Category Archives: CONTRATTAZIONE

Ordine del giorno
Attivo Nazionale Coop Centro Italia

Il giorno 11 Maggio 2017 si è riunito l’attivo nazionale delle delegate e dei delegati di Coop Centro Italia della Filcams CGIL.

Le delegate e i delegati hanno confermato l’approvazione da parte delle assemblee di punto vendita della piattaforma unitaria per l’avvio della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.

Gli emendamenti e le istanze che le lavoratrici e i lavoratori hanno presentato nelle assemblea vengono assunti dal Coordinamento Nazionale e dalla struttura nazionale e pertanto verranno portati direttamente al tavolo negoziale in quanto di fatto già compresi all’interno della piattaforma.

L’attivo nazionale ritiene che l’atto dell’impresa cooperativa di presentare nei luoghi di lavoro le proprie richieste, formalizzate in un testo definito "piattaforma", sia avventato e produca criticità nella gestione del tavolo di trattativa. Inoltre sul contenuto del testo sono emerse delle contrarietà che le lavoratrici e i lavoratori hanno già maturato e che l’attivo consegna al coordinamento nazionale per portarle al tavolo di trattativa.

Da ultimo il coordinamento manifesta netta contrarietà sulla decisione dell’impresa cooperativa di aprire l’Ipercoop di Collestrada il giorno 2 Giugno, sia per una contrarietà a prescindere sulle aperture festive ma soprattutto perché questo determina una mancata applicazione di quanto previsto dal contratto integrativo aziendale.

Il presente documento viene approvato all’unanimità dall’attivo.

Filcams Nazionale
A. Di Labio

Perugia, 11 Maggio 2017

Tutti gli aggiornamenti del negoziato e gli incontri degli ultimi mesi

L’Ipotesi di Accordo Confesercenti siglata il 12/07/2016

Sciopero 28 maggio 2016

Scioperi 7 novembre e 19 dicembre 2015

Comunicati Stampa

Rassegna Stampa

Documenti

La sintesi dell’Ipotesi di Accordo
L’Ipotesi di Accordo siglata il 30/03/2015

Trattativa Federdistribuzione – proclamazione Sciopero
Trattativa Distribuzione Cooperativa Proclamazione Sciopero
Trattativa Federdistribuzione 15 luglio 2015

Trattativa Federdistribuzione 24 settembre 2014

Trattativa Federdistribuzione 29 luglio 2014
Trattativa Associazioni Cooperative 15 luglio 2014
Trattativa Federdistribuzione 3 luglio 2014
Trattativa Federdistribuzione 23/26/27 giugno 2014
Trattativa Federdistribuzione 14 maggio 2014
Trattativa Confcommercio 3/14/16/17 aprile 2014
Trattativa Federdistribuzione 4 e 19 marzo 2014
Trattativa Confcommercio 27 febbraio 2014
Trattativa Federdistribuzione 18 febbraio 2014
Trattativa Confcommercio 12 febbraio 2014
Trattativa Federdistribuzione 6 febbraio 2014
Trattativa Confcommercio 23 e 28 gennaio 2014
Trattativa Federdistribuzione 20 gennaio 2014

La piattaforma rivendicativa COOP
La piattaforma rivendicativa CONFCOMMERCIO
La piattaforma rivendicativa CONFESERCENTI

I documenti dell’Assemblea Nazionale 16/10/2013
L’Accordo separato del 26/02/2011

Il CCNL 1/01/2007 – 31/12/2010

Roma, 23 settembre 2010

Oggetto: Disdetta del CCNL delle Imprese della Distribuzione Cooperativa in scadenza al 31/12/2010

Raccomandata R.R Anticipata via fax

Spett.le
ANCC
Via Guattani, 9
00161 Roma
Fax 06-44181251

Spett.le
Confcooperative
Borgo Santo Spirito, 78
00193 Roma
Fax 06-68136467

Spett.le
A.G.C.I.
Via Bargoni, 78
00153 Roma
Fax 06-58327210

Con la presente diamo formale disdetta del CCNL in scadenza la 31/12/2010 per procedere al suo rinnovo come previsto dall’ art. 209

Distinti saluti.

p. La Filcams CGIL
Il Segretario Generale
Francesco Martini

PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL CCNL
DELLA DISTRIBUZIONE COOPERATIVA

Relazioni sindacali e diritti di informazione

Mercato del lavoro

Appalti e dipendenti di aziende terze

Tempo parziale

Conciliazione tempi di vita e di lavoro ed organizzazione del lavoro

Riposo giornaliero

Classificazione

Ambiente, prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei posti di lavoro

Quadri

Welfare contrattuale

Formazione

Salario

Premessa

La prossima scadenza del rinnovo del Ccnl viene a coincidere con la grave crisi che ha colpito l’economia italiana, nel panorama della crisi mondiale e che ha nella caduta dei consumi una delle sue principali manifestazioni, con significative conseguenze sul tenore di vita delle persone e sulla tenuta dei livelli occupazionali.

Nel contesto di una crisi, che può rappresentare tuttavia una opportunità di cambiamento, l’obiettivo delle parti sociali è affermare politiche di tutela dei redditi e dell’occupazione, favorendo, nel contempo, politiche di qualificazione del sistema delle imprese cooperative.

I contenuti delle premesse generali dell’art. 59 del CCNL vigente, che legano il recupero di efficienza e competitività alla stabilizzazione occupazionale nonché al soddisfacimento dei bisogni collettivi ed individuali dei lavoratori, nel pieno rispetto degli accordi nazionali ed aziendali, hanno offerto un terreno sul quale esprimere la distintività delle relazioni sindacali delle Imprese della Distribuzione Cooperativa nel contesto del sistema distributivo italiano. Pur con luci ed ombre, che sono state oggetto di confronto nell’iniziativa nazionale Filcams del 4 giugno 2009, la contrattazione nelle Imprese della Distribuzione Cooperativa ha consentito in questi anni di acquisire e produrre risultati ed esperienze più avanzate.

La crisi dei consumi, sollecitando scelte e comportamenti delle aziende distributive tese a recuperare marginalità attraverso la riduzione dei costi del lavoro, costituisce un rischio oggettivo di arretramento dalle condizioni economiche, normative e di lavoro definite dalla contrattazione.

In questo quadro, il rinnovo del Ccnl della cooperazione deve rappresentare una risposta alternativa a questa via, consolidando i risultati ottenuti nel Ccnl vigente e confermando la centralità di una strategia tesa ad investire sulle risorse umane.

Assume rilevanza prioritaria il consolidamento di positive relazioni sindacali, per favorire il coinvolgimento delle parti nel governo delle situazioni di crisi e sui nei processi di riorganizzazione.

La partecipazione non è valore che possa essere declamato, ma deve vivere attraverso strumenti cogenti, in grado di verificarne l’effettiva efficacia.

La crisi può costituire, obiettivamente, terreno di nuova precarizzazione del lavoro, tanto più in un settore ad alta intensità di occupazione femminile.

questione non è mettere in discussione la flessibilità del lavoro, quale leva attraverso la quale favorire il dinamismo delle imprese. Il problema è offrire al lavoro flessibile una vera prospettiva di qualificazione e graduale stabilizzazione, nella consapevolezza che i fattori di precarietà sono determinati dalla quantità del tempo di lavoro e dalle conseguenze sui livelli di reddito.

Il forte addensamento verso i livelli più bassi della classificazione professionale ed il ricorso sempre più diffuso alle tipologie contrattuali di breve durata, ma, soprattutto, l’alta diffusione del lavoro part-time, stanno gradualmente determinando una condizione diffusa di non auto-sufficienza economica degli addetti al settore, in particolar modo, tra i giovani e le donne, rischiando di proporre una questione sociale di dimensioni sempre più significative.

Per questo, la sfida è quella di far condividere un percorso orientato alla salvaguardia e alla creazione di buona e stabile occupazione come valore aggiunto, che coniughi efficienza, qualità del lavoro, omogeneità di condizioni del settore. Condividere tale percorso significa regolamentare, contenere ed in alcuni casi escludere il ricorso a tutte quelle forme contrattuali non coerenti con questi obiettivi, rafforzando le normative contrattuali che finalizzano la flessibilità all’aumento degli orari part-time, verso un incremento degli addetti full time ed alla stabilizzazione dell’occupazione.

La valorizzazione delle risorse umane comporta nuova attenzione ai temi della salute e sicurezza sul lavoro, soprattutto, a fronte dell’alta presenza di occupazione femminile e dell’evoluzione dei fattori di rischio, connessi alle trasformazioni intervenute nei processi lavorativi.

Occorre respingere l’idea che il settore distributivo sia caratterizzato unicamente da basse professionalità.

Ciò comporta, innanzitutto, una necessaria rivisitazione dell’attuale Ccnl in materia di riconoscimenti professionali, definendo nuovi profili in grado di rappresentare nuove figure professioni, espressioni di nuove forme di organizzazione del lavoro.

Al tempo stesso, occorre un forte investimento nella formazione professionale, per offrire la prospettiva di nuovi percorsi professionali, in particolare alla maggioranza delle figure addensate nei livelli più bassi dell’inquadramento professionale.

Il rinnovo del Ccnl, infine, pur nell’ indispensabile equilibrio complessivo dei costi, deve dare una risposta importante alla caduta del potere d’acquisto dei salari, dalla quale deriva una inevitabile caduta dei consumi.

La distintività delle Imprese della Distribuzione Cooperativa deve connettere il terreno contrattuale con il ruolo sociale della cooperazione, attraverso una iniziativa condivisa con i sindacati, che affermi una nuova cultura del lavoro e dei consumi, per affermare un nuovo modello di sviluppo del sistema distributivo, la cui sostenibilità sia legata alla capacità di rispondere alle principali sfide della tutela dell’ambiente e della qualità dei beni di consumo.

Relazioni sindacali e diritti di informazione

Si chiede che l’articolato relativo alle relazioni sindacali ed ai diritti di informazione sia maggiormente qualificato ampliando il diritto al confronto finalizzato a trovare intese su tutti i temi inerenti le condizioni di lavoro, l’articolazione degli orari e i nuovi modelli di organizzazione del lavoro con particolare riferimento a strumenti che valorizzino il tema della conciliazione con i tempi di vita. In questo ambito si ritiene opportuno dare un ruolo maggiore al secondo livello di contrattazione nonché alle RSU/RSA.
Si richiede che a livello aziendale in materia di diritti di informazione si estenda quanto previsto dall’art. 46 del D.Lgs. 198/2006 (c.d. Codice delle pari opportunità tra uomo e donna) anche alle aziende al di sotto dei 100 dipendenti.

