il confronto su terziarizzazioni/appalti/cessioni, etc garantendo anche l’applicazione ai lavoratori coinvolti dei CCNL sottoscritti dalle categorie di CGIL –CISL e UIL in coerenza con i settori di attività.
Federdistribuzione ha replicato con una nuova proposta di modifica indicando una percentuale di utilizzo dei contratti a termine del 50% a livello provinciale, ambito territoriale in cui è possibile esercitare il ruolo del secondo livello e dove poter correggere eventuali distorsioni all’utilizzo. Per quanto riguarda l’apprendistato, è stata proposta la percentuale di conferma del 40% valevole anche per le aziende sotto i 50 dipendenti. Sulle nostre richieste, hanno rigettato la possibilità di rafforzare e normare il diritto di precedenza considerando già sufficiente quanto previsto all’art 68 del CCNL e non ci sono state risposte sulla questione generale degli appalti.
Per le ragioni sopra espresse, abbiamo ribadito come FILCMAS che la nuova proposta non poneva soluzione alle questioni evidenziate sul contratto a tempo determinato. Per quanto riguarda l’aumento della percentuale di conferma degli apprendisti al 40% anche per le aziende sotto i 50 dipendenti – data la scarsa presenza di questa tipologia di aziende tra le associate a Federdistribuzione – la condizione migliorativa rispetto alla legge, non risolve il problema della modifica della percentuale per le aziende sopra i 50 dipendenti che costituiscono invece la parte preponderante del settore della DMO.
Il secondo tema trattato ha riguardato la Bilateralità. Sostanzialmente la posizione di Federdistribuzione è quella già nota e illustrata negli incontri dei mesi precedenti. Un sistema bilaterale centrale con sedi dislocate su Regioni/Bacini regionali. I criteri guida sono quelli dell’efficacia, efficienza nell’utilizzo delle risorse da direzionare alle prestazioni per lavoratori e aziende. La costituzione di un regolamento e statuto insieme a un sistema di Governance condiviso. Sul Fondo Sanitario, è stata ribadita la volontà di superare l’attuale scelta autonoma (Previass) per arrivare alla costituzione di un Fondo Sanitario condiviso (per tutti i lavoratori compreso i quadri) nell’ambito del Contratto Nazionale.
Sulla Previdenza Integrativa (Fonte) la posizione è stata riposizionata rispetto a quanto indicato in precedenza, dichiarando la disponibilità a mantenere l’attuale Fondo purchè si apra la possibilità di entrare nella Governance al fine di poter esercitare un ruolo di indirizzo e gestione. Medesima posizione è stata espressa sul fondo della formazione continua (Fondo For.te).
La puntualizzazione, da parte della FILCAMS, è legata al fatto che una discussione su bilateralità e welfare può essere avviata se esiste la fonte da cui la bilateralità trova origine cioè il Contratto Nazionale di Lavoro. Nel merito, la costruzione della bilateralità, per trovare condivisione, deve essere ispirata e deve trovare la declinazione dei principi e criteri che le OOSS hanno espresso nella piattaforma sindacale. Su questo, abbiamo registrato favorevolmente il richiamo fatto da Federdistribuzione alla nostra piattaforma ma resta prematura la possibilità di procedere alla scrittura di documenti in merito, a partire dalla Governance, così come richiesto dalla parte datoriale in assenza di convergenze, che attualmente non ci sono, sui temi cardine di un Contratto Nazionale. Il punto di snodo del CCNL, per la Filcams, non risiede nella definizione della bilateralità pur costituendo un sistema importante delle relazioni e delle prestazioni per aziende e lavoratori.
Nella giornata odierna è stato trattato il capitolo delle deroghe. Federdistribuzione ha riconfermato l’impianto delle deroghe e sospensioni presenti nel CCNL separato del 2011 ponendo però l’esigenza di integrare questo strumento attraverso la definizione di indicatori condivisi a seguito dei quali far partire una procedura operativa sempre rientrante nel secondo livello di contrattazione. Una procedura che non vuole esautorare o limitare il ruolo del secondo livello come non vuole essere utilizzata per far subire la procedura medesima. L’esigenza è quella di affrontare i problemi – rilevandoli con criteri oggettivi condivisi tra le parti (ad esempio trend aziendale, vendite, redditività) – con una efficacia anche nei tempi di ricerca delle possibili soluzioni.
Il contesto ed il richiamo da parte di Federdistribuzione alle valutazioni espresse dalle OOSS nella piattaforma sulla legalità, sul rispetto delle regole e dei contratti e sulle difficoltà di concorrere in un mercato che ha al proprio interno degli evidenti squilibri possono però essere terreni importanti per azioni comuni di sensibilizzazione e possono rappresentare un elemento di distintività del sistema.
La questione delle deroghe, per la complessità della loro gestione e per le degenerazioni che si producono a sfavore della qualità e della condizione del lavoro è indubbiamente un problema rilevante. Come FILCAMS, abbiamo posto un primo problema legato al fatto che il capitolo delle deroghe non è stato condiviso dalla FILCAMS non firmataria del CCNL 2011. Per discutere di questo tema, bisognerebbe riattivare una discussione complessiva per trovare una sintesi che ricomponga la NON condivisione. Connesso a tale prioritario problema, c’è il tracciato prodotto dagli accordi interconfederali tra CGIL –CISL –UIL e l’assenza di un accordo sulla rappresentanza che indichi, ad esempio, che anche in una eventuale ricorso alle deroghe c’è un vincolo all’accordo e una espressione di validazione dei lavoratori.
Aspetti di merito, tra l’altro posti nel capitolo “contrattazione di secondo livello” della piattaforma sindacale.
Come già indicato nelle comunicazioni precedenti, il tentativo di entrare in una seconda fase della contrattazione, finalizzata a comprendere se ci sono le condizioni per costruire un contratto nazionale, dopo gli incontri svolti, fa emergere ancora tutte le distanze e il perimetro posto da Federdistribuzione continua ad essere di notevole impatto e di non coincidenza con le nostre necessità e proposte.
L’incontro è stato aggiornato a giovedì 3 luglio ore 11.00 a Roma presso l’Hotel Atlantic in via Cavour n. 23 e affronterà i temi della produttività.
Rinviamo a tale data una valutazione complessiva sul merito e sulla prospettiva della trattativa.
A breve, invieremo anche il volantino più sintetico da utilizzare per la diffusione nei luoghi di lavoro.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
M. Grazia Gabrielli

Roma 15 maggio 2014

Ieri si è tenuto il previsto incontro con Federdistribuzione alla presenza del Presidente Cobolli Gigli e dei Segretari Generali di Filcams, Fisascat e Uiltucs.

L’incontro era finalizzato a chiarire, dopo i diversi appuntamenti di trattativa, se e quali condizioni si rendono possibili per definire il Contratto Nazionale della DMO.

Non si è registrata una diversità sostanziale nelle posizioni già note di Federdistribuzione. In tale direzione, il Presidente ha espresso ancora la necessità di un contratto che deve rispondere alle difficoltà del settore e, per questo, le richieste fino ad oggi avanzate, sono ritenute necessarie per le imprese. Pur confermando tale premessa, è stata dichiarata la volontà di fare il contratto.

L’incontro ha visto anche porre, da parte di Federdistribuzione, la questione relativa agli art 28 promossi dalla Uiltucs considerati in contraddizione con il percorso di trattativa in essere. La Uiltucs ha ribadito le ragioni della iniziativa intrapresa, che è sempre stata dichiarata apertamente, e la linearità del proprio percorso a partire dalla gestione della trattativa.

Per la Filcams, ancora una volta abbiamo dichiarato che Il problema vero e centrale è legato ai contenuti dell’eventuale Contratto.

La Filcams unitariamente a Fisascat e Uiltucs, aveva ed ha già espresso la volontà di arrivare alla definizione del Contratto Nazionale attraverso la presentazione di una piattaforma sindacale, volontà oltremodo riconfermata nella gestione della trattativa.

Come ampiamente noto, sono proprio le richieste avanzate fino ad oggi dalla delegazione datoriale a non consentire la realizzazione di un accordo. Se queste richieste vengono reiterate NON c’è alcun contratto possibile.

La Filcams non è disponibile ad un contratto autofinanziato dai lavoratori, dove si procede a modifiche pesanti e strutturali delle parte normativa, a partire dall’aumento dell’orario settimanale, per arrivare alle flessibilità sul mercato del lavoro, soprattutto alla luce delle nuove regole in materia, previste dal Decreto Legge n. 34.

La Filcams è consapevole delle difficoltà del settore – seppure alla situazione di crisi le imprese rappresentate da Federdistribuzione non hanno reagito in maniera omogenea – ma tale difficoltà non può essere tradotta nel tentativo di produrre un rinnovo a costo zero o, addirittura, con un segno negativo per i lavoratori.

In sintesi, nell’esprimere la determinazione a lavorare per costruire un accordo, la Filcams ha ribadito a Federdistribuzione l’obiettivo di un Contratto Nazionale che non produca un risultato negativo per i lavoratori in termini di salario e di normativa.