Mercato del lavoro

Categorie a rischio di inserimento
Al fine di favorire l’ingresso di categorie a maggior rischio di inserimento, si chiede che almeno il 5% delle nuove assunzioni riguardi donne, disoccupati di lunga durata, disoccupati con più di 50 anni.

Contratti atipici
Al fine di coniugare efficienza e qualità del lavoro con la creazione di buona e stabile occupazione, si chiede di escludere il ricorso a tipologie di impiego non coerenti a tali obiettivi, ad esempio: lavoro a chiamata, vaucher, somministrazione a tempo indeterminato.

Contratti a tempo determinato e somministrazione a tempo determinato
Si chiede di ridurre la percentuale complessiva di utilizzo delle tipologie contrattuali di cui sopra dal 25% al 20%.

Si chiede venga data al lavoratore a tempo determinato la comunicazione dell’eventuale rinnovo o meno con anticipo di almeno sette giorni sulla scadenza del contratto.

Si chiede il superamento della media annua del calcolo percentuale dei contratti a tempo determinato e dei contratti di somministrazione a tempo determinato.

Si chiede inoltre la verifica semestrale delle percentuali di utilizzo dei contratti a tempo determinato e della somministrazione di mano d’opera nelle singole unità produttive nonché delle causali che hanno determinato il ricorso a tali strumenti, al fine di fare una verifica di eventuali stabilizzazioni dell’organico a tempo indeterminato necessario alle esigenze della singola unità produttiva.

Contratto di inserimento
Si chiede di aumentare dal 75% al 90% la stabilizzazione dei contratti di inserimento.

Appalti e dipendenti di aziende terze

Si chiede che venga fornito semestralmente dalle imprese appaltatrici alle OO.SS. Territoriali e alle RSU/RSA l’aggiornamento del documento di regolarità contributivo.
Si chiede inoltre che quanto previsto dall’art. 33 in materia di informazione preventiva alle RSU/RSA, i diritti, i vincoli, le tutele e le garanzie contenute nell’articolato vengano estesi a tutti i dipendenti di aziende terze operanti nelle varie forme all’interno delle unità produttive (merchandising, promoter ecc).

In riferimento al punto 4 dell’art. 33 del vigente CCNL si chiede che le clausole di obbligo ivi previste da inserire nei contratti riguardino le imprese cui è conferità l’attività in appalto o in conto terzi ed inoltre che i contratti nazionali applicati siano quelli inerenti al servizio prestato.

Tempo parziale

Limiti minimi orario ridotto
Si chiede di elevare da 20 a 22 l’orario minimo settimanale e da 80 a 88 l’orario minimo mensile e di proporzionare il monte ore annuale a 1144 ore.

Tempo parziale annuale
Si chiede che il tempo parziale annuale programmato con distribuzione diversificata dell’orario tra le settimane, non preveda settimane a zero ore ed abbia un monte ore complessivo superiore alle 1144 ore di cui sopra.

Consolidamento
Si chiede di ridefinire la normativa che dell’art 93 comma 7 in materia di consolidamento del lavoro supplementare al fine di renderla esigibile.

Incremento degli orari part-time al fine di incrementare la presenza dei full-time
In riferimento a quanto previsto dall’art. 59 comma 8 che lega il recupero di efficienza, competitività e flessibilità a processi di stabilizzazione occupazionale ed economica dei lavoratori, si chiede di concordare forme di sperimentazione dell’organizzazione del lavoro e degli orari attraverso i quali si realizzi un incremento percentuale dei tempi parziali con orario medio settimanale a 30 nonché dei tempi pieni.

Maggiorazione ed indennità della clausola elastica
Si chiede che venga aumentata la maggiorazione oraria e l’indennità annuale stabilite per la clausola elastica dall’art. 94 comma 3.

Conciliazione tempi di vita e di lavoro ed organizzazione del lavoro

Si chiede di qualificare i capitoli inerenti congedi per studio, congedi parentali e prevedere che al secondo livello di contrattazione si sperimentino modelli organizzativi con flessibilità degli orari che rispondano alle esigenze dei lavoratori con particolare riferimento alle lavoratrici madre.

Permessi
Si chiede che i permessi previsti dall’art. 123 del CCNL siano concessi al fine di agevolare l’inserimento dei bambini al nido, scuole materne o elementari.
Si chiede di innalzare a tre i giorni di permesso previsti per il padre in caso di nascita di un figlio.

Riposo giornaliero

Al fine di salvaguardare la salute psicofisica del lavoratore si chiede di specificare che modalità diverse di fruizione del riposo giornaliero demandate al secondo livello di contrattazione siano di carattere di eccezionalità. In questa ottica il frazionamento previsto dal CCNL per il cambio turno deve avere carattere saltuario e deve essere realizzato previo confronto a livello aziendale.
Si chiede quindi di riformulare il comma 2 ed il comma 3 dell’art. 115.

Classificazione

Inquadramenti
Si chiede una revisione della classificazione del personale attraverso il corretto inquadramento di alcune professionalità e mansioni attualmente non specificate, nonché l’inserimento di nuove figure emerse dai modelli organizzativi e di sviluppo del settore:

Si chiede inoltre una revisione dell’inquadramento di alcune mansioni che richiedono un più alto riconoscimento professionale (addetto qualificato pescheria, addetto reparto multimediale, capo reparto macelleria, capo negozio, addetto informatico).

Professionalità ed organizzazione del lavoro
Alla luce dei mutamenti organizzativi si chiede che nel 2° livello di contrattazione si possano individuare figure professionali non esemplificate dai profili esistenti derivanti da forme di organizzazione del lavoro che prevedano la ricomposizione delle mansioni a tale scopo saranno individuati percorsi di formazione continua.

Mansione prevalente
Si chiede di ridefinire il carattere “accessorio e complementare” della mansione di livello superiore in relazione alla continuità della prestazione svolta al fine di riconoscere la professionalità acquisita dal lavoratore.

Ambiente, prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei posti di lavoro

Al fine di tutelare salute, sicurezza e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e rispettare l’ambiente sui luoghi di lavoro, si richiede l’attivazione di tutte quelle iniziative che permettano di diffondere e consolidare comportamenti coerenti con la cultura di prevenzione e con un approccio globale ai fattori di rischio, nell’ambito delle relative norme di legge e contrattuali.
La prevenzione è senza dubbio il fattore chiave all’interno dei luoghi di lavoro e deve coinvolgere tutti i lavoratori che operano in azienda, a prescindere dal tipo di rapporto di lavoro.
A tal fine si chiede il coinvolgimento del RLS anche in rapporto a soggetti terzi che si trovino a prestare la loro opera in azienda (appalti, merchandising, somministrazioni, ecc.)
Inoltre, si ritiene necessario armonizzare il CCNL con le più recenti norme di legge varate a contrasto del lavoro nero ed irregolare e per la sicurezza sul lavoro.

RLS
Si chiede la valorizzazione del RLS attraverso:

Comitato Paritetico Nazionale
Si chiede l’istituzione di un Comitato Tecnico Paritetico Nazionale per la formazione specifica (va potenziato il loro ruolo formativo degli OPP, di elaborazione di analisi e di studio in termini di salute sicurezza e legalità sui posti di lavoro).

Tutela e prevenzione per le lavoratrici
Si richiede l’adozione di linee guida specifiche per l’applicazione negli ambienti di lavoro delle norme a tutela della maternità, al fine di salvaguardare la salute delle lavoratrici e la loro professionalità.

Infortuni
Si chiede che l’azienda fornisca annualmente a RLS e RSU le informazioni dettagliate relative agli infortuni avvenuti al fine di valutare congiuntamente gli interventi necessari alla prevenzione.

RLST
Si richiede la Definizione di un Protocollo sulle funzioni, le competenze e l’agibilità degli RLST, è inoltre necessario definire con chiarezza il costo a carico delle imprese.

Malattie Professionali
Data la crescente incidenza di patologie riconducibili all’ambiente lavorativo e non incluse nelle tabelle riconosciute da Inail (incluse patologie riconducibili al burn out e allo stress) , si ritiene necessaria una comunicazione congiunta da inviare al Governo per l’attivazioni di percorsi di riconoscimento.

Quadri

Diritti di informazione
Per gli specifici diritti di informazione dei Quadri si richiede una migliore determinazione degli aspetti e delle materie già previste dall’art. 53 con l’introduzione di momenti specifici di informazione quali il bilancio, budget ed i piani pluriennali di sviluppo.

Indennità
Si chiede di rivalutare l’indennità di funzione minima dei Quadri prevista dall’art.51 del CCNL.

Reperibilità
Si chiede di rendere esigibile al secondo livello di contrattazione la determinazione delle indennità di reperibilità per i Quadri.

Trasferimenti
Si chiede di ridurre a 50 anni l’età oltre la quale il Quadro può opporsi al trasferimento disposto dall’azienda in presenza di serie e comprovate motivazioni.

Assistenza sanitaria
Si chiede di modificare l’allegato 4 del CCNL in materia di assistenza sanitaria per i Quadri eliminando l’opzionabile previsto per le prestazioni per stato di non autosufficienza, prevedendo che gli eventuali aumenti del contributo siano a carico dell’Azienda.

Formazione

Si chiede di incentivare la formazione continua come strumento necessario per favorire la crescita e il riconoscimento professionale delle donne. Un’attenzione particolare va rivolta alle lavoratrici nel periodo ante/post maternità per garantire il mantenimento delle professionalità acquisite.

Welfare contrattuale

Si chiede di estendere la previdenza integrativa ai lavoratori con contratto di inserimento.

Si chiede di portare il contributo a carico dell’impresa del Fondo Coopersalute per i lavoratori assunti a tempo parziale da 7 a 10 Euro.

Salario

Si richiede un incremento salariale a valere per il triennio 2011-2013 pari a 145,00 € al 4° livello par. 144 riparametrato.