Se questo obiettivo è condiviso, c’è la disponibilità a ricercare soluzioni, consapevoli che, in un contesto economico difficile, questo comporta una limitazione delle aspettative e delle richieste per entrambe le parti.

Il perimetro entro cui muoversi, per la Filcams, è legato a un rafforzamento dei percorsi di stabilità dei rapporti di lavoro per bilanciare l’uso di forme contrattuali flessibili, nessuna modifica strutturale alla normativa del Contratto Nazionale a partire dall’orario di lavoro, un risultato in materia salariale che, pur condizionato dal contesto di crisi, offra un miglioramento delle condizioni economiche in essere.

Federdistribuzione non ha fornito chiarimenti ma ha registrato le posizioni delle Organizzazioni Sindacali, dichiarando la volontà di continuare il confronto. A tal proposito, a breve, ci sarà inoltrato un calendario di date per programmare i prossimi incontri tra la fine del mese di maggio e giugno.

p. la Filcams CGIL Nazionale
M. Grazia Gabrielli

Roma, 30 aprile 2014

L’incontro del 15 aprile non ha fatto registrare sostanziali avanzamenti in merito alla trattativa per il CCNL. Federdistribuzione ha ripercorso sinteticamente un insieme di titoli oggetto dei vari incontri svolti fino ad ora ma ha dichiarato la necessità di procedere ad un chiarimento con i Segretari Generali di Filcams Fisascat e Uiltucs.

La necessità di chiarimento è legata alla verifica delle condizioni per la prosecuzione del tavolo negoziale sia per i temi ormai ampiamente discussi sia per i fatti di natura legale che nel frattempo sono intervenuti a seguito della notifica, ad aziende proprie associate, dei ricorsi art 28 promossi da strutture territoriali della Uiltucs.

Da qui, la presa di posizione della delegazione di Federdistribuzione che ha voluto evidenziare la contraddizione del comportamento della Uiltucs poiché i temi del ricorso art 28 sono ampiamenti gli stessi temi oggetto del tavolo contrattuale.

La Uiltucs ha ribadito la coerenza del proprio comportamento, annunciato più volte durante i diversi incontri di trattativa, e motivato nuovamente le ragioni a partire dal fatto di aver sempre rilevato come illegittimo il recesso da Fondo Est e dal CCNL, da parte delle aziende aderenti a Federdistribuzione, tale da configurare gli estremi della condotta antisindacale.

Ritenendo di non dover entrare nel merito del percorso intrapreso dalla Uiltucs ed evitando di consegnare spazio ad un uso fuorviante della situazione che si è rappresentata, abbiamo ribadito le scelte che hanno caratterizzato da sempre la nostra posizione.

Come Filcams abbiamo rimarcato da una lato, la non condivisione degli atti unilaterali posti in essere da Federdistribuzione su Fondo Est e sul recesso dal CCNL (per quanto l’atto di recesso sia legato all’accordo del 2011 non sottoscritto dalla Filcams), dall’altro la volontà, attraverso la presentazione di una piattaforma, di definire il Contratto Nazionale di Lavoro.

Il comportamento della Filcams è coerente a tale percorso, pertanto il tavolo negoziale è l’unico luogo di confronto tra le parti. Un confronto che per proseguire deve poggiare sui principi di buona fede e correttezza e deve affrontare il merito delle questioni. Sul merito, infatti, si concentrano i problemi poiché, le posizioni espresse finora da Federdistribuzione, sono irricevibili e non rendono possibile la costruzione di accordo. Il permanere di tale impostazione, anche per la delegazione Filcams, non potrà che essere oggetto di valutazione con l’assunzione di azioni conseguenti.

Abbiamo quindi richiamato Federdistribuzione a rivedere la propria posizione per dimostrare la reale volontà di pervenire alla definizione del Contratto Nazionale e con tale obiettivo, abbiamo dichiarato la nostra disponibilità ad un incontro di chiarimento alla presenza dei Segretari Generali concordato per il prossimo 14 maggio.