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     Invio alle controparti
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Distribuzione cooperativa: Siglata l’ipotesi d’accordo

ll giorno 2 Febbraio 2012 é stata siglata l’ipotesi di accordo del contratto nazionale dei dipendenti da imprese della distribuzione coopearativa. Un’importante intesa


Documenti
L’Ipotesi di Accordo siglata il 2/02/2012
La piattaforma rivendicativa
I documenti dell’Assemblea Nazionale 15/09/2010

Il CCNL 1/01/2007 – 31/12/2010

Comunicati Stampa
(16/09/2013) I Lavoratori Coop Della Campania Protestano Sul Tetto Del Punto Ve. . .
(02/02/2012) Distribuzione Cooperativa: Siglata L’Ipotesi D’Accordo
(22/12/2011) Contratto Coop, Compiuto Un Passo Importante
(02/12/2011) Distribuzione Cooperativa, Prosegue Il Negoziato
(01/08/2011) Cooperazione: Contratto Condizionato Dal Contratto Separato Di Con. . .
(20/07/2011) Trattativa Cooperazione: Rinvio A Settembre
(09/07/2011) Cooperazione: La Trattativa
(09/07/2011) Sciopero Dipendenti Cooperative, Le Adesioni Dei Territori
(07/07/2011) Sabato 9 Luglio: Le Iniziative Dei Territori
(27/06/2011) Trattativa Distribuzione Cooperativa
(20/06/2011) Trattativa Per Il Rinnovo Del Ccnl Delle Imprese Cooperative
(07/06/2011) La Trattativa Per Il Rinnovo Del Contratto Della Distribuzione Coo. . .
(01/04/2011) Ancora Bloccata La Trattativa Per Il Contratto Della Distribuzione. . .
(29/09/2010) Primo Incontro Della Trattativa Per Il Rinnovo Del Contratto Nazio. . .
(28/09/2010) La Piattaforma Coop Presentata Alle Controparti
(16/09/2010) Inviata La Piattaforma Per Il Rinnovo Del Contratto Nazionale Del . . .

Rassegna Stampa
(23/12/2011) Il Sole 24 Ore – Cooperative, 86 Euro Di Aumenti
(19/07/2011) La Repubblica – La Cgil Alla Coop: I Lavoratori Sono Con Noi
(19/07/2011) il Tirreno – Dipendenti In Sciopero L’Ipercoop Anticipa La Ch. . .

Attivo Nazionale CCNL Distribuzione Cooperativa – ODG
Roma, 15 settembre 2010

L’attivo nazionale dei delegati della Cooperazione nell’esprimere l’apprezzamento per l’impegno delle strutture Filcams nello svolgimento della consultazione, prende atto del risultato conclusivo che approva la piattaforma, con la maggioranza ampia del 96,67%, a fronte del 1,46% dei contrari e del 1,87% degli astenuti.

La consultazione ha apportato nuovi e positivi contributi alla piattaforma, attraverso emendamenti sottoposti all’approvazione dell’Assemblea.
Per quelli che non hanno raccolto la percentuale del 10% di votanti sul totale prevista dal regolamento, l’Attivo, nel ritenere opportuna una revisione della regolamentazione alla base della consultazione, ne assume i contributi quale sollecitazione a valorizzarne i contenuti nel corso del negoziato.

Gli ultimi infortuni mortali impongono di rimettere al centro dell’iniziativa il tema della salute e sicurezza del lavoro. Il monito del Presidente della Repubblica esprime la preoccupazione di una caduta di attenzione nei confronti di una piaga del lavoro che vede il nostro paese vantare record negativi. Nella crisi, la risposta di una parte rilevante del mondo delle imprese rischia di aggravare le condizioni di lavoro e di tutela psico-fisica attraverso l’intensificazione degli orari e dei ritmi di lavoro.
Il settore terziario non è avulso da questi rischi, che assumono un prezzo sociale maggiore, per la presenza diffusa di donne, insieme ai migranti le più esposte ai rischi. Lo conferma il recente infortunio mortale che a Roma ha visto coinvolta una lavoratrice del settore pulimento.

Per queste regioni la Filcams è impegnata nella difesa del T.U. per la sicurezza contro ogni tentativo di manomissione secondo una presunta necessità di semplificazione. Al tempo stesso, assume il capitolo della salute e sicurezza e della malattia professionali, quale parte prioritaria della piattaforma e del negoziato per il rinnovo contrattuale, con l’obiettivo di estendere gli strumenti di tutela e diffondere una nuova cultura della prevenzione e della sicurezza sul lavoro.
Lo stesso tema dovrà rappresentare aspetto centrale del piano di attività della Filcams Nazionale e di ogni struttura regionale e territoriale.

L’accordo di Pomigliano rappresenta un’altra grave tappa del disegno messo in campo con l’accordo separato del 22 gennaio 2009. Questo disegno assume la divisione sindacale e l’isolamento della Cgil quale scelta ideologica, prima ancora che di merito.
Essa non può essere condivisa in ogni caso e va respinta con fermezza, anche perché esclude la forza più rappresentativa del mondo del lavoro.
Per questo, la definizione del nuovo modello contrattuale non può prescindere da un nuovo sistema di regole della rappresentanza, che ne rappresenta la precondizione.
La Filcams, nel condividere e sostenere la battaglia della Fiom sui diritti, a partire dalla manifestazione nazionale del 16 ottobre, sarà parte attiva della compagna che la Cgil promuoverà nelle prossime settimane, per rivendicare una legge sulla rappresentanza e per definire con le altri parti sociali un quadro di nuove regole nel sistema di relazioni sindacali.

Nel merito, la ricerca di nuovi margini di competitività da parte delle imprese, attraverso la messa in discussione di diritti acquisiti con la contrattazione, non è solo della Fiat, ma pratica già in atto nel settore della grande distribuzione, che viene perseguita con la disdetta degli accordi di II livello.
Ciò rende ancor più inaccettabile il principio della derogabilità nei CCNL, che mina la funzione quale strumento di tutela universale dei diritti. La Filcams assumerà tale principio quale condizione per rinnovare unitariamente il CCNL del settore terziario.

In questo quadro, assume ancora più importanza l’obiettivo di salvaguardare la istintività del Ccnl Coop, per affermare un’idea alternativa di uscita dalla crisi del settore distributivo, valorizzando il lavoro, contro ogni spinta allal diffusione della precarietà.
L’Attivo Nazionale impegna la Filcams a tutti i livelli a fare del negoziato per il rinnovo del CCNL un momento di grande partecipazione dei delegati, oltre il ruolo formale della delegazione trattante, il cui coinvolgimento nelle varie fasi della trattativa ha carattere vincolante. Le lavoratrici ed i lavoratori debbono essere costantemente informati dall’andamento del negoziato per poterlo sostenere in ogni sua fase.

L’Attivo nazionale –infine- impegna la Filcams ad una vasta partecipazione alla manifestazione europea del 29 settembre contro le politiche adottate dai governi europei, per la difesa dei diritti e nuove politiche di sviluppo.

Ordine del Giorno approvato all’unanimità

Roma, 15 settembre 2010

Link Correlati
     Riepilogo dati consultazione

FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL

Piattaforma per il rinnovo del CCNL DISTRIBUZIONE COOPERATIVA

Premessa

Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e UILTuCS-UIL ritengono necessario sviluppare il concetto della distintività cooperativa. A tal fine vanno definiti gli ambiti etici entro cui debba evolversi il sistema delle imprese cooperative, nell’ambito delle trasformazioni di mercato e di welfare che caratterizzano questo periodo storico.
Alla luce di quanto sopra l’impresa cooperativa può dare una risposta significativa alla richiesta sia quantitativa che qualitativa dell’occupazione, anche attraverso la promozione di nuova imprenditorialità, specialmente nel Mezzogiorno, che si sviluppi all’insegna della legalità e del rispetto degli accordi. La cooperazione, infatti, per realizzare i propri obiettivi sociali e di sviluppo, deve sempre più promuovere il coinvolgimento attivo ed intelligente dei lavoratori di ogni mansione nei processi aziendali e nell’organizzazione del lavoro. In questo contesto è sempre più importante sperimentare forme evolute di democrazia economica quale valore connaturato all’impresa cooperativa che nella partecipazione dei lavoratori ha uno dei valori fondanti e fra i propri obiettivi la stabilizzazione e la qualità del rapporto di lavoro.

Sfera di applicazione

Si richiede che ai dipendenti di cooperative distributrici di specialità medicinali e prodotti chimico-farmaceutici ed alle società cooperative della dispensazione del farmaco, sia applicato il CCNL della Distribuzione Cooperativa.

Relazioni sindacali e Diritti di informazione

Attivare tavoli di confronto a livello regionale affinchè si affrontino i temi relativi allo sviluppo di medie e grandi superfici di vendita, aperture domenicali e festive, aree turistiche, città d’arte, ecc. Tali confronti, finalizzati ad intese, dovranno essere propedeutici ad accordi con le Istituzioni ai vari livelli.
Alla luce dei processi e delle modificazioni in atto nei nostri settori, va reso più cogente il diritto di informazione preventiva, previsto dal vigente CCNL, sulle terziarizzazioni, sulle esternalizzazioni, sugli appalti, sul franchising, sulle affiliazioni, sul marchandiser e/o promoter, sulle cooperative di lavoro, al fine di poter far sviluppare alle parti, appropriati confronti negoziali, ai vari livelli, per garantire regole e diritti per i lavoratori, e che a fronte di terziarizzazione e/o esternalizzazioni ai lavoratori siano salvaguardate e/o estesi in ogni caso le condizioni dettate dal contratto nazionale ed i diritti acquisiti dalla contrattazione di secondo livello.
L’informazione preventiva, prevista ai livelli regionale ed aziendale dal vigente CCNL, deve riguardare tutti i processi previsti dall’articolo suddetto.
A tale scopo si richiede una procedura da definire contrattualmente ferma restando l’unicità aziendale, richiedendo altresì che le terziarizzazioni, appalti, ecc. non debbano riguardare attività caratteristiche dell’impresa.
In caso di terziarizzazioni, ecc. con esclusione delle attività aziendali sopra richiamate, le stesse dovranno prevedere l’integrale applicazione del CCNL ivi applicato e la contrattazione aziendale in essere. Si richiede l’introduzione di una norma e la relativa procedura sui cambi di appalto, di concessione, ecc. che salvaguardi i livelli occupazionali.
Si richiede che le imprese appaltanti inseriscano nel capitolato, l’applicazione dei contratti nazionali di riferimento sottoscritti dalle OO.SS. stipulanti il presente CCNL e il documento di regolarità contributiva (D.U.R.C.),che deve essere rilasciato dagli organi amministrativi preposti dallo Stato che attesti gli avvenuti versamenti. Si richiede inoltre l’autocertificazione, a norma di legge del rispetto dei contratti, che deve essere effettuata dalle imprese che acquisiscono l’appalto.

Si richiede altresì che ai diritti d’informazione a livello aziendale, si aggiunga la composizione degli organici aziendali (contratti a tempo pieno; par-time suddivisi tra orizzontali, verticali, misti e week and; contratti a tempo determinato e indeterminato; tirocini/stage; apprendisti; somministrati a tempo determinato, marchandiser, promoter).

3. Secondo livello di contrattazione aziendale/Territoriale

Nel riconfermare la validità del secondo livello di contrattazione si chiede di introdurre tra le materie da contrattare a questo livello il calendario annuo delle aperture domenicali e festive al fine di realizzare intese sull’organizzazione del lavoro attraverso una equa distribuzione dei turni/carichi di lavoro.

4. Responsabilità sociale dell’Impresa e partecipazione

In virtù di quanto stabilito dal libro verde della commissione europea per “promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese” (2001), si richiede che il tema della Responsabilità sociale divenga materia del diritto d’informazione e consultazione a livello nazionale, territoriale e/o aziendale. In particolar modo si richiede che gli strumenti di Responsabilità sociale (come codici di condotta, bilanci sociali, ecc.) siano il risultato del confronto tra le parti ai vari livelli.
Va introdotto quindi nel CCNL un capitolo riguardante il tema della Responsabilità sociale delle imprese condiviso con le RSU/RSA e le organizzazioni sindacali interessate in armonia a quanto riportato in premessa.
Si richiede la partecipazione delle RSA/RSU alla definizione dei progetti di socialità della cooperativa.

Diritti sindacali

Tenendo conto dell’evoluzione del Mercato del Lavoro, si richiede che ai fini del computo dei diritti sindacali vengano conteggiati anche gli apprendisti, i contratti a termine e i contratti di inserimento.
In assenza di rappresentanze sindacali, si richiede per le piccole cooperative, la mutualità fra le imprese del monte ore di permessi sindacali. Tale mutualizzazione deve realizzarsi secondo criteri di gestione e modalità d’utilizzo assegnato a livello decentrato, non dovrà pregiudicare la costituzione delle RSU/RSA in queste imprese.

6. Pari opportunità

Si richiede che i dati che le imprese inviano alle OO.SS. Nazionali, in base a quanto previsto dalla legge 125, vengano inviate anche alle strutture territoriali affinché si possa meglio monitorare il fenomeno.

7. Congedi

In relazione ai congedi per formazione previsti dalla vigente legislazione , si richiede di elevare la percentuale dei lavoratori che possono accedervi contemporaneamente e di ridurre gli attuali 5 anni di anzianità previsti per la maturazione di questo diritto.
Si richiede il riconoscimento di 3 giorni di permesso retribuito per il padre in occasione della nascita di un figlio.
Si richiede che le aziende concedano un ulteriore monte ore/permessi a quanto già previsto dalla vigente legislazione (5 giorni all’anno a genitore per ogni figlio compreso tra i 3 e gli 8 anni) al fine di agevolare l’inserimento dei bambini al nido, scuola materna o elementari.
Si richiede l’introduzione di un monte ore annuale di permessi individuali retribuiti per "esigenze mediche" documentabili e/o certificate, che possono essere non cumulabili e non retribuibili in caso di mancata usufruizione. Il monte ore potrebbe attestarsi su una entità di 16 ore.
Ad integrazione di quanto previsto dalle norme della legge n. 53/2000 si richiede di prevedere la possibilità di una aspettativa non retribuita di ulteriori 12 mesi nel caso di esigenze personali o familiari da definirsi nella contrattazione di secondo livello.
Si richiede inoltre di individuare nella contrattazione di secondo livello le caratteristiche per la corresponsione di prestiti agevolati ai propri dipendenti.

8. Mercato del Lavoro

a. Contratti a tempo determinato

Si richiede per i contratti a tempo determinato e per i contratti di somministrazione a tempo determinato il superamento della media annua del calcolo percentuale sugli organici a tempo indeterminato e la riduzione delle percentuali in essere.
Si richiede che il periodo di prova venga considerato superato qualora i lavoratori a tempo determinato tornino a prestare la loro opera nell’ambito della stessa impresa e per la stessa mansione.
Si richiede di introdurre il diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a tempo indeterminato con una graduatoria stabilita secondo modalità che verranno definite a livello aziendale o territoriale.

b. Contratti di inserimento

Si richiede l’incremento della percentuale di conferma.; si richiede inoltre che la stabilizzazione del rapporto di lavoro avvenga con modalità simili a quanto richiesto per i contratti a tempo determinato.

c. Apprendistato

La natura e le caratteristiche del contratto di apprendistato comportano la sua finalizzazione alla creazione di occupazione stabile, da realizzarsi attraverso la conferma a tempo indeterminato alla fine del periodo formativo. In questo senso va almeno previsto l’innalzamento della percentuale di conferma di cui all’art. 81 del vigente CCNL.
Si richiede la comunicazione all’apprendista della conferma anticipata dell’assunzione a tempo indeterminato da effettuarsi ai 2/3 della durata del contratto, Si richiede inoltre una rimodulazione della decorrenza prevista in tema d’inquadramento dall’art. 68 (disciplina transitoria) del vigente CCNL, riducendo il periodo di cui al primo comma.
Fermo restando le competenze delle Regioni in materia di profili professionali, si richiede che, nell’ambito della vigenza del CCNL le parti definiscano i profili professionali per settori specifici, attualmente non regolamentati, rientranti nella sfera di applicazione del CCNL relativamente all’apprendistato professionalizzante, al fine di creare un quadro omogeneo sul territorio nazionale.
Si richiede che anche agli apprendisti sia estesa l’assistenza sanitaria e la previdenza integrative.

d. Lavoro a Progetto

Considerata l’evoluzione intervenuta in materia di lavoro parasubordinato; si richiede la definizione di normative specifiche per la garanzia di diritti e delle tutele ed un compenso che non sia inferiore a quello del lavoro subordinato.

e. Part time

Si richiede di elevare il minimo contrattuale delle ore previste dal vigente CCNL.
Si richiede di chiarire che alla percentuale di maggiorazione del 35% prevista per il lavoro supplementare si aggiungano le percentuali di maggiorazioni previste a qualsiasi titolo dal vigente CCNL.
Si richiede inoltre che le RSA/RSU possano prendere visione del registro delle ore supplementari nelle singole unità produttive.
Sul part-time post-maternità si richiede che tale diritto sia riconosciuto anche nel caso di funzioni di responsabilità di reparto, l’orario di lavoro relativo dovrà essere compatibile con le esigenze della lavoratrice madre.
Si richiede altresì di stabilire criteri e modalità per assicurare al lavoratore a tempo parziale, su richiesta del medesimo, il consolidamento del lavoro supplementare, in tutto o in parte, effettuato nell’anno, svolto in via meramente non occasionale. Le quantità di detto consolidamento verranno definite nella contrattazione aziendale/territoriale.
Si richiede di rendere effettivamente applicabile il diritto di precedenza del passaggio da Part- time a full time, con graduatorie le cui modalità saranno definite a livello aziendale.

9. Classificazione

Alla luce dei mutamenti organizzativi intervenuti si richiede una revisione degli inquadramenti. Si richiede altresì di attivare la commissione prevista all’art. 41 del vigente CCNL per l’aggiornamento delle declaratorie professionali..
Alla luce delle recenti disposizioni legislative in merito alla vendita dei farmaci nella distribuzione commerciale, si richiede per il personale laureato in farmacia o lauree affini l’inquadramento minimo al 1° livello del CCNL.
Si richiede di approfondire le tematiche relative a capi reparto inquadrati al 3° e 2° livello in relazione all’orario di lavoro.

10. Retribuzione prestazioni nel giorno di riposo settimanale di legge

Sulla base di quanto previsto all’art.120 del vigente CCNL, si richiede di chiarire quanto previsto, precisando che le giornate di lavoro ordinario sono da considerarsi dal lunedì al sabato. Le ore di lavoro prestate nel giorno di riposo settimanale (domenica) saranno retribuite con la maggiorazione del 35% per tutte le tipologie d’impiego, fermo restando il diritto del lavoratore di godere il riposo compensativo nel giorno successivo, avuto riguardo alle disposizione di legge vigenti in materia, fatte salve le condizioni di miglior favore.

11. Assistenza Sanitaria Integrativa

Si richiede di estendere i 10 euro previsti per i full time anche per i part time, per gli apprendisti e i contratti a tempo determinato.

11.a Previdenza Complementare

Si richiede di estendere agli apprendisti il diritto di aderire a Previcooper.

12. Bilateralità

A seguito della costituzione dell’Ente Bilaterale Nazionale si chiede di rafforzare la bilateralità regionale / interregionale. In tale ambito potrà essere sperimentata la costituzione di enti bilaterali regionali/interregionali ove se ne ravvisi la necessità e il consenso necessari.
Per quanto riguarda i compiti di questi Enti Bilaterali regionali saranno quelli già previsti dall’art. 9 dell’attuale CCNL (Comitati Misti Paritetici)
L’Ente Bilaterale Nazionale fornirà risorse e competenze per lo sviluppo di accordi sulla sperimentazione di organizzazione del lavoro condivisi.
Al fine di attuare tutti gli scopi e le funzioni previste statutariamente si chiede di aumentare l’attuale contributo previsto dall’art.8 del CCNL.

13. Formazione continua

Si richiede un maggior coinvolgimento delle RSA/RSU e delle OO.SS. e degli Enti Bilaterali ai vari livelli di competenza al fine di monitorare l’andamento dei percorsi formativi. (Recepimento criteri Foncoop)

14. Lavoro notturno

Si richiede di elevare al 30% la percentuale di maggiorazione attualmente prevista per il lavoro ordinario notturno art. 113 del CCNL vigente.

15. Norme di Assunzione

Si richiede che come “luogo di lavoro” di cui all’art. 38 punto 2, lettera C del vigente CCNL si intenda come “luogo di lavoro fisso”, e che non sia in alcun modo previsto che il lavoratore possa essere assunto in più luoghi di lavoro.

16. Diritto allo studio

Si richiedono maggiori garanzie atte a favorire la frequenza agli studi scolastici di qualsiasi livello.
Si richiede inoltre che l’utilizzo delle 150 ore sia esteso anche alle scuole di specializzazione ivi compreso i Master universitari.

17. Salario

In applicazione dell’accordo del 23 luglio ’93 vigente si richiede un incremento salariale a valere per il biennio 2007-2008 pari a 78,00 euro.