Vi terremo prontamente aggiornati sull’esito dell’incontro e sulle determinazioni conseguenti.

p. la Filcams CGIL Nazionale

M. Grazia Gabrielli

Roma, 3 marzo 2014

il 18 febbraio us si è svolto a Roma il previsto incontro con Federdistribuzione per proseguire il confronto in merito al Contratto Nazionale. La delegazione datoriale ha introdotto l’argomento riguardante gli orari di lavoro con la premessa di considerare tale tema il più rilevante per le imprese rappresentate. La richiesta, secondo Federdistribuzione, poggia su due pilastri: agire sugli orari per ricondurre il costo unitario del lavoro a livelli sopportabili e non ridurre il salario dei lavoratori.
L’intervento sull’orario deve cogliere anche l’esigenza per le imprese di rispondere a un più attento presidio delle vendite e del servizio al cliente.
Per quanto sopra, la richiesta è di rendere effettivo l’orario di lavoro a 40 ore settimanali e gestire l’articolazione su 6 giorni, con il relativo riposo di legge, ma partendo dalla condizione che vede oggi le aziende libere di decidere l’apertura potenzialmente per tutti i giorni della settimana. Da ciò deriva che il mantenimento dell’articolazione su 6 giorni non deve coincidere con la distribuzione dell’orario dal lunedì al sabato.
Per l’effettività delle 40 ore settimanali è necessario eliminare la maturazione di 72 ore di Permessi Retribuiti (nel corso dell’incontro è stato chiarito che l’intervento sull’orario settimanale non incide sul divisore che quindi non subisce alcuna modifica).
Altro elemento su cui intervenire è quello delle flessibilità dell’orario durante l’anno (o per periodi diversi da individuare), identificando le settimane in cui è necessario ricorrere alla flessibilità in virtu’ delle esigenze di stagionalità e di maggiori/minori flussi. Inoltre, è necessario rendere meno gravoso l’uso di tale istituto eliminando gli oneri aggiuntivi derivanti dall’art 125 e seguenti del CCNL, considerando la flessibilità “ordinaria” sia nelle procedure operative sia nella banca ore.
Nel replicare alle osservazioni e contrarietà da noi esposte anche negli incontri precedenti, Federdistribuzione ha motivato l’obiettivo di un contratto che recuperi l’equilibrio tra lavoro e costi. La crisi è così vasta e non più tamponabile da imporre soluzioni immediate al problema del costo del lavoro che va affrontato e risolto in assenza di soluzioni da parte della politica e del quadro normativo di riferimento. Il “patto” proposto vede, a fronte di un intervento sul costo del lavoro, la salvaguardia dell’occupazione.

Le questioni poste da Federdistribuzione sono di assoluta rilevanza e gravità per l’impatto che potrebbero produrre.

La prima questione che abbiamo contestato è la non veridicità dei presupposti su cui poggia la proposta di aumentare le ore lavorate senza ridurre la retribuzione. E’ evidente che l’eliminazione di 72 ore di permesso rappresenta una decurtazione del salario, cui si aggiunge, per le imprese, un risparmio più consistente, determinato dalle
24 ore con cui le aziende hanno contribuito alla realizzazione della riduzione oraria a 38 ore.
L’assenza di politiche e di risposte sui temi del lavoro incide molto anche sulle lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno pagato la situazione di crisi e ai quali non può essere chiesto di contribuire ulteriormente peggiorando strutturalmente le condizioni di lavoro e di salario.
Abbiamo ripetuto a Federdistribuzione che l’impostazione seguita è inaccettabile perché, con maggior evidenza sul tema dell’orario di lavoro, persegue l’unico obiettivo di ridurre i costi e scaricare questa riduzione sui lavoratori. Contratti più flessibili, meno onerosi, e risparmio sulle ore lavorate costituiscono una ricetta in antitesi con la nostra piattaforma.
Inoltre, le proposte tendono – anche sull’orario – a rendere già esigibile una serie di leve organizzative neutralizzando la contrattazione di II livello mentre la richiesta e il modello da noi sostenuto va nella direzione di estendere e contrattare, nei punti vendita e nei territori, tutte le materie che impattano sull’organizzazione del lavoro. Con la contrattazione di II livello è possibile modulare e rendere adattabili le soluzioni a situazioni aziendali oggettivamente diverse e contestualmente si realizza un incentivo allo sviluppo della contrattazione stessa nelle aziende non coperte.
Il patto proposto da Federdistribuzione non è sostenibile e credibile anche perché “lo scambio” tra tutela dell’occupazione e riduzione dei costi è stato già oggetto di discussione, in diverse aziende, passando attraverso la rivisitazione del peso dei contratti integrativi e le disdette di contratti aziendali mai recuperati. Inoltre, in quelle stesse aziende, da anni, si produce una riduzione oraria attraverso il ricorso ad ammortizzatori sociali che rende più stridente la volontà di aumentare l’orario settimanale a 40 ore.
Abbiamo con chiarezza dichiarato a Federdistribuzione che se la rappresentazione delle proprie esigenze resterà immutata si rende impraticabile qualsiasi strada per costruire un Contratto Nazionale. Per rendere possibile la trattativa è necessario rimuovere gli ostacoli, a partire da quelli che incidono direttamente sul salario dei lavoratori e sugli orari, perché il perdurare di tale impostazione marca le differenze con il rischio di condurre all’incomunicabilità e al conflitto tra le posizioni.

Sono stati confermati gli altri appuntamenti di trattativa per martedì 4 marzo dalle ore 11.00 alle ore 17.00 (circa) e mercoledì 19 marzo presso l’Hotel Atlantico in via Cavour n. 23 – Roma.

M. Grazia Gabrielli

Roma, 10 febbraio 2014

l’incontro del 6 febbraio è stato introdotto dalla delegazione di Federdistribuzione con aggiornamenti e considerazioni sulla situazione del paese a partire dal dato dei consumi ancora fermi e tutti gli altri indicatori con segno negativo: tasso di disoccupazione, propensione agli acquisiti e agli investimenti. Inoltre, il timido recupero che si prevede sul PIL interverrà prima sugli altri settori e per questo pesa ancora di più la mancanza d’interventi sul cuneo fiscale. In tale situazione, le aziende hanno provato e devono continuare ad operare recuperi possibili solo al proprio interno per sostenere la redditività e la difesa dell’occupazione.
Un insieme di dati della realtà che devono essere tenuti in considerazione perché condizionano le scelte di chi opera nel settore e fanno da cornice alla trattativa del CCNL.
Seguendo il percorso avviato nell’incontro precedente, nel merito del CCNL, Federdistribuzione ha dichiarato di voler mantenere l’attuale struttura del Contratto con l’impianto della contrattazione di I e II livello.
Sul II livello di contrattazione si riaffermano le regole attuali: principio del “ne bis in idem”, mantenimento della non sovrapponibilità del livello aziendale e territoriale, riconoscimento delle materie oggi assegnate al secondo livello. Tra queste, c’è una delega legata “agli interventi in situazioni di crisi e per lo sviluppo” che va riconfermata e su cui andrebbe effettuato un aggiornamento. Si tratta di ridefinire le situazioni di crisi NON circoscrivendole solo al Sud Italia, poiché concetto non più rispondente al contesto, risultando invece più opportuno parlare di aree depresse con la identificazione dei bacini delineati dalla Comunità europea.
Sul capitolo delle relazioni sindacali, in merito ai diritti d’informazione e consultazione, si tratta di ottimizzare alcuni passaggi ma senza sacrificare e ridurre la portata e il rapporto con le strutture territoriali. Sul Diritti Sindacali non ci sono attualmente istanze particolari che necessitano interventi.
Sui temi della Salute e dignità della persona si ritiene di dover produrre un aggiornamento dell’accordo in materia fermo ancora al D.lgs 626 e integrare il concetto di Stalking nell’ambito delle iniziative contro le molestie.
Sul Mercato del Lavoro, considerato uno degli ambiti più importanti dove si possono esercitare le flessibilità necessarie per la sostenibilità delle imprese, la premessa al tema è costituita dal fatto che il contratto d’inserimento è stato cancellato e quindi non più disponibile, nonostante fosse uno degli strumenti più utilizzati e, per le sue caratteristiche, complemento del contratto di apprendistato.
Le richieste di Federdistribuzione sono rivolte in prima istanza ai Contratti a termine introducendo le seguenti modifiche e integrazioni anche con nuove fattispecie: – Estendere la causale prevista per i contratti a termine per nuove attività dagli attuali 12 mesi a 24 mesi lasciando la possibilità al II livello di arrivare a 36 mesi complessivi. – Introdurre nel CCNL l’acasualità dei contratti anche come modo per rispondere ai problemi oggi esistenti sull’apposizione della causale, fonte spesso di contenziosi che ne inibiscono il pieno utilizzo, estendendo la durata prevista dalla legge in 12 mesi a 24 mesi e lasciando al II livello di contrattazione la possibilità di arrivare a 36 mesi complessivi. – Introdurre un’ulteriore tipologia di contratto a termine, legata al personale con requisiti soggettivi, che possono essere assunti senza causale. Anche in questo caso la legge parla di acausalità fino a 12 mesi che si chiede di portare a 24 mesi. – Intervenire sulla percentuale di utilizzo dei contratti a termine e somministrati, oggi prevista nel CCNL, affidando al II livello di contrattazione la possibilità di estendere tali limiti di utilizzo.
Sul contratto a part time si tratta di rendere esigibile la coesistenza del part time 16 ore e quello 18 ore facendo venir meno il vincolo dimensionale delle imprese (il CCNL prevede infatti il PT 16 ore solo per aziende fino a 30 dipendenti e PT 18 ore per aziende sopra i 30 dipendenti).
Tra gli strumenti considerati non prioritari ma utili da reinserire, per Federdistribuzione c’è il contratto intermittente vincolato ai requisiti soggettivi previsti dalla legge (sotto 25 anni e superiore ai 50 a cui si aggiungono le mansioni di attesa e custodia).