15. Quadri

Si richiede la rivalutazione dell’indennità di funzione e la definizione di regole relative alla reperibilità e la conseguente indennità economica. Analogamente anche i sistemi di valutazione e determinazione del salario variabile aziendale sono da rivedere con l’introduzione di parametri e variabili di "sistema", collegati e sinergici.
Si richiede l’introduzione di una indennità di "reperibilità " per i Quadri con responsabilità di direzione di reparto, area o punto di vendita che compensi i disagi determinati dalle condizioni di necessaria e continua reperibilità del Quadro, specie in situazioni di emergenza (quali allarmi anti intrusione o malfunzionamenti) ed in orari di riposo, notturni e festivi.
Si richiede l’introduzione di modalità di attuazione della formazione e aggiornamento professionale che consentano ai Quadri di indicare e proporre argomenti e tematiche e di poter scegliere metà delle iniziative formative a cui partecipare.
Per l’Assistenza Sanitaria Integrativa dei Quadri si richiede che per quanto attiene la gestione, la stessa rientri nei criteri definiti dalla bilateralità. Si richiede inoltre l’introduzione di indennizzi per stati di invalidità permanente da malattia e similari. Si richiede inoltre l’aumento delle contribuzioni assistenziali sia a favore del Quadro che per l’estensione al nucleo familiare, portando il contributo aziendale di base a euro 750,00 (+170,99 euro) e quello di estensione al nucleo familiare a euro 250,00 (+110,00euro). Per la facoltà di estensione dell’assistenza sanitaria con la contribuzione volontaria prevista dall’art. 56 punto 6 si ritiene che la relativa scrittura sia da modificarsi sostituendo gli attuali valori di minimo e massimo con il riferimento ai limiti previsti dalla Legge.
Per la valenza e complessità degli aspetti contrattuali relativi ai Quadri si ritiene che sia da svilupparsi una specifica negoziazione ampia e approfondita, con la partecipazione diretta delle rappresentanze sindacali dei Quadri

ALLEGATO

DOCUMENTO FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS INVIATO AL DOTT. VASCO ERRANI PRESIDENTE CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME – COMMISSIONE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

PREMESSA/INTRODUZIONE

ORARI DI APERTURA DEROGHE DOMENICALI

Gli indirizzi di regolamentazione impartiti dalla conferenza stato regioni potrebbe riguardare:

* l’obiettivo è il superamento della differenziazione ex art. 12 decreto Bersani laddove utilizzata anche dalle legislazioni regionali fra città d’arte e comuni ad economia prevalentemente turistica in quanto nei fatti per la prevalenza dei comuni d’Italia sussiste una forte incidenza del turismo e difficile la determinazione di quali città siano davvero d’arte..,

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     CCNL 1.01.2003 - 31.12.2006
     Invio alle controparti

Il CCNL 1/01/2007 – 31/12/2010
L’Ipotesi di accordo di rinnovo CCNL siglata il 25 luglio 2008
Incontri 14-17 luglio 2008
Incontro 30 giugno 2008
Incontri 23 e 24 giugno 2008
Incontro 8 maggio 2008
Sciopero 21 marzo 2008
Incontri 10 e 11 marzo 2008
Incontri 27 e 28 febbraio 2008, sciopero il 21 marzo
Incontro 6 febbraio 2008
Incontro 23 gennaio 2008
Incontro 11 dicembre 2007Accordo aumenti retributivi
Incontro 27 novembre 2007
Incontro 31 ottobre 2007
Incontro 23 ottobre 2007
Incontro 27 settembre 2007
Incontro 17 luglio 2007
Incontro 14 giugno 2007
Incontro 31 maggio 2007
Avvio del negoziato, 23 marzo 2007
La piattaforma rivendicativa
Documenti conclusivi Assemblea Nazionale Delegati, Roma, 13 dicembre 2006

Il CCNL 1/01/2003 – 31/12/2006
I minimi contrattuali in vigore

Circolare ANCC COOP su Indennita’ Vacanza Contrattuale aprile e luglio 2007

Comunicati Stampa
(25/07/2008) Firma Ipotesi Rinnovo Ccnl Cooperazione
(21/03/2008) Sciopero Nazionale Dei Lavoratori Del Terziario Distribuzione E Se. . .
(21/03/2008) Sciopero Nazionale Dei Lavoratori Della Distribuzione Cooperativa . . .
(20/03/2008) Ccnl Distribuzione Cooperativa:Confermato Lo Sciopero Del 21 Marzo. . .
(20/03/2008) Sciopero Venerdi 21 Marzo 2008 Per Il Rinnovo Del Contratto Nazion. . .
(12/12/2007) Contratto Distribuzione Cooperativa: Le Associazioni Impegnate Nel. . .
(11/05/2007) Orari Flessibilita’ Salari Precarieta’, Questi I Mostri Moderni Ch. . .
(11/05/2007) I Lavoratori Del Commercio, Del Turismo, Delle Pulizie Danno Vita . . .
(07/05/2007) Manifestazione Unitaria Filcams Fisascat Uiltucs: Invito A Confere. . .
(04/05/2007) Venerdi’ 11 Manifestazione Nazionale Unitaria A Roma Dei Lavorator. . .
(19/04/2007) L’assemblea Delle Rappresentanze Territoriali Di Filcams Fisascat . . .
(21/03/2007) Contratto Distribuzione Cooperativa: Primo Incontro E Presentazion. . .
(13/12/2006) Contratto Distribuzione Cooperativa: Partecipazione, Mercato Del L. . .
(13/12/2006) Contratto Distribuzione Cooperativa: L’assemblea Nazionale Vara La. . .

Rassegna Stampa
(20/12/2007) Giornali Locali – Modena. Lo Shopping Di Natale È «A Rischio»
(20/12/2007) L’Unità – Commercio: Coop Anticipa 50 Euro
(20/12/2007) Giornali Locali – Ferrara. Due Giorni Di Sciopero Per Il Commercio. . .
(16/11/2007) Corriere della Sera – Sciopero Della Spesa: Coop Rompe Il Fronte
(28/05/2007) L’Unità – “Lavoro” Più Di Sette Milioni Di Lavoratori Atte. . .
(14/05/2007) L’Unità – Sindacati Pronti Allo Sciopero Per Cancellare Lo. . .
(14/05/2007) Il Mattino – La Mappa Del Disagio
(14/05/2007) L’Unità – Turismo E Servizi In Sciopero
(14/05/2007) Liberazione – Addetti Dei Servizi In Sciopero
(14/05/2007) Il Giorno – Milano. Gli Addetti Alle Reception Incrociano Le. . .
(14/05/2007) Giornali Locali – Pisa. Addetti Turismo, Servizi E Pulizie Sul Pie. . .
(14/05/2007) Manifesto – «Pulisco L’ospedale: Paga Bassa E Considerazione. . .
(09/05/2007) il Secolo XIX – Terziario: Venerdì Scioperano 3 Milioni Di Lavor. . .
(09/05/2007) Manifesto – Il Commercio Alla Ricerca Del Contratto
(09/05/2007) Giornali Locali – Turismo E Sindacati: «Sciopero L’11 Maggio”
(09/05/2007) Liberazione – Servizi, Turismo, Pulizie In Sciopero
(09/05/2007) L’Unità – Tre Milioni Di Lavoratori Stanno Perdendo La Paz. . .
(09/05/2007) la Nazione – Esercizi Pubblici, Imprese Di Pulizie E Mense In. . .
(09/05/2007) Giornali Locali – Turismo, Commercio E Pulizie: Venerdì Sciopero
(08/05/2007) Manifesto – “Intervista” Corraini (Filcams): «Adesso I Contr. . .
(26/10/2006) Liberazione – “Brevi” Chiesti 70 Euro Per Terziario E Distribu. . .
(16/11/0200) L’Unità – Coop: Continua La Trattativa Sindacale

Distribuzione Cooperativa - Ipotesi di piattaforma 24 ottobre2006.rtf

Link Correlati
     CCNL 1.01.2003 - 31.12.2006

SEGRETERIE NAZIONALI

Raccomandata A.R.
(anticipata via FAX)

Oggetto: disdetta CCNL

Spett.le ANCC
Via Guattani 9
Roma

Spett.le ANCD
Via Guattani 9
Roma

Confcooperative
Borgo Santo Spirito, 78
Roma

Spett.le
A.G.C.I.
Via Bargoni, 78
Roma


In applicazione della procedura di cui all’art. 209, titolo XXIX, diamo formale disdetta al CCNL 2 luglio 2004, per i dipendenti da aziende della distribuzione cooperativa .

La piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto verrà inviata successivamente.

Distinti saluti.

p. FICAMS-CGILp. FISASCAT-CISLp. UILTuCS-UIL
Il Segretario Generale Il Segretario Generale Il Segretario Generale
Ivano CorrainiPierangelo RaineriBrunetto Boco

CCNL 1/01/2003 – 31/12/2006
Sintesi Ipotesi Accordo rinnovo CCNL
Interventi audio sui contenuti dell’accordo firmato
L’Ipotesi di Accordo di rinnovo CCNL siglata il 2 luglio 2004
Ripresa trattativa 29 giugno 2004
Rinvio incontro 24 giugno 2004
Calendario prossimi incontri
Revoca sciopero e manifestazione
Preparativi sciopero e manifestazione nazionale a Roma
Volantone sciopero (formato A3) Volantino sciopero (A4)
Incontri del 8 e 27 maggio 2004
Incontro del 3 maggio 2004
Incontro del 21 aprile 2004
Incontro del 8 aprile 2004
Sciopero 26 marzo 2004
Incontri del 26 e 27 novembre 2003
Incontro del 5 novembre 2003
Documenti conclusivi Assemblea Nazionale Delegati, Montecatini 17 aprile 2003
CCNL 1/01/1999 – 31/12/2002

Comunicati Stampa
(17/09/2004) Contratto Commercio E Contratto Distribuzione Cooperativa: Le Asse. . .
(02/08/2004) Contratto Commercio E Distribuzione Cooperativa: 16 E 17 Settembre. . .
(02/07/2004) Contratto Distribuzione Cooperativa: Siglata Ipotesi Contratto
(18/06/2004) Contratto Distribuzione Cooperativa: Calendario Incontri Dopo Sosp. . .
(16/06/2004) Contratto Commercio: Le Trattative Producono Alcuni Risultati, Sos. . .
(28/05/2004) Contratto Distribuzione Cooperativa: Il 19 Giugno È Sciopero Anche. . .
(04/05/2004) Contratto Distribuzione Cooperativa: 18 Maggio Incontro In Plenaria
(17/04/2003) Contratto Distribuzione Cooperativa: La Piattaforma Rivendicativa

FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISLUILTuCS-UIL

PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIPENDENTI DALLE AZIENDE DELLA DISTRIBUZIONE COOPERATIVA

Premessa

Filcams, Fisascat, Uiltucs con il rinnovo del Contratto Nazionale della distribuzione Cooperativa, riconfermano pienamente la validità e la valenza del Contratto nazionale di settore, quale strumento unitario capace di fornire alle parti sociali il complesso di norme e regole necessarie:

·per affrontare e gestire i processi di trasformazione e di internazionalizzazione che investono i settori, offrendo al contempo uno strumento di regolazione degli stessi;
·regolare, migliorandole, le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici all’interno di questo cambiamento, salvaguardando e migliorando l’occupazione, la difesa del reddito e dei diritti nei luoghi di lavoro.