Sul telelavoro è necessario, oltre agli aggiornamenti, creare una condizione dove anche alla contrattazione di II livello sia affidata la possibilità di intervenire per l’individuazione delle fattispecie. Una tipologia contrattuale che non riguarda certamente la totalità del settore ma alcune attività specifiche e che può essere anche un momento di conciliazione tra necessità aziendali e del lavoratore. Tra gli aspetti da disciplinare c’è quello del luogo della prestazione che non necessariamente deve coincidere con il domicilio del lavoratore. Uno strumento che può essere utilizzato per trasformazioni volontarie del rapporto ma anche come modalità per le imprese per adempiere alle assunzioni obbligatorie di legge.
Altro aspetto importante del Mercato del Lavoro è il contratto di Apprendistato sul quale le richieste di Federdistribuzione intervengono rispetto a: – verificare la possibilità di affidare dei demandi anche alla contrattazione di II livello. – Introdurre il contratto di apprendistato per qualifica e diploma professionale già disciplinato dalle Regioni ma che vede la difficoltà di 21 sistemi diversi spesso impraticabili per aziende, la cui caratteristica, è quella della multilocalizzazione. Per tale contratto si propone la definizione della retribuzione progressiva in percentuale e non con il meccanismo del sotto inquadramento come attualmente previsto per l’apprendistato professionalizzante. Tra le questioni su cui intervenire c’è la fascia di età a cui tale contratto è rivolto che spesso costituisce un limite all’utilizzo e un’azione volta a stimolare le Istituzioni regionali per poter far riconoscere una formazione di mestiere (macellaio, gastronomo, etc). – Introdurre il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, anche in questo caso molto legato alle discipline regionali, e che sarebbe da utilizzare per figure direttive. – Introdurre un’ulteriore fattispecie di apprendistato per i lavoratori in mobilità partendo dalla verifica dell’interpello del Ministero del Lavoro. Sull’apprendistato professionalizzante la richiesta è di: – semplificare i passaggi oggi previsti per il parere di conformità da parte degli Enti Bilaterali evitando i doppi passaggi (il riferimento è agli Enti Bilaterali da costruire intervenendo nei rapporti tra Ente Bilaterale Nazionale e Enti Bilaterali Regionali e/o di Bacino). – Chiarire il rapporto tra il recesso e il termine della formazione.
- Sostituire l’attuale proporzione numerica (1 a 1) con la proporzione prevista dalla legge di 3 apprendisti e 2 contratti qualificati. – ridurre la percentuale per l’apprendistato part time oggi previsto al 60% del tempo pieno portandola al 50% consegnando così maggiore flessibilità allo strumento. – Modificare la progressione degli inquadramenti portando il primo passaggio dal 6 ° al 5° dagli attuali 18 mesi (metà del percorso di apprendistato) a 24 mesi. – Indentificare il referente aziendale dell’apprendistato non in una persona fisica ma in un ruolo professionale. — Abbassare la percentuale di conferma degli apprendisti (il CCNL prevede attualmente 80%) tenendo conto della percentuale prevista dalla normativa di legge (30 % fino a giugno 2015 e poi il 50%). – Ridurre le ore di formazione qualora l’apprendista porti con se un diritto soggettivo legato a formazione specifica già effettuata.
Sui capitolo dei Quadri, Federdistribuzione ritiene non ci sia necessità d’interventi e che richieste in tale direzione sono in controtendenza considerando quanto accaduto sul Contratto dei Dirigenti.
Per quanto riguarda il capitolo della classificazione del personale, viene confermata l’attuale previsione a cui aggiungere qualche riflessione relativa all’evoluzione di alcune figure professionali per la cui classificazione sarebbe necessario avere come riferimento il dimensionamento aziendale.
Ultimi due punti toccati dall’illustrazione di Federdistribuzione sono relativi agli automatismi e al concetto di mansione prevalente. Sull’automatismo, la richiesta è di allungare a 24 mesi il passaggio delle figure professionali 21 – 23 e 24 dal V Liv al IV Liv, previsto oggi in 18 mesi, in coerenza con quanto richiesto anche sull’apprendistato. Sulla Mansione prevalente procedere ad una ridefinizione avendo come criterio guida la durata dell’attività svolta complessivamente e non quello dell’inquadramento a livello superiore.

A tale dettagliata illustrazione abbiamo risposto osservando forti criticità e distanze:
-Il CCNL che si sta configurando segue una linea non condivisibile perché si continua a considerare come punto di riferimento lo stato di crisi ma in realtà tutti gli interventi proposti sono di tipo strutturale, peggiorando quanto oggi disciplinato, sui vari titoli, dal CCNL.
-Sono evidenti diverse contraddizioni tra le varie misure, soprattutto quando, come avvenuto nell’incontro del 20 gennaio u.s., si chiede il ripristino delle 40 ore settimanali e poi si interviene per ampliare la gamma dei contratti a termine e flessibili da utilizzare per aumentare l’occupabilità del settore.
-Non condivisibile, inoltre, l’approccio alla richiesta di flessibilità dei contratti a termine non affrontando mai la prospettiva di stabilità e garanzia occupazionale da assegnare a tali contratti.
-Risulta contradditoria anche la dichiarazione di voler mantenere immutato l’impianto attuale del CCNL tra ruolo della contrattazione di I e II livello poiché, in realtà, tutti gli interventi vedono agire un ruolo forte dal Contratto Nazionale e un ruolo accessorio dalla contrattazione di II livello che subentra solo per valutare la concessione del massimo ottenibile su tutte le misure indicate.
-Di particolare gravità la volontà di mantenere e ampliare il sistema derogatorio previsto dal CCNL separato del 2011 che è stato tra i punti non condivisi dalla Filcams in quella trattativa. Una posizione antitetica alla richiesta, fatta unitariamente dalle OOSS nell’attuale piattaforma, di rivedere tale titolo anche alla luce di accordi interconfederali che hanno rappresentato una evoluzione della materia.
-L’introduzione del contratto a intermittenza non è accoglibile nel CCNL come altri aspetti di peggioramento richiesti sull’apprendistato, sul part time, sugli automatismi (passaggio V – IV Liv) e sulla rivisitazione della mansione prevalente. Anche la considerazione che la condizione dei Quadri sia assimilabile a quella dei Dirigenti va respinta.
-Le proposte di Federdistribuzione si allontanano dal progetto di CCNL indicato nella piattaforma dalla Filcams congiuntamente a Fisascat e Uiltucs e verso cui ci sono state fornite parzialmente solo risposte indirette sufficienti però ad evidenziare l’assenza di punti di convergenza.

La giornata di trattativa del 6 febbraio è stata sicuramente corposa, dal punto di vista dei temi trattati, sui quali saranno necessari anche ulteriori approfondimenti (telelavoro, sicurezza, classificazione, relazioni sindacali). E’ evidente, come sia stata seguita da Federdistribuzione una scaletta, arrivando ad illustrare fino al titolo IV del CCNL, per consegnare, in tempi rapidi, il quadro d’insieme che avevamo chiesto negli incontri precedenti.

Il prossimo incontro di trattativa è fissato per martedì 18 febbraio dalle ore 10.00 alle ore 14.00 presso l’hotel Atlantico in via Cavour n. 23 – Roma e inizierà ad affrontare i temi dell’Organizzazione del Lavoro.
E’ stata concordata anche una data successiva per martedì 4 marzo 2014 dalle ore 11.00 alle ore 17.00 sempre a Roma in luogo ancora da definire.

Data la voluminosa trattazione – inevitabile per fornire una visione completa dei temi e dell’andamento della trattativa – è in fase di predisposizione un volantino più agevole che invieremo tempestivamente al fine di dare l’informativa alle/ai delegate/i e nei luoghi di lavoro.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
M. Grazia Gabrielli

Roma, 24 gennaio 2014

L’incontro tenutosi il 20 gennaio è stato utile finalmente a comprendere la posizione di Federdistribuzione sul Contratto Nazionale mostrando immediatamente la difficoltà con cui si avvia il percorso di trattativa.

La premessa resta quella di una situazione economica preoccupante che non vede prospettive di miglioramento per il 2014 e che quindi condiziona la discussione sullo stesso Contratto Nazionale di Lavoro.