Il quadro economico e produttivo attuale e degli anni passati, ha manifestato e manifesta chiaramente lo sviluppo ed il peso crescente del Terziario in tutte le sue forme ed il ridimensionamento dei settori primario e secondario. Il mercato, sempre più, si sviluppa sulla capacità delle aziende di offrire qualità dei prodotti e dei servizi.

La qualità del servizio dipende anche da una buona qualità del lavoro nel settore e anche perciò, il Contratto Nazionale assume un ruolo sempre più innovativo ed importante quale strumento avanzato di relazioni sindacali, capaci di cogliere i cambiamenti in atto.

Filcams, Fisascat e Uiltucs, si pongono l’obiettivo di realizzare un Contratto Nazionale in grado di governare i processi in atto e le ricadute che questi hanno sugli attuali assetti contrattuali e sulle condizioni dei lavoratori, anche visto il quadro normativo in materia di lavoro in continua trasformazione.

Si confermano in tal senso i due livelli di contrattazione come previsto dal protocollo del 23 luglio 1993 con l’obiettivo di operare per:

·far diventare il Contratto Nazionale sempre più uno strumento di regole e principi generali validi per tutti i lavoratori in tutto il Paese;
·definire sempre più norme capaci di cogliere il decentramento istituzionale in atto, ma al contempo cogliere la natura solidaristica che il CCNL ha e deve avere, in settori come il Terziario, caratterizzati da estrema polverizzazione. In questo senso va ricercato il giusto equilibrio tra l’esigenza di realizzazione di contrattazione di 2° livello aziendale la salvaguardia del complesso solidaristico di norme contenute nel CCNL.

In questo contesto il tema più volte posto dell’effettivo esercizio del 2° livello di contrattazione va coniugato con ipotesi di concreta attuazione degli stessi impegni che il CCNL ai vari livelli determinerà.

Nel riconfermare il pieno rispetto della titolarità e delle autonomie di tutte le parti e del libero svolgersi del negoziato, Filcams, Fisascat e Uiltucs, stigmatizzano come, a differenza del passato, i tassi di inflazione programmati non sono stati oggetto di valutazione congiunta tra le parti, ma di decisione unilaterale.

Va sottolineato, in tale ambito, l’effetto inflativo per il Paese e le entrate straordinarie per l’intero sistema del Terziario, che il passaggio dalla lira all’euro (change over) ha prodotto.

Se queste premesse valgono per tutto il settore del Commercio, per la Distribuzione Cooperativa la situazione è ancora più complessa e difficile.

Infatti la Centrale di acquisto tra Coop e Conad sembra essere divenuto un oggetto misterioso, tanto più dopo gli accordi intervenuti tra Conad e Leclerc per lo sviluppo degli Iper, i processi di concentrazione delle imprese Cooperative sono fermi e quelli di riorganizzazione sono ancora limitati e sperimentali, in modo particolare per il sistema Coop la cui fase di riorganizzazione complessiva è continuamente rinviata nel tempo.

Alla ormai tradizionale difficoltà di fare acquisizioni significative si accompagnano poi le evidenti problematicità di fare sviluppo autonomo al di fuori dei territori storici tradizionali, aspetti che sono stati recentemente riconfermati, ultimamente, nella vicenda CEDI Puglia.

Sono peraltro poi sempre più evidenti le difficoltà del sistema Coop nel promuovere e sviluppare il cambiamento, l’innovazione e lo sviluppo all’interno di un quadro generale caratterizzato da forti mutamenti.

1)Relazioni sindacali/Diritti di informazione

Per rendere piu’ attuale lo strumento del contratto nazionale, al fine di un appropriato controllo dei processi e delle modificazionj in atto nei settori, riteniamo necessario che i diritti di informazione a livello nazionale, territoriale e di singola unità produttiva, debbano focalizzare i problemi inerenti a: terziarizzazioni, esternalizzazioni, appalti, affiliazioni-franchising, marchandiser e-o promoter, cooperative di lavoro.

Su tali materie il diritto di informazione deve essere preventivo al fine di sviluppare appropriati confronti e negoziati ai vari livelli per garantire regole e diritti per i lavoratori (anche ai sensi della direttiva 2002/14/CE). In tale ambito si richiede:

appalti: introduzione di una normativa che salvaguardi i livelli occupazionali delle imprese appaltatrici,

marchandising e-o promoter, terziarizzazioni, appalti, ecc.: la loro attività non deve riguardare l’oggetto principale e le mansioni caratteristiche dell’attività dell’impresa in cui essi prestano la loro opera.

2) Secondo livello di contrattazione aziendale

Nel riconfermare la validità del secondo livello aziendale di contrattazione si chiede di introdurre fra le materie oggetto del diritto di informazione, confronto e negoziato anche quello relativo al calendario annuo delle aperture domenicali-festive.

Si chiede inoltre di attivare ulteriori confronti fra le parti a livello decentrato qualora vi siano problemi occupazionali, al fine di individuare soluzioni che consentano il reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori che, anche a causa dell’età, hanno difficoltà a reinserirsi nel settore.

A tal fine il sistema dei comitati misti paritetici, e l’evoluzione che ne verrà da questo rinnovo, dovranno individuare adeguati moduli formativi al fine di rendere il percorso negoziale più facilmente esigibile.

3) Pari opportunità

Discriminazioni dirette-indirette: si richiede che le imprese (indipendentemente dal numero delle lavoratrici e dei lavoratori) Inviino i rapporti di cui alla legge n. 125, oltre che alle RSU-RSA, OO.SS., anche al comitato misto paritetico nazionale e territoriale (ove costituito) , affinchè si possa procedere ad una elaborazione omogenea dei dati, utile a monitorare la situazione, al fine di rendere propositivo il lavoro dei comitati misti.

Particolare attenzione va rivolta al problema delle molestie sessuali, individuando un codice di condotta di carattere generale da inserire nel CCNL, quale schema base perfezionabile dalla contrattazione di 2° livello.

4)Mobbing

Allo scopo di combattere forme implicite ed esplicite di azioni tese a minare l’integrità psico-fisica dei lavoratori e delle lavoratrici, si richiede di definire un quadro di interventi efficaci atti ad evitare comportamentali di mobbing nel sistema delle relazioni di lavoro.

5 ) Permessi per lutto

Si richiede la concessione dei tre giorni di permesso retribuiti per ogni decesso entro il secondo grado di parentela in linea retta.

5) Congedi parentali

Si richiede di definire le modalità di richiesta in caso di congedi per gravi e documentati motivi familiari-personali, nonché le modalità di partecipazione ai corsi di formazione necessari per il rientro.

Si richiede che la contrattazione di secondo livello, preveda tra le materie ad essa assegnate, quanto previsto all’art. 9 della legge 53/2000. In relazione ai congedi per formazione di cui all’art.5, si richiede la definizione della percentuale di lavoratori che possano accedervi contemporaneamente e riduzione dei 5 anni dell’anzianità prevista per la maturazione del diritto.

Si richiede un congedo retribuito di tre giorni per il padre in occasione della nascita di un figlio e che tale diritto sia applicabile in tutte le cooperative indipendentemente dal numero dei dipendenti.

7) Mercato del lavoro

Nella piena riconferma delle attuali normative previste dal CCNL in materia di Mercato del Lavoro, si richiede la non assoggettabilità al periodo di prova per i lavoratori assunti con contratto stagionale e/o a termine, qualora tornino a prestare la loro attività lavorativa nell’ambito della stessa impresa e per professionalità equivalenti. Si richiede inoltre, al fine di ridurre la precarietà dei rapporti di lavoro, di convenire la definizione di regole relative a criteri di priorità per i lavoratori con contratto a tempo determinato sulle assunzioni a tempo indeterminato. Il secondo livello definirà le modalità attuative.

Collaborazioni occasionali-coordinate continuative, marchandiser promoter.

Qualora le aziende facciano ricorso a tali tipologie lavorative si impegnino al pieno rispetto di quanto previsto nella legge ed in particolare ad non esercitare alcun potere direttivo e/o disclipinare nei confronti dei lavoratori parasubordinati né direttamente, né attraverso terzi questo al fine di evitare che tale tipologia sia sostitutiva del lavoro subordinato.

Si richiede la definizione di normative specifiche per la garanzia dei diritti e delle tutele. Si richiede inoltre la definizione di un compenso minimo che sia corrispondente e non inferiore al costo complessivo stabilito dai contratti collettivi applicati all’interno dell’azienda utilizzatrice e dalle norme di legge per il lavoro subordinato.

Le tipologie di impiego lavorative che non abbiano carattere di lavoro subordinato, dovranno essere contenute in una percentuale che non intacchi il valore preminente del lavoro stabile tale da rappresentare una sua sostituzione . A tal fine si richiede che tale materia venga ricompresa anche tra quelle di contrattazione di secondo livello aziendale.

Apprendistato

Fermo restando quanto previsto in termini di sgravi contributivi dalla legislazione in vigore, si richiede la conferma anticipata a metà del periodo di apprendistato.

Si richiede l’aumento percentuale del salario e l’innalzamento della percentuale di conferma.

Part-time

Si richiede di elevare il limite minimo delle ore previste per il part-time. Si richiede di istituire un tetto massimo di lavoro supplementare.

Lavoro supplementare: si richiede di chiarire che la percentuale di maggiorazione prevista per gli istituti differiti pari al 35%, si aggiunga alle percentuali di maggiorazione previste per il lavoro straordinario, festivo, domenicale, notturno. Si richiede inoltre che le RSU-RSA possano prendere visione del registro nelle singole unità produttive.

Si richiede per i part-time verticali che le ore di straordinario, siano equiparate a tutti gli effetti al lavoro supplementare.

Si richiedere di dare l’opportunità di passaggio dal Full-Time a part-time a chi rientra dalla maternità o per gravi e documentati motivi familiari .

8)Orario di lavoro

Si richiede, per le cooperative che hanno meno di 15 dipendenti, di aumentare le ore di permessi retribuiti.

Si richiede la possibilità di recuperare il riposo se sovrapposto alla festività lavorata.

9)Ferie

Si richiede la possibilità, su richiesta scritta della lavoratrice o del lavoratore, di cumulare le ferie su due anni, al fine di consentire alle lavoratrici e ai lavoratori stranieri, la possibilità del rientro nel proprio paese di origine.

10)Salute e sicurezza

Si richiede un aumento del monte ore a disposizione dei RSL e un incremento delle ore per la formazione degli stessi.

11)Classificazione

Si richiede che i Comitati Misti Paritetici nazionali e regionali, e il loro sviluppo che deriverà da questo rinnovo, costituiscano una banca dati relativa alle professionalità.