Le Proposte di Federdistribuzione per il Contratto Nazionale:

Il problema centrale per le imprese del settore sta nel recupero di produttività e redditività. Per raggiungere questo obiettivo è necessario intervenire sul costo unitario del lavoro recuperando la quantità di lavoro attraverso il ripristino delle 40 ore settimanali e utilizzando una diversa flessibilità attraverso cui rendere esigibile l’articolazione degli orari.

La flessibilità non deve aumentare i costi delle imprese ma deve essere uno strumento utile per rispondere meglio alle esigenze e agli andamenti del mercato. Per questo la sua concreta realizzazione deve vedere la possibilità di articolare l’orario settimanale 7 giorni su 7 e deve coinvolgere tutta la popolazione aziendale senza distinzione tra full time e part time. Nel modello così delineato è necessario rivedere la durata minima dell’orario del part time tornando dalle attuali 18 ore previste dal CCNL alle 16 ore settimanali. Una combinazione che risponde meglio al nuovo sistema delle liberalizzazioni e può anche rappresentare uno strumento utile per incrementare l’occupazione.

Contestualmente, per Federdistribuzione, è necessario agire anche sul salario che deve essere legato agli andamenti e quindi non può sostenere i costi derivanti da semplici automatismi come ad esempio lo scatto di anzianità e ogni altro automatismo economico previsto attualmente dal Contratto Nazionale.

Sul tema del mercato del lavoro hanno confermato l’importanza dell’apprendistato professionalizzate cui si aggiunge l’interesse a disciplinare l’apprendistato di alta formazione e per la qualifica e diploma professionale. Necessario anche intervenire sui contratti a termine e individuare una nuova disciplina sul telelavoro. Anche la questione della mansione prevalente va ridefinita avendo come criterio guida l’uso della mansione e non quello dell’inquadramento del lavoratore a livello superiore.

Ultimo capitolo illustrato è stato quello della bilateralità, dove Federdistribuzione propone la costruzione di un Fondo di assistenza sanitaria, la costituzione di un Ente Bilaterale Nazionale con sportelli regionali e/o di bacino che si occupino di servizi e sostegno alle imprese e ai lavoratori. Pur non entrando nel dettaglio, hanno indicato la volontà di discutere di Previdenza Integrativa, di formazione e Fondi interprofessionali.

La chiarezza delle posizioni illustrate ha consentito con altrettanta chiarezza di esprimere una valutazione negativa e fortemente preoccupata sul merito delle questioni.

Come Filcams abbiamo evidenziato a Federdistribuzione che una visione così radicale sul Contratto Nazionale non rende possibile realizzare il Contratto stesso. Sommare alle condizioni già difficili dei lavoratori interventi peggiorativi e restitutivi sul Contratto Nazionale è una condizione inaccettabile.

L’impostazione presentata non è accettabile anche perché:

- tutte le proposte indicate sull’organizzazione del lavoro, oltre a non essere condivisibili, cancellano nei fatti il ruolo della contrattazione di secondo livello come luogo dove tali materie vengono normalmente affrontate.

- non è chiaro come si dovrebbe comporre complessivamente il contratto ipotizzato da Federdistribuzione dato che nulla è stato detto rispetto a tutte le altre norme previste attualmente dal Contratto nazionale di Lavoro.

- la piattaforma sindacale unitaria è stata archiviata poiché non c’è stata alcuna risposta e alcun riferimento ai contenuti proposti dalle Organizzazioni Sindacali.

Ne consegue che i temi della bilateralità possono essere affrontati solo dopo che si sono verificate le condizioni per dire che c’è un Contratto Nazionale senza il quale, invece, non ci può essere discussione sulla bilateralità.

La volontà della FILCAMS è di svolgere la trattativa per dare il contratto nazionale alle lavoratrici e ai lavoratori delle aziende aderenti a Federdistribuzione ma, per raggiungere questo risultato, è necessario cambiare impostazione restituendo pari dignità alle posizioni dei soggetti coinvolti e respingendo lo schema secondo cui la crisi può giustificare la destrutturazione e il peggioramento delle condizioni contrattuali.

Solo con questa impostazione e ripartendo dalla piattaforma unitaria presentata da Filcams Fisascat e Uiltucs abbiamo dato, congiuntamente alle altre Organizzazioni Sindacali, la disponibilità a proseguire il confronto.

I prossimi incontri, alla presenza della delegazione trattante, sono previsti per giovedì 6 febbraio ore 11.00 e martedì 18 febbraio ore 10.00 a Roma. A breve comunicheremo la logistica degli incontri.

p. la Segreteria Filcams Cgil Nazionale

M. Grazia Gabrielli