Occorre implementare la Commissione già esistente, anche al secondo livello di contrattazione, al fine di aggiornare la classificazione entro il primo biennio.

Nel 3 livello vanno inserite le seguenti figure: impiegato specializzato procedure casse, specialisti pesce, pane, pasticceria, cucina, magazzino, responsabile allestimento, procedure casse/cassa centrale

12)Lavoro domenicale-festivo

In considerazione del fatto che il lavoro domenicale-festivo non è da considerarsi ordinario e si basa sulla volontarietà, si richiede di chiarire che la percentuale di maggiorazione pari al 35% deve essere corrisposta a tutti i lavoratori indipendentemente dalla tipologia del rapporto di lavoro. si richiede inoltre che nel secondo livello di contrattazione si sviluppino confronti negoziali, al fine di analizzare i problemi relativi all’organizzazione del lavoro.

13)Previdenza Integrativa

Si richiede che la quota a carico delle imprese sia portata all’1%. Si richiede inoltre di inserire gli apprendisti.

Si richiede inoltre, che ai nuovi assunti venga distribuito il materiale di informazione di Previcoper e la scheda di adesione al fondo.

Nel progetto di formazione dei nuovi assunti, va inserito tale materia.

Si richiede che ai lavoratori a tempo determinato iscritti a Previcooper, ad ogni riassunzione venga loro fornito il modulo di riattivazione della contribuzione al fondo medesimo,sino a quando non saranno assunti a tempo indeterminato.

14)Assistenza sanitaria integrativa

Nel confermare la centralità del Servizio Sanitario Nazionale Pubblico, si richiede l’istituzione di un fondo di assistenza sanitaria integrativa che faccia tesoro della esperienza realizzata sulla materia dei Fondi istituiti per i Quadri.

I soggetti interessati dovranno essere tutti i lavoratori indipendentemente dalla tipologia di lavoro.

Il CCNL dovrà definire le necessarie destinazioni economiche per l’avvio di un sistema di assistenza integrativa.

15) Quadri

Si richiede la rivalutazione delle indennità di funzione. Si richiede la definizione di regole relative alla reperibilità. Si richiede che la formazione professionale sia parte integrante della attività lavorativa del quadro anche nell’ambito dell’impiego orario sul posto di lavoro.

Si richiede inoltre di innalzare le tutele previste per la mobilità/trasferimenti passando dai 55 anni attuali a 50.

Va inoltre aumentata la quota a carico delle aziende per l’assistenza sanitaria integrativa allo scopo di allargare le coperture assicurative e di ricomprendere il nucleo familiare all’interno dei Fondi Quadri.

Si propone l’adesione a Quadrifor.

16) Impiegati Direttivi

Occorre rafforzare nella contrattazione di 2° livello le materie riguardanti gli impiegati direttivi.

17)Bilateralità

Occorre effettuare un’analisi relativa all’esperienza dei Comitati Misti paritetici nazionali e regionali al fine di rafforzare e sviluppare gli strumenti della Bilateralità.

18)Formazione

Si richiede il recepimento dell’Accordo Interconfederale in materia di Formazione Continua e, come conseguenza, l’attivazione di sportelli di servizio al suddetto Fondo.

19)Salario

Al fine di garantire l’effettiva copertura del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori e sulla base di quanto affermato in premessa, si richiede un aumento salariale pari a 107 euro (in riferimento ai tassi di inflazione tendenziali 2003-2004, il recupero del differenziale inflativo del biennio precedente e tenendo conto dell’andamento del settore). L’incremento salariale richiesto è riferito al 4° livello con conseguente riproporzionamento per gli altri livelli sulla base della scala parametrale del CCNL. La base di calcolo è quella consolidata dai rinnovi contrattuali precedenti.

Link Correlati
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FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL

IPOTESI DI PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIPENDENTI DALLE AZIENDE DELLA DISTRIBUZIONE COOPERATIVA

Premessa

Filcams, Fisascat, Uiltucs con il rinnovo del Contratto Nazionale della distribuzione Cooperativa, riconfermano pienamente la validità e la valenza del Contratto nazionale di settore, quale strumento unitario capace di fornire alle parti sociali il complesso di norme e regole necessarie:

· per affrontare e gestire i processi di trasformazione e di internazionalizzazione che investono i settori, offrendo al contempo uno strumento di regolazione degli stessi;

· regolare, migliorandole, le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici all’interno di questo cambiamento, salvaguardando e migliorando l’occupazione, la difesa del reddito e dei diritti nei luoghi di lavoro.

Il quadro economico e produttivo attuale e degli anni passati, ha manifestato e manifesta chiaramente lo sviluppo ed il peso crescente del Terziario in tutte le sue forme ed il ridimensionamento dei settori primario e secondario. Il Mercato, sempre più, si sviluppa sulla capacità delle aziende di offrire qualità dei prodotti e dei servizi.

La qualità del servizio dipende anche da una buona qualità del lavoro nel settore e anche perciò, il Contratto Nazionale assume un ruolo sempre più innovativo ed importante quale strumento avanzato di relazioni sindacali, capaci di cogliere i cambiamenti in atto.

Filcams, Fisascat e Uiltucs, si pongono l’obiettivo di realizzare un Contratto Nazionale in grado di governare i processi in atto e le ricadute che questi hanno sugli attuali assetti contrattuali e sulle condizioni dei lavoratori, anche visto il quadro normativo in materia di lavoro in continua trasformazione.

Si confermano in tal senso i due livelli di contrattazione come previsto dal protocollo del 23 luglio 1993 con l’obiettivo di operare per:

· far diventare il Contratto Nazionale sempre più uno strumento di regole e principi generali validi per tutti i lavoratori in tutto il Paese;

· definire sempre più norme capaci di cogliere il decentramento istituzionale in atto, ma al contempo cogliere la natura solidaristica che il CCNL ha e deve avere, in settori come il Terziario, caratterizzati da estrema polverizzazione. In questo senso va ricercato il giusto equilibrio tra l’ esigenza di realizzazione di contrattazione di 2° livello aziendal e la salvaguardia del complesso solidaristico di norme contenute nel CCNL.

In questo contesto il tema più volte posto dell’effettivo esercizio del 2° livello di contrattazione va coniugato con ipotesi di concreta attuazione degli stessi impegni che il CCNL ai vari livelli determinerà ..

Nel riconfermare il pieno rispetto della titolarità e delle autonomie di tutte le parti e del libero svolgersi del negoziato, Filcams, Fisascat e Uiltucs, stigmatizzano come, a differenza del passato, i tassi di inflazione programmati non sono stati oggetto di valutazione congiunta tra le parti, ma di decisione unilaterale.

Va sottolineato, in tale ambito, l’effetto inflativo per il Paese e le entrate straordinarie per l’intero sistema del Terziario, che il passaggio dalla lira all’euro (change over) ha prodotto.

Se queste premesse valgono per tutto il settore del Commercio, per la Distribuzione Cooperativa la situazione è ancora più complessa e difficile.

Infatti la Centrale di acquisto tra Coop e Conad sembra essere divenuto un oggetto misterioso, tanto più dopo gli accordi intervenuti tra Conad e Leclerc per lo sviluppo degli Iper, i processi di concentrazione delle imprese Cooperative sono fermi e quelli di riorganizzazione sono ancora limitati e sperimentali, in modo particolare per il sistema Coop la cui fase di riorganizzazione complessiva è continuamente rinviata nel tempo.

Alla ormai tradizionale difficoltà di fare acquisizioni significative si accompagnano poi le evidenti problematicità di fare sviluppo autonomo al di fuori dei territori storici tradizionali, aspetti che sono stati recentemente riconfermati, ultimamente, nella vicenda CEDI Puglia.

Sono peraltro poi sempre più evidenti le difficoltà del sistema Coop nel promuovere e sviluppare il cambiamento, l’innovazione e lo sviluppo all’interno di un quadro generale caratterizzato da forti mutamenti.

1) Relazioni sindacali/Diritti di informazione

1 -Per rendere piu’ attuale lo strumento del contratto nazionale, al fine di un appropriato

2 – controllo dei processi e delle modificazionj in atto nei settori, riteniamo necessario

3 – che i diritti di informazione a livello nazionale, territoriale e di singola unità roduttiva,

4 – debbano focalizzare i problemi inerenti a: terziarizzazioni, esternalizzazioni, appalti,

5 – affiliazioni-franchising, marchandiser e-o promoter, cooperative di lavoro.

6 – Su tali materie il diritto di informazione deve essere preventivo al fine di sviluppare

7 – appropriati confronti e negoziati ai vari livelli per garantire regole e diritti per i

8 – lavoratori (anche ai sensi della direttiva 2002/14/CE). In tale ambito si richiede:

9 – ? appalti: introduzione di una normativa che salvaguardi i livelli occupazionali

10 – delle imprese appaltatrici,

11 – ? marchandising e-o promoter, terziarizzazioni, appalti, ecc.: la loro attività non

12 – deve riguardare l’oggetto principale e le mansioni caratteristiche dell’attività

13 – dell’impresa in cui essi prestano la loro opera.

2) 2° livello di contrattazione aziendale

14 – Nel riconfermare la validità del secondo livello aziendale di contrattazione si chiede

15 – di introdurre fra le materie oggetto del diritto di informazione, confronto e negoziato

16 – anche quello relativo al calendario annuo delle aperture domenicali-festive..

17 – Si chiede inoltre di attivare ulteriori confronti fra le parti a livello decentrato qualora

18 – vi siano problemi occupazionali, al fine di individuare soluzioni che consentano il

19 – reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori che, anche a causa dell’età, hanno

20 – difficoltà a reinserirsi nel settore.

21 – A tal fine il sistema dei comitati misti paritetici, e l’ evoluzione che ne verrà da

22 – questo rinnovo, dovranno individuare adeguati moduli formativi al fine di rendere il

23 – percorso negoziale più facilmente esigibile.

3) Pari opportunità

24 – Discriminazioni dirette-indirette: si richiede che le imprese (indipendentemente dal

25 – numero delle lavoratrici e dei lavoratori) Inviino i rapporti di cui alla legge n. 125,

26 – oltre che alle RSU-RSA, OO.SS., anche al comitato misto paritetico nazionale

27 – affinchè si possa procedere ad una elaborazione omogenea dei dati utile a

28 – monitorare la situazione ed al lavoro propositivo della commissione nazionale ed

29 – alle commissioni eventualmente costituite negli accordi di secondo livello ..

30 – Particolare attenzione va rivolta al problema delle molestie sessuali, individuando

31- un codice di carattere generale da inserire nel CCNL, quale schema base

32 – perfezionabile dalla contrattazione di 2° livello.

4) Mobbing

33 – Allo scopo di combattere forme implicite ed esplicite di azioni tese a minare

34 – l’integrità psico-fisica dei lavoratori e delle lavoratrici, si richiede di definire un

35 – quadro di interventi efficaci atti ad evitare comportamentali di mobbing nel sistema

36 – delle relazioni di lavoro.

5) Congedi parentali

37 – Si richiede di definire le modalità di richiesta in caso di congedi per gravi e

38 – documentati motivi familiari-personali, nonché le modalità di partecipazione ai corsi

39 – di formazione necessari per il rientro.

40 – Si richiede che la contrattazione di secondo livello, preveda tra le materie ad essa

41 – assegnate, quanto previsto l’art. 9 della legge 53/2000.

42 – In relazione ai congedi per formazione di cui all’art.5, si richiede la definizione della

43 – percentuale di lavoratori che possano accedervi contemporaneamente e riduzione

44 – dei 5 anni dell’anzianità prevista per la maturazione del diritto.

6) Mercato del lavoro

45 – Nella piena riconferma delle attuali normative previste dal CCNL in materia di

46 – Mercato del Lavoro, si richiede la non assoggettabilità al periodo di prova per i

47 – lavoratori assunti con contratto stagionale e/o a termine, qualora tornino a prestare

48 – la loro attività lavorativa nell’ambito della stessa impresa e per professionalità

49 – equivalenti. Si richiede inoltre, al fine di ridurre la precarietà dei rapporti di lavoro, di

50 – convenire la definizione di regole relative a criteri di priorità per i lavoratori con

51 – contratto a tempo determinato sulle assunzioni a tempo indeterminato. Il secondo

52 – livello definirà le modalità attuative.

7) Collaborazioni occasionali-coordinate continuative, marchandiser promoter.

53 – Qualora le aziende facciano ricorso di tali tipologie lavorative si impegnino al pieno

54 – rispetto di quanto previsto nella legge ed in particolare ad non esercitare alcun

55 – potere direttivo e/o disclipinare nei confronti dei lavoratori parasubordinati né

56 – direttamente, né attraverso terzi.

57 – Si richiede la definizione di normative specifiche per la garanzia dei diritti e delle

58 – tutele. Si richiede inoltre la definizione di un compenso minimo che sia

59 – corrispondente e non inferiore al costo complessivo stabilito dai contratti collettivi e

60 – dalle norme di legge per il lavoro subordinato.

- Apprendistato

61 – Fermo restando quanto previsto in termini di sgravi contributivi dalla legislazione in

62 – vigore, si richiede la conferma anticipata a metà del periodo di apprendistato.

63 – Si richiede l’aumento percentuale del salario e l’innalzamento della percentuale di

64 – conferma.

- Part-time

65 – Si richiede di elevare il limite minimo delle ore previste per il part-time.

66 – Lavoro supplementare: si richiede di chiarire che la percentuale di maggiorazione

67 – prevista per gli istituti differiti pari al 35%, si aggiunga alle percentuali di

68 – maggiorazione previste per il lavoro straordinario, festivo, domenicale, ecc.

69 – Si richiede inoltre che le RSU-RSA possano prendere visione del registro nelle

70 – singole unità produttive.

71 – Si richiede per i part-time verticali che le ore di straordinario, siano equiparate a

72 – tutti gli effetti al lavoro supplementare.

8) Classificazione

73 – Si richiede che i Comitati Misti Paritetici nazionali e regionali, e il loro sviluppo che

74 – deriverà da questo rinnovo, costituiscano una banca dati relativa alla

75 – professionalità ;.

76 – Occorre implementare la Commissione già esistente, al fine di aggiornare la

77 – classificazione nell’arco della vigenza contrattuale.

78 – Nel 3 livello vanno inserite le seguenti figure: impiegato specializzato procedure

79 – casse, specialisti pesce, pane, pasticceria, cucina, magazzino, responsabile

80 – allestimento

9) Lavoro domenicale-festivo

81 – In considerazione del fatto che il lavoro domenicale-festivo non è da considerarsi

82 – ordinario e si basa sulla volontarietà, si richiede di chiarire che la percentuale di

83 – maggiorazione pari al 35% deve essere corrisposta a tutti i lavoratori

84 – indipendentemente dalla tipologia del rapporto di lavoro. si richiede inoltre che nel

85 – secondo livello di contrattazione si sviluppino confronti negoziali, al fine di

86 – analizzare i problemi relativi all’ organizzazione del lavoro.

10) Previdenza Integrativa

87 – Si richiede che la quota a carico delle imprese sia portata all’1%. Si richiede inoltre 88 – di inserire gli apprendisti.

89 – Si richiede inoltre, che ai nuovi assunti venga distribuito il materiale di informazione

90 – di Previcoper e la scheda di adesione al fondo.

91 – Nel progetto di formazione dei nuovi assunti, va inserito tale materia.

11) Assistenza sanitaria integrativa

92 – Nel confermare la centralità del Servizio Sanitario Nazionale Pubblico, si richiede

93 – l’istituzione di un fondo di assistenza sanitaria integrativa che faccia tesoro della

94 – esperienza realizzata sulla materia dei Fondi istituiti per i Quadri.

95 – I soggetti interessati dovranno essere tutti i lavoratori indipendentemente dalla

96 – tipologia di lavoro.

97 – Il CCNL dovrà definire le necessarie destinazioni economiche per l’avvio di un

98 – sistema di assistenza integrativa.

12) Quadri

99 – Si richiede la rivalutazione delle indennità di funzione.

100 – Si richiede la definizione di regole relative alla reperibilità ; per alcune figure

101 – professionali e la conseguente indennità economica.

102 – Si richiede inoltre di innalzare le tutele previste per la mobilità/trasferimenti

103 – passando dai 55 anni attuali a 50.

104 – Va inoltre aumentata la quota a carico delle aziende per l’ assistenza sanitaria

105 – integrativa allo scopo di allargare le coperture assicurative e di ricomprendere il

106 – nucleo familiare all’interno dei Fondi Quadri.

107 – Si propone l’adesione a Quadrifor.

13) Impiegati Direttivi

108 – Occorre rafforzare nella contrattazione di 2° livello le materie riguardanti gli

109 – impiegati direttivi.

14) Bilateralità

110 – Occorre effettuare un’analisi relativa all’esperienza dei Comitati Misti

111 – paritetici nazionali e regionali al fine di rafforzare e sviluppare gli strumenti della

112 – Bilateralità.

15) Formazione

113 – Si richiede il recepimento dell’Accordo Interconfederale in materia di Formazione

114 – Continua e, come conseguenza, l’attivazione di sportelli di servizio al suddetto

115 – Fondo.

16) Salario

116 – Al fine di garantire l’effettiva copertura del potere di acquisto delle retribuzioni dei

117 – lavoratori e sulla base di quanto affermato in premessa, si richiede un

118 – aumento salariale pari a 100 euro (in riferimento ai tassi di inflazione tendenziali

119 – per il 2003-119 -2004, il recupero del differenziale inflativo del biennio precedente

120 – e tenendo conto dell’andamento del settore). L’incremento salariale richiesto è

121 – riferito al 4° livello con conseguente riproporzionamento per gli altri livelli sulla

122 – base della scala parametrale del CCNL. La base di calcolo è quella consolidata

123 – dai rinnovi contrattuali precedenti.

PIATTAFORMA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO PER I DIPENDENTI DA AZIENDE DEL TERZIARIO DELLA DISTRIBUZIONE E DEI SERVIZI

Premessa

Filcams, Fisascat, Uiltucs con il rinnovo del Contratto Nazionale del Terziario, riconfermano pienamente la validità e la valenza del Contratto nazionale di settore, quale strumento unitario capace di fornire alle parti sociali il complesso di norme e regole necessarie:

Il quadro economico e produttivo attuale e degli anni passati, ha manifestato e manifesta chiaramente lo sviluppo ed il peso crescente del Terziario in tutte le sue forme ed il ridimensionamento dei settori primario e secondario. Il Mercato, sempre più, si sviluppa sulla capacità delle aziende di offrire qualità dei prodotti e dei servizi.

La qualità del servizio dipende anche da una buona qualità del lavoro nel settore e anche perciò, il Contratto Nazionale assume un ruolo sempre più innovativo ed importante quale strumento avanzato di relazioni sindacali, capaci di cogliere i cambiamenti in atto.

Filcams, Fisascat e Uiltucs, si pongono l’obiettivo di realizzare un Contratto Nazionale in grado di governare i processi in atto e le ricadute che questi hanno sugli attuali assetti contrattuali e sulle condizioni dei lavoratori, anche visto il quadro normativo in materia di lavoro in continua trasformazione.

Si ritiene, in tal senso, operare:

In questo contesto il tema più volte posto, ovvero dell’effettivo esercizio del 2° livello di contrattazione va coniugato con ipotesi di concreta attuazione degli stessi impegni che il CCNL ai vari livelli determinerà. L’attuale legislazione offre scarsi percorsi se non attraverso complicate soluzioni di natura costituzionale. Si ritiene opportuno nella fase di confronto valutare tutte quelle soluzioni che in passato sono state adottate a valle dei processi negoziali come per esempio gli avvisi comuni, come possibili test risolutivi orientati al rafforzamento delle norme contrattuali. In tale senso vanno anche sperimentati percorsi negoziali finalizzati alla realizzazione di avvisi comuni su materie di carattere piu’ generali quali ad esempio gli ammortizzatori sociali.

Nel riconfermare il pieno rispetto della titolarità e delle autonomie di tutte le parti e del libero svolgersi del negoziato nel rispetto dei tempi e delle modalità previsti dal protocollo del 23 luglio 1993, Filcams, Fisascat e Uiltucs, stigmatizzano come, a differenza del passato, i tassi di inflazione programmati non sono stati oggetto di accordo concertativi tra le parti, ma di decisione unilaterale.

Va sottolineato, in tale ambito, l’effetto inflativo per il Paese e le entrate straordinarie per l’intero sistema del Terziario, che il change over ha prodotto con l’entrata dell’Euro.

Conseguentemente, chiediamo sia sviluppato un confronto sulle seguenti materie:

1) Relazioni sindacali, Diritti di informazione ai vari livelli e relative materie di confronto e negoziato

2) Evoluzioni a livello europeo

3) Diritti sindacali

4) Pari opportunità

5) Collaborazioni occasionali-coordinate continuative, marchandise, promoter

6) Apprendistato, part-time

7) Classificazione

8) Malattia

9) Lavoro domenicale-festivo

10) Previdenza Integrativa

11) Assistenza sanitaria integrativa

12) Quadri

13) Bilateralità

14) Formazione

15) Operatori di vendita

16) Salario

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